SETTIMANA DAL 10 al 18 sett. 2005

 

INCIDENTI

 

1 settembre

Gela, muore durante battuta di caccia
GELA (CALTANISSETTA)
Il primo giorno della nuova stagione venatoria, a Gela, è stato funestato da un incidente mortale. Durante una battuta nelle campagne di contrada «Priolo», a sette km a est della città, alla quale partecipava un nutrito gruppo di amici, un colpo, partito accidentalmente dal fucile di uno dei cacciatori, ha raggiunto alla testa l' uomo che gli stava vicino, Roberto Lo Bartolo, 33 anni, operaio metalmeccanico dell'indotto del petrolchimico gelese, che è morto durante il tragitto verso l'ospedale «Vittorio Emanuele». Lascia la moglie e due figli. Indagini sono state avviate dai carabinieri che stanno interrogando sia lo sparatore che i testimoni.
«Ora basta: il primo giorno dell'irresponsabile pre-apertura della caccia in Sicilia diventa per la terza volta una tragedia, con una nuova vittima della scellerata frenesia venatoria di chi imbraccia una doppietta». La Lav commenta così la notizia dell'operaio di Gela (Caltanissetta) morto durante una battuta nel primo giorno di caccia. «E' terribile affermarlo, ma si tratta di una tragedia annunciata - dichiara Ennio Bonfanti, responsabile LAV del settore 'fauna' - che assegna alla Sicilia questo triste primato che, con grande amarezza e rispetto per le vittime, denunciamo da anni tra l'indifferenza della Regione». «Per questo chiediamo al Presidente della Regione, on. Totò Cuffaro, di porre subito rimedio al gravissimo e tragico errore dell'apertura anticipata - incalza Bonfanti - attraverso l'immediata revoca, nelle prossime 24 ore, del decreto assessoriale sulla pre-apertura della caccia per sospenderla almeno fino alla fine del mese».
Alcuni bracconieri hanno esploso, la notte scorsa poco dopo l' una, colpi di fucile contro quattro guardie zoofile dell' Ente nazionale protezione animali, senza colpirli, in contrada Pontebarca, in territorio di Belpasso (Catania). Lo rendo noto l' Enpa sottolineando che «l' episodio è avvenuto poco più di un' ora dopo l' avvio della preapertura della stagione venatoria, ma in una fascia oraria in cui è vietato cacciare». Le guardie zoofile hanno udito degli spari e si sono avvicinati alla zona dalla quale provenivano i rumori. Quando i bracconieri hanno notato gli uomini dell' Enpa in divisa, hanno cominciato a sparare contro di loro, senza colpire nessuno. Subito dopo si sono fuggiti su due automobili, abbandonando sul campo alcuni capi di selvaggina già abbattuti. Sull'episodio, la Sezione Enpa di Catania ha presentato una denuncia contro ignoti e una informativa di reato alla Procura della Repubblica.
(La Sicilia)

Parte un colpo accidentale, muore a Gela
Incidente all'apertura della stagione venatoria
(ANSAweb) - CALTANISSETTA, 1 SET - Il primo giorno della nuova stagione venatoria, a Gela, e' stato funestato da un incidente mortale. Durante una battuta nelle campagne di contrada 'Priolo', a 7 km a est della citta', alla quale partecipava un nutrito gruppo di amici, un colpo, partito accidentalmente dal fucile di uno dei cacciatori, ha raggiunto alla testa l'uomo che gli stava vicino, Roberto Lo Bartolo, 33 anni, operaio metalmeccanico dell'indotto del petrolchimico gelese,. L'uomo e' morto durante il tragitto verso l'ospedale 'Vittorio Emanuele'. Lascia la moglie e due figli. Indagini sono state avviate dai carabinieri che stanno interrogando sia lo sparatore che i testimoni. (ANSAweb)
(AnsaWeb)

Caccia, incidente mortale nella giornata di preapertura
Giovane colpito per errore da un compagno di battuta
(ANSAweb) - CIVITELLA DELLA CHIANA (AREZZO), 1 SET - Primo incidente mortale di caccia in Toscana nel primo giorno di preapertura della stagione. E' successo oggi in provincia di Arezzo. La vittima e' un 32enne, Luca Testi, geometra del reparto manutenzione del Comune di Arezzo. L'uomo, sposato da 2 mesi, risiedeva a Battifolle, frazione di Arezzo. Secondo una prima ricostruzione Testi e' stato raggiunto da un colpo partito dal fucile di un compagno di caccia. L'incidente e' avvenuto attorno alle 13 in un bosco della Valdichiana, nel comune di Civitella. Testi era appostato assieme ad un gruppo di amici e stava cacciando da questa mattina le tortore. Un cacciatore trentenne, anch'egli geometra del Comune di Arezzo, avrebbe tirato ad un volatile, colpendo alla nuca Testi. L'uomo si e' accasciato al suolo ed e' morto sul colpo. Inutili i soccorsi: quando i medici sono giunti sul posto hanno solo potuto constatare l'avvenuto decesso. Sotto choc lo sparatore e i colleghi di battuta. La salma e' stata trasportata all'obitorio dell'ospedale di Arezzo. I carabinieri stanno interrogando tutti i testimoni per ricostruire nel dettaglio l'incidente. (ANSAweb)
(AnsaWeb)

 

2 settembre

il caso Due morti in incidenti tra cacciatori in Sicilia e Toscana. Fucilate contro guardie zoofile
Caccia, apertura con funerali
La Lav: delusi dalla giunta Vendola, apprezziamo alcune novità E il Wwf Puglia: ma esecutivo e ambientalisti ora sono più vicini
CIVITELLA DELLA CHIANA (AREZZO) Pre-apertura «funebre» per la stagione venatoria: due morti in due incidenti e fucilate contro le guardie zoofile. Mentre la Lav nazionale e il Wwf Puglia prendono posizione sulla pre-apertura e sulla giunta Vendola (vedi articolo in basso). LE VITTIME - Il primo incidente mortale di caccia registrato in Toscana nel primo giorno della stagione è avvenuto ieri in provincia di Arezzo. La vittima è un 32enne, Luca Testi, geometra del reparto manutenzione del Comune di Arezzo. L'uomo, sposato da due mesi, risiedeva a Battifolle. È stato raggiunto da un colpo partito dal fucile di un compagno di caccia. L'incidente è avvenuto attorno alle 13 in un bosco della Valdichiana, nel comune di Civitella. Luca Testi era appostato assieme ad un gruppo di amici e stava cacciando le tortore. Un cacciatore trentenne, anch'egli geometra del Comune di Arezzo, avrebbe tirato ad un volatile, colpendo alla nuca Testi. L'uomo si è accasciato al suolo ed è morto sul colpo. Sotto choc lo sparatore e i colleghi di battuta. I carabinieri hanno interrogato i testimoni. Il primo giorno della nuova stagione venatoria è stato funestato anche a Gela da un incidente mortale. Durante una battuta nelle campagne di contrada «Priolo», alla quale partecipava un nutrito gruppo di amici, un colpo, partito accidentalmente dal fucile di uno dei cacciatori, ha raggiunto alla testa l'uomo che gli stava vicino, Roberto Lo Bartolo, 33 anni, operaio metalmeccanico dell'indotto del petrolchimico gelese, che è morto durante il tragitto verso l'ospedale «Vittorio Emanuele». Lascia la moglie e due figli. Indagini sono state avviate dai carabinieri. SPARI CONTRO GUARDIE ZOOFILE - Alcuni bracconieri hanno esploso, l'altra notte poco dopo l'una, colpi di fucile contro quattro guardie zoofile dell'Ente nazionale protezione animali, senza colpirli, in contrada Pontebarca, in territorio di Belpasso (Catania). Lo rendo noto l' Enpa sottolineando che «l' episodio è avvenuto poco più di un' ora dopo l' avvio della preapertura della stagione venatoria, ma in una fascia oraria in cui è vietato cacciare». Le guardie zoofile hanno udito degli spari e si sono avvicinati alla zona dalla quale provenivano i rumori. Quando i bracconieri hanno notato gli uomini dell' Enpa in divisa, hanno cominciato a sparare contro di loro, senza colpire nessuno. Sono quindi fuggiti su due automobili, abbandonando capi di selvaggina già abbattuti. Sull'episodio, la Sezione Enpa di Catania ha presentato una denuncia contro ignoti e una informativa di reato alla Procura della Repubblica. PRIME DENUNCE - Già scattate le prime denunce. Due i cacciatori «fuori legge» sorpresi dalle sentinelle dell'Enpa e del Wwf e denunciati dalle forze dell'ordine. Entrambi i casi nel Lazio, dove è consentita solo la caccia alla tortora. A Fiumicino un cacciatore ha abbattuto un fagiano, mentre a Roma, una «doppietta» è stata sorpresa a cacciare nella riserva naturale del litorale.
(La Gazzetta del Mezzogiorno)
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Ucciso dal compagno di caccia
LA TRAGEDIA DI «PASSO DI PIAZZA».
La Lav ha chiesto alla Regione la chiusura della stagione venatoria
Inaugurazione di sangue per la stagione venatoria a Gela. Un operaio metalmeccanico di 33 anni, Roberto Lo Bartolo, è rimasto ucciso dalla raffica di colpi partiti dal fucile di un suo compagno di caccia.
Una tragedia che ha suscitato sgomento tra i cacciatori ed ha gettato nella disperazione i familiari dello sfortunato trentatreenne. Il "fattaccio" si è registrato intorno alle 10 di ieri, a poche ore dall'apertura della stagione venatoria in Sicilia.
Lo Bartolo, dipendente della Cispe, una piccola ditta metalmeccanica della zona industriale, all'alba aveva raggiunto i suoi compagni di caccia nelle campagne di "Priolo". La comitiva si era divisa per le campagne e Lo Bartolo era rimasto in compagnia di altri due amici che con lui condividevano la passione per la caccia. Tra questi Maurizio Spanalatte, un infermiere di 29 anni che presta servizio al reparto di igiene mentale del "Vittorio Emanuele".
Proprio quest'ultimo, intorno alle 10, ha notato che tra la vegetazione si muoveva qualcosa. Certo che si trattasse di selvaggina, ha imbracciato il suo fucile automatico ed ha aperto il fuoco. Ma avrebbe sbagliato la mira.
I tre colpi esplosi in sequenza hanno centrato accidentalmente Lo Bartolo alla testa ed in altre parti del corpo senza lasciargli via di scampo. La disperata corsa all'ospedale si è rivelata alla fine un atto di disperazione. Roberto Lo Bartolo è morto durante il tragitto.
Per la Lav, la Lega anti vivisezione, quella di ieri è stata una "tragedia annunciata". Da tre anni - scrive il responsabile Lav del settore fauna Ennio Bonfanti - la Sicilia ha il primato di morti e feriti all'avvio della stagione venatoria. Per Bonfanti "è stato irresponsabile il provvedimento dell'assessore regionale all'agricoltura, on. Innocenzo Lentini, di anticipare al primo settembre la data di apertura della caccia rispetto al calendario nazionale.
Alla luce del tragico incidente di ieri, la Lav chiede ora al presidente della Regione, Salvatore Cuffaro di porre rimedio all'errore di anticipare l'avvio della stagione venatoria in Sicilia attraverso l'immediata revoca del decreto assessoriale della pre apertura della caccia.
La tragedia di ieri va ad allungare una lista "nera" di incidenti di caccia registratisi negli ultimi anni in Sicilia. Solo l'anno scorso, tra agosto ed ottobre, si registrarono ben 7 incidenti. La stagione "nera" venne inaugurata il 3 settembre a Leonforte, in provincia di Enna, dove un quarantenne venne colpito da un pallino all'occhio e rischiò di perdere la vista.
Lo stesso giorno, nel Siracusano, un cacciatore sparò vicino la strada e ferì un giovane che transitava da quelle parti. Il 19 settembre a Zafferana Etnea, un uomo durante una battuta di caccia uccise accidentalmente il figlioletto di 12 anni e, non reggendo al dolore, puntò il fucile contro di sè e si tolse la vita. Sei giorni più tardi a Siracusa, un cacciatore, mentre puliva il suo fucile, rimase ferito al piede.
Un'altra tragedia si sfiorò il 3 ottobre nelle campagne di Mineo, dove un commerciante di 48 anni ferì involontariamente il figlio ad una gamba. Quindici giorni più tardi un netturbino catanese venne centrato alla testa da un proiettile vagante mentre si trovava in gita nei boschi di Bronte. Ieri l'ennesimo incidente di caccia che ha stroncato la vita al giovane operaio gelese.
D.V.
(La Sicilia)
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Spara alla selvaggina, colpisce l'amico
Gela. Tragica battuta di caccia, ieri mattina, a poche ore dall'inaugurazione della stagione venatoria in Sicilia. Un operaio metalmeccanico di Gela è stato ferito a morte alla testa dalla raffica di colpi esplosi con un fucile automatico da un suo compagno di caccia, un infermiere di 29 anni ora indagato per omicidio colposo.
Vittima del tragico incidente Roberto Lo Bartolo, 33 anni, un metalmeccanico alle dipendenze della "Cispe", una piccola ditta con sede nella zona industriale, sposato e padre di una bambina. La tragedia si è registrata alle 10, nelle campagne di contrada «Priolo» a circa sette chilometri dal centro urbano.
Roberto Lo Bartolo, con la passione per la caccia nel Dna (la sua è una famiglia di cacciatori) all'alba di ieri aveva raggiunto le campagne di Priolo per partecipare alla prima battuta di caccia della stagione. La sera precedente non aveva potuto partecipare al tradizionale «conviviale» tenuto nelle campagne dalle doppiette perché, con i suoi familiari, aveva partecipato ad un banchetto nuziale. Ma i suoi compagni di caccia, l'avevano convinto a raggiungerli all'alba.
E Lo Bartolo aveva accettato l'invito anche se in cuor suo da qualche tempo sentiva il bisogno di chiudere i ponti con la caccia per diventare guardia venatoria. Per quest'anno, infatti, aveva deciso di non rinnovare il tesserino venatorio, ma alla fine la sua passione per la caccia aveva preso il sopravvento e mercoledì scorso, in extremis, aveva versato la quota.
Ieri, ad attenderlo in campagna, c'erano numerosi cacciatori: un nutrito gruppo che poi si era scisso. Roberto Lo Bartolo era rimasto con altri due cacciatori, tra cui il ventinovenne Maurizio Spanalatte, un infermiere in servizio al servizio di igiene mentale dell'Asl 2 col quale Lo Bartolo condivideva la sua passione per la caccia. Il terzetto, intorno alle 10, si aggirava in campagna alla ricerca di selvaggina.
E' stato in quei momenti che Spanalatte avrebbe visto agitare qualcosa nella vegetazione. Pensando che si trattasse di selvaggina, il giovane cacciatore ha imbracciato il suo fucile automatico e ha aperto il fuoco, esplodendo tre colpi in sequenza. Ma senza centrare il «bersaglio».
La raffica di proiettili ha colpito in pieno, invece, Lo Bartolo che si trovava a pochi metri di distanza da Spanalatte. I colpi lo hanno raggiunto alla testa e in altre parti del corpo. Lo sfortunato trentareenne, gravemente ferito, si è accasciato a terra in una pozza di sangue sotto gli occhi atterriti dei suoi compagni di caccia i quali, in preda alla disperazione per quel tragico incidente, hanno richiesto sul posto l'intervento di un'ambulanza del 118.
I soccorsi sono stati tempestivi, ma il trasferimento di Lo Bartolo all'azienda ospedaliera «Vittorio Emanuele» alla fine si è rivelato inutile. Nel nosocomio, infatti, il povero cacciatore è giunto cadavere. Scene di disperazione da parte dei familiari e della giovane moglie di Lo Bartolo, alla notizia della tragico incidente.
Per tutta la mattinata in ospedale si è registrato un continuo andirivieni di amici, parenti, colleghi di lavoro e compagni di caccia di Lo Bartolo. Contestualmente Maurzio Spanalatte, in forte stato di choc, ha raggiunto la caserma dei carabinieri per denunciare l'accaduto. I fotogrammi di quella tragedia li aveva scolpiti in mente e, visibilmente sconvolto, li ha raccontati al tenente Rosario Di Ganci, sottolienando che si era trattato di una «tragica fatalità».
Ora Spanalatte è indagato per omicidio colposo. La versione di Spanalatte è stata poi confermata ai carabinieri dall'unico testimone oculare di una tragedia che ha scosso l'intera collettività. Alessandro Sutera Sardo, il pm che coordina le indagini, ha disposto l'autopsia che sarà eseguita nelle prossime ore. A seguito del tragico incidente di ieri, l'ennesimo che si registra in Sicilia durante la stagione venatoria, la Lav ha chiesto al presidente della Regione, Salvatore Cuffaro la revoca del decreto emesso dall'assessore all'Agricoltura Innocenzo Leontini sulla pre apertura della stagione venatoria in Sicilia.
Daniela Vinci
(La Sicilia)
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La stagione ieri è iniziata con una vittima Primo giorno di caccia e primo morto: è polemica
Doppiette in azione dal 1° settembre
Roma Primo incidente mortale di caccia in Toscana nel primo giorno di preapertura della stagione. È successo ieri in provincia di Arezzo. La vittima è un 32enne, Luca Testi, geometra del reparto manutenzione del Comune di Arezzo. L'uomo, sposato da due mesi, risiedeva a Battifolle, frazione di Arezzo. Secondo una prima ricostruzione Testi è stato raggiunto da un colpo partito dal fucile di un compagno di caccia. L'incidente è avvenuto attorno alle 13 in un bosco della Valdichiana, nel comune di Civitella. Luca Testi era appostato assieme ad un gruppo di amici e stava cacciando da questa mattina le tortore. Per cause in corso di accertamento da parte dei carabinieri, un cacciatore trentenne, anch'egli geometra del Comune di Arezzo, avrebbe tirato ad un volatile, colpendo alla nuca Testi. L'uomo si è accasciato al suolo ed è morto sul colpo. Inutili i soccorsi: quando i medici sono giunti sul posto hanno solo potuto constatare l'avvenuto decesso. Sotto choc lo sparatore e i colleghi di battuta. La salma è stata trasportata all'obitorio dell'ospedale di Arezzo. I carabinieri stanno interrogando in queste ore tutti i testimoni per ricostruire nel dettaglio questo incidente che apre nel modo peggiore la stagione venatoria. Non mancano le polemiche «Ora basta: il primo giorno dell'irresponsabile pre-apertura della caccia in Sicilia diventa per la terza volta una tragedia, con una nuova vittima della scellerata frenesia venatoria di chi imbraccia una doppietta». La Lav commenta così la notizia dell'operaio morto. «È terribile affermarlo, ma si tratta di una tragedia annunciata - dichiara Ennio Bonfanti, responsabile Lav del settore fauna - che assegna alla Sicilia questo triste primato che, con grande amarezza e rispetto per le vittime, denunciamo da anni tra l'indifferenza della Regione». Che l'apertura della caccia fosse «un ennesimo atto di illegalità» è l'opinione invece degli Animalisti Italiani. «La concessione delle pre-aperture ai cacciatori - afferma Daniela Britti, responsabile settore caccia Animalisti Italiani - vede molte specie condannate a far parte di quel carniere insanguinato dove sono finite anche le norme europee e le valutazioni scientifiche sulle specie che maggiormente andrebbero tutelate». Preoccupazione, poi, per l'allarme virus polli e, soprattutto, per la possibilità che si diffonda attraverso gli uccelli migratori. Per evitare conseguenze drammatiche, sarebbe dunque necessario, secondo gli Animalisti Italiani, aumentare i controlli nelle aree di caccia e vietare l'abbattimento delle specie migratorie, sulla falsa riga della Russia.
(La Provincia di Como)
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La preapertura finisce in dramma nell'Aretino, giovane di 32 anni ucciso
da un compagno di battuta
Caccia tragica: primo giorno e primo morto
AREZZO. Primo incidente mortale di caccia in Toscana nel primo giorno di preapertura della stagione. E' successo ieri a Civitella della Chiana.
La vittima è un 32enne, Luca Testi, geometra del reparto manutenzione del Comune di Arezzo. L'uomo, sposato da due mesi, risiedeva a Battifolle, frazione di Arezzo. Secondo una prima ricostruzione, Testi è stato raggiunto da un colpo partito dal fucile di un compagno di caccia. L'incidente è avvenuto attorno alle 13 in un bosco della Valdichiana, nel comune di Civitella. Luca Testi era appostato assieme ad un gruppo di amici e stava cacciando dalla prima mattina le tortore.
Per cause in corso di accertamento da parte dei carabinieri, un cacciatore trentenne, anch'egli geometra del Comune di Arezzo, avrebbe tirato ad un volatile, colpendo alla nuca Testi. L'uomo si è accasciato al suolo ed è morto sul colpo. Inutili i soccorsi: quando i medici sono giunti sul posto hanno solo potuto constatare l'avvenuto decesso.
Sotto choc lo sparatore e i colleghi di battuta. La salma è stata trasportata all'obitorio dell'ospedale di Arezzo. I carabinieri hanno interrogato per varie ore tutti i testimoni per ricostruire nel dettaglio questo incidente che apre nel modo peggiore la stagione venatoria. Anche a Gela, in provincia di Caltanissetta, il primo giorno della nuova stagione venatoria è stato funestato da un incidente mortale. Durante una battuta un colpo partito accidentalmente dal fucile di uno dei cacciatori, ha raggiunto alla testa Roberto Lo Bartolo, 33 anni, operaio.
La stagione ventatoria 2004-2005 aveva fatto registrare 42 morti.
(Il Tirreno)
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Una vittima in Toscana
Primo incidente mortale di caccia in Toscana nel giorno di preapertura della stagione. E' successo ieri in provincia di Arezzo. La vittima è Luca Testi, di 32 anni, geometra del del Comune di Arezzo. Testi è stato raggiunto da un colpo partito dal fucile di un compagno di caccia. L'incidente è avvenuto attorno alle 13 in un bosco della Valdichiana, nel comune di Civitella. Luca Testi era appostato assieme a un gruppo di amici e stava cacciando le tortore. Per cause in corso di accertamento da parte dei carabinieri, un cacciatore trentenne, anch'egli geometra del Comune di Arezzo, avrebbe tirato ad un volatile, colpendo però Testi alla nuca. L'uomo è morto sul colpo: inutili i soccorsi.
(La Sicilia)
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Caccia, primo giorno senza feriti ma c'è già un giovane denunciato
E' un ragazzo di 26 anni di Santa Elisabetta l'unico cacciatore denunciato al termine della giornata inaugurale della stagione venatoria in provincia di Agrigento.
Sono stati gli uomini del Corpo Forestale, coordinati dal maresciallo Calogero Cammarata a scoprire intorno all'una di ieri nelle campagne sabettesi il giovane con oltre 400 munizioni al seguito. Un intervento assai tempestivo che s'inquadra nel piano di prevenzione e contrasto del fenomeno del bracconaggio. Il ventiseienne è stato denunciato all'Autorità Giudiziaria. Nel corso della notte di controlli effettuati dal Corpo Forestale del Distaccamento di Agrigento sono stati effettuati ulteriori accertamenti, in particolare su venti soggetti. Al termine di tali accertamenti tutto è risultato in regola. Per il resto la prima giornata della stagione venatoria in provincia è andata in archivio con un bilancio positivo, soprattutto senza feriti tra il popolo dei cacciatori che non hanno dovuto fare ricorso alle cure del Pronto soccorso dell'ospedale San Giovanni di Dio del Capoluogo.
(La Sicilia)
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3 settembre

