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Caso Sirchia/pitt bull: rassegna stampa

18/09/03

Sette - pag. 154

Cani e padroni

Anche il pitbull può essere una metafora della nostra vita

 

Eliminare una specie animale non è facile, ma col tempo ce la fai. I lupi,

per esempio, sono stati combattuto e vinti in Inghilterra, già all'inizio

dell'età moderna, per proteggere gli allevamenti delle pecore, e stiamo

parlando di quell'Inghilterra dove, secondo l'utopia di Moro, c'erano più

pecore che uomini.

Secondo Keith Thomas, che ha dedicato un bel libro alla storia del rapporto

tra l'uomo e la natura (Einaudi), è grazie alla scomparsa del lupo che

ancora adesso in Inghilterra il pastore segue il suo gregge, mentre in

Francia e in Italia lo precede accompagnato da due cani da guardia.

Ebbene, se per difendere la pecora siamo riusciti a sterminare i lupi, è

probabile che, per difendere l'uomo, riusciremo a sterminare i pitbull.

L'uomo, quando ci si mette, sa distruggere le razze che ha selezionato.

Sembrerebbe dunque che per i pitbull non ci sia più niente da fare, che sia

solo una questione di tempo. Paese dopo Paese, infatti, la legislazione

diventa via via più proibizionista. La Francia, la Germania e l'Inghilterra

hanno obbligato i proprietari a sterilizzare i loro pitbull e, al tempo

stesso, ne hanno vietato l'allevamento, l'importazione e la vendita. Anche

in Italia la legge è stata inasprita ed è probabile che i padroni per bene

sempre più si libereranno di questa merce che scotta, abbandonando sulle

strade italiane animali ancora più feroci e ancora più perseguiti.

Accadrà, alla fine, anche in Italia quel che è già accaduto in Francia, dove

le aggressioni casuali e strazianti dei pitbull si moltiplicheranno,

costringendo il governo ad adottare provvedimenti da "soluzione finale".

E però, quanto più saranno vietati, tanto più i pitbull diventeranno

ricercati. Come la droga e le sigarette di contabbando e l'uso delle armi, i

pitbull, che sono già cani per delinquenti, diventeranno presto i simboli

viventi di mondi illegali. Certamente sul loro allevamento clandestino si

svilupperà un piccolo mercato proibito e sempre più il pitbull sarà

addestrato alla ferocia. Assisteremo dunque alla rarefazione del pitbull ma

anche alla sua progressiva pitbullizzazione, sino alla comparsa del

superpitbull, supervietato, supericercato e supercostoso, un animale scelto,

un mostro da combattimento, buono per i serragli e la malavita.

Sino ad oggi nessun animale è mai riuscito a resistere alla potenza

dell'uomo e alle sue armi di sterminio di massa. Nello scontro per il

controllo delle risorse l'uomo ha sempre battuto gli animali. Nel

Cinquecento il re d'Inghilterra andava in giro accompagnato

dall'acchiappa-ratti personali, un tecnico specializzato che indossava

un'uniforme di lana scarlatta sulla quale erano finemente ricamati dei topi

che divoravano covoni di grano. E' difficile immaginare oggi un

acchiappa-pitbull in uniforme scarlatta, ma sicuramente le guardie mediche,

i carabinieri e i canili urbani si stanno vagamente attrezzando per il

pronto soccorso alle vittime dei pitbull, così come già avviene con le

vipere e con gli altri animali pericolosi, che sopravvivono nascosto.

Ovviamente, gli animalisti e le leggi di protezione degli animali rendono

più lenta e difficile la guerra ai pitbull e certo non sarà possibile

premiare in danaro l'uccisione di un pitbull, come pure vorrebbe la

tradizione. Fu nel 1533 che il Parlamento inglese approvò la prima di una

lunghissima teoria di leggi per autorizzare le autorità ammnistrative di

ogni parrocchia a pagare (bene) le carcasse di volpi, puzzole, donnole,

ermellini, lontre, ricci, ratti, topi, falchi, avvoltoi, falchi pescatori,

martin pescatori, gazze, corvi imperiali. Una guerra speciale, statutaria,

fu dichiarata al nibbio che, ormai da secoli, è sparito dall'Inghilterra,

benché ancora nel 1700 i nibbi fossero talmente numerosi che arrivavano

dall'alto per rubare il cibo dalle mani dei bambini.

Oggi la battaglia è molto più complicata, ed è sicuro che, come dicevamo

prima, il proibizionismo incrementerà la ferocia e il cattivo uso dei

pitbull, che da cane originariamente addestrato per il combattimento con i

tori definitivamente diventerà il cane dei gangster.

Ma come faranno i padroni "per bene" senza più i loro pitbull? Nel cane

infatti sempre si trasferisce una caratteristica inespressa del padrone. Il

pitbull sicuramente assorbe e disumanizza l'aggressività del suo

proprietario. Ma dove andrà a finire quell'aggressività che il padrone

sublimava nel cane? Forse nei campi di calcio o sulle autostrade o nelle

manifestazioni di piazza o tra le mura domestiche. E magari un giorno uno di

questi ex padroni di pitbull rientrerà a casa e, senza motivo, commetterà un

delitto. E tutti diranno che è follia.

Francesco Merlo

 

 

 

LA STRANA TENDENZA A ESSERE CANI

di Trofim Denisovich Lysenko da

IL SOLE 24 ORE del 21 settembre 2003

L'ordinanza Pitbull mi ha confuso mi ha confuso e Chi sa, è pregato di aiutarmi. Ho due cani bastardini, di cui il primo ottenuto dall'incrocio di due razze "pericolose" e l'altro da una razza pericolosa e da un altro bastardino, che a sua volta è stato ottenuto incrociando presumibilmente una razza pericolosa e una no. Quante polizze di assicurazione debbo

 contrarre? Due? Tre? Quattro? Posso calcolare uno sconto per il fatto che uno di loro è "mezzo pericoloso" o, considerando i nonni, pericoloso "per tre quarti"? Mi sorge però il dubbio che per quello che discende da ben due razze pericolose io debba pagare un prezzo maggiorato. Il doppio? Oppure, considerando che una certa influenza possono aver avuto il riassortimento genico e il crossing over meiotico, deve il doppio con però uno sconto del, diciamo, 33 cento? C'è una spaventosa e incolmabile asimmetria informativa tra il Dipartimento della Sanità pubblica veterinaria del ministero della Salute, che indubbiamente sa di geni, e quelli come me che sono ignoranti, e questo è inaccettabile. Se ho ben interpretato, per il Principio di Precauzione tutti i cani non di razza andrebbero ritenuti per una certa percentuale pericolosi, e vanno pertanto sottoposti a perizia in un canile convenzionato. Ogni cane ha 20 punti. Quando abbaia ne perde 5, quando morde 10, e quando scappa 15. Se poi si viene pizzicati senza guinzaglio e museruola, i punti ci vengono tolti dalla patente. Possiamo recuperarli smettendo di fumare o mettendoci a dieta? All'articolo 1 dell'ordinanza creativa leggiamo che è vietato tentare l'incrocio tra razze "con lo scopo di svilupparne l'aggressività". Dunque è sanzionabile l'intenzione. Ma se poi, come insegna la storia del Raphanobrassica di Karpechenko (che ottiene un ibrido con la radice del cavolo e le foglie di un ravanello e non viceversa), si ricava una sorta di peluche scodinzolante, la multa la si paga lo stesso? Dall'articolo 2 invece apprendiamo che non possono detenere cani pericolosi i "delinquenti abituali, o per tendenza". Per tendenza?!? Mi sento un po’ inquieto.

 

 

 

PITBULL: SPAGNOLO SVENTA RAPINA IN CASA GRAZIE AL SUO CANE

TRE RAPINATORI GLI AVEVANO AIZZATO CONTRO IL LORO MOLOSSO

(ANSA) - ROMA, 23 SET - Il pitbull di uno studente spagnolo

ha sventato una rapina nell'abitazione del suo padrone

avventandosi contro i tre rapinatori e il cane, un molosso nero,

con il quale stavano minacciando la vittima nella sua abitazione

in via del Corso, nel centro di Roma. Gli aggressori - due

ragazzi ed una ragazza di 22, 20 e 18 anni - sono stati poi

fermati dagli agenti del commissariato Trevi, diretto da Antonio

Del Greco, e denunciati per rapina aggravata.

I tre, incensurati e rampolli di buone famiglie che vivono

fra Prati e il centro, avevano conosciuto la loro vittima

qualche giorno fa in una discoteca e colpiti dallo status dello

spagnolo - studente di 18 anni figlio di una italiana e di un

nobile spagnolo che abitata da solo nell' appartamento in via

del Corso - hanno deciso di derubarlo. L'occasione si è

presentata domenica sera, quando i tre hanno approfittato della

visita di un'amica al giovane per entrare in casa sua. All'interno

dell'appartamento la situazione è precipitata: i tre

hanno prima picchiato lo spagnolo, poi lo hanno minacciato con

un molosso nero. Ma il padrone di casa aveva un asso nella

manica: un pitbull di cui non aveva mai parlato con nessuno.

Approfittando di un attimo di distrazione, lo spagnolo è

riuscito a liberare il cane, nascosto in un'altra stanza, che si

é avventato sul molosso. Il molosso ha avuto la peggio e gli

aggressori sono stati costretti a fuggire con il loro bottino

(un computer portatile), inseguiti dal pitbull e dal suo

padrone, che è riuscito a segnare parte della targa della

vettura del terzetto prima di chiamare il 113. In ospedale si è

poi fatto medicare le ferite che guariranno in pochi giorni.

Ieri sera il colpo di scena: temendo di essere identificati,

i due ragazzi e la ragazza hanno suonato al citofono della

vittima chiedendo di potergli parlare per scusarsi

dell'accaduto. La polizia, avvisata dallo spagnolo, li ha fermati

proprio davanti al citofono. (ANSA).

 

 

 

Agli animalisti, ai gruppi, alle associazioni

Il movimento italiano genitori sarà presente alla nostra manifestazione del 25

per ricordare a tutti che

 

 i diritti dei  bambini vengono molto prima di tutti gli altri;

per chiedere la soppressione dei cani aggressivi;

guinzaglio e museruola per tutti i cani, indipendentemente dalla razza cui essi

appartengono. Pene fino a 5000,00 euro per gli inadempienti..."

Un delirio che potete leggere nel dettaglio nel comunicato che segue.

 

Vi rinnovo dunque l'invito a partecipare alla manifestazione nazionale

 del 25 settembre 2003 alle ore 14, a Roma, Piazza Montecitorio,

anche in vista della contromanifestazione organizzata dal Moige.

 

Grazie

 

Leila Delle Case

Segreteria e ufficio stampa Movimento UNA

 

COMUNICATO MOIGE

 

Manifesta insieme a noi a Roma in Piazza Montecitorio, giovedì 25

settembre, alle ore 14.00 per difendere i diritti dei tuoi figli.

È importante che l'ordinanza Sirchia venga applicata subito, sono

ancora troppi i ritardi di attuazione in molte città.

 

Caro genitore,

le recenti notizie di cronaca sulle aggressioni di cani, anche e

soprattutto a bambini, hanno sollevato la punta di un iceberg sul

totale

lascia fare in Italia nel campo della detenzione degli animali.

Si è infatti da tempo sovvertito un ordine fondamentale: prima i

bambini e poi i cani.

Non esiste solo problema delle aggressioni, ma anche quello

igienico-sanitario. Spesso i cani sono i soli fruitori dei giardini

pubblici. Alcuni genitori non portano i lori figli ai parchi per paura

dei cani che circola senza guinzaglio né museruola. Molti genitori non li

portano per non dover fare la gimcana fra un escremento e l'altro.

Anche le fontane pubbliche sono diventate dominio esclusivo dei cani che

attingono direttamente al rubinetto piuttosto che alla pozza

sottostante.

Siamo intervenuti energicamente per richiedere misure adeguate ed

abbiamo visto l'ordinanza del ministro Sirchia come un primo passo di buona

volontà al riguardo. Essa deve essere però seguita da misure più

drastiche e da un sistema di controllo e vigilanza costante in tutti i parchi

pubblici.

In particolare proponiamo:

- Guinzaglio e museruola per tutti i cani, indipendentemente dalla

razza cui essi appartengono. Pene fino a 5000,00 euro per gli inadempienti .

- Per i cani che hanno manifestato episodi aggressivi lievi: sequestro

dell'animale e restituzione dietro cauzione.

- Abbattimento dei cani con episodi aggressivi gravi (tipo quelli delle

recenti cronache)

- Vigilanza quotidiana in tutti i parchi e i giardini pubblici per il

rispetto della normativa-ordinanza Sirchia

- Destinazione di aree separate e recintate per i cani nei parchi

pubblici.

L'ordinanza del ministro ha sollevato lo sdegno degli animalisti che

stanno utilizzando ogni sistema di pressione per far desistere il

governo dall'attuare i provvedimenti promessi e condizionare la redazione del

disegno di legge che sarà varato al riguardo. Le posizioni di alcuni di

questi si possono trovare nel forum sul tema di attualità del nostro

sito www.genitori.it.

Giovedì si presenteranno a Montecitorio con i loro cani per fare le

loro protesta. Vogliamo esserci anche noi a difendere i nostri diritti e

quelli dei nostri figli.

Ti invitiamo a Roma, Piazza Montecitorio giovedì 25 settembre alle ore

14.00 a manifestare insieme a noi a Roma a piazza Montecitorio, il

nostro presidio comunque inizierà già dalle ore 11.00 per sostenere

l'ordinanza del ministro Sirchia e per chiedere misure più severe in questo campo,

avremo contro gli animalisti che hanno annunciato di esserci con i cani

e senza museruola. La nostra manifestazione vuol ricordare a tutti che i

diritti dei nostri bambini vengono molto prima di tutti gli altri.

Ulteriori informazioni sul sito www.genitori.it oppure chiamando al

centralino MOIGE 063215669.

 

 

 

Da: Baldocchi Giusi

Gentile cittadino,

per chiarire i tuoi dubbi in merito all’Ordinanza emessa dal Ministro

Sirchia per la  tutela dell’incolumità pubblica dal rischio di aggressioni

da parte di cani potenzialmente pericolosi - emanata in seguito ai ripetuti

episodi di aggressioni a persone di cui sono stati protagonisti  in questi

giorni cani pit-bull ed altri incroci ed esemplari di razze appartenenti ai

gruppi 1° e 2° della classificazione della Federazione Cinologica

Internazionale - vogliamo sottolineare innanzitutto che il provvedimento, a

carattere temporaneo, è finalizzato esclusivamente alla protezione delle

persone da aggressioni e non ha intenti persecutori nei confronti degli

animali cui è diretto.

Il Ministero della Salute è molto attento alla salvaguardia del benessere

degli animali.

A tal fine, infatti, ha incaricato i carabinieri dei Nas di effettuare

ispezioni su strade e autostrade per verificare il rispetto della vigente

normativa in tema di benessere e salute degli animali durante il trasporto,

prestando particolare attenzione anche alla repressione del fenomeno

dell’abbandono degli animali di affezione.

Inoltre, con l’ Accordo Stato-Regioni sul benessere degli animali da

compagnia e pet-therapy è stato riconosciuto a molti animali il loro valore

di ausiliari anche in campo medico e sociale e sono stati sanciti i

principi per la tutela del loro benessere sia fisico che etologico.

Per quanto riguarda l’obbligo indicato dall’Ordinanza dell’uso del

guinzaglio e della museruola per i cani condotti in luoghi pubblici, era

già previsto dal vigente regolamento di Polizia veterinaria e non vuole

certo costituire una forma di crudeltà nei confronti nei nostri amici a

quattrozampe, ma vuole solo prevenire il verificarsi di ulteriori

spiacevoli episodi come quelli accaduti in questi giorni.

Inoltre, l’elenco delle razze indicate dall’Ordinanza è stato inviato, per

un’ulteriore verifica, alla revisione del Consiglio Superiore di Sanità che

provvederà nella seduta del 29 settembre prossimo ad includere o ad

escludere quelle razze che riterrà più o meno aggressive.

Ti informiamo anche che la stipula della polizza di assicurazione per la

responsabilità civile per danni contro terzi, diverrà obbligatoria solo

dopo che il Ministero delle Attività Produttive avrà emanato un

provvedimento che ne stabilisca la durata e i massimali. In ogni caso

incontrerò insieme al Ministro Alemanno, l’Ente Nazionale per la Cinofilia

(Enci)  per mettere a punto una legge organica nella materia.

Ci auguriamo che questi chiarimenti abbiamo fatto emergere il reale intento

dell’Ordinanza, che, ti ripetiamo, non vuole perseguitare i cani ma solo

tutelare i cittadini.

 

f.to Il Capo Segreteria

Giusy Baldocchi

 

 

 

"Pitbull, l'ordinanza di Sirchia non è applicabile"

Circolare del procuratore della repubblica di Roma, Salvatore Vecchione: "La direttiva è confusa. Valgono le leggi in vigore".

L'Enpa: "I nostri sospetti, allora, erano fondati".

 

ROMA - L'ordinanza del ministro Girolamo Sirchia sui cani aggressivi, in particolare i Pitbull, non "appare applicabile"; è, pertanto, da "ritenere che la materia resti regolata dalle disposizioni normative e amministrative previgenti". Questo il senso di una circolare del procuratore della repubblica di Roma Salvatore Vecchione inviata ai magistrati di piazzale Clodio, ai comandanti provinciali dei carabinieri, al questore di Roma, alla polizia municipale e alla guardia di finanza. "Il tenore letterale dell'ordinanza - scrive Vecchione - non consente, sulla base della formulazio

ne adottata, di includere nelle previsioni tutte le razze appartenenti ai gruppi 1 e 2. Vanno pertanto escluse dalla previsione quelle prive di spiccate attitudini aggressive".

 

Secondo il capo della procura di Roma "permane peraltro, a causa della genericità della dizione usata, l'esigenza di riconoscere, nell'ambito dei due gruppi, le razze portatrici di spiccate attitudini aggressive. Simile individuazione, salvo future precisazioni normative, sarà necessariamente rimessa al prudente apprezzamento dei casi concreti". "L'ordinanza - conclude Vecchione - non può peraltro che essere ritenuta nelle sue parti dispositive una mera raccomandazione priva di sanzione, atteso che nel caso di specie, non appare applicabile, in caso di violazione accertata, la sanzione penale".

 

Per la presidente della sezione romana dell'Enpa, Carla Rocchi, la circolare di Vecchione "conferma la tesi delle associazioni animaliste". Una "conferma clamorosa". "Si dà un forte stop ad una iniziativa che dal momento della sua uscita ha prodotto solo danni, quelli dell' abbandono indiscriminato dei cani, e persecuzioni tanto ingiustificate quanto insensate contro animali pacifici e utili quali il terranova, il sanbernardo e il lupo italiano". Anche per questo domani scenderanno in piazza Montecitorio, per protestare, le associazioni animaliste, sicure che quanto definito dal

ministero della sanità porti di fatto ad abbandoni in massa di cani.

 

(24 SETTEMBRE 2003; ORE 20:20)

 

 

 

25/09/03

Sette - pag. 16 - Uomini e donne

Cani e femmine, un lungo passato comune

 

Oggi nelle nostre città i negozi per il confort dei cani si moltiplicano e a

nessuno verrebbe in mente di offendere qualcuno dandogli del cane, come

invece si legge ancora in qualche romanzo d'altri tempi. Restano nell'uso,

però, espressioni come "freddo cane" o "male cane" a testimonianza di una

tuttìaltro che benevola considerazione del miglior amico dell'uomo. Anzi, a

risalire il corso dei secoli si scopre che la parola cane è un insulto

conuna lunghissima storia alle spalle, comparendo come epiteto ingiurioso

fin dalle più prestigiose radici dela nostra civiltà, i miti, l'epica la

tragedia della Grecia antica. Cani i nemici, cani i traditori, cani gli

sfruttatori. Ma, soprattutto, cani le donne: una studiosa dell'università di

Siena, Cristiana Franco, lo racconta in un interessante saggio in cui indaga

lo stretto legame simbolico, per i nostri progenitori ellenici, tra la

natura canina e quella femminile. Cani e femmine infatti, come suona il

titolo della ricerca (pubblicata dal Mulino), sono "Senza ritegno".

Si comincia addirittura con la prima donna mitica, Pandora, alla quale

racconta Esiodo, Ermes ha infuso "un'indole cagnesca". Cane che si rivolta

contro il padrone è Clitennestra quando uccide il marito Agamennone, e

"faccia di cane" è pure la bellissima Elena dell'Iliade perché ha tradito i

suoi per i troiani Ma perché la stirpe di Fido era così malvista? E perché

la donna le era così strettamente associata? La ragione, secondo il

documentato ragionamento della Franco, è questa: cani e donne erano entrambi

dei subalterni da cui ci si aspettava devozione senza mai poterne essere

certi. Allo stesso tempo, insomma, degli intimi e degli alieni.

Elisabetta Rasy

 

 

 

Comunicato stampa 

LAV LEGA ANTI VIVISEZIONE DELEGAZIONE DEL VENETO

SABATO 20 SETTEMBRE 2003 ORE 16.30 ROVIGO

CONFERENZA

LA CRUDELTA' DEI BAMBINI VERSO GLI ANIMALI

L'IMPORTANZA DI EDUCARE AL RISPETTO DI TUTTI GLI ESSERI VIVENTI

CON IL PATROCINIO DEL COMUNE E LA PROVINCIA DI ROVIGO

 

Sabato 20 settembre 2003 alle ore 16.30 presso la sala della Gran Guardia

(ingresso libero) si terrà la conferenza <La crudeltà dei bambini verso gli

animali> promossa dal Ministero dell'Istruzione ed organizzata dalla LAV

Lega Anti Vivisezione Delegazione del Veneto nell'ambito di un protocollo

d'intesa siglato con lo sopo di  <promuovere la diffusione e

l'approfondimento dei temi dell'educazione al rispetto di tutti gli esseri

viventi nelle scuole di ogni ordine e grado>.

 

Interverranno:

Dr.ssa Camilla Pagani dell'Istituto di Scienze e Tecnologie della Cognizione

Consiglio Nazionale delle Ricerche - Roma che tratterà:<Empatia e violenza

nel rapporto del bambino con l'animale>.

