SETTIMANA DAL 10 al 18 sett. 2005
INCIDENTI
1 settembre
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Gela, muore durante battuta di caccia |
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Parte un colpo accidentale, muore a Gela |
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Caccia, incidente mortale nella giornata di preapertura 2
settembre
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4 settembre
5 settembre
CACCIA e TURISMO
Chioggia
Oggi niente caccia. Il Comune ha stabilito di vietare
ogni genere di attività venatoria, a partire dalle 9 di stamani, in deroga al
calendario regionale. La decisione è stata adottata a titolo precauzionale,
affinché i cacciatori non abbiano a frequentare le zone ove, la domenica, si
aggirano frotte di gitanti. In altre parole, le autorità hanno ritenuto opportuno
scongiurare drasticamente il rischio di impallinamenti nelle barene, lungo gli
argini ed in prossimità delle macchie, luoghi sempre più frequentati dalle
famiglie. La restrizione, peraltro accettata di buon grado dalla stragrande
maggioranza dei cacciatori locali, realisticamente consci del pericolo, è stata
commentata positivamente dalle associazioni ambientaliste. La coesistenza della
caccia con le altre attività, nel corso degli ultimi anni, è diventata
particolarmente difficile. Molti cacciatori, tuttavia, reagiscono alle
restrizioni osservando che i fucili, forse, danneggiano la natura assai meno
rispetto ad altre attività. Se la pigliano, ad esempio, con le imbarcazioni
adibite a discoteca che, durante l'alta stagione turistica, stazionavano in laguna
con gli amplificatori a tutto volume. A loro avviso, il frastuono avrebbe
inciso assai negativamente sulla presenza degli uccelli palustri,
compromettendone la riproduzione e la nidificazione.
R.P.
(Il Gazzettino, 11 Settembre 2005)
COMMENTI, DICHIARAZIONI,
POSIZIONI di POLITICI e ASSOCIAZIONI
CACCIA:
AL VIA DOMENICA IN LOMBARDIA LA STAGIONE VENATORIA
(AGI) -
Milano 16 set. - Domenica 18 settembre comincera' la stagione di caccia in
Lombardia che si concludera' il 31 gennaio 2006. Nella zona faunistica delle
Alpi, l'area di maggior tutela, la caccia in forma vagante e' consentita dal 1
ottobre al 30 novembre il mercoledi' e la domenica. Nella zona di minor tutela,
la caccia di selvaggina migrante in forma vagante e' ammessa dal 18 settembre
al 31 dicembre per tre giorni alla settimana, mentre quella da appostamento
fisso e' consentita dal 18 settembre al 31 gennaio. (AGI) Red
161546 SET 05
Comunicato LAC del 16 settembre 2005
VENETO MAGLIA NERA DELLA FAUNA SELVATICA: DA DOMENICA SI SPARA A TUTTO E
DAPPERTUTTO ANCHE A SETTE SPECIE DI UCCELLI PROTETTI.
MANIFESTAZIONE REGIONALE ANTICACCIA A PEDAVENA (BL).
Andrea Zanoni, presidente della LAC Lega Abolizione Caccia del Veneto,
commenta così l'apertura della caccia in Veneto prevista per domenica 18
settembre 2005:
"Il Veneto quest'anno si è guadagnato la maglia nera nella tutela della
fauna
selvatica, vediamo il perché.
Si potranno cacciare anche la Peppola ed il Fringuello, più altre cinque
specie, grazie ad una legge regionale approvata lo scorso 29 luglio, la
n.13/2005, voluta a tutti i costi da Alleanza Nazionale e dalla Lega; questi
piccoli uccelli migratori protetti in tutta Europa sono accusati di provocare
gravi danni all'agricoltura, nessuno però di AN o della Lega ha mai spiegato
quali danni farebbero e in particolare quali danni potrebbe fare la Peppola
visto che arriva e sosta da noi solo tra novembre e gennaio quando
l'agricoltura è a riposo. Inutile dire che questa legge viola la Direttiva
Uccelli, la n.409/79, gli accordi nazionali della Conferenza stato regioni,
la legge statale i pareri tecnico scientifici dell'INFS Istituto Nazionale
Fauna Selvatica.
Grazie a leggi del genere tra il 1987 ed il 2003 l'Italia ha subito 6
condanne dalla Corte di Giustizia UE del Lussemburgo per violazione della
direttiva CEE 79/409 sulla protezione degli uccelli selvatici, pagando penali
milionarie sottratte al bilancio dello Stato, ovvero alle tasche di tutti noi
cittadini.
Si potrà cacciare con un Piano Faunistico Venatorio scaduto da ben cinque
anni e riesumato ormai 7/8 volte a suon di proroghe.
Si potrà cacciare nelle Zone di Protezione Speciale e nei Siti di Importanza
Comunitaria che la Comunità Europea ha individuato in Veneto per tutelare
animali ed uccelli; un caso eclatante è il Prà dei gai, in provincia di
Treviso, ultimo grande prato di tutta la regione, invaso ogni anno da decine
di capannisti per la caccia alle Allodole, specie in declino in tutta Europa.
Si potrà cacciare con una legge sorpassata, la 50/93, per il miglioramento
della quale sono state raccolte ben 72.000 firme di cittadini che chiedevano
maggior tutela dei proprietari dei terreni, della fauna selvatica, degli
animali domestici, firme chiuse in qualche cassetto dei palazzi della regione.
Si potranno cacciare specie considerate in declino dal Birlife International
nel recente studio "Birds in Europe II" del 2004 come
Mestolone, Moretta,
Moriglione, Pavoncella, Beccaccino Frullino e Beccaccia.
Sono state cacciate in preapertura, ovvero già dal 4 settembre, le anatre
delle specie Germano reale, Alzavola e Marzaiola nonostante un parere tecnico
scientifico dell'INFS nettamente contrario.
Anche in merito ai carnieri il Veneto è in testa alla classifica dei nemici
degli animali, sono 32.415.650 gli animali abbattibili a norma del calendario
venatorio 2005/2006 e sono 31.809.750 gli uccelli protetti abbattibili grazie
alla caccia in deroga, cifre da capogiro che dimostrano che in realtà non c'è
limite alcuno per il cacciatore del Veneto che potrà abbattere quest'anno 35
capi di fauna stanziale, 500 uccelli migratori cacciabili e 525 uccelli
protetti; è come se venisse fissato il limite dei 300 chilometri orari in
autostrada.
Infine funzioneranno in tutta la regione una sessantina di impianti dove
verrà realizzata, tramite le province, l'odiosa pratica dell'uccellagione con
le reti per la cattura di uccelli destinati gratuitamente ai cacciatori come
richiami vivi".
Newsletter Vigilanza Ambientale 17 sett 2005
ROMA - Domani apertura ufficiale della caccia. Come da
copione, il via
nazionale al calendario venatorio cade la terza settimana di settembre,
che per il 2005 e' appunto il 18. La chiusura e' per il 31 gennaio.
Le doppiette pero' sono gia' nel mirino delle pagine di cronaca dal primo
settembre quando alcune Regioni hanno dato il via alla preapertura per
alcune specie e con modalita' diverse. Da una parte i cacciatori in difesa
delle scelte delle Regioni e in campo per dire che le preaperture non
arrecano danno alle specie, dall'altra le associazioni (Wwf, Lav, Lipu,
Enpa e Animalisti Italiani) che hanno alzato le barricate per il rischio
estinzione avanzando anche il sospetto di illegittimita' dei provvedimenti
regionali.
Diciotto giorni di polemiche incrociate resi ancora piu' caldi dalla
riapertura dei lavori parlamentari e quindi della calendarizzazione in
Aula alla Camera del testo di riforma della legge sulla caccia, la 157,
considerata dagli ambientalisti apripista per una ''barbarie venatoria'' e
da Federcaccia (la Federazione che raccoglie il 65% del mondo venatorio)
''l' allineamento con le normative Ue''. Nel mezzo la crisi per il virus
dei polli. Alcune specie migratorie, presenti negli elenchi di quelle
cacciabili, potrebbero essere a rischio.
''Nemmeno i rischi sanitari fermano i cacciatori italiani?'', aveva
tuonato giorni fa il presidente del Wwf Italia, Fulco Pratesi chiedendo
che ''almeno quest'anno, in attesa che si conoscano meglio i rischi di una
seria pandemia, mettiamo avanti a tutto le ragioni della salute
pubblica''. '
'Il mondo della caccia e' pronto a qualsiasi soluzione che abbia un
conforto scientifico e razionale - ha detto il presidente di Federcaccia,
Franco Timo - e non fondata sulla scorta del pregiudizio e dell'emotivita'
nei confronti della caccia e dei cacciatori''.