 

San giorgio
Cacciatore ferito a un braccio
(g.re.) - Venti giorni di prognosi per un saccense appassionato di caccia. L'incidente si è verificato il giorno di apertura della caccia in località San Giorgio, tra Sciacca e Ribera. Per cause tutte da stabilire, il seguace di Diana si è ferito ad un braccio ed è stato costretto a ricorrere alle cure del pronto soccorso dell'ospedale. A soccorrerlo sono stati i suoi compagni di caccia, un gruppo di appassionati che all'apertura della caccia hanno incrociato la doppietta e dato vita alla loro passione.
E' accaduto tutto nelle prime ore della mattinata, poco prima delle sette, quando centinaia di cacciatori erano già usciti dalle loro case per l'esordio annuale del periodo di caccia autorizzata. I sanitari del pronto soccorso hanno medicato le ferite riportate dal cacciatore, un uomo intorno ai 40 anni, ed hanno disposto una prognosi di venti giorni. Insieme ai cacciatori sono in azione in questi giorni anche uomini del Corpo forestale e delle forze dell'ordine, chiamati ad espletare attività di repressione contro la caccia nelle aree protette e nel rispetto della normativa.
In Sicilia purtroppo il primo giorno di caccia ha fatto una vittima, nella zona di Gela, ma di migliaia di vittime parlano le organizzazioni che sono contro la caccia, riferendosi anche alle specie non umane che finiscono sotto i colpi delle doppiette.
(La Sicilia)
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Esplode cartuccia, due feriti
Stavano confezionando delle cartucce, forse per prepararsi alla prima battuta di caccia dell'anno, quando una di queste è improvvisamente esplosa, ferendoli alle mani e al volto: protagonisti della vicenda due fratelli di San Gemini, di 39 e 42 anni.
Le loro condizioni, per fortuna, non sono gravi. È successoieri mattina nello scantinato dell'abitazione dei due. Richiamati dallo scoppio, i familiari hanno subito dato l'allarme e i due uomini sono stati trasportati all'ospedale di Terni con un'ambulanza del 118. Sul posto, per gli accertamenti di rito, sono intervenuti i carabinieri di San Gemini.
(Il Messaggero)
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Cacciatore morto: l'amico nel registro degli indagati per omicidio colposo.
E' stata disposta l'autopsia per Lo Bartolo
Sarà eseguito questa mattina, al cimitero di Farello, l'esame autoptico sul cadavere di Roberto Lo Bartolo, l'operaio metalmeccanico di 33 anni rimasto ferito a morte da una fucilata, l'altro ieri mattina, durante una battuta di caccia nelle campagne di contrada "Priolo". L'autopsia sarà eseguita dal prof. Cataldo Raffino su incarico del sostituto procuratore Alessandro Sutera Sardo che coordina le indagini dei carabinieri sulla tragedia di due giorni fa che ha scosso l'intera collettività e gettato nella disperazione i familiari e la giovane moglie della giovane vittima.
La dinamica del tragico incidente, l'ennesimo che si registra in Sicilia durante la stagione venatoria, è apparsa chiara sin dall'inizio. Lo stesso cacciatore dal cui fucile automatico sono partiti i colpi mortali che hanno raggiunto alla testa ed in altre parti del corpo Lo Bartolo, seppur sotto choc per la disgrazia accaduta all'amico, ha raccontato ai carabinieri passo passo i momenti della tragedia. Ora è indagato a piede libero per omicidio colposo.
La sua versione è stata poi confermata dall'unico testimone oculare. Ma nonostante i contorni della tragedia sembrano chiari, la Procura ha disposto l'esame autoptico sul corpo di Lo Bartolo per delinearli meglio.
L'incidente di caccia, come si ricorderà, è accaduto alle 10 di giovedì. All'alba di quel giorno, Lo Bartolo aveva raggiunto in campagna i suoi amici coi quali condivideva la sua passione per la caccia. Con loro voleva inauguare la stagione venatoria. La comitiva di "doppiette" si era divisa per le campagne e Lo Bartolo era rimasto con altri due cacciatori. La tragedia si è consumata in pochi istanti quando Maurizio Spanalatte, uno dei due cacciatori che si trovava con lui, ha notato che tra la vegetazione si muoveva qualcosa. Certo che si trattasse di selvaggina, Spanalatte ha aperto il fuoco, sparando tre colpi in sequenza con il suo fucile.
Ma per una tragica fatalità, i proiettili hanno centrato in pieno alla testa ed in altre parti del corpo Lo Bartolo che si trovava a qualche metro di distanza. La vittima si è accasciata a terra in un lago di sangue.Sono stati i suoi compagni di caccia, atterriti per l'accaduto, a lanciare l'Sos al centralino del 118. Quando il personale sanitario di un'ambulanza ha raggiunto le campagne di Priolo, Lo Bartolo era ormai in fin di vita. E' morto durante il tragitto per raggiungere l'ospedale.
D.V.
(La Sicilia)
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4 settembre

