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Forconi e manganelli

Giovanna Soprani (al centro) e alcune delle sue 
vittime Giovanna Soprani (al centro) e alcune delle sue 
vittime Giovanna Soprani (al centro) e alcune delle sue 
vittime

I presìdi vanno avanti da mesi, fra l'ostilità degli interessati e l'indifferenza del popolo. Per il popolo, gli eroi risorgimentali e i bolscevichi russi si sarebbero fatti ammazzare: oggi è un termine obsoleto e io, il popolo, lo odio. Se a scendere in piazza fossero metalmeccanici, per difendere il posto di lavoro, i ciclisti di passaggio farebbero tanto di cappello e gli automobilisti rallenterebbero. Invece siamo noi, forze angeliche allo sbaraglio, a protestare, e più di qualcuno ha cercato di investirci. I ciclisti invece ci invitano garbatamente ad andare a lavorare.

Succede in Emilia Romagna, regione che Bossi vorrebbe dividere in due. E il Friuli Venezia Giulia?

Succede a San Polo d'Enza, davanti a un allevamento di cavie. Già il concetto che qualcuno possa fare esperimenti su altri ci fa sconfinare nel territorio universalmente noto come Fascismo. Se poi si pensa che delle creature sono fatte venire al mondo con il solo scopo di procurar loro dolore e sofferenza, la strada che abbiamo imboccato ci porta dritti dritti all'inferno. Ed è lì che vi voglio portare, con un biglietto di andata e ritorno, beninteso.

Una delle porte dell'inferno, dunque, è in provincia di Reggio Emilia. Il fatto che il paese sia intestato a un santo già dovrebbe metterci in allarme perché la chiesa cattolica è maestra nell'arte della propaganda demoniaca. Il fatto che la proprietaria dell'allevamento, tale Giovanna Soprani, sia di nazionalità italiana è un'ulteriore aggravante, data la notoria cattiveria dei popoli latini verso gli animali. Mentre i diavoli sono tutti più o meno dello stesso aspetto, i dannati prendono le sembianze di cani, gatti, topi, criceti, conigli e gerbilli. Ci sono alcune cose che contrastano con la teologia classica. La prima è che i dannati non hanno nessuna colpa da espiare; la seconda è che dovrebbero essere i diavoli a subire una qualche punizione per la loro palese malvagità, ma sono troppo furbi per farsi mettere gli elettrodi in testa o per farsi ficcare dentro un tamburo rotante. Ne consegue che, con le vittime, non si capisce bene per quale motivo, irrimediabilmente condannate al loro ruolo e con i carnefici che la fanno da padrone, ogni embrione di giustizia viene disintegrato. Annullato. Una colossale presa in giro. Pura velleità di anime nobili.

Se qualche individuo si ribella a questo stato di cose e cerca di strappare di mano ai diavoli i loro forconi, ecco che viene immobilizzato da altri diavoli in assetto antisommossa, specializzati in questo genere di cose, e fatto arrostire nelle aule dei tribunali e nelle prigioni.

Prendiamo Davide per esempio. Si è fatto beccare da alcuni di loro alle sette del mattino, davanti all'allevamento. Quattro ore prima ignoti avevano disturbato il sonno di Giovanna Soprani, chiamandola a gran voce con un megafono. Davide è stato identificato, privo di megafono, e processato per direttissima il 2 luglio a Montecchio Emilia. Noi ci siamo presentati, davanti all'ufficio del giudice di pace (si nascondono dietro concetti fuorvianti, come fanno i vivisettori) con una ventina di megafoni. Due digosauri ci filmavano perché è ancora aperta la questione su dove siano andati a finire un centinaio di dannati portati via dalla sala d'aspetto dell'inferno, e gli investigatori sono ancora al lavoro. Quelle facce di palta ci guardavano da dietro i loro occhiali scuri: erano loro i padroni della situazione, noi, i marziani da respingere sul pianeta di provenienza.

