18/09/03
Sette - pag. 154
Cani e padroni
Anche il pitbull può essere una metafora della
nostra vita
Eliminare una specie
animale non è facile, ma col tempo ce la fai. I lupi,
per esempio, sono stati
combattuto e vinti in Inghilterra, già all'inizio
dell'età moderna, per
proteggere gli allevamenti delle pecore, e stiamo
parlando di
quell'Inghilterra dove, secondo l'utopia di Moro, c'erano più
pecore che uomini.
Secondo Keith Thomas, che
ha dedicato un bel libro alla storia del rapporto
tra l'uomo e la natura
(Einaudi), è grazie alla scomparsa del lupo che
ancora adesso in
Inghilterra il pastore segue il suo gregge, mentre in
Francia e in Italia lo
precede accompagnato da due cani da guardia.
Ebbene, se per difendere
la pecora siamo riusciti a sterminare i lupi, è
probabile che, per
difendere l'uomo, riusciremo a sterminare i pitbull.
L'uomo, quando ci si
mette, sa distruggere le razze che ha selezionato.
Sembrerebbe dunque che
per i pitbull non ci sia più niente da fare, che sia
solo una questione di
tempo. Paese dopo Paese, infatti, la legislazione
diventa via via più
proibizionista. La Francia, la Germania e l'Inghilterra
hanno obbligato i
proprietari a sterilizzare i loro pitbull e, al tempo
stesso, ne hanno vietato
l'allevamento, l'importazione e la vendita. Anche
in Italia la legge è
stata inasprita ed è probabile che i padroni per bene
sempre più si libereranno
di questa merce che scotta, abbandonando sulle
strade italiane animali
ancora più feroci e ancora più perseguiti.
Accadrà, alla fine, anche
in Italia quel che è già accaduto in Francia, dove
le aggressioni casuali e
strazianti dei pitbull si moltiplicheranno,
costringendo il governo
ad adottare provvedimenti da "soluzione finale".
E però, quanto più
saranno vietati, tanto più i pitbull diventeranno
ricercati. Come la droga
e le sigarette di contabbando e l'uso delle armi, i
pitbull, che sono già
cani per delinquenti, diventeranno presto i simboli
viventi di mondi
illegali. Certamente sul loro allevamento clandestino si
svilupperà un piccolo
mercato proibito e sempre più il pitbull sarà
addestrato alla ferocia.
Assisteremo dunque alla rarefazione del pitbull ma
anche alla sua
progressiva pitbullizzazione, sino alla comparsa del
superpitbull,
supervietato, supericercato e supercostoso, un animale scelto,
un mostro da
combattimento, buono per i serragli e la malavita.
Sino ad oggi nessun
animale è mai riuscito a resistere alla potenza
dell'uomo e alle sue armi
di sterminio di massa. Nello scontro per il
controllo delle risorse
l'uomo ha sempre battuto gli animali. Nel
Cinquecento il re
d'Inghilterra andava in giro accompagnato
dall'acchiappa-ratti
personali, un tecnico specializzato che indossava
un'uniforme di lana
scarlatta sulla quale erano finemente ricamati dei topi
che divoravano covoni di
grano. E' difficile immaginare oggi un
acchiappa-pitbull in
uniforme scarlatta, ma sicuramente le guardie mediche,
i carabinieri e i canili
urbani si stanno vagamente attrezzando per il
pronto soccorso alle
vittime dei pitbull, così come già avviene con le
vipere e con gli altri
animali pericolosi, che sopravvivono nascosto.
Ovviamente, gli
animalisti e le leggi di protezione degli animali rendono
più lenta e difficile la
guerra ai pitbull e certo non sarà possibile
premiare in danaro
l'uccisione di un pitbull, come pure vorrebbe la
tradizione. Fu nel 1533
che il Parlamento inglese approvò la prima di una
lunghissima teoria di
leggi per autorizzare le autorità ammnistrative di
ogni parrocchia a pagare
(bene) le carcasse di volpi, puzzole, donnole,
ermellini, lontre, ricci,
ratti, topi, falchi, avvoltoi, falchi pescatori,
martin pescatori, gazze,
corvi imperiali. Una guerra speciale, statutaria,
fu dichiarata al nibbio
che, ormai da secoli, è sparito dall'Inghilterra,
benché ancora nel 1700 i
nibbi fossero talmente numerosi che arrivavano
dall'alto per rubare il
cibo dalle mani dei bambini.
Oggi la battaglia è molto
più complicata, ed è sicuro che, come dicevamo
prima, il proibizionismo
incrementerà la ferocia e il cattivo uso dei
pitbull, che da cane
originariamente addestrato per il combattimento con i
tori definitivamente
diventerà il cane dei gangster.
Ma come faranno i padroni
"per bene" senza più i loro pitbull? Nel cane
infatti sempre si
trasferisce una caratteristica inespressa del padrone. Il
pitbull sicuramente
assorbe e disumanizza l'aggressività del suo
proprietario. Ma dove
andrà a finire quell'aggressività che il padrone
sublimava nel cane? Forse
nei campi di calcio o sulle autostrade o nelle
manifestazioni di piazza
o tra le mura domestiche. E magari un giorno uno di
questi ex padroni di
pitbull rientrerà a casa e, senza motivo, commetterà un
delitto. E tutti diranno
che è follia.
Francesco Merlo
LA STRANA TENDENZA A ESSERE CANI
di Trofim Denisovich
Lysenko da
IL SOLE 24 ORE del 21
settembre 2003
L'ordinanza Pitbull mi ha
confuso mi ha confuso e Chi sa, è pregato di aiutarmi. Ho due cani bastardini,
di cui il primo ottenuto dall'incrocio di due razze "pericolose" e
l'altro da una razza pericolosa e da un altro bastardino, che a sua volta è
stato ottenuto incrociando presumibilmente una razza pericolosa e una no.
Quante polizze di assicurazione debbo
contrarre? Due? Tre? Quattro? Posso calcolare
uno sconto per il fatto che uno di loro è "mezzo pericoloso" o,
considerando i nonni, pericoloso "per tre quarti"? Mi sorge però il
dubbio che per quello che discende da ben due razze pericolose io debba pagare
un prezzo maggiorato. Il doppio? Oppure, considerando che una certa influenza possono
aver avuto il riassortimento genico e il crossing over meiotico, deve il doppio
con però uno sconto del, diciamo, 33 cento? C'è una spaventosa e incolmabile
asimmetria informativa tra il Dipartimento della Sanità pubblica veterinaria
del ministero della Salute, che indubbiamente sa di geni, e quelli come me che
sono ignoranti, e questo è inaccettabile. Se ho ben interpretato, per il
Principio di Precauzione tutti i cani non di razza andrebbero ritenuti per una
certa percentuale pericolosi, e vanno pertanto sottoposti a perizia in un
canile convenzionato. Ogni cane ha 20 punti. Quando abbaia ne perde 5, quando
morde 10, e quando scappa 15. Se poi si viene pizzicati senza guinzaglio e
museruola, i punti ci vengono tolti dalla patente. Possiamo recuperarli
smettendo di fumare o mettendoci a dieta? All'articolo 1 dell'ordinanza
creativa leggiamo che è vietato tentare l'incrocio tra razze "con lo scopo
di svilupparne l'aggressività". Dunque è sanzionabile l'intenzione. Ma se
poi, come insegna la storia del Raphanobrassica di Karpechenko (che ottiene un
ibrido con la radice del cavolo e le foglie di un ravanello e non viceversa),
si ricava una sorta di peluche scodinzolante, la multa la si paga lo stesso?
Dall'articolo 2 invece apprendiamo che non possono detenere cani pericolosi i
"delinquenti abituali, o per tendenza". Per tendenza?!? Mi sento un
po’ inquieto.
PITBULL: SPAGNOLO SVENTA RAPINA IN CASA GRAZIE AL
SUO CANE
TRE RAPINATORI GLI AVEVANO AIZZATO CONTRO IL LORO
MOLOSSO
(ANSA) - ROMA, 23 SET -
Il pitbull di uno studente spagnolo
ha sventato una rapina
nell'abitazione del suo padrone
avventandosi contro i tre
rapinatori e il cane, un molosso nero,
con il quale stavano
minacciando la vittima nella sua abitazione
in via del Corso, nel
centro di Roma. Gli aggressori - due
ragazzi ed una ragazza di
22, 20 e 18 anni - sono stati poi
fermati dagli agenti del
commissariato Trevi, diretto da Antonio
Del Greco, e denunciati
per rapina aggravata.
I tre, incensurati e
rampolli di buone famiglie che vivono
fra Prati e il centro,
avevano conosciuto la loro vittima
qualche giorno fa in una
discoteca e colpiti dallo status dello
spagnolo - studente di 18
anni figlio di una italiana e di un
nobile spagnolo che
abitata da solo nell' appartamento in via
del Corso - hanno deciso
di derubarlo. L'occasione si è
presentata domenica sera,
quando i tre hanno approfittato della
visita di un'amica al
giovane per entrare in casa sua. All'interno
dell'appartamento la
situazione è precipitata: i tre
hanno prima picchiato lo
spagnolo, poi lo hanno minacciato con
un molosso nero. Ma il
padrone di casa aveva un asso nella
manica: un pitbull di cui
non aveva mai parlato con nessuno.
Approfittando di un
attimo di distrazione, lo spagnolo è
riuscito a liberare il
cane, nascosto in un'altra stanza, che si
é avventato sul molosso.
Il molosso ha avuto la peggio e gli
aggressori sono stati
costretti a fuggire con il loro bottino
(un computer portatile),
inseguiti dal pitbull e dal suo
padrone, che è riuscito a
segnare parte della targa della
vettura del terzetto
prima di chiamare il 113. In ospedale si è
poi fatto medicare le
ferite che guariranno in pochi giorni.
Ieri sera il colpo di
scena: temendo di essere identificati,
i due ragazzi e la
ragazza hanno suonato al citofono della
vittima chiedendo di
potergli parlare per scusarsi
dell'accaduto. La
polizia, avvisata dallo spagnolo, li ha fermati
proprio davanti al
citofono. (ANSA).
Agli animalisti, ai gruppi, alle associazioni
Il movimento italiano genitori sarà presente alla
nostra manifestazione del 25
per ricordare a tutti che
i diritti dei bambini vengono molto prima di tutti gli altri;
per chiedere la
soppressione dei cani aggressivi;
guinzaglio e museruola
per tutti i cani, indipendentemente dalla razza cui essi
appartengono. Pene fino a
5000,00 euro per gli inadempienti..."
Un delirio che potete
leggere nel dettaglio nel comunicato che segue.
Vi rinnovo dunque
l'invito a partecipare alla manifestazione nazionale
del 25 settembre 2003 alle ore 14, a Roma,
Piazza Montecitorio,
anche in vista della
contromanifestazione organizzata dal Moige.
Grazie
Leila Delle Case
Segreteria e ufficio
stampa Movimento UNA
COMUNICATO MOIGE
Manifesta insieme a noi a
Roma in Piazza Montecitorio, giovedì 25
settembre, alle ore 14.00
per difendere i diritti dei tuoi figli.
È importante che
l'ordinanza Sirchia venga applicata subito, sono
ancora troppi i ritardi
di attuazione in molte città.
Caro genitore,
le recenti notizie di
cronaca sulle aggressioni di cani, anche e
soprattutto a bambini,
hanno sollevato la punta di un iceberg sul
totale
lascia fare in Italia nel
campo della detenzione degli animali.
Si è infatti da tempo
sovvertito un ordine fondamentale: prima i
bambini e poi i cani.
Non esiste solo problema
delle aggressioni, ma anche quello
igienico-sanitario.
Spesso i cani sono i soli fruitori dei giardini
pubblici. Alcuni genitori
non portano i lori figli ai parchi per paura
dei cani che circola
senza guinzaglio né museruola. Molti genitori non li
portano per non dover
fare la gimcana fra un escremento e l'altro.
Anche le fontane
pubbliche sono diventate dominio esclusivo dei cani che
attingono direttamente al
rubinetto piuttosto che alla pozza
sottostante.
Siamo intervenuti
energicamente per richiedere misure adeguate ed
abbiamo visto l'ordinanza
del ministro Sirchia come un primo passo di buona
volontà al riguardo. Essa
deve essere però seguita da misure più
drastiche e da un sistema
di controllo e vigilanza costante in tutti i parchi
pubblici.
In particolare
proponiamo:
- Guinzaglio e museruola
per tutti i cani, indipendentemente dalla
razza cui essi
appartengono. Pene fino a 5000,00 euro per gli inadempienti .
- Per i cani che hanno
manifestato episodi aggressivi lievi: sequestro
dell'animale e
restituzione dietro cauzione.
- Abbattimento dei cani
con episodi aggressivi gravi (tipo quelli delle
recenti cronache)
- Vigilanza quotidiana in
tutti i parchi e i giardini pubblici per il
rispetto della
normativa-ordinanza Sirchia
- Destinazione di aree
separate e recintate per i cani nei parchi
pubblici.
L'ordinanza del ministro
ha sollevato lo sdegno degli animalisti che
stanno utilizzando ogni
sistema di pressione per far desistere il
governo dall'attuare i
provvedimenti promessi e condizionare la redazione del
disegno di legge che sarà
varato al riguardo. Le posizioni di alcuni di
questi si possono trovare
nel forum sul tema di attualità del nostro
sito www.genitori.it.
Giovedì si presenteranno
a Montecitorio con i loro cani per fare le
loro protesta. Vogliamo
esserci anche noi a difendere i nostri diritti e
quelli dei nostri figli.
Ti invitiamo a Roma,
Piazza Montecitorio giovedì 25 settembre alle ore
14.00 a manifestare
insieme a noi a Roma a piazza Montecitorio, il
nostro presidio comunque
inizierà già dalle ore 11.00 per sostenere
l'ordinanza del ministro
Sirchia e per chiedere misure più severe in questo campo,
avremo contro gli
animalisti che hanno annunciato di esserci con i cani
e senza museruola. La
nostra manifestazione vuol ricordare a tutti che i
diritti dei nostri
bambini vengono molto prima di tutti gli altri.
Ulteriori informazioni
sul sito www.genitori.it oppure chiamando al
centralino MOIGE
063215669.
Da: Baldocchi Giusi
Gentile cittadino,
per chiarire i tuoi dubbi
in merito all’Ordinanza emessa dal Ministro
Sirchia per la tutela dell’incolumità pubblica dal rischio
di aggressioni
da parte di cani
potenzialmente pericolosi - emanata in seguito ai ripetuti
episodi di aggressioni a
persone di cui sono stati protagonisti
in questi
giorni cani pit-bull ed
altri incroci ed esemplari di razze appartenenti ai
gruppi 1° e 2° della
classificazione della Federazione Cinologica
Internazionale - vogliamo
sottolineare innanzitutto che il provvedimento, a
carattere temporaneo, è
finalizzato esclusivamente alla protezione delle
persone da aggressioni e
non ha intenti persecutori nei confronti degli
animali cui è diretto.
Il Ministero della Salute
è molto attento alla salvaguardia del benessere
degli animali.
A tal fine, infatti, ha
incaricato i carabinieri dei Nas di effettuare
ispezioni su strade e
autostrade per verificare il rispetto della vigente
normativa in tema di
benessere e salute degli animali durante il trasporto,
prestando particolare
attenzione anche alla repressione del fenomeno
dell’abbandono degli
animali di affezione.
Inoltre, con l’ Accordo
Stato-Regioni sul benessere degli animali da
compagnia e pet-therapy è
stato riconosciuto a molti animali il loro valore
di ausiliari anche in
campo medico e sociale e sono stati sanciti i
principi per la tutela
del loro benessere sia fisico che etologico.
Per quanto riguarda l’obbligo
indicato dall’Ordinanza dell’uso del
guinzaglio e della
museruola per i cani condotti in luoghi pubblici, era
già previsto dal vigente
regolamento di Polizia veterinaria e non vuole
certo costituire una
forma di crudeltà nei confronti nei nostri amici a
quattrozampe, ma vuole
solo prevenire il verificarsi di ulteriori
spiacevoli episodi come
quelli accaduti in questi giorni.
Inoltre, l’elenco delle
razze indicate dall’Ordinanza è stato inviato, per
un’ulteriore verifica,
alla revisione del Consiglio Superiore di Sanità che
provvederà nella seduta
del 29 settembre prossimo ad includere o ad
escludere quelle razze
che riterrà più o meno aggressive.
Ti informiamo anche che
la stipula della polizza di assicurazione per la
responsabilità civile per
danni contro terzi, diverrà obbligatoria solo
dopo che il Ministero
delle Attività Produttive avrà emanato un
provvedimento che ne
stabilisca la durata e i massimali. In ogni caso
incontrerò insieme al
Ministro Alemanno, l’Ente Nazionale per la Cinofilia
(Enci) per mettere a punto una legge organica nella
materia.
Ci auguriamo che questi
chiarimenti abbiamo fatto emergere il reale intento
dell’Ordinanza, che, ti
ripetiamo, non vuole perseguitare i cani ma solo
tutelare i cittadini.
f.to Il Capo Segreteria
Giusy Baldocchi
"Pitbull,
l'ordinanza di Sirchia non è applicabile"
Circolare del procuratore della repubblica di
Roma, Salvatore Vecchione: "La direttiva è confusa. Valgono le leggi in
vigore".
L'Enpa: "I nostri
sospetti, allora, erano fondati".
ROMA - L'ordinanza del
ministro Girolamo Sirchia sui cani aggressivi, in particolare i Pitbull, non
"appare applicabile"; è, pertanto, da "ritenere che la materia
resti regolata dalle disposizioni normative e amministrative previgenti".
Questo il senso di una circolare del procuratore della repubblica di Roma
Salvatore Vecchione inviata ai magistrati di piazzale Clodio, ai comandanti
provinciali dei carabinieri, al questore di Roma, alla polizia municipale e
alla guardia di finanza. "Il tenore letterale dell'ordinanza - scrive
Vecchione - non consente, sulla base della formulazio
ne adottata, di includere
nelle previsioni tutte le razze appartenenti ai gruppi 1 e 2. Vanno pertanto
escluse dalla previsione quelle prive di spiccate attitudini aggressive".
Secondo il capo della
procura di Roma "permane peraltro, a causa della genericità della dizione
usata, l'esigenza di riconoscere, nell'ambito dei due gruppi, le razze
portatrici di spiccate attitudini aggressive. Simile individuazione, salvo
future precisazioni normative, sarà necessariamente rimessa al prudente
apprezzamento dei casi concreti". "L'ordinanza - conclude Vecchione -
non può peraltro che essere ritenuta nelle sue parti dispositive una mera
raccomandazione priva di sanzione, atteso che nel caso di specie, non appare
applicabile, in caso di violazione accertata, la sanzione penale".
Per la presidente della
sezione romana dell'Enpa, Carla Rocchi, la circolare di Vecchione
"conferma la tesi delle associazioni animaliste". Una "conferma
clamorosa". "Si dà un forte stop ad una iniziativa che dal momento
della sua uscita ha prodotto solo danni, quelli dell' abbandono indiscriminato
dei cani, e persecuzioni tanto ingiustificate quanto insensate contro animali
pacifici e utili quali il terranova, il sanbernardo e il lupo italiano".
Anche per questo domani scenderanno in piazza Montecitorio, per protestare, le
associazioni animaliste, sicure che quanto definito dal
ministero della sanità
porti di fatto ad abbandoni in massa di cani.
(24 SETTEMBRE 2003; ORE
20:20)
25/09/03
Sette - pag. 16 - Uomini
e donne
Cani e femmine, un lungo passato comune
Oggi nelle nostre città i
negozi per il confort dei cani si moltiplicano e a
nessuno verrebbe in mente
di offendere qualcuno dandogli del cane, come
invece si legge ancora in
qualche romanzo d'altri tempi. Restano nell'uso,
però, espressioni come
"freddo cane" o "male cane" a testimonianza di una
tuttìaltro che benevola
considerazione del miglior amico dell'uomo. Anzi, a
risalire il corso dei
secoli si scopre che la parola cane è un insulto
conuna lunghissima storia
alle spalle, comparendo come epiteto ingiurioso
fin dalle più prestigiose
radici dela nostra civiltà, i miti, l'epica la
tragedia della Grecia
antica. Cani i nemici, cani i traditori, cani gli
sfruttatori. Ma,
soprattutto, cani le donne: una studiosa dell'università di
Siena, Cristiana Franco,
lo racconta in un interessante saggio in cui indaga
lo stretto legame
simbolico, per i nostri progenitori ellenici, tra la
natura canina e quella
femminile. Cani e femmine infatti, come suona il
titolo della ricerca
(pubblicata dal Mulino), sono "Senza ritegno".
Si comincia addirittura
con la prima donna mitica, Pandora, alla quale
racconta Esiodo, Ermes ha
infuso "un'indole cagnesca". Cane che si rivolta
contro il padrone è
Clitennestra quando uccide il marito Agamennone, e
"faccia di
cane" è pure la bellissima Elena dell'Iliade perché ha tradito i
suoi per i troiani Ma
perché la stirpe di Fido era così malvista? E perché
la donna le era così
strettamente associata? La ragione, secondo il
documentato ragionamento
della Franco, è questa: cani e donne erano entrambi
dei subalterni da cui ci
si aspettava devozione senza mai poterne essere
certi. Allo stesso tempo,
insomma, degli intimi e degli alieni.
Elisabetta Rasy
Comunicato stampa
LAV LEGA ANTI VIVISEZIONE
DELEGAZIONE DEL VENETO
SABATO 20 SETTEMBRE 2003
ORE 16.30 ROVIGO
CONFERENZA
LA CRUDELTA' DEI BAMBINI VERSO GLI ANIMALI
L'IMPORTANZA DI EDUCARE AL RISPETTO DI TUTTI GLI
ESSERI VIVENTI
CON IL PATROCINIO DEL COMUNE E LA PROVINCIA DI
ROVIGO
Sabato 20 settembre 2003
alle ore 16.30 presso la sala della Gran Guardia
(ingresso libero) si
terrà la conferenza <La crudeltà dei bambini verso gli
animali> promossa dal
Ministero dell'Istruzione ed organizzata dalla LAV
Lega Anti Vivisezione
Delegazione del Veneto nell'ambito di un protocollo
d'intesa siglato con lo
sopo di <promuovere la diffusione e
l'approfondimento dei
temi dell'educazione al rispetto di tutti gli esseri
viventi nelle scuole di
ogni ordine e grado>.
Interverranno:
Dr.ssa Camilla Pagani
dell'Istituto di Scienze e Tecnologie della Cognizione
Consiglio Nazionale delle
Ricerche - Roma che tratterà:<Empatia e violenza
nel rapporto del bambino
con l'animale>.