Un anziano cacciatore è morto questa mattina
(ANSA) - CHIARAVALLE (ANCONA), 3 SET - Un anziano cacciatore è morto questa mattina nelle campagne di Chiaravalle, in Via Sant'Andrea, a seguito di un malore. L'uomo, di 84 anni, da tempo in dialisi, era andato a caccia quando, con ogni probabilità, ha avuto un problema cardiaco e si è accasciato al suolo privo di vita. Sul posto, i carabinieri. (ANSA).
(AnsaWeb)
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Un anziano cacciatore è morto
(ANSA) - ROVIGO, 4 SET - Un anziano cacciatore è morto questa mattina nelle campagne di Canaro, in provincia di Rovigo, a seguito di un malore. L'uomo, Ugo Nicolino Grigolo di 72 anni, residente a Canaro, era andato a caccia quando ha avuto probabilmente un problema cardiaco e si è accasciato al suolo privo di vita. Sul posto, soni intervenuti i carabinieri. (ANSA).
(AnsaWeb)
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Ogni anno abbiamo il record delle vittime
Riapre nel peggiore dei modi la stagione venatoria, facendo registare in Italia nella sola giornata di giovedì, due morti. Il primo è un cacciatore siciliano di 33 anni, morto a Gela per un colpo che lo ha raggiunto alla testa, partito accidentalmente dal fucile di un altro cacciatore. Qualche ora più tardi, nell'Aretino, perdeva la vita Luca Testi, geometra 32enne del Comune di Arezzo. Il tragico incidente è avvenuto intorno alle 13 in un bosco della Valdichiana, nel comune di Civitella. L'uomo sarebbe stato colpito da un altro cacciatore, trentenne, che stava tirando.
La scorsa stagione venatoria fece registrare, in tutta la Penisola, 47 morti (tra cui 3 non cacciatori) e addirittura 86 feriti. Ebbene, 13 dei decessi si registrarono in Toscana (6 colpiti da arma da fuoco e 7 indiretti, a seguito di malori durante le battute di caccia). Tra gli 86 feriti invece furono 10 quelli registrati nella campagna toscana. Non è stata migliore neanche la precedente stagione, quella 2003-04, con 50 morti (di cui 6 in Toscana) e 94 feriti, 13 dei quali qui.
Marco Pomella
(Il Tirreno)
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Fa discutere il primo morto in una preapertura. Cresce l'imbarazzo nella "lobby" di sinistra
Gli ultrà della doppietta
Meno cacciatori, ma incalliti. E la sicurezza cala
MARIO LANCISI
Non si ricorda un morto durante la preapertura della caccia. Quella della preapertura è infatti una caccia da appostamento, cento metri di distanza è la regola: se la si rispetta è impossibile uccidere. Fa riflettere, discutere, la morte del cacciare aretino Luca Testi, 32 anni ucciso ad Arezzo da un amico per un errore, una svista. E c'è chi fa autocritica: «Si è abbassata la guardia di attenzione», osserva Ilio Pasqui, consigliere regionale dei Ds, cacciatore convinto.
Tesi originale, coraggiosa, la sua: «Nell'ultimo decennio i cacciatori in Toscana sono dimezzati. Negli anni '80 erano 260mila, oggi sono meno di 120mila. E' venuto meno il conflitto sociale e politico con gli ambientalisti. Ci sono meno occhi addosso ai cacciatori. Il rischio è che si riduca la soglia di vigilanza. E' come sulle strade, se non c'è traffico uno è portato ad andare più veloce. E invece i cacciatori devono rendersi conto che il fucile non è un giocattolo», sostiene severo il cacciatore Pasqui.
Artusa: sì alla preapertura. Domani è di nuovo preapertura, poi doppiette in silenzio per una domenica e il 18 settembre via alla stagione venatoria, che si concluderà il 31 gennaio. Un via nel segno del lutto. C'è chi si aspetta dalle associazioni venatorie un gesto di sensibilità per il giovane ucciso. «Magari si potesse rinviare la stagione venatoria», sogna il verde Marino Artusa, assessore regionale all'Ambiente. Che però in giunta ha approvato la delibera con cui è stata approvata la preapertura, da sempre osteggiata dagli ambientalisti: «Un voto tecnico. Noi rimaniamo contrari alla caccia», sottolinea Artusa. «Non metterei in relazione il morto di Arezzo con la caccia. E' stato un incidente: cosa c'entra con l'attività venatoria? Anche se un richiamo al senso di responsabilità dei cacciatori è più che opportuno», aggiunge l'assessore all'agricoltura Susanna Cenni.
La sinistra venatoria. La verità è che è mutato in questi ultimi anni il clima politico attorno alla caccia. Le dispute ideologiche degli anni Novanta sono state archiviate. Oggi persino un assessore verde vota la preapertura, pur con i distinguo che abbiamo letto. Le invettive di un Oliviero Toscani contro «la caccia e i cacciatori, serbatoio di voti per i politici che ci amministrano», sono un ricordo sbiadito. Anche Giuliano Incerpi, ex direttore di Diana, la bibbia dei cacciatori, ammette che nei confronti delle doppiette tira un'aria più favorevole. Soprattutto a sinistra. «Dove a parte noi Verdi e qualche spezzone di Rifondazione sono tutti per la caccia o comunque non ostili», sostiene il verde Fabio Roggiolani, presidente della commissione sanità del consiglio regionale.
Gli ultrà della doppietta. E pensare che in molti sostengono che il mondo dei cacciatori non è migliorato, al contrario. Il dimezzato delle doppiette ha fatto emergere un zoccolo di duri e puri. Di ultrà della doppietta. Che sono capaci di starsene quindici giorni a dormire in tenda per presidiare un appostamento favorevole. Nell'ultimo decennio molti cacciatori hanno appeso la doppietta al chiodo. Dal 1996 ad oggi si è passati in Toscana da 136mila a 117mila cacciatori. Un ex eccellente è lo storico Franco Cardini che rimpiange la caccia di un tempo, quando il cacciatore uccideva la selvaggina per cibarsene: «Oggi la caccia è diventata uno sport: si uccidono gli animali per divertimento», sostiene. Cardini è uno che, racconta, ha cominciato ad andare a caccia da ragazzo per il gusto dell'avventura, affascinato dai romanzi di Salgari e di Hemingway.
Che giro di affari. La caccia è cambiata ma la Toscana resta con la Lombardia in testa alla classifica delle doppiette. «Ragioni storiche. Toscana e Lombardia sono le regioni dei mezzadri e dei coltivatori diretti per i quali la caccia serviva ad integrare il reddito». Aggiunge Pasqui: «La Toscana è una regione con una natura molto invitante per gli animali. Qui ci vivono bene. Siamo la regione più ricca di selvaggina».
Osserva Pieraldo Ciucchi, segretario regionale dello Sdi (a lui, a Pasqui e a Gianluca Parrini della Margherita il verde Roggiolani imputa l'allargamento delle maglie nella legislazione venatoria): «La caccia in Toscana è legata agli agricoltori e questo spiega come la sinistra sia filo-venatoria». E poi c'è il business. Il giro di affari della caccia si aggira in Italia intorno ai 3 miliardi di euro con 60mila addetti. Un business, quello della caccia, che va dai fucili all'abbigliamento sportivo, ai cani, con relativo nutrimento e addestramento.
(Il Tirreno)
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5 settembre

Spara a una tortora ma colpisce pensionato
SPIGNO Incidente dalle conseguenze non gravi
di GIANNI CIUFO SPIGNO - Incidente di caccia a Spigno, dove invece di una tortora è stato colpito un pensionato di 79 anni. Fortunatamente le conseguenze sono state minime per il ferito, "centrato" ad un braccio da uno dei pallini partiti dal fucile di F.T., un cacciatore di 53 anni di Formia. Quest'ultimo si era recato nella zona di Spigno, in località Aracoeli, per una battuta di caccia. Una giornata all'insegna della natura, ma anche un'occasione per poter praticare uno degli hobbies preferiti. Durante la sua camminata sull'area spignese, F.T., ha notato un uccello che si levava in volo. Immediato il colpo all'indirizzo del volatile, che riusciva a farla franca; ma un pallino colpiva al braccio E.V., pensionato di Spigno che si trovava a poca distanza. L'anziano, impegnato a raccogliere un pò di legna per l'inverno, ha avvertito il dolore ed ha subito richiamato l'attenzione del cacciatore. Poco più in là si trovava anche A.C., un trentatreenne di Spigno che stava tagliando dell'erba. I pallini, ma di ritorno, erano caduti anche dalle sue parti, fortunatamente senza conseguenze. Sul posto sono giunti i Carabinieri, i quali hanno svolto gli accertamenti del caso e non è escluso che al cacciatore sia contestata un'ammenda, prevista dalle norme in materia, per aver sparato alla distanza prevista dalle abitazioni. L'anziano ferito non ha avuto necessità nemmeno del ricovero, visto che è riuscito ad estrarre il pallino conficcatosi nel suo braccio. Tutto si è risolto per il meglio, con tanto spavento per tutti i protagonisti della curiosa vicenda. Ma quali sarebbero state le conseguenze se il pallino avesse colpito al volto il pensionato?
(Il Tempo)
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CANARO La tragedia si è consumata nel capanno poco prima che l?uomo imbracciasse il fucile. Inutili i soccorsi prestati dagli amici
Anziano cacciatore stroncato da un infarto
L?ex impiegato delle Poste coltivava l?hobby della doppietta da quarant?anni. Era segretario dell?Ecoclub
Avrebbe festeggiato tra poche settimane la quarantennale passione per la doppietta. Il destino ha voluto invece che Ugo Nicolino Grigolo, settantaduenne di Canaro, ex impiegato delle Poste in pensione, spirasse con il fucile in mano. L'anziano è deceduto all'alba di ieri per un arresto cardiocircolatorio mentre si apprestava ad iniziare la prima battuta di caccia stagionale assieme ad un gruppetto di amici.
La tragedia si è consumata in aperta campagna, a poca distanza dall'azienda agricola di proprietà di Mario Bombonato, in via Roma, a Canaro. «Ci siamo ritrovati alle cinque e mezza - racconta il padrone di casa - oltre ai miei due figli c'erano Ugo ed un nostro amico di Firenze. Avevo approntato tre postazioni di tiro in mezzo al granoturco. Dovevamo cacciare il germano reale. Ho lasciato la posizione migliore a Ugo. Ero sicuro che da lì non avrebbe fallito il bersaglio».
Assieme al settantaduenne c'era il cacciatore toscano. È stato lui ad accorgersi che Grigolo non si sentiva bene. Avevano già caricato le doppiette. Erano pronti per la prima scarica di colpi. All'improvviso il pensionato ha lasciato la postazione. Si è accomodato su una sedia sdraio. «Quando il nostro amico gli ha rivolto la parola - ricorda Bombonato - non ha ottenuto risposta. Ha provato a dargli un piccolo schiaffo per rianimarlo. Poi ci ha chiamati. Siamo accorsi tutti nel capanno. Mio figlio Corrado ha provato a praticargli un massaggio cardiaco. Abbiamo tentato anche con la respirazione bocca a bocca. Purtroppo è stato tutto inutile. Non so descrivere il mio dispiacere per non essere riuscito a salvarlo». Sul posto sono accorsi gli infermieri del 118. È toccato al medico del Suem constatare il decesso dell'anziano per arresto cardiocircolatorio. I carabinieri di Canaro hanno inviato un dettagliato rapporto sull'accaduto al magistrato di turno.
Ugo Nicolino Grigolo, che risiedeva con la moglie in via Vittorio Emanuele 3245, non aveva mai manifestato particolari problemi cardiaci. Grande appassionato di pesca, si dedicava al giardinaggio e all'orticoltura. Il suo hobby principale era comunque la caccia: aveva ottenuto la licenza con Federcaccia e ricopriva l'incarico di segretario dell'Ecoclub, sia a livello comunale che provinciale. Oltre che la consorte, lascia i figli Maurizio e Maria Grazia e quattro nipoti.
Luca Ingegneri
(Il Gazzettino)
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CACCIA: CACCIATORE CADE IN BURRONE, SALVATO DA ELICOTTERO
(ANSA) - ORVIETO (TERNI), 10 SET - Brutta avventura, stamani, per un cacciatore di Orvieto di 65 anni, che è caduto in un burrone ed è stato poi salvato con l' aiuto di un elicottero. L' uomo è rimasto ferito. L' incidente è avvenuto mentre stava facendo una battuta di caccia nella zona di Orvieto Scalo con alcuni amici. Per cause accidentali improvvisamente è scivolato finendo nel burrone, in una zona particolarmente impervia. Vista l' impossibilità di soccorrerlo da parte dei suoi amici, è stato dato l' allarme. Sul posto sono giunti i carabinieri e un elicottero della Asl partito da Viterbo. L' elicottero è riuscito a raggiunge l' uomo che, nella caduta, era rimasto ferito, e a portarlo in salvo. E' stato quindi trasportato all' ospedale di Terni, dove i medici gli hanno riscontato una ferita alla nuca e fratture in varie parti del corpo. Le sue le condizioni generali non destano tuttavia preoccupazione.(ANSA ). (ANSA, 10 Settembre 2005)Torna Su

Umbertide: caccia, l'ex sindaco ferito da un amico
“Scambiato” per un fagiano, Gianfranco Becchetti è riuscito a coprirsi il viso con le mani
di WALTER RONDONI

UMBERTIDE - Un ferito "eccellente" ed una trentina di cacciatori pizzicati in comportamenti contrari alle norme, domenica, alla prova generale dell'apertura della caccia, in provincia di Perugia. Il ferito ha avuto la prontezza di riparare il volto con le mani per questo i danni sono limitati alle dita, coperte da garze e cerotti. Gianfranco Becchetti, 49 anni, passato dalla poltrona di sindaco di Umbertide a quella di consigliere provinciale Ds, era "uscito" insieme ad un amico. E' stato quest'ultimo a notare un fagiano ed a puntarlo con il proprio fucile. Nello stesso momento, Becchetti, che era a nemmeno cinquanta metri di distanza, si sarebbe accorto d'essere sulla traiettoria, tra l'arma e l'animale. Troppo tardi per togliersi di mezzo, per gridare al compagno di battuta di non sparare. Meno male, l'esponente politico ha avuto il tempo di portare entrambe le mani al viso e proteggersi dai pallini. Una quindicina dei quali l'ha colpito, procurandogli leggerissime ferite. Aiutato dall'amico, Becchetti ha raggiunto il pronto soccorso dove l'hanno medicato anche per una scalfittura alla tempia, provocata da un "piombino".
Duro lavoro, invece, per gli uomini della Polizia Provinciale che hanno effettuato circa 700 controlli e ricevuto una cinquantina di segnalazioni da parte di cittadini, allarmati per la vicinanza di "doppiette" alle case. In particolare, le pattuglie coordinate dal comandante Lino Volpi e dal tenente Alunni hanno denunciato tre persone per caccia a specie proibite ed una quarta, alla quale è stato anche sequestrato il fucile, in quanto sprovvista di licenza. Venticinque le sanzioni amministrative elevate, causa il mancato rispetto di alcune regole. Da Nocera Umbra, infine, arriva la segnalazione dell'inquietante ritrovamento di polpette avvelenate. (Il Messaggero, Umbria, 05 Settembre 2005)
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Ferite guaribili in una settimana
Cacciatore aggredito da un cane

Cacciatore aggredito dal cane di un collega per cercare di dividerlo dalle grinfie di un altro cane da caccia. È finita male l'ennesima battuta di caccia organizzata ieri mattina nelle campagne tra Gela e Licata per un cinquantottenne gelese, che si è conclusa senza gravi conseguenze.
Un'altra tragedia è stata sfiorata ieri mattina nelle campagne alla periferia ovest della città. Ma questa volta non ha sparato nessuno. Erano da poco passate le 11 quando Sebastiano E.F., un cacciatore di 58 anni, appostato in attesa del passaggio della preda, è stato aggredito dal cane impazzito.
Non ha fatto in tempo a capire cosa stesse succedendo e si è ritrovato disteso per terra. Il cane era stato attaccato qualche istante prima da un "compagno di battuta" a poche decine di metri di distanza.
Poi nella "lotta" ha puntato dritto sul malcapitato cacciatore che non ha fatto in tempo a difendersi ed è stato azzannato all'avambraccio sinistro. Dopo pochi istanti sono arrivate anche le altre “doppiette” del gruppo e l'uomo è stato accompagnato al pronto soccorso dell'azienda ospedaliera "Vittorio Emanuele" di Gela. I medici hanno curato le ferite lacero contuse e le diverse escoriazioni poi Sebastiano E.F. è stato dimesso con una prognosi di una settimana. J.M
. (La Sicilia, Caltanisetta, 11 Settembre 2005) Torna Su

