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Esito della stagione venatoria 2002/2003

Dai dati del Libro Bianco redatto dalla sezione piemontese della LAC

MORTI
Cacciatori
Per ferite d'arma da fuoco:20
Per infarti e altri malori:16
Per incidenti di varia natura:3
Civili
Casi colposi:1 (in Francia)
Casi dolosi:8
Totale morti sul territorio italiano:47

FERITI
Cacciatori
Gravi (ferite d'arma da fuoco):13
Gravi (altre cause):1
Non gravi (ferite d'arma da fuoco):49
Non gravi (altre cause):3
Civili (casi colposi)
Gravi:1
Non gravi:11
Civili (casi dolosi):7
Totale feriti sul territorio italiano:85

SPARI IN VICINANZA DI ABITAZIONI
Casi di massa:2
Spari sulle case:1
Spari penetrati nelle case:4

DANNI ALL'ATTIVITA' AGRICOLA:
Casi di massa:1

SPARI SENZA FERITI
Dolosi:4
Colposi:5

MINACCE A MANO ARMATA:5
CACCIATORI SCOMPARSI:4
OMESSA CUSTODIA DI ARMI:2

NOTA: Salvo diversa indicazione la causa dell'evento è "ferita d'arma da fuoco".

 

E non è finita qui

Le cifre sopra riportate sono ricavate a cura di Roberto Piana (LAC Piemonte) dalla Rassegna Stampa di Simone Bonanomi (LAC Lombardia) reperibile sulla mailing list animalista di Peacelink, non esaustiva di tutti i quotidiani pubblicati sul territorio nazionale. Esse sono pertanto da ritenersi sottostimate.

Non di rado infatti le notizie relative a tali "incidenti" rimangono confinati nelle cronache locali e dunque sono prive di visibilità su scala nazionale.

Ecco tre esempi di articoli tratti dalla rassegna stampa di Umbria Animalista e non citati nel libro bianco della LAC: un grave caso relativo al ferimento di due escursionisti da parte di un cacciatore poi datosi alla fuga, verificatosi a Spello, in provincia di Terni e riportato soltanto nella edizione locale del Corriere dell'Umbria, un non meno grave caso di spari sull'ospedale di Orvieto riportato dal Messaggero e infine, sempre dal Messaggero, una impressionante antologia di illeciti collezionati dai cacciatori umbri nel solo primo giorno di caccia della stagione.

In due in ospedale dopo essere stati raggiunti dai pallini del fucile. Inchiesta dei carabinieri
Feriti da un cacciatore "pirata"
Colpisce coppia e scappa senza prestare soccorso
(Corriere dell'Umbria, 25 settembre 2002, articolo di Simona Fuso)
SPELLO - Avevano deciso di uscire insieme a fare una passeggiata, approfittando del clima caldo che si respirava sabato mattina. Così una giovane coppia di Spello si era incamminata lungo il percorso che da via degli Ulivi porta alla Maestà di Mascicone, una strada asfaltata che passa in mezzo a molti uliveti e molto trafficata dagli spellani che amano fare lunghe passeggiate. Ma in un istante l'atmosfera della giornata è completamente cambiata: un colpo di fucile sparato da un cacciatore ha colto di sorpresa la coppia facendola anche cadere a terra. Non solo. I piombini della cartuccia avevano infatti colpito i due spellani in varie parti del corpo tanto che in un primo momento non si riusciva a capire bene la gravità del danno. Ma la cosa più grave è che, nonostante le loro ripetute richieste di aiuto, il cacciatore che ha sparato non si è per niente presentato a soccorrere i due giovani i quali, dopo aver percorso alcuni metri a piedi da soli, sono stati aiutati da un passante a raggiungere la propria macchina. Giunti al pronto soccorso i medici hanno riscontrato la presenza di molti piombini in varie parti del corpo, e hanno sottoposto entrambi agli accertamenti clinici del caso; alcuni dei piombini non si sono potuti rimuovere vista la delicata posizione in cui erano penetrati. Soltanto in un secondo momento i diretti interessati si sono presentati in caserma per sporgere denuncia su quanto accaduto.
I carabinieri del posto hanno aperto un'inchiesta per scoprire l'identità del cacciatore che al momento resta sconosciuta. Tuttavia i militari dell'Arma stanno compiendo accertamenti a 360 gradi, anche avvalendosi delle testimonianze di alcune persone del posto e non sembra affatto improbabile che nei prossimi giorni possano esserci sviluppi nell'inchiesta. La speranza è che fatti del genere non accadano più. Per questo sono in molti ormai a chiedere che vengano limitate le zone di caccia in aree lontane dai centri abitati o vicino a strade che sono percorse dalle persone.