Dr. Francesco Robustelli
dell'Istituto di Scienze e Tecnologie della
Cognizione Consiglio
Nazionale delle Ricerche - Roma che tratterà:<Il
rapporto con l'animale
come rapporto con il diverso>
Ilaria Marucelli
Responsabile Settore Educazione LAV Lega Anti Vivisezione
che tratterà:
<Strumenti per educare al rispetto di tutti gli esseri
viventi>
La crescita di
sensibilità nei confronti degli animali è un processo che
indubbiamente negli ultimi
anni sta coinvolgendo tutta la nostra società;
molti sono i passi che si
sono fatti, anche in termini legislativi, per
migliorare le condizioni
di vita degli animali. Ma allo stesso tempo sono
aumentate le segnalazioni
di casi di maltrattamento di animali da parte di
bambini e adolescenti,
che spesso sfogano sugli esseri più indifesi di loro
la violenza acquisita dai
modelli loro proposti in famiglia o dalle
compagnie frequentate, a
volte, paradossalmente, come dimostrazione di
forza.
E la crudeltà verso gli
animali spesso porta successivamente alla violenza
verso gli umani. Molte
ricerche hanno infatti evidenziato sia il legame tra
la violenza verso gli
esseri umani e quella verso gli animali che
l'esistenza di una
correlazione tra la crudeltà manifestata durante
l'infanzia o
l'adolescenza nei riguardi degli animali e il comportamento
criminale violento da
adulti.
Per rompere il cerchio
della violenza si rende necessario promuovere nei
bambini la cooperazione,
l'empatia e il rispetto di tutti gli esseri
viventi. La scuola
infatti deve essere in grado di fornire agli alunni gli
strumenti più adeguati
per affrontare queste tematiche con la massima
competenza e la massima
razionalità.
"Saevitia in bruta tirocinium
crudelitatis in homines est"
La crudeltà verso gli animali è tirocinio di
crudeltà verso gli esseri
umani
Publio Ovidio (43 a.C. -
17/18 d.C.)
Per informazioni Carmen
Caballero cell. 348/0407565 - 347/7963923
LAV Lega Anti Vivisezione
- Delegazione del Veneto
P.zzale Mezzacapo nr. 11
- Marghera (Ve)
Tel. e fax 041/927013
e_mail:
lav.veneto@infolav.org
Giovedì, 18 settembre
2003
Uomo morde pitbull: ma non è una notizia
di Lanfranco Caminiti
(lanfranco@apolis.com)
17/09/2003
Lanfranco Caminiti,
giornalista del mensile romano "Accattone", riflette sul giornalismo:
"Compito del giornalista
è preservare la società
dal pericolo. Dal Male."
Perché questa è un po' la
leggenda del santo giornalismo: che se un cane morde un uomo non fa notizia, ma
l'inverso
sì, che poi, forse,
vorrebbe dire che il giornalismo per quello è santo, perché non si fa
infinocchiare dall'apparenza delle cose e va a capirle e a rovesciarle, perché
un punto di vista che sia un punto di vista va detto non banalmente, deve
colpire e deve scuotere.
E ditemi voi perché
invece fanno notizia tutti i pitbull di questo paese messi insieme, che ci sono
giorni che nei quotidiani e nei telegiornali si scatenano da Pachino a
Vipiteno, da Santa Maria di Leuca a Porto Torres, che tu diresti si sono
passati la voce, che cazzo gli ha preso quest'anno, questo mese, questo giorno?
Ma dove stavano
l'altr'anno, l'altro mese, l'altro giorno? E' allora che interviene il ministro
Sirchia, che ha a cuore la nostra tutela, la nostra salute, la nostra vita
stessa, e non ci vuole obesi e propone la mezza porzione e non ci vuole
morsicati e stila l'elenco delle razze che non si possono tenere. E già te lo
immagini che te ne può venire, da un ministro che consiglierebbe l'aspirinetta
invece dell'aspirina, il collutorio invece del dentifricio, la mezza sega
invece della ciulata. E tu lo leggi l'elenco, e ti accorgi che ne rimane fuori
solo il chihuahua o giù di lì, che non è un cane, ma un mezzo-cane, una mezza
porzione di cane, e che non ci sarà mai un chihuahua che morde un uomo, non
perché non ringhino e non abbaino e non ci provino, ma perché puoi dargli una
pedata tranquillamente.
E allora capisci che il
criterio è un altro, che è un criterio morale, filosofico addirittura:
preservare la società dal pericolo. Dal Male. Dai cattivi, che vanno -
direbbero i sociologi - stigmatizzati: e se non ci si riesce del tutto con gli
uomini, proviamoci almeno coi cani.
E' qui che interviene il
giornalista, quello che "fa" le notizie, e che si incaponisce allora
nel dire ogni momento che c'è un pitbull che ha morso ancora un altro uomo e
ancora un altro. In questa esecrazione collettiva dal male. E' in questo rovesciamento
del rovesciamento praticato dal giornalista, in questo 'revisionismo canino',
che sta, più che altrove direi, il carattere di questo paese, in questo
hegelismo di ritorno, quello che non è più praticato dall'opposizione di
sinistra che ormai crede che Hegel fosse il nome di un qualche lager sovietico,
comunque un nemico delle libertà.
In questo hegelismo di
ritorno, dove il due dovrebbe farsi uno e l'uno dovrebbe spaccarsi in due,
mentre qui tutto finisce sempre in 'mezzo'. Finisce nel 'canismo di regime'.
Perché l'elenco dei cani
uomo-compatibili è geniale, e fa torto a tutti, ai darwinisti che pensano che
'quella è la natura e bisogna attenderne la selezione', ai behavioristi 'che la
colpa è dei padroni e non dei cani', ai socialisti 'che il problema è la
stortura sociale e l'economizzazione dei cani'. E in questa 'selezione
politica' della natura dei cani sta l'impronta forte di un ministro e d'un
governo che rispecchiano un paese. In emergenza, in stato d'allerta, in stato
d'eccezione. Per i cani. Sui quali chissà se è previsto un condono. Che
insegneranno adesso nelle scuole di giornalismo?
A SPASSO CON PITBULL SENZA MUSERUOLA, DENUNCIATO
SUL LUNGOMARE DI CIVITAVECCHIA, PAURA FRA I
PASSANTI
(ANSA) - ROMA, 26 SET -
Passeggiava sul lungomare di
Civitavecchia, portandosi
dietro il suo pitbull senza museruola
e seminando il panico tra
i passanti. Il giovane, di 21 anni e
con precedenti penali, e'
stato denunciato ieri pomeriggio dai
carabinieri di
Civitavecchia per violazione dell'ordinanza
Sirchia sui cani
potenzialmente pericolosi.
I militari sono
intervenuti dopo avere notato l' agitazione
fra i passanti, ed hanno
fermato e controllato il giovane, che
e' sottoposto al regime
della sorveglianza speciale. I
carabinieri, oltre a
contestargli il mancato uso della
museruola, hanno anche
accertato che il cane non ha il tatuaggio
identificativo e che
quindi non risulta iscritto all'anagrafe
canina. (ANSA).
26-SET-03 10:42
PITBULL: ISPETTORE DI PS E GIUDICE CINOFILO,NO
ALLA MUSERUOLA
HA ADOTTATO UN CANE DOPO UNA INDAGINE SU GARE DI
COMBATTIMENTO
(ANSA) - TIVOLI (ROMA) 26
SET - '''Il giorno che mi trovero'
costretto a mettere la
museruola al mio american pitbull
terrier, mi
autodenuncero' alla magistratura''. Ad
annunciarlo
Michele Lolli, ispettore
superiore di polizia in forza alla
Questura di Roma e
giudice cinofilo. ''Mettere una museruola a
una razza di cani perche'
potenzialmente pericolosa e' come
mettere le manette a una
razza di uomini per la stessa
motivazione'', spiega.
L'ispettore Lolli, nel
'99 insieme agli allora colleghi del
commissariato di Tivoli,
smaschero'' una rete nazionale dedita
alle gare di
combattimento tra pitbull, denunciando decine di
persone. Molti cani
strappati agli sfruttatori vennero adottati
proprio dagli
investigatori o affidati alla Lav. Lolli adotto'
Blitz. ''E' cresciuto in
salotto ed e' buono come un
orsacchiotto. Perche'
dovrei sottoporlo alla crudelta' della
museruola?'', chiede.
Il 9 ottobre l'ispettore
dovra' giudicare una gara di
bellezza tra pitbull ad
Albuccione di Guidonia, alle porte di
Roma. ''Vedremo come
arriveranno i cani. E chi rispettera' la
discutibile ordinanza del
ministro Sirchia'. (ANSA).
PITBULL: VENTUCCI, NON E' STATO REDATTO ALCUN
ELENCO RAZZE
MA E' STATA ISTITUITA UNA COMMISSIONE DI ESPERTI
(ANSA) - ROMA, 25 SET -
''Al momento attuale non e' stato
redatto alcun elenco di
razze ma presso il Consiglio superiore
di sanita' e' gia' stata
istituita una commissione di esperti
che dovra' entro breve
tempo provvedere all'individuazione delle
razze canine
potenzialmente pericolose'': lo ha precisato il
sottosegretario per i
rapporti con il Parlamento Cosimo Ventucci
rispondendo in Aula alla
Camera ad una interpellanza dei Verdi.
''L'ordinanza
ministeriale - ha aggiunto - sara', quindi,
soggetta ad integrazioni
ed, eventualmente, a modifiche,
apportate sulla base
delle determinazioni della suddetta
commissione
tecnico-scientifica''.
Quanto alle polizze di
assicurazione Ventucci ha precisato
che ''la determinazione
dei massimali del periodo di durata sono
attualmente al vaglio di
una specifica commissione presso il
Ministero delle attivita'
produttive''.
Il sottosegretario ha
riferito che e' stato predisposto uno
schema di disegno di
legge, ''disciplina della detenzione dei
cani potenzialmente
pericolosi'' che affronta in maniera piu'
completa l'argomento e
che ''e' all'esame degli organi
competenti''.
Le statistiche
indicano 70 mila casi l'anno di morsi
canini,
ha concluso Ventucci, e i
provvedimenti legislativi da assumere
''necessitano di esperti,
studi e commissioni competenti per non
emanare provvedimenti
sull'onda emozionale del momento''.
(ANSA).
PITBULL: CELLI, NON RAZZE CANI PIU' AGGRESSIVE DI
ALTRE
ETOLOGO, DIETRO OGNI MORSO C'E' UNA RAGIONE
(ANSA) - ROMA, 25 SET -
''Non esistono razze di cani piu'
aggressive delle altre''.
Lo ha detto l'etologo di fama
internazionale, Giorgio
Celli, in una dichiarazione rilasciata
in occasione della
manifestazione degli Animalisti Italiani.
''Dietro ogni morso di
cane - spiega Celli - si nasconde una
ragione, che non e' da
ricercare nei geni, ma nelle sue
esperienze''. Secondo
l'etologo, infatti, ''se il cane e'
aggressivo, e' perche'
qualcuno o i casi della vita lo hanno
reso tale''. Quindi,
afferma, ''non esistono razze di cani piu'
aggressive delle altre ma
esistono cani provvisti di mandibole
piu' formidabili e se
mordono possono fare davvero male''.
(ANSA).
PITBULL: 5 CUCCIOLI ABBANDONATI ADOTTATI IN POCHI
GIORNI
(ANSA) - FIRENZE, 25 SET
- Paura dei pit bull? Non a Firenze,
dove nell' ultimo mese
non si sono registrati nuovi abbandoni di
questo tipo di cane e
anzi, 5 cuccioli rinchiusi nel canile
municipale hanno trovato
in pochi giorni un nuovo padrone.
Alla fine di agosto
furono trovati 6 pit bull abbandonati in
diverse zone della
citta'. Gli animali furono presi in consegna
dalla Asl e portati al
canile comunale. Dietro questi abbandoni,
fu spiegato, si celava
probabilmente l' ansia dei proprietari
che, spaventati dalle
molte notizie di cronaca che vedevano
protagonisti questi
animali, avevano deciso di disfarsene. I
cani ritrovati non
avevano tatuaggio e un' eta' di circa 10
mesi.
''In pochi giorni 5 dei 6
cani hanno gia' trovato una nuova
casa - afferma Enrico
Loretti, dirigente dell' Unita'
veterinaria della Asl - e
anche per il sesto e' ormai questione
di ore. Le persone
disposte ad adottarli e che si sono rivolte
al canile sono state
numerose, ma data la particolarita' dell'
animale, preferiamo fare
un' accurata opera di selezione''. In
pratica, i cani sono
stati adottati da persone che gia' hanno
posseduto un animale e
che hanno una casa con spazi adeguati.
''Una corsia
preferenziale - spiega Loretti - e' ovviamente l'
assenza di bambini''.(ANSA).
PITBULL: ZANELLA; GOVERNO PATETICO AMMETTE,
ORDINANZA INUTILE
(ANSA) - ROMA, 25 SET
- Sui pitbull, governo patetico. Lo
dice la deputata Verde
Luana Zanella, dopo che il
sottosegretario alla
sanita' Ventucci oggi alla Camera,
replicando ad
un'interrogazione della stessa Zanella, ''ha
confermato che il governo
non prendera' alcun impegno
nell'immediato sul
problema dei pitbull''.
La parlamentare Verde
definisce ''patetico l'intervento del
rappresentante del
governo che di fatto ha ammesso l'inutilita'
con cui il suo stesso
Ministro ha emanato una ordinanza che non
e' in grado di affrontare
l'emergenza. E' inoltre molto grave -
secondo Zanella - che
mentre cittadini e associazioni animaliste
chiedono il ritiro
dell'ordinanza e l'adozione di provvedimenti
piu' concreti e meno
dannosi, il governo risponda
pilatescamente''.
(ANSA).
25-SET-03
PITBULL: ANIMALISTI IN PIAZZA, SIRCHIA RIPENSACI
VIA A BOICOTTAGGIO OBBLIGO MUSERUOLA E GUINZAGLIO
(ANSA) - ROMA, 25 SET -
Animalisti Italiani, Movimento UNA e
Lega Nazionale per la
Difesa del Cane sono scesi in piazza, di
fronte a Montecitorio per
chiedere il ritiro immediato dell'Ordinanza del Ministro Sirchia sui cani.
Insieme agli animalisti anche decine di cani senza museruola ''in segno di
disobbedienza
civile per boicottare
l'obbligo dell'uso in contemporanea di
museruola e guinzaglio e
a sostegno di una vera legge contro i
maltrattamenti nei
confronti di tutti gli animali'', hanno detto
i manifestanti.
''L'Ordinanza del
Ministro Sirchia sui cani pericolosi - ha
dichiarato Walter
Caporale, Presidente degli Animalisti Italiani
/PeTA - deve essere
ritirata immediatamente, poiche' e'
responsabile di nuovi
abbandoni e, conseguentemente, di
ulteriori aggressioni''.
Applicazione delle leggi gia' esistenti
(obbligo di guinzaglio o
museruola, sterilizzazione, tatuaggio o
microchip e anagrafe
canina), divieto di ogni forma di
addestramento coercitivo
e violento, regolamentazione del
commercio dei cani che
non dovrebbero essere allontanati troppo
presto dalla madre e
approvazione della legge contro il
maltrattamento di animali
ed il combattimento dei cani: queste
le soluzioni per
affrontare il problema. ''Non esistono cani
violenti - ha proseguito
Caporale - e se non ci fossero
adddestramenti brutali e
coercitivi non ci sarebbero
aggressioni''. ''Dalla
manifestazione di oggi spero che esca un
chiaro messaggio'', ha
detto Caporale in riferimento anche alla
contro manifestazione
attuata dal Movimento italiano genitori
(Moige) davanti a Palazzo Madama, poco distante da
Montecitorio.
''Criminalizzare non ha senso, noi siamo dalla
parte degli animali e dei
bambini'', ha detto Caporale
supportato dal direttore
cattivita' dell'associazione, Ilaria
Ferri secondo la quale
''l'effetto dell'ordinanza Sirchia ha
creato un livello di
fobia incontrollato, favorendo un clima di
intolleranza che non
contribuisce alla diffusione di un corretto
rapporto uomo -
animale''.
Al fianco degli
animalisti anche il mondo della politica e
dello spettacolo.
''L'ordinanza Sirchia ha creato allarmismo e
abbandoni'', ha detto il
Verde Paolo Cento che ha lanciato un
appello ''per
l'approvazione della legge contro i combattimenti
ferma al Parlamento che
prevede l'inasprimento delle pene, il
patentino
psico-attitudinale per chi addestra e finanziamenti a
comuni e province contro
il randagismo''.
''E' una follia
cominciare a proibire, imbavagliare e legare
- ha detto Veronica
Pivetti che si e' presentata con il suo
barboncino di tre anni
raggomitolato nella borsa di jeans -
Bisogna invece lavorare
per far comprendere che il cane oltre a
una gioia e' anche un
serio impegno''. (ANSA).
25-SET-03 17:08
PITBULL: D'AMATO (PDCI), RENDERE SUBITO OPERATIVA
LEGGE LAZIO
(ANSA) - ROMA, 25 SET -
''Adesso e' tempo di andare avanti.
La nuova legge regionale
del Lazio su molossoidi, cani da presa
e loro incroci deve al
piu' presto diventare operativa''. Lo ha
detto il capogruppo
regionale del Pdci Alessio D'Amato.
''Rivolgo questo appello
a tutti gli organi competenti - ha
aggiunto D'Amato -
affinche' cio' venga fatto e ricordo che
l'iter di questa norma ha
gia' gravemente pagato un enorme
ritardo, dal settembre
2000, data in cui ho presentato il
progetto di legge. Cio'
e' stato inammissibile e ritengo
diabolico perpetrare ora
lo stesso errore''.
D'Amato ha inoltre detto
che ''la circolare interpretativa,
da parte del procuratore
della Repubblica di Roma Salvatore
Vecchione sull'ordinanza
Sirchia sgombra il campo da qualunque
conflitto tra la nostra
legge e il dispositivo del ministro
della Sanita', buttato
giu' in fretta e furia sulla scia di
tragici fatti di cronaca
e scarsamente meditato. Se, come leggo
dai giornali, c'e' chi,
nella nostra regione, e' arrivato a
chiedere un intervento
dei carabinieri al fine di schedare i
pitbull presenti
nell'area di un comune, ricordo che se la
nostra legge fosse gia' a
regime basterebbe rivolgersi al
registro speciale
previsto''.(ANSA).
25-SET-03 16:17
PITBULL: LONGHI (DS), DIVIETO POSSESSO ANCHE PER
CORROTTI?
(ANSA) - ROMA, 25 SET -
Chi e' sottoposto a misura di
prevenzione per aver
commesso i reati di falso in bilancio o di
corruzione di giudici
puo' possedere cani pitbull e affini? E'
questa la domanda
provocatoria che il senatore diessino Aleandro
Longhi rivolge con
un'interrogazione parlamentare al ministro
della Salute Girolamo
Sirchia, dopo l'emanazione dell'ordinanza
restrittiva sui cani
pericolosi.
''L'ordinanza vieta di
acquistare, possedere o detenere cani
potenzialmente pericolosi
- scrive Longhi - ai delinquenti
abituali o tendenziali, a
chi e' sottoposto a misure
cautelative, a chi e'
stato condannato per reati contro la
persona, ai minorenni e alle persone interdette e
inabilitate
per infermita' mentale.
E' quindi lecito chiedersi se chi ha
commesso i reati di falso
in bilancio o di corruzione di giudici
ed e' sottoposto a misure
preventive possa detenere pitbull o
cani affini. Non solo. Mi
chiedo, e chiedo al ministro, chi
raccoglie un cane
'bastardo' in strada, di cui non si conosce la
razza, come per esempio
ha fatto mia figlia, deve tenerlo al
guinzaglio e dotarlo di
museruola e assicurazione? Non ritiene
che quest'ordinanza possa
aumentare il randagismo, visto che
molti cani, anche
pericolosi, verranno abbandonati? Ha previsto
un finanziamento
straordinario - conclude Longhi - per i Comuni
per la realizzazione di
nuovi canili municipali? E cosa pensano
le compagnie assicurative
di questa nuova manna dal cielo?''.
(ANSA).
25-SET-03 14:19
PITBULL: VECCHIONE, ORDINANZA SIRCHIA NON E'
APPLICABILE
MATERIA RESTA REGOLATA DA NORME PRECEDENTI
(ANSA) - ROMA, 24 SET -
L' ordinanza del ministro Girolamo
Sirchia sui cani
aggressivi, in particolare i Pitbull, non
''appare applicabile'';
e', pertanto, da ''ritenere che la
materia resti regolata
dalle disposizioni normative e
amministrative
previgenti''. Questo il senso di una circolare
del procuratore della
repubblica di Roma Salvatore Vecchione
inviata ai magistrati di
piazzale Clodio, ai comandanti
provinciali dei
carabinieri, al questore di Roma, alla polizia
municipale e alla guardia
di finanza.
''Il tenore letterale dell'
ordinanza - scrive Vecchione -
non consente, sulla base
della formulazione adottata, di
includere nelle
previsioni tutte le razze appartenenti ai gruppi
1 e 2. Vanno pertanto
escluse dalla previsione quelle prive di
spiccate attitudini
aggressive''.
Secondo il capo della
procura di Roma ''permane peraltro, a
causa della genericita'
della dizione usata, l' esigenza di
riconoscere, nell' ambito
dei due gruppi, le razze portatrici
'di spiccate attitudini
aggressive'. Simile individuazione,
salvo future precisazioni
normative, sara' necessariamente
rimessa al prudente
apprezzamento dei casi concreti''.
''L' ordinanza - conclude
Vecchione - non puo' peraltro che
essere ritenuta nelle sue
parti dispositive una mera
raccomandazione priva di
sanzione, atteso che nel caso di
specie, non appare
applicabile, in caso di violazione accertata,
la sanzione penale, di
cui all' articolo 650 del codice
penale''.(ANSA).
24-SET-03 18:04
PITBULL: LAV A SANITA' E INTERNO, FERMATE LO SPRAY
ANTICANE
AZIENDA REPLICA, IN REGOLA, NATURALE E NON TOSSICO
(ANSA) - ROMA, 24 SET - La paura diventa
business: lo spray
antiaggressione al
peperoncino, gia' in vendita da un paio di
anni in farmacia e nei
supermercati e' arrivato sulle pagine dei
giornali pubblicizzato
come arma di difesa contro i cani
pericolosi. La LAV ora
chiede ai Ministeri della Salute e
dell'Interno di ritirare
dal commercio il prodotto che sulla
stampa viene indicato
come soluzione contro cani che ''a volte
possono diventare
aggressivi e pericolosi'', pubblicizzato con
una eloquente foto di un
grosso cane che mostra i denti. Ma
l'azienda replica
spiegando che e' tutto il regola, che il
prodotto non e'
pericoloso o tossico e che non e' definibile
come arma impropria.
''Questo prodotto - sostiene la Lega Anti
Vivisezione - e' la
trovata commerciale di
un'azienda, il cui nome non e'
specificato
nell'informazione pubblicitaria, che tenta di
cavalcare la fobia
recentemente sorta in Italia verso alcuni
cani e rischia anche di
esasperarla con effetti del tutto
negativi sui cani''. Per
Ciro Troiano, responsabile LAV
dell'Osservatorio
nazionale Zoomafia, infatti, uno spray non
potra' mai risolvere il
problema della cattiva gestione e
conduzione dei cani da
parte dei loro possessori, causa prima di
possibili problemi
comportamentali di questi animali, cosi' come
non lo risolvera' la
recente Ordinanza del ministro Sirchia''.
