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Brescia, 30mila euro per insegnare la caccia

La Provincia stanzia un finanziamento a favore di un'associazione venatoria per allestire una mostra itinerante nelle scuole

Trentamila euro, per portare la caccia nelle scuole. Lo stanziamento è stato previsto lo scorso 7 febbraio dalla provincia di Brescia. La notizia sarebbe passata quasi in sordina se non fosse stata denunciata dall’associazione italiana familiari e vittime della caccia e subito rilanciata dalle associazioni ambientaliste. E non è affatto di poco conto dato che giunge proprio dalla provincia per eccellenza delle armi: il bresciano che, tanto per ricordare alcune cifre, è un territorio che rappresenta il 90% della produzione di tutte le armi in Italia, con 137 imprese e quasi 200 milioni di export nel mondo di produzione armiera. Di fatto la provincia ha stanziato 30mila euro da destinare all’Ekoclub International per allestire una mostra fotografica itinerante nelle scuole. Ma l’Ekoclub - denuncia l’associazione delle vittime della caccia - non è un’associazione ambientalista ma venatoria riconosciuta oltre tutto come tale dal Tar di Bari che lo scorso 24 novembre ha sancito che l’«Ekoclub si colloca tra le associazioni venatorie e non tra quelle ambientalistiche». A riprova di quanto detto c’è il fatto che l’adesione è automatica per chi si iscrive alla Federazione italiana della caccia. «Perché - si chiedono gli ambientalisti - stanziare una somma così ingente per allestire una mostra? E perché aiutare i cacciatori a far proseliti? Forse che i cittadini pagano le tasse per questo, per insegnare la violenza ai bambini?». Ieri, a Brescia, la notizia è piombata sul tavolo della giunta oltretutto a far scalpore sono anche giunte delle email con strane minacce. La scorsa settimana le associazioni ambientaliste - Lav Legambiente - oltre al social forum bresciano, schierato da sempre in prima linea contro la produzione armiera, hanno promosso una conferenza stampa denunciando un fatto - dicono -«scandaloso». La caccia non istiga solo alla violenza contro gli animali ma è di per sé un’attività fortemente pericolosa per le persone dato l’enorme numero di morti e feriti per caccia e armi da caccia, 150 l’anno mediamente - denunciano le associazioni dei familiari e vittime della caccia - su cui si dovrebbe ancora riflettere. Solo nella scorsa stagione sono morte 50 persone, una per ogni tre giornate di caccia e ne sono state ferite più o meno gravemente altre 94 (quasi una ogni 2 giorni). In pratica per ogni giornata di caccia c’è stato o un morto o un ferito, denuncia la rete "no alla caccia".

Le vittime sono gli stessi cacciatori, o escursionisti, o persone che vivono o lavorano in campagna. «Sarebbe piuttosto necessaria - affermano i rappresentanti dell’Associazione Vittime - una iniziativa didattica che insegni la pericolosità di questa attività». Senza considerare di per sé la fortissima valenza diseducativa effettuata all’interno di scuole pubbliche. Eppure - nota Felice Mometti del social forum - di per sé la notizia non mi scandalizza più di tanto. Se si considera che il comune di Brescia ha nominato all’interno del "Banco nazionale di prova delle armi" - un organismo che controlla le armi leggere - Ugo Beretta. Sì proprio lui, il proprietario della Beretta. Il che - conclude - la dice lunga sulle decisioni di questo tipo assunte dalla provincia di Brescia».

«Il problema - sottolinea Gianna Baresi, capogruppo in consiglio di Rifondazione - è capire come mai sia stata scelta un’associazione di tal genere e le modalità con cui da parte della provincia si è stabilito di procedere a questo finanziamento. E’ anche per questo che abbiamo già pronta un’interrogazione per chiedere come mai sia stata presa questa decisione e i motivi che hanno indotto la provincia a scegliere proprio Ekoclub». Il caso è destinato a continuare a far parlare di sé.

C M

Da: Liberazione, 25 marzo 2006

Su Gondrano dal 22 aprile 2006


Vedi anche: Cacciatori, sparatorie e ordinanze. Come la gente si è ribellata ad anni di abusi da: Liberazione, 25 marzo 2006.