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Diritti umani in pericolo in Myanmar. Diffondi l'appello di
Amnesty International!
Cara amica, caro amico,
a Myanmar è in atto una violenta repressione delle manifestazioni
pacifiche, che si stanno svolgendo in tutto il paese da oltre un
mese.
Il 25 settembre circa 300 persone sono state arrestate durante le
proteste e tre monaci sono stati uccisi: uno da un colpo d'arma da
fuoco e gli altri due a seguito di un pestaggio. Il giorno dopo vi
sono state altre vittime, e almeno un giornalista è rimasto ucciso.
Fonti non ufficiali hanno fatto sapere ad Amnesty International che
oltre 50 monaci sono rimasti feriti.
Le ultime notizie ricevute da Amnesty International in queste ore
non sono incoraggianti. Numerosi raid da parte della polizia stanno
avendo luogo in queste ore nei monasteri buddisti di Yangon e in
altre città del paese, non si conosce ancora il numero preciso dei
monaci arrestati e delle persone rimaste ferite.
Per scongiurare il ripetersi del bagno di sangue del 1988, quando
furono uccise circa 3000 persone, Amnesty International ha lanciato
un appello alle autorità di Myanmar chiedendo loro di mettere fine
alle repressioni contro i dimostranti pacifici e garantire il
rispetto del diritto di manifestazione.
ANCHE TU PUOI FARE QUALCOSA DI IMPORTANTE!
FIRMA L'APPELLO ON-LINE A QUESTO INDIRIZZO:
www.amnesty.it/appelli/azioni_urgenti/Myanmar
E INVIA SUBITO QUESTA E-MAIL AI TUOI AMICI CHIEDENDO LORO DI FARE
ALTRETTANTO.
Far sentire la nostra voce in questo momento è fondamentale.
Insieme, la nostra voce può diventare più forte e salvare delle
vite!
Amnesty International Sezione Italiana
28 settembre 2007
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Bracconaggio a Cipro
A Cipro è in pieno svolgimento un campo antibracconaggio
internazionale a cui stanno partecipando anche volontari italiani.
La situazione sull'isola è tragica, come potete leggere di seguito.
Facciamo sapere al Ministero dell'Ambiente cipriota,
all'Ambasciata e all'ente turistico che siamo in tanti a sapere
quel che accade sulla loro isola e che non lo tolleriamo!
Testo da inviare:
The Italian volunteers who carry out their engagement against
poaching in the national park of Greek Cape in Cyprus in these weeks
have been testifying the tragic situation: the area is infested with
poachers who kill and give pain and suffering to the animals without
any control, thousands of animals - caught with glue agonizing
under the sun, electromagnetic traps (which are prohibited) and
traps of every kind. The police do not effectively intervene.
We think this situation is of the maximum gravity and we are
scandalized that Cyprus wildlife is under such devastation.
We ask the urgent intervention of the environment agency and a
greater police engagement. Until Cyprus it is hell for the animals,
we will boycott the tourism in the island and involve as many people
as possible.
Nome cognome città
Traduzione:
I volontari antibracconaggio italiani impegnati in queste settimane
nel parco nazionale di Capo Greco stanno
riportando testimonianze drammatiche: zona infestata dai bracconieri
che agiscono indisturbati, migliaia di uccelli migratori e altri
animali da terra intrappolati con la colla e lasciati agonizzare al
sole, richiami elettromagnetici (vietati) e trappole di ogni tipo.
Le forze dell'ordine non intervengono in maniera efficace.
Riteniamo questa situazione della massima gravità e siamo indignati
dal fatto che a Cipro flora e fauna subiscano una tale devastazione.
Chiediamo l'intervento urgente degli enti preposti alla tutela
dell'ambiente e un maggior impegno delle forze
dell'ordine presenti sul territorio.
Finché Cipro sarà l'inferno per gli animali, boicotteremo il turismo
sull'isola e sensibilizzeremo a questo proposito quante più persone
possibili.
Ministry of Agriculture, Natural Resources and Environment
registry@moa.gov.cy
Ente Nazionale per il Turismo
info@turismocipro.it
Ambasciata della Repubblica di Cipro
emb.rome@flashnet.it
Dalla newsletter della Fondazione Vallevegan
28 settembre 2007
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