 

Dr. Francesco Robustelli dell'Istituto di Scienze e Tecnologie della

Cognizione Consiglio Nazionale delle Ricerche - Roma che tratterà:<Il

rapporto con l'animale come rapporto con il diverso>

 

Ilaria Marucelli Responsabile Settore Educazione LAV Lega Anti Vivisezione

che tratterà: <Strumenti per educare al rispetto di tutti gli esseri

viventi>

 

La crescita di sensibilità nei confronti degli animali è un processo che

indubbiamente negli ultimi anni sta coinvolgendo tutta la nostra società;

molti sono i passi che si sono fatti, anche in termini legislativi, per

migliorare le condizioni di vita degli animali. Ma allo stesso tempo sono

aumentate le segnalazioni di casi di maltrattamento di animali da parte di

bambini e adolescenti, che spesso sfogano sugli esseri più indifesi di loro

la violenza acquisita dai modelli loro proposti in famiglia o dalle

compagnie frequentate, a volte, paradossalmente, come dimostrazione di

forza.

 

E la crudeltà verso gli animali spesso porta successivamente alla violenza

verso gli umani. Molte ricerche hanno infatti evidenziato sia il legame tra

la violenza verso gli esseri umani e quella verso gli animali che

l'esistenza di una correlazione tra la crudeltà manifestata durante

l'infanzia o l'adolescenza nei riguardi degli animali e il comportamento

criminale violento da adulti.

 

Per rompere il cerchio della violenza si rende necessario promuovere nei

bambini la cooperazione, l'empatia e il rispetto di tutti gli esseri

viventi. La scuola infatti deve essere in grado di fornire agli alunni gli

strumenti più adeguati per affrontare queste tematiche con la massima

competenza e la massima razionalità.

 

  "Saevitia in bruta tirocinium crudelitatis in homines est"

 

  La crudeltà verso gli animali è tirocinio di crudeltà verso gli esseri

umani

 

Publio Ovidio (43 a.C. - 17/18 d.C.)

 

Per informazioni Carmen Caballero cell. 348/0407565 - 347/7963923

LAV Lega Anti Vivisezione - Delegazione del Veneto

 

P.zzale Mezzacapo nr. 11 - Marghera (Ve)

 

Tel. e fax 041/927013

 

e_mail: lav.veneto@infolav.org

 

 

 

Giovedì, 18 settembre 2003

Uomo morde pitbull: ma non è una notizia

di Lanfranco Caminiti (lanfranco@apolis.com)

17/09/2003

 

Lanfranco Caminiti, giornalista del mensile romano "Accattone", riflette sul giornalismo: "Compito del giornalista

è preservare la società dal pericolo. Dal Male."

 

Perché questa è un po' la leggenda del santo giornalismo: che se un cane morde un uomo non fa notizia, ma l'inverso

sì, che poi, forse, vorrebbe dire che il giornalismo per quello è santo, perché non si fa infinocchiare dall'apparenza delle cose e va a capirle e a rovesciarle, perché un punto di vista che sia un punto di vista va detto non banalmente, deve colpire e deve scuotere.

 

E ditemi voi perché invece fanno notizia tutti i pitbull di questo paese messi insieme, che ci sono giorni che nei quotidiani e nei telegiornali si scatenano da Pachino a Vipiteno, da Santa Maria di Leuca a Porto Torres, che tu diresti si sono passati la voce, che cazzo gli ha preso quest'anno, questo mese, questo giorno?

 

Ma dove stavano l'altr'anno, l'altro mese, l'altro giorno? E' allora che interviene il ministro Sirchia, che ha a cuore la nostra tutela, la nostra salute, la nostra vita stessa, e non ci vuole obesi e propone la mezza porzione e non ci vuole morsicati e stila l'elenco delle razze che non si possono tenere. E già te lo immagini che te ne può venire, da un ministro che consiglierebbe l'aspirinetta invece dell'aspirina, il collutorio invece del dentifricio, la mezza sega invece della ciulata. E tu lo leggi l'elenco, e ti accorgi che ne rimane fuori solo il chihuahua o giù di lì, che non è un cane, ma un mezzo-cane, una mezza porzione di cane, e che non ci sarà mai un chihuahua che morde un uomo, non perché non ringhino e non abbaino e non ci provino, ma perché puoi dargli una pedata tranquillamente.

 

E allora capisci che il criterio è un altro, che è un criterio morale, filosofico addirittura: preservare la società dal pericolo. Dal Male. Dai cattivi, che vanno - direbbero i sociologi - stigmatizzati: e se non ci si riesce del tutto con gli uomini, proviamoci almeno coi cani.

 

E' qui che interviene il giornalista, quello che "fa" le notizie, e che si incaponisce allora nel dire ogni momento che c'è un pitbull che ha morso ancora un altro uomo e ancora un altro. In questa esecrazione collettiva dal male. E' in questo rovesciamento del rovesciamento praticato dal giornalista, in questo 'revisionismo canino', che sta, più che altrove direi, il carattere di questo paese, in questo hegelismo di ritorno, quello che non è più praticato dall'opposizione di sinistra che ormai crede che Hegel fosse il nome di un qualche lager sovietico, comunque un nemico delle libertà.

 

In questo hegelismo di ritorno, dove il due dovrebbe farsi uno e l'uno dovrebbe spaccarsi in due, mentre qui tutto finisce sempre in 'mezzo'. Finisce nel 'canismo di regime'.

 

Perché l'elenco dei cani uomo-compatibili è geniale, e fa torto a tutti, ai darwinisti che pensano che 'quella è la natura e bisogna attenderne la selezione', ai behavioristi 'che la colpa è dei padroni e non dei cani', ai socialisti 'che il problema è la stortura sociale e l'economizzazione dei cani'. E in questa 'selezione politica' della natura dei cani sta l'impronta forte di un ministro e d'un governo che rispecchiano un paese. In emergenza, in stato d'allerta, in stato d'eccezione. Per i cani. Sui quali chissà se è previsto un condono. Che insegneranno adesso nelle scuole di giornalismo?

 

 

 

A SPASSO CON PITBULL SENZA MUSERUOLA, DENUNCIATO

SUL LUNGOMARE DI CIVITAVECCHIA, PAURA FRA I PASSANTI

(ANSA) - ROMA, 26 SET - Passeggiava sul lungomare di

Civitavecchia, portandosi dietro il suo pitbull senza museruola

e seminando il panico tra i passanti. Il giovane, di 21 anni e

con precedenti penali, e' stato denunciato ieri pomeriggio dai

carabinieri di Civitavecchia per violazione dell'ordinanza

Sirchia sui cani potenzialmente pericolosi.

I militari sono intervenuti dopo avere notato l' agitazione

fra i passanti, ed hanno fermato e controllato il giovane, che

e' sottoposto al regime della sorveglianza speciale. I

carabinieri, oltre a contestargli il mancato uso della

museruola, hanno anche accertato che il cane non ha il tatuaggio

identificativo e che quindi non risulta iscritto all'anagrafe

canina. (ANSA).

 

26-SET-03 10:42

 

 

 

PITBULL: ISPETTORE DI PS E GIUDICE CINOFILO,NO ALLA MUSERUOLA

HA ADOTTATO UN CANE DOPO UNA INDAGINE SU GARE DI COMBATTIMENTO

(ANSA) - TIVOLI (ROMA) 26 SET - '''Il giorno che mi trovero'

costretto a mettere la museruola al mio american pitbull

terrier, mi autodenuncero'  alla magistratura''. Ad annunciarlo

Michele Lolli, ispettore superiore di polizia in forza alla

Questura di Roma e giudice cinofilo. ''Mettere una museruola a

una razza di cani perche' potenzialmente pericolosa e' come

mettere le manette a una razza di uomini per la stessa

motivazione'', spiega.

L'ispettore Lolli, nel '99 insieme agli allora colleghi del

commissariato di Tivoli, smaschero'' una rete nazionale dedita

alle gare di combattimento tra pitbull, denunciando decine di

persone. Molti cani strappati agli sfruttatori vennero adottati

proprio dagli investigatori o affidati alla Lav. Lolli adotto'

Blitz. ''E' cresciuto in salotto ed e' buono come un

orsacchiotto. Perche' dovrei sottoporlo alla crudelta' della

museruola?'', chiede.

Il 9 ottobre l'ispettore dovra' giudicare una gara di

bellezza tra pitbull ad Albuccione di Guidonia, alle porte di

Roma. ''Vedremo come arriveranno i cani. E chi rispettera' la

discutibile ordinanza del ministro Sirchia'. (ANSA).

 

 

 

PITBULL: VENTUCCI, NON E' STATO REDATTO ALCUN ELENCO RAZZE

MA E' STATA ISTITUITA UNA COMMISSIONE DI ESPERTI

(ANSA) - ROMA, 25 SET - ''Al momento attuale non e' stato

redatto alcun elenco di razze ma presso il Consiglio superiore

di sanita' e' gia' stata istituita una commissione di esperti

che dovra' entro breve tempo provvedere all'individuazione delle

razze canine potenzialmente pericolose'': lo ha precisato il

sottosegretario per i rapporti con il Parlamento Cosimo Ventucci

rispondendo in Aula alla Camera ad una interpellanza dei Verdi.

''L'ordinanza ministeriale - ha aggiunto - sara', quindi,

soggetta ad integrazioni ed, eventualmente, a modifiche,

apportate sulla base delle determinazioni della suddetta

commissione tecnico-scientifica''.

Quanto alle polizze di assicurazione Ventucci ha precisato

che ''la determinazione dei massimali del periodo di durata sono

attualmente al vaglio di una specifica commissione presso il

Ministero delle attivita' produttive''.

Il sottosegretario ha riferito che e' stato predisposto uno

schema di disegno di legge, ''disciplina della detenzione dei

cani potenzialmente pericolosi'' che affronta in maniera piu'

completa l'argomento e che ''e' all'esame degli organi

competenti''.

Le statistiche indicano  70 mila casi l'anno di morsi canini,

ha concluso Ventucci, e i provvedimenti legislativi da assumere

''necessitano di esperti, studi e commissioni competenti per non

emanare provvedimenti sull'onda emozionale del momento''.

(ANSA).

 

 

 

PITBULL: CELLI, NON RAZZE CANI PIU' AGGRESSIVE DI ALTRE

ETOLOGO, DIETRO OGNI MORSO C'E' UNA RAGIONE

(ANSA) - ROMA, 25 SET - ''Non esistono razze di cani piu'

aggressive delle altre''. Lo ha detto l'etologo di fama

internazionale, Giorgio Celli, in una dichiarazione rilasciata

in occasione della manifestazione degli Animalisti Italiani.

''Dietro ogni morso di cane - spiega Celli - si nasconde una

ragione, che non e' da ricercare nei geni, ma nelle sue

esperienze''. Secondo l'etologo, infatti, ''se il cane e'

aggressivo, e' perche' qualcuno o i casi della vita lo hanno

reso tale''. Quindi, afferma, ''non esistono razze di cani piu'

aggressive delle altre ma esistono cani provvisti di mandibole

piu' formidabili e se mordono possono fare davvero male''.

(ANSA).

 

     

 

PITBULL: 5 CUCCIOLI ABBANDONATI ADOTTATI IN POCHI GIORNI

 

(ANSA) - FIRENZE, 25 SET - Paura dei pit bull? Non a Firenze,

dove nell' ultimo mese non si sono registrati nuovi abbandoni di

questo tipo di cane e anzi, 5 cuccioli rinchiusi nel canile

municipale hanno trovato in pochi giorni un nuovo padrone.

Alla fine di agosto furono trovati 6 pit bull abbandonati in

diverse zone della citta'. Gli animali furono presi in consegna

dalla Asl e portati al canile comunale. Dietro questi abbandoni,

fu spiegato, si celava probabilmente l' ansia dei proprietari

che, spaventati dalle molte notizie di cronaca che vedevano

protagonisti questi animali, avevano deciso di disfarsene. I

cani ritrovati non avevano tatuaggio e un' eta' di circa 10

mesi.

''In pochi giorni 5 dei 6 cani hanno gia' trovato una nuova

casa - afferma Enrico Loretti, dirigente dell' Unita'

veterinaria della Asl - e anche per il sesto e' ormai questione

di ore. Le persone disposte ad adottarli e che si sono rivolte

al canile sono state numerose, ma data la particolarita' dell'

animale, preferiamo fare un' accurata opera di selezione''. In

pratica, i cani sono stati adottati da persone che gia' hanno

posseduto un animale e che hanno una casa con spazi adeguati.

''Una corsia preferenziale - spiega Loretti - e' ovviamente l'

assenza di bambini''.(ANSA).

 

 

 

PITBULL: ZANELLA; GOVERNO PATETICO AMMETTE, ORDINANZA INUTILE

(ANSA) - ROMA, 25 SET -  Sui pitbull, governo patetico. Lo

dice la deputata Verde Luana Zanella, dopo che il

sottosegretario alla sanita' Ventucci oggi alla Camera,

replicando ad un'interrogazione della stessa Zanella, ''ha

confermato che il governo non prendera' alcun impegno

nell'immediato sul problema dei pitbull''.

La parlamentare Verde definisce ''patetico l'intervento del

rappresentante del governo che di fatto ha ammesso l'inutilita'

con cui il suo stesso Ministro ha emanato una ordinanza che non

e' in grado di affrontare l'emergenza. E' inoltre molto grave -

secondo Zanella - che mentre cittadini e associazioni animaliste

chiedono il ritiro dell'ordinanza e l'adozione di provvedimenti

piu' concreti e meno dannosi, il governo risponda

pilatescamente''.

(ANSA).

 

25-SET-03

 

 

 

PITBULL: ANIMALISTI IN PIAZZA, SIRCHIA RIPENSACI

VIA A BOICOTTAGGIO OBBLIGO MUSERUOLA E GUINZAGLIO

(ANSA) - ROMA, 25 SET - Animalisti Italiani, Movimento UNA e

Lega Nazionale per la Difesa del Cane sono scesi in piazza, di

fronte a Montecitorio per chiedere il ritiro immediato dell'Ordinanza del Ministro Sirchia sui cani. Insieme agli animalisti anche decine di cani senza museruola ''in segno di disobbedienza

civile per boicottare l'obbligo dell'uso in contemporanea di

museruola e guinzaglio e a sostegno di una vera legge contro i

maltrattamenti nei confronti di tutti gli animali'', hanno detto

i manifestanti.

''L'Ordinanza del Ministro Sirchia sui cani pericolosi - ha

dichiarato Walter Caporale, Presidente degli Animalisti Italiani

/PeTA - deve essere ritirata immediatamente, poiche' e'

responsabile di nuovi abbandoni e, conseguentemente, di

ulteriori aggressioni''. Applicazione delle leggi gia' esistenti

(obbligo di guinzaglio o museruola, sterilizzazione, tatuaggio o

microchip e anagrafe canina), divieto di ogni forma di

addestramento coercitivo e violento, regolamentazione del

commercio dei cani che non dovrebbero essere allontanati troppo

presto dalla madre e approvazione della legge contro il

maltrattamento di animali ed il combattimento dei cani: queste

le soluzioni per affrontare il problema. ''Non esistono cani

violenti - ha proseguito Caporale - e se non ci fossero

adddestramenti brutali e coercitivi non ci sarebbero

aggressioni''. ''Dalla manifestazione di oggi spero che esca un

chiaro messaggio'', ha detto Caporale in riferimento anche alla

contro manifestazione attuata dal Movimento italiano genitori

(Moige) davanti  a Palazzo Madama, poco distante da

Montecitorio. ''Criminalizzare non ha senso, noi siamo dalla

parte degli animali e dei bambini'', ha detto Caporale

supportato dal direttore cattivita' dell'associazione, Ilaria

Ferri secondo la quale ''l'effetto dell'ordinanza Sirchia ha

creato un livello di fobia incontrollato, favorendo un clima di

intolleranza che non contribuisce alla diffusione di un corretto

rapporto uomo - animale''.

Al fianco degli animalisti anche il mondo della politica e

dello spettacolo. ''L'ordinanza Sirchia ha creato allarmismo e

abbandoni'', ha detto il Verde Paolo Cento che ha lanciato un

appello ''per l'approvazione della legge contro i combattimenti

ferma al Parlamento che prevede l'inasprimento delle pene, il

patentino psico-attitudinale per chi addestra e finanziamenti a

comuni e province contro il randagismo''.

''E' una follia cominciare a proibire, imbavagliare e legare

- ha detto Veronica Pivetti che si e' presentata con il suo

barboncino di tre anni raggomitolato nella borsa di jeans -

Bisogna invece lavorare per far comprendere che il cane oltre a

una gioia e' anche un serio impegno''. (ANSA).

 

25-SET-03 17:08

 

 

 

PITBULL: D'AMATO (PDCI), RENDERE SUBITO OPERATIVA LEGGE LAZIO

(ANSA) - ROMA, 25 SET - ''Adesso e' tempo di andare avanti.

La nuova legge regionale del Lazio su molossoidi, cani da presa

e loro incroci deve al piu' presto diventare operativa''. Lo ha

detto il capogruppo regionale del Pdci Alessio D'Amato.

''Rivolgo questo appello a tutti gli organi competenti - ha

aggiunto D'Amato - affinche' cio' venga fatto e ricordo che

l'iter di questa norma ha gia' gravemente pagato un enorme

ritardo, dal settembre 2000, data in cui ho presentato il

progetto di legge. Cio' e' stato inammissibile e ritengo

diabolico perpetrare ora lo stesso errore''.

D'Amato ha inoltre detto che ''la circolare interpretativa,

da parte del procuratore della Repubblica di Roma Salvatore

Vecchione sull'ordinanza Sirchia sgombra il campo da qualunque

conflitto tra la nostra legge e il dispositivo del ministro

della Sanita', buttato giu' in fretta e furia sulla scia di

tragici fatti di cronaca e scarsamente meditato. Se, come leggo

dai giornali, c'e' chi, nella nostra regione, e' arrivato a

chiedere un intervento dei carabinieri al fine di schedare i

pitbull presenti nell'area di un comune, ricordo che se la

nostra legge fosse gia' a regime basterebbe rivolgersi al

registro speciale previsto''.(ANSA).

 

25-SET-03 16:17

 

 

 

PITBULL: LONGHI (DS), DIVIETO POSSESSO ANCHE PER CORROTTI?

(ANSA) - ROMA, 25 SET - Chi e' sottoposto a misura di

prevenzione per aver commesso i reati di falso in bilancio o di

corruzione di giudici puo' possedere cani pitbull e affini? E'

questa la domanda provocatoria che il senatore diessino Aleandro

Longhi rivolge con un'interrogazione parlamentare al ministro

della Salute Girolamo Sirchia, dopo l'emanazione dell'ordinanza

restrittiva sui cani pericolosi.

''L'ordinanza vieta di acquistare, possedere o detenere cani

potenzialmente pericolosi - scrive Longhi - ai delinquenti

abituali o tendenziali, a chi e' sottoposto a misure

cautelative, a chi e' stato condannato per reati contro la

persona,  ai minorenni e alle persone interdette e inabilitate

per infermita' mentale. E' quindi lecito chiedersi se chi ha

commesso i reati di falso in bilancio o di corruzione di giudici

ed e' sottoposto a misure preventive possa detenere pitbull o

cani affini. Non solo. Mi chiedo, e chiedo al ministro, chi

raccoglie un cane 'bastardo' in strada, di cui non si conosce la

razza, come per esempio ha fatto mia figlia, deve tenerlo al

guinzaglio e dotarlo di museruola e assicurazione? Non ritiene

che quest'ordinanza possa aumentare il randagismo, visto che

molti cani, anche pericolosi, verranno abbandonati? Ha previsto

un finanziamento straordinario - conclude Longhi - per i Comuni

per la realizzazione di nuovi canili municipali? E cosa pensano

le compagnie assicurative di questa nuova manna dal cielo?''.

(ANSA).

 

25-SET-03 14:19

 

 

 

PITBULL: VECCHIONE, ORDINANZA SIRCHIA NON E' APPLICABILE

MATERIA RESTA REGOLATA DA NORME PRECEDENTI

(ANSA) - ROMA, 24 SET - L' ordinanza del ministro Girolamo

Sirchia sui cani aggressivi, in particolare i Pitbull, non

''appare applicabile''; e', pertanto, da ''ritenere che la

materia resti regolata dalle disposizioni normative e

amministrative previgenti''. Questo il senso di una circolare

del procuratore della repubblica di Roma Salvatore Vecchione

inviata ai magistrati di piazzale Clodio, ai comandanti

provinciali dei carabinieri, al questore di Roma, alla polizia

municipale e alla guardia di finanza.

''Il tenore letterale dell' ordinanza - scrive Vecchione -

non consente, sulla base della formulazione adottata, di

includere nelle previsioni tutte le razze appartenenti ai gruppi

1 e 2. Vanno pertanto escluse dalla previsione quelle prive di

spiccate attitudini aggressive''.

Secondo il capo della procura di Roma ''permane peraltro, a

causa della genericita' della dizione usata, l' esigenza di

riconoscere, nell' ambito dei due gruppi, le razze portatrici

'di spiccate attitudini aggressive'. Simile individuazione,

salvo future precisazioni normative, sara' necessariamente

rimessa al prudente apprezzamento dei casi concreti''.

''L' ordinanza - conclude Vecchione - non puo' peraltro che

essere ritenuta nelle sue parti dispositive una mera

raccomandazione priva di sanzione, atteso che nel caso di

specie, non appare applicabile, in caso di violazione accertata,

la sanzione penale, di cui all' articolo 650 del codice

penale''.(ANSA).

 

24-SET-03 18:04

 

 

 

PITBULL: LAV A SANITA' E INTERNO, FERMATE LO SPRAY ANTICANE

AZIENDA REPLICA, IN REGOLA, NATURALE E NON TOSSICO

 (ANSA) - ROMA, 24 SET - La paura diventa business: lo spray

antiaggressione al peperoncino, gia' in vendita da un paio di

anni in farmacia e nei supermercati e' arrivato sulle pagine dei

giornali pubblicizzato come arma di difesa contro i cani

pericolosi. La LAV ora chiede ai Ministeri della Salute e

dell'Interno di ritirare dal commercio il prodotto che sulla

stampa viene indicato come soluzione contro cani che ''a volte

possono diventare aggressivi e pericolosi'', pubblicizzato con

una eloquente foto di un grosso cane che mostra i denti. Ma

l'azienda replica spiegando che e' tutto il regola, che il

prodotto non e' pericoloso o tossico e che non e' definibile

come arma impropria.

 ''Questo prodotto - sostiene la Lega Anti Vivisezione - e' la

trovata commerciale di un'azienda, il cui nome non e'

specificato nell'informazione pubblicitaria, che tenta di

cavalcare la fobia recentemente sorta in Italia verso alcuni

cani e rischia anche di esasperarla con effetti del tutto

negativi sui cani''. Per Ciro Troiano, responsabile LAV

dell'Osservatorio nazionale Zoomafia, infatti, uno spray non

potra' mai risolvere il problema della cattiva gestione e

conduzione dei cani da parte dei loro possessori, causa prima di

possibili problemi comportamentali di questi animali, cosi' come

non lo risolvera' la recente Ordinanza del ministro Sirchia''.