Il presidente del Consiglio Nazionale di Arcicaccia, Marco Ciarafini,
ritiene ''estemporanee e senza riscontri scientifici le proposte di
chiusura della caccia'' e chiede che l'Autorita' scientifica si metta
subito a lavoro. Sul via ufficiale, domani, della caccia, secco il Wwf:
''Apertura? Veramente la caccia e' gia' aperta da un pezzo'', facendo
riferimento alle leggi regionali.
La Basilicata ha inserito ben 33 specie cacciabili in preapertura dal 4
settembre; le Marche 14 specie cacciabili (compreso il Combattente,
indicato in declino); il Molise 13; l' Umbria 12 e il Veneto 9 specie.
Campania e Puglia hanno limitato le preaperture a due specie. Tabelle di
marcia diverse a seconda dei territori provinciali, invece, per
Emilia-Romagna e Toscana, mentre il Piemonte ha limitato l'anticipo della
caccia solo a tre ambiti territoriali caccia (atc). Preapertura anche nel
Lazio.
Seguira' il normale corso invece il calendario di Abruzzo, Liguria,
Sardegna, Valle D'Aosta e le Province di Trento e Bolzano, che hanno
decretato l'apertura normale della stagione alla terza domenica di
settembre, senza alcuna preapertura.
''Purtroppo con molto rammarico - ha detto il presidente di Federcaccia,
Timo - nelle preaperture ci sono stati due decessi. In vista dell'apertura
di domani, lancio un appello per la massima prudenza e per ricordare che
e' un momento di aggregazione, socialita', immersione nella natura con
regole chiare da rispettare''.
Su tutto domina un nodo che fara' ancora parlare di caccia: la riforma.
''Si bocci questa pessima proposta di legge - ha detto Danilo Selvaggi,
responsabile Rapporti Istituzionali Lipu - BirdLife Italia - il rischio e'
che, qualora venga votato favorevolmente lo stravolgimento della legge
157, si apra uno dei conflitti piu' aspri degli ultimi anni''. Da parte
sua Arcicaccia augura lunga vita all'attuale 157, ''la legge della
responsabilita', valida oggi e per le future generazioni''
CACCIA:
DOMANI APERTURA GENERALE, ARCICACCIA INSODDISFATTA
(AGI) -
Roma, 17 set. - Dopo la parentesi della pre-apertura, avvenuta a partire dal
primo settembre per lo piu' da appostamento e limitata ad alcune specie
migratorie, da domani mattina la legge nazionale, fissa l'apertura generale
della caccia che in tutte le regioni, e' collegata alla possibilita' di
prelievo venatorio delle specie faunistiche stanziali. I cacciatori italiani
avranno la possibilita' di verificare sul terreno di caccia l'azione di
gestione del territorio e di produzione faunistica messa in atto dalle
amministrazioni locali e dai comitati di gestione degli Ambiti Territoriali di
Caccia (ATC) e dei Comprensori Alpini (CA). Dai dati in possesso
dell'Arcicaccia risultano ancora insoddisfacenti i risultati conseguiti in una
buona parte delle regioni italiane ed e' per questo che l'Associazione ha
invitato i nuovi governi regionali ad adottare tutte le misure atte ad avviare
concrete politiche di tutela ambientale e faunistica.
L'Arcicaccia esprime una forte preoccupazione, e in questo
senso sta conducendo una dura battaglia, a che il Parlamento possa varare nuove
norme sulla caccia assolutamente in contrasto con le direttive comunitarie e le
indicazioni della scienza. Norme - si legge in una nota - che rischierebbero di
rompere il delicato equilibrio raggiunta tra agricoltori, cacciatori e
ambientalisti in forza dell'attuale legislazione.
In questo contesto - conclude il comunicato - risultano
improntati alla demagogica propagandistica tanto i proclami velleitari degli
ultras delle doppiette tanto le sortite fondamentaliste, manifestazioni
comprese, di alcuni settori animalisti. (AGI) Vip 171255 SET 05 .
171347 SET 05
Venezia: scontro tra barchini, un mortohttp://www.televideo.rai.it/televideo/pub/pagina.jsp?pagina=837&sottopagina=1&x=12&y=14 (17.09.2005)18.25 In uno scontro tra due barchini di cacciatori a Lova di Campagnalupia,nella laguna di Venezia, un uomo di 56 anni ha perso la vita.E' accadutoieri sera ma se ne è avuta notizia solo oggi. L'incidente è avvenuto mentrele due imbarcazioni rientravano a riva, dopo il temporale e le raffiche divento che si erano abbattute sulla zona. Nello scontro, l'uomo è caduto inacqua e quando è stato ripescato dai tre occupanti dell'altra imbarcazione,anche loro cacciatori, era già privo di conoscenza ed è morto poco dopo.
L´uomo ha fatto un volo di quattro metri ma inizialmente è riuscito arialzarsi da soloCles, cacciatore cade dal capannohttp://www.ladige.it/articoloHtml.asp?IDNotizia=553015Un cacciatore è rimasto ferito ieri sera a Cles. L´uomo si trovava su uncapanno quando è caduto facendo un volo di quattro metri. Inizialmente èriuscito ad alzarsi da solo ma poi, dolorante, ha chiesto aiuto ad altricacciatori che si trovavano nelle vicinanze i quali per un tratto lo hannoaccompagnato con un fuoristrada verso il paese. Poi in soccorso è giuntaanche l´ambulanza che ha trasportato il ferito fino al S. Chiara.L´incidente è avvenuto verso le 21 in località Verdè, a quota 1.500 metri,verso il rifugio Peller. L´uomo si trovava appunto appostato per la cacciaquando è scivolato dalla struttura posizionata sull´albero. Il volo è statonotevole ma comunque il cacciatore non ha mai perso conoscenza. Sulle primesembrava che le ferite che aveva riportato fossero lievi tanto che sonostati gli amici ad accompagnarlo fino alla macchina. Dopo qualche chilometropercorso sulla strada bianca in direzione di Cles, però, il ferito hainiziato a lamentare forti dolori in tutto il corpo. Così in aiuto èarrivata un´ambulanza che, dopo le prime cure, lo ha trasferito al S. Chiaradi Trento dove, fino a tarda serata, è stato sottoposto ad accertamenti perverificare eventuali lesioni provocate dalla caduta.Quello di ieri è il primo serio infortunio dopo l´apertura della caccia. Lasezione cacciatori di Cles, presieduta da Marco Zucal, conta 42 soci e ha adisposizione 3.420 ettari
-----PROVINCIACaccia al cinghiale, si parte in anticipoApertura straordinaria il 1 ottobre. Solo tre battute la settimana. Derogaper il 2 novembrehttp://ilmessaggero.caltanet.it/view.php?data=20050918&ediz=02_VITERBO&npag=41&file=D.xml&type=STANDARDdi MICHELA FINESIPartirà in anticipo quest’anno nel Viterbese l’esercizio venatorio alcinghiale.La preapertura straordinaria è fissata per il 1 ottobre, tramite le 104squadre locali, più tre esterne, autorizzate a questo genere di caccia,nonché nelle aziende faunistico venatorie.La decisione è stata ratificata dalla giunta provinciale attraverso unadelibera, su proposta dall’assessore alla Caccia, Mario Trapè.Ed è in linea con quanto prevede il decreto con cui il presidente dellaRegione ha approvato il calendario venatorio regionale ed il regolamento perla stagione 2005/2006 per il Lazio.Ecco cosa prevede. «Le condizioni climatiche favorevoli hanno agevolato lariproduzione delle popolazioni di cinghiali. Tanto che oggi sonoparticolarmente numerose sul territorio provinciale ed arrecano innumerevolidanni alle colture agricole. Venuta meno l’efficacia di misure diprevenzione, tali danni si possono limitare con una consistente riduzionedegli esemplari di tale specie, che solo un anticipato esercizio venatoriopuò garantire». La giunta provinciale ha dato l’ok alla preapertura, ed hafissato l’ultimo giorno utile a domenica 29 gennaio 2006.Il regolamento prevede inoltre che le battute potranno essere effettuatesolo tre volte la settimana, che dovranno essere indicate, a cura delcapocaccia, prima dell’inizio della stagione venatoria e potrannocomprendere sia il sabato che la domenica. Una volta scelte, sarannoindicate sulle apposite cartelle previste dal regolamento. «Nello stessoatto della giunta è stata predisposta una deroga all’articolo 15 delregolamento provinciale – spiega l’assessore Trapè – al fine di consentire atutte le squadre di cacciare anche nella giornata di mercoledì 2 novembre(apertura ordinaria di questo esercizio), indipendentemente dalle tre giàscelte. E’ il sistema più immediato e certo per cacciare in modo legittimo,rispondendo anche ai problemi posti dagli agricoltori».