A proposito dell'articolo apparso oggi sul Carlino ritengo utili alcune informazioni che rivolgo particolarmente al vicesindaco di Marzabotto.
E' una vera disdetta infatti che il sig. Primo Gandolfi non abbia avuto la possibilita' - certamente a causa dei suoi molteplici impegni istituzionali - di presenziare al seminario, che si e' tenuto il 20 novembre scorso in Regione, che ha visto la presentazione del progetto, in corso da alcuni anni, per il monitoraggio del lupo in Emilia-Romagna, coordinato dall'Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica.
Avrebbe cosi' appreso che tale iniziativa si inserisce nel "Piano d'azione nazionale per la conservazione del Lupo". Piano che a sua volta fa parte di precisi impegni comunitari ed internazionali.
Infatti il lupo e' una specie particolarmente protetta dalle normative internazionali :
Convenzione di Washington CITES, Convenzione di Berna, Direttiva Habitat. E dalle normative nazionali:Decreto Ministeriale 1971,Legge sulla caccia n.157/92, DPR n.357/1997.
E' appena il caso di accennare che la richiesta avanzata dal Vicesindaco di Marzabotto , quella cioe' di sterminare in quattro e quattr'otto i presunti lupi individuati in zona, fa parte di una serie di insistenti richieste di sterminio di fauna selvatica che comprende anche altre specie particolarmente protette come l'istrice , e purtroppo sappiamo che queste uccisioni accadono veramente, in sordina, con il compiacimento di certi amministratori che sembrano non rendersi conto che la molteplicita' delle specie e' condizione indispensabile per un ambiente che non sia ridotto ad una steppa desertica. Per proteggere per es gli orti dall'istrice bastano basse recinzioni poiche' questo piccolo selvatico non salta, ma si sa, e' piu' comodo distruggere se si viene incoraggiati da chi amministra.
Sempre a proposito del Lupo, assistendo al seminario in questione chi avesse avuto la curiosita' di istruirsi avrebbe appreso che in tutta Italia abbiamo a tutt'oggi appena 600 lupi, dopo il declino nel corso del 900 per lo sterminio di cui e' stato oggetto, e si e' avuta una lentissima ripresa dal 1976, anno in cui il Lupo viene protetto dalla legge.
Non e' qui possibile indicare le complesse modalita' di questo monitoraggio che ha impegnato per 3 anni 18 operatori fissi ed ha potuto coprire il 90% dell'areale del Lupo in Emilia-Romagna attraverso l'identificazione dei genotipi. Il risultato e' stato l'identificazione di 111 esemplari all'interno dei confini regionali. Per quanto riguarda la nostra zona sono stati identificati 9 individui al Brasimone,al Salvaro 7,al Corno 6, nell'Alto Savena 3.
Carla Carrara
LAC Emilia Romagna