   Il prodotto, continua Troiano, inoltre, e' pericoloso perche'

soggetto ad usi impropri: distribuito nei supermercati e nelle

farmacie, e' facilmente accessibile anche ai bambini o, nella

peggiore delle ipotesi, a male intenzionati e rapinatori.

Chiunque quindi puo' acquistarlo e spruzzarlo, anche per gioco,

su qualsiasi cane o altro animale.

    Per queste ragioni la LAV chiede al Ministero della Salute di

verificare se il prodotto e' corredato delle necessarie

autorizzazioni ministeriali per la commercializzazione e se fra

le autorizzazioni e' stato chiaramente specificato anche

l'utilizzo contro i cani.

Per Gianluca Felicetti, responsabile LAV del settore

Vivisezione, inoltre, ammesso che 'pur essendo molto efficace

non e' assolutamente nocivo', come recita l'informazione

pubblicitaria, dubitiamo che eventuali esperimenti condotti su

animali per calibrare il prodotto non abbiano avuto su questi

effetti nocivi o addirittura mortali. In altre parole lo spray

intervenendo sull'effetto del problema, le aggressioni, e non

sulla causa, riconducibile ai proprietari dei cani, ha il solo

effetto di penalizzare questi animali, la cui liberta' e' gia'

stata drasticamente limitata dall'obbligo congiunto di

guinzaglio e museruola dell'Ordinanza del ministro Sirchia, ed

ora potrebbero anche ritrovarsi immobilizzati per effetto di uno

spray alla portata di tutti''.

Dalla Quid Novi di Milano, l'azienda di distribuzione dello

spray prodotto in Germania, spiegano pero' che la vendita del

prodotto e' in regola con le norme in vigore e ricorda che lo

scorso anno il prodotto era stato in un primo momento

sequestrato e poi tornato in vendita dopo un decreto di

archiviazione da parte del Gip che ne aveva rilevato la

regolarita'.

   (ANSA).

 

24-SET-03 17:56

 

 

PITBULL: AIZZA CANE DOPO LITE TRAFFICO, DENUNCIATO A FIRENZE

(ANSA) - FUCECCHIO (FIRENZE), 25 SET - Prima ha colpito con

un pugno al volto l' uomo con il quale stava litigando per

motivi di traffico, poi gli ha aizzato contro il proprio

pitbull, che ha azzannato il malcapitato a un polpaccio. L'

autore e' un uomo di 30 anni, C.A., originario di Fucecchio, che

oggi e' stato identificato e denunciato per lesioni volontarie

aggravate da agenti della squadra di polizia giudiziaria della

stradale di Firenze, che hanno agito in collaborazione con la

polizia stradale di Prato. La vittima e' invece un giovane di

San Buca Val Di Pesa.

    L' episodio risale ad alcuni giorni fa e ha avuto per

palcoscenico un tratto della superstrada Firenze-Siena. Secondo

quanto accertato dagli investigatori, i due - uno alla guida di

un autocarro, l' altro di una Fiat Uno - si sono fermati ad una

piazzola di sosta accusandosi reciprocamente di manovre

scorrette. Ne e' nato un acceso diverbio, seguito dalla violenta

reazione del trentenne, che guidava l' auto. Dopo aver malmenato

il camionista e prima di scappare, l' aggressore avrebbe anche

dato un comando secco al proprio cane che, uscito di scatto

dall' abitacolo, si sarebbe scagliato contro il rivale del

padrone.

    Alla vittima a quel punto non e' rimasto che cercare di

prendere nota della targa, poi risultata errata, della Fiat

Punto in fuga. E' stata la polizia stradale a scoprire il numero

di targa giusto, attraverso una ricerca negli archivi della

motorizzazione civile, e a risalire all' identita' dell'

aggressore, poi deferito all' autorita' giudiziaria. C.A. e'

stato anche oggetto di un decreto di sequestro del pitbull, che

e' stato nel frattempo affidato al canile di Fucecchio. (ANSA).

 

 

 

CANI: A FIRENZE UN 'DOG PRIDE' CON PADRONI IN MUSERUOLA

(ANSA) - FIRENZE, 25 SET - Hanno intenzione di indossare le

museruole dei loro amici a quattro zampe, rese obbligatorie

dall' ordinanza del ministro della salute Girolamo Sirchia, per

dire che anche gli esseri umani sono ''tutti potenzialmente

pericolosi'', e invitano tutti i possessori di cani ad un ''dog

pride'' per protestare contro quello che viene definito un

''provvedimento cinofobo''. La manifestazione per l' ''orgoglio

cinofilo'' e' stata organizzata dai Verdi fiorentini per sabato

prossimo alle 11 davanti alla Prefettura. ''I cani domestici in

Italia sono quasi 7 milioni , e i randagi sono 650mila - dicono

i promotori dell' iniziativa citando le cifre fornite da

Eurispes - per l' alimentazione e la cura di questi animali

spendiamo ogni anno milioni di euro. Ci rifiutiamo di essere

solo utili consumatori per ingrassare le casse dello stato,

delle multinazinali dei mangimi e per mantenere i servizi

veterinari delle Asl''. In progetto, fanno sapere,  c' e' anche

un futuro ''sciopero dei consumi a quattro zampe'', promosso

dall' associazione onlus Gaia e dagli Amici della terra.

    La protesta di sabato portera' avanti richieste precise di

modifiche da apportare all' ordinanza Sirchia, tra cui l' uso

del guinzaglio al posto della museruola, che ''impedisce al cane

di respirare, socializzare ed esprimersi''. ''La sicurezza -

spiegano gli organizzatori - si puo' ottenere con il guinzaglio

e impedendo che persone incapaci o criminali detengano cani''.

  Le proposte dei Verdi vanno oltre: l' istituzione di corsi

obbligatori per i proprietari di cani e il ''patentino'' per

determinate razze e incroci di razze di difficile gestione, l'

approvazione di una legge contro i combattimenti tra cani, una

moratoria di due anni delle importazioni di cuccioli di cani a

fini commerciali, il finanziamento di centri di recupero e

rieducazione dei cani resi aggressivi dall' uomo. ''Senza queste

modifiche - concludono - gli aspetti positivi dell' ordinanza

Sirchia rischiano di essere inficiati e restare nell' ombra''.

(ANSA).

 

25-SET-03 18:06

 

 

 

PITBULL: NAS FIRENZE NE SEQUESTRANO 4 A UOMO GIA' CONDANNATO

(ANSA) - FIRENZE, 25 SET - Quattro pitbull, un maschio e tre

femmine, sono stati sequestrati dai carabinieri del Nas di

Firenze, in base all' ordinanza del ministro Girolamo Sirchia

che vieta il possesso di questi animali a chi ha subito condanne

per reati contro la persona o il patrimonio. Il sequestro e'

stato effettuato ieri nei confronti di un uomo di 36 anni che,

e' stato spiegato, risulta avere condanne per reati contro la

persona.

I quattro cani sono stati trovati in un terreno ad Ugnano, al

confine fra Firenze e il comune di Scandicci, dove erano state

allestite quattro gabbie. I pitbull sono stati affidati poi all'

Asl e ora si trovano nel canile di Firenze. Spettera' ora alla

magistratura decidere in merito al sequestro adottato d'

iniziativa dei carabinieri del Nas.

L' operazione nasce dai controlli effettuati dai militari in

seguito all' ordinanza Sirchia, con verifiche presso i registri

del servizio veterinario della Asl sui possessori di pitbull e

altri accertamenti. Solo due dei cani sequestrati erano tatuati.

(ANSA).

 

PITBULL: ANTONIO, 16 MESI, I SUOI GIOCHI TRA I MOLOSSI /ANSA

FIGLIO DI UN ALLEVATORE ABUSIVO, E' NATO E VIVE TRA I CANI

(di Fabrizio Cassinelli) (ANSA) - MILANO, 24 SET - Ha sedici

mesi, gli occhi azzurri, un ciuffo di capelli biondi e un

sorriso disarmante ma non teme quelli che in questo momento sono

considerati i cani piu' pericolosi in assoluto, i pitbull. E' il

bimbo figlio di un uomo che gestisce un allevamento abusivo,

controllato oggi dai carabinieri, a Milano. Antonio, cosi' si

chiama, vive tra le gabbie e gioca quotidianamente con pitbull,

rottweiler, cani corsi e altri molossoidi.

    ''Che vuole, e' nato qui, in mezzo ai cani - ha raccontato il

padre, Giuseppe, 47 anni, qualche precedente alle spalle e una

stampella per sorreggersi - Abbiamo un prefabbricato come casa e

un cortile pieno zeppo di gabbie di cani, che per 20 anni sono

stati la mia passione e anche la mia fonte di sostentamento. E

quindi lui non ha paura, e i cani, non so come, lo adorano.

All'inizio avevo qualche titubanza per la sua incolumita',

adesso invece sono sereno: tranne con un paio, che sono

aggressivi, e che non gli permetto di avvicinare, Antonio entra

nelle gabbie e gioca con loro. Alcuni miei amici, per scherzo,

lo chiamano Tarzan''.

    Il piccolo Antonio, la mamma, una ragazza romena di 24 anni,

e il padre, vivono in una serie di baracche circondate dalle

gabbie dell'allevamento abusivo, che si trova in un'area incolta

ai margini della citta', nella zona di Nosedo. ''Vede come

viviamo, qui? - dice la madre, che accudisce il bambino in dieci

metri quadrati, tra un letto e un angolo cottura - Lui e' nato

in ospedale, ma poi e' vissuto sempre qui, circondato, notte e

giorno, dai cani, sentendo continuamente abbaiare. Qualche volta

immagino persino che li capisca''.

    Oggi la struttura, che sorge a due passi dal nuovo depuratore

di Milano, e' stata ispezionata dai carabinieri durante una

serie di controlli che sono stati effettuati anche in tutti i

parchi cittadini, e che sono sfociati, in alcuni casi, in

contravvenzioni per il mancato rispetto dell'ordinanza sui cani

pericolosi, emanata dal ministro Sirchia e in vigore dal 12

settembre.

    ''Prima avevamo i permessi - dice un sudamericano di 37 anni

che dirige l'allevamento - poi ci sono stati tolti e ci e' stato

ingiunto dal Comune di sbaraccare tutto. Ma i cani dove li

mettiamo? Ne avevamo 60, ora ne sono rimasti una ventina ma sono

tutti adulti, non me li prenderebbe nessuno. Mi hanno proposto

di portarli al canile municipale, ma dovrei pagare io le spese,

come faccio? Allora li tengo qui, un po' regalandoli e un po'

vendendoli: con tutto il trambusto uscito sui giornali nessuno

piu' vuole un pitbull, anzi, ce li abbandonano davanti al

cancello''.

    Sta di fatto che l'allevamento non e' in regola, e i

carabinieri segnaleranno tutto all'Asl di Milano, che poi

potrebbe far intervenire l'Autorita' giudiziaria. ''In realta' -

dice un militare - nella zona, in passato, erano stati segnalati

combattimenti fra cani, ma anche tralasciando questo sospetto,

e' chiaro che questi cani, usati per la riproduzione, vengono

venduti sottocosto a persone che potrebbero poi farne un uso

improprio''. E in effetti il luogo, tra una baraccopoli e una

discarica, nascosto tra la vegetazione, non e' proprio alla

portata del comune cittadino.

    ''La realta' spesso e' peggiore di quanto non si veda, in

casi come questi - spiega Fabrizio E., 42 anni, che ha

addestrato piu' di 500 cani, in particolare molossi - C'e' un

vero e proprio commercio sommerso di questi animali: un cane con

una linea di sangue pulita, e quindi stabile, puo' costare anche

4 mila euro. In certi posti li vendono a 500: secondo lei sono

affidabili? Eppure ci sono in giro un sacco di balordi che ne

comprano due o tre a casaccio e li fanno incrociare, per

venderli. Poi i cuccioli finiscono in mano a pregiudicati, o a

comuni cittadini che non sanno di avere al guinzaglio un

pericolo pubblico''.

     ''Quanto al caso di questo bambino -  aggiunge infine

l'addestratore - io starei molto attento: i piccoli, nonostante

la visione pedagogica di qualcuno, sono quelli piu' attaccabili,

perche' l'animale attacca spesso cio' che e' alla sua stessa

altezza''. (ANSA).

 

 

PITBULL: SABATO A MILANO 'DOG PRIDE' CONTRO ORDINANZA SIRCHIA =

SFILERA' ANCHE L'ASSESSORE PREDOLIN CON IL SUO CANE

 

Milano, 25 set. (Adnkronos) - In corteo per protestare contro

l'ordinanza del ministro della Salute Girolamo Sirchia realtiva ai

cosiddetti 'cani potenzialmente  pericolosi'. Succedera' a Milano

sabato 27 settembre, a sfilare saranno i cani con i loro padroni.

Promotrici dell'iniziativa sono varie associazioni animaliste: Gaia

animali & ambiente Onlus, Amici della Terra, Animalisti italiani,

Collettivo animalista e Enpa Milano.

 

''Chiediamo che il ministro ritiri la sua ordinanza e la

corregga'', spiega Camillo Piazza di Amici della Terra. E' prevista

anche una raccolta firme cui hanno gia' aderito il presidente dei

Verdi Alfonso Pecoraro Scanio, Giorgio Celli, docente di entomologia,

Fulco Pratesi, presidente del Wwf Italia e Roberto Predolin,

assessore al Commercio  e Artigianato del Comune di Milano.

 

L'assessore ha assicurato la propria presenza e quella del suo

cane alla manifestazione di sabato. ''Dall'ordinanza del Ministro

sembra che siamo sotto assedio -spiega l'Assessore- sono crollati

tutti i miti della mia infanzia. Non posso pensare a Lessie che torna

a casa per mordere Liz Taylor''. (segue)

 

25-SET-03 14:46

 

 

PITBULL: SABATO A MILANO 'DOG PRIDE' CONTRO ORDINANZA SIRCHIA (2)=

P. SCANIO, BATTAGLIA CONTRO CHI ALLEVA PER COMBATTIMENTI

 

(Adnkronos) - ''Criminalizzare gli animali e' un atto stupido e

controproducente -afferma il verde Pecoraro Scanio- la vera battaglia

da fare e' quella contro certi delinquenti che allevano i cani per il

combattimento. La vicenda Pitbull conferma che quando siamo contrari

a certe manipolazioni genetiche abbiamo ragione''.

 

       Questi i suggerimenti proposti dai manifestanti: ripristinare

l'uso del guinzaglio alternativo alla museruola nei luoghi pubblici,

istituire corsi obbligatori per i proprietari di cani ed il patentino

per determinate razze e incroci. ''Le associazioni che esistono per

ognuna delle 280 razze canine registrate in Italia -spiega Camillo

Piazza di Amici della Terra- sono disponibili a fare un incontro

gratuito al mese in un parco di Milano in cui gli esperti di ogni

razza rilasciano un patentino ai padroni dopo aver visto i cani.

 

       Se riterranno che l'animale sia mordace scattera' l'obbligo del

guinzaglio. I Pitbull non sono razze ufficialmente riconosciute,

''per loro deve essere obbligatoria la museruola''. Fra le richieste

quella di approvare una legge contro i combattimenti  con pene piu'

aspre, una moratoria di due anni delle importazioni e del commercio

dei cani a fini di lucro e l'assicurazione non obbligatoria ma

consigliata.

 

25-SET-03 14:48

 

 

 

PITBULL: DS, GOVERNO RIVEDA ORDINANZA SU CANI PERICOLOSI

''ASSICURAZIONE E' INCENTIVO AD ABBANDONO''

 

Roma, 25 set. - (Adnkronos) - Rivedere l'ordinanza sui cani

pericolosi, riconsiderando l'elenco delle razze, l'uso congiunto di

museruola e guinzaglio e la stipula di un'assicurazione che, se

tutela i proprietari in eventuali cause di risarcimento, non serve

certo a prevenire le aggressioni e anzi può diventare un incentivo

all'abbandono degli animali. E' quanto chiedono i senatori Ds, che in

12 hanno presentato una mozione di cui e' prima firmataria la

senatrice Maria Chiara Acciarini.

 

       ''I drammatici avvenimenti di questi ultimi tempi hanno posto

in evidenza un tema delicato e urgente -spiegano gli esponenti

diessini nel documento- che deve essere affrontato correttamente per

permettere una concreta applicabilita' delle norme e per evitare il

diffondersi di una cultura zoofobica''. (segue)

 

25-SET-03 18:08

 

 

 

PITBULL: DS, GOVERNO RIVEDA ORDINANZA SU CANI PERICOLOSI (2)

''SERVE INIZIATIVA LEGISLATIVA E FORMAZIONE PER PROPRIETARI''

(Adnkronos) - ''Per questo -precisano in una nota gli esponenti

diessini- impegniamo il governo a rivedere la normativa emanata dal

ministro  Sirchia, riconsiderando l'opportunita' di redigere un

elenco di razze 'potenzialmente pericolose' che risulta inattendibile

per l'inclusione di gruppi come i Border Collie, i Terranova e i San

Bernardo e l'esclusione di altri. E' da rivedere -aggiungono- anche

l'obbligo per i proprietari di stipulare una polizza di

responsabilita' civile per danni contro terzi, visto che non serve a

prevenire le aggressioni ma i costi stimati fino a 700 euro all'anno

possono costituire un'ulteriore spinta a sbarazzarsi degli animali''.

 

       ''E' da cancellare la possibilita', data ai detentori dei cani,

di affidarli alle Asl nel caso in cui non vogliano piu' tenerli,

visto che le aziende sanitarie affrontano gia' ora con difficolta' il

randagismo. L'intero problema -concludono gli esponenti diessini- va

affrontato con apposita e meditata iniziativa legislativa, che

consenta un adeguato dibattito parlamentare e con attivita' di

informazione e formazione per i proprietari dei cani''.

 

25-SET-03 18:09

 

 

 

PITBULL: MOIGE REPLICA AD ANIMALISTI, DIRITTI CANI DISCUTIBILI

MUNIZZI, VENGONO PRIMA QUELLI DEI BAMBINI

 

       Roma, 24 set. (Adnkronos)- Maria Rita Munizzi, presidente

nazionale del Moige, replica alle dichiarazioni degli animalisti

'contrariati' dalla manifestazione di domani a Palazzo Madama

specificando che ''non e' una contro-manifestazione'' ma ''nasce

dalla provocazione dichiarata dagli animalisti di boicottare un

provvedimento che tutela i nostri figli. Amiamo gli animali ma amiamo

di piu' i nostri figli. Siamo contrari ad ogni gratuita forma di

violenza sugli animali, ma ci interessa tutelare prima di tutto i

nostri bambini'' e la manifestazione di domani ''davanti alle

istituzioni'' vuole ''ricordare che i diritti dei bambini vengono

prima dei cani e dei loro discutibili diritti''.

 

       La principale critica del Moige riguarda il rispetto

dell'Ordinanza Sirchia che ''purtroppo non e' applicata concretamente

in numerosissimi comuni'' cosi' da permettere ai cani di ''creare

panico''. E' necessaria ''soprattutto una vigilanza costante

sull'effettiva applicazione delle norme'' chiarisce il presidente del

Moige, che ha anche aggiunto ''educhiamo i nostri figli al rispetto e

alla cura degli animali, ma non siamo disposti a farli sbranare dai

cani che circolano senza museruola e senza guinzaglio in nome della

loro liberta'''.

 

24-SET-03 16:32

 

 

 

Da: Marco Grassilli <marcograssilli@unhappyanimal.org>

Data: Sun, 21 Sep 2003 18:38:56 +0200

A: <ufficiostampa@sanita.it>, <d.notari@sanita.it>

Cc: <larepubblica@repubblica.it>, <redazione.internet@quotidiano.net>,

<segreteria.redazione@ilgiorno.it>, <posta@ilmattino.it>,

<prioritaria@ilmessaggero.it>, <ced@iltempo.it>

Ccn: <iniziative@oltrelaspecie.org>

Oggetto: Rapporto uomo-cane.

 

Gent.mo Ministro Sirchia,

ci permettiamo di scriverLe le nostre considerazioni circa la Sua recente

Ordinanza sui cani pericolosi.

 

Premesso che, in linea di massima, riteniamo validi un controllo sui cani

cosiddetti morsicatori (cani che hanno morsicato, NON un controllo

generalizzato su tutti i cani che potrebbero forse morsicare), il patentino

per la "conduzione" di determinate razze e il divieto di possedere cani

potenzialmente pericolosi a delinquenti e persone non idonee, riteniamo

INACCETTABILI la ghettizzazione che la Sua Ordinanza produce e le

conseguenze che ne deriveranno (nuovi abbandoni su larga scala con

conseguente incremento del numero dei cani randagi, eventuali nuove

aggressioni PER CAUSA DI TALI ABBANDONI - per colpa quindi del nostro

operato, non certo per colpa del cane -, aumento dell'attuale INFONDATA

psicosi collettiva etcetcetc).

 

Vorremmo ricordarLe che

_la selezione delle razze canine è opera dell'uomo, che agisce

esclusivamente per il proprio personale guadagno sfruttando l'animale

_molti allevatori tengono i cani allevati in modo a dir poco indegno,

certamente non è chiara la fine degli animali invenduti (soppressi?

abbandonati?)

_la selezione della razza - operata dall'uomo - tende ad evidenziare

determinate caratteristiche comportamentali del cane, spesso a scapito

dell'equilibrio fisico e psicologico di questi, e ciò vale sia per i cani di

grossa che di piccola taglia

_i canili sono stracolmi di poveri cani abbandonati e sono spesso luoghi mal

gestiti, per incompetenza e le scarsissime risorse economiche a disposizione

_le persone che si fanno carico di adottare un cane dal canile sono molte,

ma non saranno mai sufficienti per risolvere il problema dell'affollamento:

sono infatti in numero superiore le persone che acquistano cani

permettendone una riproduzione incontrollata, abbandonando nuovi cuccioli

_l'uso della museruola impedisce al cane di svolgere le più elementari

azioni essenziali al suo degno vivere.

 

Affinché la Sua Ordinanza non vada a punire le persone e soprattutto i cani

- che di questa mal gestione del rapporto uomo-cane NON sono colpevoli -,

siamo a proporLe quanto segue:

 

1) impedire il commercio dei cani;

2) impedire la selezione di nuove razze;

3) impedire l'addestramento per guardia e difesa;

4) incentivare la sterilizzazione delle razze canine con problemi

comportamentali o fisici dovuti alla selezione;

5) incentivare l'adozione dei cani dai canili e sostenere economicamente

l'operato dei canili;

6) introdurre la "carta di identità" per tutti i cani;

7) impedire la detenzione di cani a persone non idonee;

8) inserire nelle scuole dei seminari sul corretto rapporto uomo-animale.