Il prodotto, continua Troiano, inoltre, e'
pericoloso perche'
soggetto ad usi impropri:
distribuito nei supermercati e nelle
farmacie, e' facilmente
accessibile anche ai bambini o, nella
peggiore delle ipotesi, a
male intenzionati e rapinatori.
Chiunque quindi puo'
acquistarlo e spruzzarlo, anche per gioco,
su qualsiasi cane o altro
animale.
Per queste ragioni la LAV chiede al
Ministero della Salute di
verificare se il prodotto
e' corredato delle necessarie
autorizzazioni
ministeriali per la commercializzazione e se fra
le autorizzazioni e'
stato chiaramente specificato anche
l'utilizzo contro i cani.
Per Gianluca Felicetti,
responsabile LAV del settore
Vivisezione, inoltre,
ammesso che 'pur essendo molto efficace
non e' assolutamente
nocivo', come recita l'informazione
pubblicitaria, dubitiamo
che eventuali esperimenti condotti su
animali per calibrare il
prodotto non abbiano avuto su questi
effetti nocivi o
addirittura mortali. In altre parole lo spray
intervenendo sull'effetto
del problema, le aggressioni, e non
sulla causa,
riconducibile ai proprietari dei cani, ha il solo
effetto di penalizzare
questi animali, la cui liberta' e' gia'
stata drasticamente
limitata dall'obbligo congiunto di
guinzaglio e museruola
dell'Ordinanza del ministro Sirchia, ed
ora potrebbero anche
ritrovarsi immobilizzati per effetto di uno
spray alla portata di
tutti''.
Dalla Quid Novi di
Milano, l'azienda di distribuzione dello
spray prodotto in
Germania, spiegano pero' che la vendita del
prodotto e' in regola con
le norme in vigore e ricorda che lo
scorso anno il prodotto
era stato in un primo momento
sequestrato e poi tornato
in vendita dopo un decreto di
archiviazione da parte
del Gip che ne aveva rilevato la
regolarita'.
(ANSA).
24-SET-03 17:56
PITBULL: AIZZA CANE DOPO LITE TRAFFICO, DENUNCIATO
A FIRENZE
(ANSA) - FUCECCHIO
(FIRENZE), 25 SET - Prima ha colpito con
un pugno al volto l' uomo
con il quale stava litigando per
motivi di traffico, poi
gli ha aizzato contro il proprio
pitbull, che ha azzannato
il malcapitato a un polpaccio. L'
autore e' un uomo di 30
anni, C.A., originario di Fucecchio, che
oggi e' stato
identificato e denunciato per lesioni volontarie
aggravate da agenti della
squadra di polizia giudiziaria della
stradale di Firenze, che
hanno agito in collaborazione con la
polizia stradale di
Prato. La vittima e' invece un giovane di
San Buca Val Di Pesa.
L' episodio risale ad alcuni giorni fa e
ha avuto per
palcoscenico un tratto
della superstrada Firenze-Siena. Secondo
quanto accertato dagli
investigatori, i due - uno alla guida di
un autocarro, l' altro di
una Fiat Uno - si sono fermati ad una
piazzola di sosta
accusandosi reciprocamente di manovre
scorrette. Ne e' nato un
acceso diverbio, seguito dalla violenta
reazione del trentenne,
che guidava l' auto. Dopo aver malmenato
il camionista e prima di
scappare, l' aggressore avrebbe anche
dato un comando secco al
proprio cane che, uscito di scatto
dall' abitacolo, si
sarebbe scagliato contro il rivale del
padrone.
Alla vittima a quel punto non e' rimasto
che cercare di
prendere nota della
targa, poi risultata errata, della Fiat
Punto in fuga. E' stata
la polizia stradale a scoprire il numero
di targa giusto,
attraverso una ricerca negli archivi della
motorizzazione civile, e
a risalire all' identita' dell'
aggressore, poi deferito
all' autorita' giudiziaria. C.A. e'
stato anche oggetto di un
decreto di sequestro del pitbull, che
e' stato nel frattempo
affidato al canile di Fucecchio. (ANSA).
CANI: A FIRENZE UN 'DOG PRIDE' CON PADRONI IN
MUSERUOLA
(ANSA) - FIRENZE, 25 SET
- Hanno intenzione di indossare le
museruole dei loro amici
a quattro zampe, rese obbligatorie
dall' ordinanza del
ministro della salute Girolamo Sirchia, per
dire che anche gli esseri
umani sono ''tutti potenzialmente
pericolosi'', e invitano
tutti i possessori di cani ad un ''dog
pride'' per protestare
contro quello che viene definito un
''provvedimento
cinofobo''. La manifestazione per l' ''orgoglio
cinofilo'' e' stata
organizzata dai Verdi fiorentini per sabato
prossimo alle 11 davanti
alla Prefettura. ''I cani domestici in
Italia sono quasi 7
milioni , e i randagi sono 650mila - dicono
i promotori dell'
iniziativa citando le cifre fornite da
Eurispes - per l'
alimentazione e la cura di questi animali
spendiamo ogni anno
milioni di euro. Ci rifiutiamo di essere
solo utili consumatori
per ingrassare le casse dello stato,
delle multinazinali dei
mangimi e per mantenere i servizi
veterinari delle Asl''.
In progetto, fanno sapere, c' e' anche
un futuro ''sciopero dei
consumi a quattro zampe'', promosso
dall' associazione onlus
Gaia e dagli Amici della terra.
La protesta di sabato portera' avanti
richieste precise di
modifiche da apportare
all' ordinanza Sirchia, tra cui l' uso
del guinzaglio al posto
della museruola, che ''impedisce al cane
di respirare,
socializzare ed esprimersi''. ''La sicurezza -
spiegano gli
organizzatori - si puo' ottenere con il guinzaglio
e impedendo che persone
incapaci o criminali detengano cani''.
Le proposte dei Verdi vanno oltre: l'
istituzione di corsi
obbligatori per i
proprietari di cani e il ''patentino'' per
determinate razze e
incroci di razze di difficile gestione, l'
approvazione di una legge
contro i combattimenti tra cani, una
moratoria di due anni
delle importazioni di cuccioli di cani a
fini commerciali, il
finanziamento di centri di recupero e
rieducazione dei cani
resi aggressivi dall' uomo. ''Senza queste
modifiche - concludono -
gli aspetti positivi dell' ordinanza
Sirchia rischiano di
essere inficiati e restare nell' ombra''.
(ANSA).
25-SET-03 18:06
PITBULL: NAS FIRENZE NE SEQUESTRANO 4 A UOMO GIA'
CONDANNATO
(ANSA) - FIRENZE, 25 SET
- Quattro pitbull, un maschio e tre
femmine, sono stati
sequestrati dai carabinieri del Nas di
Firenze, in base all'
ordinanza del ministro Girolamo Sirchia
che vieta il possesso di
questi animali a chi ha subito condanne
per reati contro la
persona o il patrimonio. Il sequestro e'
stato effettuato ieri nei
confronti di un uomo di 36 anni che,
e' stato spiegato,
risulta avere condanne per reati contro la
persona.
I quattro cani sono stati
trovati in un terreno ad Ugnano, al
confine fra Firenze e il
comune di Scandicci, dove erano state
allestite quattro gabbie.
I pitbull sono stati affidati poi all'
Asl e ora si trovano nel
canile di Firenze. Spettera' ora alla
magistratura decidere in
merito al sequestro adottato d'
iniziativa dei
carabinieri del Nas.
L' operazione nasce dai
controlli effettuati dai militari in
seguito all' ordinanza
Sirchia, con verifiche presso i registri
del servizio veterinario
della Asl sui possessori di pitbull e
altri accertamenti. Solo
due dei cani sequestrati erano tatuati.
(ANSA).
PITBULL: ANTONIO, 16 MESI, I SUOI GIOCHI TRA I
MOLOSSI /ANSA
FIGLIO DI UN ALLEVATORE ABUSIVO, E' NATO E VIVE
TRA I CANI
(di Fabrizio Cassinelli)
(ANSA) - MILANO, 24 SET - Ha sedici
mesi, gli occhi azzurri,
un ciuffo di capelli biondi e un
sorriso disarmante ma non
teme quelli che in questo momento sono
considerati i cani piu'
pericolosi in assoluto, i pitbull. E' il
bimbo figlio di un uomo
che gestisce un allevamento abusivo,
controllato oggi dai
carabinieri, a Milano. Antonio, cosi' si
chiama, vive tra le
gabbie e gioca quotidianamente con pitbull,
rottweiler, cani corsi e
altri molossoidi.
''Che vuole, e' nato qui, in mezzo ai cani
- ha raccontato il
padre, Giuseppe, 47 anni,
qualche precedente alle spalle e una
stampella per sorreggersi
- Abbiamo un prefabbricato come casa e
un cortile pieno zeppo di
gabbie di cani, che per 20 anni sono
stati la mia passione e
anche la mia fonte di sostentamento. E
quindi lui non ha paura,
e i cani, non so come, lo adorano.
All'inizio avevo qualche
titubanza per la sua incolumita',
adesso invece sono
sereno: tranne con un paio, che sono
aggressivi, e che non gli
permetto di avvicinare, Antonio entra
nelle gabbie e gioca con
loro. Alcuni miei amici, per scherzo,
lo chiamano Tarzan''.
Il piccolo Antonio, la mamma, una ragazza
romena di 24 anni,
e il padre, vivono in una
serie di baracche circondate dalle
gabbie dell'allevamento
abusivo, che si trova in un'area incolta
ai margini della citta',
nella zona di Nosedo. ''Vede come
viviamo, qui? - dice la
madre, che accudisce il bambino in dieci
metri quadrati, tra un
letto e un angolo cottura - Lui e' nato
in ospedale, ma poi e'
vissuto sempre qui, circondato, notte e
giorno, dai cani,
sentendo continuamente abbaiare. Qualche volta
immagino persino che li
capisca''.
Oggi la struttura, che sorge a due passi
dal nuovo depuratore
di Milano, e' stata
ispezionata dai carabinieri durante una
serie di controlli che
sono stati effettuati anche in tutti i
parchi cittadini, e che
sono sfociati, in alcuni casi, in
contravvenzioni per il
mancato rispetto dell'ordinanza sui cani
pericolosi, emanata dal
ministro Sirchia e in vigore dal 12
settembre.
''Prima avevamo i permessi - dice un
sudamericano di 37 anni
che dirige l'allevamento
- poi ci sono stati tolti e ci e' stato
ingiunto dal Comune di
sbaraccare tutto. Ma i cani dove li
mettiamo? Ne avevamo 60,
ora ne sono rimasti una ventina ma sono
tutti adulti, non me li
prenderebbe nessuno. Mi hanno proposto
di portarli al canile
municipale, ma dovrei pagare io le spese,
come faccio? Allora li
tengo qui, un po' regalandoli e un po'
vendendoli: con tutto il
trambusto uscito sui giornali nessuno
piu' vuole un pitbull,
anzi, ce li abbandonano davanti al
cancello''.
Sta di fatto che l'allevamento non e' in
regola, e i
carabinieri segnaleranno
tutto all'Asl di Milano, che poi
potrebbe far intervenire
l'Autorita' giudiziaria. ''In realta' -
dice un militare - nella
zona, in passato, erano stati segnalati
combattimenti fra cani,
ma anche tralasciando questo sospetto,
e' chiaro che questi
cani, usati per la riproduzione, vengono
venduti sottocosto a
persone che potrebbero poi farne un uso
improprio''. E in effetti
il luogo, tra una baraccopoli e una
discarica, nascosto tra
la vegetazione, non e' proprio alla
portata del comune
cittadino.
''La realta' spesso e' peggiore di quanto
non si veda, in
casi come questi - spiega
Fabrizio E., 42 anni, che ha
addestrato piu' di 500
cani, in particolare molossi - C'e' un
vero e proprio commercio
sommerso di questi animali: un cane con
una linea di sangue
pulita, e quindi stabile, puo' costare anche
4 mila euro. In certi
posti li vendono a 500: secondo lei sono
affidabili? Eppure ci
sono in giro un sacco di balordi che ne
comprano due o tre a
casaccio e li fanno incrociare, per
venderli. Poi i cuccioli
finiscono in mano a pregiudicati, o a
comuni cittadini che non
sanno di avere al guinzaglio un
pericolo pubblico''.
''Quanto al caso di questo bambino - aggiunge infine
l'addestratore - io
starei molto attento: i piccoli, nonostante
la visione pedagogica di
qualcuno, sono quelli piu' attaccabili,
perche' l'animale attacca
spesso cio' che e' alla sua stessa
altezza''. (ANSA).
PITBULL: SABATO A MILANO 'DOG PRIDE' CONTRO
ORDINANZA SIRCHIA =
SFILERA' ANCHE L'ASSESSORE PREDOLIN CON IL SUO
CANE
Milano, 25 set.
(Adnkronos) - In corteo per protestare contro
l'ordinanza del ministro
della Salute Girolamo Sirchia realtiva ai
cosiddetti 'cani
potenzialmente pericolosi'. Succedera'
a Milano
sabato 27 settembre, a
sfilare saranno i cani con i loro padroni.
Promotrici
dell'iniziativa sono varie associazioni animaliste: Gaia
animali & ambiente
Onlus, Amici della Terra, Animalisti italiani,
Collettivo animalista e
Enpa Milano.
''Chiediamo che il
ministro ritiri la sua ordinanza e la
corregga'', spiega
Camillo Piazza di Amici della Terra. E' prevista
anche una raccolta firme
cui hanno gia' aderito il presidente dei
Verdi Alfonso Pecoraro
Scanio, Giorgio Celli, docente di entomologia,
Fulco Pratesi, presidente
del Wwf Italia e Roberto Predolin,
assessore al
Commercio e Artigianato del Comune di
Milano.
L'assessore ha assicurato
la propria presenza e quella del suo
cane alla manifestazione
di sabato. ''Dall'ordinanza del Ministro
sembra che siamo sotto
assedio -spiega l'Assessore- sono crollati
tutti i miti della mia
infanzia. Non posso pensare a Lessie che torna
a casa per mordere Liz
Taylor''. (segue)
25-SET-03 14:46
PITBULL: SABATO A MILANO 'DOG PRIDE' CONTRO
ORDINANZA SIRCHIA (2)=
P. SCANIO, BATTAGLIA CONTRO CHI ALLEVA PER
COMBATTIMENTI
(Adnkronos) -
''Criminalizzare gli animali e' un atto stupido e
controproducente -afferma
il verde Pecoraro Scanio- la vera battaglia
da fare e' quella contro
certi delinquenti che allevano i cani per il
combattimento. La vicenda
Pitbull conferma che quando siamo contrari
a certe manipolazioni
genetiche abbiamo ragione''.
Questi i suggerimenti proposti dai
manifestanti: ripristinare
l'uso del guinzaglio
alternativo alla museruola nei luoghi pubblici,
istituire corsi
obbligatori per i proprietari di cani ed il patentino
per determinate razze e
incroci. ''Le associazioni che esistono per
ognuna delle 280 razze
canine registrate in Italia -spiega Camillo
Piazza di Amici della
Terra- sono disponibili a fare un incontro
gratuito al mese in un
parco di Milano in cui gli esperti di ogni
razza rilasciano un
patentino ai padroni dopo aver visto i cani.
Se riterranno che l'animale sia mordace
scattera' l'obbligo del
guinzaglio. I Pitbull non
sono razze ufficialmente riconosciute,
''per loro deve essere
obbligatoria la museruola''. Fra le richieste
quella di approvare una
legge contro i combattimenti con pene
piu'
aspre, una moratoria di
due anni delle importazioni e del commercio
dei cani a fini di lucro
e l'assicurazione non obbligatoria ma
consigliata.
25-SET-03 14:48
PITBULL: DS, GOVERNO RIVEDA ORDINANZA SU CANI
PERICOLOSI
''ASSICURAZIONE E' INCENTIVO AD ABBANDONO''
Roma, 25 set. -
(Adnkronos) - Rivedere l'ordinanza sui cani
pericolosi,
riconsiderando l'elenco delle razze, l'uso congiunto di
museruola e guinzaglio e
la stipula di un'assicurazione che, se
tutela i proprietari in
eventuali cause di risarcimento, non serve
certo a prevenire le
aggressioni e anzi può diventare un incentivo
all'abbandono degli
animali. E' quanto chiedono i senatori Ds, che in
12 hanno presentato una
mozione di cui e' prima firmataria la
senatrice Maria Chiara
Acciarini.
''I drammatici avvenimenti di questi
ultimi tempi hanno posto
in evidenza un tema
delicato e urgente -spiegano gli esponenti
diessini nel documento-
che deve essere affrontato correttamente per
permettere una concreta applicabilita'
delle norme e per evitare il
diffondersi di una
cultura zoofobica''. (segue)
25-SET-03 18:08
PITBULL: DS, GOVERNO RIVEDA ORDINANZA SU CANI
PERICOLOSI (2)
''SERVE INIZIATIVA LEGISLATIVA E FORMAZIONE PER
PROPRIETARI''
(Adnkronos) - ''Per
questo -precisano in una nota gli esponenti
diessini- impegniamo il
governo a rivedere la normativa emanata dal
ministro Sirchia, riconsiderando l'opportunita' di
redigere un
elenco di razze
'potenzialmente pericolose' che risulta inattendibile
per l'inclusione di
gruppi come i Border Collie, i Terranova e i San
Bernardo e l'esclusione
di altri. E' da rivedere -aggiungono- anche
l'obbligo per i
proprietari di stipulare una polizza di
responsabilita' civile
per danni contro terzi, visto che non serve a
prevenire le aggressioni
ma i costi stimati fino a 700 euro all'anno
possono costituire
un'ulteriore spinta a sbarazzarsi degli animali''.
''E' da cancellare la possibilita',
data ai detentori dei cani,
di affidarli alle Asl nel
caso in cui non vogliano piu' tenerli,
visto che le aziende
sanitarie affrontano gia' ora con difficolta' il
randagismo. L'intero
problema -concludono gli esponenti diessini- va
affrontato con apposita e
meditata iniziativa legislativa, che
consenta un adeguato
dibattito parlamentare e con attivita' di
informazione e formazione
per i proprietari dei cani''.
25-SET-03 18:09
PITBULL: MOIGE REPLICA AD ANIMALISTI, DIRITTI CANI
DISCUTIBILI
MUNIZZI, VENGONO PRIMA QUELLI DEI BAMBINI
Roma, 24 set. (Adnkronos)- Maria Rita
Munizzi, presidente
nazionale del Moige,
replica alle dichiarazioni degli animalisti
'contrariati' dalla
manifestazione di domani a Palazzo Madama
specificando che ''non e'
una contro-manifestazione'' ma ''nasce
dalla provocazione
dichiarata dagli animalisti di boicottare un
provvedimento che tutela
i nostri figli. Amiamo gli animali ma amiamo
di piu' i nostri figli.
Siamo contrari ad ogni gratuita forma di
violenza sugli animali,
ma ci interessa tutelare prima di tutto i
nostri bambini'' e la
manifestazione di domani ''davanti alle
istituzioni'' vuole
''ricordare che i diritti dei bambini vengono
prima dei cani e dei loro
discutibili diritti''.
La principale critica del Moige
riguarda il rispetto
dell'Ordinanza Sirchia
che ''purtroppo non e' applicata concretamente
in numerosissimi comuni''
cosi' da permettere ai cani di ''creare
panico''. E' necessaria
''soprattutto una vigilanza costante
sull'effettiva
applicazione delle norme'' chiarisce il presidente del
Moige, che ha anche
aggiunto ''educhiamo i nostri figli al rispetto e
alla cura degli animali,
ma non siamo disposti a farli sbranare dai
cani che circolano senza
museruola e senza guinzaglio in nome della
loro liberta'''.
24-SET-03 16:32
Da: Marco Grassilli
<marcograssilli@unhappyanimal.org>
Data: Sun, 21 Sep 2003
18:38:56 +0200
A:
<ufficiostampa@sanita.it>, <d.notari@sanita.it>
Cc:
<larepubblica@repubblica.it>, <redazione.internet@quotidiano.net>,
<segreteria.redazione@ilgiorno.it>,
<posta@ilmattino.it>,
<prioritaria@ilmessaggero.it>,
<ced@iltempo.it>
Ccn:
<iniziative@oltrelaspecie.org>
Oggetto: Rapporto
uomo-cane.
Gent.mo Ministro Sirchia,
ci permettiamo di scriverLe le nostre
considerazioni circa la Sua recente
Ordinanza sui cani pericolosi.
Premesso che, in linea di
massima, riteniamo validi un controllo sui cani
cosiddetti morsicatori
(cani che hanno morsicato, NON un controllo
generalizzato su tutti i
cani che potrebbero forse morsicare), il patentino
per la
"conduzione" di determinate razze e il divieto di possedere cani
potenzialmente pericolosi
a delinquenti e persone non idonee, riteniamo
INACCETTABILI la
ghettizzazione che la Sua Ordinanza produce e le
conseguenze che ne
deriveranno (nuovi abbandoni su larga scala con
conseguente incremento
del numero dei cani randagi, eventuali nuove
aggressioni PER CAUSA DI
TALI ABBANDONI - per colpa quindi del nostro
operato, non certo per
colpa del cane -, aumento dell'attuale INFONDATA
psicosi collettiva
etcetcetc).
Vorremmo ricordarLe che
_la selezione delle razze
canine è opera dell'uomo, che agisce
esclusivamente per il
proprio personale guadagno sfruttando l'animale
_molti allevatori tengono
i cani allevati in modo a dir poco indegno,
certamente non è chiara
la fine degli animali invenduti (soppressi?
abbandonati?)
_la selezione della razza
- operata dall'uomo - tende ad evidenziare
determinate
caratteristiche comportamentali del cane, spesso a scapito
dell'equilibrio fisico e
psicologico di questi, e ciò vale sia per i cani di
grossa che di piccola
taglia
_i canili sono stracolmi
di poveri cani abbandonati e sono spesso luoghi mal
gestiti, per incompetenza
e le scarsissime risorse economiche a disposizione
_le persone che si fanno
carico di adottare un cane dal canile sono molte,
ma non saranno mai
sufficienti per risolvere il problema dell'affollamento:
sono infatti in numero
superiore le persone che acquistano cani
permettendone una
riproduzione incontrollata, abbandonando nuovi cuccioli
_l'uso della museruola
impedisce al cane di svolgere le più elementari
azioni essenziali al suo
degno vivere.
Affinché la Sua Ordinanza
non vada a punire le persone e soprattutto i cani
- che di questa mal
gestione del rapporto uomo-cane NON sono colpevoli -,
siamo a proporLe quanto
segue:
1) impedire il commercio
dei cani;
2) impedire la selezione
di nuove razze;
3) impedire
l'addestramento per guardia e difesa;
4) incentivare la
sterilizzazione delle razze canine con problemi
comportamentali o fisici
dovuti alla selezione;
5) incentivare l'adozione
dei cani dai canili e sostenere economicamente
l'operato dei canili;
6) introdurre la
"carta di identità" per tutti i cani;
7) impedire la detenzione
di cani a persone non idonee;
8) inserire nelle scuole
dei seminari sul corretto rapporto uomo-animale.