Impallinato imprenditore messinese
Nicosia. I Cc indagano sul misterioso incidente e cercano il ferito allontanatosi dall'ospedale dopo le cure

Nicosia. Misterioso incidente di caccia ieri mattina nelle campagne nicosiane. Saranno le indagini dei carabinieri a ricostruire la dinamica dell'episodio avvenuto in contrada Ciappiere e nel quale un uomo è rimasto ferito. I carabinieri sono stati avvisati dal pronto soccorso dell'ospedale Basilotta che un cacciatore si era presentato intorno alle otto del mattino con ferite da pallini di fucile da caccia in varie parti del corpo. L'uomo è stato medicato ed ha lasciato l'ospedale con una prognosi di "lesioni guaribili in settimana salvo complicazioni". Quando i miliari hanno ricevuto la segnalazione e sono giunti al Basilotta, il ferito era già andato via. Si tratta di un imprenditore della provincia di Messina di 48 anni, che sarà ora sentito dai carabinieri. Il racconto del ferito e di eventuali testimoni che saranno ora identificati, dovrebbe servire a capire se l'imprenditore è rimasto vittima di un colpo partito dal suo stesso fucile da caccia o se invece i pallini sono stati esplosi accidentalmente da un altro cacciatore.
Oltre a ricostruire la dinamica dell'incidente i carabinieri della compagnia di Nicosia, puntano ad accertare se il cacciatore proveniente dal messinese fosse in regola con il permesso per effettuare la battuta al di fuori della sua provincia. La legge sulla caccia e i regolamenti regionali infatti fissano rigorosi limiti alle battute in aree diverse dalla provincia di residenza del cacciatore che deve inoltre indicare dove vuole recarsi e le giornate nelle quali caccerà.
Si tratta del primo incidente in tutto l'Ennese con un ferito, sia pur lieve da quando si è aperta la stagione venatoria. Lo scorso anno un uomo era rimasto ferito ad un occhio e anche nel 2003 un ventenne aveva subito un delicatissimo intervento di ricostruzione del bulbo oculare devastato da un pallino. L'incidente più drammatico avvenne nell'ottobre del 2003, sui Nebrodi tra le province di Enna e Messina, quando durante una battuta di caccia a soli 40 anni perse la vita il commissario Andrea Manganaro, che dirigeva il commissariato di Leonforte. il funzionario di polizia venne raggiunto da un pallino alla gola, esploso dal fucile di un altro cacciatore. Traspostatop all'ospedale di Messina in elicottero era deceduto poco dopo.
Giulia Martorana (La Sicilia, Enna, 12 Settembre 2005)
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UN CACCIATORE DI CAMPOFRANCO
Si frattura piede lo soccorre l'eliambulanza

Mussomeli. Cade accidentalmente mentre si trova in piena battuta da caccia, si rompe il piede destro ma deve aspettare l'arrivo dell'eliambulanza prima di essere soccorso e medicato.
La disavventura è capitata, ieri mattina, intorno alle 9, a Massimo Provenzano, 37 anni, di Campofranco, che si trovava a caccia nelle campagne tra Mussomeli e Marianopoli, in contrada "Scala", in territorio del comune manfredonico. L'uomo, che a quanto pare, era con altri cacciatori, è scivolato su una porzione di terreno scosceso e quando è caduto ha battuto il piede destro su una pietra. In pochi attimi il piede si è gonfiato per la frattura della caviglia ed in conseguenza di ciò si è trovato impossibilitato ad alzarsi, rimanendo dolorante sul posto dell'incidente.
E' stata così allertata la centrale operativa del 118 e da Mussomeli partiva un'ambulanza che però, arrivata in contrada "Scala", si è dovuta fermare a causa del luogo impervio e quindi impossibile da raggiungere. Gli operatori del 118, a quel punto, hanno contattato nuovamente la centrale operativa (in servizio c'erano gli infermieri Rino Canta, Sergio Falzone e l'operatore radio Carlo Lentini) e dalla base dell'ospedale "Sant'Elia" si è alzato l'elisoccorso con a bordo il rianimatore Di Piazza, coadiuvato dall'infermiere Maurizio Alù. Il medico, residente a Mussomeli, conoscendo bene la zona, ha fatto in modo che il veivolo atterrasse proprio nelle vicinanze del luogo dell'incidente. Il tempo di stabilizzare il paziente, adagiarlo nella barella e Massimo Provenzano è stato trasferito nel nosocomio nisseno dove i medici gli hanno riscontrato la frattura al piede destro. Il cacciatore è stato quindi ricoverato nel reparto di Traumatologia-Ortopedia con una prognosi di 30 giorni, salvo complicazioni.
Nuccio La Mattina La Sicilia, Caltanisetta, 12 Settembre 2005)

 

 

 

CACCIA e TURISMO

 

Chioggia
Oggi niente caccia. Il Comune ha stabilito di vietare ogni genere di attività venatoria, a partire dalle 9 di stamani, in deroga al calendario regionale. La decisione è stata adottata a titolo precauzionale, affinché i cacciatori non abbiano a frequentare le zone ove, la domenica, si aggirano frotte di gitanti. In altre parole, le autorità hanno ritenuto opportuno scongiurare drasticamente il rischio di impallinamenti nelle barene, lungo gli argini ed in prossimità delle macchie, luoghi sempre più frequentati dalle famiglie. La restrizione, peraltro accettata di buon grado dalla stragrande maggioranza dei cacciatori locali, realisticamente consci del pericolo, è stata commentata positivamente dalle associazioni ambientaliste. La coesistenza della caccia con le altre attività, nel corso degli ultimi anni, è diventata particolarmente difficile. Molti cacciatori, tuttavia, reagiscono alle restrizioni osservando che i fucili, forse, danneggiano la natura assai meno rispetto ad altre attività. Se la pigliano, ad esempio, con le imbarcazioni adibite a discoteca che, durante l'alta stagione turistica, stazionavano in laguna con gli amplificatori a tutto volume. A loro avviso, il frastuono avrebbe inciso assai negativamente sulla presenza degli uccelli palustri, compromettendone la riproduzione e la nidificazione.
R.P.
(Il Gazzettino, 11 Settembre 2005)

 

 

COMMENTI, DICHIARAZIONI, POSIZIONI di POLITICI e ASSOCIAZIONI

 

 

CACCIA: AL VIA DOMENICA IN LOMBARDIA LA STAGIONE VENATORIA

(AGI) - Milano 16 set. - Domenica 18 settembre comincera' la stagione di caccia in Lombardia che si concludera' il 31 gennaio 2006. Nella zona faunistica delle Alpi, l'area di maggior tutela, la caccia in forma vagante e' consentita dal 1 ottobre al 30 novembre il mercoledi' e la domenica. Nella zona di minor tutela, la caccia di selvaggina migrante in forma vagante e' ammessa dal 18 settembre al 31 dicembre per tre giorni alla settimana, mentre quella da appostamento fisso e' consentita dal 18 settembre al 31 gennaio. (AGI) Red
161546 SET 05

 

Comunicato LAC del 16 settembre 2005

VENETO MAGLIA NERA DELLA FAUNA SELVATICA: DA DOMENICA SI SPARA A TUTTO E
DAPPERTUTTO ANCHE A SETTE SPECIE DI UCCELLI PROTETTI.
MANIFESTAZIONE REGIONALE ANTICACCIA A PEDAVENA (BL).

Andrea Zanoni, presidente della LAC Lega Abolizione Caccia del Veneto,
commenta così l'apertura della caccia in Veneto  prevista per domenica 18
settembre 2005:
"Il Veneto quest'anno si è guadagnato la maglia nera nella tutela della fauna
selvatica, vediamo il perché.
Si potranno cacciare anche la Peppola ed il Fringuello, più altre cinque
specie, grazie ad una legge regionale approvata lo scorso 29 luglio, la
n.13/2005, voluta a tutti i costi da Alleanza Nazionale e dalla Lega; questi
piccoli uccelli migratori protetti in tutta Europa sono accusati di provocare
gravi danni all'agricoltura, nessuno però di AN o della Lega ha mai spiegato
quali danni farebbero e in particolare quali danni potrebbe fare la Peppola
visto che arriva e sosta da noi solo tra novembre e gennaio quando
l'agricoltura è a riposo. Inutile dire che questa legge viola la Direttiva
Uccelli, la n.409/79, gli accordi nazionali della Conferenza stato regioni,
la legge statale i pareri tecnico scientifici dell'INFS Istituto Nazionale
Fauna Selvatica.
Grazie a leggi del genere tra il 1987 ed il 2003 l'Italia ha subito 6
condanne dalla Corte di Giustizia UE del Lussemburgo per violazione della
direttiva CEE 79/409 sulla protezione degli uccelli selvatici, pagando penali
milionarie sottratte al bilancio dello Stato, ovvero alle tasche di tutti noi
cittadini.
Si potrà cacciare con un Piano Faunistico Venatorio scaduto da ben cinque
anni e riesumato ormai 7/8 volte a suon di proroghe.
Si potrà cacciare nelle Zone di Protezione Speciale e nei Siti di Importanza
Comunitaria che la Comunità Europea ha individuato in Veneto per tutelare
animali ed uccelli; un caso eclatante è il Prà dei gai, in provincia di
Treviso, ultimo grande prato di tutta la regione, invaso ogni anno da decine
di capannisti per la caccia alle Allodole, specie in declino in tutta Europa.
Si potrà cacciare con una legge sorpassata, la 50/93, per il miglioramento
della quale sono state raccolte ben 72.000 firme di cittadini che chiedevano
maggior tutela dei proprietari dei terreni, della fauna selvatica, degli
animali domestici, firme chiuse in qualche cassetto dei palazzi della regione.
Si potranno cacciare specie considerate in declino dal Birlife International
nel recente studio "Birds in Europe II" del 2004  come Mestolone, Moretta,
Moriglione, Pavoncella, Beccaccino Frullino e Beccaccia.
Sono state cacciate in preapertura, ovvero già dal 4 settembre, le anatre
delle specie Germano reale, Alzavola e Marzaiola nonostante un parere tecnico
scientifico dell'INFS nettamente contrario.
Anche in merito ai carnieri il Veneto è in testa alla classifica dei nemici
degli animali, sono 32.415.650 gli animali abbattibili a norma del calendario
venatorio 2005/2006 e sono 31.809.750 gli uccelli protetti abbattibili grazie
alla caccia in deroga, cifre da capogiro che dimostrano che in realtà non c'è
limite alcuno per il cacciatore del Veneto che potrà abbattere quest'anno 35
capi di fauna stanziale, 500 uccelli migratori cacciabili e 525 uccelli
protetti; è come se venisse fissato il limite dei 300 chilometri orari in
autostrada.
Infine funzioneranno in tutta la regione una sessantina di impianti dove
verrà realizzata, tramite le province, l'odiosa pratica dell'uccellagione con
le reti per la cattura di uccelli destinati gratuitamente ai cacciatori come
richiami vivi".

 

Newsletter Vigilanza Ambientale 17 sett 2005

 

ROMA - Domani apertura ufficiale della caccia. Come da copione, il via
nazionale al calendario venatorio cade la terza settimana di settembre,
che per il 2005 e' appunto il 18. La chiusura e' per il 31 gennaio.

Le doppiette pero' sono gia' nel mirino delle pagine di cronaca dal primo
settembre quando alcune Regioni hanno dato il via alla preapertura per
alcune specie e con modalita' diverse. Da una parte i cacciatori in difesa
delle scelte delle Regioni e in campo per dire che le preaperture non
arrecano danno alle specie, dall'altra le associazioni (Wwf, Lav, Lipu,
Enpa e Animalisti Italiani) che hanno alzato le barricate per il rischio
estinzione avanzando anche il sospetto di illegittimita' dei provvedimenti
regionali.

Diciotto giorni di polemiche incrociate resi ancora piu' caldi dalla
riapertura dei lavori parlamentari e quindi della calendarizzazione in
Aula alla Camera del testo di riforma della legge sulla caccia, la 157,
considerata dagli ambientalisti apripista per una ''barbarie venatoria'' e
da Federcaccia (la Federazione che raccoglie il 65% del mondo venatorio)
''l' allineamento con le normative Ue''. Nel mezzo la crisi per il virus
dei polli. Alcune specie migratorie, presenti negli elenchi di quelle
cacciabili, potrebbero essere a rischio.

''Nemmeno i rischi sanitari fermano i cacciatori italiani?'', aveva
tuonato giorni fa il presidente del Wwf Italia, Fulco Pratesi chiedendo
che ''almeno quest'anno, in attesa che si conoscano meglio i rischi di una
seria pandemia, mettiamo avanti a tutto le ragioni della salute
pubblica''. '

'Il mondo della caccia e' pronto a qualsiasi soluzione che abbia un
conforto scientifico e razionale - ha detto il presidente di Federcaccia,
Franco Timo - e non fondata sulla scorta del pregiudizio e dell'emotivita'
nei confronti della caccia e dei cacciatori''.

Il presidente del Consiglio Nazionale di Arcicaccia, Marco Ciarafini,
ritiene ''estemporanee e senza riscontri scientifici le proposte di
chiusura della caccia'' e chiede che l'Autorita' scientifica si metta
subito a lavoro. Sul via ufficiale, domani, della caccia, secco il Wwf:
''Apertura? Veramente la caccia e' gia' aperta da un pezzo'', facendo
riferimento alle leggi regionali.

La Basilicata ha inserito ben 33 specie cacciabili in preapertura dal 4
settembre; le Marche 14 specie cacciabili (compreso il Combattente,
indicato in declino); il Molise 13; l' Umbria 12 e il Veneto 9 specie.
Campania e Puglia hanno limitato le preaperture a due specie. Tabelle di
marcia diverse a seconda dei territori provinciali, invece, per
Emilia-Romagna e Toscana, mentre il Piemonte ha limitato l'anticipo della
caccia solo a tre ambiti territoriali caccia (atc). Preapertura anche nel
Lazio.

Seguira' il normale corso invece il calendario di Abruzzo, Liguria,
Sardegna, Valle D'Aosta e le Province di Trento e Bolzano, che hanno
decretato l'apertura normale della stagione alla terza domenica di
settembre, senza alcuna preapertura.

''Purtroppo con molto rammarico - ha detto il presidente di Federcaccia,
Timo - nelle preaperture ci sono stati due decessi. In vista dell'apertura
di domani, lancio un appello per la massima prudenza e per ricordare che
e' un momento di aggregazione, socialita', immersione nella natura con
regole chiare da rispettare''.