Orvieto
A caccia vicino all'ospedale, pallini sui malati
(Il Messaggero, 2 settembre 2002, articolo di Giulio Ladi)
ORVIETO - Non credevano ai propri occhi, e nemmeno alle loro orecchie, i pazienti dell'ospedale di Orvieto che ieri mattina si sono visti arrivare dentro le loro stanze e accanto ai letti parecchi pallini sparati da fucili imbracciati da cacciatori imprudenti. Avevano sentito spari un po' troppo forti per essere a distanza di sicurezza ma che i pallini, seppure ormai senza eccessiva forza, arrivassero addosso ai vetri e all'interno delle loro stanze non se lo sarebbero immaginato. Sono fioccate proteste, telefonate alle forze dell'ordine e alle associazioni ambientaliste. E questa mattina il consigliere comunale della Margherita, Maurizio Conticelli, presenterà un esposto alla Procura della Repubblica di Orvieto.
Anche i proprietari di un paio di agriturismi della zona hanno protestato per lo stesso motivo: cacciatori troppo vicino alle loro strutture e ospiti impauriti che hanno minacciato - e alcuni deciso - di andarsene. L'esposto alla Procura potrebbe produrre l'effetto di limitare ulteriormente la caccia in alcune zone del territorio dell'Orvietano.
L'area accanto al nuovo ospedale e zona di caccia e la cosa sembra inspiegabile, sia per il rumore che, come accaduto ieri mattina, per i potenziali pericoli. Comunque la legge prevede che non si possa cacciare a meno di cento metri di distanza da abitazioni o luoghi in qualsiasi maniera e per qualsiasi motivo frequentati da persone. Ma, spesso la disattenzione e l'imprudenza fanno si che quei limiti vengano disattesi, superati con disinvoltura. Altro aspetto è quello relativo agli agriturismi. Nati in gran numero negli ultimi anni - praticamente quasi tutti i casolari di campagna, una volta disabitati, sono stati trasformati - sono disseminati in mezzo alle zone di caccia. La legge regionale prevede che entro sessanta giorni dall'inizio dell'attività, gli operatori possano fare domanda per riservarsi una zona intorno alla proprietà in cui la caccia sia vietata. Ma non tutti conoscono quella legge varata nel 1996 e, quindi, quella domanda non viene fatta nei tempi previsti.

Proteste di cittadini per spari vicino alle case e contravvenzioni delle Guardie Wwf. Ma anche cacciatori non soddisfatti: poca selvaggina
Parte la caccia tra polemiche e multe
Un incidente a Gualdo. Brutta avventura all'estero per un gruppo di spoletini
(Il Messaggero, 2 settembre 2002, articolo di Claudio Bianciardi)
Apertura della caccia per le quarantamila doppiette umbre. Un po’ di polemiche, un piccolo incidente (a Gualdo Tadino un uomo è stato ferito lievemente dal suo compagno di caccia: medicato, ne avrà per dieci giorni), diverse proteste di cittadini che contestavano gli spari troppo vicini alle case.
Qualche voce di contestazione anche da parte dei cacciatori, che non ritengono sufficiente la selvaggina o pensano che siano eccessivi i limiti imposti. Per altro., dopo gli accordi raggiunto con le province limitrofe, le possibilità per i cacciatori sono aumentate. Ma il primo giorno è stato soprattutto all’insegna dei numerosi illeciti rilevati, con ritiro di patenti e sanzioni "milionarie".
Le Guardie giurate del Wwf hanno riscontrato abbattimenti illeciti di fauna selvatica e violazioni in tema di armi. Il fatto più grave: un cacciatore aveva infatti la licenza scaduta da 4 anni, le Guardie del Wwf hanno provveduto a sanzionare per quasi 2.000 euro l’uomo e ad effettuare il sequestro del fucile e delle munizioni. Il cacciatore sarà processato per direttissima per porto abusivo d'arma.
Per caccia contro le specie vietate, tre i cacciatori a cui sono stati contestati altrettanti reati per abbattimento illegale di fauna protetta tra cui le tortore dal collare orientale, 11 gli esemplari sequestrati oltre ai fucili e alle cartucce.
Ancora: denunciato un cacciatore a piede libero per aver abbandonato il fucile carico, con relativa bisaccia piena di munizioni vicino ad una pianta. Le Guardie Wwf hanno provveduto a sequestrare tutto e quando il cacciatore, dopo lungo tempo, si è presentato reclamando la proprietà del fucile, è scattata la denuncia nella Caserma dei carabinieri di Passignano: abbandono di arma e munizioni. Gli sarà sospesa la licenza di caccia. A Foligno, Todi, Magione, Massa Martana, Bevagna sono stati riscontrati illeciti di varia natura, 2 mancate annotazioni della giornata di caccia, 3 sanzioni per circolazione e sosta su incolti e stoppie, una sanzione per esercizio di caccia senza accompagnatore in quanto prima licenza, e inoltre denunce per rifiuto di generalità e appropriazione di cose altrui e distruzione di documenti.
Un'altra denuncia per uso di attrezzi non consentiti: aveva una gabbia/trappola innescata e pronta allo scatto per la cattura di volpi e simili. Sono stati anche rinvenuti morti 6 cardellini e 4 fringuelli nei cui confronti la caccia non è consentita. Le 30 Guardie Wwf in tutta l'Umbria hanno rilevato queste irregolarità.
Un altro episodio fuori Umbria. Un gruppo di cacciatori spoletini è stato fermato alla frontiera ungherese prima della battuta. Motivo dell’ispezione, il possesso di cartucce non consentite dalle leggi ungheresi. Quindi i funzionari della Dogana hanno messo sotto sequestro le cartucce ed elevato una salata ammenda. Ma non è finita qui: al ritorno i cacciatori spoletini sono stati multati di nuovo per avere ucciso un numero eccessivo di esemplari.