-----Al via la stagione venatoria, aperti anche i roccoliAPPUNTAMENTO PER 30.000 DOPPIETTE BRESCIANEhttp://www.giornaledibrescia.it/giornale/2005/09/18/19,PRIMO_PIANO/T30.htmlBRESCIA - Scatta questa mattina la stagione venatoria. Da oggi, e fino al 31gennaio, le circa trentamila «doppiette» bresciane avranno a disposizione 55giorni per sguinzagliare i segugi nei comprensori della provincia. In realtàquella di oggi è una data simbolo dal momento che, come i cacciatori sannobene, esistono delle differenza temporali legate tanto alle zone deputate alprelievo venatorio quanto alle specie cacciabili. Questa calendarizzazione ascaglioni riguarda, ad esempio, il comprensorio C7 Valle Sabbia, dove lacaccia vagante alla selvaggina stanziale inizia solo il due ottobre. Undiscorso simile, in attesa che dall’assessorato provinciale alla Cacciagiungano conferme ufficiali, vale per la caccia al cinghiale (consentitasolo di sabato) che dovrebbe iniziare l’1 ottobre nelle zone di pianuramentre, per i comprensori alpini, dovrebbe slittare a sabato 8 ottobre.Dovranno invece attendere ancora una settimana gli appassionati della cacciaagli acquatici che inizierà, sui laghi di Garda e di Iseo, solo il 2ottobre, per non interferire con la stagione turistica. Pur con gliopportuni distinguo, la stagione 2005/2006 si annuncia positiva per ilpopolo dei cacciatori. Merito, in gran parte, della legge sulle deroghepromulgata dalla Regione Lombardia lo scorso 27 luglio, che sancisce lapossibilità di annoverare tra le prede anche passero d’Italia (venti capi astagione), passera mattugia (venti), storno (cinquanta), fringuello(trentacinque) e peppola (dodici). Una scelta di indirizzo molto graditanell’ambiente venatorio, cui si è aggiunta una integrazione normativaconfezionata dal Pirellone proprio sul filo di lana. Secondo quanto decisodalla Giunta, nel carniere potrà trovare posto anche il prispolone, su cuila Regione ha concesso il prelievo in deroga per un numero complessivo di18.000 esemplari. Una possibilità circoscritta ad un periodo di tempocompreso tra il 18 e il 29 settembre e riservata solo agliultrasessantacinquenni. Un’altra novità che ha suscitato un plauso quasiunanime è l’aumento di seimila unità dei richiami vivi autorizzati, passatia ventimila. Della cattura si occuperanno i 23 roccoli sparsi sul territorioche, per quello che concerne la distribuzione degli stessi, si affideranno a10 centri (presicci) dove i richiami vivi potranno essere ritirati solo dachi pratica l’appostamento fisso. Rispetto infine alle tre tipologie dicaccia previste nella provincia (ovvero caccia vagante in pianura e nellazona Alpi e caccia da appostamento fisso) le limitazioni rispetto alcarniere sono sostanzialmente identiche. Per ogni giornata di caccia sipotranno abbattere non più di 30 capi di migratoria con il limite di 10 capitra palmipedi e trampolieri e, per quello che riguarda la vagante in pianurae nei comprensori alpini, di due beccacce. ro. ramp.-----DA OGGIOltre dodicimila cacciatori pronti a imbracciare il fucilehttp://ilmessaggero.caltanet.it/view.php?data=20050918&ediz=14_PESARO&npag=40&file=D.xml&type=STANDARDFANO. Da oggi entra nel vivo della stagione venatoria che, fra le consuetepolemiche, apre i battenti fino al 31 gennaio. Solo nella provinciaimbracceranno il fucile poco più di 12mila cacciatori, ben 34mila in tuttala regione. "Le prime tre giornate di apertura controllata -spiega AlbertoIacucci, segretario provinciale Federcaccia- hanno fatto registrare unanutrita presenza di quaglie. Meno numerose le tortore, emigrate prima deitemporali a cavallo fra agosto e settembre. Per questo sarebbe opportuno chela caccia alle specie estive fosse aperta già da metà agosto. Invece,giungono notizie circa la buona presenza di lepri, mentre rimane scarsa lapresenza dei fagiani. Ciò significa che occorre istituire direttamente inloco zone di ripopolamento e cattura". A proposito dei fagiani, Iacuccirileva anche la "necessità di introdurre nel comparto agricolo falciatriciadeguate alla salvaguardia di alcune specie che, restano vittime dei mezzimeccanici troppo veloci". Iacucci sottolinea come in questi ultimi mesi "sisia registrato un notevole incremento nel numero di iscritti allaFedercaccia, grazie anche a quei cacciatori che hanno abbandonato Cst eArcicaccia". E alla vigilia dell'apertura della stagione venatoria, rivolgei migliori "in bocca al lupo" ai cacciatori, con una "raccomandazione a noncreare incidenti e per battute di caccia nel rispetto delle regole".M.G.-----Centinaia di doppiette in azioneOggi caccia al via Agenti mobilitati e ambiti presidiatihttp://www.laprovinciadicremona.it/index.asp?id=4466&sezione=CREMONA&edizione=20050918Tutto pronto, in provincia di Cremona, per il debutto della stagionevenatoria, fissato per oggi (lo stop scatterà il 31 gennaio prossimo). Gliagenti della Polizia provinciale guidati dal comandante Mauro Barborinihanno già fatto scattare l’altra notte (e in quella appena trascorsa) unaserie di servizi ad hoc nei vari ambiti di caccia (soprattutto nelle zoneconsiderate più ‘critiche’) per vegliare affinché tutto fili liscio. Intutta la provincia sono circa 5.500 i cacciatori abilitati, una buona partedei quali residenti nelle vicine province di Brescia e Bergamo.-----«Quella sulla caccia in deroga ...http://www.gazzettino.it/VisualizzaArticolo.php3?Codice=2588465&Luogo=Vicenza&Pagina=VICENZA«Quella sulla caccia in deroga è la legge migliore che potevamo fare. IlVeneto è la prima Regione in Italia a farsene promotrice. Cinque anni diprogrammazione permettono certezza del diritto per i cacciatori, ma anchesicurezze da parte della Regione di una programmazione seria, che ciconsenta di fare dei ragionamenti precisi rispetto ai capi abbattuti e allaregolamentazione della caccia stessa».Così l'Assessore alle Politiche dell'Istruzione e della Formazione condelega alla Caccia della Regione del Veneto, Elena Donazzan, promotricel'altra sera a Thiene del convegno "Politiche faunistico venatorie dellaRegione del Veneto". Centinaia i cacciatori che hanno risposto all'invitodell'assessore regionale, affollando dalle 20.30 il Teatro Comunale diThiene.«Punto di forza della legge - ha detto Donazzan - è il rispetto dellenormative europee. Fin dal 1979 la Comunità Europea dava la possibilità agliStati membri di cacciare in deroga, ma solo grazie a questo governo e aquesta Regione i cacciatori del Veneto possono cacciare, nel rispetto delleloro tradizioni venatorie, delle specie che sono considerate dannose perl'agricoltura. Altro punto di forza della legge è l'impegno, da parte dellaRegione, di essere il più possibile supportati a livello di politichevenatorie da dati tecnico-scientifici, al di là di ogni demagogia e di ogniposizione ideologica. La caccia ha bisogno di serenità per essere bengestita, e c'è bisogno di sfatare quei luoghi comuni che vogliono ilcacciatore nemico dell'ambiente. Semmai egli è forse il primo ambientalista,nel senso che conosce meglio di tutti la natura, le abitudini delle specie,il proprio territorio e il rispetto per quest'ultimo. Se rivalutassimoappieno la figura del cacciatore inserito nel proprio ambiente, riusciremmoa gestire meglio tutto il nostro patrimonio faunistico-venatorio. Per iprossimi cinque anni vogliamo occuparci di politiche venatorie combattendole nostre battaglie con serenità, serietà e capacità».Secondo l'onorevole Sergio Berlato, deputato al Parlamento europeo econsigliere particolare del ministro delle Politiche agricole e forestali,intervenuto al convegno si tratta di una legge «perfettamente in linea conle direttive comunitarie. Volutamente, prima di farla approvare dallaRegione del Veneto, l'abbiamo fatta visionare dalla Commissione europea, cheha dato il suo visto, così come aveva dato la sua approvazione preventivaalla legge statale 221 del 2002, che abbiamo fatto approvare dal Parlamentoitaliano. Con questa legge, rispettosa delle direttive comunitarie e dellenostri tradizioni venatorie, riusciamo finalmente a dare delle risposteconcrete ai cacciatori del Veneto».