 

RingraziandoLa per la cortese attenzione, Le porgiamo i nostri migliori

saluti

Marco Grassilli, Oriana Emma

 

 

Secondo la circolare emessa da Salvatore Vecchione la nuova disposizione va

considerata «una mera raccomandazione priva di sanzione»

«Il decreto Sirchia sui cani non è applicabile»

Il procuratore della Repubblica boccia il provvedimento del ministro:

«Troppo generico e confuso»

di CRISTIANA MANGANI Il Messaggero 25 settembre 2003

 

Il procuratore della Repubblica Salvatore Vecchione dichiara guerra all’

ordinanza sui cani firmata dal ministro della Salute, Girolamo Sirchia. E

dagli uffici al primo piano di piazzale Clodio fa partire una circolare

diretta ai sostituti procuratori, al procuratore generale della corte d’

Appello, al presidente del Tribunale, al Questore, ai comandanti provinciali

dei Carabinieri, al nucleo di polizia tributaria della Guardia di finanza e

alla polizia Municipale. Il contenuto è chiaro: il provvedimento del

ministro è troppo generico e confuso, fa riferimento a razze di cani dei

quali non si conoscono le «spiccate attitudini aggressive», quindi non è

applicabile, almeno per quello che riguarda l’aspetto penale.

Per Vecchione la disposizione ministeriale va considerata «una mera

raccomandazione priva di sanzione, atteso che nel caso di specie non appare

applicabile, in caso di violazione accertata, la sanzione penale di cui

all'articolo 650 del Codice», contravvenzione che disciplina l'inosservanza

dei provvedimenti dell'Autorità e prevede l’arresto fino a tre mesi o l’

ammenda fino a 206 euro.

Nelle due pagine di circolare, il procuratore spiega ai colleghi che si

tratta di una comunicazione fatta «per opportuna conoscenza». Sottolinea,

poi, che la disposizione del 9 settembre del ministro della Salute «fa

riferimento ai cani pitbull e ad altri incroci o razze con spiccate

attitudini aggressive appartenenti ai gruppi 1° e 2° della classificazione

della Federazione cinologica internazionale. Il tenore letterale

dell'ordinanza non consente, sulla base della formulazione adottata, di

includere nella previsione tutte le razze appartenenti ai gruppi 1° e 2°.

Vanno, pertanto, escluse dalla previsione quelle prive di spiccate

attitudini aggressive. Permane, peraltro, a causa della genericità della

dizione usata, l'esigenza di riconoscere, nell'ambito dei due gruppi, le

razze portatrici di “spiccate attitudini aggressive”. Simile

individuazione - salvo future precisazioni normative - sarà necessariamente

rimessa al prudente apprezzamento dei casi concreti».

Vecchione sembra voler chiarire che è inutile, dunque, parlare di potenziale

aggressività di un cane quando non si è in grado di stabilire quanto, in

realtà, l’animale sia “a rischio”. Perché - aggiunge nel comunicato

interno - per configurare il reato «è necessario che l'inosservanza riguardi

un ordine specifico impartito a un soggetto determinato, in occasione di

eventi o circostanze tali da far ritenere necessario che proprio quel

soggetto ponga in essere ovvero ometta una certa condotta prescritta per

ragioni di sicurezza o di ordine pubblico, o di igiene, o di giustizia.

Qualora, viceversa, si tratti di previsione generale e astratta emanata in

via regolamentare e non tramite un ordine specifico ad personam, resta

esclusa l'applicabilità dell'articolo 650 del Codice penale».

«Peraltro - conclude l’alto magistrato - già in passato è stata

pacificamente esclusa l'applicabilità dell'articolo 650 per la violazione di

provvedimenti del ministero della Sanità in materia di sperimentazioni

genetiche e di sfruttamento economico del materiale genetico (ordinanze del

5 marzo del 1997)». Considerazioni che lo hanno portato a ritenere «che la

materia resti regolata dalle disposizioni normative e amministrative

previgenti». Quali, dunque, le conseguenze alla circolare? Tanto per fare un

esempio, che le denunce legate alla violazione dell'ordinanza sui cani

finiscano archiviate dalla magistratura capitolina.

 

 

 

Il Messaggero 25 settembre 2003

Dopo l’ordinanza Sirchia è aumentato il numero degli esemplari che vengono

lasciati dai padroni. Specialmente alcune razze

Nell’«hotel» dei cani «azzannatori»

Il nuovo canile di via della Muratella: 400 posti, ogni giorno accoglie 10

animali abbandonati

http://www.corriere.it/edicola/index.jsp?path=CRONACA_DI_ROMA&doc=DAM

Il nuovo Canile della Muratella in via della Magliana diretto da Enrico

Leoncini, responsabile dell’Ufficio diritti animali di Roma, è una struttura

moderna, pulita, curata da numerosi operatori giovani e competenti. Per il

momento accoglie 368 soggetti, alcuni dei quali in rieducazione, tutti

inclusi in un programma di adozione articolato, che prevede anche verifiche

e controlli successivi all’affidamento di ciascun cane. La psicosi creatasi

intorno ai cosiddetti esemplari azzannatori e l’ordinanza del Ministro

Sirchia hanno fatto sì che il numero di arrivi al canile si conti oggi

nell'ordine di 10 esemplari al giorno: un ritmo che rischia di far

collassare il sistema. L’ospite più temibile si chiama Pippo, è un meticcio

a pelo raso molto in là con gli anni che non supera i 20 cm di altezza. È

cardiopatico e ha un tumore, che però ancora gli consente di vivere

decentemente. Il 31 marzo scorso il proprietario l’ha portato al canile

chiedendo che fosse soppresso; i ragazzi hanno rifiutato; di conseguenza l’

uomo l’ha lanciato sul tavolo con tutto il guinzaglio e se n'è andato. In ef

fetti Pippo è spesso di malumore: se ne possono intuire le ragioni; se gli

capita morde.

Quanto ai pitbull, nessuno di quelli chiusi nei box si è macchiato di gravi

colpe verso l’uomo. Non è comunque il caso di una femmina nera e bella,

certo di razza purissima, per ragioni di sopraggiunta anzianità scaricata

per strada. O di un’altra pitbull di 4 anni, Morgana, lasciata al canile

dalla proprietaria che dichiarava di esserne stata azzannata. Morgana è alla

Muratella da più di un anno, come si vede dalla sua silhouette rotonda adora

mangiare e non ha mai dispensato intorno a sé che feste e cordialità. C’è

ancora un meticcio di dogo argentino, divenuto troppo indisciplinato e

umorale per essere gestito a casa: lo choc del trasferimento in gabbia l’ha

depresso, dimagrito e gli ha regalato una diarrea perenne. Ce n'è un altro a

cui qualcuno ha sparato in testa dopo che, abbandonato e allo sbando, ha

attaccato e ucciso un cane di taglia piccola.

La questione, come assistenti e addestratori ripetono fino alla nausea, è l’

attitudine dei proprietari a comportarsi come tali e a scegliere la razza

adatta alle proprie esigenze e capacità. I pitbull sono estremamente duttili

e rispettosi, ma hanno bisogno di padroni esperti, calmi, di polso. Tutto

qui. Una riflessione interessante: sembra che la maggior parte dei cani

venduti nei nostri negozi provenga da allevamenti di paesi dell'Est come

Ungheria o Polonia. Qui spesso si realizzano incroci casuali e poco curati

quanto a peculiarità caratteriali. In più i cuccioli, per esigenze

commerciali, vengono separati troppo giovani dalla madre e stipati nei

camion che li porteranno all’estero. Ed è proprio quel rapporto interrotto

prematuramente con la prima dispensatrice di regole, che può creare nell’

individuo una forte incertezza di base.

Margherita d’Amico

 

 

 

Cagnolino in libertà: multa da 300 euro

http://ilrestodelcarlino.quotidiano.net/chan/31/7:4795631:/2003/09/25

FANO - «Il mio Yorkshire Terrier è stato considerato come un Pitbull dai

vigili urbani che mi hanno multato di circa 300 euro». E' arrabbiato

Floriano Lustrissimini, l'assicuratore fanese fermato qualche giorno fa

dagli agenti della municipale mentre stava portando «Tommy» (foto), il suo

piccolo Yorkshire, a fare una passeggiata in un'area isolata dietro casa,

nella zona delle Terrazze. «Vorrei premettere che sono stato sorpreso dai

vigili - racconta Lusitrissimini - mentre mi trovavo in un campo abbandonato

da anni e non in pieno centro abitato. Protesto non tanto per le infrazioni

che mi sono state contestate, ma per come sono stato trattato e per

l'ammontare del verbale. Per carità, il mio cane non era al guinzaglio, non

avevo paletta e sacchetto per raccogliere i bisogni (anche se mi trovavo in

un campo abbandonato), ed altro ancora, ma stiamo parlando di un animale che

pesa 4,2 chili, a chi potrà mai dare fastidio. Invece i vigili mi hanno

detto che per loro i cani sono tutti uguali e che non saranno sufficienti

nemmeno 300 euro per pagare la multa. Pur riconoscendo alcune delle

inadempienze che mi sono state mosse, trovo esagerata l'ammontare della

multa perché a mio avviso dovrebbe essere proporzionata alla taglia

dell'animale». Lustrissimini protesta poi contro il comportamento dei

vigili. «Non sono stati per nulla garbati. Ed aggiungo: se mi avessero

fermato in via San Francesco mi punivano con la ghigliottina?».

 

 

 

26/09/03

Il Venerdì - pag. 19 - Fatti nostri

La lobby dei pitbull

Ogni giorno un azzannato da dobermann, pitbull o rottweiler. Perché nel 2003

e non negli anni precedenti? Che anche i cani subiscano la ripetitività per

cui gli omicidi e gli attentati fra gli uomini avvengono a catena? La

ragione più probabile è che azzannano di più perché sono di più, perché il

bisogno di protezione e la paura di aggressioni hanno convinto migliaia di

persone a portarsi l'aggressore in casa, il cane feroce, che ora aggredisce

gli altri ma un giorno anche te e i tuoi, secondo i suoi lunatici impulsi.

Cìè una tolleranza sospetta verso questi cani assassini. Un cane azzanna e

l'informazione gli trova immediatamente delle scusanti: non è stato

addestrato bene, gli azzannati hanno fatto dei movimenti sbagliati, lo hanno

spaventato. Ma addestrato a cosa? Generalmente questi cani vengono

addestrati a uccidere i loro somili, in battaglir attornoa cui fioriscono

scommesse per un giro di miliardi e di sadico divertimento. E' questo

retroscena di denaro e di malvagità che forma una sorta di protezione per i

cani aggressori e per i loro proprietari? Sono cani che costano somme

altissime, acquistabili solo da chi possiede molto denaro. E' questa la

ragione per cui tutto si risolve con qualche multa? Non è la stessa

condiscendenza che circonda gli automobilisti delle corse a scommesse nelle

notti cittadine? Non è che tutto ciò che appartiene ai vizi e alle manie di

chi ha il denaro viene sopportato?

I cani feroci azzannano e il giorno dopo si leggono rimedi ridicoli e magari

ignobili: obblighiamo i padroni ad avere un'assicurazione per risarcire le

vittime. Oppure: si dotino di un "porto di cane feroce" come di un porto

d'armi. Ma tutti sanno che invece del porto d'armi servirebbe abolire il

commercio delle armi e che negli Stati Uniti, dove questo commercio è

liberissimo, c'è il primato degli omicidi. Il cane feroce a difesa della

proprietà è la prova che per molti la difesa del denaro è più importante

della vita. Ultima osservazione. Chi li ha fatti i cani feroci? La natura?

No li abbiamo fatti noi. E non sappiamo come disfarcene.

Giorgio Bocca

 

 

 

Il Messaggero 27/09/03

Riunione tra il ministro della Salute, Alemanno e il Commissario

straordinario dell’Enci. Lunedì il parere del Consiglio di Sanità

Cani pericolosi, la lista verrà abolita

Un pool rivedrà l’ordinanza di Sirchia. Responsabilità dei padroni, nuova

legge

di ELENA CASTAGNI

 

ROMA - Possono tirare un sospiro di sollievo i proprietari di collie,

pastori tedeschi, San Bernardo e delle altre 89 razze messe alla gogna in

quanto “pericolose”. La lista presentata dal ministero della Salute verrà

radicalmente rivista. Anzi, possiamo anticipare, verrà abolita e sostituita

con una minuziosa ricerca di “soggetti pericolosi”, fatta di cani mordaci e

aggressivi noti alle Asl, e di incroci incontrollati, come lo stesso pitbull

che ha scatenato la bagarre e che non compare nel “cartello dei 92” poiché

non è affatto una razza canina riconosciuta dall’Enci né dalle

organizzazioni cinofile internazionali.

Che l’ordinanza avrebbe subìto delle modifiche era ormai chiaro. Era più

difficile prevedere che strada avrebbero preso le ”correzioni” a una

questione che ha da subito diviso il paese, preoccupando in particorlar modo

i proprietari di cani. Ma il ministro Sirchia ha scelto di farsi aiutare

dall’Enci, i cinofili italiani che una settimana fa avevano manifestato il

proprio dissenso attraverso uno spazio pubblicitario sui principali

quotidiani e in cui avvertivano che se le cose non fossero cambiate,

sarebbero ricorsi al Tar.

Così ieri mattina si è tenuto un incontro tra il ministro della Salute,

quello delle Politiche Agricole e Forestali, alcuni rappresentanti del

Ministero per le Politiche Comunitarie e i vertici dell'Ente Nazionale per

la Cinofilia Italiana. Ne è nato un gruppo di lavoro, un pool di esperti,

che prima dovrà rivedere l’ordinanza già in atto, poi lavorare a un disegno

di legge dopo aver sentito anche il parere del Consiglio superiore di Sanità

che si esprimerà lunedì.

La nuova via per la garantire la sicurezza pubblica con le aggressioni dei

cani parte all’insegna dell’ottimismo totale. Il ministro Alemanno si è

dichiarato «soddisfatto per il riconoscimento del ruolo dell'Enci, quale

organo tecnico di riferimento e di consulenza per l'amministrazione». Il

commissario straordinario dell’Ente, va ricordato, è l’onorevole Sergio

Berlato, parlamentare europeo e consigliere dello stesso ministro Alemanno.

Ieri è stata la sua giornata, ha potuto chiedere garanzie per i 120 mila

soci cinofili che rappresenta e finalmente farsi ascoltare sulla questione

che gli sta più a cuore. Questa: «Non esistono razze pericolose, ma solo

esemplari potenzialmente pericolosi e incroci incontrollati, come il

pitbull, che non è riconosciuto dell’Enci e che è nato per farne un uso

illegale come il combattimento tra cani e per aiutare la malavita in azioni

criminose. Per questi animali è opportuno non consentire la riproduzione ed

eradicare la specie».

Chiede Berlato - e assicura di aver ricevuto «tutte le possibili garanzie» -

che venga aboltita la lista delle 92 razze pericolose e che il Governo

stabilisca iniziative di prevenzione verso soggetti che possono essere

pericolosi, che dovranno sempre portare la museruola, essere tenuti al

guinzaglio e spinti a non riprodursi. «Bisogna isolare ed eradicare gli

incroci pericolosi, a cui il pitbull appartiene», dice. E spiega che la

nuova ordinanza «farà da trait-d’union fra la situazione attuale e la messa

in atto di un disegno di legge che dovrà garantire l’assunzione di piena

responsabilità sia civile che penale di tutti coloro che fanno un uso

distorto dei cani. Si tratta di addestrare i proprietari». Ma come

garantirlo? «Con investimenti per diffondere un’adeguata cultura per il

possesso dei cani e con l’istituzione di sanzioni penali per chi commette

azioni deprecabili come l’abbandono. Va da sé che anche non rispettare

l’obbligo di tatuaggio o microchip che consente di risalire al proprietario

del cane dovrà essere punito con un’ammenda».

 

 

 

25/09/03

Il Messaggero

"Ma si può odiare un amico?"

Dopo l’ordinanza di Sirchia più intolleranza verso i cani

 

Oggi, a Roma, si verificherà una situazione a dir poco paradossale: avranno

luogo due cortei, l’uno di animalisti, che chiedono il ritiro o la riforma

dell’ordinanza Sirchia, l’altra di genitori, si potrebbe dire

antianimalisti?, che pretendono la proscrizione e la persecuzione dei cani.

Secondo me, la civiltà di un popolo si misura dall'amore, e dal rispetto che

nutre per gli animali, questi nostri compagni di vita sul pianeta. Non fare

agli animali quello che non vorresti fosse fatto agli uomini, mi sembra una

giusta parafrasi del dettato evangelico. San Francesco ci insegna che non

può esistere vera bontà, e tolleranza, che ne è la figlia naturale, se gli

animali ne sono esclusi. L'ordinanza di Sirchia sta generando, come avevo

previsto succede sempre al seguito di interventi fondati sull'emotività e

non sulla ragione delle ricadute perniciose, favorendo l'abbandono dei cani

e, dal momento che spara nel mucchio, evocando una vera e propria caccia

alle streghe. I genitori in corteo chiedono che si privilegino i bambini, e

non i cani.

L'opposizione è davvero stravagante, perché da sempre, fin dalla più remota

preistoria, i bambini e i cani sono vissuti insieme con reciproco beneficio.

Gli stessi pitbull, così misteriosamente cattivi da noi e in Gran Bretagna,

negli Stati Uniti mi risulta che vengano impiegati nella pet-therapy e come

babysitter, ragion per cui i genitori sbagliano bersaglio, domandando che si

punisca la mano e non il cervello, umano si capisce!, che l'ha armata.

Questi genitori non esigono, per quanto mi risulta, che si perseguano a

fondo i combattimenti illegali tra cani e gli addestratori scriteriati,

invocano invece la pena di morte per i cani assassini, ben sapendo che

questa triste pratica serve, tra gli uomini, solo a saziare la sete di

vendetta e non di giustizia, e non si capisce poi quali compiti possa

assolvere tra gli animali. Ma era fatale, lo ripeto, che l'ordinanza Sirchia

nella sua rozzezza, innescasse una psicosi collettiva, con delle conseguenze

che vanno bene al di là di una tortuosa cinofobia.

Difatti, siccome i cani e i gatti insegnano ai nostri bambini a non temere

la diversità, e a rispettare in loro la natura di cui sono, per dir così,

l'espressione corporea, l'ordinanza favorisce l'intolleranza e promuove una

vistosa regressione di sensibilità ambientale. Temo che si comincerà a

bastonare a morte i cani per strada, e non ci mancava che questo!

Giorgio Celli

 

 

 

25 settembre 2003

Fonte: AgireOra

 

Palio di Asti

 

Segnalazione di Irene:

 

Lo scorso week-end (20-21 settembre) si è corso il Palio ad Asti.

Quest'anno è stato un massacro.

I giornali riportano l'incidente di sabato pomeriggio in cui un cavallo

si è spezzato il collo finendo con la testa tra due pali della recinzione

e quello di domenica in cui un altro cavallo si è spezzato in due una

zampa, rimanendo poi in pista per qualche minuto col moncherino al vento.

La pista è inadeguata, non è sicura, i cavalli che USANO sono troppo

delicati.

 

Bombardiamo il Comune di proteste, l'opinione pubblica in questi

momenti può far cambiare qualcosa.

Molte persone sono scappate dopo quest'incidente, i bimbi piangevano.

Mandiamo un sacco di mail! Minacciare di non andare piu' a vederlo,

anche se non siete mai venuti, è già un bello spavento! Già il pubblico

è sempre piuttosto scarso, e cercano di far di tutto per aumentare la

partecipazione...

 

Scriviamo a:

manifestazioni@comune.asti.it, turismo@comune.asti.it,

cultura@comune.asti.it, urp@comune.asti.it, palio@comune.asti.it

 

 

 

30/09/03

La Repubblica - Lettere

Animali fedeli e padroni cattivi

 

Gentilissimo Augias, che fatica e che impegno! Un cane, arrivato per caso,

ha cambiato la nostra vita. Siamo tutti condizionati dalla presenza di

Ulisse. Un po' di preoccupazione creata dall'ordinanza di Sirchia che ci ha

posto un sacco di interrogativi su come e cosa avremmo dovuto fare. Ho

sempre amato gli animali e mi è stato insegnato a portar loro rispetto

assieme a un affetto sano. Ancora una volta le letture sono state conforto

alla scelta di adottare una cane come amico.

Sono andata a recuperare Konrad Lorenz: "L'anello di re Salomone" e "L'uomo

incontrò il cane". L'etologo e l'uomo, la sua capacità straordinaria di

comprendere la natura animale. Non è l'animale che va educato, ma l'uomo.

All'uomo va insegnato il rispetto per la natura e per ciò che rappresenta.

Lorenz racconta la realtà di incontri, linguaggi, atteggiamenti, scelte di

vita. Gli animali non sono giocattoli e nel momento in cui entrano da noi

devono avere la giusta considerazione per ciò che rappresentano, per i loro

istinti, per le loro intelligenze e capacità straordinarie di interagire con

gli uomini.

Peccato che l'uomo, spesso, non sia in grado di comprendere il patto di

fedeltà che un cane stringe con lui. Educhiamo i padroni, poi quasi

certamente, il rapporto cane-padrone, sarà di amicizia e di rispetto,

guinzagli e museruole non saranno necessari.

(la lettera è firmata)

 

Una delle più acute osservazioni che Sherlock Holmes rivolge al suo amico

dottor Watson è: "Ha mai visto un cane triste in una famiglia allegra? E

viceversa?". Il geniale "consulting detective" coglie con quelle parole

l'aspetto mimetico del cane che tende a conformarsi all'ambiente, agli

esempi e all'addestramento ricevuti. I poveri cani feroci (che esistono e

sono un pericolo, sia chiaro) sono così perché hanno padroni stupidi o

feroci e magari feroci per interesse, perché dall'animale, proprio

attraverso la ferocia, intendono ricavare un guadagno.

In uno dei più bei racconti sui cani mai scritti, "Cane e padrone"

(sottotitolo "Un idillio"), Thomas Mann dice a proposito del suo bracco:

"che bella e cara bestia è il mio Bauschan, quando mi sta così appoggiato al

ginocchio, offrendomi nel suo sguardo tanta intensità di devozione!

Specialmente l'occhio è bello, dolce e saggio...". Certo, essere il cane di

Thomas Mann è una bella fortuna che non capita a tutti i cani. Penso non

solamente ai cani di quei camorristi che organizzano incontri all'ultimo

sangue, ma anche, per esempio, ai Dobermann delle SS addestrati

inconsapevoli al loro turpe compito o ai loro imitatori casalinghi, i

Dobermann dei neofascisti con il collare irto di punte che, anni fa, vedevo

girare nel mio quartiere a Roma al guinzaglio di certi ridicoli bravacci. Il

rapporto con un cane non è facile, si rischia o di umanizzarlo troppo o di

maltrattarlo in modo intollerabile, fino alla vergogna dell'abbandono: cani

gettati via come giocattoli rotti.