Su tutto domina un nodo che fara' ancora parlare di caccia: la riforma.
''Si bocci questa pessima proposta di legge - ha detto Danilo Selvaggi,
responsabile Rapporti Istituzionali Lipu - BirdLife Italia - il rischio e'
che, qualora venga votato favorevolmente lo stravolgimento della legge
157, si apra uno dei conflitti piu' aspri degli ultimi anni''. Da parte
sua Arcicaccia augura lunga vita all'attuale 157, ''la legge della
responsabilita', valida oggi e per le future generazioni''

 

 

 

CACCIA: DOMANI APERTURA GENERALE, ARCICACCIA INSODDISFATTA

(AGI) - Roma, 17 set. - Dopo la parentesi della pre-apertura, avvenuta a partire dal primo settembre per lo piu' da appostamento e limitata ad alcune specie migratorie, da domani mattina la legge nazionale, fissa l'apertura generale della caccia che in tutte le regioni, e' collegata alla possibilita' di prelievo venatorio delle specie faunistiche stanziali. I cacciatori italiani avranno la possibilita' di verificare sul terreno di caccia l'azione di gestione del territorio e di produzione faunistica messa in atto dalle amministrazioni locali e dai comitati di gestione degli Ambiti Territoriali di Caccia (ATC) e dei Comprensori Alpini (CA). Dai dati in possesso dell'Arcicaccia risultano ancora insoddisfacenti i risultati conseguiti in una buona parte delle regioni italiane ed e' per questo che l'Associazione ha invitato i nuovi governi regionali ad adottare tutte le misure atte ad avviare concrete politiche di tutela ambientale e faunistica.
   L'Arcicaccia esprime una forte preoccupazione, e in questo senso sta conducendo una dura battaglia, a che il Parlamento possa varare nuove norme sulla caccia assolutamente in contrasto con le direttive comunitarie e le indicazioni della scienza. Norme - si legge in una nota - che rischierebbero di rompere il delicato equilibrio raggiunta tra agricoltori, cacciatori e ambientalisti in forza dell'attuale legislazione.
   In questo contesto - conclude il comunicato - risultano improntati alla demagogica propagandistica tanto i proclami velleitari degli ultras delle doppiette tanto le sortite fondamentaliste, manifestazioni comprese, di alcuni settori animalisti. (AGI) Vip 171255 SET 05 .
171347 SET 05

 

 

 

NEWS: Giornali Internet 18/09/05


Venezia: scontro tra barchini, un morto
http://www.televideo.rai.it/televideo/pub/pagina.jsp?pagina=837&sottopagina=
1&x=12&y=14 (17.09.2005)
18.25 In uno scontro tra due barchini di cacciatori a Lova di Campagnalupia,
nella laguna di Venezia, un uomo di 56 anni ha perso la vita.E' accaduto
ieri sera ma se ne è avuta notizia solo oggi. L'incidente è avvenuto mentre
le due imbarcazioni rientravano a riva, dopo il temporale e le raffiche di
vento che si erano abbattute sulla zona. Nello scontro, l'uomo è caduto in
acqua e quando è stato ripescato dai tre occupanti dell'altra imbarcazione,
anche loro cacciatori, era già privo di conoscenza ed è morto poco dopo.
 
L´uomo ha fatto un volo di quattro metri ma inizialmente è riuscito a
rialzarsi da solo
Cles, cacciatore cade dal capanno
http://www.ladige.it/articoloHtml.asp?IDNotizia=553015
Un cacciatore è rimasto ferito ieri sera a Cles. L´uomo si trovava su un
capanno quando è caduto facendo un volo di quattro metri. Inizialmente è
riuscito ad alzarsi da solo ma poi, dolorante, ha chiesto aiuto ad altri
cacciatori che si trovavano nelle vicinanze i quali per un tratto lo hanno
accompagnato con un fuoristrada verso il paese. Poi in soccorso è giunta
anche l´ambulanza che ha trasportato il ferito fino al S. Chiara.
L´incidente è avvenuto verso le 21 in località Verdè, a quota 1.500 metri,
verso il rifugio Peller. L´uomo si trovava appunto appostato per la caccia
quando è scivolato dalla struttura posizionata sull´albero. Il volo è stato
notevole ma comunque il cacciatore non ha mai perso conoscenza. Sulle prime
sembrava che le ferite che aveva riportato fossero lievi tanto che sono
stati gli amici ad accompagnarlo fino alla macchina. Dopo qualche chilometro
percorso sulla strada bianca in direzione di Cles, però, il ferito ha
iniziato a lamentare forti dolori in tutto il corpo. Così in aiuto è
arrivata un´ambulanza che, dopo le prime cure, lo ha trasferito al S. Chiara
di Trento dove, fino a tarda serata, è stato sottoposto ad accertamenti per
verificare eventuali lesioni provocate dalla caduta.
Quello di ieri è il primo serio infortunio dopo l´apertura della caccia. La
sezione cacciatori di Cles, presieduta da Marco Zucal, conta 42 soci e ha a
disposizione 3.420 ettari
 

 