«Con l'assessore Donazzan - ha dichiarato il presidente del Consiglioregionale del Veneto Marino Finozzi, presente all'incontro - abbiamo decisodi andare avanti ad oltranza con questa legge, nonostante le difficoltàincontrate, perché avevamo deciso di chiudere la partita sulla caccia. C'èstata dunque determinazione da parte della maggioranza, che aveva comeordine prioritario dare quanto prima una legge stabile sulla caccia inVeneto».Quali sono le novità della legge sulla caccia in deroga? La nuova legge havalidità quinquennale e rimarrà in vigore fino all'annata venatoria2009/2010.In base alla nuova normativa il carniere relativo ai fringuelli prelevabiligiornalmente da ogni singolo cacciatore è aumentato, rispetto alle passatestagioni venatorie, da 5 a 20 capi, con un limite massimo prelevabile daogni cacciatore per ogni stagione salito da 40 a 100 capi.La nuova legge equipara i tempi dei prelievi in deroga (limitatamente allegiornate di caccia utilizzabili), a quelli previsti per le altre specienormalmente cacciabili, prevedendone la cacciabilità, oltre che per i tregiorni settimanali a scelta, anche per ulteriori due giorni da appostamentonei mesi di ottobre e novembre.Il cacciatore può ora utilizzare, oltre ai richiami vivi appartenenti allespecie normalmente cacciabili, anche richiami vivi appartenenti alle speciecacciabili in deroga, a patto che questi provengano esclusivamente daallevamento.Rispetto al passato, dove c'era l'obbligo per il cacciatore di annotare ilcapo abbattuto in deroga subito dopo il suo incarnieramento, la nuova leggeprevede l'obbligo di annotazione del capo abbattuto delle sole specieprelevabili in deroga a fine giornata venatoria. L'obbligo dell'annotazionea fine giornata venatoria vige solo per i soggetti appartenenti alle speciecacciabili in deroga, mentre per i soggetti appartenenti alle altre specienormalmente cacciabili permane, per ora, l'obbligo dell'annotazioneimmediatamente dopo il loro incarnieramento.Intanto, per migliaia di cacciatori veneti, si apre domani la stagionevenatoria, fino al 31gennaio 2006.Al convegno di Thiene, dopo il saluto del sindaco Attilio Schneck, sonointervenuti anche Gianfranco Zonin, Assessore alla Caccia della Provincia diVicenza; Alberto Colleselli, Comandante Regionale del Corpo Forestale delloStato; Roberto Basso, Direttore del Museo Civico di Storia Naturale diJesolo e Franco Bonsanto, Esperto di legislazione venatoria.Il convegno è stato il primo di un ciclo di 7 incontri sulla caccia, uno perogni provincia del Veneto, promossi dall'Assessorato regionale allePolitiche dell'Istruzione e della Formazione con delega alla Caccia.Queste le date dei prossimi incontri (tutti alle 20.30): Verona 14/10/05,Padova 28/10/05, Treviso 11/11/05, Rovigo - 25/11/05, Venezia 16/12/05,Belluno 13/01/05.-----L'OPINIONECaccia, c'è confusione sulle leggi dell'attività venatoriadi LUIGI SOLIMINI*http://www.gazzettino.it/VisualizzaArticolo.php3?Codice=2588356&Luogo=Venezia&Pagina=LETTERE%20%26%20OPINIONIIn occasione dell'apertura generale della caccia, nel giorno ormaitradizionale della terza domenica di settembre, desidero sottolineare alcuniaspetti che mi sembrano preminenti e caratterizzanti l'avvio della prossimastagione venatoria.Innanzitutto, la ricchezza costituita dal patrimonio faunistico del nostroterritorio provinciale, che nonostante i fenomeni di profonda trasformazioneche caratterizzano in modo ampio e generalizzato la pianura veneta, mantieneancora elementi di notevole pregio e valore. Basti pensare alle popolazionidi uccelli acquatici delle Lagune di Venezia e di Caorle, alle buonepopolazioni naturali di lepre, al consistente flusso migratorio di allodolee tordi.La maggior parte delle attività della Provincia di Venezia e degli AmbitiTerritoriali di Caccia è rivolta a mantenere e a incrementare questopatrimonio, ad esempio attraverso il sostegno economico agli agricoltori perla realizzazione di aree adatte alla fauna selvatica o attraverso lagestione oculata delle zone di rispetto e di protezione.Purtroppo, questo quadro potenzialmente molto positivo, è offuscato dallaconfusione sulle modalità di svolgimento dell'attività venatoria.Infatti, dal 28 giugno ad oggi la Regione Veneto ha emanato cinque diversedeliberazioni di Giunta relative al calendario venatorio e al tesserino dicaccia (molto spesso una a rettifica delle precedenti), la legge regionalesulla caccia in deroga, due Decreti Presidenziali che limitano la caccia inalcune aree per motivi turistici. A seguito del provvedimento regionale dipre-apertura della caccia nelle prime tre settimane di settembre, 10 Sindacihanno emesso altrettante ordinanze, a contenuto spesso molto differenziato,per vietare la caccia sul proprio territorio comunale.La stessa Regione, invece, non ha ancora assunto i provvedimenti di suaesclusiva competenza chiesti dalle Province del Veneto e dalla maggior partedelle associazioni venatorie, quali l'approvazione dei Piani faunisticoVenatori Provinciali, l'adozione di forme di regolamentazione della cacciaalla fauna selvatica stanziale (giornate fisse per Lepre e Fagiano),soprattutto nelle prime 3-4 settimane, e forme di regolamentazione dellacaccia per le canalette della Laguna Sud di Venezia, che come già avvenutonegli anni scorsi, consentirebbero la fruizione in forma ragionevole econdivisa anche di tali aree.Occorre che anche la Regione Veneto, con la piena collaborazione delleProvince e degli Ambiti Territoriali di Caccia, ritorni a svolgere un ruoloimportante di indirizzo e di coordinamento nel pieno rispetto dei principidella legge quadro, in modo da garantire gli interessi del mondo venatorio.Il mio auspicio, comunque, è che nonostante le incertezze e le difficoltà diquesto periodo, i cacciatori possano godere appieno e nel migliore dei modidella prossima stagione venatoria.* asessore alla Caccia Provincia di Venezia-----FINO AL 31 GENNAIOInizia la caccia ed è subito polemica doppiette-animalistihttp://www.gazzettino.it/VisualizzaArticolo.php3?Codice=2587393&Luogo=Main&Pagina=ATTUALITÀApertura ufficiale della caccia: Come da copione, il via al calendariovenatorio cade la terza settimana di settembre. La chiusura sarà il 31gennaio. Le doppiette però sono già nel mirino delle pagine di cronaca dalprimo settembre quando alcune Regioni hanno dato il via alla preapertura peralcune specie e con modalità diverse. Da una parte i cacciatori in difesadelle scelte delle Regioni e in campo per dire che le preaperture nonarrecano danno alle specie, dall'altra le associazioni (Wwf, Lav, Lipu, Enpae Animalisti Italiani) che hanno alzato le barricate per il rischioestinzione avanzando anche il sospetto di illegittimità dei provvedimentiregionali: 18 giorni di polemiche incrociate resi ancora più caldi dallariapertura dei lavori parlamentari e quindi della calendarizzazione in Aulaalla Camera del testo di riforma della legge sulla caccia considerata dagliambientalisti apripista per una «barbarie venatoria» e da Federcaccia (laFederazione che raccoglie il 65\% del mondo venatorio) «l' allineamento conle normative Ue». Nel mezzo la crisi per il virus dei polli. Alcune speciemigratorie, presenti negli elenchi di quelle cacciabili, potrebbero essere arischio.«Nemmeno i rischi sanitari fermano i cacciatori italiani?», aveva tuonatogiorni fa il presidente del Wwf Italia, Fulco Pratesi chiedendo che «almenoquest'anno, in attesa che si conoscano meglio i rischi di una seriapandemia, mettiamo avanti a tutto le ragioni della salute pubblica».