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Regali di Natale...

... ai cacciatori...

UN REGALO DI NATALE A BRACCONIERI E CACCIATORI DISONESTI

Comunicato del 12 dicembre 2002

IL CONSIGLIO PROVINCIALE DI TREVISO APPROVA IL REGOLAMENTO SULLE GUARDIE VENATORIE VOLONTARIE. UN REGALO DI NATALE A BRACCONIERI E CACCIATORI DISONESTI

Ieri sera il Consiglio provinciale di Treviso ha approvato il Regolamento sulla vigilanza venatoria volontaria voluto dall'Assessore alla Caccia Stefano Busolin della Lega, che prevede:
1) limiti temporali di vigilanza delle Guardie volontarie,
2) limiti geografici ristretti di operatività (anziché l'intera provincia),
3) comunicazione preventiva dei luoghi e dei tempi di vigilanza,
4) spossessamento delle funzioni di polizia giudiziaria alle Guardie,
5) mancanza di segretezza delle modalità, dei luoghi e dei tempi della vigilanza volontaria,
6) cancellazione dell'autonomia del coordinamento interno delle Guardie a ciascuna associazione,
7) comitato della vigilanza venatoria a maggioranza bulgara di cacciatori;
8) l'impossibilità per le Guardie non residenti a Treviso di operare in provincia;
9) l'obbligo di sottoscrivere costose assicurazioni a carico di ciascuna Guardia senza un minimo di rimborso spese.

Viene quindi cancellato l'effetto sorpresa unico deterrente al bracconaggio, e tutti i cacciatori, soprattutto gli amici degli amici, sapranno sempre in anticipo dove saranno le guardie volontarie, con particolare riferimento a quelle poche che applicano le leggi, ovvero quelle ambientaliste di LAC, LIPU ed ENPA.

Il meccanismo introdotto potrebbe essere paragonato ed esemplificato ad una situazione che vedrebbe fronteggiati Guardie e Ladri, dove a stabilire i turni delle Guardie sono proprio i Ladri. E' come se fossero le prostitute del Terraglio a stabilire le date e gli orari delle retate antiprostituzione effettuate dalla Questura di treviso.

Cosa accadrebbe se sui quotidiani venissero pubblicati preventivamente i luoghi e gli orari in cui la Polizia stradale posiziona gli autovelox per il controllo della velocità?

Hanno votato a favore i consiglieri della LEGA e FORZA ITALIA, hanno votato contro MARGHERITA e LISTA DI PIETRO, non hanno votato abbandonando l'aula i due consiglieri dei DS.

Ha dichiarato Massimo Vitturi, Coordinatore delle Guardie della LAC Nucleo di Treviso: "E' un regalo che i bracconieri e i cacciatori disonesti troveranno sotto l'albero di Natale. Il vero intento di legare le mani e i piedi alle nostre Guardie si è capito benissimo dagli interventi fatti in aula dai Consiglieri Guido Mario Marson di Forza Italia cacciatore e Alessandro Cenedese della Lega anch'esso cacciatore, tutti incentrati contro la LAC e le Guardie protezionistiche."Da oggi i nostri legali sono al lavoro per presentare un nutritissimo ricorso contro il regolamento al TAR del Veneto".

LAC VENETO

 

Comunicato del 12 dicembre 2002

LA REGIONE AUMENTA LE TASSE SULLA SALUTE A TUTTI I CITTADINI MENTRE LE TASSE DEI CACCIATORI RESTANO INALTERATE DA OLTRE 8 ANNI

In questi giorni il Consiglio regionale ha aumentato le tasse sulla sanità a tutti i cittadini veneti senza però toccare quelle che sono le tasse più datate oggi applicate nella Regione Veneto: le tasse ai cacciatori. Infatti è dal lontano 1 gennaio 1994 che la tassa regionale prevista per chi va a caccia, pari a 64 Euro, non viene più aumentata, stessa cosa vale per le tasse di concessione governative pari a 134 Euro che addirittura non vengono più aumentate dal lontano 1992 !

Si tratta quindi di una situazione di privilegio per una sparuta minoranza di cittadini, di poco superiore allo 0,8% della popolazione veneta, i cacciatori, che oltre ad essere i più privilegiati d´Europa potendo sparare legalmente al maggior numero di specie di selvatici rispetto a tutti gli altri paesi europei, sono la categoria di cittadini che da oltre 8 anni non si vede più aumentare le tasse.

Per poter quindi sparare in Veneto per distruggere un patrimonio naturale di proprietà di tutti i cittadini, la fauna selvatica appunto, in termini di tasse regionali e nazionali oggi basta pagare la misera cifra di 198 Euro pari 383.000 vecchie lire.