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PROVINCIA
Caccia al cinghiale, si parte in anticipo
Apertura straordinaria il 1 ottobre. Solo tre battute la settimana. Deroga
per il 2 novembre
http://ilmessaggero.caltanet.it/view.php?data=20050918&ediz=02_VITERBO&npag=
41&file=D.xml&type=STANDARD
di MICHELA FINESI
Partirà in anticipo quest’anno nel Viterbese l’esercizio venatorio al
cinghiale.
La preapertura straordinaria è fissata per il 1 ottobre, tramite le 104
squadre locali, più tre esterne, autorizzate a questo genere di caccia,
nonché nelle aziende faunistico venatorie.
La decisione è stata ratificata dalla giunta provinciale attraverso una
delibera, su proposta dall’assessore alla Caccia, Mario Trapè.
Ed è in linea con quanto prevede il decreto con cui il presidente della
Regione ha approvato il calendario venatorio regionale ed il regolamento per
la stagione 2005/2006 per il Lazio.
Ecco cosa prevede. «Le condizioni climatiche favorevoli hanno agevolato la
riproduzione delle popolazioni di cinghiali. Tanto che oggi sono
particolarmente numerose sul territorio provinciale ed arrecano innumerevoli
danni alle colture agricole. Venuta meno l’efficacia di misure di
prevenzione, tali danni si possono limitare con una consistente riduzione
degli esemplari di tale specie, che solo un anticipato esercizio venatorio
può garantire». La giunta provinciale ha dato l’ok alla preapertura, ed ha
fissato l’ultimo giorno utile a domenica 29 gennaio 2006.
Il regolamento prevede inoltre che le battute potranno essere effettuate
solo tre volte la settimana, che dovranno essere indicate, a cura del
capocaccia, prima dell’inizio della stagione venatoria e potranno
comprendere sia il sabato che la domenica. Una volta scelte, saranno
indicate sulle apposite cartelle previste dal regolamento. «Nello stesso
atto della giunta è stata predisposta una deroga all’articolo 15 del
regolamento provinciale – spiega l’assessore Trapè – al fine di consentire a
tutte le squadre di cacciare anche nella giornata di mercoledì 2 novembre
(apertura ordinaria di questo esercizio), indipendentemente dalle tre già
scelte. E’ il sistema più immediato e certo per cacciare in modo legittimo,
rispondendo anche ai problemi posti dagli agricoltori».
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Al via la stagione venatoria, aperti anche i roccoli
APPUNTAMENTO PER 30.000 DOPPIETTE BRESCIANE
http://www.giornaledibrescia.it/giornale/2005/09/18/19,PRIMO_PIANO/T30.html
BRESCIA - Scatta questa mattina la stagione venatoria. Da oggi, e fino al 31
gennaio, le circa trentamila «doppiette» bresciane avranno a disposizione 55
giorni per sguinzagliare i segugi nei comprensori della provincia. In realtà
quella di oggi è una data simbolo dal momento che, come i cacciatori sanno
bene, esistono delle differenza temporali legate tanto alle zone deputate al
prelievo venatorio quanto alle specie cacciabili. Questa calendarizzazione a
scaglioni riguarda, ad esempio, il comprensorio C7 Valle Sabbia, dove la
caccia vagante alla selvaggina stanziale inizia solo il due ottobre. Un
discorso simile, in attesa che dall’assessorato provinciale alla Caccia
giungano conferme ufficiali, vale per la caccia al cinghiale (consentita
solo di sabato) che dovrebbe iniziare l’1 ottobre nelle zone di pianura
mentre, per i comprensori alpini, dovrebbe slittare a sabato 8 ottobre.
Dovranno invece attendere ancora una settimana gli appassionati della caccia
agli acquatici che inizierà, sui laghi di Garda e di Iseo, solo il 2
ottobre, per non interferire con la stagione turistica. Pur con gli
opportuni distinguo, la stagione 2005/2006 si annuncia positiva per il
popolo dei cacciatori. Merito, in gran parte, della legge sulle deroghe
promulgata dalla Regione Lombardia lo scorso 27 luglio, che sancisce la
possibilità di annoverare tra le prede anche passero d’Italia (venti capi a
stagione), passera mattugia (venti), storno (cinquanta), fringuello
(trentacinque) e peppola (dodici). Una scelta di indirizzo molto gradita
nell’ambiente venatorio, cui si è aggiunta una integrazione normativa
confezionata dal Pirellone proprio sul filo di lana. Secondo quanto deciso
dalla Giunta, nel carniere potrà trovare posto anche il prispolone, su cui
la Regione ha concesso il prelievo in deroga per un numero complessivo di
18.000 esemplari. Una possibilità circoscritta ad un periodo di tempo
compreso tra il 18 e il 29 settembre e riservata solo agli
ultrasessantacinquenni. Un’altra novità che ha suscitato un plauso quasi
unanime è l’aumento di seimila unità dei richiami vivi autorizzati, passati
a ventimila. Della cattura si occuperanno i 23 roccoli sparsi sul territorio
che, per quello che concerne la distribuzione degli stessi, si affideranno a
10 centri (presicci) dove i richiami vivi potranno essere ritirati solo da
chi pratica l’appostamento fisso. Rispetto infine alle tre tipologie di
caccia previste nella provincia (ovvero caccia vagante in pianura e nella
zona Alpi e caccia da appostamento fisso) le limitazioni rispetto al
carniere sono sostanzialmente identiche. Per ogni giornata di caccia si
potranno abbattere non più di 30 capi di migratoria con il limite di 10 capi
tra palmipedi e trampolieri e, per quello che riguarda la vagante in pianura
e nei comprensori alpini, di due beccacce.  ro. ramp.
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DA OGGI
Oltre dodicimila cacciatori pronti a imbracciare il fucile
http://ilmessaggero.caltanet.it/view.php?data=20050918&ediz=14_PESARO&npag=4
0&file=D.xml&type=STANDARD
FANO. Da oggi entra nel vivo della stagione venatoria che, fra le consuete
polemiche, apre i battenti fino al 31 gennaio. Solo nella provincia
imbracceranno il fucile poco più di 12mila cacciatori, ben 34mila in tutta
la regione. "Le prime tre giornate di apertura controllata -spiega Alberto
Iacucci, segretario provinciale Federcaccia- hanno fatto registrare una
nutrita presenza di quaglie. Meno numerose le tortore, emigrate prima dei
temporali a cavallo fra agosto e settembre. Per questo sarebbe opportuno che
la caccia alle specie estive fosse aperta già da metà agosto. Invece,
giungono notizie circa la buona presenza di lepri, mentre rimane scarsa la
presenza dei fagiani. Ciò significa che occorre istituire direttamente in
loco zone di ripopolamento e cattura". A proposito dei fagiani, Iacucci
rileva anche la "necessità di introdurre nel comparto agricolo falciatrici
adeguate alla salvaguardia di alcune specie che, restano vittime dei mezzi
meccanici troppo veloci". Iacucci sottolinea come in questi ultimi mesi "si
sia registrato un notevole incremento nel numero di iscritti alla
Federcaccia, grazie anche a quei cacciatori che hanno abbandonato Cst e
Arcicaccia". E alla vigilia dell'apertura della stagione venatoria, rivolge
i migliori "in bocca al lupo" ai cacciatori, con una "raccomandazione a non
creare incidenti e per battute di caccia nel rispetto delle regole".
M.G.
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Centinaia di doppiette in azione
Oggi caccia al via Agenti mobilitati e ambiti presidiati
http://www.laprovinciadicremona.it/index.asp?id=4466&sezione=CREMONA&edizion
e=20050918
Tutto pronto, in provincia di Cremona, per il debutto della stagione
venatoria, fissato per oggi (lo stop scatterà il 31 gennaio prossimo). Gli
agenti della Polizia provinciale guidati dal comandante Mauro Barborini
hanno già fatto scattare l’altra notte (e in quella appena trascorsa) una
serie di servizi ad hoc nei vari ambiti di caccia (soprattutto nelle zone
considerate più ‘critiche’) per vegliare affinché tutto fili liscio. In
tutta la provincia sono circa 5.500 i cacciatori abilitati, una buona parte
dei quali residenti nelle vicine province di Brescia e Bergamo.
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«Quella sulla caccia in deroga ...
http://www.gazzettino.it/VisualizzaArticolo.php3?Codice=2588465&Luogo=Vicenz
a&Pagina=VICENZA
«Quella sulla caccia in deroga è la legge migliore che potevamo fare. Il
Veneto è la prima Regione in Italia a farsene promotrice. Cinque anni di
programmazione permettono certezza del diritto per i cacciatori, ma anche
sicurezze da parte della Regione di una programmazione seria, che ci
consenta di fare dei ragionamenti precisi rispetto ai capi abbattuti e alla
regolamentazione della caccia stessa».
Così l'Assessore alle Politiche dell'Istruzione e della Formazione con
delega alla Caccia della Regione del Veneto, Elena Donazzan, promotrice
l'altra sera a Thiene del convegno "Politiche faunistico venatorie della
Regione del Veneto". Centinaia i cacciatori che hanno risposto all'invito
dell'assessore regionale, affollando dalle 20.30 il Teatro Comunale di
Thiene.
«Punto di forza della legge - ha detto Donazzan - è il rispetto delle
normative europee. Fin dal 1979 la Comunità Europea dava la possibilità agli
Stati membri di cacciare in deroga, ma solo grazie a questo governo e a
questa Regione i cacciatori del Veneto possono cacciare, nel rispetto delle
loro tradizioni venatorie, delle specie che sono considerate dannose per
l'agricoltura. Altro punto di forza della legge è l'impegno, da parte della
Regione, di essere il più possibile supportati a livello di politiche
venatorie da dati tecnico-scientifici, al di là di ogni demagogia e di ogni
posizione ideologica. La caccia ha bisogno di serenità per essere ben
gestita, e c'è bisogno di sfatare quei luoghi comuni che vogliono il
cacciatore nemico dell'ambiente. Semmai egli è forse il primo ambientalista,
nel senso che conosce meglio di tutti la natura, le abitudini delle specie,
il proprio territorio e il rispetto per quest'ultimo. Se rivalutassimo
appieno la figura del cacciatore inserito nel proprio ambiente, riusciremmo
a gestire meglio tutto il nostro patrimonio faunistico-venatorio. Per i
prossimi cinque anni vogliamo occuparci di politiche venatorie combattendo
le nostre battaglie con serenità, serietà e capacità».
Secondo l'onorevole Sergio Berlato, deputato al Parlamento europeo e
consigliere particolare del ministro delle Politiche agricole e forestali,
intervenuto al convegno si tratta di una legge «perfettamente in linea con
le direttive comunitarie. Volutamente, prima di farla approvare dalla
Regione del Veneto, l'abbiamo fatta visionare dalla Commissione europea, che
ha dato il suo visto, così come aveva dato la sua approvazione preventiva
alla legge statale 221 del 2002, che abbiamo fatto approvare dal Parlamento
italiano. Con questa legge, rispettosa delle direttive comunitarie e delle
nostri tradizioni venatorie, riusciamo finalmente a dare delle risposte
concrete ai cacciatori del Veneto».
«Con l'assessore Donazzan - ha dichiarato il presidente del Consiglio
regionale del Veneto Marino Finozzi, presente all'incontro - abbiamo deciso
di andare avanti ad oltranza con questa legge, nonostante le difficoltà
incontrate, perché avevamo deciso di chiudere la partita sulla caccia. C'è
stata dunque determinazione da parte della maggioranza, che aveva come
ordine prioritario dare quanto prima una legge stabile sulla caccia in
Veneto».
Quali sono le novità della legge sulla caccia in deroga? La nuova legge ha
validità quinquennale e rimarrà in vigore fino all'annata venatoria
2009/2010.
In base alla nuova normativa il carniere relativo ai fringuelli prelevabili
giornalmente da ogni singolo cacciatore è aumentato, rispetto alle passate
stagioni venatorie, da 5 a 20 capi, con un limite massimo prelevabile da
ogni cacciatore per ogni stagione salito da 40 a 100 capi.
La nuova legge equipara i tempi dei prelievi in deroga (limitatamente alle
giornate di caccia utilizzabili), a quelli previsti per le altre specie
normalmente cacciabili, prevedendone la cacciabilità, oltre che per i tre
giorni settimanali a scelta, anche per ulteriori due giorni da appostamento
nei mesi di ottobre e novembre.
Il cacciatore può ora utilizzare, oltre ai richiami vivi appartenenti alle
specie normalmente cacciabili, anche richiami vivi appartenenti alle specie
cacciabili in deroga, a patto che questi provengano esclusivamente da
allevamento.
Rispetto al passato, dove c'era l'obbligo per il cacciatore di annotare il
capo abbattuto in deroga subito dopo il suo incarnieramento, la nuova legge
prevede l'obbligo di annotazione del capo abbattuto delle sole specie
prelevabili in deroga a fine giornata venatoria. L'obbligo dell'annotazione
a fine giornata venatoria vige solo per i soggetti appartenenti alle specie
cacciabili in deroga, mentre per i soggetti appartenenti alle altre specie
normalmente cacciabili permane, per ora, l'obbligo dell'annotazione
immediatamente dopo il loro incarnieramento.
Intanto, per migliaia di cacciatori veneti, si apre domani la stagione
venatoria, fino al 31gennaio 2006.
Al convegno di Thiene, dopo il saluto del sindaco Attilio Schneck, sono
intervenuti anche Gianfranco Zonin, Assessore alla Caccia della Provincia di
Vicenza; Alberto Colleselli, Comandante Regionale del Corpo Forestale dello
Stato; Roberto Basso, Direttore del Museo Civico di Storia Naturale di
Jesolo e Franco Bonsanto, Esperto di legislazione venatoria.
Il convegno è stato il primo di un ciclo di 7 incontri sulla caccia, uno per
ogni provincia del Veneto, promossi dall'Assessorato regionale alle
Politiche dell'Istruzione e della Formazione con delega alla Caccia.
Queste le date dei prossimi incontri (tutti alle 20.30): Verona 14/10/05,
Padova 28/10/05, Treviso 11/11/05, Rovigo - 25/11/05, Venezia 16/12/05,
Belluno 13/01/05.
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L'OPINIONE
Caccia, c'è confusione sulle leggi dell'attività venatoria
di LUIGI SOLIMINI*
http://www.gazzettino.it/VisualizzaArticolo.php3?Codice=2588356&Luogo=Venezi
a&Pagina=LETTERE%20%26%20OPINIONI
In occasione dell'apertura generale della caccia, nel giorno ormai
tradizionale della terza domenica di settembre, desidero sottolineare alcuni
aspetti che mi sembrano preminenti e caratterizzanti l'avvio della prossima
stagione venatoria.
Innanzitutto, la ricchezza costituita dal patrimonio faunistico del nostro
territorio provinciale, che nonostante i fenomeni di profonda trasformazione
che caratterizzano in modo ampio e generalizzato la pianura veneta, mantiene
ancora elementi di notevole pregio e valore. Basti pensare alle popolazioni
di uccelli acquatici delle Lagune di Venezia e di Caorle, alle buone
popolazioni naturali di lepre, al consistente flusso migratorio di allodole
e tordi.
La maggior parte delle attività della Provincia di Venezia e degli Ambiti
Territoriali di Caccia è rivolta a mantenere e a incrementare questo
patrimonio, ad esempio attraverso il sostegno economico agli agricoltori per
la realizzazione di aree adatte alla fauna selvatica o attraverso la
gestione oculata delle zone di rispetto e di protezione.
Purtroppo, questo quadro potenzialmente molto positivo, è offuscato dalla
confusione sulle modalità di svolgimento dell'attività venatoria.
Infatti, dal 28 giugno ad oggi la Regione Veneto ha emanato cinque diverse
deliberazioni di Giunta relative al calendario venatorio e al tesserino di
caccia (molto spesso una a rettifica delle precedenti), la legge regionale
sulla caccia in deroga, due Decreti Presidenziali che limitano la caccia in
alcune aree per motivi turistici. A seguito del provvedimento regionale di
pre-apertura della caccia nelle prime tre settimane di settembre, 10 Sindaci
hanno emesso altrettante ordinanze, a contenuto spesso molto differenziato,
per vietare la caccia sul proprio territorio comunale.
La stessa Regione, invece, non ha ancora assunto i provvedimenti di sua
esclusiva competenza chiesti dalle Province del Veneto e dalla maggior parte
delle associazioni venatorie, quali l'approvazione dei Piani faunistico
Venatori Provinciali, l'adozione di forme di regolamentazione della caccia
alla fauna selvatica stanziale (giornate fisse per Lepre e Fagiano),
soprattutto nelle prime 3-4 settimane, e forme di regolamentazione della
caccia per le canalette della Laguna Sud di Venezia, che come già avvenuto
negli anni scorsi, consentirebbero la fruizione in forma ragionevole e
condivisa anche di tali aree.
Occorre che anche la Regione Veneto, con la piena collaborazione delle
Province e degli Ambiti Territoriali di Caccia, ritorni a svolgere un ruolo
importante di indirizzo e di coordinamento nel pieno rispetto dei principi
della legge quadro, in modo da garantire gli interessi del mondo venatorio.
Il mio auspicio, comunque, è che nonostante le incertezze e le difficoltà di
questo periodo, i cacciatori possano godere appieno e nel migliore dei modi
della prossima stagione venatoria.
* asessore alla Caccia Provincia di Venezia
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FINO AL 31 GENNAIO
Inizia la caccia ed è subito polemica doppiette-animalisti
http://www.gazzettino.it/VisualizzaArticolo.php3?Codice=2587393&Luogo=Main&P
agina=ATTUALITÀ
Apertura ufficiale della caccia: Come da copione, il via al calendario
venatorio cade la terza settimana di settembre. La chiusura sarà il 31
gennaio. Le doppiette però sono già nel mirino delle pagine di cronaca dal
primo settembre quando alcune Regioni hanno dato il via alla preapertura per
alcune specie e con modalità diverse. Da una parte i cacciatori in difesa
delle scelte delle Regioni e in campo per dire che le preaperture non
arrecano danno alle specie, dall'altra le associazioni (Wwf, Lav, Lipu, Enpa
e Animalisti Italiani) che hanno alzato le barricate per il rischio
estinzione avanzando anche il sospetto di illegittimità dei provvedimenti
regionali: 18 giorni di polemiche incrociate resi ancora più caldi dalla
riapertura dei lavori parlamentari e quindi della calendarizzazione in Aula
alla Camera del testo di riforma della legge sulla caccia considerata dagli
ambientalisti apripista per una «barbarie venatoria» e da Federcaccia (la
Federazione che raccoglie il 65\% del mondo venatorio) «l' allineamento con
le normative Ue». Nel mezzo la crisi per il virus dei polli. Alcune specie
migratorie, presenti negli elenchi di quelle cacciabili, potrebbero essere a
rischio.
«Nemmeno i rischi sanitari fermano i cacciatori italiani?», aveva tuonato
giorni fa il presidente del Wwf Italia, Fulco Pratesi chiedendo che «almeno
quest'anno, in attesa che si conoscano meglio i rischi di una seria
pandemia, mettiamo avanti a tutto le ragioni della salute pubblica».
«Il mondo della caccia è pronto a qualsiasi soluzione che abbia un conforto
scientifico e razionale - ha detto il presidente di Federcaccia, Franco
Timo - e non fondata sulla scorta del pregiudizio e dell'emotività nei
confronti della caccia e dei cacciatori».
Il presidente del Consiglio Nazionale di Arcicaccia, Marco Ciarafini,
ritiene «estemporanee e senza riscontri scientifici le proposte di chiusura
della caccia» e chiede che l'Autorità scientifica si metta subito a lavoro.
Sul via ufficiale, domani, della caccia, secco il Wwf: «Apertura? Veramente
la caccia è già aperta da un pezzo», facendo riferimento alle leggi
regionali. La Basilicata ha inserito ben 33 specie cacciabili in
preapertura; le Marche 14; il Molise 13; l'Umbria 12 e il Veneto 9 specie
(Campania e Puglia solo 2).
«Purtroppo con molto rammarico - ha detto il presidente di Federcaccia,
Timo - nelle preaperture ci sono stati due decessi. Lancio un appello per la
massima prudenza e per ricordare che è un momento di aggregazione,
socialità, immersione nella natura con regole chiare da rispettare».
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ATTIVITÀ VENATORIA. Ambientalisti all’attacco
La caccia si apre tra le polemiche Riforma sotto tiro in Parlamento
http://www.bresciaoggi.it/storico/20050918/nazionale/Eaa.htm
Roma. Oggi sui apre ufficialmente la stagione della caccia. Il via nazionale
al calendario venatorio cade la terza settimana di settembre, che per il
2005 è il 18. La chiusura è per il 31 gennaio.Le doppiette però sono già nel
mirino delle pagine di cronaca dal 1 settembre quando alcune Regioni hanno
dato il via alla preapertura per alcune specie e con modalità diverse. Da
una parte i cacciatori in difesa delle scelte delle Regioni e in campo per
dire che le preaperture non arrecano danno alle specie, dall’altra le
associazioni (Wwf, Lav, Lipu, Enpa e Animalisti Italiani) che hanno alzato
le barricate per il rischio estinzione avanzando anche il sospetto di
illegittimità dei provvedimenti regionali.
Giorni di polemiche resi ancora più caldi dalla riapertura dei lavori
parlamentari e della calendarizzazione in Aula alla Camera del testo di
riforma della legge sulla caccia, la 157, considerata dagli ambientalisti
apripista per una «barbarie venatoria» e da Federcaccia «l’allineamento con
le normative Ue». Nel mezzo la crisi per il virus dei polli. Alcune specie
migratorie, presenti negli elenchi di quelle cacciabili, potrebbero essere a
rischio. «Riapre la strage degli innocentì e nonostante la minaccia dell’
aviaria, in Veneto si inizia a sparare ai migratori», sottolinea la sezione
di Treviso dell’Enpa: «Nonostante la stragrande maggioranza degli italiani
sia fermamente contraria alla caccia sembra che ai politici, in particolare
i veneti, stiano più a cuore qualche migliaia di doppiette che qualche
milione di pacifici cittadini». «Il mondo della caccia è pronto a qualsiasi
soluzione che abbia un conforto scientifico e razionale», ha detto il
presidente di Federcaccia, Franco Timo, «e non fondata sulla scorta del
pregiudizio e dell’emotività nei confronti dei cacciatori». Su tutto domina
un nodo che farà ancora parlare: la riforma. «Si bocci questa pessima
proposta di legge», ha detto Danilo Selvaggi, della Lipu.
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STAGIONE VENATORIA 2005-2006 Tornano a sparare diciannovemila cacciatori,
con nuove norme sulla caccia in deroga e le prenotazioni
E le doppiette quest'anno pagheranno di più
I prezzi di concessione governativa, tassa regionale e imposta di bollo
decollano. Ecco quanto peseranno sul portafogli
http://www.gazzettino.it/VisualizzaArticolo.php3?Codice=2588461&Luogo=Vicenz
a&Pagina=VICENZA
(R.C.) Si torna a sparare. Oggi si apre ufficialmente la stagione venatoria.
Dopo l'anticipo con le cinque giornate di preapertura promosse negli ultimi
weekend, ecco al via la stagione di caccia vera e propria che interesserà
diciannovemila doppiette vicentine (le più numerose delle province del
Veneto). Messe da parte le polemiche con gli ambientalisti, per i cacciatori
berici ci sono due importanti novità: la caccia in deroga consentita dalla
Regione non solo quest'anno ma anche nel prossimo quinquennio e
l'attivazione di un centro unico di prenotazione e distribuzione degli
uccelli da richiamo che la Provincia ha deciso di sperimentare per agevolare
le doppiette beriche ed evitare che perdano troppo tempo nei centri di
cessione. Ma sono aumentate le tasse a carico del cacciatore. Quella per la
concessione governativa è passata a 173, 16 euro, mentre la tassa regionale
è salita a 84 euro. L'imposta di bollo è di 14,62 euro.
PRELIEVI.Ammesso il prelievo di passero, passera mattugia e storno (limite
massimo: 20 capi al giorno, 100 per stagione venatoria), tortora dal collare
(10 al giorno, 50 per stagione), cormorano (10 al giorno, 50 per stagione),
peppola (5 al giorno, 25 per stagione) e fringuello (20 al giorno, 100 per
stagione). Per quest'ultimo si tratta di un prelievo maggiore rispetto al
passato (si potevano catturare solo 5 capi al giorno e 40 per stagione).
L'annotazione nel tesserino delle specie abbattute potrà avvenire a fine
giornata venatoria, non più dopo ogni abbattimento. Si tratta di
un'agevolazione che consentirà alla doppietta di non interrompere l'attività
di caccia.
RICHIAMI. Per chi desidera uccelli da richiamo niente più lunghe attese e
bivacchi davanti ai centri di cessione. La Provincia ha attivato il numero
verde gratuito 800232767 che si potrà chiamare fino al 22 ottobre.
L'interessato comunicherà all'operatore i dati anagrafici e l'uccello da
richiamo desiderato. La prenotazione verrà registrata e i cacciatori
verranno richiamati. Molto dipenderà dalla disponibilità dei richiami (17
mila in tutto). Se saranno inferiori alle richieste, si estrarrà a sorte
(ogni cacciatore può avere al massimo 40 richiami). Il cacciatore potrà
sparare per un massimo di tre giorni alla settimana a propria scelta,
esclusi martedì e venerdì. Per la selvaggina stanziale il carniere
giornaliero dovrà essere di un massimo di 10 capi, per quella migratoria di
25 capi.
Roberto Cervellin
 
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COMUNICATO STAMPA

 

18 SETTEMBRE: RIAPERTURA DELLA CACCIA.

APPELLO DI CAPORALE  (VERDI) ALLE PROVINCE E AI CACCIATORI.