RingraziandoLa per la
cortese attenzione, Le porgiamo i nostri migliori
saluti
Marco Grassilli, Oriana
Emma
Secondo la circolare
emessa da Salvatore Vecchione la nuova disposizione va
considerata «una mera
raccomandazione priva di sanzione»
«Il decreto Sirchia sui cani non è applicabile»
Il procuratore della Repubblica boccia il
provvedimento del ministro:
«Troppo generico e confuso»
di CRISTIANA MANGANI Il
Messaggero 25 settembre 2003
Il procuratore della
Repubblica Salvatore Vecchione dichiara guerra all’
ordinanza sui cani
firmata dal ministro della Salute, Girolamo Sirchia. E
dagli uffici al primo
piano di piazzale Clodio fa partire una circolare
diretta ai sostituti
procuratori, al procuratore generale della corte d’
Appello, al presidente
del Tribunale, al Questore, ai comandanti provinciali
dei Carabinieri, al nucleo
di polizia tributaria della Guardia di finanza e
alla polizia Municipale.
Il contenuto è chiaro: il provvedimento del
ministro è troppo
generico e confuso, fa riferimento a razze di cani dei
quali non si conoscono le
«spiccate attitudini aggressive», quindi non è
applicabile, almeno per
quello che riguarda l’aspetto penale.
Per Vecchione la
disposizione ministeriale va considerata «una mera
raccomandazione priva di
sanzione, atteso che nel caso di specie non appare
applicabile, in caso di
violazione accertata, la sanzione penale di cui
all'articolo 650 del
Codice», contravvenzione che disciplina l'inosservanza
dei provvedimenti
dell'Autorità e prevede l’arresto fino a tre mesi o l’
ammenda fino a 206 euro.
Nelle due pagine di
circolare, il procuratore spiega ai colleghi che si
tratta di una
comunicazione fatta «per opportuna conoscenza». Sottolinea,
poi, che la disposizione
del 9 settembre del ministro della Salute «fa
riferimento ai cani
pitbull e ad altri incroci o razze con spiccate
attitudini aggressive
appartenenti ai gruppi 1° e 2° della classificazione
della Federazione
cinologica internazionale. Il tenore letterale
dell'ordinanza non
consente, sulla base della formulazione adottata, di
includere nella
previsione tutte le razze appartenenti ai gruppi 1° e 2°.
Vanno, pertanto, escluse
dalla previsione quelle prive di spiccate
attitudini aggressive.
Permane, peraltro, a causa della genericità della
dizione usata, l'esigenza
di riconoscere, nell'ambito dei due gruppi, le
razze portatrici di “spiccate
attitudini aggressive”. Simile
individuazione - salvo
future precisazioni normative - sarà necessariamente
rimessa al prudente
apprezzamento dei casi concreti».
Vecchione sembra voler
chiarire che è inutile, dunque, parlare di potenziale
aggressività di un cane
quando non si è in grado di stabilire quanto, in
realtà, l’animale sia “a
rischio”. Perché - aggiunge nel comunicato
interno - per configurare
il reato «è necessario che l'inosservanza riguardi
un ordine specifico
impartito a un soggetto determinato, in occasione di
eventi o circostanze tali
da far ritenere necessario che proprio quel
soggetto ponga in essere
ovvero ometta una certa condotta prescritta per
ragioni di sicurezza o di
ordine pubblico, o di igiene, o di giustizia.
Qualora, viceversa, si
tratti di previsione generale e astratta emanata in
via regolamentare e non
tramite un ordine specifico ad personam, resta
esclusa l'applicabilità
dell'articolo 650 del Codice penale».
«Peraltro - conclude l’alto
magistrato - già in passato è stata
pacificamente esclusa
l'applicabilità dell'articolo 650 per la violazione di
provvedimenti del
ministero della Sanità in materia di sperimentazioni
genetiche e di
sfruttamento economico del materiale genetico (ordinanze del
5 marzo del 1997)».
Considerazioni che lo hanno portato a ritenere «che la
materia resti regolata
dalle disposizioni normative e amministrative
previgenti». Quali,
dunque, le conseguenze alla circolare? Tanto per fare un
esempio, che le denunce
legate alla violazione dell'ordinanza sui cani
finiscano archiviate
dalla magistratura capitolina.
Il Messaggero 25
settembre 2003
Dopo l’ordinanza Sirchia
è aumentato il numero degli esemplari che vengono
lasciati dai padroni.
Specialmente alcune razze
Nell’«hotel» dei cani «azzannatori»
Il nuovo canile di via
della Muratella: 400 posti, ogni giorno accoglie 10
animali abbandonati
http://www.corriere.it/edicola/index.jsp?path=CRONACA_DI_ROMA&doc=DAM
Il nuovo Canile della
Muratella in via della Magliana diretto da Enrico
Leoncini, responsabile
dell’Ufficio diritti animali di Roma, è una struttura
moderna, pulita, curata
da numerosi operatori giovani e competenti. Per il
momento accoglie 368
soggetti, alcuni dei quali in rieducazione, tutti
inclusi in un programma
di adozione articolato, che prevede anche verifiche
e controlli successivi
all’affidamento di ciascun cane. La psicosi creatasi
intorno ai cosiddetti
esemplari azzannatori e l’ordinanza del Ministro
Sirchia hanno fatto sì
che il numero di arrivi al canile si conti oggi
nell'ordine di 10
esemplari al giorno: un ritmo che rischia di far
collassare il sistema. L’ospite
più temibile si chiama Pippo, è un meticcio
a pelo raso molto in là
con gli anni che non supera i 20 cm di altezza. È
cardiopatico e ha un
tumore, che però ancora gli consente di vivere
decentemente. Il 31 marzo
scorso il proprietario l’ha portato al canile
chiedendo che fosse
soppresso; i ragazzi hanno rifiutato; di conseguenza l’
uomo l’ha lanciato sul
tavolo con tutto il guinzaglio e se n'è andato. In ef
fetti Pippo è spesso di
malumore: se ne possono intuire le ragioni; se gli
capita morde.
Quanto ai pitbull,
nessuno di quelli chiusi nei box si è macchiato di gravi
colpe verso l’uomo. Non è
comunque il caso di una femmina nera e bella,
certo di razza purissima,
per ragioni di sopraggiunta anzianità scaricata
per strada. O di un’altra
pitbull di 4 anni, Morgana, lasciata al canile
dalla proprietaria che
dichiarava di esserne stata azzannata. Morgana è alla
Muratella da più di un
anno, come si vede dalla sua silhouette rotonda adora
mangiare e non ha mai
dispensato intorno a sé che feste e cordialità. C’è
ancora un meticcio di
dogo argentino, divenuto troppo indisciplinato e
umorale per essere
gestito a casa: lo choc del trasferimento in gabbia l’ha
depresso, dimagrito e gli
ha regalato una diarrea perenne. Ce n'è un altro a
cui qualcuno ha sparato
in testa dopo che, abbandonato e allo sbando, ha
attaccato e ucciso un
cane di taglia piccola.
La questione, come
assistenti e addestratori ripetono fino alla nausea, è l’
attitudine dei proprietari
a comportarsi come tali e a scegliere la razza
adatta alle proprie
esigenze e capacità. I pitbull sono estremamente duttili
e rispettosi, ma hanno
bisogno di padroni esperti, calmi, di polso. Tutto
qui. Una riflessione
interessante: sembra che la maggior parte dei cani
venduti nei nostri negozi
provenga da allevamenti di paesi dell'Est come
Ungheria o Polonia. Qui
spesso si realizzano incroci casuali e poco curati
quanto a peculiarità
caratteriali. In più i cuccioli, per esigenze
commerciali, vengono separati
troppo giovani dalla madre e stipati nei
camion che li porteranno
all’estero. Ed è proprio quel rapporto interrotto
prematuramente con la
prima dispensatrice di regole, che può creare nell’
individuo una forte
incertezza di base.
Margherita d’Amico
Cagnolino in libertà: multa da 300 euro
http://ilrestodelcarlino.quotidiano.net/chan/31/7:4795631:/2003/09/25
FANO - «Il mio Yorkshire
Terrier è stato considerato come un Pitbull dai
vigili urbani che mi
hanno multato di circa 300 euro». E' arrabbiato
Floriano Lustrissimini,
l'assicuratore fanese fermato qualche giorno fa
dagli agenti della
municipale mentre stava portando «Tommy» (foto), il suo
piccolo Yorkshire, a fare
una passeggiata in un'area isolata dietro casa,
nella zona delle
Terrazze. «Vorrei premettere che sono stato sorpreso dai
vigili - racconta
Lusitrissimini - mentre mi trovavo in un campo abbandonato
da anni e non in pieno
centro abitato. Protesto non tanto per le infrazioni
che mi sono state
contestate, ma per come sono stato trattato e per
l'ammontare del verbale.
Per carità, il mio cane non era al guinzaglio, non
avevo paletta e sacchetto
per raccogliere i bisogni (anche se mi trovavo in
un campo abbandonato), ed
altro ancora, ma stiamo parlando di un animale che
pesa 4,2 chili, a chi
potrà mai dare fastidio. Invece i vigili mi hanno
detto che per loro i cani
sono tutti uguali e che non saranno sufficienti
nemmeno 300 euro per
pagare la multa. Pur riconoscendo alcune delle
inadempienze che mi sono
state mosse, trovo esagerata l'ammontare della
multa perché a mio avviso
dovrebbe essere proporzionata alla taglia
dell'animale».
Lustrissimini protesta poi contro il comportamento dei
vigili. «Non sono stati
per nulla garbati. Ed aggiungo: se mi avessero
fermato in via San
Francesco mi punivano con la ghigliottina?».
26/09/03
Il Venerdì - pag. 19 -
Fatti nostri
La lobby dei pitbull
Ogni giorno un azzannato
da dobermann, pitbull o rottweiler. Perché nel 2003
e non negli anni
precedenti? Che anche i cani subiscano la ripetitività per
cui gli omicidi e gli
attentati fra gli uomini avvengono a catena? La
ragione più probabile è
che azzannano di più perché sono di più, perché il
bisogno di protezione e
la paura di aggressioni hanno convinto migliaia di
persone a portarsi
l'aggressore in casa, il cane feroce, che ora aggredisce
gli altri ma un giorno
anche te e i tuoi, secondo i suoi lunatici impulsi.
Cìè una tolleranza
sospetta verso questi cani assassini. Un cane azzanna e
l'informazione gli trova
immediatamente delle scusanti: non è stato
addestrato bene, gli
azzannati hanno fatto dei movimenti sbagliati, lo hanno
spaventato. Ma addestrato
a cosa? Generalmente questi cani vengono
addestrati a uccidere i
loro somili, in battaglir attornoa cui fioriscono
scommesse per un giro di
miliardi e di sadico divertimento. E' questo
retroscena di denaro e di
malvagità che forma una sorta di protezione per i
cani aggressori e per i
loro proprietari? Sono cani che costano somme
altissime, acquistabili
solo da chi possiede molto denaro. E' questa la
ragione per cui tutto si
risolve con qualche multa? Non è la stessa
condiscendenza che
circonda gli automobilisti delle corse a scommesse nelle
notti cittadine? Non è
che tutto ciò che appartiene ai vizi e alle manie di
chi ha il denaro viene
sopportato?
I cani feroci azzannano e
il giorno dopo si leggono rimedi ridicoli e magari
ignobili: obblighiamo i
padroni ad avere un'assicurazione per risarcire le
vittime. Oppure: si
dotino di un "porto di cane feroce" come di un porto
d'armi. Ma tutti sanno che
invece del porto d'armi servirebbe abolire il
commercio delle armi e
che negli Stati Uniti, dove questo commercio è
liberissimo, c'è il
primato degli omicidi. Il cane feroce a difesa della
proprietà è la prova che
per molti la difesa del denaro è più importante
della vita. Ultima
osservazione. Chi li ha fatti i cani feroci? La natura?
No li abbiamo fatti noi.
E non sappiamo come disfarcene.
Giorgio Bocca
Il Messaggero 27/09/03
Riunione tra il ministro
della Salute, Alemanno e il Commissario
straordinario dell’Enci.
Lunedì il parere del Consiglio di Sanità
Cani pericolosi, la lista verrà abolita
Un pool rivedrà l’ordinanza di Sirchia.
Responsabilità dei padroni, nuova
legge
di ELENA CASTAGNI
ROMA - Possono tirare un
sospiro di sollievo i proprietari di collie,
pastori tedeschi, San
Bernardo e delle altre 89 razze messe alla gogna in
quanto “pericolose”. La
lista presentata dal ministero della Salute verrà
radicalmente rivista.
Anzi, possiamo anticipare, verrà abolita e sostituita
con una minuziosa ricerca
di “soggetti pericolosi”, fatta di cani mordaci e
aggressivi noti alle Asl,
e di incroci incontrollati, come lo stesso pitbull
che ha scatenato la
bagarre e che non compare nel “cartello dei 92” poiché
non è affatto una razza
canina riconosciuta dall’Enci né dalle
organizzazioni cinofile
internazionali.
Che l’ordinanza avrebbe
subìto delle modifiche era ormai chiaro. Era più
difficile prevedere che
strada avrebbero preso le ”correzioni” a una
questione che ha da
subito diviso il paese, preoccupando in particorlar modo
i proprietari di cani. Ma
il ministro Sirchia ha scelto di farsi aiutare
dall’Enci, i cinofili
italiani che una settimana fa avevano manifestato il
proprio dissenso
attraverso uno spazio pubblicitario sui principali
quotidiani e in cui
avvertivano che se le cose non fossero cambiate,
sarebbero ricorsi al Tar.
Così ieri mattina si è
tenuto un incontro tra il ministro della Salute,
quello delle Politiche
Agricole e Forestali, alcuni rappresentanti del
Ministero per le Politiche
Comunitarie e i vertici dell'Ente Nazionale per
la Cinofilia Italiana. Ne
è nato un gruppo di lavoro, un pool di esperti,
che prima dovrà rivedere
l’ordinanza già in atto, poi lavorare a un disegno
di legge dopo aver
sentito anche il parere del Consiglio superiore di Sanità
che si esprimerà lunedì.
La nuova via per la
garantire la sicurezza pubblica con le aggressioni dei
cani parte all’insegna
dell’ottimismo totale. Il ministro Alemanno si è
dichiarato «soddisfatto
per il riconoscimento del ruolo dell'Enci, quale
organo tecnico di
riferimento e di consulenza per l'amministrazione». Il
commissario straordinario
dell’Ente, va ricordato, è l’onorevole Sergio
Berlato, parlamentare
europeo e consigliere dello stesso ministro Alemanno.
Ieri è stata la sua
giornata, ha potuto chiedere garanzie per i 120 mila
soci cinofili che
rappresenta e finalmente farsi ascoltare sulla questione
che gli sta più a cuore.
Questa: «Non esistono razze pericolose, ma solo
esemplari potenzialmente
pericolosi e incroci incontrollati, come il
pitbull, che non è
riconosciuto dell’Enci e che è nato per farne un uso
illegale come il
combattimento tra cani e per aiutare la malavita in azioni
criminose. Per questi
animali è opportuno non consentire la riproduzione ed
eradicare la specie».
Chiede Berlato - e
assicura di aver ricevuto «tutte le possibili garanzie» -
che venga aboltita la
lista delle 92 razze pericolose e che il Governo
stabilisca iniziative di
prevenzione verso soggetti che possono essere
pericolosi, che dovranno
sempre portare la museruola, essere tenuti al
guinzaglio e spinti a non
riprodursi. «Bisogna isolare ed eradicare gli
incroci pericolosi, a cui
il pitbull appartiene», dice. E spiega che la
nuova ordinanza «farà da
trait-d’union fra la situazione attuale e la messa
in atto di un disegno di
legge che dovrà garantire l’assunzione di piena
responsabilità sia civile
che penale di tutti coloro che fanno un uso
distorto dei cani. Si
tratta di addestrare i proprietari». Ma come
garantirlo? «Con
investimenti per diffondere un’adeguata cultura per il
possesso dei cani e con l’istituzione
di sanzioni penali per chi commette
azioni deprecabili come l’abbandono.
Va da sé che anche non rispettare
l’obbligo di tatuaggio o
microchip che consente di risalire al proprietario
del cane dovrà essere
punito con un’ammenda».
25/09/03
Il Messaggero
"Ma si può odiare un amico?"
Dopo l’ordinanza di Sirchia più intolleranza verso
i cani
Oggi, a Roma, si
verificherà una situazione a dir poco paradossale: avranno
luogo due cortei, l’uno
di animalisti, che chiedono il ritiro o la riforma
dell’ordinanza Sirchia, l’altra
di genitori, si potrebbe dire
antianimalisti?, che
pretendono la proscrizione e la persecuzione dei cani.
Secondo me, la civiltà di
un popolo si misura dall'amore, e dal rispetto che
nutre per gli animali,
questi nostri compagni di vita sul pianeta. Non fare
agli animali quello che
non vorresti fosse fatto agli uomini, mi sembra una
giusta parafrasi del
dettato evangelico. San Francesco ci insegna che non
può esistere vera bontà,
e tolleranza, che ne è la figlia naturale, se gli
animali ne sono esclusi.
L'ordinanza di Sirchia sta generando, come avevo
previsto succede sempre
al seguito di interventi fondati sull'emotività e
non sulla ragione delle
ricadute perniciose, favorendo l'abbandono dei cani
e, dal momento che spara
nel mucchio, evocando una vera e propria caccia
alle streghe. I genitori
in corteo chiedono che si privilegino i bambini, e
non i cani.
L'opposizione è davvero stravagante,
perché da sempre, fin dalla più remota
preistoria, i bambini e i
cani sono vissuti insieme con reciproco beneficio.
Gli stessi pitbull, così
misteriosamente cattivi da noi e in Gran Bretagna,
negli Stati Uniti mi
risulta che vengano impiegati nella pet-therapy e come
babysitter, ragion per
cui i genitori sbagliano bersaglio, domandando che si
punisca la mano e non il
cervello, umano si capisce!, che l'ha armata.
Questi genitori non
esigono, per quanto mi risulta, che si perseguano a
fondo i combattimenti
illegali tra cani e gli addestratori scriteriati,
invocano invece la pena
di morte per i cani assassini, ben sapendo che
questa triste pratica
serve, tra gli uomini, solo a saziare la sete di
vendetta e non di
giustizia, e non si capisce poi quali compiti possa
assolvere tra gli
animali. Ma era fatale, lo ripeto, che l'ordinanza Sirchia
nella sua rozzezza,
innescasse una psicosi collettiva, con delle conseguenze
che vanno bene al di là
di una tortuosa cinofobia.
Difatti, siccome i cani e
i gatti insegnano ai nostri bambini a non temere
la diversità, e a
rispettare in loro la natura di cui sono, per dir così,
l'espressione corporea,
l'ordinanza favorisce l'intolleranza e promuove una
vistosa regressione di
sensibilità ambientale. Temo che si comincerà a
bastonare a morte i cani
per strada, e non ci mancava che questo!
Giorgio Celli
25 settembre 2003
Fonte: AgireOra
Palio di Asti
Segnalazione di Irene:
Lo scorso week-end (20-21
settembre) si è corso il Palio ad Asti.
Quest'anno è stato un
massacro.
I giornali riportano
l'incidente di sabato pomeriggio in cui un cavallo
si è spezzato il collo
finendo con la testa tra due pali della recinzione
e quello di domenica in
cui un altro cavallo si è spezzato in due una
zampa, rimanendo poi in
pista per qualche minuto col moncherino al vento.
La pista è inadeguata,
non è sicura, i cavalli che USANO sono troppo
delicati.
Bombardiamo il Comune di
proteste, l'opinione pubblica in questi
momenti può far cambiare
qualcosa.
Molte persone sono
scappate dopo quest'incidente, i bimbi piangevano.
Mandiamo un sacco di
mail! Minacciare di non andare piu' a vederlo,
anche se non siete mai
venuti, è già un bello spavento! Già il pubblico
è sempre piuttosto
scarso, e cercano di far di tutto per aumentare la
partecipazione...
Scriviamo a:
manifestazioni@comune.asti.it,
turismo@comune.asti.it,
cultura@comune.asti.it,
urp@comune.asti.it, palio@comune.asti.it
30/09/03
La Repubblica - Lettere
Animali fedeli e padroni cattivi
Gentilissimo Augias, che
fatica e che impegno! Un cane, arrivato per caso,
ha cambiato la nostra
vita. Siamo tutti condizionati dalla presenza di
Ulisse. Un po' di
preoccupazione creata dall'ordinanza di Sirchia che ci ha
posto un sacco di
interrogativi su come e cosa avremmo dovuto fare. Ho
sempre amato gli animali
e mi è stato insegnato a portar loro rispetto
assieme a un affetto
sano. Ancora una volta le letture sono state conforto
alla scelta di adottare
una cane come amico.
Sono andata a recuperare
Konrad Lorenz: "L'anello di re Salomone" e "L'uomo
incontrò il cane".
L'etologo e l'uomo, la sua capacità straordinaria di
comprendere la natura
animale. Non è l'animale che va educato, ma l'uomo.
All'uomo va insegnato il
rispetto per la natura e per ciò che rappresenta.
Lorenz racconta la realtà
di incontri, linguaggi, atteggiamenti, scelte di
vita. Gli animali non
sono giocattoli e nel momento in cui entrano da noi
devono avere la giusta
considerazione per ciò che rappresentano, per i loro
istinti, per le loro
intelligenze e capacità straordinarie di interagire con
gli uomini.
Peccato che l'uomo,
spesso, non sia in grado di comprendere il patto di
fedeltà che un cane
stringe con lui. Educhiamo i padroni, poi quasi
certamente, il rapporto
cane-padrone, sarà di amicizia e di rispetto,
guinzagli e museruole non
saranno necessari.
(la lettera è firmata)
Una delle più acute
osservazioni che Sherlock Holmes rivolge al suo amico
dottor Watson è: "Ha
mai visto un cane triste in una famiglia allegra? E
viceversa?". Il geniale
"consulting detective" coglie con quelle parole
l'aspetto mimetico del
cane che tende a conformarsi all'ambiente, agli
esempi e
all'addestramento ricevuti. I poveri cani feroci (che esistono e
sono un pericolo, sia
chiaro) sono così perché hanno padroni stupidi o
feroci e magari feroci
per interesse, perché dall'animale, proprio
attraverso la ferocia,
intendono ricavare un guadagno.
In uno dei più bei
racconti sui cani mai scritti, "Cane e padrone"
(sottotitolo "Un
idillio"), Thomas Mann dice a proposito del suo bracco:
"che bella e cara
bestia è il mio Bauschan, quando mi sta così appoggiato al
ginocchio, offrendomi nel
suo sguardo tanta intensità di devozione!