L'animo mediterraneo in genere non è granché pietoso con gli animali anche

se nel loro nome è racchiusa la magica parola "anima" che dovrebbe segnare

ogni più alta virtù "umana" che di "anima" è l'anagramma quasi perfetto.

Anche le religioni mediterranee sottovalutano gli animali, per cui brila

come una solitaria eccezione il quasi eretico Francesco d'Assisi.

(Corrado Augias)

 

 

 

 

 

Appello allarmante per un collie trovato lungo i margini di una strada

statale.

Il cane in questione, probabilmente di razza pura, è stato

accecato volontariamente dai padroni che poi lo avrebbero gettato lungo le strade

romane sperando che il cane privo di vista e stordito dal dolore nei sensi

non ritrovasse più la strada di casa. Il veterinario che lo ha visitato

oltre ad aver accertato la volontaria azione di accecamento si è anche

pronunciato sull'età del cane che parrebbe avere addirittura 8-10 anni.

Ancor più vili ed incivili i proprietari, oltre che crudeli e assolutamenti

folli! Adesso il cane è presso la casa del signore che lo ha salvato ma

che purtroppo non può e non vuole assolutamente adottarlo. Evitiamo a questo

cane disgraziato il canile dopo tutte le sevizie subite!

 

Per informazioni telefonare a Alessandra 348-6068571

 

Grazie di cuore

 

 

 

01/10/03

Il Messaggero Abruzzo

Un paese alla ricerca del cane scomparso

 

Tortoreto - L’amore dell’uomo per il cane, al di là di tutto, anche di

polemiche contingenti, è sempre forte; amore reciproco, logicamente. A

Tortoreto un’intera via, via De Gasperi, è alla ricerca di Willy, un cane di

pelo marrone, con una vistosa zoppìa, che ha fatto perdere le tracce da due

giorni e due notti. Mai era successo prima. Il cane, un incrocio tra lassie

e bassotto, mai era rimasto tanto tempo fuori casa. A preoccuparsi di più è

l’anziano proprietario E.N., che sta cercando Willy, insieme alle nipoti ed

ai vicini di casa, in pratica in tutto il territorio tortoretano. Al

setaccio il lungomare, la zona antistante la ferrovia e anche la statale 16.

Finora le ricerche sono risultate vane. Chi trovasse il cane, anche se morto

(evento ovviamente non auspicabile ma possibile) dovrebbe telefonare allo

0861/786164.

M.N

 

 

 

PITBULL: SCOPERTO ALLEVAMENTO ILLEGALE NEL SALENTO

NEL GIARDINO DI CASA DI UN UOMO ACCUSATO DI ASSOCIAZIONE MAFIOSA

    (ANSA) - MARTANO (LECCE), 30 SET - Un allevamento illegale di

pitbull dove si addestravano i cani per i combattimenti e' stato

scoperto a Martano dai carabinieri nel giardino di casa di un

uomo di 38 anni con precedenti penali, del quale non e' stato

reso noto il nome. I militari hanno trovato nel canile otto

animali.

    A quanto si e' appreso, i carabinieri si erano recati a casa

dell' uomo che, accusato di associazione per delinquere di tipo

mafioso, era sottoposto agli arresti domiciliari, per

notificargli la revoca del provvedimento cautelare ed

arrestarlo.

    A quel punto hanno scoperto che nel retro della sua

abitazione e nel giardino l' uomo aveva allestito gabbie dove

teneva gli animali.(ANSA).

 

 

 

PITBULL: VIGILE APPLICA ORDINANZA SIRCHIA, IL CANE LO MORDE

L'EPISODIO A MILANO, LA PADRONA E' STATA DENUNCIATA

    (ANSA) - MILANO, 29 SET - Un vigile urbano e' stato morso a

una gamba oggi a Milano da un cane, un meticcio di media taglia,

aizzato dalla padrona che stava per ricevere una multa: l'

animale infatti non e' iscritto all'anagrafe canina. Il vigile

e' stato medicato in ospedale mentre la donna e' stata

denunciata per lesioni volontarie.

    Il vigile era con un collega, entrambi in borghese. Erano in

servizio fra i vialetti del parco Solari proprio per applicare

l' ordinanza Sirchia. Hanno quindi effettuato un controllo e

hanno chiesto alla donna, Francesca B., di 28 anni, residente

nella zona, i documenti. Secondo quanto riferito, il meticcio

(che non rientra ad ogni modo nelle razze comprese dall'

ordinanza) non e' iscritto all' anagrafe canina e quindi i

vigili hanno proceduto a compilare il verbale per la sanzione.

    A quel punto, sempre secondo i vigili urbani, la donna si e'

buttata per terra simulando un'aggressione con lo scopo di

aizzare il cane, che infatti si e' avventato subito su un vigile

mordendolo a una gamba.

    La donna e' stata denunciata. Il vigile, A.Z., di 30 anni, e'

stato medicato all'ospedale San Carlo. Ha una prognosi di 5

giorni. (ANSA).

 

 

 

CARCERI: PROGETTO 'ARGO' DIVENTA PROPOSTA DI LEGGE

PECORELLA, SARA' ESAMINATA DA COMMISSIONE GIUSTIZIA CAMERA

    (ANSA) - ROMA, 30 SET - I cani randagi e i detenuti: in

apparenza nessun nesso lega questi due mondi, l' uno regno della

massima liberta' e l' altro della costrizione, ma ora le due

realta' possono non solo incontrarsi ma essere vicendevolmente

utili.

    Il progetto 'Argo', nato dall' amore di due poliziotti

penitenziari per il mondo animale e varato nel giugno scorso dal

Dipartimento dell' amministrazione penitenziaria (Dap), viene

ora codificato in una proposta di legge, presentata stamani a

Montecitorio dal presidente della commissione giustizia della

Camera, Gaetano Pecorella.

    L' iniziativa, gia' avviata in via sperimentale a Spoleto,

Rebibbia e Sulmona, prevede l' introduzione tra le mura del

carcere di un certo numero di cani - scelti tra i randagi

raccolti nei canili municipali - che vengono accuditi dai

detenuti con l' aiuto degli agenti penitenziari, in alcuni casi

anche addestrati per l' assistenza agli anziani o ai disabili.

    ''L' obiettivo fondamentale e' quello di far cadere le mura

del carcere'' ha detto Pecorella, il quale ha precisato che il

pdl consentira' di introdurre in carcere anche altre iniziative

di utilita' sociale, come ad esempio la registrazione di opere

letterarie per i non vedenti. ''Si fa molto poco per attuare il

principio costituzionale del recupero dei detenuti'' ha aggiunto

il deputato di Forza Italia, per il quale ''i sentimenti di

affetto nei confronti degli animali possono servire come

elemento di rieducazione''.

    Sono tanti gli istituti che hanno chiesto di partecipare al

progetto, ma - come ha riferito il direttore del Dap, Giovanni

Tinebra - non tutti potranno farlo, perche' uno dei requisiti

fondamentali e' che il carcere abbia degli spazi esterni, dentro

il muro di cinta, adatti allo scopo. ''Ci aspettiamo molto da

questo progetto - ha detto Tinebra - ma il 'fertilizzante'

indispensabile e' l' amore per gli animali''.

    Amore che vede in prima linea la conduttrice televisiva

Enrica Bonaccorti, fervente animalista e tra i promotori del

progetto 'Argo', secondo la quale ''agli esseri umani manca l'

educazione al rapporto con il mondo animale''. (ANSA).

 

 

 

PITBULL: ALLEVAMENTO SALENTO; LAV CONFERMA BUSINESS CRIMINALI

(V. 'PITBULL: SCOPERTO ALLEVAMENTO ILLEGALE...' DELLE 12.46)

    (ANSA) - BARI, 30 SET - ''Si tratta dell' ennesima conferma

di cio' che la Lav afferma da tempo: la criminalita' organizzata

ha trovato nei combattimenti tra animali un nuovo business'': e'

il commento di Ciro Troiano, responsabile dell' Osservatorio

Zoomafia della Lav, alla notizia della scoperta di un

allevamento illegale di pitbull a Martano (Lecce) nella

proprieta' di un uomo accusato di associazione per delinquere di

tipo mafioso. Troiano sollecita la Camera perche' approvi

definitivamente la legge contro il maltrattamento degli animali

e contro i combattimenti, gia' approvata dal Senato. ''Ogni

rinvio - afferma - si traduce in aperta complicita' con

zoomafiosi e maltrattatori''.

     Secondo i dati raccolti dall' Osservatorio Nazionale

Zoomafia della Lav, nel 2002 sono stati sequestrati in

tutt'Italia 60 cani, tra pitbull, rottweiler e simili, e 4 galli

da combattimento. Ci sono stati 19 interventi delle varie forze

di Polizia che hanno portato alla denuncia di 43 persone, 10

delle quali (il 23% del totale), arrestate per reati connessi

(droga, estorsione, rapine, resistenza, ecc.).Tra i denunciati,

otto (piu' del 18%), hanno precedenti penali. ''Questo dato -

aggiunge Troiano - dimostra ancora una volta la 'familiarita''

del mondo della cinomachia con altri ambiti criminali''. Sempre

secondo i dati Lav, tra gli indagati vi sono 13 minorenni, ''che

rappresentano ben il 30% del totale''. Infine due persone sono

cittadini extracomunitari.

    La Lav ritiene che ''all' aumento dell' interesse per la

conoscenza del fenomeno dei combattimenti fra cani da parte

delle forze dell'ordine, non corrisponda un' adeguata risposta

di contrasto''. ''Questa anomalia - secondo Troiano - puo'

essere spiegata in parte con l' assenza di un' adeguata

normativa di riferimento e in parte con la diminuzione

dell'attenzione dei media per la cinomachia, concentrata

prevalentemente sul problema della pericolosita' dei pitbull e

della sicurezza delle persone''.

    Per Troiano, ''la Puglia e' una regione che va guardata con

attenzione per gli aspetti zoomafiosi presenti''. 'Per cio' che

attiene la cinomachia - prosegue - sono giunte alla Lav

segnalazioni fin dal 1992. Nel giro delle scommesse sono

implicate anche bande di extracomunitari e persone vicine al

mondo del contrabbando di tabacchi lavorati esteri, nonche' alla

Sacra Corona Unita. Anche il Sisde, si e' interessato al

fenomeno dei combattimenti in Puglia, in modo particolare nelle

province di Taranto e di Foggia. In quest' ultima provincia

opererebbe un' organizzazione criminale, collegata con ambienti

malavitosi del napoletano, intorno alla quale ruoterebbe un

vasto giro d' affari derivante dalla scommesse clandestine sui

combattimenti tra cani. Il fenomeno e' presente pero' in tutte

le province, in modo particolare in quelle di Bari, Brindisi e

Lecce''.

    ''L' allarme pitbull di queste settimane - conclude Troiano -

ha fatto cadere in secondo piano il problema dei combattimenti e

del maltrattamento degli animali. Lo sfruttamento dei cani per

le scommesse clandestine e' un'attivita' criminale che miete

circa 5.000 cani ogni anno e ne sfrutta altri 15.000 per le

lotte''. (ANSA).

 

 

PITBULL: CONTINUA LAVORO COMMISSIONE CONSIGLIO SUPERIORE

OGGI SENTITI I VETERINARI

    (ANSA) - ROMA, 29 SET - Liste di razze pericolose o animali a

rischio da individuare: continua su questo quesito il lavoro

degli esperti del consiglio superiore di sanita' e dei 7

specialisti della commissione pitbull che si sono riuniti oggi

senza arrivare ad una conclusione che potrebbe modificare

l'ordinanza del ministro della Salute.

   Sentiti i veterinari che hanno continuato a sostenere la

difficolta' a preparare le lista delle razze pericolose.

    Laura Torriani che fa parte della commissione pitbull, ha

spiegato che la questione dei morsi e' molto complessa: ''Se

fosse semplice identificarli in poche razze sarebbe tutto piu'

semplice ma non e' cosi'. Possono essere al limite individuate

razze di cani che statisticamente mordono di piu' e che pero'

corrispondono a razze di cani piu' presenti sul territorio''. E

per Enzo Berlato, commissario dell'Enci, l'Ente Nazionale per la

Cinofilia Italiana, la soluzione da perseguire dovra' essere

proprio quello di superare il concetto delle razze fatta

eccezione per i pitbull e incroci pericolosi. ''Ma intanto - ha

spiegato - si continuano ad abbandonare i cani''.  (ANSA).

 

 

DA LIBERO - 3 OTTOBRE 2003 - PRIMA PAGINA

I gruppi animalisti accusano il municipio di Atene e il comitato giochi

Tremila cani già uccisi per le Olimpiadi

 

Certi sederi, certe code che si vedono ad Atene, che si intrecciano alle

ginocchia delle persone che attraversano la via Ermou, non appartengono a

cani randagi. I cani di Atene non sono randagi, sono liberi. Hanno musi

buoni, quasi azzurri. Sono cani grandi della taglia del pastore tedesco ma

di razza indefinibile, e si somigliano tutti. Ce n'è uno, sotto il portico

che incrocia la via Panepistermiou (una delle zone commerciali), che si

nota di più perchè ha il pelo lungo che gli cola sulle guance. E perchè

attraversa la strada solo di fianco ai bambini. Sa che è più sicuro. Questo

cane senza nome e molti altri, almeno ventimila per lo stato (per gli

animalisti quasi il doppio) hanno un nemico: le Olimpiadi del 2004. Le

innumerevoli associazioni animaliste, che da tempo lanciano l'allarme sul

rischio che il popolo di quattrozampe decimato per "bonificare" l'immagine

della capitale, accusano ora il Comitato olimpico e il comune di Atene

(guidato da dora Bakoyannis, eletta con il 60 per cento nelle liste di

centrodestra) di aver ucciso almeno tremila cani nel solo mese di agosto. I

portavoce delle due istituzioni smentiscono. il primo dichiarando che si è

trattato solo di una campagna sperimentale di sterilizzazione destinata a

62 cani, il secondo illustrando la politica di protezione e adozione degli

animali da parte dell'amministrazione: dieci punti che comprendono anche

controlli medici e l'addestramento dei cani liberi ad accompagnare i

disabili. In verità la situazione è confusa da sempre: un anno fa il

governo greco aveva annunciato la costruzione di un (mai visto) megacanile

di centomila metri quadri capace di ospitare mille animali, poi a luglio

era stata ratificata la campagna di sterilizzazione. Il difficile è credere

che questo progetto possa essere realizzato, da oggi alla prossima estate,

sui ventimila o quarantamila cani che abitano da generazioni la

capitale.  E gli animalisti continuano a denunciare un piano segreto per

ucciderli. All'inizio dell'anno per esempio, sono improvvisamente scomparsi

i cani che abitavano i "giardini nazionali", al centro della città. Si era

alla vigilia dell'inaugurazione della presidenza greca dell'Ue e le

cerimonie con la Commissione europea (Romano Prodi presente) erano

programmate allo Zappion, un palazzo che si trova per l'appunto nei

giardini nazionali. Molte associazioni si stanno battendo, ormai da tutti i

Paesi d'Europa, per lo più con raccolta di firme e petizioni al governo

greco, con volantinaggio e soprattutto via internet (paw-europe.org,

progettogaia.it) allegando ai siti foto di maltrattamenti e uccisioni, per

promuovere moderne campagne di sterilizzazione in luogo dell'abbattimento

dei cani. Per le quali occorre una moderna, paziente e costosa

programmazione. Ma il fatto che la Grecia non è un Paese moderato, e i suoi

cani neppure. La loro è ancora una antica vita d'oriente, disordinata e

pacifica, indolente e alla giornata, come la maggior parte delle cose che

stanno in Grecia. perfino il concetto di sterilizzazione ispira in molti

uno storico orrore:- Ci riporta in mente l'occupazione ottomana, quando i

giovani greci venivano castrati per farne eunuchi.- dichiarava qualche

tempo fa un pope intervistato dalla Bbc. I cani di Atene, che gli ateniesi

chiamano con semplicità "athespota", ciè senza padrone, non attraversano la

strada a casaccio, perchè c'è da morirne. Aspettano il verde del pedonale o

un gruppo di umani con i quali confondersi, ci si ficcano in mezzo

rischiando pestoni, sanno che lì sono al sicuro. Il traffico della capitale

è una zuffa di lamiere ammaccate e fiorite di ruggine, di scarichi

fumiganti, qui l'impatto ambientale non sanno che cosa è, e nemmeno i

limiti di velocità. I cani di Atene sono tanti, e se uno finisce sotto le

ruote nessuno lo soccorre. E' semplicemente uno di meno. I greci del centro

di Atene non badano ai cani athespota, nè se stanno bene, nè se stanno

male. Ci convivono ignorandoli, come i cani convivono con i gatti, tutti

rossi o "tartaruga", con i quali hanno un silenzioso patto di spartizione

della città: i felini sono signori dell'Acropoli e della sottostante Placa

(quartiere di strade strette e piccoli negozi, meta fissa dei turisti),

mentre loro governano i portici e le piazze circostanti. I cani di Atene

sembrano senza padrone addirittura per loro scelta: nascono così da

innumerevoli generazioni e sanno come si convive con gli uomini. Se li

accarezzate scodinzolano, se date loro da mangiare vi ringraziano con un

colpetto di muso, senza fare grandi scene.Se ne adottate uno vi seguirà

accetterà compitamente quello che gli offrite perchè in genere sono animali

riflessivi e furbi: magari dormirà anche nella cuccia che gli avete

preparato. Ma poi, la mattina dopo non lo troverete più. Li si può

osservare mentre bivaccano a gruppi di quattro o cinque nel giardino di

piazza Syntagma, nei pressi del Parlamento, davanti a una lucente stazione

della nuova metropolitana. Da soli li si trova sdraiati a più non posso

sulle soglie dei negozi, ai piedi delle scalinate, agli ingressi dei

portoni. Le persone che devono entrare o uscire non li scalciano, li

scavalcano; i commessi neanche li guardano. Dove esiste un angolo non

occupato, loro se lo prendono. Quando fa caldo se ne stanno sotto i

cespugli delle piazze o all'ombra dei portici, quasi invisibili per gran

parte del giorno. Escono all'imbrunire, caracollando senza fretta, a tempo

con il resto della città. I cani di Atene, perlomeno quelli del centro,

trovano da mangiare dappertutto. Dalle mani dei turisti, da quelle dei

negozianti, appostati ai mercati della carne e rovistando in mezzo alle

torri di immondizia ai bordi delle strade, che nessuno porta mai via del

tutto: le pile di sacchetti sbrecciati arrivano alla massima altezza cui è

possibile impilarli senza che crollino, ma non scendono mai sotto il metro.

I greci abbandonano i rifiuti con la stessa noncuranza con cui dimenticano

il portafogli. La Grecia per inciso, è un Paese onesto: qui la polizia fa

sul serio, l'accattonaggio è un fenomeno comparso da pochi anni e ancora

sporadico: la microcriminalità è irrilevante. Se perdete qualcosa lo

ritroverete quasi di sicuro dove l'avete lasciato.

La pazzesca caccia ai taxi

I cani di Atene sono fatalisti, per questo sono così calmi. Lo sono anche

quando affrontano per gioco il pericolo della strada, per correre dietro ai

taxi; non le auto qualsiasi, solo i taxi, forse perchè viaggiano più vicini

ai marciapiedi. Ci si mettono in due o tre di volata, quando fa sera ed è

più fresco, abbaiando radenti ai cerchioni. I taxi sono anche più

pericolosi per gli esseri umani. Chiamare un'auto pubblica richiede un

metodo folle ma preciso: ci si butta in mezzo alla strada mentre la

macchina arriva, per farla rallentare, e intanto si grida dove si desidera

andare; se il tassista ha un buon udito e va in quella direzione carica il

cliente in più. Questo è il modo che gli autisti hanno trovato per aggirare

le nuove tasse imposto dal governo sulle corse. sui viali intasati può

quindi capitare di vedere strani balletti di persone urlanti che si buttano

davanti ad un'auto stracarica, a sua volta inseguita da cani che abbiano.

Olimpiadi a parte, non è comunque tutto rosa e fiori, la vita dei cani

greci. Non sono coccolati e protetti. La libertà la pagano a costo della

loro vita, che in Grecia non è tutelata come invece avviene in Occidente.

Sono animali e basta. Forse quelli del centro di Atene sono un po' dei

privilegiati. Ma dato che sono così tanti, in tutto il Paese ucciderli è

uno sport comune, che non scandalizza nessuno: a fucilate, impiccati e

soprattutto con veleni che vengono sparsi come semente durante la notte. La

mattina dopo le carcasse vengono fatte sparire dai netturbini. Mentre i

sacchi di rifiuti, in perfetta grecità, restano sempre lì.

Giuseppe Braga

 

 

 

05/10/03

Corriere Salute - Lettere

Sana convivenza tra bebè e cagnolino

 

Ci siamo sposati quattro anni fa e pochi mesi dopo è entrato a far parte

della famiglia un "bastardino" di pochi mesi, il nostro amato Ginger. E' un

cane di taglia media e di carattere amabile e affettuoso. Siamo stati molto

colpiti e dispiaciuti, io e mia moglie, quando sia i suoi genitori che i

miei, offrendosi di "rilevare" il cane, ci hanno sconsigliato di tenerlo con

noi, perché aspettiamo un bambino. Loro sostengono che ci sono motivi

d'igiene e di sicurezza. Voi che cosa ne dite?

Lettera firmata, Genova

 

Le rispondo con le parole del professor Vittorio Carnelli, della II clinica

pediatrica dell'Università di Milano: "Non c'è ragione di non tenere un

cane, quando nasce un bambino. L'importante è avvertire il veterinario della

novità, affinché la salute del cane sia seguita con ulteriore attenzione.

Altrettanto importante è evitare che il cane si senta trascurato e diventi

geloso. Se continuerete a dargli l'affetto di sempre, di buon grado

accetterà il bimbo nel "branco", e gli vorrà bene".

(a cura di Antonella Cremonese)

 

 

 

05/10/03

Il Centro Teramo

I pellegrini alimentano il randagismo. Tanti cani abbandonati al santuario.

 

Isola. A San Gabriele i pellegrini abbandonano i cani. A lanciare l'allarme

è il sindaco di Isola Giuseppe Bucciarelli. "C'è la triste abitudine da

parte dei fedeli", dice il primo cittadino, "di abbandonare i cani, pensando

che i frati o i visitatori se ne possano occupare".

