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Esito della stagione venatoria 2003/2004

Categorie

Morti

Feriti gravi

Feriti leggeri

Nessun ferito

CACCIATORI

(Armi da fuoco)

Calabria: 1

Emilia R.: 3

Lazio: 2

Lombardia: 1

Marche: 1

Piemonte: 2

Puglia: 1

Sardegna: 1

Sicilia: 4

Toscana: 3

Trentino: 1

Umbria: 3

Veneto: 1

Italia: 24

Friuli: 2

Lazio: 1

Liguria: 1

Piemonte: 2

Puglia: 1

Sardegna: 6

Toscana: 1

Umbria: 1

Veneto: 6

Italia: 21

Abruzzo: 1

Campania: 2

Emilia R.: 2

Friuli: 1

Liguria: 5

Lombardia: 3

Marche: 1

Sardegna: 3

Toscana: 7

Trentino: 2

Umbria: 15

Veneto: 10

Italia: 52

 

CACCIATORI

(Infarti o malori non precisati durante battute di caccia) [1]

Emilia R.: 1

Friuli: 1

Lazio: 1

Liguria: 4

Lombardia: 2

Marche: 1

Piemonte: 1

Sardegna: 1

Toscana: 3

Umbria: 2

Veneto: 3

Italia:20

Toscana: 1

Italia: 1

 

 

CACCIATORI

(Altre cause) [2]

Friuli: 1

Lazio: 1

Marche: 1

Piemonte: 1

Trentino: 1

Italia: 5

Sicilia: 1

Toscana: 1

Italia: 2

Lombardia: 1

Sardegna: 1

Toscana: 1

Italia: 3

 

NON CACCIATORI

(Armi da fuoco)

Liguria: 1

Italia: 1

Campania: 1

Lazio: 1 (7 anni) [3]

Liguria: 1

Lombardia: 1

Veneto: 1 (10 anni)

Italia: 5

Campania: 2

Emilia R.: 1

Lazio: 1

Lombardia: 1

Toscana: 1 (3 anni)

Veneto: 4

Italia: 10

Lombardia: 1

Veneto: 1

Italia: 2

SPARI PRESSO ABITAZIONI E MOLESTIE VARIE  [4]

 

 

 

Friuli: 1

Lazio: 1

Lombardia: 3

Marche: 1

Toscana: 1

Umbria: 2

Veneto: 5

Italia: 14

 

 

 

 

 

CACCIATORI

(Lavori costruzione appostamenti) [5]

Emilia R.: 1

Italia: 1

 

 

 

ATTI DOLOSI COMPIUTI AL DI FUORI DELL’ATTIVITA’ VENATORIA [6]

Campania: 1

Marche: 1 [7]

Piemonte: 1

Puglia: 1

Italia: 4

Campania: 1

Italia: 1

Lazio: 1

Umbria: 3

Veneto: 1

Veneto: 1 (8 anni)

Italia: 6

Campania: 1

Emilia R.: 3

Marche: 1

Umbria: 2

Veneto: 2

Italia: 9

 

SUICIDI O TENTATI SUICIDI CON ARMI DA CACCIA [8]

Campania: 2

Emilia R.: 1

Liguria: 1

Veneto: 1

Italia: 5

Toscana: 1

Italia: 1

 

Veneto: 1

Italia: 1

 

 

 

Tabelle riassuntive

 

Cacciatori
Non cacciatori
Totale

Morti

49

1

50

Feriti gravi

24

5

29

Feriti leggeri

55

10

65

 

 

Numero di morti per regione

Toscana

6

Liguria

5

Umbria

5

Emilia R.

4

Sicilia

4

Veneto

4

Lazio

4

Piemonte

4

Lombardia

3

Marche

3

Friuli

2

Sardegna

2

Trentino

2

Calabria

1

Puglia

1

 

Totale morti: 50

Totale feriti: 94

 

Note:

Nel conteggio finale del numero dei morti e dei feriti sono stati inseriti soltanto i casi riportati nella parte della tabella al di sopra della riga vuota, ovvero quelli classificabili come incidenti legati, in qualsiasi maniera, all’attività venatoria. In tale tabella, qualora la vittima sia un minore, ne è stata indicata l’età.

Si vedano le note seguenti per spiegazioni di dettaglio.

 

[1] Casi inseriti nel conteggio finale in considerazione del loro elevato numero (il 41% delle cause di morte fra cacciatori impegnati in battute), riscontrabile oltre tutto anche nelle precedenti stagioni venatorie, il che rende improponibile l’ipotesi di una mancanza di correlazione fra l’attività venatoria e l’evento.

 

[2] Tipicamente conseguenze di cadute. Casi inseriti nel conteggio finale in quanto relativi a circostanze strettamente connesse all’attività venatoria (transito su terreni scoscesi ecc.). Il fatto che tali circostanze possano essere comuni anche ad altri contesti (esempio: escursionismo) non implica che non debbano essere considerate fonti di pericolo nel contesto in esame.

 

[3] Caso di collocazione dubbia in quanto il cronista scriveva che per la vittima i medici prevedevano “scarse possibilità di recupero”. Considerato nel conteggio come “ferito grave”.

 

[4] Importante notare che la maggior parte di questi casi passa sotto silenzio e dunque i dati qui riportati non sono neppure approssimativamente significativi della reale portata del fenomeno, che è da ritenersi certamente di vari ordini di grandezza più rilevante, se non generalizzato.

 

[5] Questo caso non è stato inserito nel conteggio perché le circostanze sono da approfondire sul piano giuridico. Ovvero: la costruzione di un appostamento è da assimilarsi a una attività edilizia, sia pur su piccola scala e bisogna pertanto ritenere che anch’essa debba essere soggetta a una normativa di sicurezza come lo è l’attività edilizia vera e propria. Allo stato attuale non mi risulta che tale normativa esista. Di certo si può dire che la dinamica dell’incidente, per quanto si può dedurre dalla cronaca, è tale da far ritenere che la vittima stesse tenendo un comportamento che, se fosse stato di un operaio all’interno di un cantiere, avrebbe costituito violazione della normativa in materia di sicurezza sul lavoro.

 

[6] Comprendono tutti gli episodi che vanno dall’omicidio volontario alla minaccia a mano armata o comunque all’uso illecito di armi da caccia al di fuori dell’attività venatoria. Pur non avendo inserito tali casi nel conteggio si deve sottolineare come il verificarsi di essi sia diretta conseguenza della disponibilità di un’arma in quel momento e in quelle circostanze. Essi pertanto, benché a rigore estranei all’attività venatoria, sono da considerarsi senz’altro come un suo “effetto collaterale”.

 

[7] Caso dubbio in quanto non certe le circostanze dolose. Non inserito comunque nel conteggio finale.

 

[8] Benché siano qui riportati non si ritiene che i casi di suicidio debbano essere considerati come conseguenza, sia pur indiretta, dell’attività venatoria. Ciò perché il proposito suicida non è quasi mai frutto di uno stato emotivo a breve termine e viene comunque attuato indipendentemente dal mezzo a propria disposizione.

 

Nota conclusiva.
Questo censimento è stato effettuato sulla base delle rassegne stampa inoltrate sulla mailing list animalista di Peacelink e su Umbria Animalista (quest'ultima relativa alla sola regione Umbria), le quali benchè vaste, non sono da considerarsi esaustive di tutta la stampa quotidiana italiana. E' pertanto verosimile ritenere che le cifre sopra riportate siano sensibilmente sottostimate.

 

Filippo Schillaci

 

20 febbraio 2004