Problemi di comunicazione: come fargli capire che stanno prendendo le difese di Satana? E che anzi, così facendo, ne diventano suoi servi? Obbediscono a ispettori e marescialli, ma in realtà è a Lucifero che sono devoti. E nemmeno lo sanno. Poiché si divertono ad arrostirci a fuoco lento, il nostro amico ha avuto l'udienza rinviata al 5 novembre. Non lo abbandoneremo.

Come non abbandoneremo i cagnetti e i piccioni allevati dalla Soprani, benché la nostra vicinanza sia frenata dai demoni in divisa e la nostra solidarietà solo virtuale. Com'è possibile che possano provare una nuova marca di shampo negli occhi dei conigli senza che Dio in persona scenda a fulminarli? Mi viene il sospetto che Dio sia morto, o forse gravemente malato. Non può neanche scendere dal letto. Fatto sta che mia zia va a comprare il nuovo shampo al supermercato e paga l'assassino che come minimo dovrebbe subire la stessa sorte, ma che invece viene lautamente pagato dalla Procter & Gamble.

Misteri della fede. Chi dovrebbe stare all'inferno se ne va in giro con la mercedes e sulla porta del suo ufficio sta scritto dottor Silvio Garattini, mentre chi dovrebbe stare in un prato a rosicchiar radici si ritrova gli occhi bruciati da sostanze corrosive. E ancora, a chi dovrebbe avere entrambe le mani tagliate, come prescrive sia la legge coranica che quella del taglione, per tutte la pance di topo che ha aperto nella sua carriera, gli viene dato il premio Nobel, mentre chi dovrebbe rotolarsi nel fango, grufolando, viene investito dalla fiamma di un nuovo tipo di lanciafiamme. Shampi, pillole di Viagra e nuovi modelli di lanciafiamme non avrebbero la minima probabilità di essere commerciati se non lo prescrivesse la legge e, soprattutto, se non fosse stato fatto credere al popolo (quello stesso dei bolscevichi e degli eroi risorgimentali) che senza animali il progresso si arresta. Furbi! Davvero astuti, questi sommi sacerdoti in camice bianco che decidono che cos'è il progresso e quali e quante vittime devono essere sacrificate. Se davvero la scienza-Moloch esige vittime sacrificali, che si offrano loro! E se non bastano, si attinga alle loro famiglie.

A Nerviano, vicino Milano, per esempio, un'altra porta dell'inferno, la ditta PHARMACIA ha tremila dipendenti, di cui ottocento ricercatori: invece di comprare i macachi dall'estremo oriente e i cagnetti beagles dagli U.S.A. (dato che la Giovanna Soprani, per una legge regionale, i suoi non li può vendere) potrebbero sottoporsi essi stessi agli esperimenti, se davvero sono importanti come dicono. Dopo aver sperimentato sui ricercatori ed averli debitamente inceneriti al termine dell'esperimento, si potrà assumere nuovo personale, dando un contributo alla soluzione del problema disoccupazione. Come mai, finora, a nessun politico è venuto in mente?

Ma torniamo ai cancelli dell'inferno. L'atmosfera è diversa fra Nerviano, San polo d'Enza e Colleretto Giacosa. Ce ne sarebbero altri, sparsi per l'Italia, ma la reazione angelica, finora, si è coagulata intorno a questi tre. Forse più avanti apriremo un nuovo fronte: la Greenhill di Montichiari, in provincia di Brescia, per esempio, che alleva cagnetti beagles.

A Colleretto di Ivrea, la RBM macina cani e scimmie a tutto spiano e i topi albini li usa come fazzoletti di carta. L'atmosfera è pesante: dopo un anno di proteste, i vivisettori hanno ottenuto dal loro collega questore, per motivi di ordine pubblico, che i manifestanti venissero allontanati dall'ingresso dell'istituto di un centinaio di metri, perché avere qualcuno che gli esprimeva disapprovazione, tutte le volte che si recavano al lavoro, gli creava stress. Poverini!