Specialmente l'occhio è
bello, dolce e saggio...". Certo, essere il cane di
Thomas Mann è una bella
fortuna che non capita a tutti i cani. Penso non
solamente ai cani di quei
camorristi che organizzano incontri all'ultimo
sangue, ma anche, per
esempio, ai Dobermann delle SS addestrati
inconsapevoli al loro
turpe compito o ai loro imitatori casalinghi, i
Dobermann dei neofascisti
con il collare irto di punte che, anni fa, vedevo
girare nel mio quartiere
a Roma al guinzaglio di certi ridicoli bravacci. Il
rapporto con un cane non
è facile, si rischia o di umanizzarlo troppo o di
maltrattarlo in modo
intollerabile, fino alla vergogna dell'abbandono: cani
gettati via come
giocattoli rotti.
L'animo mediterraneo in
genere non è granché pietoso con gli animali anche
se nel loro nome è
racchiusa la magica parola "anima" che dovrebbe segnare
ogni più alta virtù
"umana" che di "anima" è l'anagramma quasi perfetto.
Anche le religioni
mediterranee sottovalutano gli animali, per cui brila
come una solitaria
eccezione il quasi eretico Francesco d'Assisi.
(Corrado Augias)
Appello allarmante per un collie trovato lungo i
margini di una strada
statale.
Il cane in questione,
probabilmente di razza pura, è stato
accecato volontariamente
dai padroni che poi lo avrebbero gettato lungo le strade
romane sperando che il
cane privo di vista e stordito dal dolore nei sensi
non ritrovasse più la
strada di casa. Il veterinario che lo ha visitato
oltre ad aver accertato
la volontaria azione di accecamento si è anche
pronunciato sull'età del
cane che parrebbe avere addirittura 8-10 anni.
Ancor più vili ed
incivili i proprietari, oltre che crudeli e assolutamenti
folli! Adesso il cane è
presso la casa del signore che lo ha salvato ma
che purtroppo non può e
non vuole assolutamente adottarlo. Evitiamo a questo
cane disgraziato il
canile dopo tutte le sevizie subite!
Per informazioni
telefonare a Alessandra 348-6068571
Grazie di cuore
01/10/03
Il Messaggero Abruzzo
Un paese alla ricerca del cane scomparso
Tortoreto - L’amore dell’uomo
per il cane, al di là di tutto, anche di
polemiche contingenti, è
sempre forte; amore reciproco, logicamente. A
Tortoreto un’intera via,
via De Gasperi, è alla ricerca di Willy, un cane di
pelo marrone, con una
vistosa zoppìa, che ha fatto perdere le tracce da due
giorni e due notti. Mai
era successo prima. Il cane, un incrocio tra lassie
e bassotto, mai era
rimasto tanto tempo fuori casa. A preoccuparsi di più è
l’anziano proprietario
E.N., che sta cercando Willy, insieme alle nipoti ed
ai vicini di casa, in
pratica in tutto il territorio tortoretano. Al
setaccio il lungomare, la
zona antistante la ferrovia e anche la statale 16.
Finora le ricerche sono
risultate vane. Chi trovasse il cane, anche se morto
(evento ovviamente non
auspicabile ma possibile) dovrebbe telefonare allo
0861/786164.
M.N
PITBULL: SCOPERTO ALLEVAMENTO ILLEGALE NEL SALENTO
NEL GIARDINO DI CASA DI UN UOMO ACCUSATO DI
ASSOCIAZIONE MAFIOSA
(ANSA) - MARTANO (LECCE), 30 SET - Un
allevamento illegale di
pitbull dove si
addestravano i cani per i combattimenti e' stato
scoperto a Martano dai
carabinieri nel giardino di casa di un
uomo di 38 anni con
precedenti penali, del quale non e' stato
reso noto il nome. I
militari hanno trovato nel canile otto
animali.
A quanto si e' appreso, i carabinieri si
erano recati a casa
dell' uomo che, accusato
di associazione per delinquere di tipo
mafioso, era sottoposto
agli arresti domiciliari, per
notificargli la revoca
del provvedimento cautelare ed
arrestarlo.
A quel punto hanno scoperto che nel retro
della sua
abitazione e nel giardino
l' uomo aveva allestito gabbie dove
teneva gli
animali.(ANSA).
PITBULL: VIGILE APPLICA ORDINANZA SIRCHIA, IL CANE
LO MORDE
L'EPISODIO A MILANO, LA PADRONA E' STATA
DENUNCIATA
(ANSA) - MILANO, 29 SET - Un vigile urbano
e' stato morso a
una gamba oggi a Milano
da un cane, un meticcio di media taglia,
aizzato dalla padrona che
stava per ricevere una multa: l'
animale infatti non e'
iscritto all'anagrafe canina. Il vigile
e' stato medicato in
ospedale mentre la donna e' stata
denunciata per lesioni
volontarie.
Il vigile era con un collega, entrambi in
borghese. Erano in
servizio fra i vialetti
del parco Solari proprio per applicare
l' ordinanza Sirchia.
Hanno quindi effettuato un controllo e
hanno chiesto alla donna,
Francesca B., di 28 anni, residente
nella zona, i documenti.
Secondo quanto riferito, il meticcio
(che non rientra ad ogni
modo nelle razze comprese dall'
ordinanza) non e'
iscritto all' anagrafe canina e quindi i
vigili hanno proceduto a
compilare il verbale per la sanzione.
A quel punto, sempre secondo i vigili
urbani, la donna si e'
buttata per terra
simulando un'aggressione con lo scopo di
aizzare il cane, che
infatti si e' avventato subito su un vigile
mordendolo a una gamba.
La donna e' stata denunciata. Il vigile,
A.Z., di 30 anni, e'
stato medicato
all'ospedale San Carlo. Ha una prognosi di 5
giorni. (ANSA).
CARCERI: PROGETTO 'ARGO' DIVENTA PROPOSTA DI LEGGE
PECORELLA, SARA' ESAMINATA DA COMMISSIONE
GIUSTIZIA CAMERA
(ANSA) - ROMA, 30 SET - I cani randagi e i
detenuti: in
apparenza nessun nesso
lega questi due mondi, l' uno regno della
massima liberta' e l'
altro della costrizione, ma ora le due
realta' possono non solo
incontrarsi ma essere vicendevolmente
utili.
Il progetto 'Argo', nato dall' amore di
due poliziotti
penitenziari per il mondo
animale e varato nel giugno scorso dal
Dipartimento dell'
amministrazione penitenziaria (Dap), viene
ora codificato in una
proposta di legge, presentata stamani a
Montecitorio dal
presidente della commissione giustizia della
Camera, Gaetano
Pecorella.
L' iniziativa, gia' avviata in via
sperimentale a Spoleto,
Rebibbia e Sulmona,
prevede l' introduzione tra le mura del
carcere di un certo
numero di cani - scelti tra i randagi
raccolti nei canili
municipali - che vengono accuditi dai
detenuti con l' aiuto
degli agenti penitenziari, in alcuni casi
anche addestrati per l'
assistenza agli anziani o ai disabili.
''L' obiettivo fondamentale e' quello di
far cadere le mura
del carcere'' ha detto
Pecorella, il quale ha precisato che il
pdl consentira' di
introdurre in carcere anche altre iniziative
di utilita' sociale, come
ad esempio la registrazione di opere
letterarie per i non
vedenti. ''Si fa molto poco per attuare il
principio costituzionale
del recupero dei detenuti'' ha aggiunto
il deputato di Forza
Italia, per il quale ''i sentimenti di
affetto nei confronti
degli animali possono servire come
elemento di
rieducazione''.
Sono tanti gli istituti che hanno chiesto
di partecipare al
progetto, ma - come ha
riferito il direttore del Dap, Giovanni
Tinebra - non tutti
potranno farlo, perche' uno dei requisiti
fondamentali e' che il
carcere abbia degli spazi esterni, dentro
il muro di cinta, adatti
allo scopo. ''Ci aspettiamo molto da
questo progetto - ha
detto Tinebra - ma il 'fertilizzante'
indispensabile e' l'
amore per gli animali''.
Amore che vede in prima linea la
conduttrice televisiva
Enrica Bonaccorti,
fervente animalista e tra i promotori del
progetto 'Argo', secondo
la quale ''agli esseri umani manca l'
educazione al rapporto
con il mondo animale''. (ANSA).
PITBULL: ALLEVAMENTO SALENTO; LAV CONFERMA
BUSINESS CRIMINALI
(V. 'PITBULL: SCOPERTO
ALLEVAMENTO ILLEGALE...' DELLE 12.46)
(ANSA) - BARI, 30 SET - ''Si tratta dell'
ennesima conferma
di cio' che la Lav
afferma da tempo: la criminalita' organizzata
ha trovato nei
combattimenti tra animali un nuovo business'': e'
il commento di Ciro
Troiano, responsabile dell' Osservatorio
Zoomafia della Lav, alla
notizia della scoperta di un
allevamento illegale di
pitbull a Martano (Lecce) nella
proprieta' di un uomo
accusato di associazione per delinquere di
tipo mafioso. Troiano
sollecita la Camera perche' approvi
definitivamente la legge
contro il maltrattamento degli animali
e contro i combattimenti,
gia' approvata dal Senato. ''Ogni
rinvio - afferma - si
traduce in aperta complicita' con
zoomafiosi e
maltrattatori''.
Secondo i dati raccolti dall'
Osservatorio Nazionale
Zoomafia della Lav, nel
2002 sono stati sequestrati in
tutt'Italia 60 cani, tra
pitbull, rottweiler e simili, e 4 galli
da combattimento. Ci sono
stati 19 interventi delle varie forze
di Polizia che hanno
portato alla denuncia di 43 persone, 10
delle quali (il 23% del
totale), arrestate per reati connessi
(droga, estorsione,
rapine, resistenza, ecc.).Tra i denunciati,
otto (piu' del 18%),
hanno precedenti penali. ''Questo dato -
aggiunge Troiano -
dimostra ancora una volta la 'familiarita''
del mondo della
cinomachia con altri ambiti criminali''. Sempre
secondo i dati Lav, tra
gli indagati vi sono 13 minorenni, ''che
rappresentano ben il 30%
del totale''. Infine due persone sono
cittadini
extracomunitari.
La Lav ritiene che ''all' aumento dell'
interesse per la
conoscenza del fenomeno
dei combattimenti fra cani da parte
delle forze dell'ordine,
non corrisponda un' adeguata risposta
di contrasto''. ''Questa
anomalia - secondo Troiano - puo'
essere spiegata in parte
con l' assenza di un' adeguata
normativa di riferimento
e in parte con la diminuzione
dell'attenzione dei media
per la cinomachia, concentrata
prevalentemente sul
problema della pericolosita' dei pitbull e
della sicurezza delle
persone''.
Per Troiano, ''la Puglia e' una regione
che va guardata con
attenzione per gli
aspetti zoomafiosi presenti''. 'Per cio' che
attiene la cinomachia -
prosegue - sono giunte alla Lav
segnalazioni fin dal
1992. Nel giro delle scommesse sono
implicate anche bande di
extracomunitari e persone vicine al
mondo del contrabbando di
tabacchi lavorati esteri, nonche' alla
Sacra Corona Unita. Anche
il Sisde, si e' interessato al
fenomeno dei
combattimenti in Puglia, in modo particolare nelle
province di Taranto e di
Foggia. In quest' ultima provincia
opererebbe un'
organizzazione criminale, collegata con ambienti
malavitosi del
napoletano, intorno alla quale ruoterebbe un
vasto giro d' affari
derivante dalla scommesse clandestine sui
combattimenti tra cani.
Il fenomeno e' presente pero' in tutte
le province, in modo
particolare in quelle di Bari, Brindisi e
Lecce''.
''L' allarme pitbull di queste settimane -
conclude Troiano -
ha fatto cadere in
secondo piano il problema dei combattimenti e
del maltrattamento degli
animali. Lo sfruttamento dei cani per
le scommesse clandestine
e' un'attivita' criminale che miete
circa 5.000 cani ogni
anno e ne sfrutta altri 15.000 per le
lotte''. (ANSA).
PITBULL: CONTINUA LAVORO COMMISSIONE CONSIGLIO
SUPERIORE
OGGI SENTITI I VETERINARI
(ANSA) - ROMA, 29 SET - Liste di razze
pericolose o animali a
rischio da individuare:
continua su questo quesito il lavoro
degli esperti del
consiglio superiore di sanita' e dei 7
specialisti della
commissione pitbull che si sono riuniti oggi
senza arrivare ad una
conclusione che potrebbe modificare
l'ordinanza del ministro
della Salute.
Sentiti i veterinari che hanno continuato a
sostenere la
difficolta' a preparare
le lista delle razze pericolose.
Laura Torriani che fa parte della
commissione pitbull, ha
spiegato che la questione
dei morsi e' molto complessa: ''Se
fosse semplice
identificarli in poche razze sarebbe tutto piu'
semplice ma non e' cosi'.
Possono essere al limite individuate
razze di cani che
statisticamente mordono di piu' e che pero'
corrispondono a razze di
cani piu' presenti sul territorio''. E
per Enzo Berlato,
commissario dell'Enci, l'Ente Nazionale per la
Cinofilia Italiana, la soluzione
da perseguire dovra' essere
proprio quello di
superare il concetto delle razze fatta
eccezione per i pitbull e
incroci pericolosi. ''Ma intanto - ha
spiegato - si continuano
ad abbandonare i cani''. (ANSA).
DA LIBERO - 3 OTTOBRE
2003 - PRIMA PAGINA
I gruppi animalisti accusano il municipio di Atene
e il comitato giochi
Tremila cani già uccisi per le Olimpiadi
Certi sederi, certe code
che si vedono ad Atene, che si intrecciano alle
ginocchia delle persone
che attraversano la via Ermou, non appartengono a
cani randagi. I cani di
Atene non sono randagi, sono liberi. Hanno musi
buoni, quasi azzurri.
Sono cani grandi della taglia del pastore tedesco ma
di razza indefinibile, e
si somigliano tutti. Ce n'è uno, sotto il portico
che incrocia la via
Panepistermiou (una delle zone commerciali), che si
nota di più perchè ha il
pelo lungo che gli cola sulle guance. E perchè
attraversa la strada solo
di fianco ai bambini. Sa che è più sicuro. Questo
cane senza nome e molti
altri, almeno ventimila per lo stato (per gli
animalisti quasi il
doppio) hanno un nemico: le Olimpiadi del 2004. Le
innumerevoli associazioni
animaliste, che da tempo lanciano l'allarme sul
rischio che il popolo di
quattrozampe decimato per "bonificare" l'immagine
della capitale, accusano
ora il Comitato olimpico e il comune di Atene
(guidato da dora
Bakoyannis, eletta con il 60 per cento nelle liste di
centrodestra) di aver
ucciso almeno tremila cani nel solo mese di agosto. I
portavoce delle due
istituzioni smentiscono. il primo dichiarando che si è
trattato solo di una
campagna sperimentale di sterilizzazione destinata a
62 cani, il secondo
illustrando la politica di protezione e adozione degli
animali da parte
dell'amministrazione: dieci punti che comprendono anche
controlli medici e
l'addestramento dei cani liberi ad accompagnare i
disabili. In verità la
situazione è confusa da sempre: un anno fa il
governo greco aveva
annunciato la costruzione di un (mai visto) megacanile
di centomila metri quadri
capace di ospitare mille animali, poi a luglio
era stata ratificata la
campagna di sterilizzazione. Il difficile è credere
che questo progetto possa
essere realizzato, da oggi alla prossima estate,
sui ventimila o
quarantamila cani che abitano da generazioni la
capitale. E gli animalisti continuano a denunciare un
piano segreto per
ucciderli. All'inizio
dell'anno per esempio, sono improvvisamente scomparsi
i cani che abitavano i
"giardini nazionali", al centro della città. Si era
alla vigilia
dell'inaugurazione della presidenza greca dell'Ue e le
cerimonie con la
Commissione europea (Romano Prodi presente) erano
programmate allo Zappion,
un palazzo che si trova per l'appunto nei
giardini nazionali. Molte
associazioni si stanno battendo, ormai da tutti i
Paesi d'Europa, per lo
più con raccolta di firme e petizioni al governo
greco, con volantinaggio
e soprattutto via internet (paw-europe.org,
progettogaia.it)
allegando ai siti foto di maltrattamenti e uccisioni, per
promuovere moderne
campagne di sterilizzazione in luogo dell'abbattimento
dei cani. Per le quali
occorre una moderna, paziente e costosa
programmazione. Ma il
fatto che la Grecia non è un Paese moderato, e i suoi
cani neppure. La loro è
ancora una antica vita d'oriente, disordinata e
pacifica, indolente e
alla giornata, come la maggior parte delle cose che
stanno in Grecia. perfino
il concetto di sterilizzazione ispira in molti
uno storico orrore:- Ci
riporta in mente l'occupazione ottomana, quando i
giovani greci venivano
castrati per farne eunuchi.- dichiarava qualche
tempo fa un pope
intervistato dalla Bbc. I cani di Atene, che gli ateniesi
chiamano con semplicità
"athespota", ciè senza padrone, non attraversano la
strada a casaccio, perchè
c'è da morirne. Aspettano il verde del pedonale o
un gruppo di umani con i
quali confondersi, ci si ficcano in mezzo
rischiando pestoni, sanno
che lì sono al sicuro. Il traffico della capitale
è una zuffa di lamiere
ammaccate e fiorite di ruggine, di scarichi
fumiganti, qui l'impatto
ambientale non sanno che cosa è, e nemmeno i
limiti di velocità. I
cani di Atene sono tanti, e se uno finisce sotto le
ruote nessuno lo
soccorre. E' semplicemente uno di meno. I greci del centro
di Atene non badano ai
cani athespota, nè se stanno bene, nè se stanno
male. Ci convivono
ignorandoli, come i cani convivono con i gatti, tutti
rossi o
"tartaruga", con i quali hanno un silenzioso patto di spartizione
della città: i felini
sono signori dell'Acropoli e della sottostante Placa
(quartiere di strade
strette e piccoli negozi, meta fissa dei turisti),
mentre loro governano i
portici e le piazze circostanti. I cani di Atene
sembrano senza padrone
addirittura per loro scelta: nascono così da
innumerevoli generazioni
e sanno come si convive con gli uomini. Se li
accarezzate scodinzolano,
se date loro da mangiare vi ringraziano con un
colpetto di muso, senza
fare grandi scene.Se ne adottate uno vi seguirà
accetterà compitamente
quello che gli offrite perchè in genere sono animali
riflessivi e furbi:
magari dormirà anche nella cuccia che gli avete
preparato. Ma poi, la
mattina dopo non lo troverete più. Li si può
osservare mentre
bivaccano a gruppi di quattro o cinque nel giardino di
piazza Syntagma, nei
pressi del Parlamento, davanti a una lucente stazione
della nuova
metropolitana. Da soli li si trova sdraiati a più non posso
sulle soglie dei negozi,
ai piedi delle scalinate, agli ingressi dei
portoni. Le persone che
devono entrare o uscire non li scalciano, li
scavalcano; i commessi
neanche li guardano. Dove esiste un angolo non
occupato, loro se lo
prendono. Quando fa caldo se ne stanno sotto i
cespugli delle piazze o
all'ombra dei portici, quasi invisibili per gran
parte del giorno. Escono
all'imbrunire, caracollando senza fretta, a tempo
con il resto della città.
I cani di Atene, perlomeno quelli del centro,
trovano da mangiare
dappertutto. Dalle mani dei turisti, da quelle dei
negozianti, appostati ai
mercati della carne e rovistando in mezzo alle
torri di immondizia ai
bordi delle strade, che nessuno porta mai via del
tutto: le pile di
sacchetti sbrecciati arrivano alla massima altezza cui è
possibile impilarli senza
che crollino, ma non scendono mai sotto il metro.
I greci abbandonano i
rifiuti con la stessa noncuranza con cui dimenticano
il portafogli. La Grecia
per inciso, è un Paese onesto: qui la polizia fa
sul serio,
l'accattonaggio è un fenomeno comparso da pochi anni e ancora
sporadico: la
microcriminalità è irrilevante. Se perdete qualcosa lo
ritroverete quasi di
sicuro dove l'avete lasciato.
La pazzesca caccia ai
taxi
I cani di Atene sono
fatalisti, per questo sono così calmi. Lo sono anche
quando affrontano per
gioco il pericolo della strada, per correre dietro ai
taxi; non le auto
qualsiasi, solo i taxi, forse perchè viaggiano più vicini
ai marciapiedi. Ci si
mettono in due o tre di volata, quando fa sera ed è
più fresco, abbaiando
radenti ai cerchioni. I taxi sono anche più
pericolosi per gli esseri
umani. Chiamare un'auto pubblica richiede un
metodo folle ma preciso:
ci si butta in mezzo alla strada mentre la
macchina arriva, per
farla rallentare, e intanto si grida dove si desidera
andare; se il tassista ha
un buon udito e va in quella direzione carica il
cliente in più. Questo è
il modo che gli autisti hanno trovato per aggirare
le nuove tasse imposto
dal governo sulle corse. sui viali intasati può
quindi capitare di vedere
strani balletti di persone urlanti che si buttano
davanti ad un'auto
stracarica, a sua volta inseguita da cani che abbiano.
Olimpiadi a parte, non è
comunque tutto rosa e fiori, la vita dei cani
greci. Non sono coccolati
e protetti. La libertà la pagano a costo della
loro vita, che in Grecia
non è tutelata come invece avviene in Occidente.
Sono animali e basta.
Forse quelli del centro di Atene sono un po' dei
privilegiati. Ma dato che
sono così tanti, in tutto il Paese ucciderli è
uno sport comune, che non
scandalizza nessuno: a fucilate, impiccati e
soprattutto con veleni
che vengono sparsi come semente durante la notte. La
mattina dopo le carcasse
vengono fatte sparire dai netturbini. Mentre i
sacchi di rifiuti, in
perfetta grecità, restano sempre lì.
Giuseppe Braga
05/10/03
Corriere Salute - Lettere
Sana convivenza tra bebè e cagnolino
Ci siamo sposati quattro
anni fa e pochi mesi dopo è entrato a far parte
della famiglia un
"bastardino" di pochi mesi, il nostro amato Ginger. E' un
cane di taglia media e di
carattere amabile e affettuoso. Siamo stati molto
colpiti e dispiaciuti, io
e mia moglie, quando sia i suoi genitori che i
miei, offrendosi di
"rilevare" il cane, ci hanno sconsigliato di tenerlo con
noi, perché aspettiamo un
bambino. Loro sostengono che ci sono motivi
d'igiene e di sicurezza.
Voi che cosa ne dite?
Lettera firmata, Genova
Le rispondo con le parole
del professor Vittorio Carnelli, della II clinica
pediatrica
dell'Università di Milano: "Non c'è ragione di non tenere un
cane, quando nasce un
bambino. L'importante è avvertire il veterinario della
novità, affinché la
salute del cane sia seguita con ulteriore attenzione.
Altrettanto importante è
evitare che il cane si senta trascurato e diventi
geloso. Se continuerete a
dargli l'affetto di sempre, di buon grado
accetterà il bimbo nel
"branco", e gli vorrà bene".
(a cura di Antonella
Cremonese)
05/10/03
Il Centro Teramo
I pellegrini alimentano il randagismo. Tanti cani
abbandonati al santuario.