«Il mondo della caccia è pronto a qualsiasi soluzione che abbia un confortoscientifico e razionale - ha detto il presidente di Federcaccia, FrancoTimo - e non fondata sulla scorta del pregiudizio e dell'emotività neiconfronti della caccia e dei cacciatori».Il presidente del Consiglio Nazionale di Arcicaccia, Marco Ciarafini,ritiene «estemporanee e senza riscontri scientifici le proposte di chiusuradella caccia» e chiede che l'Autorità scientifica si metta subito a lavoro.Sul via ufficiale, domani, della caccia, secco il Wwf: «Apertura? Veramentela caccia è già aperta da un pezzo», facendo riferimento alle leggiregionali. La Basilicata ha inserito ben 33 specie cacciabili inpreapertura; le Marche 14; il Molise 13; l'Umbria 12 e il Veneto 9 specie(Campania e Puglia solo 2).«Purtroppo con molto rammarico - ha detto il presidente di Federcaccia,Timo - nelle preaperture ci sono stati due decessi. Lancio un appello per lamassima prudenza e per ricordare che è un momento di aggregazione,socialità, immersione nella natura con regole chiare da rispettare».-----ATTIVITÀ VENATORIA. Ambientalisti all’attaccoLa caccia si apre tra le polemiche Riforma sotto tiro in Parlamentohttp://www.bresciaoggi.it/storico/20050918/nazionale/Eaa.htmRoma. Oggi sui apre ufficialmente la stagione della caccia. Il via nazionaleal calendario venatorio cade la terza settimana di settembre, che per il2005 è il 18. La chiusura è per il 31 gennaio.Le doppiette però sono già nelmirino delle pagine di cronaca dal 1 settembre quando alcune Regioni hannodato il via alla preapertura per alcune specie e con modalità diverse. Dauna parte i cacciatori in difesa delle scelte delle Regioni e in campo perdire che le preaperture non arrecano danno alle specie, dall’altra leassociazioni (Wwf, Lav, Lipu, Enpa e Animalisti Italiani) che hanno alzatole barricate per il rischio estinzione avanzando anche il sospetto diillegittimità dei provvedimenti regionali.Giorni di polemiche resi ancora più caldi dalla riapertura dei lavoriparlamentari e della calendarizzazione in Aula alla Camera del testo diriforma della legge sulla caccia, la 157, considerata dagli ambientalistiapripista per una «barbarie venatoria» e da Federcaccia «l’allineamento conle normative Ue». Nel mezzo la crisi per il virus dei polli. Alcune speciemigratorie, presenti negli elenchi di quelle cacciabili, potrebbero essere arischio. «Riapre la strage degli innocentì e nonostante la minaccia dell’aviaria, in Veneto si inizia a sparare ai migratori», sottolinea la sezionedi Treviso dell’Enpa: «Nonostante la stragrande maggioranza degli italianisia fermamente contraria alla caccia sembra che ai politici, in particolarei veneti, stiano più a cuore qualche migliaia di doppiette che qualchemilione di pacifici cittadini». «Il mondo della caccia è pronto a qualsiasisoluzione che abbia un conforto scientifico e razionale», ha detto ilpresidente di Federcaccia, Franco Timo, «e non fondata sulla scorta delpregiudizio e dell’emotività nei confronti dei cacciatori». Su tutto dominaun nodo che farà ancora parlare: la riforma. «Si bocci questa pessimaproposta di legge», ha detto Danilo Selvaggi, della Lipu.-----STAGIONE VENATORIA 2005-2006 Tornano a sparare diciannovemila cacciatori,con nuove norme sulla caccia in deroga e le prenotazioniE le doppiette quest'anno pagheranno di piùI prezzi di concessione governativa, tassa regionale e imposta di bollodecollano. Ecco quanto peseranno sul portafoglihttp://www.gazzettino.it/VisualizzaArticolo.php3?Codice=2588461&Luogo=Vicenza&Pagina=VICENZA(R.C.) Si torna a sparare. Oggi si apre ufficialmente la stagione venatoria.Dopo l'anticipo con le cinque giornate di preapertura promosse negli ultimiweekend, ecco al via la stagione di caccia vera e propria che interesseràdiciannovemila doppiette vicentine (le più numerose delle province delVeneto). Messe da parte le polemiche con gli ambientalisti, per i cacciatoriberici ci sono due importanti novità: la caccia in deroga consentita dallaRegione non solo quest'anno ma anche nel prossimo quinquennio el'attivazione di un centro unico di prenotazione e distribuzione degliuccelli da richiamo che la Provincia ha deciso di sperimentare per agevolarele doppiette beriche ed evitare che perdano troppo tempo nei centri dicessione. Ma sono aumentate le tasse a carico del cacciatore. Quella per laconcessione governativa è passata a 173, 16 euro, mentre la tassa regionaleè salita a 84 euro. L'imposta di bollo è di 14,62 euro.PRELIEVI.Ammesso il prelievo di passero, passera mattugia e storno (limitemassimo: 20 capi al giorno, 100 per stagione venatoria), tortora dal collare(10 al giorno, 50 per stagione), cormorano (10 al giorno, 50 per stagione),peppola (5 al giorno, 25 per stagione) e fringuello (20 al giorno, 100 perstagione). Per quest'ultimo si tratta di un prelievo maggiore rispetto alpassato (si potevano catturare solo 5 capi al giorno e 40 per stagione).L'annotazione nel tesserino delle specie abbattute potrà avvenire a finegiornata venatoria, non più dopo ogni abbattimento. Si tratta diun'agevolazione che consentirà alla doppietta di non interrompere l'attivitàdi caccia.RICHIAMI. Per chi desidera uccelli da richiamo niente più lunghe attese ebivacchi davanti ai centri di cessione. La Provincia ha attivato il numeroverde gratuito 800232767 che si potrà chiamare fino al 22 ottobre.L'interessato comunicherà all'operatore i dati anagrafici e l'uccello darichiamo desiderato. La prenotazione verrà registrata e i cacciatoriverranno richiamati. Molto dipenderà dalla disponibilità dei richiami (17mila in tutto). Se saranno inferiori alle richieste, si estrarrà a sorte(ogni cacciatore può avere al massimo 40 richiami). Il cacciatore potràsparare per un massimo di tre giorni alla settimana a propria scelta,esclusi martedì e venerdì. Per la selvaggina stanziale il carnieregiornaliero dovrà essere di un massimo di 10 capi, per quella migratoria di25 capi.Roberto Cervellin -----
COMUNICATO STAMPA
18 SETTEMBRE: RIAPERTURA DELLA CACCIA.
APPELLO DI CAPORALE
(VERDI) ALLE PROVINCE E AI CACCIATORI.
Dichiarazione
di Walter Caporale, Capogruppo
dei Verdi alla Regione.
“In merito alla riapertura della caccia
(domenica 18 settembre c.a.), rivolgo
un accorato appello ai 16.000 cacciatori abruzzesi affinché prestino
attenzione all’incolumità loro ma anche dei cittadini, dei turisti, dei
bambini, delle persone che passeggiano nei boschi e nelle campagne: lo scorso
anno in Italia sono morte cinquanta persone a causa della caccia. Il mio invito
è anche a rispettare le distanze dalle abitazioni e alla tutela delle numerose
specie protette presenti nella nostra regione, ma anche a raccogliere i bossoli
che troppo spesso vengono abbandonati nelle zone di caccia e che rappresentano
un preoccupante fonte di inquinamento.
Da un punto
di vista politico, rivolgo invece un accorato appello alle Amministrazioni
provinciali, affinché rispettino la
chiusura della caccia alla beccaccia al 31 dicembre, senza prevedere alcuna
proroga.
Il Calendario Venatorio abruzzese
2005/2006 prevede il prelievo venatorio della beccaccia (Scolopax rusticola) sino al
31.12.2005; una successiva deliberazione di Giunta (27.7.2005, n. 734) ha autorizzato le Amministrazioni
Provinciali, qualora ravvisino la sussistenza sul proprio territorio
delle condizioni a tal fine necessarie, a
differire con proprie motivate deliberazioni, in deroga al Calendario
venatorio regionale, il termine ultimo
del prelievo venatorio della specie Beccaccia, procrastinandolo fino alla
data limite del 30.1.2006.
Per la beccaccia
l’Istituto Nazionale di Fauna Selvatica (INFS), massimo organismo nazionale
scientifico sulla fauna, suggerisce una chiusura anticipata della stagione
venatoria al 31 dicembre, che è auspicata anche dal “Club della Beccaccia”,
gruppo italiano di cacciatori specializzati nel prelievo di questa specie.
Il recente rapporto “Birds in Europe II”,
realizzato da Birdlife International, mostra che delle 36 specie cacciabili in Italia (inclusa la beccaccia), nessuna ha
visto migliorare il proprio status di conservazione dall’approvazione della
Legge 157/92 ad oggi e molte sono addirittura in
declino.
Tale
situazione chiama dunque ad una grande responsabilità le amministrazioni
locali, che devono realizzare concrete misure di salvaguardia degli uccelli, a
partire, appunto, dalle previsioni venatorie”.