Ha dichiarato Andrea Zanoni del Coordinamento protezionista veneto: "Ci auguriamo che la Regione Veneto corra presto ai ripari aumentando finalmente le tasse anche ai cacciatori che oggi esercitano la caccia gravando sulle tasche di tutti i cittadini, infatti i 198 Euro di tasse annuali non bastano a coprire nemmeno il 30% dei soldi occorrenti per far funzionare: gli uffici caccia regionali, gli uffici caccia provinciali, gli assessorati caccia regionali e gli assessorati caccia provinciali; per coprire i costi di tipografia per i 55.000 tesserini venatori e i calendari venatori stagionali stampati ogni anno, per far funzionare gli uffici delle questure per i rinnovi delle licenze di caccia, le commissioni provinciali d´esame, ecc."

Stesso privilegio in termini di tasse spetta anche alle Aziende Faunistico Venatorie ed Aziende Agri Turistico Venatorie alle quali, come per i cacciatori, non vengono più aumentate le tasse da oltre 8 anni.

COORDINAMENTO PROTEZIONISTA VENETO


... e dai cacciatori.

DI CACCIA SI MUORE

Comunicato del 10 dicembre 2002

DI CACCIA SI MUORE. IN VENETO UN VERO BOLLETTINO DI GUERRA: DA SETTEMBRE GIÀ 2 MORTI E 6 FERITI GRAVI.

Non solo uccelli ed altri animali cadono sotto i colpi delle doppiette, ma anche gli stessi cacciatori o sfortunati escursionisti, vittime di frequenti incidenti.

Nella stagione di caccia 2001/2002 sono morte cosi' 47 persone, una media di quasi 10 al mese.

Si contano inoltre una cinquantina di feriti e 5 invalidi permanenti. Il dato e' contenuto in un dossier dell'Eurispes, pubblicato all'indomani dell' apertura ufficiale della nuova stagione venatoria del 19 settembre scorso.

Quest'anno la musica non cambia, sembra un bollettino di guerra, infatti da settembre ad oggi i morti per incidenti di caccia in Italia sono già 13, due dei quali in Veneto, più precisamente uno a Sossano (VI) del 22/09/02, la vittima è tale Balduzzo Fausto e l^Òultimo di domenica 3 novembre a San Pietro di Feletto (TV), la vittima è Pietro Miraval di 55 anni.

I feriti gravi in Veneto invece sono già 6 con incidenti di caccia accaduti rispettivamente a: Mansuè (TV) il 18 settembre a Silvestrini Silvestro di 66 anni, a Villaraspa di Mason (VI) il 19 settembre a Pigato Giovanni di 61 anni, Lamon (BL) il 5 settembre a Gaio Guido di 56 anni, Branchi di Recoaro Terme (VI) il 6 ottobre a Ceolato Luigino di 55 anni, Cappella di Scorzè (VE) il 12 ottobre a Luise Livio di 56 anni, e infine l'ultimo a Fossalta di Piave (VE) il 16 novembre.

Viene così confermato il serio pericolo per le persone e gli animali derivante da questa pratica anacronistica e svolta con poche regole e controlli sporadici e fortuiti.

Lo scorso 19 settembre il Coordinamento delle associazioni protezionistiche composto da LAC, LAV, LIPU, WWF, ENPA, UEPA, UNA, Animalisti Italiani, Amici del Parco del Delta, Italia Nostra e ADAA ha consegnato in regione una petizione che richiede fra ben 14 punti anche: il divieto di caccia di domenica, il divieto di caccia nel 70% del territorio regionale (ora protetto solo al 10%) e il divieto di caccia nei terreni dei privati. Se queste disposizioni, sottoscritte da ben 72.225 cittadini veneti, tra i quali ben 11 consiglieri regionali, fossero già legge, molti di questi incidenti non sarebbero mai accaduti.

Ha dichiarato Massimo Vitturi Delegato della LAC Veneto: "In seguito a queste disgrazie ci auguriamo che il Consiglio regionale prenda atto della pericolosità della caccia e tuteli quindi dalle doppiette i civili e le famiglie che in autunno si godono le campagne e le colline, inserendo nella nuova legge delle precise disposizioni che vietino la caccia di domenica e la caccia nei terreni dei privati e proteggano almeno il 70 % del territorio regionale."

Ha aggiunto Andrea Zanoni Presidente della LAC Veneto: "Un decreto del Ministro della Sanità del 28 aprile del 1998 prevede che i cacciatori debbano sottoporsi ad accertamenti atti a stabilirne i minimi requisiti psicofisici ogni sei anni. Mi sembra proprio un periodo troppo lungo durante il quale soprattutto nelle persone anziate le condizioni psicofisiche possono crollare repentinamente. Se il controllo fosse annuale questa lunga lista di morti e feriti potrebbe essere perlomeno dimezzata.".

LAC VENETO