Isola. A San Gabriele i
pellegrini abbandonano i cani. A lanciare l'allarme
è il sindaco di Isola
Giuseppe Bucciarelli. "C'è la triste abitudine da
parte dei fedeli",
dice il primo cittadino, "di abbandonare i cani, pensando
che i frati o i
visitatori se ne possano occupare".
Si torna così a parlare
dell'emergenza randagismo, esplosa di nuovo dopo una
serie di aggressioni, che
si sono verificate durante l'estate appena
trascorsa, nel piazzale
del santuario. "Il nostro obiettivo", spiega
Bucciarelli, "è
quello di portare all'attenzione della collettività le
iniziative per reprimere
il fenomeno". Il Comune, in collaborazione con
l'amministrazione di
Colledara e i frati passionisti, si sta attivando per
prevenire l'abbandono dei
cani, soprattutto nei pressi del sdantuario. Dopo
la campagna di
sensibilizzazione per l'attivazione dell'anagrafe canina, che
ha avuto un buon
successo, e la sterilizzazione delle femmine, Bucciarelli
annuncia l'entrata in
vigore di misure repressive. Ci sarano, quindi, severi
controlli che i vigili
urbani effettueranno prima e dopo l'arrivo di gruppi
di turisti al santuario.
Un'apposita segnaletica, inoltre, ricorderà il
divieto di abbandono
degli animali e quando sarà possibile si procederà
anche all'identificazione
dei padroni.
"Per i cani più
pericolosi", afferma il sindaco, "stiamo valutando la
possibilità di eventuali
abbattimenti, seguendo le indicazioni fornite dal
ministro Sirchia".
Bucciarelli lancia l'invito a iscrivere gli animali
all'anagrafe canina sul
sito www.regione.abruzzo.it.
Catia Di Luigi
IL MESSAGGERO
ABRUZZO
Venerdì 3 Ottobre 2003
Sulmona. Il presidente della Commissione Giustizia
Gaetano Pecorella è
l’autore di una proposta di legge Cani randagi
accuditi dai detenuti
Positiva la sperimentazione nel carcere di via
Lamaccio. Il progetto ”Argo”
SULMONA (AQ)- Il cane, si
sa, è il miglior amico dell’uomo. E forse proprio
tenendo a mente questo
antico detto che la Camera dei Deputati si appresta
a discutere e votare un
progetto di legge, denominato ”progetto Argo”, che
prevede la possibilità di
portare nelle carceri italiani cani randagi per
poter essere accuditi e
cresciuti dai detenuti. Insomma, anche nei momenti
meno felici per un uomo,
quale potrebbe essere lo stato di detenzione, il
cane è chiamato al non
facile compito di amico fedele e inseparabile.
Prima di diventare
progetto di legge, l’iniziativa ”Argo” è stata avviata
da alcuni agenti di
polizia penitenziaria particolarmente legati agli
animali. La
sperimentazione è stata già fatta propria dal Dipartimento di
polizia penitenziaria
(Dap) che ha scelto gli istituti penitenziari di
Sulmona, Spoleto e
Rebibbia (Roma) per portare i cani all’interno delle
carceri. I risultati,
secondo gli accertamenti fatti dal Dap, sono stati
più che confortanti. Da
qui l’idea di traddure in legge il progetto.
E a portarle nelle aule
di Montecitorio ci ha pensato il presidente della
commissione Giustizia
della Camera, Gaetano Pecorella. Il testo normativo
dovrebbe riprodurre
fedelmente tempi e modi dell’iniziativa Argo: viene
introdotto tra le mure
del carcere un certo numero di cani, scelti tra i
randagi raccolti nei
canili comunali, che vengono accuditi dai detenuti con
l’aiuto degli agenti
penitenziari, in alcuni casi anche addestrati per
l’assistenza agli anziani
o ai disabili. «L’obiettivo fondamentale è quello
di far cadere le mure del
carcere - commenta il presidente Gaetano
Pecorella - a cui si
vanno ad aggiungere altri importanti iniziative di
utilità sociale, come ad
esempio la registrazione di opere letterarie per i
non vedenti».
Il Presidente della
commissione Giustizia ha già fissato la
calendarizzazione della
proposta di legge che dopo l’esame e la votazione
della commissione stessa
è destinata a passare al vaglio dei due rami del
Parlamento. La scelta del
carcere di Sulmona come una delle tre sedi dove
far partire la
sperimentazione conferma la strategicità dell’istituto
penitenziario peligno nel
contesto del Dipartimento. La struttura
sulmonese, inoltre, offre
i giusti spazi per rendere operativo il progetto
avendo uno spazio esterno
tra le mura del carcere abbastanza ampio. Sono
già molti gli istituti
che hanno chiesto di aderire al progetto, ma, come
ha detto il direttore del
Dap, Giovanni Tinebra, «non tutti potranno farlo
perchè uno dei requisiti
fondamentali è che il carcere abbia degli spazi,
entro le mura di cinta,
adatti all scopo. Ci aspettiamo molto da questo
progetto», ha concluso il
direttore Tinebra. Per il Comune di Sulmona,
inoltre, questo progetto
dà la possibilità di liberare l’affollato canile
comunale, allegerendo
così le spese di gestione.
S. Iav.
(ANSA) - GENOVA, 5 OTT - ''Tutti i cani, anche
quelli di
piccola taglia, dovrebbero avere il guinzaglio e
la museruola
nei luoghi pubblici''. Lo ha dichiarato il
ministro della
Salute, Girolamo Sirchia, a margine di un convegno
a Genova.
''Credo che un provvedimento del genere -
ha poi spiegato il
ministro - non
rappresenti nessun problema per i cani, ma credo
invece che possa essere
vantaggioso per il rispetto della salute
pubblica. D'altronde
succede cosi' in molti paesi europei''.
SIRCHIA LA SMETTA DI CRIMINALIZZARE GLI ANIMALI
E PENSI AL DISASTRO DELLA SANITÀ IN ITALIA.
“Che a Sirchia non
piacessero i cani era ormai evidente a tutti , ma che
questa sua fobia possa
diventare la “ratio” di un provvedimento normativo
mi sembra eccessivo.” dichiara il direttore degli Animalisti
Italiani-PeTA Ilaria
Ferri “Ci chiediamo allora come mai
siamo stati
invitati a conferire con
il suo staff, nella speranza di apportare un
ragionevole e scientifico
contributo alla soluzione del preoccupante
fenomeno delle
aggressioni, se tanto sembra esserci nella testa del
Ministro la soluzione
perfetta: tutti i cani con guinzaglio e museruola !
Nonostante esperti del
settore ripetano da tempo che il vero problema è
quello della corretta
relazione tra uomo e cane.
Per esempio nel caso
della bambina aggredita oggi dal pitbull della sua
amica mi domando se
ancora una volta non sia troppo semplice e liberatorio,
identificare come unica
responsabilità quella di un cane lasciato con due
bambini da solo, senza
alcuna supervisione di un adulto. Questo evidenzia
maggiormente che anche
con tutte le restrizioni e coercizioni che tanto
piacciono al nostro
Ministro, il problema delle aggressioni è e resta
quello del rapporto
individuo animale e nella capacità umana di comprendere
e di tradurre in una
corretta relazione le esigenze e le reazioni dei cani.
Se questo è il vero
problema, esso va affrontato seriamente e con il giusto
metodo ed efficaci
provvedimenti, che spazzino via, da un lato l’eccessivo
timore destato da echi
mass-mediatici e restituiscano dall’altro, insieme
alla sicurezza per i
cittadini il corretto equilibro di convivenza tra
uomini e animali. Questo
mi sembra essere il vero problema. Oppure signor
Ministro, per risolverlo,
vogliamo proibire anche il problema?”.
“Perché nessuno ha
pensato di denunciare o di mettere guinzaglio e
museruola ai responsabili
della morte estiva di oltre 35.000 anziani nel
nostro Paese, con un
aumento del 15% rispetto allo scorso anno?” dichiara
il Presidente degli
Animalisti Italiani-PeTA, Walter Caporale, in merito ai
recenti e ripetuti
attacchi del Ministro della Salute Girolamo Sirchia
contro i cani “Siamo stanchi del tentativo quotidiano di
distogliere
l’attenzione dell’opinione
pubblica dai problemi reali del Paese anziani,
disoccupazione, pensioni,
omicidi, violenza, rapine - per concentrarla
sulle presunte frequenti
aggressioni di cani, come se queste costituissero
la causa di tutti i mali
e di tutti i morti in Italia!
Per cercare di fermare le
aggressioni da parte dei cani il Ministro della
Salute dovrebbe avere il
coraggio di fare approvare la legge contro i
combattimenti clandestini
di cani per i combattimenti (dai quali derivano
decine di migliaia di
cani addestrati e pronti ad aggredire), ferma da mesi
alla Camera dei Deputati
a causa dell’opposizione della Lega Nord; e
dovrebbe pretendere l’applicazione
delle leggi che già esistono: obbligo di
guinzaglio o museruola
(previsto dal Regolamento di Polizia Veterinaria
n.320 del 1954) e obbligo
di tatuaggio, anagrafe e sterilizzazione dei cani
(previsti dalla Legge 281
del 1991 sul randagismo).
In nessun altro Paese del
mondo i cani sono obbligati a passeggiare con
guinzaglio e museruola,
mentre in Francia, per permettere ai cuccioli di
sviluppare un carattere
equilibrato (e dunque di prevenire le aggressioni),
i cuccioli vengono
venduti soltanto dal 90° giorno di età e sempre tatuati
ed anagrafati, come gli
Animalisti Italiani-PeTA chiedono, inascoltati, da
anni in Italia”.
Roma, 6 ottobre 2003
Animalisti Italiani-PeTA:
335.52.74.688 www.animalisti.it
ufficiostampa@animalisti.it
06.23.23.25.69
Dal forum di Promiseland
07.10.03.
Autore: Davide
Data: 07/10/03 13:41
Una donna è stata ferita
a Lecco, un uomo azzannato nel Padovano
Ancora aggressioni di
cani feroci
E il ministro Sirchia
lancia un appello: «L'opinione pubblica si deve
mobilitare»
Cani feroci, continuano
le aggressioni ai danni di persone. E il ministro
Sirchia chiede una
mobilitazione dell'opinione pubblica contro questo
fenomeno.
A Lecco, ieri una donna
di 23 anni, A.R., di Valmadrera, è stata ferita da
un cane pastore tedesco.
La donna stava camminando, quando è stata assalita
e ferita a un braccio.
La giovane è stata
accompagnata al pronto soccorso. Molta paura ma le sue
condizioni sono apparse
discrete.
Un uomo, di 57 anni, a
Noventa Padovana (Padova), è stato morso ad un
polpaccio in modo lieve
da un pastore tedesco. Il proprietario del cane è
stato denunciato per
omessa custodia.
Secondo una prima
ricostruzione dei carabinieri, l'uomo, dopo aver
parcheggiato l'auto,
aveva raggiunto la casa di un amico ed era in attesa di
entrare. Poco distante da
lui c'erano due cani pastore tedesco che stavano
azzuffandosi.
All'improvviso, uno dei
due animali si è lanciato contro l'uomo,
morsicandogli un
polpaccio. La vittima ha trovato riparo nella casa
dell'amico. L'uomo si è
poi recato in ospedale dove è stato giudicato
guaribile in 7 giorni.
Momenti di paura ieri
mattina a Fiumicino per alcuni bambini a causa di una
violenta zuffa tra due
cani randagi, di grossa taglia, scoppiata dinanzi
alla scuola elementare e
materna Giovan Battista Grassi. Erano le 8.25
quando in via Porto S.
Stefano, due cani bastardi hanno cominciato
furiosamente ad
azzannarsi in mezzo ad un gruppetto di bambini di prima e
seconda elementare, che
stavano attendendo di poter entrare a scuola. I
cani, nel corso della
zuffa, hanno anche travolto due dei bambini, che sono
caduti a terra senza
fortunatamente subire conseguenze. Richiamato dalle
urla dei bambini e di
alcuni genitori, è intervenuto un ispettore del
commissariato di polizia
che stava accompagnando il figlio a scuola: a colpi
di zaino, è riuscito ad
allontanare i due cani.
SIRCHIA, OPINIONE PUBBLICA SI MUOVA
- «Forse è il caso che
l'opinione pubblica si muova. Perché fino ad oggi si
sono sentite solo le voci
che tentano di ridurre il valore dell'ordinanza
appellandosi alle cose
più strane». Lo ha detto il ministro della Salute,
Girolamo Sirchia,
commentando da Padova le due ultime aggressioni in Italia
da parte di cani feroci.
«Non ho mai sentito
finora - ha aggiunto Sirchia, riferendosi all'ordinanza
che stabilisce le razze
dei cani pericolosi - qualcuno che si alzasse per
dire: "ma vogliamo
tutelare i nostri figli? vogliamo che i 70.000 italiani
che ogni anno finiscono
in ospedale per morsicature diventino 7.000?"».
Gazzetta del Sud 7 10 03
Il messaggero 7 ottobre
2003
Il canile-lager a Vitorchiano: una vergogna per il
genere umano
Le immagini e il
resoconto relativo al canile-lager di Vitorchiano ci
rinnovano un orrore che
ogni volta vorremmo fosse l’ultimo al quale dover
assistere. Le foto di
quei poveri cani fanno rabbrividire, sono un pugno
violento nello stomaco,
una condanna inappellabile per il genere umano.
Come è possibile ridurre
in quello stato degli esseri viventi rei di fidarsi
incondizionatamente del
proprio padrone? Quali giustificazioni possono
esserci dietro questi
aberranti comportamenti? Vergogna! Vergogna!
Vergogna!
C’è ancora chi può
affermare serenamente che potenzialmente pericolosi sono
gli animali? Come
qualifichereste questi “uomimi” (Mi costa fatica usare
questo termine per
classificare chi responsabile di questa
barbarie)?
Sono forse innocui e
sprovveduti esseri, bisognosi magari di aiuto e
comprensione? Ma per l’amor
di Dio, finiamola con questa ipocrisia
nauseante, con il ricorso
a luoghi comuni, tipico di chi ha ben poco da
dire e fatica a pensare.
E’ anche inaccettabile
definire cacciatore chi si rende attore di queste
aberranti violenze. E’ un’offesa
ad una categoria di persone che non hanno
niente da condividere con
certi soggetti. Anzi i cacciatori veri sono
coloro che sanno
coltivare un rapporto speciale e straordinario con il proprio
cane. Chi non conosce
neppure lontanamente questi sentimenti
bene che
taccia.
A proposito, si discute
molto in questo periodo di cani aggressivi e di
tutela della incolumità
pubblica. Bene, forse ci sono alcune specie della
razza umana alle quali
non guasterebbe guinzaglio e museruola.
Antonella Bruni
Leggete l'odissea di questa piccola cagnolina,
descritta dalla sua
proprietaria e riflettete per favore.
Desy è stata lasciata
sola per pochi
secondi e quando è stata
ritrovata, aveva già conosciuto l'inferno.
Un ubriaco ha preso Dasy
nei pochi attimi in cui la sua padrona l'ha
lasciata fuori dal
negozio e in breve tempo, la piccola ha subito ogni tipo
di violenza, compresa la
parziale mutilazione della coda.
Questa cagnolina è stata
fortunata, perchè ritrovata, ma se ciò non fosse
accaduto?
Ne approffittiamo anche
per ricordare per l'ennesima volta, (perchè pare
che gli
"animalisti" non vogliono proprio cacciarselo in testa), che è
inconcepibile rifilare
animali via telefono o via internet in ogni parte
d'Italia e non solo.
Troopo facile dare via un cane o un gatto dagli
Appennini alle Ande senza
poi preoccuparsi del suo futuro.
Noi di Bairo non abbiamo
la coscienza di fare questo e proprio per questo
ci asteniamo.
Non lasciateli mai soli,
non fidatevi di nessuno e soprattutto occupatevi
delle adozioni solo se vi
sentite responsabili.
Spesso i rimorsi fanno
più male di una malattia.
Bairo & staff
Da Edvige: pervenuta in
data odierna a Bairo
Allora...innanzitutto c'è da dire che abbiamo
trovato il barbone che ce
l'ha portata via.
Allora,Desy alle 17;30 é
scesa sotto casa nostra con mia madre,senza
guinzaglio,é nata e
cresciuta in questa zona e solitamente non si allontana
più di 3 metri da noi.
Mia madre é entrata nel
bar dove tutti conoscono Desy,é un posto abituale
per lei,tutti la
coccolano e spesso le danno dei biscotti per cani.
Anche quel pomeriggio
Desy ha ricevuto il suo biscotto e si é messa a
mangiare sotto la sedia
dove era seduto il barbone.
Lui aveva tentato di
accarezzarla,ma ai cani questi personaggi "strani" non
piacciono e lei si era
scostata da lui ,avvicinandosi a mia madre che,dopo
averla tranquillizzata le
aveva detto di uscire.Il tempo di prendere lo
scontrino e di uscire mia
madre ha iniziato a chiamare Desy.Premetto che
mia madre é non vedente e
Desy non é un cane guida.Talvolta capita che se
viene aperto il portone
il cane entri da solo,quindi mia madre é
tranquillamente salita a
casa pensando di avere Desy con se,ma non era
così...io me ne sono
accorta dal fatto che ogni volta che entra dentro casa
il cane
"controlla" tutte le stanze.
Allora mia madre é
riscesa ma la chiamava inutilmente.
Impaurita sono scesa a
cercarla anch'io che avevo l'influenza.
Abbiamo iniziato a
cercare in tutti i posti dove andiamo solitamente(il
parco,la piazzetta,le vie
interne deserte,ecc.ecc.)ma di Desy nemmeno
l'ombra...abbiamo chiesto
a tutti i commercianti,che la conoscono
benissimo,ai passanti,ma
niente.
Così ho mobilitato una
piccola squadra di ricerca...abbiamo girato tutti i
veterinari ed i negozi di
animali per lasciare un recapito con la foto del
cane...alle 2 del mattino
eravamo ancora in giro per parchi e giardini.Mia
madre era rimasta in casa
con la speranza che qualcuno leggesse il numero
di casa riportato sul
collare di Desy.
Io mi sono recata alla
mola Adriana(il Giardino di Castel Sant'Angelo)
dove abitualmente dormono
tutti i barboni delle zone circostanti...ma non
ho avuto sinceramente il
coraggio di avvicinarmici troppo dato che ero da sola.
Desy era sicuramente
lì.Abbiamo lasciato il portone aperto tutta la notte
nella speranza che
tornasse.
Dopo una nottata passata
a mettere annunci su internet e a stampare i
volantini arriva la
mattina.
Verso le 8;30 squilla il
telefono.Una vicina di casa aveva trovato Desy.
Ancora vestite con mia
madre prendiamo la moto di corsa e nell'arco di 5
minuti arriviamo sul
posto.
Desy era seduta a
terra,raggomitolata su se stessa,tremante e con gli occhi
sbarrati.Inizialmente non
ci ha riconosciute,ma appena tolti i caschi si é
praticamente lanciata
verso di noi e si é arrampicata sulla moto tra le
braccia di mia madre.
La vicina ci ha
raccontato di aver visto un barbone con al guinzaglio Desy
e di essersi fermata (era
in moto) a discutere con questo signore che
insisteva col dire che il
cane gli apparteneva dato che l'aveva comprato da
un suo amico per una
bottiglia di vino.Fortunatamente non erano riusciti a
toglierle il collare di
metallo,messo in maniera tale che non si leva se
viene tirato ma solo se
si fanno passare prima le orecchie poi il resto
della testa ed infine il
muso.Così la nostra vicina aveva potuto appurare
che era effettivamente
Desy.Mentre discutevano sulla proprietà del cane é
arrivato un ubriaco che
avvicinatosi al barbone gli ha sussurrato qualcosa
all'orecchio e
quest'ultimo ha tolto la corda dal collo di Desy,che non si
é più mossa da quel
punto.
Sembrava tutto apposto,ma
dalla coscia destra traspariva del pelo
appiccicato come da una
gomma.
Non ci eravamo rese conto
che Desy aveva la coda tra le zampe e che un
pezzo le mancava(circa 6
centimetri);portata di corsa dal veterinario é
stata medicata,ed abbiamo
scoperto anche delle conusioni estese sotto la
pancia,all'altezza dei
genitali e su tutto l'addome.
Dalla bella linea che
aveva era effettivamente diventata una palla.
Arrivate a casa desy ha
iniziato a scodinzolare alla visione del suo
cucciolo(un micio che ha
adottato circa un anno fa e dal quale é
inseparabile),ma ha
sbattuto violentemente la coda su un mobile di legno ed
il sangue é schizzato da
tutte le parti sporcando addosso noi,i muri ed i
mobili.
Rifatta la medicazione
abbiamo tribolato 3 giorni prima che il cane si
ristabilisse e prima che
la ferita facesse una crosta più spessa.
In questi 3 giorni é
stata innavvicinabile persino da noi familiari e non é
voluta uscire dal
portone(fortunatamente abbiamo un cortile condominiale).
Il pelo ricrescerà e noi
speriamo di dimenticare in fretta questa brutta
storia.
Abbiamo scoperto chi é
stato a prenderla,ma la polizia ha detto di non
avere prove per accusare
proprio quella persona.é assurdo ed inconcepibile...!
Speriamo che non accada
ad altri.Ma sarà difficile.
Grazie a lei.
Famiglia Nocco (Desy e
Silvestro compresi)
Sent:
Friday, October 10, 2003 5:50 PM
Tra pitt bull e cristiani.Replica di Famiglia
Cristiana.
Famiglia Cristiana ha risposto alle numerose
proteste rivolte dagli
animalisti all'articolo
di Don Mazzi"Tra Pitt bull e cristiani".La
replica(che vi riporto
qui sotto) si trova nella rubrica "Colloqui col
padre"di F.C n.41 del 12 ottobre 2003.
La sensazione che suscita
è quella che l'autore si unisca a Don Mazzi nella
politica di denigrazione
degli animalisti sottovalutandone
l'intelligenza.Insistendo
sulla "questione"delle priorità,criticando ancora
gli eccessi(d'amore?)di
chi si prende cura degli animali non umani,facendo
riferimento a Civiltà
Cattolica,che come è ben noto a tutti,è il manuale
gesuita dell'antianimalismo
imperante e della dottrina antropocentrica,
mostra una
incommensurabile ignoranza in materia di animalismo contribuendo
a vanificare moralmente
le lotte per l'affrancamento degli animali
dall'oppressione.
Vi sprono a scrivere
ancora alla redazione di Famiglia Cristiana per
manifestare il vostro
dissenso affinchè la causa che tutti noi portiamo
avanti non venga
ridicolizzata o vanificata da quattro preti imbecilli ma
putroppo dotati di potere
di persuasione sulle masse da non sottovalutare.
Ciao a tutti,
Barbara da Sassari
Famiglia Cristiana n.41 del 12 ottobre 2003.