ANTICACCIA«La nostra una manifestazione pacifica. I politici si assumano le proprieresponsabilità»http://www.gazzettino.it/VisualizzaArticolo.php3?Codice=2589921&Luogo=Belluno&Pagina=FELTREPedavena«La nostra era una manifestazione pacifica e silenziosa, tanto che potevamoessere scambiati per delle persone che stavano facendo tranquillamente unapasseggiata sotto la pioggia. Sapevamo che avremmo potuto incontrare deicacciatori, ma avevamo deciso di non rispondere alle provocazioni. Maiavremmo pensato ad una reazione come quella, poteva essere una strage,quella persona non era in sé».All'indomani dell'incidente avvenuto ierimattina a Pedavena a margine della manifestazione ambientalista, parla lostesso organizzatore, Marco Scapin, referente provinciale del CoordinamentoProtezionista Veneto. Alla paura ha fatto posto lo stupore e lo sdegno peruna reazione che va oltre la civiltà. E già ieri potrebbero essere scattatele prime denunce sia dalle vittime dell'investimento da parte delfuoristrada del cacciatore feltrino che da parte della Lav del Veneto, dicui una delle persone travolte, Carmen Cavallero, è referente regionale.«Direi che a questo punto - commenta Scapin - visti i fatti, sarebbeopportuno che i politici, a partire dal sindaco fino al presidente dellaProvincia Sergio Reolon che è anche assessore alla caccia e pesca, facesserouna riflessione. È successo tutto durante una manifestazione pacifica, ipolitici devono assumersi le proprie responsabilità».A.V.-----AGGRESSIONE AGLI ANIMALISTI Il presidente della riserva di Caccia di Feltre,Gianni Centa, condanna e invita al dialogo«Manteniamo gli animi sereni»Guido Perrotto, coordinatore delle doppiette di Pedavena, pronto adapprofondire il casohttp://www.gazzettino.it:80/VisualizzaArticolo.php3?Codice=2589920&Luogo=Belluno&Pagina=FELTREPedavena«Manteniamo gli animi sereni. Cerchiamo di non provocarci vicendevolmente.Ognuno ha diritto di portare avanti le proprie convinzioni ma, ovviamente,nel massimo rispetto del prossimo che la pensa diversamente». Getta acquasul fuoco il presidente della Riserva di caccia di Feltre, Gianni Centaall'indomani dell'aggressione subita domenica da un ambientalista da partedi una doppietta feltrina. Nel primo giorno di apertura della stagionevenatoria un uomo, a bordo del suo fuoristrada, si è infatti avventato suquanti in quel momento stavano manifestando a difesa del patrimoniofaunistico, ferendo il portavoce dei Verdi in provincia di Belluno, MorenoBarbieri. «Fatti del genere - sottolinea Centa - non possono che farrimanere male. Con ogni probabilità questo cacciatore ha perso le staffe perqualche maltorto ricevuto, non certo per cattiveria gratuita. É veroinfatti, a difesa dell'accusato, che noi cacciatori dobbiamo accettaresempre tante provocazioni che forse, in momenti di eccesso di tensione,sfociano purtroppo in gesti come questo che restano comunque inaccettabili.Personalmente sono una parsona pacifica, e così desidererei fossero tutti inostri associati, invitandoli a praticare il loro sport nella massimaserenità d'animo e rispettando gli altri. Cercando anzi confronto ecollaborazione». «Per quanto riguarda le sanzioni - conclude Centa - ilregolamento della Riserva non prevede nulla di specifico contro ilcacciatore. Certo questi dovrà far fronte alle denunce che saranno sportedagli ambientalisti».Oltre al presidente della Riserva di caccia di Feltre è stato contattatoanche quello di Pedavena, area dalla quale è partito il ritrovoambientalista (Valle di Faont). Guido Perrotto afferma che «prima diesprimere delle considerazioni preferisco approfondire meglio come si sonosvolte le cose».Raffaella Gabrieli -----IL CASOCaccia nel Parco scoppia la polemica Forestale-assessorehttp://ilmattino.caltanet.it/mattino/view.php?data=20050920&ediz=SALERNO&npag=32&file=AWA.xmlL'approvazione del calendario venatorio mette contro la Guardia forestale el’assessore provinciale alle attività faunistiche e venatorie CarmineCennamo. In una piccata lettera inviata da Cennamo a Regione e ministro dell’agricoltura, si chiede che siano interrotti «atteggiamenti vessatori» versochi caccia nelle aree contigue al parco del Cilento. La Forestale infattieleva pesanti verbali ai cacciatori non residenti nell’area. La questione èsul rilascio dei tesserini che consentono la caccia anche a chi non abitanella zona contigua al parco. Opinioni diverse delle stesse norme fannoscattare le multe. «La posizione del Corpo Forestale non è condivisibile»,dice Cennamo. «E porta grave danno anche all’amministrazione provincialequalora fosse chiamata nei in giudizio in fase di opposizione alleordinanze-ingiunzioni che fanno seguito ai verbali».-----Caccia, apertura okE' iniziata domenica la stagione venatoria 2005-2006. Tutto quanto è filatoliscioNessun incidente al via. Abbattuti cinghiali, fagiani e pernicihttp://www.ilsecoloxix.it/Secolo_notizia01OK.asp?IDNotizia=366985&IDCategoria=594Imperia Prima giornata di caccia senza incidenti e senza multe. Non accadevada anni, e per questo la notizia è ancora più confortante, che l'aperturadella stagione venatoria non facesse registrare feriti e, tra l'altro,neppure gravi infrazioni da parte di cacciatori poco coscienziosi oscarsamente rispettosi dell'ambiente.«Per quanto abbiamo potuto constatare, tutto è andato bene, sia sotto ilprofilo della sicurezza sia sotto l'aspetto della cosiddetta eticavenatoria - conferma il responsabile della Polizia provinciale, GiuseppeCarrega - evidentemente i cacciatori si sono comportati bene...non credoche, salvo casi particolari di cui comunque per il momento non sono aconoscenza, siano stati elevati verbali per infrazioni nell'eserciziodell'attività venatoria». Insomma, una prima giornata da incorniciare. E daricordare. Almeno se si osserva la problematica dal lato sicurezza,sicuramente più importante.E sul lato prede?«Diciamo che, in mancanza di dati e statistiche ufficiali («le avremosoltanto nei prossimi giorni»), l'impressione è che le cose siano andate piùo meno come l'anno scorso all'apertura - conferma Elio Anzardi, presidenteprovinciale della Federcaccia - non possiamo ancora dire se sarà unastagione buona, per noi cacciatori. L'inizio è stato comunque discreto.L'attivitàè partita solo nella zona bassa, l'Atc 1 e Atc 2, e quindiparliamo di primo entroterra: caccia al cinghiale,soprattutto, oltre allaselvaggina di penna, fagiano e pernice. Non ho ancora numeri precisi,vedremo nei prossimi giorni. La cosa più importante, che ci rendesoddisfatti, è il fatto che non si sono verificati incidenti: era il timorepiù forte che avevamo alla vigilia dell'apertura. E' andata bene». Inprovincia, sono oltre 5 mila i cacciatori in possesso del regolare permesso.Quasi tutti in piena attività. Oltre la metà sono iscritti alla Federcaccia.L'ottanta per cento delle "doppiette" rivierasche è scesa in pista già nellagiornata di apertura. Molti, come da tradizione, i cinghialisti. Stannoinvece in attesa il migliaio di appassionati della Zona Alpi, pronti aimbracciare il fucile appena verrà dato il via all'attività venatoria delloro comprensorio. Se Imperia e Sanremo, con i loro 700-800 cacciatori,fanno la parte del leone, anche a Vallecrosia, di anno in anno, si fa semprepiù folta la pattuglia di cacciatori.G. Br.-----La caccia La carica dei tremila nel giorno dell'aperturahttp://www.ilsecoloxix.it/Secolo_notizia01OK.asp?IDNotizia=367176&IDCategoria=593Oltre tremila cacciatori spezzini hanno invaso domenica i nostri boschi nelgiorno dell'apertura. Sono stati presi d'assalto i crinali dell'alta Val diVara, ma anche le colline e la piana della valla del Magra. Il maltempo hacausato qualche disagio e i segugi sono stati messi fuori causa dal fortevento. Ma i ripopolamenti e i buoni risultati ottenuti dagli animaliriproduttori hanno consentito in linea generale di assicurare carnieri ditutto rispetto. «I cacciatori ci hanno riferito di aver incontrato moltianimali - dichiara Antonio Bonanini, componente del comitato di gestionedell'Ambito territoriale caccia -, specie nelle zone di Varese Liguere,Zignago e Calice. Nella parte più alta tanti avvistamenti e catture di leprie pernici rosse, in attesa di ottobre quando ci sarà il passo deimigratori».Pare insomma che i ripopolamenti effettuati a fine agosto abbiano fornitobuoni risultati e quindi una parte delle duemila pernici e dei 1500 fagianiimmessi siano finiti nei carnieri dei cacciatori spezzini. Così come sembrasia stato efficace il progetto di immissione dei riproduttori messo in attoa febbraio con gli stessi numeri di capi liberati oltre a quattrocentolepri. Buone notizie sono pervenute anche nella sede della Federcaccia. «Mipare che i cacciatori siano rimasti soddisfatti dell'apertura - commenta ilpresidente Dino Falugiani - personalmente non ho sparato neppure un colpogirando per i boschi di Zignago, ma va bene lo stesso. E poi attendo ilpasso dei colombi a ottobre».Anche in val di Vara carnieri soddisfacenti. «Non si è registrato alcunincidente e questo è ciò che più mi interessa - afferma Arnaldo Curadi - peril resto sono stati catturati fagiani, lepri, pernici rosse e pure qualchegermano».P. A.