A San Polo, il cancello dell'inferno è al termine di una strada privata e lì, a debita distanza, sulla provinciale, ci rivolgiamo principalmente agli automobilisti. L'atmosfera è pesante per via degli sbirri, che hanno già messo le mani addosso ad alcuni di noi. Sono almeno dodici anni, da quando sono stato arrestato all'interno dell'allevamento, che la forza pubblica, pagata con il denaro dei contribuenti, tutela gli sporchi traffici di un privato cittadino, la summenzionata Giovanna Soprani. Detto per inciso, qui ci starebbe bene un'interrogazione parlamentare sul modo di utilizzare le cosiddette forze dell^Òordine, e il denaro della gente.

A Nerviano invece, forse perché i presìdi sono iniziati da soli due mesi, da quando si è saputo dello sbarco alla Malpensa di centoventi macachi, l'atmosfera è più rilassata. Benché volino insulti da parte nostra nei confronti di chi esce dall'azienda, senza sapere se si tratta di cuochi, piastrellisti o carnefici di animali, per il momento vigili urbani e carabinieri ci lasciano fare. Fino a quando non perderanno la pazienza. E' solo questione di tempo: lo Stato, che di norma e regola protegge gli interessi economici dell'industria, senza preoccuparsi se essi conducono alla morte della biosfera, ora schiera sbirri davanti ai laboratori di ricerca e un domani, già me l'immagino, disporrà l'esercito davanti ai mattatoi, alle macellerie e alle pelliccerie. Temo che non succederà tanto presto. Non in questa vita. Purtroppo per noi, per Dio (che forse non si sente troppo bene) e per la giustizia, è una questione di numeri. Migliaia di manifestanti hanno la forza di sbaragliare centinaia di demoni in divisa, con o senza forconi e manganelli, e di portar fuori dalle prigioni gli animali condannati alla pena capitale e alla tortura. Ma quale alchimia bisogna creare e quali formule magiche è necessario recitare per condurre migliaia di persone davanti ai luoghi del supplizio?

Con le partite di calcio (Panem et circenses) ci riescono pure!

Ora come ora, la situazione, per noi, è penosa e ce ne rendiamo perfettamente conto: oltre il muro agonizzano i nostri fratelli e noi siamo impossibilitati a salvarli. Pochi attivisti arrabbiati e variopinti fanno solo folclore, e un ottuso ghigno beffardo si stampa, in genere, sulle maschere dei guardiani dell'inferno. Loro non lo sanno, o fanno finta di non saperlo, come non lo sa il popolo, che forse, anche lui, fa finta di non saperlo, quanto facciano male le scosse elettriche. Così pure non sanno quanto sia doloroso avere un elettrodo impiantato nella scatola cranica, o gli arti spezzati dal professore di traumatologia, oppure i polmoni bruciati dal docente di tossicologia. E tutto questo e molto altro ancora perché il popolo vuole avere i capelli lucenti ed essere curato dai mali che gli stessi ricercatori hanno messo in circolazione, ricercatori che ci guadagnano due volte: ammalando la gente e facendo finta di curarla, ma in realtà inchiodandola alla malattia. Il paziente migliore? Quello cronico, consumatore di farmaci per il resto della vita.

Dolore, violenza e ingiustizia, ai danni prima degli animali e subito dopo degli uomini, le vere, finali cavie, affinché gli industriali della chimica e dell'alimentazione possano fare vita da nababbi e andare regolarmente in vacanza, per contrasto con la loro natura demoniaca, negli ultimi paradisi tropicali. Tutto questo, mentre il Pianeta muore, con l'avallo delle leggi, la protezione della polizia e il consenso del popolo cieco e ignorante.

Noi angeli dilettanti riusciamo a fare ben poco contro le schiere dei demoni aguzzini, e dei loro protettori. Speriamo che Dio si rimetta presto.

Roberto Duria
3 luglio 2003


Dal sito di Roberto Duria