Si torna così a parlare dell'emergenza randagismo, esplosa di nuovo dopo una

serie di aggressioni, che si sono verificate durante l'estate appena

trascorsa, nel piazzale del santuario. "Il nostro obiettivo", spiega

Bucciarelli, "è quello di portare all'attenzione della collettività le

iniziative per reprimere il fenomeno". Il Comune, in collaborazione con

l'amministrazione di Colledara e i frati passionisti, si sta attivando per

prevenire l'abbandono dei cani, soprattutto nei pressi del sdantuario. Dopo

la campagna di sensibilizzazione per l'attivazione dell'anagrafe canina, che

ha avuto un buon successo, e la sterilizzazione delle femmine, Bucciarelli

annuncia l'entrata in vigore di misure repressive. Ci sarano, quindi, severi

controlli che i vigili urbani effettueranno prima e dopo l'arrivo di gruppi

di turisti al santuario. Un'apposita segnaletica, inoltre, ricorderà il

divieto di abbandono degli animali e quando sarà possibile si procederà

anche all'identificazione dei padroni.

"Per i cani più pericolosi", afferma il sindaco, "stiamo valutando la

possibilità di eventuali abbattimenti, seguendo le indicazioni fornite dal

ministro Sirchia". Bucciarelli lancia l'invito a iscrivere gli animali

all'anagrafe canina sul sito www.regione.abruzzo.it.

Catia Di Luigi

 

 

 

IL MESSAGGERO

ABRUZZO

Venerdì 3 Ottobre 2003

Sulmona. Il presidente della Commissione Giustizia Gaetano Pecorella è

l’autore di una proposta di legge Cani randagi accuditi dai detenuti

Positiva la sperimentazione nel carcere di via Lamaccio. Il progetto ”Argo”

 

SULMONA (AQ)- Il cane, si sa, è il miglior amico dell’uomo. E forse proprio

tenendo a mente questo antico detto che la Camera dei Deputati si appresta

a discutere e votare un progetto di legge, denominato ”progetto Argo”, che

prevede la possibilità di portare nelle carceri italiani cani randagi per

poter essere accuditi e cresciuti dai detenuti. Insomma, anche nei momenti

meno felici per un uomo, quale potrebbe essere lo stato di detenzione, il

cane è chiamato al non facile compito di amico fedele e inseparabile.

Prima di diventare progetto di legge, l’iniziativa ”Argo” è stata avviata

da alcuni agenti di polizia penitenziaria particolarmente legati agli

animali. La sperimentazione è stata già fatta propria dal Dipartimento di

polizia penitenziaria (Dap) che ha scelto gli istituti penitenziari di

Sulmona, Spoleto e Rebibbia (Roma) per portare i cani all’interno delle

carceri. I risultati, secondo gli accertamenti fatti dal Dap, sono stati

più che confortanti. Da qui l’idea di traddure in legge il progetto.

E a portarle nelle aule di Montecitorio ci ha pensato il presidente della

commissione Giustizia della Camera, Gaetano Pecorella. Il testo normativo

dovrebbe riprodurre fedelmente tempi e modi dell’iniziativa Argo: viene

introdotto tra le mure del carcere un certo numero di cani, scelti tra i

randagi raccolti nei canili comunali, che vengono accuditi dai detenuti con

l’aiuto degli agenti penitenziari, in alcuni casi anche addestrati per

l’assistenza agli anziani o ai disabili. «L’obiettivo fondamentale è quello

di far cadere le mure del carcere - commenta il presidente Gaetano

Pecorella - a cui si vanno ad aggiungere altri importanti iniziative di

utilità sociale, come ad esempio la registrazione di opere letterarie per i

non vedenti».

Il Presidente della commissione Giustizia ha già fissato la

calendarizzazione della proposta di legge che dopo l’esame e la votazione

della commissione stessa è destinata a passare al vaglio dei due rami del

Parlamento. La scelta del carcere di Sulmona come una delle tre sedi dove

far partire la sperimentazione conferma la strategicità dell’istituto

penitenziario peligno nel contesto del Dipartimento. La struttura

sulmonese, inoltre, offre i giusti spazi per rendere operativo il progetto

avendo uno spazio esterno tra le mura del carcere abbastanza ampio. Sono

già molti gli istituti che hanno chiesto di aderire al progetto, ma, come

ha detto il direttore del Dap, Giovanni Tinebra, «non tutti potranno farlo

perchè uno dei requisiti fondamentali è che il carcere abbia degli spazi,

entro le mura di cinta, adatti all scopo. Ci aspettiamo molto da questo

progetto», ha concluso il direttore Tinebra. Per il Comune di Sulmona,

inoltre, questo progetto dà la possibilità di liberare l’affollato canile

comunale, allegerendo così le spese di gestione.

S. Iav.

 

 

 

(ANSA) - GENOVA, 5 OTT - ''Tutti i cani, anche quelli di

piccola taglia, dovrebbero avere il guinzaglio e la museruola

nei luoghi pubblici''. Lo ha dichiarato il ministro della

Salute, Girolamo Sirchia, a margine di un convegno a Genova.

   ''Credo che un provvedimento del genere - ha poi spiegato il

ministro - non rappresenti nessun problema per i cani, ma credo

invece che possa essere vantaggioso per il rispetto della salute

pubblica. D'altronde succede cosi' in molti paesi europei''.

 

 

 

SIRCHIA LA SMETTA DI CRIMINALIZZARE GLI ANIMALI

E PENSI AL DISASTRO DELLA SANITÀ IN ITALIA.

 

“Che a Sirchia non piacessero i cani era ormai evidente a tutti , ma che

questa sua fobia possa diventare la “ratio” di un provvedimento normativo

mi sembra eccessivo.”  dichiara il direttore degli Animalisti

Italiani-PeTA Ilaria Ferri  “Ci chiediamo allora come mai siamo stati

invitati a conferire con il suo staff, nella speranza di apportare un

ragionevole e scientifico contributo alla soluzione del preoccupante

fenomeno delle aggressioni, se tanto sembra esserci nella testa del

Ministro la soluzione perfetta: tutti i cani con guinzaglio e museruola !

Nonostante esperti del settore ripetano da tempo che il vero problema è

quello della corretta relazione tra uomo e cane.

Per esempio nel caso della bambina aggredita oggi dal pitbull della sua

amica mi domando se ancora una volta non sia troppo semplice e liberatorio,

identificare come unica responsabilità quella di un cane lasciato con due

bambini da solo, senza alcuna supervisione di un adulto. Questo evidenzia

maggiormente che anche con tutte le restrizioni e coercizioni che tanto

piacciono al nostro Ministro, il problema delle aggressioni è e resta

quello del rapporto individuo animale e nella capacità umana di comprendere

e di tradurre in una corretta relazione le esigenze e le reazioni dei cani.

Se questo è il vero problema, esso va affrontato seriamente e con il giusto

metodo ed efficaci provvedimenti, che spazzino via, da un lato l’eccessivo

timore destato da echi mass-mediatici e restituiscano dall’altro, insieme

alla sicurezza per i cittadini il corretto equilibro di convivenza tra

uomini e animali. Questo mi sembra essere il vero problema. Oppure signor

Ministro, per risolverlo, vogliamo proibire anche il problema?”.

 

“Perché nessuno ha pensato di denunciare o di mettere guinzaglio e

museruola ai responsabili della morte estiva di oltre 35.000 anziani nel

nostro Paese, con un aumento del 15% rispetto allo scorso anno?”  dichiara

il Presidente degli Animalisti Italiani-PeTA, Walter Caporale, in merito ai

recenti e ripetuti attacchi del Ministro della Salute Girolamo Sirchia

contro i cani  “Siamo stanchi del tentativo quotidiano di distogliere

l’attenzione dell’opinione pubblica dai problemi reali del Paese  anziani,

disoccupazione, pensioni, omicidi, violenza, rapine - per concentrarla

sulle presunte frequenti aggressioni di cani, come se queste costituissero

la causa di tutti i mali e di tutti i morti in Italia!

Per cercare di fermare le aggressioni da parte dei cani il Ministro della

Salute dovrebbe avere il coraggio di fare approvare la legge contro i

combattimenti clandestini di cani per i combattimenti (dai quali derivano

decine di migliaia di cani addestrati e pronti ad aggredire), ferma da mesi

alla Camera dei Deputati a causa dell’opposizione della Lega Nord; e

dovrebbe pretendere l’applicazione delle leggi che già esistono: obbligo di

guinzaglio o museruola (previsto dal Regolamento di Polizia Veterinaria

n.320 del 1954) e obbligo di tatuaggio, anagrafe e sterilizzazione dei cani

(previsti dalla Legge 281 del 1991 sul randagismo).

In nessun altro Paese del mondo i cani sono obbligati a passeggiare con

guinzaglio e museruola, mentre in Francia, per permettere ai cuccioli di

sviluppare un carattere equilibrato (e dunque di prevenire le aggressioni),

i cuccioli vengono venduti soltanto dal 90° giorno di età e sempre tatuati

ed anagrafati, come gli Animalisti Italiani-PeTA chiedono, inascoltati, da

anni in Italia”.

 

Roma, 6 ottobre 2003

Animalisti Italiani-PeTA: 335.52.74.688  www.animalisti.it  

ufficiostampa@animalisti.it  06.23.23.25.69

 

 

 

Dal forum di Promiseland 07.10.03.

 

Autore: Davide

Data:   07/10/03 13:41

 

Una donna è stata ferita a Lecco, un uomo azzannato nel Padovano

Ancora aggressioni di cani feroci

E il ministro Sirchia lancia un appello: «L'opinione pubblica si deve

mobilitare»

 

Cani feroci, continuano le aggressioni ai danni di persone. E il ministro

Sirchia chiede una mobilitazione dell'opinione pubblica contro questo

fenomeno.

A Lecco, ieri una donna di 23 anni, A.R., di Valmadrera, è stata ferita da

un cane pastore tedesco. La donna stava camminando, quando è stata assalita

e ferita a un braccio.

La giovane è stata accompagnata al pronto soccorso. Molta paura ma le sue

condizioni sono apparse discrete.

Un uomo, di 57 anni, a Noventa Padovana (Padova), è stato morso ad un

polpaccio in modo lieve da un pastore tedesco. Il proprietario del cane è

stato denunciato per omessa custodia.

Secondo una prima ricostruzione dei carabinieri, l'uomo, dopo aver

parcheggiato l'auto, aveva raggiunto la casa di un amico ed era in attesa di

entrare. Poco distante da lui c'erano due cani pastore tedesco che stavano

azzuffandosi.

All'improvviso, uno dei due animali si è lanciato contro l'uomo,

morsicandogli un polpaccio. La vittima ha trovato riparo nella casa

dell'amico. L'uomo si è poi recato in ospedale dove è stato giudicato

guaribile in 7 giorni.

Momenti di paura ieri mattina a Fiumicino per alcuni bambini a causa di una

violenta zuffa tra due cani randagi, di grossa taglia, scoppiata dinanzi

alla scuola elementare e materna Giovan Battista Grassi. Erano le 8.25

quando in via Porto S. Stefano, due cani bastardi hanno cominciato

furiosamente ad azzannarsi in mezzo ad un gruppetto di bambini di prima e

seconda elementare, che stavano attendendo di poter entrare a scuola. I

cani, nel corso della zuffa, hanno anche travolto due dei bambini, che sono

caduti a terra senza fortunatamente subire conseguenze. Richiamato dalle

urla dei bambini e di alcuni genitori, è intervenuto un ispettore del

commissariato di polizia che stava accompagnando il figlio a scuola: a colpi

di zaino, è riuscito ad allontanare i due cani.

 

 

 

SIRCHIA, OPINIONE PUBBLICA SI MUOVA

- «Forse è il caso che l'opinione pubblica si muova. Perché fino ad oggi si

sono sentite solo le voci che tentano di ridurre il valore dell'ordinanza

appellandosi alle cose più strane». Lo ha detto il ministro della Salute,

Girolamo Sirchia, commentando da Padova le due ultime aggressioni in Italia

da parte di cani feroci.

«Non ho mai sentito finora - ha aggiunto Sirchia, riferendosi all'ordinanza

che stabilisce le razze dei cani pericolosi - qualcuno che si alzasse per

dire: "ma vogliamo tutelare i nostri figli? vogliamo che i 70.000 italiani

che ogni anno finiscono in ospedale per morsicature diventino 7.000?"».

 

Gazzetta del Sud 7 10 03

 

 

 

Il messaggero 7 ottobre 2003

Il canile-lager a Vitorchiano: una vergogna per il genere umano

Le immagini e il resoconto relativo al canile-lager di Vitorchiano ci

rinnovano un orrore che ogni volta vorremmo fosse l’ultimo al quale dover

assistere. Le foto di quei poveri cani fanno rabbrividire, sono un pugno

violento nello stomaco, una condanna inappellabile per il genere umano.

Come è possibile ridurre in quello stato degli esseri viventi rei di fidarsi

incondizionatamente del proprio padrone? Quali giustificazioni possono

esserci dietro questi aberranti comportamenti? Vergogna! Vergogna!

Vergogna!

C’è ancora chi può affermare serenamente che potenzialmente pericolosi sono

gli animali? Come qualifichereste questi “uomimi” (Mi costa fatica usare

questo termine per classificare chi  responsabile di questa barbarie)?

Sono forse innocui e sprovveduti esseri, bisognosi magari di aiuto e

comprensione? Ma per l’amor di Dio, finiamola con questa ipocrisia

nauseante, con il ricorso a luoghi comuni, tipico di chi ha ben poco da

dire e fatica a pensare.

E’ anche inaccettabile definire cacciatore chi si rende attore di queste

aberranti violenze. E’ un’offesa ad una categoria di persone che non hanno

niente da condividere con certi soggetti. Anzi i cacciatori veri sono

coloro che sanno coltivare un rapporto speciale e straordinario con il proprio

cane. Chi non conosce neppure lontanamente questi sentimenti  bene che

taccia.

A proposito, si discute molto in questo periodo di cani aggressivi e di

tutela della incolumità pubblica. Bene, forse ci sono alcune specie della

razza umana alle quali non guasterebbe guinzaglio e museruola.

Antonella Bruni

 

 

Leggete l'odissea di questa piccola cagnolina, descritta dalla sua

proprietaria e riflettete per favore.

Desy è stata lasciata sola per pochi

secondi e quando è stata ritrovata, aveva già conosciuto l'inferno.

Un ubriaco ha preso Dasy nei pochi attimi in cui la sua padrona l'ha

lasciata fuori dal negozio e in breve tempo, la piccola ha subito ogni tipo

di violenza, compresa la parziale mutilazione della coda.

Questa cagnolina è stata fortunata, perchè ritrovata, ma se ciò non fosse

accaduto?

Ne approffittiamo anche per ricordare per l'ennesima volta, (perchè pare

che gli "animalisti" non vogliono proprio cacciarselo in testa), che è

inconcepibile rifilare animali via telefono o via internet in ogni parte

d'Italia e non solo. Troopo facile dare via un cane o un gatto dagli

Appennini alle Ande senza poi preoccuparsi del suo futuro.

Noi di Bairo non abbiamo la coscienza di fare questo e proprio per questo

ci asteniamo.

Non lasciateli mai soli, non fidatevi di nessuno e soprattutto occupatevi

delle adozioni solo se vi sentite responsabili.

Spesso i rimorsi fanno più male di una malattia.

Bairo & staff

 

 

 

Da Edvige: pervenuta in data odierna a Bairo

Allora...innanzitutto c'è da dire che abbiamo trovato il barbone che ce

l'ha portata via.

Allora,Desy alle 17;30 é scesa sotto casa nostra con mia madre,senza

guinzaglio,é nata e cresciuta in questa zona e solitamente non si allontana

più di 3 metri da noi.

Mia madre é entrata nel bar dove tutti conoscono Desy,é un posto abituale

per lei,tutti la coccolano e spesso le danno dei biscotti per cani.

Anche quel pomeriggio Desy ha ricevuto il suo biscotto e si é messa a

mangiare sotto la sedia dove era seduto il barbone.

Lui aveva tentato di accarezzarla,ma ai cani questi personaggi "strani" non

piacciono e lei si era scostata da lui ,avvicinandosi a mia madre che,dopo

averla tranquillizzata le aveva detto di uscire.Il tempo di prendere lo

scontrino e di uscire mia madre ha iniziato a chiamare Desy.Premetto che

mia madre é non vedente e Desy non é un cane guida.Talvolta capita che se

viene aperto il portone il cane entri da solo,quindi mia madre é

tranquillamente salita a casa pensando di avere Desy con se,ma non era

così...io me ne sono accorta dal fatto che ogni volta che entra dentro casa

il cane "controlla" tutte le stanze.

Allora mia madre é riscesa ma la chiamava inutilmente.

Impaurita sono scesa a cercarla anch'io che avevo l'influenza.

Abbiamo iniziato a cercare in tutti i posti dove andiamo solitamente(il

parco,la piazzetta,le vie interne deserte,ecc.ecc.)ma di Desy nemmeno

l'ombra...abbiamo chiesto a tutti i commercianti,che la conoscono

benissimo,ai passanti,ma niente.

Così ho mobilitato una piccola squadra di ricerca...abbiamo girato tutti i

veterinari ed i negozi di animali per lasciare un recapito con la foto del

cane...alle 2 del mattino eravamo ancora in giro per parchi e giardini.Mia

madre era rimasta in casa con la speranza che qualcuno leggesse il numero

di casa riportato sul collare di Desy.

Io mi sono recata alla mola Adriana(il Giardino di Castel Sant'Angelo)

dove abitualmente dormono tutti i barboni delle zone circostanti...ma non

ho avuto sinceramente il coraggio di avvicinarmici troppo dato che ero da sola.

Desy era sicuramente lì.Abbiamo lasciato il portone aperto tutta la notte

nella speranza che tornasse.

Dopo una nottata passata a mettere annunci su internet e a stampare i

volantini arriva la mattina.

Verso le 8;30 squilla il telefono.Una vicina di casa aveva trovato Desy.

Ancora vestite con mia madre prendiamo la moto di corsa e nell'arco di 5

minuti arriviamo sul posto.

Desy era seduta a terra,raggomitolata su se stessa,tremante e con gli occhi

sbarrati.Inizialmente non ci ha riconosciute,ma appena tolti i caschi si é

praticamente lanciata verso di noi e si é arrampicata sulla moto tra le

braccia di mia madre.

La vicina ci ha raccontato di aver visto un barbone con al guinzaglio Desy

e di essersi fermata (era in moto) a discutere con questo signore che

insisteva col dire che il cane gli apparteneva dato che l'aveva comprato da

un suo amico per una bottiglia di vino.Fortunatamente non erano riusciti a

toglierle il collare di metallo,messo in maniera tale che non si leva se

viene tirato ma solo se si fanno passare prima le orecchie poi il resto

della testa ed infine il muso.Così la nostra vicina aveva potuto appurare

che era effettivamente Desy.Mentre discutevano sulla proprietà del cane é

arrivato un ubriaco che avvicinatosi al barbone gli ha sussurrato qualcosa

all'orecchio e quest'ultimo ha tolto la corda dal collo di Desy,che non si

é più mossa da quel punto.

Sembrava tutto apposto,ma dalla coscia destra traspariva del pelo

appiccicato come da una gomma.

Non ci eravamo rese conto che Desy aveva la coda tra le zampe e che un

pezzo le mancava(circa 6 centimetri);portata di corsa dal veterinario é

stata medicata,ed abbiamo scoperto anche delle conusioni estese sotto la

pancia,all'altezza dei genitali e su tutto l'addome.

Dalla bella linea che aveva era effettivamente diventata una palla.

Arrivate a casa desy ha iniziato a scodinzolare alla visione del suo

cucciolo(un micio che ha adottato circa un anno fa e dal quale é

inseparabile),ma ha sbattuto violentemente la coda su un mobile di legno ed

il sangue é schizzato da tutte le parti sporcando addosso noi,i muri ed i

mobili.

Rifatta la medicazione abbiamo tribolato 3 giorni prima che il cane si

ristabilisse e prima che la ferita facesse una crosta più spessa.

In questi 3 giorni é stata innavvicinabile persino da noi familiari e non é

voluta uscire dal portone(fortunatamente abbiamo un cortile condominiale).

Il pelo ricrescerà e noi speriamo di dimenticare in fretta questa brutta

storia.

Abbiamo scoperto chi é stato a prenderla,ma la polizia ha detto di non

avere prove per accusare proprio quella persona.é assurdo ed inconcepibile...!

Speriamo che non accada ad altri.Ma sarà difficile.

Grazie a lei.

Famiglia Nocco (Desy e Silvestro compresi)

 

 

 

Sent: Friday, October 10, 2003 5:50 PM

Tra pitt bull e cristiani.Replica di Famiglia Cristiana.

 

  Famiglia Cristiana ha risposto alle numerose proteste rivolte dagli

animalisti all'articolo di Don Mazzi"Tra Pitt bull e cristiani".La

replica(che vi riporto qui sotto) si trova nella rubrica "Colloqui col

padre"di F.C  n.41 del 12 ottobre 2003.

La sensazione che suscita è quella che l'autore si unisca a Don Mazzi nella

politica di denigrazione degli animalisti sottovalutandone

l'intelligenza.Insistendo sulla "questione"delle priorità,criticando ancora

gli eccessi(d'amore?)di chi si prende cura degli animali non umani,facendo

riferimento a Civiltà Cattolica,che come è ben noto a tutti,è il manuale

gesuita dell'antianimalismo imperante e della dottrina antropocentrica,

mostra una incommensurabile ignoranza in materia di animalismo contribuendo

a vanificare moralmente le lotte per l'affrancamento degli animali

dall'oppressione.

Vi sprono a scrivere ancora alla redazione di Famiglia Cristiana per

manifestare il vostro dissenso affinchè la causa che tutti noi portiamo

avanti non venga ridicolizzata o vanificata da quattro preti imbecilli ma

putroppo dotati di potere di persuasione sulle masse da non sottovalutare.

Ciao a tutti,

Barbara da Sassari

 

Famiglia Cristiana   n.41 del 12 ottobre 2003.

Don Mazzi non ha bisogno d'essere difeso. E certamente non voleva urtare la

sensibilità delle centinaia di animalisti che ci hanno scritto chiedendo le

sue scuse.Non era a loro che egli si rivolgeva, sapendo che il vero amore

non contrappone bambini e animali, pur collocando ciascuno al suo posto. Don

Mazzi poneva un problema,che è quello della priorità.O,altrimenti,delle

"autentiche pazzie",che trasformano gli animali in idoli, cui sacrificare

ogni altro bene.Tema ripreso anche in un recente editoriale di Civiltà

Cattolica, che condanna duramente chi maltratta gli animali e chi addestra i

cani all'aggressione e alla violenza,e che riconosce che gli animali

domestici <<costituiscono una gioiosa compagnia per tutti,ma in particolare

per le persone anziane e per i bambini,per i quali la presenza in casa di

un cane o di un gatto ha una funzione educativa>>.Ma che non si esime dallo

scagliarsi contro ogni "follia"per gli animali.