-----La stagione venatoria sembra essere partita con il piede giusto anche nellanostra provincia La pioggia non ha ostacolato l'apertura La caccia diselezione agli ungulati appare in linea con i risultati dell'anno scorsoNonostante il maltempo la stagione venatoria sembra essere iniziata benehttp://www.laprovinciadisondrio.it/online/online.asp?SiglaEdizione=SO&Sezione=SO_CACCIA&Bassa=si&Pagina=32&IDNotizia=1633630Sondrio E' partita col piede giusto la nuova stagione venatoria che domenicaha visto scendere in campo diverse migliaia di cacciatori, sparsinell'intero territorio provinciale. La caccia di selezione agli ungulati,anche se ostacolata dal cattivo tempo che da qualche giorno rende difficilel'attività venatoria, di per sé ostica visti gli ostacoli che gliappassionati ungulatisti devono superare, sta dando i suoi frutti e dalleprime notizie si può allineare a quella dello scorso anno. Più difficile èla situazione del capriolo che, in sofferenza numerica in alcuneComprensori, soffre la concorrenza alimentare del cervo e nei confronti delquale esce inevitabilmente sconfitto. Una discreta partenza la sta avendo lacaccia alla migratoria, anche se un po' avversata dalle cattive condizionidel tempo e dall'improvviso calo della temperatura. La legge sui prelievi inderoga promulgata quest'anno dalla Regione mette al riparo da rischi ipatiti di questa forma di caccia che possono sperare, finalmente, in unastagione proficua e soprattutto senza brutte sorprese. Anche per la lepre,almeno in alcune zone, c'è qualche problema di densità. Purtroppo lacontinua urbanizzazione di molte zone del fondo valle, riduce continuamentel'habitat di questo selvatico che deve fare i conti con una vicinanza(umana) della quale farebbe volentieri a meno. Per fortuna nella nostraprovincia non esiste il problema “cinghiale” che invece affligge le provinceconfinanti. Certamente occorre da parte della Provincia un monitoraggiocontinuo e meticoloso in maniera da poter fronteggiare l'eventuale“invasione” di questo dannosissimo suide. Per finire un consiglio alleautorità provinciali veterinarie: non sarebbe propizia l'istituzione di uncentro di raccolta di volatili per la prevenzione dall'influenza aviaria,dove i cacciatori possano portare gli uccelli selvatici trovati morti nellecampagne durante le loro battute di caccia? Sarebbe un'efficace campagnapreventiva di basso costo e di sicura efficacia.
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Carabiniere-atleta sfiorato da fucilatahttp://www.laprovinciadicremona.it/index.asp?id=5736&sezione=CASALASCO&edizione=20050922VIADANA — Sfiorati dai pallini dei cacciatori mentre fanno jogging. E’accaduto ieri mattina a due persone — una è un carabiniere — in zona SanMartino a Viadana. Un cacciatore, infatti, stava inseguendo un fagiano e siè spinto appena oltre il limite della zona destinata alla caccia. Il suoultimo colpo di fucile è esploso in direzione dei due corridori chefortunatamente sono stati solamente sfiorati dai pallini. Un grosso spaventoe nessuna ferita. L’accaduto è stato immediatamente denunciato allaCompagnia dei carabinieri di Viadana e il cacciatore è stato subitorintracciato. Nei suoi confronti scatterà, con ogni probabilità, unadenuncia. Un episodio, insomma, che poteva avere conseguenze ben peggiori eche solo il caso ha voluto che non finisse in tragedia. Giusto dire, però,che quanto accaduto non deve servire a criminalizzare i cacciatori,categoria che solitamente si attiene alle regole. (a.c.)-----TRISSINOCacciatore si ribalta con l'autohttp://www.gazzettino.it/VisualizzaArticolo.php3?Codice=2593680&Luogo=Vicenza&Pagina=SCHIO%20THIENETrissino(G.Z.) Son dovuti intervenire i vigili del fuoco ieri mattina sulla rotondadi Trissino per estrarre dalle lamiere di una Panda Graziano Zenere, 45anni, via Piana Cattiva di Mezzo, 70, rimasto intrappolato nell'abitacolodell'utilitaria dopo aver capottato. L'uomo stava rientrando dalla caccia. Acausa del ribaltamento, alcune gabbie di uccelli da richiamo, assieme anumerose cartucce, si sono sparpagliate sulla carreggiata. Da chiarire ladinamica dell'incidente: la Panda sembra provenisse da Montecchio. L'uscitadi strada è avvenuta quando ha imboccato il raccordo che porta a Trissino.Non si esclude che possa essere entrata in contatto un secondo mezzo nelcorso della manovra. Laboriose le operazioni dei pompieri di Arzignano perliberare l'automobilista ferito. I primi accertamenti clinici sembranoscongiurare gravi conseguenze.-----È SCONTRO SULLA CACCIAMulte alle doppiette, la Forestale va avantihttp://ilmattino.caltanet.it/mattino/view.php?data=20050922&ediz=SALERNO&npag=34&file=WEL.xmlDoppiette contro Forestale e assessore provincialealle attività venatoriesul piede di guerra a difesa del «diritto di caccia». Nello scorso finesettimana sono state elevate altre multe ai cacciatori con la residenzavenatoria nelle aree contigue al parco del Cilento. E lo scontro non siplaca. La Forestale continua ad applicare la legge dello Stato che vieta achi non è residente anagraficamente nei comuni limitrofi alla zona protettadel parco del Cilento di recarsi a caccia dove consentito. Mentre una leggeregionale consente a coloro che hanno il tesserino rilasciato dallaProvincia, anche se non residenti, di cacciare in queste zone contigue allearee protette. La spiegazione sta nel fatto che non si sarebbero raggiuntigli indici venatori del territorio con i soli cacciatori residenti. Coloroche vengono da fuori, dunque, avrebbero tutto il diritto di fare le lorobattute. Ma la Forestale ha un parere diverso ed applica la legge delloStato, anche se la Regione ha legiferato diversamente. Anzi, pare che lemulte vengano ammannite anche a coloro che vengono 3semplicemente trovaticon fucili da caccia in auto sulle strade locali, contemplando il solotrasporto dell’arma già una violazione, secondo un’interpretazionerestrittiva della legge. «Trovino un accordo con la Regione, altrimenti lelamentele dei cacciatori saranno strumentalizzate e sarà sempre piùdifficile avere nuove aree protette», avverte Giuseppe Tarallo, presidentedel Parco nazionale del Cilento. Insomma, secondo Tarallo il danno minorestarebbe nel far cacciare chi ne ha diritto, altrimenti l’istituzione dinuove zone protette sarebbe ostacolata dalla lobby dei cacciatori chelamentano di non avere zone libere da vincoli. E ieri a sostenere l’iniziativa dell’assessore Cennamo che chiede alla Forestale un passoindietro, arriva la federazione provinciale della caccia che scrive,attraverso il presidente Carmine Rinaldi, ad Angelo villani e allo stessoCennamo: «Solo la Regione potrà porre fine ad un’incomprensibile ostinazionedel Corpo forestale tesa a perseguire i cacciatori regolarmenteautorizzati».