Don Mazzi non ha bisogno
d'essere difeso. E certamente non voleva urtare la
sensibilità delle
centinaia di animalisti che ci hanno scritto chiedendo le
sue scuse.Non era a loro
che egli si rivolgeva, sapendo che il vero amore
non contrappone bambini e
animali, pur collocando ciascuno al suo posto. Don
Mazzi poneva un
problema,che è quello della priorità.O,altrimenti,delle
"autentiche
pazzie",che trasformano gli animali in idoli, cui sacrificare
ogni altro bene.Tema
ripreso anche in un recente editoriale di Civiltà
Cattolica, che condanna
duramente chi maltratta gli animali e chi addestra i
cani all'aggressione e
alla violenza,e che riconosce che gli animali
domestici
<<costituiscono una gioiosa compagnia per tutti,ma in particolare
per le persone anziane e
per i bambini,per i quali la presenza in casa di
un cane o di un gatto ha
una funzione educativa>>.Ma che non si esime dallo
scagliarsi contro ogni
"follia"per gli animali.
07/10/03
Il Messaggero Abruzzo
Pescara
Per Fido veterinario a domicilio
Un laboratorio mobile per censimento e
sterilizzazione
Combattere il fenomeno
del randagismo si può. A crederci sono la Asl e la
Provincia di Pescara che
ieri hanno presentato un laboratorio mobile da
utilizzare per la
cattura, l’iscrizione all’anagrafe canina e la
sterilizzazione dei cani
randagi, frutto di un protocollo d’intesa firmato
nel 2001 tra i due enti.
Il fenomeno del randagismo, in crescita negli
ultimi anni, rappresenta
un problema per l’incolumità e la salute pubblica,
poiché i cani riunendosi
in branchi costituiscono un pericolo per l’uomo,
oltre ad essere veicoli
di trasmissione di malattie e zoonosi.
«Nel 2001 - ha detto il
presidente della Provincia De Dominicis -, avevamo
in programma di
realizzare un accordo tra pubblica amministrazione e Asl per
arginare questo fenomeno,
attrezzando un camper per il pronto intervento
verso i cani randagi.
Oggi quest’idea si concretizza e speriamo di riuscire
a rimuovere il concetto
di abbandono tra la popolazione». A partire dalla
prossima settimana,
quindi, sarà operativo su tutto il territorio pescarese
un laboratorio mobile,
polifunzionale, una sorta di ambulanza per gli amici
a quattro zampe, come ha
spiegato Fabrizio Di Giulio, medico veterinario
alla Asl di Pescara:
«Questo laboratorio è un vero fiore all’occhiello per
la città perché, dietro
segnalazione, che si effettua telefonando allo
085/4253556 nei giorni
lavorativi, mentre nei festivi e notturni basta
chiamare il centralino
dell’ospedale e chiedere il veterinario reperibile,
si preleva il cane, lo si
iscrive all’anagrafe canina e se si deve
sterilizzare, lo si
trasporta presso il canile sanitario». Il camper, del
valore di circa cento
milioni delle vecchie lire, può trasportare quattro
cani: è provvisto,
infatti, di gabbie in acciaio con aria condizionata per
il periodo estivo. Un
vero e proprio ambulatorio itinerante di cui sono
fieri la presidente dell’Empa,
Carmelita Bellini e il manager della Asl
Cordone: «Tra il 2000 e
il 2002 sono stati 1464 gli animali sterilizzati -
ha aggiunto Cordone -.
Ora in collaborazione con la Provincia stiamo
attuando un programma che
prevede l’aumento del numero di iscrizioni
all’anagrafe canina, la
cattura e il ricovero dei randagi, il potenziamento
delle visite a domicilio
per le persone morse dai cani e piani di educazione
sanitaria con interventi
nelle scuole». Affinché Fido non sia per i più
piccoli solo un semplice
capriccio.
Federica Gialloreto
Lunedì, 13 Ottobre 2003
http://www.gazzettino.it/VisualizzaArticolo.php3?Codice=1592759&Luogo=Rovigo
&Data=2003-10-13&Pagina=1&
LITE FURIBONDA
Cane di due cacciatori scappa impaurito dagli
spari e morde sulla caviglia
un contandino
La stagione della caccia
è partita da poche settimane e già si sono
verificati alcuni
spiacevoli incidenti, che di solito hanno riguardato
qualche impallinamento
tra gli stessi cacciatori. Nella mattinata di
mercoledì si è invece
assistito ad un episodio curioso, sfociato poi in
lite. Attorno alle 11
nelle campagne attorno a Fratta Polesine due
cacciatori stavano
tentando di catturare una grossa lepre quando,
all'improvviso, il cane
che tenevano al guanzaglio è riuscito a scappare,
impaurito con molta
probabilità dal forte scoppio di un proiettile.
L'esemplare di segugio è
corso via rapidamente andando a mordere le caviglie
di un contadino che si
trovava lì nei paraggi, il quale ha dapprima urlato
di dolore e poi vedendo
tutto il suo appezzamento calpestato dal cane ha
iniziato ad inveire
contro i due cacciatori, che hanno cercato di scusarsi
per il disturbo arrecato,
ma non c'è stato verso di calmare il contadino che
ha anche minacciato i
due.
Dunque torna più che mai
di attualità l'annoso problema inerente il fatto
che ai cacciatori sia
permesso di cacciare con assoluta libertà dove e come
vogliono, anche mentre la
gente sta lavorando sui campi, usando fucili che
emettono rumori pari a
quelli che si sentono nei film di guerra.
Questa volta
fortunatamente non si è accaduto nulla di grave, anche se
l'agricoltore,
giustamente, si è alquanto arrabbiato nel ritrovarsi alla
caviglia questo
inaspettato, e indesiderato, ospite.
Marco Scarazzatti
16/10/03
Sette
Ma che razza di vita da Pit Bull
"Prendilo, Pablo.
Prendilo!" Il cane e il ragazzo camminano uno accanto
all'altro lungo le vie di
una borgata residenziale romana. Il primo ha un
anno e mezzo, un pedigree
lo certifica American Pit Bull Terrier tigrato, e
tutta la sua attenzione è
tesa a imparare. Il ragazzo di anni ne ha sedici e
un po' per gioco, un po'
perché il quartiere si renda conto che non è un
tipo da ridere, ogni
volta che incrociano un gatto o un altro cane esorta e
incita lo status symbol
stretto al suo guinzaglio. Pablo gli è stato
regalato cucciolo dai
genitori, assieme ai quali vive in una villetta con
giardino. Fra il salotto
e il prato, carezze e biscotti, nessuno si è mai
premurato di insegnargli
i rudimenti dell'educazione. Fuori va sempre
legato, in compagnia del
giovane proprietario. "Prendilo, Pablo! Prendilo!"
E Pablo ascolta,
memorizza. Un giorno, rientrando, qualcuno non è lesto a
chiudere il cancello;
Pablo è libero in giardino e intravede un cane di
piccola taglia che corre.
In quell'istante, al primo concreto impulso
predatorio della sua
esistenza associa l'unico, il solo comando
ripetutamente ricevuto:
"Prendilo, Pablo". Così Pablo si lancia all'attacco.
La bestiola gli viene
sottratta quando ha ancora, sotto le mani di un abile
veterinario, qualche
possibilità di cavarsela. Il giorno stesso la famiglia
si reca compatta al nuovo
canile della Muratella, struttura comunale gestita
dall'Associazione
volontari Porta Portese, e lo lascia lì dichiarando di non
volerne più sapere nulla.
Un paio di volte, nelle settimane che seguono, il
ragazzo si presenta di
nascosto a chiedere indietro il suo cane, ma è
minorenne e il permesso
gli viene negato. Sgomento, incapace di capire dove
abbia sbagliato, Pablo
deve adattarsi alla gabbia. E' molto ansioso,
diffidente verso gli
uomini e presenta gravi disturbi nel relazionarsi con
gli altri animali. Solo
da poco il suo addestratore è riuscito a stabilire
con lui mutua fiducia, e
benché si tratti di un soggetto intelligente ci
vorrà ancora tempo prima
che possa rientrare nel programma di adozione,
attraverso cui si spera
di trovargli prima o poi un padrone capace.
Siamo andati a guardare
dietro le sbarre della Muratella, a Roma, per
conoscere più da vicino
quei "cani feroci" che, dopo vari episodi di
aggressione in tutta
Italia, hanno spinto il ministro Girolamo Sirchia a
pensare severe regole di
controllo: museruola, guinzaglio, persino un
patentino di buona
condotta per alcune razze considerate ad alto rischio. Ma
i Pit Bull sono davvero
così feroci? Al canile di Roma si trova conferma di
quanto sia quasi sempre
l'influenza umana ad armare l'iniziativa del cane.
Leo, per esempio, è un
Pit Bull pezzato di un anno, cresciuto a catena
dentro un campo nomadi.
Della sua specie erano in due, più cinque doghi
argentini, con il compito
di fare la guardia alle baracche. Lo scorso
Capodanno scoppia una
brutta rissa all'interno del campo, i nomadi
cominciano a spararsi fra
loro. Sopraggiungono le forze dell'ordine e gli
arresti. Le baracche
vengono smantellate, i cani condotti al canile: è la
prima volta che
percorrono un tratto più lungo dell'estensione della propria
catena. Da allora quasi
tutti i doghi hanno già trovato casa. Leo, che è
bonario ma esuberante,
più che a un recupero è sottoposto a un'educazione;
non ha mai fatto riferimento
a un autentico padrone.
Morgana è invece una
femmina di Pit Bull nera. Ha quattro anni, è
sterilizzata ed è stata
portata al canile dalla proprietaria in preda alla
frenesia di liberarsene.
Agli operatori della Muratella da principio la
signora racconta di
averla trovata in strada. Poi, di fronte alla manifesta
affettuosità di Morgana,
ammette di averla custodita per qualche tempo. Se
il cane non ha aggredito
nessuno, le viene fatto presente, il canile non è
tenuto ad accoglierlo.
Morgana ha morso eccome, sostiene la signora: lei in
persona,
"ripetutamente!". I volontari sono assai dubbiosi. D'altro canto,
se la donna non vuole
tenerla meglio che la lasci lì piuttosto che altrove.
Dal suo box, il 75C, ora
Morgana fa le feste a tutti. Inoltre adora
mangiare, il che le
procura una silhouette davvero poco minacciosa.
Altra è la vicenda di
Pistola, cane senza passato. Lasciato al proprio
destino da ignoti, quando
di preciso non si sa, per un po' se l'è cavata da
sé, come meglio riusciva.
Un giorno in periferia, magari affamato, magari
nervoso, ha attaccato e
ucciso un cagnolino. Un uomo gli ha subito sparato
in testa. Benché raccolto
in una pozza di sangue Pistola non è morto; oggi
studia le buone maniere e
gli è rimasta una cicatrice sopra la tempia a
ricordo delle sue
imprese.
Mauro e Spartaco, invece,
vivono insieme da due anni. Il primo ne ha
quaranta, di cognome si
chiama Atzeri ed è un noto cavaliere di concorsi
ippici. Il secondo ne ha
sei, è un maschio di Pit Bull ed è l'ombra e
l'orgoglio del suo
padrone. Vivono con la stessa donna: si chiama Cindy, è
un'amazzone americana
fidanzata con l'uomo, ma allo stesso tempo assai
sedotta dal cane. Il
connubio ha inizio nel 2001. Allora Spartaco,
battezzato da gladiatore,
apparteneva a Marco, amico fraterno di Mauro.
All'improvviso il lavoro
costringe Marco a viaggi continui: da esperto di
cani sa quanto un Pit
Bull abbia bisogno della costante presenza di una
figura di riferimento. Di
Mauro si fida completamente ed è noto al cane fin
da quando era cucciolo.
Fa in modo che il passaggio sia dolce. Spartaco è
così rimasto un tipo
equilibrato, vive in armonia con altri cani e persino
con i gatti. Ha puntato
la propria devozione su Mauro ed è sua gioia
compiacerlo. Ha per
esempio maturato la convinzione che al padrone piaccia
vedergli trasportare
pezzi di legno, così si impegna ad accollarsene anche
di voluminosi, come le
barriere degli ostacoli. Talvolta, quando compare un
intruso a quattro zampe,
lancia al capobranco un'occhiata interrogativa. Ma
basta un quieto
"no" e lo spirito di corpo sgomina qualunque istinto.
Margherita D'Amico
16/10/03
Animali e animali
Veterinari: Sirchia ritiri l'ordinanza sui cani!
Ecco la posizione ufficiale della FNOVI (Federazione Veterinari) per il
Consiglio Superiore di Sanità che a giorni proporrà le possibile modifiche
al Ministro della Salute.
Considerata la competenza specifica del medico veterinario, per il suo
percorso formativo e per la sua esperienza professionale, nell’ambito dei
comportamenti normali e patologici del cane;
considerato che il problema delle aggressioni da parte di cani di proprietà
deve essere affrontato in maniera oggettiva, tenendo ben presenti tutti i
presupposti scientifici ed etologici che stanno alla base del comportamento
canino e del rapporto tra l’uomo ed il cane, senza essere influenzati dal
qualunquismo dei mass media;
considerato che le misure cautelative e di prevenzione devono essere il più
possibile mirate a non penalizzare la stragrande maggioranza dei cani che
sono socievoli e che rappresentano un sereno ed importante elemento di
convivenza con proprietari responsabili, mentre invece devono essere
indirizzate in modo specifico alla responsabilizzazione individuale dei
singoli proprietari di cani aggressivi;
considerato che occorre fare riferimento ai dati di incidenza e di modalità
degli episodi di aggressione canina ed alla loro attenta analisi oltre che
alle esperienze già maturate in altri Paesi;
la Commissione FNOVI non ritiene scientificamente corretto né utile sul
piano pratico focalizzare l’attenzione su razze o tipologie morfologiche di
cani da definire tendenzialmente pericolosi, né ritiene attuabile le norme
introdotte dall’Ordinanza di cui ne richiede il ritiro immediato.
Contestualmente la FNOVI sollecita l’istituzione di una Commissione tecnica
in ambito Ministeriale che veda una larga partecipazione di medici
veterinari esperti del settore e che sia chiamata ad elaborare una proposta
normativa scientificamente fondata e di sicura efficacia.
In via preliminare, nel merito dei problemi specifici connessi ai cani
pericolosi la Commissione FNOVI:
1. ritiene che le misure previste dal Regolamento di Polizia Veterinaria,
approvato con DPR del 8-2-1954 N. 320, e dall’Art. 672 del Codice Penale
(omessa custodia e malgoverno di animali) siano già estremamente efficaci
se
fatte rispettare adeguatamente, mentre invece risultano abitualmente
trascurate; sarebbe necessario pertanto un richiamo al rispetto di tali
norme;
2. ritiene che l’anagrafe canina, istituita dalla Legge 281 del 14-8-1991
come strumento di controllo su tutta la popolazione canina, sia uno
strumento efficace per la responsabilizzazione del possesso di un cane, ma
che necessiti di un adeguato rilancio operativo e di rispetto da parte
degli
organi di controllo, ammodernandone anche il sistema con il ricorso diffuso
all’identificazione elettronica con microchip, inalterabile nel tempo, al
posto del tatuaggio, facilmente deteriorabile ed alterabile, e con
l’istituzione di una banca dati nazionale, attualmente non prevista dalla
normativa vigente;
3. ritiene che, per quanto le razze canine possiedano delle caratteristiche
diversificate anche in relazione alla reattività ed alla socievolezza dei
loro soggetti, l’eventuale pericolosità dei singoli cani sia un fatto
strettamente individuale, cui concorrono essenzialmente fattori ambientali
e
di selezione mirata ad esaltare l’aggressività; definire delle razze di
cani
come pericolose comporta inevitabilmente un appiattimento degli individui
che vi appartengono secondo uno stereotipo dettato più dai rumori delle
cronache che dalla conoscenza approfondita di ciascuna razza; alcune razze,
ultimamente, sono state allevate e strumentalizzate da gente senza scrupoli
al fine di selezionarne la reattività e l’aggressività, ma esistono
individui delle stesse razze di comprovata socievolezza; le scelte razziali
effettuate negli scorsi anni in diversi paesi europei si sono dimostrate
sbagliate e totalmente inefficaci nel ridurre l’incidenza delle aggressioni
canine, sia per l’interesse deviato poi verso altre razze da parte dei
malavitosi, sia per l’oggettiva difficoltà ad individuare le razze meno
comuni da parte degli stessi organi di controllo; la pericolosità del cane
è
un fatto strettamente individuale e chiunque possieda un cane deve essere
responsabilizzato singolarmente del comportamento del proprio animale, di
cui è tenuto a conoscere la reattività e l’eventuale pericolosità e a
mettere in atto tutte le misure necessarie per controllarla;
4. ritiene che tutti i cani già segnalati alle ASL per morsicature e
aggressioni, sia meticci che di diverse razze, dovrebbero portare un
collare
di colore convenzionale, in modo da essere immediatamente identificati dal
pubblico, e dovrebbero essere sottoposti a misure più restrittive come
l’obbligo contestuale di guinzaglio e museruola nei luoghi pubblici o
aperti
al pubblico, fatta salva la possibilità di revocare queste misure dopo
idonea terapia comportamentale seguita dal superamento di un test di
socializzazione e docilità, come quello del “cane buon cittadino” (test
comportamentale complesso che valuta la capacità di adattamento all’ambiente
urbano e l’assenza di reazioni comportamentali indesiderate); i cani con
oltre tre episodi di aggressione con lesioni a persone o ad animali
potrebbero essere sottoposti a sterilizzazione chirurgica, se ritenuta
idonea a ridurne l’aggressività da medici veterinari esperti in
comportamento canino, ed eventualmente sottoposti a sequestro se il
proprietario non fosse in grado di garantirne la custodia;
5. ritiene che dovrebbe essere prevista una sanzione pecuniaria
consistente,
attualmente non prevista dalla normativa vigente, per i proprietari dei
cani
che hanno provocato lesioni da aggressione a persone o ad altri animali,
allo scopo di favorire il possesso responsabile del cane ed il ricorso a
corsi di educazione per cani tendenzialmente aggressivi e ribelli;
6. ritiene che dovrebbe essere precluso l’acquisto e la detenzione di cani
di qualunque razza o meticci a persone condannate per maltrattamento di
animali;
7. ritiene che non debba essere creata una discriminazione dei cani sulla
base della mole (peso e/o altezza) perché inevitabilmente penalizzerebbe
anche tutti i cani socievoli, compromettendone il benessere e provocando
grave disagio ai loro proprietari; una tale discriminazione sarebbe,
inoltre, praticamente inapplicabile per la difficoltà di pesare o misurare
i
cani per la strada o per le prevedibili contestazioni che ne deriverebbero;
l’impiego sistematico della museruola verrebbe anche a penalizzare
gravemente, dal punto di vista sanitario, cani con difficoltà respiratorie
costituzionali (cani brachicefali) o acquisite, oltre che tutti i cani dal
punto di vista della socializzazione;
8. ritiene che debba essere indirizzata l’attenzione delle forze dell’ordine
verso la criminalità che fomenta l’allevamento e l’addestramento di cani
per
i combattimenti clandestini, e che costituisce un bacino di produzione di
cani ad elevata pericolosità sociale;
9. auspica che, per favorire l’educazione del cane alla convivenza in
ambito
urbano attraverso corsi di formazione di “cane buon cittadino”, in deroga
all’Art. 83 del Regolamento di Polizia Veterinaria sia previsto per i cani
che hanno superato tali test, nonché, per facilitarne la socializzazione
intraspecifica, per i cuccioli al di sotto dei sei mesi, di accedere senza
guinzaglio e museruola in appositi spazi verdi recintati e non attrezzati
per bambini, e, ove questi spazi recintati non esistano, in aree verdi non
espressamente vietate ai cani e lontane da aree attrezzate per bambini;
10. auspica che, oltre alle misure per prevenire le aggressioni canine,
debba essere approntato un provvedimento normativo di più ampio respiro che
regolamenti l’allevamento, la custodia, la vendita, la selezione e
l’addestramento dei cani e le misure necessarie a garantirne il loro
benessere psico-fisico e ad esaltarne le qualità di equilibrio e di
docilità, oltre a stabilire dei percorsi formativi sul rapporto
uomo-animale
e sul possesso responsabile di un animale, da realizzare all’interno dei
programmi scolastici per una corretta formazione dei futuri cittadini.
Poiché i medici veterinari, oltre alla loro formazione e competenza, hanno
un contatto professionale quotidiano con la maggior parte dei cani di
proprietà e con i loro proprietari, essi rappresentano la categoria
professionale che ha la maggior conoscenza dei comportamenti del cane.
Questo ha fatto sì che per primi e da anni i medici veterinari si siano
attivati a titolo personale, professionale, accademico e di società
culturali e scientifiche per formare gli strumenti preventivi più efficaci:
informazione dei proprietari, educazione di base dei cani e formazione di
professionisti con una approfondita preparazione nel campo dell'etologia
applicata.
La FNOVI può mettere a disposizione la sua rete di supporto a livello
nazionale, attraverso gli Ordini provinciali e le associazioni scientifiche
e professionali, per la preparazione dei corsi di formazione, per la
valutazione dei cani segnalati e per le campagne informative per la
cittadinanza, con particolare attenzione all'educazione nelle scuole.
www.animalieanimali.it
info@animalieanimali.it
(Ieri, oggi e domani)
17/10/03
Corriere della Sera
Cani, pericolose solo 4
razze Arriva la «prova del postino»
La proposta della
«Commissione pitbull»: classificati in base all’altezza
Niente museruola agli
animali che superano i test di buona condotta
Roma - I pitbull e i progenitori. E poi tutti quelli che superano 40
centimetri di altezza o 20 chilogrammi di peso. Potrebbe toccare a loro
l’obbligo di indossare musueruola e guinzaglio nei luoghi pubblici e aperti
al pubblico. A meno che i padroni degli uni e degli altri non mostrino una
specie di «lasciapassare» dove si dimostra che il fedele amico ha superato
l’esame di buona condotta e quindi può bighellonare libero sul prato. Oggi
il Consiglio superiore di sanità, sezione quarta coordinata da Giorgio
Poli,
si riunisce per completare il panorama di audizioni e, molto probabilmente,
elaborare in via definitiva il parere per il ministro della Salute,
Girolamo
Sirchia.
Gli esperti della «Commissione pitbull», così ribattezzata, convergono su
questi due orientamenti.
Una mini classificazione di cani ad alto rischio di morsicature (oltre ai
pitbull, i bull terrier, american bulldog e bull Mastiff) molto più
ristretta rispetto alle circa ottanta razze incluse nell’ordinanza di metà
settembre, dove venivano imposte restrizioni severe. Inoltre, un secondo
gruppo di esemplari a rischio individuati non sulla base della razza, ma
delle dimensioni.
Garrese - «Non neghiamo che anche barboncini e bassotti mordano - previene
le osservazioni Poli -. Ma il danno che provocano è sicuramente meno
importante di quello di un pastore tedesco o di un rottweiler. Le nostre
indicazioni verranno utilizzate dal ministro per intervenire sull’ordinanza
o, in tempi non immediati, con altri provvedimenti».
