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Leggende agro-silvo-pastorali

Seconda leggenda:
i cacciatori rispettosi dell'ambiente


"Non è accettabile la criminalizzazione di una categoria [i cacciatori] corretta e che ama l'ambiente come gli ecologisti. Forse anche di più".

Fabio Faina,
assessore al bilancio del Comune di Perugia,
cacciatore
(Novembre 2001).


I cacciatori dicono...

caccia = rispetto dell’ambiente

(Stima minima di un anno di caccia 1999/2000)

Numero cacciatori: 800.000

Numero giornate di caccia consentite: 3 a settimana (TOT. 74, solo domeniche 24)

Cartucce utilizzate in media da 1 cacciatore: 5

Animali abbattuti in media da 1 cacciatore: 5

Cacciatori

 

Giornate di caccia

 

Cartucce

 

 

TOTALE

800.000

x

24 gg

x

5

32 g. di piombo

=

3.072 tonnellate di piombo

800.000

x

24 gg

x

5

10 g. di plastica

=

960 tonnellate di plastica

800.000

x

24 gg

x

5 animali abbattuti

 

=

96 milioni di animali uccisi

Fonte: Centro recupero Animali Selvatici dell' Oasi WWF del Bosco di San Silvestro (Caserta)


Veneto, 2003

Questo è un breve resoconto di quello che oggi è il territorio del Prà dei Gai lasciato in mano ai cacciatori.
E poi i cacciatori si definiscono "sentinelle dell'ambiente"...

Andrea Zanoni
LAC VENETO

Comunicato del 17 FEBBRAIO 2003

Una visita guidata al Prà dei Gai (TV) porta alla luce migliaia di cartucce abbandonate, numerose tabelle danneggiate dai fucili da caccia, appostamenti abusivi di caccia.

Quella che ieri domenica 16 febbraio doveva essere una visita guidata per conoscere l'ambiente e la fauna dell'area del Prà dei Gai - area di esondazione del Fiume Livenza tra Portobuffolè e Mansuè, nota per essere l'unica in tutto il Veneto non ancora urbanizzata e per essere coltivata a prato stabile e luogo di sosta e riproduzione di uccelli migratori terricoli sempre più rari come la Quaglia selvatica e l'Allodola - per un nutrito gruppo di attivisti della LAC Lega per l'Abolizione della Caccia, si è trasformata invece in un rilievo di abusi e violazioni di tutti i tipi.

Lo scenario al quale gli ignari visitatori hanno potuto assistere è stato deprimente e significativo del fatto che il Prà dei Gai deve essere tutelato almeno come Oasi di protezione naturale.

Sono stati rilevati cumuli di rifiuti lungo gli argini del Fiume Livenza: barattoli, fusti di vernice, calcinacci, gabbiette di uccelli da richiamo, sacchi di nylon in violazione del Decreto Ronchi e della Legge quadro sulla tutela delle acque.

Sono stati rilevati una decina di appostamenti fissi di caccia abusivi utilizzati dai cacciatori per la caccia alle Allodole in violazione alle leggi sulla caccia e sull'edilizia.

Sono stati ritrovati un migliaio di bossoli di cartucce alcune nei pressi degli appostamenti di caccia abusivi e molti distribuiti in tutta l'area, abbandonati abusivamente dai cacciatori perché la legge sulla caccia prevede l'obbligo di non abbandonarli sul suolo.

Infine sono state rinvenute numerose tabelle apposte dai Comuni di Mansuè e Portobuffolè e indicanti il divieto di scarico rifiuti danneggiate da colpi di fucili da caccia, autentici atti di inciviltà nei confronti della cosa pubblica.

Si tratta di una situazione drammatica che vede un'area unica nel suo genere, ad altissimo valore ambientale, in uno stato di degrado ed abbandono, oggetto di abusi e di danno al bene pubblico.

Le cause di questo stato di cose va sicuramente attribuito anche al fatto che il Prà dei Gai dopo l'eliminazione dell'oasi da parte della Provincia di Treviso nel 1998 in seguito a forti pressioni del mondo venatorio oggi di fatto è in balia delle doppiette che dai fatti riscontrati domenica risultano essere più che mai indisciplinate per non dire di peggio.

Ora la Lega per l'Abolizione della Caccia valuterà con i propri legali sul da farsi, verranno inoltrati degli esposti ai Sindaci di Mansuè e Portobuffolè per gli appostamenti di caccia abusivi, per l'abbandono dei rifiuti quali le cartucce da caccia e i fusti sul fiume Livenza, e alla Procura della Repubblica per il danneggiamento delle tabelle forate con colpi di fucili da caccia che per legge costituisce reato sanzionato penalmente.

Ha dichiarato Massimo Vitturi Responsabile della LAC di Treviso: "Il nostro sopralluogo ha confermato che molti cacciatori non rispettano le regole della società civile andando ad inquinare un piccolo angolo di paradiso con l'abbandono delle cartucce, con la costruzione di appostamenti fissi abusivi, con il danneggiamento delle tabelle comunali patrimonio di tutti i cittadini. Ci auguriamo che la Provincia di Treviso consideri anche questi episodi mettendo fine allo scempio ambientale e alla mattanza delle Allodole nel Prà dei Gai istituendone un'oasi naturale finora voluta da oltre 3000 trevigiani che hanno sottoscritto una petizione per la sua istituzione".

La LAC invita tutti i cittadini della zona a segnalare i nomi dei responsabili delle predette violazioni e a firmare la petizione per l'istituzione dell'oasi telefonando ai numeri 0438/22399 o 347/9385856 o 0422/863236.

 

Nota: le fotografie che accompagnano il testo sono state scattate domenica 16 febbraio: cartucce abbandonate a terra, tabelle forate dagli spari, capanno di caccia abusivo.

 

Da: LAC Sezione di Treviso

 


Sicilia, 1996

Da parte nostra aggiungiamo senza commenti (peraltro superflui) due immagini scattate 6 anni fa dalla parte opposta dell'Italia.

Al lettore il compito di immaginare cosa (e quanto) stia in mezzo a questi due estremi.

 

Candore o Faccia di Bronzo?
(Foresta Demaniale dei monti Peloritani, loc. Madonnuzzasettembre 1996)
Raduno dei cacciatori: il giorno dopo
(Foresta Demaniale dei monti Peloritani, loc. Madonnuzzasettembre 1996)

Da: Archivio fotografico Filippo Schillaci.


caccia = rispetto dell'ambiente?

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