 

Dichiarazione di Walter Caporale, Capogruppo dei Verdi alla Regione.

 

“In merito alla riapertura della caccia (domenica 18 settembre c.a.), rivolgo un accorato appello ai 16.000 cacciatori abruzzesi affinché prestino attenzione all’incolumità loro ma anche dei cittadini, dei turisti, dei bambini, delle persone che passeggiano nei boschi e nelle campagne: lo scorso anno in Italia sono morte cinquanta persone a causa della caccia. Il mio invito è anche a rispettare le distanze dalle abitazioni e alla tutela delle numerose specie protette presenti nella nostra regione, ma anche a raccogliere i bossoli che troppo spesso vengono abbandonati nelle zone di caccia e che rappresentano un preoccupante fonte di inquinamento.

 

Da un punto di vista politico, rivolgo invece un accorato appello alle Amministrazioni provinciali, affinché rispettino la chiusura della caccia alla beccaccia al 31 dicembre, senza prevedere alcuna proroga.

Il Calendario Venatorio abruzzese 2005/2006 prevede il prelievo venatorio della beccaccia (Scolopax rusticola) sino al 31.12.2005; una successiva deliberazione di Giunta (27.7.2005, n. 734) ha autorizzato le Amministrazioni Provinciali, qualora ravvisino la sussistenza sul proprio territorio delle condizioni a tal fine necessarie, a differire con proprie motivate deliberazioni, in deroga al Calendario venatorio regionale, il termine ultimo del prelievo venatorio della specie Beccaccia, procrastinandolo fino alla data  limite del 30.1.2006.  

 

Per la beccaccia l’Istituto Nazionale di Fauna Selvatica (INFS), massimo organismo nazionale scientifico sulla fauna, suggerisce una chiusura anticipata della stagione venatoria al 31 dicembre, che è auspicata anche dal “Club della Beccaccia”, gruppo italiano di cacciatori specializzati nel prelievo di questa specie.

 

Il recente rapporto “Birds in Europe II”, realizzato da Birdlife International, mostra che delle 36 specie cacciabili in Italia (inclusa la beccaccia), nessuna ha visto migliorare il proprio status di conservazione dall’approvazione della Legge 157/92 ad oggi e molte sono addirittura in declino.

 

Tale situazione chiama dunque ad una grande responsabilità le amministrazioni locali, che devono realizzare concrete misure di salvaguardia degli uccelli, a partire, appunto, dalle previsioni venatorie”.

 


 

NEWS: Giornali Internet 20/09/05

 

ANTICACCIA
«La nostra una manifestazione pacifica. I politici si assumano le proprie
responsabilità»
http://www.gazzettino.it/VisualizzaArticolo.php3?Codice=2589921&Luogo=Bellun
o&Pagina=FELTRE
Pedavena
«La nostra era una manifestazione pacifica e silenziosa, tanto che potevamo
essere scambiati per delle persone che stavano facendo tranquillamente una
passeggiata sotto la pioggia. Sapevamo che avremmo potuto incontrare dei
cacciatori, ma avevamo deciso di non rispondere alle provocazioni. Mai
avremmo pensato ad una reazione come quella, poteva essere una strage,
quella persona non era in sé».All'indomani dell'incidente avvenuto ieri
mattina a Pedavena a margine della manifestazione ambientalista, parla lo
stesso organizzatore, Marco Scapin, referente provinciale del Coordinamento
Protezionista Veneto. Alla paura ha fatto posto lo stupore e lo sdegno per
una reazione che va oltre la civiltà. E già ieri potrebbero essere scattate
le prime denunce sia dalle vittime dell'investimento da parte del
fuoristrada del cacciatore feltrino che da parte della Lav del Veneto, di
cui una delle persone travolte, Carmen Cavallero, è referente regionale.
«Direi che a questo punto - commenta Scapin - visti i fatti, sarebbe
opportuno che i politici, a partire dal sindaco fino al presidente della
Provincia Sergio Reolon che è anche assessore alla caccia e pesca, facessero
una riflessione. È successo tutto durante una manifestazione pacifica, i
politici devono assumersi le proprie responsabilità».
A.V.
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AGGRESSIONE AGLI ANIMALISTI Il presidente della riserva di Caccia di Feltre,
Gianni Centa, condanna e invita al dialogo
«Manteniamo gli animi sereni»
Guido Perrotto, coordinatore delle doppiette di Pedavena, pronto ad
approfondire il caso
http://www.gazzettino.it:80/VisualizzaArticolo.php3?Codice=2589920&Luogo=Bel
luno&Pagina=FELTRE
Pedavena
«Manteniamo gli animi sereni. Cerchiamo di non provocarci vicendevolmente.
Ognuno ha diritto di portare avanti le proprie convinzioni ma, ovviamente,
nel massimo rispetto del prossimo che la pensa diversamente». Getta acqua
sul fuoco il presidente della Riserva di caccia di Feltre, Gianni Centa
all'indomani dell'aggressione subita domenica da un ambientalista da parte
di una doppietta feltrina. Nel primo giorno di apertura della stagione
venatoria un uomo, a bordo del suo fuoristrada, si è infatti avventato su
quanti in quel momento stavano manifestando a difesa del patrimonio
faunistico, ferendo il portavoce dei Verdi in provincia di Belluno, Moreno
Barbieri. «Fatti del genere - sottolinea Centa - non possono che far
rimanere male. Con ogni probabilità questo cacciatore ha perso le staffe per
qualche maltorto ricevuto, non certo per cattiveria gratuita. É vero
infatti, a difesa dell'accusato, che noi cacciatori dobbiamo accettare
sempre tante provocazioni che forse, in momenti di eccesso di tensione,
sfociano purtroppo in gesti come questo che restano comunque inaccettabili.
Personalmente sono una parsona pacifica, e così desidererei fossero tutti i
nostri associati, invitandoli a praticare il loro sport nella massima
serenità d'animo e rispettando gli altri. Cercando anzi confronto e
collaborazione». «Per quanto riguarda le sanzioni - conclude Centa - il
regolamento della Riserva non prevede nulla di specifico contro il
cacciatore. Certo questi dovrà far fronte alle denunce che saranno sporte
dagli ambientalisti».
Oltre al presidente della Riserva di caccia di Feltre è stato contattato
anche quello di Pedavena, area dalla quale è partito il ritrovo
ambientalista (Valle di Faont). Guido Perrotto afferma che «prima di
esprimere delle considerazioni preferisco approfondire meglio come si sono
svolte le cose».
Raffaella Gabrieli
 
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IL CASO
Caccia nel Parco scoppia la polemica Forestale-assessore
http://ilmattino.caltanet.it/mattino/view.php?data=20050920&ediz=SALERNO&npa
g=32&file=AWA.xml
L'approvazione del calendario venatorio mette contro la Guardia forestale e
l’assessore provinciale alle attività faunistiche e venatorie Carmine
Cennamo. In una piccata lettera inviata da Cennamo a Regione e ministro dell
’agricoltura, si chiede che siano interrotti «atteggiamenti vessatori» verso
chi caccia nelle aree contigue al parco del Cilento. La Forestale infatti
eleva pesanti verbali ai cacciatori non residenti nell’area. La questione è
sul rilascio dei tesserini che consentono la caccia anche a chi non abita
nella zona contigua al parco. Opinioni diverse delle stesse norme fanno
scattare le multe. «La posizione del Corpo Forestale non è condivisibile»,
dice Cennamo. «E porta grave danno anche all’amministrazione provinciale
qualora fosse chiamata nei in giudizio in fase di opposizione alle
ordinanze-ingiunzioni che fanno seguito ai verbali».
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Caccia, apertura ok
E' iniziata domenica la stagione venatoria 2005-2006. Tutto quanto è filato
liscio
Nessun incidente al via. Abbattuti cinghiali, fagiani e pernici
http://www.ilsecoloxix.it/Secolo_notizia01OK.asp?IDNotizia=366985&IDCategori
a=594
Imperia Prima giornata di caccia senza incidenti e senza multe. Non accadeva
da anni, e per questo la notizia è ancora più confortante, che l'apertura
della stagione venatoria non facesse registrare feriti e, tra l'altro,
neppure gravi infrazioni da parte di cacciatori poco coscienziosi o
scarsamente rispettosi dell'ambiente.
«Per quanto abbiamo potuto constatare, tutto è andato bene, sia sotto il
profilo della sicurezza sia sotto l'aspetto della cosiddetta etica
venatoria - conferma il responsabile della Polizia provinciale, Giuseppe
Carrega - evidentemente i cacciatori si sono comportati bene...non credo
che, salvo casi particolari di cui comunque per il momento non sono a
conoscenza, siano stati elevati verbali per infrazioni nell'esercizio
dell'attività venatoria». Insomma, una prima giornata da incorniciare. E da
ricordare. Almeno se si osserva la problematica dal lato sicurezza,
sicuramente più importante.
E sul lato prede?
«Diciamo che, in mancanza di dati e statistiche ufficiali («le avremo
soltanto nei prossimi giorni»), l'impressione è che le cose siano andate più
o meno come l'anno scorso all'apertura - conferma Elio Anzardi, presidente
provinciale della Federcaccia - non possiamo ancora dire se sarà una
stagione buona, per noi cacciatori. L'inizio è stato comunque discreto.
L'attivitàè partita solo nella zona bassa, l'Atc 1 e Atc 2, e quindi
parliamo di primo entroterra: caccia al cinghiale,soprattutto, oltre alla
selvaggina di penna, fagiano e pernice. Non ho ancora numeri precisi,
vedremo nei prossimi giorni. La cosa più importante, che ci rende
soddisfatti, è il fatto che non si sono verificati incidenti: era il timore
più forte che avevamo alla vigilia dell'apertura. E' andata bene». In
provincia, sono oltre 5 mila i cacciatori in possesso del regolare permesso.
Quasi tutti in piena attività. Oltre la metà sono iscritti alla Federcaccia.
L'ottanta per cento delle "doppiette" rivierasche è scesa in pista già nella
giornata di apertura. Molti, come da tradizione, i cinghialisti. Stanno
invece in attesa il migliaio di appassionati della Zona Alpi, pronti a
imbracciare il fucile appena verrà dato il via all'attività venatoria del
loro comprensorio. Se Imperia e Sanremo, con i loro 700-800 cacciatori,
fanno la parte del leone, anche a Vallecrosia, di anno in anno, si fa sempre
più folta la pattuglia di cacciatori.
G. Br.
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La caccia La carica dei tremila nel giorno dell'apertura
http://www.ilsecoloxix.it/Secolo_notizia01OK.asp?IDNotizia=367176&IDCategori
a=593
Oltre tremila cacciatori spezzini hanno invaso domenica i nostri boschi nel
giorno dell'apertura. Sono stati presi d'assalto i crinali dell'alta Val di
Vara, ma anche le colline e la piana della valla del Magra. Il maltempo ha
causato qualche disagio e i segugi sono stati messi fuori causa dal forte
vento. Ma i ripopolamenti e i buoni risultati ottenuti dagli animali
riproduttori hanno consentito in linea generale di assicurare carnieri di
tutto rispetto. «I cacciatori ci hanno riferito di aver incontrato molti
animali - dichiara Antonio Bonanini, componente del comitato di gestione
dell'Ambito territoriale caccia -, specie nelle zone di Varese Liguere,
Zignago e Calice. Nella parte più alta tanti avvistamenti e catture di lepri
e pernici rosse, in attesa di ottobre quando ci sarà il passo dei
migratori».
Pare insomma che i ripopolamenti effettuati a fine agosto abbiano fornito
buoni risultati e quindi una parte delle duemila pernici e dei 1500 fagiani
immessi siano finiti nei carnieri dei cacciatori spezzini. Così come sembra
sia stato efficace il progetto di immissione dei riproduttori messo in atto
a febbraio con gli stessi numeri di capi liberati oltre a quattrocento
lepri. Buone notizie sono pervenute anche nella sede della Federcaccia. «Mi
pare che i cacciatori siano rimasti soddisfatti dell'apertura - commenta il
presidente Dino Falugiani - personalmente non ho sparato neppure un colpo
girando per i boschi di Zignago, ma va bene lo stesso. E poi attendo il
passo dei colombi a ottobre».
Anche in val di Vara carnieri soddisfacenti. «Non si è registrato alcun
incidente e questo è ciò che più mi interessa - afferma Arnaldo Curadi - per
il resto sono stati catturati fagiani, lepri, pernici rosse e pure qualche
germano».
P. A.
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La stagione venatoria sembra essere partita con il piede giusto anche nella
nostra provincia La pioggia non ha ostacolato l'apertura La caccia di
selezione agli ungulati appare in linea con i risultati dell'anno scorso
Nonostante il maltempo la stagione venatoria sembra essere iniziata bene
http://www.laprovinciadisondrio.it/online/online.asp?SiglaEdizione=SO&Sezion
e=SO_CACCIA&Bassa=si&Pagina=32&IDNotizia=1633630
Sondrio E' partita col piede giusto la nuova stagione venatoria che domenica
ha visto scendere in campo diverse migliaia di cacciatori, sparsi
nell'intero territorio provinciale. La caccia di selezione agli ungulati,
anche se ostacolata dal cattivo tempo che da qualche giorno rende difficile
l'attività venatoria, di per sé ostica visti gli ostacoli che gli
appassionati ungulatisti devono superare, sta dando i suoi frutti e dalle
prime notizie si può allineare a quella dello scorso anno. Più difficile è
la situazione del capriolo che, in sofferenza numerica in alcune
Comprensori, soffre la concorrenza alimentare del cervo e nei confronti del
quale esce inevitabilmente sconfitto. Una discreta partenza la sta avendo la
caccia alla migratoria, anche se un po' avversata dalle cattive condizioni
del tempo e dall'improvviso calo della temperatura. La legge sui prelievi in
deroga promulgata quest'anno dalla Regione mette al riparo da rischi i
patiti di questa forma di caccia che possono sperare, finalmente, in una
stagione proficua e soprattutto senza brutte sorprese. Anche per la lepre,
almeno in alcune zone, c'è qualche problema di densità. Purtroppo la
continua urbanizzazione di molte zone del fondo valle, riduce continuamente
l'habitat di questo selvatico che deve fare i conti con una vicinanza
(umana) della quale farebbe volentieri a meno. Per fortuna nella nostra
provincia non esiste il problema “cinghiale” che invece affligge le province
confinanti. Certamente occorre da parte della Provincia un monitoraggio
continuo e meticoloso in maniera da poter fronteggiare l'eventuale
“invasione” di questo dannosissimo suide. Per finire un consiglio alle
autorità provinciali veterinarie: non sarebbe propizia l'istituzione di un
centro di raccolta di volatili per la prevenzione dall'influenza aviaria,
dove i cacciatori possano portare gli uccelli selvatici trovati morti nelle
campagne durante le loro battute di caccia? Sarebbe un'efficace campagna
preventiva di basso costo e di sicura efficacia.