Potrebbe passare solo il principio dell’altezza misurata al garrese, visto
che stabilire il peso di un cane colto sul fatto mentre morde risulterebbe
impraticabile per un qualsiasi rappresentante dell’ordine o guardia
municipale.
Prende sempre maggior consistenza l’ipotesi di prevedere «brevetti di buon
cittadino» per i quattrozampe che, sebbene pitbull o di grande stazza,
risultino mansueti e docili.
Patentino - Il patentino si ottiene dopo una serie di test già codificati
dall’Enci, l’ente nazionale cinofilia italiano. I padroni dovrebbero
recarsi
in uno dei 600 campi dell’ente, ma non è escluso che un esame
psicocomportamentale di diversa impostazione, ma stesse finalità, possa
essere effettuato nelle Asl. Il brevetto del cane «promosso in buona
condotta» include prove col padrone (Fido deve sapersi mantenere
impassibile
quando nella scena irrompe un estraneo o quando sente un «botto»
improvviso)
e in mezzo al traffico (Fido legato a un palo non si innervosisce se tarda
il padrone). Prevista anche la classica «prova del postino»: il cane non
deve perdere la calma nè rincorrerlo (tantomeno azzannarlo) se un ciclista
gli passa vicino o lo sfiora.
Castrazione - C’è chi propone soluzioni più drastiche. Sterilizzazione per
il cane che ha già morsicato in modo che sia reso incapace di trasmettere
la
sua aggressività ai cuccioli. Divieto di importazione e di allevamento
mirati all’estinzione delle razze pericolose. Vedremo oggi cosa ne pensano
i
veterinari comportamentalisti, rappresentati da Raimondo Colangeli, uno
degli esperti consultati dalla commissione. Si annunciano documenti molto
critici. La Federazione nazionale degli ordini dei veterinari (Fnovi),
l’Associazione nazionale dei veterinari (Anmvi) e la Società di scienze
comportamentali (Sisca) respingono in blocco il contenuto dell’ordinanza.
In particolare, persiste l’atteggiamento contrario alla classificazione
delle razze: «l’eventuale pericolosità dei singoli cani è un fatto
strettamente individuale cui concorrono fattori ambientali e di
selezione...
chi possiede un cane deve essere responsabilizzato per prevenire l’eventuale
pericolosità dell’animale».
Tra le proposte, imporre ai morsicatori già segnalati alle Asl un collare
giallo in modo da poter essere identificati dal pubblico. Alla terza
addentatura, inoltre, obbligo di sterilizzazione. Bocciato il principio
della mole, definita «discriminazione» illogica.
Margherita De Bac
17/10/03
Corriere della Sera
Mainardi: «Bisogna
insistere sul controllo degli allevamenti»
Milano - «Queste proposte sono certamente migliori delle precedenti, ma
restano carenze piuttosto importanti. Il principio dell’altezza misurata al
garrese, per esempio, rischia di penalizzare cani di grandi dimensioni e
niente affatto pericolosi. È il caso di levrieri, terranova, alani, pastori
tedeschi. Solo in presenza di patologie, o se addestrati per aggredire,
questi animali diventano a rischio». L’etologo Danilo Mainardi promuove con
riserva le osservazioni che oggi la «commissione pitbull» del Consiglio
superiore di sanità discuterà, prima della presentazione definitiva al
ministro della Salute Girolamo Sirchia. Non pensa che il «patentino» possa
essere una garanzia sui quattrozampe?
«In teoria sì, ma mi pare difficilmente applicabile, soprattutto in tempi
brevi. Il problema principale in Italia sembra la carenza di fondi per fare
qualunque cosa. Non riesco a immaginare con quali finanziamenti si
potrebbero organizzare corsi di buon comportamento canino in grandi
proporzioni».
Però i cani con il certificato di buona condotta non avrebbero l’obbligo di
usare contemporaneamente guinzaglio e museruola nei luoghi pubblici o
aperti
al pubblico.
«Da secoli i cani circolano liberamente. A me pare che la soluzione non
stia
nella museruola, ma nel far rispettare la legge e nel contrastare la
selezione dei cani per il combattimento. Bisognerebbe intervenire sugli
allevamenti. Il bulldog è l’esempio più confortante: da che si è smesso di
utilizzarlo per affrontare i tori, è diventato un pacioso cane da
compagnia».
El. Ser.
17 Ottobre 2003
PITBULL: ANIMALISTI,
CONSIGLIO SUP. SANITA' CERCA SOLO LISTA CATTIVI
(ASCA) - Roma, 17 ott - ''Il ministro Sirchia vuole solo una
lista dei cattivi. Non c'e' interesse ad affrontare il
problema se non in una logica emergenziale. Non ci stiamo e
faremo disobbedienza civile''. Si e' trasformata in confronto
duro l'audizione degli Animalisti Italiani-Peta, oggi, di
fronte alla quarta sezione del Consiglio Superiore di
Sanita', ribattezzata 'Commissione Pitbull' per la modifica
dell'ordinanza Sirchia sui cani pericolosi. ''Ci chiedono una
lista di razze di comprovata pericolosita' - spiega all'Asca
Ilaria Ferri, Direttore Settore Cattivita' degli Animalisti
Italiani, al termine dell'audizione - ma non potremo
dargliela mai perche' non esistono razze geneticamente piu'
aggressive di altre, ne' 'aprioristicamente pericolose, ogni
aggressione e' un fatto individuale del singolo animale ed
effetto del proprio vissuto, a monte di esse vi e' sempre e
comunque la responsabilita' dell'uomo''.
Gli animalisti sono sul piede di
guerra soprattutto
perche' rifiutano i ''provvedimenti dettati dall'emergenza
che sanciscono principi fuori da ogni logica. La negazione di
quello su cui si e' lavorato per anni. Questo ministro vara
provvedimenti sulla pet-therapy per poi progettare , perche'
di questo ho sentito parlare oggi, addirittura di vietare
l'ingresso ai cani nelle zone pedonali!''.
Le associazioni animaliste,
insomma, non ci stanno e
promettono ''disobbedienza civile''. ''Contesteremo il
provvedimento dall'inizio alla fine - promette Ferri - e
assieme a noi lo faranno anche l'Enci e le associazioni dei
Veterinari. Se un aspetto positivo questa ordinanza lo ha
avuto e' stato quello di farci creare un fronte unito''.
mpd/cam/ss
171358 OTT 03
Il Tempo
Roma, 18 Ottobre 2003
di Natalia Poggi
Una volta il cane di razza «pericolosa» era ambito e chi lo possedeva amava
esibirlo, spesso imporlo agli altri facendolo scorazzare libero e senza
museruola. In barba a tutti i «piccoletti» agguantati, prontamente, per la
collottola dai rispettivi padroni. Perchè ubi maior minor cessat, anche
quello più petulante e con manie di grandezza.
Ora, per molti, il cagnone si sta trasformando in un imbarazzante fardello.
C¹è chi lo molla, senza pieta, in qualche viottolo di periferia oppure ai
cancelli di un cimitero di campagna come è successo nel Pescarese. C¹è chi
lo aveva sognato e adesso lo ripudia. Mettendo in crisi soprattutto gli
allevamenti amatoriali (un arcipelago di microattività, solo ottomila nel
Lazio).
«Ho sette cuccioli che erano stati prenotati e ora nessuno li vuole più e
una femmina che partorisce i primi di novembre - spiega il sig. Marco
Mancini che alleva doghi argentini sulla via Nomentana a Roma - Un danno
economico enorme se consideriamo le spese della monta, dello svezzamento e
del veterinario». Il dogo argentino rientra nelle categorie sotto accusa:
selezionato negli anni Venti per la caccia al cinghiale (che nelle
smisurate
pampas viene fatta senza fucili) è un botolo alto dai 68 ai 75 cm al
garrese, 40 chili, pelo bianco e macchie scure al 10%, occhi a mandorla e
coda a ombrello. Ricercato saprattutto per difesa e perchè è attaccatissimo
al padrone e alla sua famiglia. Un cucciolo di «nobile schiatta» (figlio di
campioni) costa sui 1500 euro. «Ora si svende a 400 euro. Ma a richiedere i
cuccioli di dogo non sono più i privati - prosegue il signor Mancini - ma i
laboratori farmaceutici e cosmetici. Come mi hanno riferito alcuni miei
colleghi di Latina. Il dogo è particolarmente ricercato per gli esperimenti
a causa della sua pelle bianca». Uno scenario inquietante che si associa
anche alla svendita di cuccioli sottobanco al mercato clandestino del
combattimento. «Io personalmente non lo farei mai - spiega Mancini - ma
posso capire un collega in difficoltà. Alla base della crisi c¹è una paura
immotivata dettata pure da una cattiva informazione. Non è vero che le
compagnie di assicurazioni stanno per aumentare le polizze sui cani. Si
aggirano sui cinquanta euro e lì resteranno inchiodati come hanno
specificato quelli dell¹Ania». A questo punto c¹è da chiedersi che fine
faranno le migliaia di cuccioli invenduti. «Putroppo nessun ispettore andrà
mai a verificare se i cuccioli dichiarati deceduti sono morti oppure
passati
ai ring di combattimento. Del resto chi mai si è preso finora la briga di
fermare per strada i padroni di cani pieni di cicatrici?» Obbligo di
guinzaglio e museruola al di sopra dei 30 centimetri, che ne pensa? «Che
non
è una novità, l¹obbligo c¹è sempre stato anche se non applicato». E sui
test
psicocomportamentali ai quadrupedi? «Che dovrebbero farli ai padroni
23/10/03
Panorama
E tu di che cane sei?
Gioco, da fare possibilmente in un parco, dove le combinazioni cane-padrone
sono molteplici. A quale tipologia apparterrà il vezzoso barboncino con
fiocchetto, portato in braccio dalla signora ultrachic? E quel simpatico
bastardino che da ore impegna la sua padrona in un interminabile «lanciami
il legnetto che te lo riporto»? E ancora, in quale categoria inserire il
dobermann dall';aria fiera, che cammina a fianco di quel macho? Infine,
come
definire il mastino dall'aria «ti conviene non venirmi vicino», al
guinzaglio di un tipo che sembra pensarla allo stesso modo?
A fornire le risposte è la ricerca Enquiry di AC.Nielsen, la più ampia mai
fatta finora sugli italiani e i cani (ha coinvolto 17 mila persone): come
li
considerano, perché ne hanno uno, come lo trattano, che tipi di padroni
sono. Il ritratto che ne viene fuori è alquanto significativo, e spesso
divertente. Intanto, dimostra che nei confronti degli animali noi italiani
siamo bendisposti. Il 22 per cento delle famiglie ha un cane, e chi non lo
possiede spesso adduce una giustificazione ragionevole: è impegnativo, ci
sono motivi di igiene, preferisce altri animali. Comunque sia, il 70 per
cento degli intervistati dichiara addirittura di «adorarli», il 28 per
cento
«li tollera», a «detestarli» resta un misero 2 per cento.
Ad accogliere un quattrozampe in casa sono soprattutto (per il 25 per
cento)
le famiglie in cui c'è un giovane. Mentre ad adottarne più di uno sono
quelle numerose, e magari piacevolmente incasinate: due o tre figli più un
paio di cani, così godimento e sacrifici sono ripartiti.
Di che cane sei?
Lilli e il vagabondo
Il cane da compagnia «umanizzato», oggetto di cure continue e destinatario
di prodotti specifici: cappottini, dentifricio e spazzolino, scatolette di
cibo particolari. Preferito da donne che seguono la moda, amano programmi
tv
femminili, puntano molto sugli affetti e le relazioni.
Rex (o Rintintin)
Il cane efficiente, di tipo «virile». Piace soprattutto agli uomini modello
«standard»: razionali e di poche smancerie, che amano il calcio e lo sport
e
preferiscono i programmi televisivi classici-istituzionali.
Zanna bianca
Il cane cane, da guardia, da difesa, da caccia. Funzionale. Di notte dorme
in cuccia, di giorno non entra in casa. Il proprietario, un tipo di persona
tradizionale per gusti e preferenze, lo considera uno strumento da
utilizzare al meglio. Altrimenti, perché averlo?
Pluto
La categoria dell';eterno «supercucciolo»: giocherellone, divertente,
trattato spesso come un bambino. Tipico delle famiglie con ragazzi,
giovani,
persone in genere aperte al nuovo e di cultura ecologista. E che non lo
porterebbero mai a un concorso di bellezza.
Ma l'aspetto più curioso della ricerca è il ritratto degli animali e dei
rispettivi padroni.Viene fuori, grosso modo, che i cani si dividono in
quattro tipologie (ispirate a film o cartoni animati che tutti ricordano):
«Pluto», «Lilli e il Vagabondo», «Rex/Rintintin» e «Zanna Bianca».
«Pluto è l'eterno supercucciolo, divertente e pacioccone, vissuto come una
specie di cane-bambino o di peluche.
Il tipico cane da città umanizzato» spiega Daniele Tirelli, vicepresidente
di AC.Nielsen. Chi preferisce Pluto (il 32,8 per cento del campione) lo
trova «bellissimo e unico», anche se magari è uno sgorbio impresentabile.
Però non lo porterebbe mai a una mostra canina, idea che ritiene
«ridicola».
Non la pensa così chi possiede «Lilli e il Vagabondo»: un cane da compagnia
di bell'aspetto, oggetto continuo di cure amorevoli e talvolta un po'
ansiogene. Il modello preferito dalle donne (e dal 26 per cento degli
intervistati). Uomo o donna che sia, il padrone di Lilli dice di capire
«chi
lascia dormire il cane con sé». Un giro di parole, probabilmente, per
ammettere che sì, il suo beniamino dorme in camera. E chissà, forse salta
anche sul letto.
Eccessi a cui non indulge il proprietario di Rex o Rintintin (rappresenta
l'11 per cento): animale performante, virile, efficiente. Magari viene
portato con orgoglio alle mostre canine (è facile che sia un campione), ma
di coccole non ne riceve troppe. Ancor meno portato alle smancerie è il
padrone di Zanna Bianca (30,1 per cento). «Un cane adottato perché
funzionale, e addestrato a compiti precisi: per difesa o guardia, per
andare
a caccia» precisa Tirelli. Zanna Bianca di sicuro non dorme in camera da
letto, ma nella sua cuccia. E il suo padrone non si sognerebbe mai di
identificarsi con lui.
«Il rapporto che gli italiani hanno con i propri cani, fotografato dalla
ricerca, è quello ereditato a partire dagli anni Ottanta: da un lato
l'animale infantilizzato, e considerato una specie di figlio, come Pluto e
Lilli. Dall'altro il cane performante, ostentato o trattato come uno
strumento» commenta l'etologo e zooantropologo Roberto Marchesini. «Un
atteggiamento che sta iniziando a cambiare. Per ora tra le categorie che
vivono a stretto contatto con i cani: veterinari, addestratori, cinofili. E
che poi si estenderà, come credo, al resto della popolazione».
Questa nuova tendenza consiste, per definirla con le parole dell'esperto,
in
una «affiliazione performativa»: in parole semplici, una via di mezzo tra
Pluto e Lilli (il cane peluche) e Rex e Zanna Bianca (da esibire o usare).
«Il cane resta parte della sfera familiare e intima, ma si cerca anche di
conoscerne le disposizioni naturali, le vere attitudini, senza umanizzarlo
troppo» continua Marchesini. Si continuerà a coccolarlo, ma le prestazioni
che gli verranno richieste saranno più in armonia con il suo lato canino,
prima trascurato. Che cosa significa, in concreto? Invece di lustrarlo e
stressarlo per un concorso di bellezza, lo si porterà a un corso di
agility,
certo più divertente. Oppure si imparerà la pet therapy, per poi andare
insieme, perché no, a fare compagnia a un anziano.
Tutte le cifre
Il sondaggio Enquiry della AC.Nielsen è stato condotto con questionari
scritti, dal 2002 al 2003, su un campione di 17 mila persone (14-75 anni)
rappresentativo della popolazione italiana. Ha risposto l';87 per cento
degli interpellati
In Italia ci sono 20 milioni e 600 mila famiglie: di queste,
il 22% (12 milioni 270 mila persone) possiede uno
o più cani.
Tra le famiglie con cani, il 25% ha figli tra 19 e 24 anni. Il 16,5%
ragazzi
tra 7 e 14 anni. Il 14,4% tra 15 e 18 anni. E il 13,2% ha bambini da 0 a 6
anni.
L'area dove la presenza di cani è più numerosa, in rapporto alla
popolazione, è il Centro Italia (Toscana, Lazio, Marche, Umbria, Sardegna).
Alla domanda «Come vorrebbe che fosse il proprio cane?» il 33% risponde
«intelligente ed estroso»; il 24% «pacioccone e divertente»; un altro 24%
lo
vorrebbe «tranquillo ma terribile con chi disturba».
Il 23% lo preferisce «socievole», il 6% «riservato e indipendente», il 3%
«grande e aggressivo».
Tra i proprietari di cani, il 51% ritiene che un bastardino valga quanto un
esemplaredi razza. Il 35% trova ridicoli i cappottini contro le intemperie.
Il 25% ritiene assurde le mostre per cani.
Ma il 14% gradirebbe trovare nei supermercatispazzolini e dentifrici per
cani. E il 10% sostiene di capire chi li lascia dormire con sé.
Daniela Mattalia
22/10/03
Animali e animali
Ordinanza Sirchia al
bivio
Il Consiglio Superiore
di Sanità ha proposto le modifiche.
Una lista di attenzione ma non discriminatoria, più prevenzione in giardini
e luoghi pubblici, corsi comportamentali per i quadrupedi a prescindere
dalla razza di appartenenza.
La IV sezione del Consiglio Superiore di Sanità, impegnato dal Ministro
Sirchia ad elaborare una proposta di modifica all’Ordinanza in vigore dal
12
settembre scorso sui cani potenzialmente pericolosi, ha emesso il suo
verdetto. Ha ascoltato associazioni animaliste, veterinarie, docenti
universitari, l’Ente della cinofilia italiana, ed ha portato sul tavolo del
Ministro queste proposte, con la premessa che ӏ indispensabile
l’applicazione dell’anagrafe canina” e che ”ritiene di non poter
identificare con certezza scientifica razze definibili potenzialmente
pericolose”:
1 - Si restringa ai pitbull e ad altre quindici razze o morfotipi (pitbull
terrier, american bulldog, bull mastiff, fila brasileiro, dogo argentino,
tosa inu, cao da serra de estreilla, perro da presa canario, perro da presa
Mallorquin, perro de canapo majoero, pastore dell'Asia centrale, pastore
del
Caucaso, pastore dell’Anatolia, cane da pastore di Charplanina, rafeiro do
alentejo) l’elenco di “attenzione”, al quale si potranno applicare le
restrizioni previste dall'Ordinanza in vigore.
Un elenco notevolmente sfrondato rispetto alla novantina di razze ad alto
rischio aggressività incluse irresponsabilmente nella lista precedente e
con
l’obbligo senza eccezioni di guinzaglio e museruola, una lista limitata di
cani “che per la loro recente o incompleta domesticazione e la loro storia
evolutiva e selettiva si configurano a rischio di gestione e/o inadatte
alla
vita in ambiente urbano. Ciò per le loro spiccate reazioni di difesa
attiva,
di territorialità e vigilanza e per la mole gigante di alcune di esse”.
Per loro, e loro incroci, potrà essere confermato il divieto di
addestramento e di qualsiasi operazione di selezione o di incrocio per
esaltarne l'aggressività, l'obbligo di stipulare un'assicurazione, il
divieto di acquisto per i minorenni, per chi è sottoposto a misure
cautelari
o è stato condannato.
2 - Nei luoghi frequentati dai bambini, come i giardini pubblici, e nelle
aree pedonali, ”la dove è prevalente la presenza di persone”, deve essere
esteso a cura delle Autorità locali cioè i Sindaci, l'obbligo di indossare
guinzaglio non estendibile e museruola previsto per tutti i cani, al
momento
previsto solo nei locali e sui mezzi di trasporto pubblico dal Dpr 320 del
1954.
L'innovazione non varrà per i cani sotto i 30 centimetri di altezza, per
tutti i cani sotto gli otto mesi di vita e per tutti i cani sopra i 30
centimetri ”sottoposti al test comportamentale (a tal fine “auspica che le
Aziende Usl predispongano servizi competenti alle valutazioni
comportamentali e le Università di attivare un’adeguata preparazione per i
veterinari”) e tutti i cani impegnati in compiti di protezione civile, i
cani guida e i cani utilizzati nella pet therapy, nonché tutti i cani
impegnati nelle attività agonistiche e sportive”.
3 - Per i cani classificati morsicatori dai Servizi veterinari Usl, che
dovranno essere identificabili portando un collare permanente fluorescente,
“obbligo contestuale, indipendentemente da razza, peso e taglia, di
guinzaglio non estendibile e museruola”.
Infine il Consiglio Superiore di Sanità ”raccomanda di provvedere al più
presto con opportuni atti normativi alla regolamentazione delle attività di
commercio, allevamento e addestramento di tutte le razze canine”.
Quindi anche se con un elenco molto ridotto, l'elenco è rimasto...
Sì e lo criticano veterinari, allevatori e animalisti, tutti uniti per una
volta sia dal punto di vista etico che tecnico-scientifico.
Ma a questi cani viene data dal Consiglio Superiore di Sanità la
possibilità, dopo la positiva frequentazione di un corso comportamentale,
di
non avere l’obbligo contestuale di guinzaglio e museruola.
Guinzaglio e museruola nelle aree verdi pubbliche per tutti i cani di media
e grande mole?
Sarà un via libera alle già tante Ordinanza dei Sindaci di obbligo, in
genere totale, o addirittura di divieto d’accesso.
Sarà un problema permettere una socializzazione senza impedimenti per i
quattrozampe ed alcuni fanno notare che ciò può far aumentare
l’aggressività.
Peraltro il principio di identificare l’altezza come discrimine è stata
bocciata meno di un anno fa per l’Ordinanza della Regione Lombardia, poi
ritirata.
Quando saranno pronti questi corsi comportamentali dei Servizi Veterinari
Usl?
E’ l’incognita di queste proposte.
C’è chi dice otto-dieci mesi. Ma ci sono in ogni Azienda Usl veterinari
preparati specificatamente in materia?
Quando entreranno in vigore queste nuove regole?
Sta ora al Ministro Sirchia trasformare la sua Ordinanza applicando o
modificando queste indicazioni del Consiglio Superiore di Sanità.
Sabato scorso a Sirmione ha dichiarato che non ne terrà conto ma poi si è
corretto.
Continua peraltro a scaricare sul Parlamento la responsabilità di una
legge,
definitiva, sull’argomento, quando lui appena cinque mesi fa ha proposto un
Decreto Legge ad hoc solo per aracnidi pericolosi ed ha promesso un Disegno
di Legge sui quattrozampe che non ha visto ancora la luce.
Ed intanto per chi è stato sanzionato per l'attuale Ordinanza?
Basterà fare ricorso al Prefetto con una raccomandata a/r allegando la
Circolare del Pubblico Ministero di Roma Vecchione e la multa potrà essere
annullata.
Gianluca Felicetti
www.animalieanimali.it
info@animalieanimali.it
(Primo piano)