 

 

07/10/03

Il Messaggero Abruzzo Pescara

Per Fido veterinario a domicilio

Un laboratorio mobile per censimento e sterilizzazione

 

Combattere il fenomeno del randagismo si può. A crederci sono la Asl e la

Provincia di Pescara che ieri hanno presentato un laboratorio mobile da

utilizzare per la cattura, l’iscrizione all’anagrafe canina e la

sterilizzazione dei cani randagi, frutto di un protocollo d’intesa firmato

nel 2001 tra i due enti. Il fenomeno del randagismo, in crescita negli

ultimi anni, rappresenta un problema per l’incolumità e la salute pubblica,

poiché i cani riunendosi in branchi costituiscono un pericolo per l’uomo,

oltre ad essere veicoli di trasmissione di malattie e zoonosi.

«Nel 2001 - ha detto il presidente della Provincia De Dominicis -, avevamo

in programma di realizzare un accordo tra pubblica amministrazione e Asl per

arginare questo fenomeno, attrezzando un camper per il pronto intervento

verso i cani randagi. Oggi quest’idea si concretizza e speriamo di riuscire

a rimuovere il concetto di abbandono tra la popolazione». A partire dalla

prossima settimana, quindi, sarà operativo su tutto il territorio pescarese

un laboratorio mobile, polifunzionale, una sorta di ambulanza per gli amici

a quattro zampe, come ha spiegato Fabrizio Di Giulio, medico veterinario

alla Asl di Pescara: «Questo laboratorio è un vero fiore all’occhiello per

la città perché, dietro segnalazione, che si effettua telefonando allo

085/4253556 nei giorni lavorativi, mentre nei festivi e notturni basta

chiamare il centralino dell’ospedale e chiedere il veterinario reperibile,

si preleva il cane, lo si iscrive all’anagrafe canina e se si deve

sterilizzare, lo si trasporta presso il canile sanitario». Il camper, del

valore di circa cento milioni delle vecchie lire, può trasportare quattro

cani: è provvisto, infatti, di gabbie in acciaio con aria condizionata per

il periodo estivo. Un vero e proprio ambulatorio itinerante di cui sono

fieri la presidente dell’Empa, Carmelita Bellini e il manager della Asl

Cordone: «Tra il 2000 e il 2002 sono stati 1464 gli animali sterilizzati -

ha aggiunto Cordone -. Ora in collaborazione con la Provincia stiamo

attuando un programma che prevede l’aumento del numero di iscrizioni

all’anagrafe canina, la cattura e il ricovero dei randagi, il potenziamento

delle visite a domicilio per le persone morse dai cani e piani di educazione

sanitaria con interventi nelle scuole». Affinché Fido non sia per i più

piccoli solo un semplice capriccio.

Federica Gialloreto

 

 

 

Lunedì, 13 Ottobre 2003

http://www.gazzettino.it/VisualizzaArticolo.php3?Codice=1592759&Luogo=Rovigo

&Data=2003-10-13&Pagina=1&

LITE FURIBONDA

Cane di due cacciatori scappa impaurito dagli spari e morde sulla caviglia

un contandino

 

La stagione della caccia è partita da poche settimane e già si sono

verificati alcuni spiacevoli incidenti, che di solito hanno riguardato

qualche impallinamento tra gli stessi cacciatori. Nella mattinata di

mercoledì si è invece assistito ad un episodio curioso, sfociato poi in

lite. Attorno alle 11 nelle campagne attorno a Fratta Polesine due

cacciatori stavano tentando di catturare una grossa lepre quando,

all'improvviso, il cane che tenevano al guanzaglio è riuscito a scappare,

impaurito con molta probabilità dal forte scoppio di un proiettile.

L'esemplare di segugio è corso via rapidamente andando a mordere le caviglie

di un contadino che si trovava lì nei paraggi, il quale ha dapprima urlato

di dolore e poi vedendo tutto il suo appezzamento calpestato dal cane ha

iniziato ad inveire contro i due cacciatori, che hanno cercato di scusarsi

per il disturbo arrecato, ma non c'è stato verso di calmare il contadino che

ha anche minacciato i due.

 

Dunque torna più che mai di attualità l'annoso problema inerente il fatto

che ai cacciatori sia permesso di cacciare con assoluta libertà dove e come

vogliono, anche mentre la gente sta lavorando sui campi, usando fucili che

emettono rumori pari a quelli che si sentono nei film di guerra.

 

Questa volta fortunatamente non si è accaduto nulla di grave, anche se

l'agricoltore, giustamente, si è alquanto arrabbiato nel ritrovarsi alla

caviglia questo inaspettato, e indesiderato, ospite.

 

Marco Scarazzatti

 

 

 

16/10/03

Sette

Ma che razza di vita da Pit Bull

 

"Prendilo, Pablo. Prendilo!" Il cane e il ragazzo camminano uno accanto

all'altro lungo le vie di una borgata residenziale romana. Il primo ha un

anno e mezzo, un pedigree lo certifica American Pit Bull Terrier tigrato, e

tutta la sua attenzione è tesa a imparare. Il ragazzo di anni ne ha sedici e

un po' per gioco, un po' perché il quartiere si renda conto che non è un

tipo da ridere, ogni volta che incrociano un gatto o un altro cane esorta e

incita lo status symbol stretto al suo guinzaglio. Pablo gli è stato

regalato cucciolo dai genitori, assieme ai quali vive in una villetta con

giardino. Fra il salotto e il prato, carezze e biscotti, nessuno si è mai

premurato di insegnargli i rudimenti dell'educazione. Fuori va sempre

legato, in compagnia del giovane proprietario. "Prendilo, Pablo! Prendilo!"

E Pablo ascolta, memorizza. Un giorno, rientrando, qualcuno non è lesto a

chiudere il cancello; Pablo è libero in giardino e intravede un cane di

piccola taglia che corre. In quell'istante, al primo concreto impulso

predatorio della sua esistenza associa l'unico, il solo comando

ripetutamente ricevuto: "Prendilo, Pablo". Così Pablo si lancia all'attacco.

La bestiola gli viene sottratta quando ha ancora, sotto le mani di un abile

veterinario, qualche possibilità di cavarsela. Il giorno stesso la famiglia

si reca compatta al nuovo canile della Muratella, struttura comunale gestita

dall'Associazione volontari Porta Portese, e lo lascia lì dichiarando di non

volerne più sapere nulla. Un paio di volte, nelle settimane che seguono, il

ragazzo si presenta di nascosto a chiedere indietro il suo cane, ma è

minorenne e il permesso gli viene negato. Sgomento, incapace di capire dove

abbia sbagliato, Pablo deve adattarsi alla gabbia. E' molto ansioso,

diffidente verso gli uomini e presenta gravi disturbi nel relazionarsi con

gli altri animali. Solo da poco il suo addestratore è riuscito a stabilire

con lui mutua fiducia, e benché si tratti di un soggetto intelligente ci

vorrà ancora tempo prima che possa rientrare nel programma di adozione,

attraverso cui si spera di trovargli prima o poi un padrone capace.

Siamo andati a guardare dietro le sbarre della Muratella, a Roma, per

conoscere più da vicino quei "cani feroci" che, dopo vari episodi di

aggressione in tutta Italia, hanno spinto il ministro Girolamo Sirchia a

pensare severe regole di controllo: museruola, guinzaglio, persino un

patentino di buona condotta per alcune razze considerate ad alto rischio. Ma

i Pit Bull sono davvero così feroci? Al canile di Roma si trova conferma di

quanto sia quasi sempre l'influenza umana ad armare l'iniziativa del cane.

Leo, per esempio, è un Pit Bull pezzato di un anno, cresciuto a catena

dentro un campo nomadi. Della sua specie erano in due, più cinque doghi

argentini, con il compito di fare la guardia alle baracche. Lo scorso

Capodanno scoppia una brutta rissa all'interno del campo, i nomadi

cominciano a spararsi fra loro. Sopraggiungono le forze dell'ordine e gli

arresti. Le baracche vengono smantellate, i cani condotti al canile: è la

prima volta che percorrono un tratto più lungo dell'estensione della propria

catena. Da allora quasi tutti i doghi hanno già trovato casa. Leo, che è

bonario ma esuberante, più che a un recupero è sottoposto a un'educazione;

non ha mai fatto riferimento a un autentico padrone.

Morgana è invece una femmina di Pit Bull nera. Ha quattro anni, è

sterilizzata ed è stata portata al canile dalla proprietaria in preda alla

frenesia di liberarsene. Agli operatori della Muratella da principio la

signora racconta di averla trovata in strada. Poi, di fronte alla manifesta

affettuosità di Morgana, ammette di averla custodita per qualche tempo. Se

il cane non ha aggredito nessuno, le viene fatto presente, il canile non è

tenuto ad accoglierlo. Morgana ha morso eccome, sostiene la signora: lei in

persona, "ripetutamente!". I volontari sono assai dubbiosi. D'altro canto,

se la donna non vuole tenerla meglio che la lasci lì piuttosto che altrove.

Dal suo box, il 75C, ora Morgana fa le feste a tutti. Inoltre adora

mangiare, il che le procura una silhouette davvero poco minacciosa.

Altra è la vicenda di Pistola, cane senza passato. Lasciato al proprio

destino da ignoti, quando di preciso non si sa, per un po' se l'è cavata da

sé, come meglio riusciva. Un giorno in periferia, magari affamato, magari

nervoso, ha attaccato e ucciso un cagnolino. Un uomo gli ha subito sparato

in testa. Benché raccolto in una pozza di sangue Pistola non è morto; oggi

studia le buone maniere e gli è rimasta una cicatrice sopra la tempia a

ricordo delle sue imprese.

Mauro e Spartaco, invece, vivono insieme da due anni. Il primo ne ha

quaranta, di cognome si chiama Atzeri ed è un noto cavaliere di concorsi

ippici. Il secondo ne ha sei, è un maschio di Pit Bull ed è l'ombra e

l'orgoglio del suo padrone. Vivono con la stessa donna: si chiama Cindy, è

un'amazzone americana fidanzata con l'uomo, ma allo stesso tempo assai

sedotta dal cane. Il connubio ha inizio nel 2001. Allora Spartaco,

battezzato da gladiatore, apparteneva a Marco, amico fraterno di Mauro.

All'improvviso il lavoro costringe Marco a viaggi continui: da esperto di

cani sa quanto un Pit Bull abbia bisogno della costante presenza di una

figura di riferimento. Di Mauro si fida completamente ed è noto al cane fin

da quando era cucciolo. Fa in modo che il passaggio sia dolce. Spartaco è

così rimasto un tipo equilibrato, vive in armonia con altri cani e persino

con i gatti. Ha puntato la propria devozione su Mauro ed è sua gioia

compiacerlo. Ha per esempio maturato la convinzione che al padrone piaccia

vedergli trasportare pezzi di legno, così si impegna ad accollarsene anche

di voluminosi, come le barriere degli ostacoli. Talvolta, quando compare un

intruso a quattro zampe, lancia al capobranco un'occhiata interrogativa. Ma

basta un quieto "no" e lo spirito di corpo sgomina qualunque istinto.

Margherita D'Amico

 

 


16/10/03

Animali e animali

Veterinari: Sirchia ritiri l'ordinanza sui cani!

Ecco la posizione ufficiale della FNOVI (Federazione Veterinari) per il

Consiglio Superiore di Sanità che a giorni proporrà le possibile modifiche

al Ministro della Salute.

 

Considerata la competenza specifica del medico veterinario, per il suo

percorso formativo e per la sua esperienza professionale, nell’ambito dei

comportamenti normali e patologici del cane;

considerato che il problema delle aggressioni da parte di cani di proprietà

deve essere affrontato in maniera oggettiva, tenendo ben presenti tutti i

presupposti scientifici ed etologici che stanno alla base del comportamento

canino e del rapporto tra l’uomo ed il cane, senza essere influenzati dal

qualunquismo dei mass media;

considerato che le misure cautelative e di prevenzione devono essere il più

possibile mirate a non penalizzare la stragrande maggioranza dei cani che

sono socievoli e che rappresentano un sereno ed importante elemento di

convivenza con proprietari responsabili, mentre invece devono essere

indirizzate in modo specifico alla responsabilizzazione individuale dei

singoli proprietari di cani aggressivi;

considerato che occorre fare riferimento ai dati di incidenza e di modalità

degli episodi di aggressione canina ed alla loro attenta analisi oltre che

alle esperienze già maturate in altri Paesi;

la Commissione FNOVI non ritiene scientificamente corretto né utile sul

piano pratico focalizzare l’attenzione su razze o tipologie morfologiche di

cani da definire tendenzialmente pericolosi, né ritiene attuabile le norme

introdotte dall’Ordinanza di cui ne richiede il ritiro immediato.

Contestualmente la FNOVI sollecita l’istituzione di una Commissione tecnica

in ambito Ministeriale che veda una larga partecipazione di medici

veterinari esperti del settore e che sia chiamata ad elaborare una proposta

normativa scientificamente fondata e di sicura efficacia.

In via preliminare, nel merito dei problemi specifici connessi ai cani

pericolosi la Commissione FNOVI:

1. ritiene che le misure previste dal Regolamento di Polizia Veterinaria,

approvato con DPR del 8-2-1954 N. 320, e dall’Art. 672 del Codice Penale

(omessa custodia e malgoverno di animali) siano già estremamente efficaci se

fatte rispettare adeguatamente, mentre invece risultano abitualmente

trascurate; sarebbe necessario pertanto un richiamo al rispetto di tali

norme;

2. ritiene che l’anagrafe canina, istituita dalla Legge 281 del 14-8-1991

come strumento di controllo su tutta la popolazione canina, sia uno

strumento efficace per la responsabilizzazione del possesso di un cane, ma

che necessiti di un adeguato rilancio operativo e di rispetto da parte degli

organi di controllo, ammodernandone anche il sistema con il ricorso diffuso

all’identificazione elettronica con microchip, inalterabile nel tempo, al

posto del tatuaggio, facilmente deteriorabile ed alterabile, e con

l’istituzione di una banca dati nazionale, attualmente non prevista dalla

normativa vigente;

3. ritiene che, per quanto le razze canine possiedano delle caratteristiche

diversificate anche in relazione alla reattività ed alla socievolezza dei

loro soggetti, l’eventuale pericolosità dei singoli cani sia un fatto

strettamente individuale, cui concorrono essenzialmente fattori ambientali e

di selezione mirata ad esaltare l’aggressività; definire delle razze di cani

come pericolose comporta inevitabilmente un appiattimento degli individui

che vi appartengono secondo uno stereotipo dettato più dai rumori delle

cronache che dalla conoscenza approfondita di ciascuna razza; alcune razze,

ultimamente, sono state allevate e strumentalizzate da gente senza scrupoli

al fine di selezionarne la reattività e l’aggressività, ma esistono

individui delle stesse razze di comprovata socievolezza; le scelte razziali

effettuate negli scorsi anni in diversi paesi europei si sono dimostrate

sbagliate e totalmente inefficaci nel ridurre l’incidenza delle aggressioni

canine, sia per l’interesse deviato poi verso altre razze da parte dei

malavitosi, sia per l’oggettiva difficoltà ad individuare le razze meno

comuni da parte degli stessi organi di controllo; la pericolosità del cane è

un fatto strettamente individuale e chiunque possieda un cane deve essere

responsabilizzato singolarmente del comportamento del proprio animale, di

cui è tenuto a conoscere la reattività e l’eventuale pericolosità e a

mettere in atto tutte le misure necessarie per controllarla;

4. ritiene che tutti i cani già segnalati alle ASL per morsicature e

aggressioni, sia meticci che di diverse razze, dovrebbero portare un collare

di colore convenzionale, in modo da essere immediatamente identificati dal

pubblico, e dovrebbero essere sottoposti a misure più restrittive come

l’obbligo contestuale di guinzaglio e museruola nei luoghi pubblici o aperti

al pubblico, fatta salva la possibilità di revocare queste misure dopo

idonea terapia comportamentale seguita dal superamento di un test di

socializzazione e docilità, come quello del “cane buon cittadino” (test

comportamentale complesso che valuta la capacità di adattamento all’ambiente

urbano e l’assenza di reazioni comportamentali indesiderate); i cani con

oltre tre episodi di aggressione con lesioni a persone o ad animali

potrebbero essere sottoposti a sterilizzazione chirurgica, se ritenuta

idonea a ridurne l’aggressività da medici veterinari esperti in

comportamento canino, ed eventualmente sottoposti a sequestro se il

proprietario non fosse in grado di garantirne la custodia;

5. ritiene che dovrebbe essere prevista una sanzione pecuniaria consistente,

attualmente non prevista dalla normativa vigente, per i proprietari dei cani

che hanno provocato lesioni da aggressione a persone o ad altri animali,

allo scopo di favorire il possesso responsabile del cane ed il ricorso a

corsi di educazione per cani tendenzialmente aggressivi e ribelli;

6. ritiene che dovrebbe essere precluso l’acquisto e la detenzione di cani

di qualunque razza o meticci a persone condannate per maltrattamento di

animali;

7. ritiene che non debba essere creata una discriminazione dei cani sulla

base della mole (peso e/o altezza) perché inevitabilmente penalizzerebbe

anche tutti i cani socievoli, compromettendone il benessere e provocando

grave disagio ai loro proprietari; una tale discriminazione sarebbe,

inoltre, praticamente inapplicabile per la difficoltà di pesare o misurare i

cani per la strada o per le prevedibili contestazioni che ne deriverebbero;

l’impiego sistematico della museruola verrebbe anche a penalizzare

gravemente, dal punto di vista sanitario, cani con difficoltà respiratorie

costituzionali (cani brachicefali) o acquisite, oltre che tutti i cani dal

punto di vista della socializzazione;

8. ritiene che debba essere indirizzata l’attenzione delle forze dell’ordine

verso la criminalità che fomenta l’allevamento e l’addestramento di cani per

i combattimenti clandestini, e che costituisce un bacino di produzione di

cani ad elevata pericolosità sociale;

9. auspica che, per favorire l’educazione del cane alla convivenza in ambito

urbano attraverso corsi di formazione di “cane buon cittadino”, in deroga

all’Art. 83 del Regolamento di Polizia Veterinaria sia previsto per i cani

che hanno superato tali test, nonché, per facilitarne la socializzazione

intraspecifica, per i cuccioli al di sotto dei sei mesi, di accedere senza

guinzaglio e museruola in appositi spazi verdi recintati e non attrezzati

per bambini, e, ove questi spazi recintati non esistano, in aree verdi non

espressamente vietate ai cani e lontane da aree attrezzate per bambini;

10. auspica che, oltre alle misure per prevenire le aggressioni canine,

debba essere approntato un provvedimento normativo di più ampio respiro che

regolamenti l’allevamento, la custodia, la vendita, la selezione e

l’addestramento dei cani e le misure necessarie a garantirne il loro

benessere psico-fisico e ad esaltarne le qualità di equilibrio e di

docilità, oltre a stabilire dei percorsi formativi sul rapporto uomo-animale

e sul possesso responsabile di un animale, da realizzare all’interno dei

programmi scolastici per una corretta formazione dei futuri cittadini.

 

Poiché i medici veterinari, oltre alla loro formazione e competenza, hanno

un contatto professionale quotidiano con la maggior parte dei cani di

proprietà e con i loro proprietari, essi rappresentano la categoria

professionale che ha la maggior conoscenza dei comportamenti del cane.

Questo ha fatto sì che per primi e da anni i medici veterinari si siano

attivati a titolo personale, professionale, accademico e di società

culturali e scientifiche per formare gli strumenti preventivi più efficaci:

informazione dei proprietari, educazione di base dei cani e formazione di

professionisti con una approfondita preparazione nel campo dell'etologia

applicata.

La FNOVI può mettere a disposizione la sua rete di supporto a livello

nazionale, attraverso gli Ordini provinciali e le associazioni scientifiche

e professionali, per la preparazione dei corsi di formazione, per la

valutazione dei cani segnalati e per le campagne informative per la

cittadinanza, con particolare attenzione all'educazione nelle scuole.

www.animalieanimali.it

info@animalieanimali.it

(Ieri, oggi e domani)

 

 


17/10/03

Corriere della Sera

Cani, pericolose solo 4 razze Arriva la «prova del postino»

La proposta della «Commissione pitbull»: classificati in base all’altezza

Niente museruola agli animali che superano i test di buona condotta

 

Roma - I pitbull e i progenitori. E poi tutti quelli che superano 40

centimetri di altezza o 20 chilogrammi di peso. Potrebbe toccare a loro

l’obbligo di indossare musueruola e guinzaglio nei luoghi pubblici e aperti

al pubblico. A meno che i padroni degli uni e degli altri non mostrino una

specie di «lasciapassare» dove si dimostra che il fedele amico ha superato

l’esame di buona condotta e quindi può bighellonare libero sul prato. Oggi

il Consiglio superiore di sanità, sezione quarta coordinata da Giorgio Poli,

si riunisce per completare il panorama di audizioni e, molto probabilmente,

elaborare in via definitiva il parere per il ministro della Salute, Girolamo

Sirchia.

Gli esperti della «Commissione pitbull», così ribattezzata, convergono su

questi due orientamenti.

Una mini classificazione di cani ad alto rischio di morsicature (oltre ai

pitbull, i bull terrier, american bulldog e bull Mastiff) molto più

ristretta rispetto alle circa ottanta razze incluse nell’ordinanza di metà

settembre, dove venivano imposte restrizioni severe. Inoltre, un secondo

gruppo di esemplari a rischio individuati non sulla base della razza, ma

delle dimensioni.

Garrese - «Non neghiamo che anche barboncini e bassotti mordano - previene

le osservazioni Poli -. Ma il danno che provocano è sicuramente meno

importante di quello di un pastore tedesco o di un rottweiler. Le nostre

indicazioni verranno utilizzate dal ministro per intervenire sull’ordinanza

o, in tempi non immediati, con altri provvedimenti».

Potrebbe passare solo il principio dell’altezza misurata al garrese, visto

che stabilire il peso di un cane colto sul fatto mentre morde risulterebbe

impraticabile per un qualsiasi rappresentante dell’ordine o guardia

municipale.

Prende sempre maggior consistenza l’ipotesi di prevedere «brevetti di buon

cittadino» per i quattrozampe che, sebbene pitbull o di grande stazza,

risultino mansueti e docili.