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NEWS: Giornali Internet 22/09/05

Carabiniere-atleta sfiorato da fucilata
http://www.laprovinciadicremona.it/index.asp?id=5736&sezione=CASALASCO&edizi
one=20050922
VIADANA — Sfiorati dai pallini dei cacciatori mentre fanno jogging. E’
accaduto ieri mattina a due persone — una è un carabiniere — in zona San
Martino a Viadana. Un cacciatore, infatti, stava inseguendo un fagiano e si
è spinto appena oltre il limite della zona destinata alla caccia. Il suo
ultimo colpo di fucile è esploso in direzione dei due corridori che
fortunatamente sono stati solamente sfiorati dai pallini. Un grosso spavento
e nessuna ferita. L’accaduto è stato immediatamente denunciato alla
Compagnia dei carabinieri di Viadana e il cacciatore è stato subito
rintracciato. Nei suoi confronti scatterà, con ogni probabilità, una
denuncia. Un episodio, insomma, che poteva avere conseguenze ben peggiori e
che solo il caso ha voluto che non finisse in tragedia. Giusto dire, però,
che quanto accaduto non deve servire a criminalizzare i cacciatori,
categoria che solitamente si attiene alle regole. (a.c.)
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TRISSINO
Cacciatore si ribalta con l'auto
http://www.gazzettino.it/VisualizzaArticolo.php3?Codice=2593680&Luogo=Vicenz
a&Pagina=SCHIO%20THIENE
Trissino
(G.Z.) Son dovuti intervenire i vigili del fuoco ieri mattina sulla rotonda
di Trissino per estrarre dalle lamiere di una Panda Graziano Zenere, 45
anni, via Piana Cattiva di Mezzo, 70, rimasto intrappolato nell'abitacolo
dell'utilitaria dopo aver capottato. L'uomo stava rientrando dalla caccia. A
causa del ribaltamento, alcune gabbie di uccelli da richiamo, assieme a
numerose cartucce, si sono sparpagliate sulla carreggiata. Da chiarire la
dinamica dell'incidente: la Panda sembra provenisse da Montecchio. L'uscita
di strada è avvenuta quando ha imboccato il raccordo che porta a Trissino.
Non si esclude che possa essere entrata in contatto un secondo mezzo nel
corso della manovra. Laboriose le operazioni dei pompieri di Arzignano per
liberare l'automobilista ferito. I primi accertamenti clinici sembrano
scongiurare gravi conseguenze.
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È SCONTRO SULLA CACCIA
Multe alle doppiette, la Forestale va avanti
http://ilmattino.caltanet.it/mattino/view.php?data=20050922&ediz=SALERNO&npa
g=34&file=WEL.xml
Doppiette contro Forestale e assessore provincialealle attività venatorie
sul piede di guerra a difesa del «diritto di caccia». Nello scorso fine
settimana sono state elevate altre multe ai cacciatori con la residenza
venatoria nelle aree contigue al parco del Cilento. E lo scontro non si
placa. La Forestale continua ad applicare la legge dello Stato che vieta a
chi non è residente anagraficamente nei comuni limitrofi alla zona protetta
del parco del Cilento di recarsi a caccia dove consentito. Mentre una legge
regionale consente a coloro che hanno il tesserino rilasciato dalla
Provincia, anche se non residenti, di cacciare in queste zone contigue alle
aree protette. La spiegazione sta nel fatto che non si sarebbero raggiunti
gli indici venatori del territorio con i soli cacciatori residenti. Coloro
che vengono da fuori, dunque, avrebbero tutto il diritto di fare le loro
battute. Ma la Forestale ha un parere diverso ed applica la legge dello
Stato, anche se la Regione ha legiferato diversamente. Anzi, pare che le
multe vengano ammannite anche a coloro che vengono 3semplicemente trovati
con fucili da caccia in auto sulle strade locali, contemplando il solo
trasporto dell’arma già una violazione, secondo un’interpretazione
restrittiva della legge. «Trovino un accordo con la Regione, altrimenti le
lamentele dei cacciatori saranno strumentalizzate e sarà sempre più
difficile avere nuove aree protette», avverte Giuseppe Tarallo, presidente
del Parco nazionale del Cilento. Insomma, secondo Tarallo il danno minore
starebbe nel far cacciare chi ne ha diritto, altrimenti l’istituzione di
nuove zone protette sarebbe ostacolata dalla lobby dei cacciatori che
lamentano di non avere zone libere da vincoli. E ieri a sostenere l’
iniziativa dell’assessore Cennamo che chiede alla Forestale un passo
indietro, arriva la federazione provinciale della caccia che scrive,
attraverso il presidente Carmine Rinaldi, ad Angelo villani e allo stesso
Cennamo: «Solo la Regione potrà porre fine ad un’incomprensibile ostinazione
del Corpo forestale tesa a perseguire i cacciatori regolarmente
autorizzati».
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lenno Caccia serrata ai piccoli sotto l'anno. Sono le contromisure della
Provincia contro l'eccessiva proliferazione Cinghiali, fuoco a volontà
contro femmine e cuccioli
http://www.laprovinciadicomo.it:80/online/online.asp?SiglaEdizione=CO&Sezion
e=LAGO&Bassa=si&Pagina=33&IDNotizia=1635414
LENNO L'amministrazione provinciale, dopo aver riunito la commissione
consiliare caccia-pesca-agricoltura presieduta da Enrico Manzoni, in vista
dell'assemblea in programma venerdì alle 20,30 a San Fedele Intelvi, ha
disposto interventi straordinari contro la proliferazione dei cinghiali
intensificando il piano d'abbattimento con riguardo, in particolare, alle
femmine al secondo anno di vita. Si aggiunge la caccia intensiva dei piccoli
nel primo anno. «Fino ad oggi – dichiara l'assessore provinciale Giorgio
Bin – l'emergenza è stata affrontata con massicci abbattimenti, 570 capi
dall'inizio dell'anno, effettuati dagli agenti venatori e dai cacciatori
selecontrollori, ossia cacciatori che dopo aver frequentato appositi corsi
con relative prove partecipano alle operazioni anche al di fuori della
stagione di caccia ed in aree protette. A seguito del forte incremento delle
nascite primaverili c'è stata infatti una straordinaria proliferazione anche
per effetto di incroci con i più fertili maiali selvatici. «Per potenziare
il prelievo – aggiunge l'assessore – sono state acquistate nuove trappole e
sono state messe in campo ulteriori squadre composte da cacciatori,
selecontrollori ed agenti della polizia provinciale coll'autorizzazione ad
operare anche di notte. Inoltre è stato chiesto alla regione l'incremento
dei fondi per il risarcimento dei danni arrecati all'agricoltura. Saranno
pure introdotte nuove forme di caccia come quella detta “in girata”, fino ad
ora mai praticata in provincia di Como. Certo è che il problema non può
essere risolto dall'oggi al domani, ma nell'ambito della commissione,
presenti i tre responsabili dei comprensori alpini De Lorenzi per l'Alto
Lago, Rizzi per il Triangolo lariano e Conti Persini per la Lario intelvese,
c'è stata una convergenza d'indirizzi». Giorgio Bin da ultimo fa presente
che le nuove trappole, sempre in collaborazione coi comuni, verranno
collocate ai margini dei paesi ove risulta impossibile operare coll'ausilio
delle armi da fuoco, un intervento che dovrebbe rivelarsi utile, tenendo
conto del fatto che alcune di esse in pochi mesi hanno catturato una
trentina di capi. Tra le misure assunte dall'ente Provincia per far fronte
all'emergenza cinghiali c'è infine la richiesta alla Regione di integrazione
dei fondi per risarcire i danni alle colture. «È legittimo che chi coltiva
la terra non veda vanificato del tutto il proprio lavoro - riconosce
l'assessore a caccia e agricoltura di Villa Saporiti, Giorgio Bin - .
Vedremo dunque di riconoscere risarcimenti più adeguati in caso di danno e
ne parleremo la settimana prossima in occasione di un incontro con la
Coldiretti» Marco Luppi
 

 

NEWS: Giornali Internet 24/09/05


 

Il portavoce dei Verdi in provincia era rimasto ferito a una mano da un
fuoristrada domenica scorsa a Pedavena durante una manifestazione contro la
caccia
Ambientalista denuncia cacciatore: «Poteva uccidermi»
Ora la Procura utilizzando il numero di targa dell?automezzo sta effettuando
indagini per individuarne il proprietario
http://www.gazzettino.it/VisualizzaArticolo.php3?Codice=2595615&Luogo=Bellun
o&Pagina=1
Belluno
«Un gesto fatto apposta. Potevano ammazzarmi». L'aveva detto a caldo, Moreno
Barbieri, portavoce dei Verdi di Belluno, dopo la disavventura toccatagli
con il fuoristrada incontrato domenica scorsa lungo la strada per la Valle
di Lamen. Ed ora lo ha anche scritto nella querela che ha presentato a
carico di chi sostiene volesse investirlo.
Barbieri era tra i partecipanti alla manifestazione silenziosa e pacifista,
indetta nel Feltrino a livello regionale a difesa del patrimonio faunistico
in occasione dell'apertura della caccia. Quella mattina il gruppo si era
incamminato all'interno del Parco delle Dolomiti. Un centinaio di persone in
tutto, nonostante la pioggia. Ad un tratto era accaduto qualche cosa di
imprevisto. Si ritrovarono il fuoristrada piazzato in modo da sbarrare la
via. Dentro, a quanto sembra due persone. Secondo il racconto dei presenti,
l'auto si mise in moto puntando sulla comitiva.
Stando a quanto riferito da Barbieri, questi non sarebbe riuscito a
spostarsi del tutto e sarebbe stato colpito alla mano destra dall'auto.
Dovette ricorrere alle cure dei medici ed uscì dal pronto soccorso
dell'ospedale di Feltre con una prognosi di otto giorni. Anche una
manifestante sarebbe stata coinvolta, colpita allo stomaco dalla portiera.
Deciso fin dall'inizio a presentare denuncia, lo ha fatto, indicando nella
querela il numero di targa del fuoristrada. La Digos, ricevuta la querela
l'ha inoltrata ieri alla Procura. Ora si tratterà di individuare il
proprietario del mezzo, anche se bisognerà comunque stabilire chi
eventualmente stava al volante.
Bruno De Donà
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Controlli a tappeto delle guardie del Wwf nelle prime giornate della
stagione venatoria
A caccia vicino a un edificio: multato
http://www.iltirreno.it (Piombino - Elba)
PIOMBINO. In occasione dell’apertura della stagione venatoria le guardie del
Wwf hanno svolto, come ogni anno, un servizio mirato alla sicurezza dei
cittadini nei confronti di coloro che cacciano a distanza troppo ravvicinata
da abitazioni, luoghi di lavoro e vie di comunicazione.
«Il problema della sicurezza pubblica, più volte fatto presente dal Wwf alle
autorità di polizia - spiega una nota del Wwf locale - ogni anno con l’
apertura della caccia si amplifica enormemente in quanto la concentrazione
venatoria nel territorio raggiunge dimensioni spesso pericolose. controlli a
tappeto effettuati nel territorio comunale di Piombino, anche quest’anno
hanno permesso di sorprendere a cacciare una persona vicino ad un immobile
adibito a luogo di lavoro, nel comune di Piombino, a distanza palesemente
inferiore a quella consentita dalla legge e tale da rappresentare - secondo
le guardie del Wwf - un serio pericolo per l’incolumità delle persone che vi
si trovavano all’interno. A carico del responsabile è stato elevato verbale
di accertamento di 206 euro. Successivamente sono stati svolti controlli
anche in materia di tutela della biodiversità e attività di pesca in acque
interne, ma fortunatamente non è stato rilevata alcuna infrazione di legge.
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Si spara su coturnici e pernici bianche
Sono due specie a rischio
«Ma ci sono segni di ripresa»
Caccia
http://www.ladige.it/articoloHtml.asp?IDNotizia=554967
Di RENZO M. GROSSELLI
Il Comitato venatorio ha detto sì al prelievo per la coturnice e la pernice
bianca. Pur in un periodo di caccia ridotto e per pochi capi. Ma il permesso
(c´era anche il presidente della Provincia Lorenzo Dellai alla riunione)
appare come un contentino ai cacciatori, dato che le due specie sono a
rischio di scomparsa non solo in Trentino ma nell´intera Europa. La
decisione è dovuta all´aumento dei capi stimati sul territorio trentino. Un
aumento, se reale e la cosa è da definire a livello scientifico, non certo
sufficiente e mettere al riparo le due specie dal rischio della scomparsa.
La ripresa dei prelievi per la coturnice arriva dopo cinque anni di
sospensione della caccia questa specie, «sospensione - dice un comunicato
della Provincia - dovuta ala progressiva diminuzione sul territorio
provinciale del numero di capi censiti». La Provincia annota che quest´anno
il censimento «ha evidenziato una leggera ripresa». E allora, via a sparare.
«Anche per la pernice bianca - dice il comunicato della Provincia - per la
quale le ultime assegnazioni annuali erano di circa sessanta capi (quelli
abbattuti nel 2003 furono una trentina) la caccia riprende dopo un anno di
sospensione». Anche qui i censimenti hanno verificato «segni di ripresa».
«Tantissime perplessità» esprime Sergio Merz della Lipu sulla decisione del
Comitato faunistico. «Si tratta di due specie a rischio e in forte regresso
numerico, a livello trentino, nazionale e internazionale. Certo - ammette
Merz - si è notata una piccola crescita in Trentino ma non certo sufficiente
per mettere al sicuro le due specie». Eppure, ecco la riapertura della
caccia. «Ogni volta che c´è una piccola crescita si imbraccia il fucile». Un
contentino, banale e puerile ai cacciatori?
Merz va avanti come un carro armato: «Vengono concessi abbattimenti, anche
pochi, per delle specie in pericolo di scomparsa. Il piombo non farà certo
bene a loro. Pensi, il Comitato ha concesso l´abbattimento di 29 capi di
coturnice in tutto il Trentino e di soli 51 capi di pernice bianca.
Ridicolo, un contentino senza giustificazione. Loro dicono che i cervi
creano danni e quindi si deve cacciarli. Ma che danni creano coturnici e
pernici?».
Lei sta forse dicendo, signor Merz, che i cacciatori hanno troppo potere in
provincia di Trento? «Nel Comitato faunistico gli esperti ci hanno dato
ragione eppure la caccia alle due specie è stata liberata. Vuol dire che chi
gestisce la fauna lo fa non nell´interesse della comunità ma in quello di
pochi, dei cacciatori».
Un´ultima domanda signor Merz. In Comitato c´era anche il presidente della
Provincia Lorenzo Dellai. «Ha dato parere favorevole perché dal punto di
vista puramente numerico la cosa ci stava. Ma l´aumento della popolazione di
coturnici e pernici bianche è piccolo ed è ridicolo aprire la caccia,
seppure per numeri così bassi».
R. M. G.