Patentino - Il patentino si ottiene dopo una serie di test già codificati

dall’Enci, l’ente nazionale cinofilia italiano. I padroni dovrebbero recarsi

in uno dei 600 campi dell’ente, ma non è escluso che un esame

psicocomportamentale di diversa impostazione, ma stesse finalità, possa

essere effettuato nelle Asl. Il brevetto del cane «promosso in buona

condotta» include prove col padrone (Fido deve sapersi mantenere impassibile

quando nella scena irrompe un estraneo o quando sente un «botto» improvviso)

e in mezzo al traffico (Fido legato a un palo non si innervosisce se tarda

il padrone). Prevista anche la classica «prova del postino»: il cane non

deve perdere la calma nè rincorrerlo (tantomeno azzannarlo) se un ciclista

gli passa vicino o lo sfiora.

Castrazione - C’è chi propone soluzioni più drastiche. Sterilizzazione per

il cane che ha già morsicato in modo che sia reso incapace di trasmettere la

sua aggressività ai cuccioli. Divieto di importazione e di allevamento

mirati all’estinzione delle razze pericolose. Vedremo oggi cosa ne pensano i

veterinari comportamentalisti, rappresentati da Raimondo Colangeli, uno

degli esperti consultati dalla commissione. Si annunciano documenti molto

critici. La Federazione nazionale degli ordini dei veterinari (Fnovi),

l’Associazione nazionale dei veterinari (Anmvi) e la Società di scienze

comportamentali (Sisca) respingono in blocco il contenuto dell’ordinanza.

In particolare, persiste l’atteggiamento contrario alla classificazione

delle razze: «l’eventuale pericolosità dei singoli cani è un fatto

strettamente individuale cui concorrono fattori ambientali e di selezione...

chi possiede un cane deve essere responsabilizzato per prevenire l’eventuale

pericolosità dell’animale».

Tra le proposte, imporre ai morsicatori già segnalati alle Asl un collare

giallo in modo da poter essere identificati dal pubblico. Alla terza

addentatura, inoltre, obbligo di sterilizzazione. Bocciato il principio

della mole, definita «discriminazione» illogica.

Margherita De Bac

 

 

 

17/10/03

Corriere della Sera

Mainardi: «Bisogna insistere sul controllo degli allevamenti»

 

Milano - «Queste proposte sono certamente migliori delle precedenti, ma

restano carenze piuttosto importanti. Il principio dell’altezza misurata al

garrese, per esempio, rischia di penalizzare cani di grandi dimensioni e

niente affatto pericolosi. È il caso di levrieri, terranova, alani, pastori

tedeschi. Solo in presenza di patologie, o se addestrati per aggredire,

questi animali diventano a rischio». L’etologo Danilo Mainardi promuove con

riserva le osservazioni che oggi la «commissione pitbull» del Consiglio

superiore di sanità discuterà, prima della presentazione definitiva al

ministro della Salute Girolamo Sirchia. Non pensa che il «patentino» possa

essere una garanzia sui quattrozampe?

«In teoria sì, ma mi pare difficilmente applicabile, soprattutto in tempi

brevi. Il problema principale in Italia sembra la carenza di fondi per fare

qualunque cosa. Non riesco a immaginare con quali finanziamenti si

potrebbero organizzare corsi di buon comportamento canino in grandi

proporzioni».

Però i cani con il certificato di buona condotta non avrebbero l’obbligo di

usare contemporaneamente guinzaglio e museruola nei luoghi pubblici o aperti

al pubblico.

«Da secoli i cani circolano liberamente. A me pare che la soluzione non stia

nella museruola, ma nel far rispettare la legge e nel contrastare la

selezione dei cani per il combattimento. Bisognerebbe intervenire sugli

allevamenti. Il bulldog è l’esempio più confortante: da che si è smesso di

utilizzarlo per affrontare i tori, è diventato un pacioso cane da

compagnia».

El. Ser.

 

 

 

17 Ottobre 2003

PITBULL: ANIMALISTI, CONSIGLIO SUP. SANITA' CERCA SOLO LISTA CATTIVI

 

(ASCA) - Roma, 17 ott - ''Il ministro Sirchia vuole solo una

lista dei cattivi. Non c'e' interesse ad affrontare il

problema se non in una logica emergenziale. Non ci stiamo e

faremo disobbedienza civile''. Si e' trasformata in confronto

duro l'audizione degli Animalisti Italiani-Peta, oggi, di

fronte alla quarta sezione del Consiglio Superiore di

Sanita', ribattezzata 'Commissione Pitbull' per la modifica

dell'ordinanza Sirchia sui cani pericolosi. ''Ci chiedono una

lista di razze di comprovata pericolosita' - spiega all'Asca

Ilaria Ferri, Direttore Settore Cattivita' degli Animalisti

Italiani, al termine dell'audizione - ma non potremo

dargliela mai perche' non esistono razze geneticamente piu'

aggressive di altre, ne' 'aprioristicamente pericolose, ogni

aggressione e' un fatto individuale del singolo animale ed

effetto del proprio vissuto, a monte di esse vi e' sempre e

comunque la responsabilita' dell'uomo''.

    Gli animalisti sono sul piede di guerra soprattutto

perche' rifiutano i ''provvedimenti dettati dall'emergenza

che sanciscono principi fuori da ogni logica. La negazione di

quello su cui si e' lavorato per anni. Questo ministro vara

provvedimenti sulla pet-therapy per poi progettare , perche'

di questo ho sentito parlare oggi, addirittura di vietare

l'ingresso ai cani nelle zone pedonali!''.

    Le associazioni animaliste, insomma, non ci stanno e

promettono ''disobbedienza civile''. ''Contesteremo il

provvedimento dall'inizio alla fine - promette Ferri  - e

assieme a noi lo faranno anche l'Enci e le associazioni dei

Veterinari. Se un aspetto positivo questa ordinanza lo ha

avuto e' stato quello di farci creare un fronte unito''.

mpd/cam/ss

171358 OTT 03

 

 

 

Il Tempo

Roma, 18 Ottobre 2003

di Natalia Poggi

 

Una volta il cane di razza «pericolosa» era ambito e chi lo possedeva amava

esibirlo, spesso imporlo agli altri facendolo scorazzare libero e senza

museruola. In barba a tutti i «piccoletti» agguantati, prontamente, per la

collottola dai rispettivi padroni. Perchè ubi maior minor cessat, anche

quello più petulante e con manie di grandezza.

Ora, per molti, il cagnone si sta trasformando in un imbarazzante fardello.

C¹è chi lo molla, senza pieta, in qualche viottolo di periferia oppure ai

cancelli di un cimitero di campagna come è successo nel Pescarese. C¹è chi

lo aveva sognato e adesso lo ripudia. Mettendo in crisi soprattutto gli

allevamenti amatoriali (un arcipelago di microattività, solo ottomila nel

Lazio).

«Ho sette cuccioli che erano stati prenotati e ora nessuno li vuole più e

una femmina che partorisce i primi di novembre - spiega il sig. Marco

Mancini che alleva doghi argentini sulla via Nomentana a Roma - Un danno

economico enorme se consideriamo le spese della monta, dello svezzamento e

del veterinario». Il dogo argentino rientra nelle categorie sotto accusa:

selezionato negli anni Venti per la caccia al cinghiale (che nelle smisurate

pampas viene fatta senza fucili) è un botolo alto dai 68 ai 75 cm al

garrese, 40 chili, pelo bianco e macchie scure al 10%, occhi a mandorla e

coda a ombrello. Ricercato saprattutto per difesa e perchè è attaccatissimo

al padrone e alla sua famiglia. Un cucciolo di «nobile schiatta» (figlio di

campioni) costa sui 1500 euro. «Ora si svende a 400 euro. Ma a richiedere i

cuccioli di dogo non sono più i privati - prosegue il signor Mancini - ma i

laboratori farmaceutici e cosmetici. Come mi hanno riferito alcuni miei

colleghi di Latina. Il dogo è particolarmente ricercato per gli esperimenti

a causa della sua pelle bianca». Uno scenario inquietante che si associa

anche alla svendita di cuccioli sottobanco al mercato clandestino del

combattimento. «Io personalmente non lo farei mai - spiega Mancini - ma

posso capire un collega in difficoltà. Alla base della crisi c¹è una paura

immotivata dettata pure da una cattiva informazione. Non è vero che le

compagnie di assicurazioni stanno per aumentare le polizze sui cani. Si

aggirano sui cinquanta euro e lì resteranno inchiodati come hanno

specificato quelli dell¹Ania». A questo punto c¹è da chiedersi che fine

faranno le migliaia di cuccioli invenduti. «Putroppo nessun ispettore andrà

mai a verificare se i cuccioli dichiarati deceduti sono morti oppure passati

ai ring di combattimento. Del resto chi mai si è preso finora la briga di

fermare per strada i padroni di cani pieni di cicatrici?» Obbligo di

guinzaglio e museruola al di sopra dei 30 centimetri, che ne pensa? «Che non

è una novità, l¹obbligo c¹è sempre stato anche se non applicato». E sui test

psicocomportamentali ai quadrupedi? «Che dovrebbero farli ai padroni

 

 

 

23/10/03

Panorama

E tu di che cane sei?

 

Gioco, da fare possibilmente in un parco, dove le combinazioni cane-padrone

sono molteplici. A quale tipologia apparterrà il vezzoso barboncino con

fiocchetto, portato in braccio dalla signora ultrachic? E quel simpatico

bastardino che da ore impegna la sua padrona in un interminabile «lanciami

il legnetto che te lo riporto»? E ancora, in quale categoria inserire il

dobermann dall';aria fiera, che cammina a fianco di quel macho? Infine, come

definire il mastino dall'aria «ti conviene non venirmi vicino», al

guinzaglio di un tipo che sembra pensarla allo stesso modo?

A fornire le risposte è la ricerca Enquiry di AC.Nielsen, la più ampia mai

fatta finora sugli italiani e i cani (ha coinvolto 17 mila persone): come li

considerano, perché ne hanno uno, come lo trattano, che tipi di padroni

sono. Il ritratto che ne viene fuori è alquanto significativo, e spesso

divertente. Intanto, dimostra che nei confronti degli animali noi italiani

siamo bendisposti. Il 22 per cento delle famiglie ha un cane, e chi non lo

possiede spesso adduce una giustificazione ragionevole: è impegnativo, ci

sono motivi di igiene, preferisce altri animali. Comunque sia, il 70 per

cento degli intervistati dichiara addirittura di «adorarli», il 28 per cento

«li tollera», a «detestarli» resta un misero 2 per cento.

Ad accogliere un quattrozampe in casa sono soprattutto (per il 25 per cento)

le famiglie in cui c'è un giovane. Mentre ad adottarne più di uno sono

quelle numerose, e magari piacevolmente incasinate: due o tre figli più un

paio di cani, così godimento e sacrifici sono ripartiti.

Di che cane sei?

Lilli e il vagabondo

Il cane da compagnia «umanizzato», oggetto di cure continue e destinatario

di prodotti specifici: cappottini, dentifricio e spazzolino, scatolette di

cibo particolari. Preferito da donne che seguono la moda, amano programmi tv

femminili, puntano molto sugli affetti e le relazioni.

Rex (o Rintintin)

Il cane efficiente, di tipo «virile». Piace soprattutto agli uomini modello

«standard»: razionali e di poche smancerie, che amano il calcio e lo sport e

preferiscono i programmi televisivi classici-istituzionali.

Zanna bianca

Il cane cane, da guardia, da difesa, da caccia. Funzionale. Di notte dorme

in cuccia, di giorno non entra in casa. Il proprietario, un tipo di persona

tradizionale per gusti e preferenze, lo considera uno strumento da

utilizzare al meglio. Altrimenti, perché averlo?

Pluto

La categoria dell';eterno «supercucciolo»: giocherellone, divertente,

trattato spesso come un bambino. Tipico delle famiglie con ragazzi, giovani,

persone in genere aperte al nuovo e di cultura ecologista. E che non lo

porterebbero mai a un concorso di bellezza.

Ma l'aspetto più curioso della ricerca è il ritratto degli animali e dei

rispettivi padroni.Viene fuori, grosso modo, che i cani si dividono in

quattro tipologie (ispirate a film o cartoni animati che tutti ricordano):

«Pluto», «Lilli e il Vagabondo», «Rex/Rintintin» e «Zanna Bianca».

«Pluto è l'eterno supercucciolo, divertente e pacioccone, vissuto come una

specie di cane-bambino o di peluche.

Il tipico cane da città umanizzato» spiega Daniele Tirelli, vicepresidente

di AC.Nielsen. Chi preferisce Pluto (il 32,8 per cento del campione) lo

trova «bellissimo e unico», anche se magari è uno sgorbio impresentabile.

Però non lo porterebbe mai a una mostra canina, idea che ritiene «ridicola».

Non la pensa così chi possiede «Lilli e il Vagabondo»: un cane da compagnia

di bell'aspetto, oggetto continuo di cure amorevoli e talvolta un po'

ansiogene. Il modello preferito dalle donne (e dal 26 per cento degli

intervistati). Uomo o donna che sia, il padrone di Lilli dice di capire «chi

lascia dormire il cane con sé». Un giro di parole, probabilmente, per

ammettere che sì, il suo beniamino dorme in camera. E chissà, forse salta

anche sul letto.

Eccessi a cui non indulge il proprietario di Rex o Rintintin (rappresenta

l'11 per cento): animale performante, virile, efficiente. Magari viene

portato con orgoglio alle mostre canine (è facile che sia un campione), ma

di coccole non ne riceve troppe. Ancor meno portato alle smancerie è il

padrone di Zanna Bianca (30,1 per cento). «Un cane adottato perché

funzionale, e addestrato a compiti precisi: per difesa o guardia, per andare

a caccia» precisa Tirelli. Zanna Bianca di sicuro non dorme in camera da

letto, ma nella sua cuccia. E il suo padrone non si sognerebbe mai di

identificarsi con lui.

«Il rapporto che gli italiani hanno con i propri cani, fotografato dalla

ricerca, è quello ereditato a partire dagli anni Ottanta: da un lato

l'animale infantilizzato, e considerato una specie di figlio, come Pluto e

Lilli. Dall'altro il cane performante, ostentato o trattato come uno

strumento» commenta l'etologo e zooantropologo Roberto Marchesini. «Un

atteggiamento che sta iniziando a cambiare. Per ora tra le categorie che

vivono a stretto contatto con i cani: veterinari, addestratori, cinofili. E

che poi si estenderà, come credo, al resto della popolazione».

Questa nuova tendenza consiste, per definirla con le parole dell'esperto, in

una «affiliazione performativa»: in parole semplici, una via di mezzo tra

Pluto e Lilli (il cane peluche) e Rex e Zanna Bianca (da esibire o usare).

«Il cane resta parte della sfera familiare e intima, ma si cerca anche di

conoscerne le disposizioni naturali, le vere attitudini, senza umanizzarlo

troppo» continua Marchesini. Si continuerà a coccolarlo, ma le prestazioni

che gli verranno richieste saranno più in armonia con il suo lato canino,

prima trascurato. Che cosa significa, in concreto? Invece di lustrarlo e

stressarlo per un concorso di bellezza, lo si porterà a un corso di agility,

certo più divertente. Oppure si imparerà la pet therapy, per poi andare

insieme, perché no, a fare compagnia a un anziano.

Tutte le cifre

Il sondaggio Enquiry della AC.Nielsen è stato condotto con questionari

scritti, dal 2002 al 2003, su un campione di 17 mila persone (14-75 anni)

rappresentativo della popolazione italiana. Ha risposto l';87 per cento

degli interpellati

In Italia ci sono 20 milioni e 600 mila famiglie: di queste,

il 22% (12 milioni 270 mila persone) possiede uno

o più cani.

Tra le famiglie con cani, il 25% ha figli tra 19 e 24 anni. Il 16,5% ragazzi

tra 7 e 14 anni. Il 14,4% tra 15 e 18 anni. E il 13,2% ha bambini da 0 a 6

anni.

L'area dove la presenza di cani è più numerosa, in rapporto alla

popolazione, è il Centro Italia (Toscana, Lazio, Marche, Umbria, Sardegna).

Alla domanda «Come vorrebbe che fosse il proprio cane?» il 33% risponde

«intelligente ed estroso»; il 24% «pacioccone e divertente»; un altro 24% lo

vorrebbe «tranquillo ma terribile con chi disturba».

Il 23% lo preferisce «socievole», il 6% «riservato e indipendente», il 3%

«grande e aggressivo».

Tra i proprietari di cani, il 51% ritiene che un bastardino valga quanto un

esemplaredi razza. Il 35% trova ridicoli i cappottini contro le intemperie.

Il 25% ritiene assurde le mostre per cani.

Ma il 14% gradirebbe trovare nei supermercatispazzolini e dentifrici per

cani. E il 10% sostiene di capire chi li lascia dormire con sé.

Daniela Mattalia

 

 

 

22/10/03

Animali e animali

Ordinanza Sirchia al bivio

Il Consiglio Superiore di Sanità ha proposto le modifiche.

Una lista di attenzione ma non discriminatoria, più prevenzione in giardini

e luoghi pubblici, corsi comportamentali per i quadrupedi a prescindere

dalla razza di appartenenza.

 

La IV sezione del Consiglio Superiore di Sanità, impegnato dal Ministro

Sirchia ad elaborare una proposta di modifica all’Ordinanza in vigore dal 12

settembre scorso sui cani potenzialmente pericolosi, ha emesso il suo

verdetto. Ha ascoltato associazioni animaliste, veterinarie, docenti

universitari, l’Ente della cinofilia italiana, ed ha portato sul tavolo del

Ministro queste proposte, con la premessa che ӏ indispensabile

l’applicazione dell’anagrafe canina” e che ”ritiene di non poter

identificare con certezza scientifica razze definibili potenzialmente

pericolose”:

1 - Si restringa ai pitbull e ad altre quindici razze o morfotipi (pitbull

terrier, american bulldog, bull mastiff, fila brasileiro, dogo argentino,

tosa inu, cao da serra de estreilla, perro da presa canario, perro da presa

Mallorquin, perro de canapo majoero, pastore dell'Asia centrale, pastore del

Caucaso, pastore dell’Anatolia, cane da pastore di Charplanina, rafeiro do

alentejo) l’elenco di “attenzione”, al quale si potranno applicare le

restrizioni previste dall'Ordinanza in vigore.

Un elenco notevolmente sfrondato rispetto alla novantina di razze ad alto

rischio aggressività incluse irresponsabilmente nella lista precedente e con

l’obbligo senza eccezioni di guinzaglio e museruola, una lista limitata di

cani “che per la loro recente o incompleta domesticazione e la loro storia

evolutiva e selettiva si configurano a rischio di gestione e/o inadatte alla

vita in ambiente urbano. Ciò per le loro spiccate reazioni di difesa attiva,

di territorialità e vigilanza e per la mole gigante di alcune di esse”.

Per loro, e loro incroci, potrà essere confermato il divieto di

addestramento e di qualsiasi operazione di selezione o di incrocio per

esaltarne l'aggressività, l'obbligo di stipulare un'assicurazione, il

divieto di acquisto per i minorenni, per chi è sottoposto a misure cautelari

o è stato condannato.

2 - Nei luoghi frequentati dai bambini, come i giardini pubblici, e nelle

aree pedonali, ”la dove è prevalente la presenza di persone”, deve essere

esteso a cura delle Autorità locali cioè i Sindaci, l'obbligo di indossare

guinzaglio non estendibile e museruola previsto per tutti i cani, al momento

previsto solo nei locali e sui mezzi di trasporto pubblico dal Dpr 320 del

1954.

L'innovazione non varrà per i cani sotto i 30 centimetri di altezza, per

tutti i cani sotto gli otto mesi di vita e per tutti i cani sopra i 30

centimetri ”sottoposti al test comportamentale (a tal fine “auspica che le

Aziende Usl predispongano servizi competenti alle valutazioni

comportamentali e le Università di attivare un’adeguata preparazione per i

veterinari”) e tutti i cani impegnati in compiti di protezione civile, i

cani guida e i cani utilizzati nella pet therapy, nonché tutti i cani

impegnati nelle attività agonistiche e sportive”.

3 - Per i cani classificati morsicatori dai Servizi veterinari Usl, che

dovranno essere identificabili portando un collare permanente fluorescente,

“obbligo contestuale, indipendentemente da razza, peso e taglia, di

guinzaglio non estendibile e museruola”.

Infine il Consiglio Superiore di Sanità ”raccomanda di provvedere al più

presto con opportuni atti normativi alla regolamentazione delle attività di

commercio, allevamento e addestramento di tutte le razze canine”.

Quindi anche se con un elenco molto ridotto, l'elenco è rimasto...

Sì e lo criticano veterinari, allevatori e animalisti, tutti uniti per una

volta sia dal punto di vista etico che tecnico-scientifico.

Ma a questi cani viene data dal Consiglio Superiore di Sanità la

possibilità, dopo la positiva frequentazione di un corso comportamentale, di

non avere l’obbligo contestuale di guinzaglio e museruola.

Guinzaglio e museruola nelle aree verdi pubbliche per tutti i cani di media

e grande mole?

Sarà un via libera alle già tante Ordinanza dei Sindaci di obbligo, in

genere totale, o addirittura di divieto d’accesso.

Sarà un problema permettere una socializzazione senza impedimenti per i

quattrozampe ed alcuni fanno notare che ciò può far aumentare

l’aggressività.

Peraltro il principio di identificare l’altezza come discrimine è stata

bocciata meno di un anno fa per l’Ordinanza della Regione Lombardia, poi

ritirata.

Quando saranno pronti questi corsi comportamentali dei Servizi Veterinari

Usl?

E’ l’incognita di queste proposte.

C’è chi dice otto-dieci mesi. Ma ci sono in ogni Azienda Usl veterinari

preparati specificatamente in materia?

Quando entreranno in vigore queste nuove regole?

Sta ora al Ministro Sirchia trasformare la sua Ordinanza applicando o

modificando queste indicazioni del Consiglio Superiore di Sanità.

Sabato scorso a Sirmione ha dichiarato che non ne terrà conto ma poi si è

corretto.

Continua peraltro a scaricare sul Parlamento la responsabilità di una legge,

definitiva, sull’argomento, quando lui appena cinque mesi fa ha proposto un

Decreto Legge ad hoc solo per aracnidi pericolosi ed ha promesso un Disegno

di Legge sui quattrozampe che non ha visto ancora la luce.

Ed intanto per chi è stato sanzionato per l'attuale Ordinanza?

Basterà fare ricorso al Prefetto con una raccomandata a/r allegando la

Circolare del Pubblico Ministero di Roma Vecchione e la multa potrà essere

annullata.

Gianluca Felicetti

www.animalieanimali.it

info@animalieanimali.it

(Primo piano)