------lenno Caccia serrata ai piccoli sotto l'anno. Sono le contromisure dellaProvincia contro l'eccessiva proliferazione Cinghiali, fuoco a volontàcontro femmine e cucciolihttp://www.laprovinciadicomo.it:80/online/online.asp?SiglaEdizione=CO&Sezione=LAGO&Bassa=si&Pagina=33&IDNotizia=1635414LENNO L'amministrazione provinciale, dopo aver riunito la commissioneconsiliare caccia-pesca-agricoltura presieduta da Enrico Manzoni, in vistadell'assemblea in programma venerdì alle 20,30 a San Fedele Intelvi, hadisposto interventi straordinari contro la proliferazione dei cinghialiintensificando il piano d'abbattimento con riguardo, in particolare, allefemmine al secondo anno di vita. Si aggiunge la caccia intensiva dei piccolinel primo anno. «Fino ad oggi – dichiara l'assessore provinciale GiorgioBin – l'emergenza è stata affrontata con massicci abbattimenti, 570 capidall'inizio dell'anno, effettuati dagli agenti venatori e dai cacciatoriselecontrollori, ossia cacciatori che dopo aver frequentato appositi corsicon relative prove partecipano alle operazioni anche al di fuori dellastagione di caccia ed in aree protette. A seguito del forte incremento dellenascite primaverili c'è stata infatti una straordinaria proliferazione ancheper effetto di incroci con i più fertili maiali selvatici. «Per potenziareil prelievo – aggiunge l'assessore – sono state acquistate nuove trappole esono state messe in campo ulteriori squadre composte da cacciatori,selecontrollori ed agenti della polizia provinciale coll'autorizzazione adoperare anche di notte. Inoltre è stato chiesto alla regione l'incrementodei fondi per il risarcimento dei danni arrecati all'agricoltura. Sarannopure introdotte nuove forme di caccia come quella detta “in girata”, fino adora mai praticata in provincia di Como. Certo è che il problema non puòessere risolto dall'oggi al domani, ma nell'ambito della commissione,presenti i tre responsabili dei comprensori alpini De Lorenzi per l'AltoLago, Rizzi per il Triangolo lariano e Conti Persini per la Lario intelvese,c'è stata una convergenza d'indirizzi». Giorgio Bin da ultimo fa presenteche le nuove trappole, sempre in collaborazione coi comuni, verrannocollocate ai margini dei paesi ove risulta impossibile operare coll'ausiliodelle armi da fuoco, un intervento che dovrebbe rivelarsi utile, tenendoconto del fatto che alcune di esse in pochi mesi hanno catturato unatrentina di capi. Tra le misure assunte dall'ente Provincia per far fronteall'emergenza cinghiali c'è infine la richiesta alla Regione di integrazionedei fondi per risarcire i danni alle colture. «È legittimo che chi coltivala terra non veda vanificato del tutto il proprio lavoro - riconoscel'assessore a caccia e agricoltura di Villa Saporiti, Giorgio Bin - .Vedremo dunque di riconoscere risarcimenti più adeguati in caso di danno ene parleremo la settimana prossima in occasione di un incontro con laColdiretti» Marco Luppi
Il portavoce dei Verdi in provincia era rimasto ferito a una mano da unfuoristrada domenica scorsa a Pedavena durante una manifestazione contro lacacciaAmbientalista denuncia cacciatore: «Poteva uccidermi»Ora la Procura utilizzando il numero di targa dell?automezzo sta effettuandoindagini per individuarne il proprietariohttp://www.gazzettino.it/VisualizzaArticolo.php3?Codice=2595615&Luogo=Belluno&Pagina=1Belluno«Un gesto fatto apposta. Potevano ammazzarmi». L'aveva detto a caldo, MorenoBarbieri, portavoce dei Verdi di Belluno, dopo la disavventura toccataglicon il fuoristrada incontrato domenica scorsa lungo la strada per la Valledi Lamen. Ed ora lo ha anche scritto nella querela che ha presentato acarico di chi sostiene volesse investirlo.Barbieri era tra i partecipanti alla manifestazione silenziosa e pacifista,indetta nel Feltrino a livello regionale a difesa del patrimonio faunisticoin occasione dell'apertura della caccia. Quella mattina il gruppo si eraincamminato all'interno del Parco delle Dolomiti. Un centinaio di persone intutto, nonostante la pioggia. Ad un tratto era accaduto qualche cosa diimprevisto. Si ritrovarono il fuoristrada piazzato in modo da sbarrare lavia. Dentro, a quanto sembra due persone. Secondo il racconto dei presenti,l'auto si mise in moto puntando sulla comitiva.Stando a quanto riferito da Barbieri, questi non sarebbe riuscito aspostarsi del tutto e sarebbe stato colpito alla mano destra dall'auto.Dovette ricorrere alle cure dei medici ed uscì dal pronto soccorsodell'ospedale di Feltre con una prognosi di otto giorni. Anche unamanifestante sarebbe stata coinvolta, colpita allo stomaco dalla portiera.Deciso fin dall'inizio a presentare denuncia, lo ha fatto, indicando nellaquerela il numero di targa del fuoristrada. La Digos, ricevuta la querelal'ha inoltrata ieri alla Procura. Ora si tratterà di individuare ilproprietario del mezzo, anche se bisognerà comunque stabilire chieventualmente stava al volante.Bruno De Donà-----Controlli a tappeto delle guardie del Wwf nelle prime giornate dellastagione venatoriaA caccia vicino a un edificio: multatohttp://www.iltirreno.it (Piombino - Elba)PIOMBINO. In occasione dell’apertura della stagione venatoria le guardie delWwf hanno svolto, come ogni anno, un servizio mirato alla sicurezza deicittadini nei confronti di coloro che cacciano a distanza troppo ravvicinatada abitazioni, luoghi di lavoro e vie di comunicazione.«Il problema della sicurezza pubblica, più volte fatto presente dal Wwf alleautorità di polizia - spiega una nota del Wwf locale - ogni anno con l’apertura della caccia si amplifica enormemente in quanto la concentrazionevenatoria nel territorio raggiunge dimensioni spesso pericolose. controlli atappeto effettuati nel territorio comunale di Piombino, anche quest’annohanno permesso di sorprendere a cacciare una persona vicino ad un immobileadibito a luogo di lavoro, nel comune di Piombino, a distanza palesementeinferiore a quella consentita dalla legge e tale da rappresentare - secondole guardie del Wwf - un serio pericolo per l’incolumità delle persone che visi trovavano all’interno. A carico del responsabile è stato elevato verbaledi accertamento di 206 euro. Successivamente sono stati svolti controllianche in materia di tutela della biodiversità e attività di pesca in acqueinterne, ma fortunatamente non è stato rilevata alcuna infrazione di legge.-----Si spara su coturnici e pernici biancheSono due specie a rischio«Ma ci sono segni di ripresa»Cacciahttp://www.ladige.it/articoloHtml.asp?IDNotizia=554967Di RENZO M. GROSSELLIIl Comitato venatorio ha detto sì al prelievo per la coturnice e la pernicebianca. Pur in un periodo di caccia ridotto e per pochi capi. Ma il permesso(c´era anche il presidente della Provincia Lorenzo Dellai alla riunione)appare come un contentino ai cacciatori, dato che le due specie sono arischio di scomparsa non solo in Trentino ma nell´intera Europa. Ladecisione è dovuta all´aumento dei capi stimati sul territorio trentino. Unaumento, se reale e la cosa è da definire a livello scientifico, non certosufficiente e mettere al riparo le due specie dal rischio della scomparsa.La ripresa dei prelievi per la coturnice arriva dopo cinque anni disospensione della caccia questa specie, «sospensione - dice un comunicatodella Provincia - dovuta ala progressiva diminuzione sul territorioprovinciale del numero di capi censiti». La Provincia annota che quest´annoil censimento «ha evidenziato una leggera ripresa». E allora, via a sparare.«Anche per la pernice bianca - dice il comunicato della Provincia - per laquale le ultime assegnazioni annuali erano di circa sessanta capi (quelliabbattuti nel 2003 furono una trentina) la caccia riprende dopo un anno disospensione». Anche qui i censimenti hanno verificato «segni di ripresa».«Tantissime perplessità» esprime Sergio Merz della Lipu sulla decisione delComitato faunistico. «Si tratta di due specie a rischio e in forte regressonumerico, a livello trentino, nazionale e internazionale. Certo - ammetteMerz - si è notata una piccola crescita in Trentino ma non certo sufficienteper mettere al sicuro le due specie». Eppure, ecco la riapertura dellacaccia. «Ogni volta che c´è una piccola crescita si imbraccia il fucile». Uncontentino, banale e puerile ai cacciatori?Merz va avanti come un carro armato: «Vengono concessi abbattimenti, anchepochi, per delle specie in pericolo di scomparsa. Il piombo non farà certobene a loro. Pensi, il Comitato ha concesso l´abbattimento di 29 capi dicoturnice in tutto il Trentino e di soli 51 capi di pernice bianca.Ridicolo, un contentino senza giustificazione. Loro dicono che i cervicreano danni e quindi si deve cacciarli. Ma che danni creano coturnici epernici?».Lei sta forse dicendo, signor Merz, che i cacciatori hanno troppo potere inprovincia di Trento? «Nel Comitato faunistico gli esperti ci hanno datoragione eppure la caccia alle due specie è stata liberata. Vuol dire che chigestisce la fauna lo fa non nell´interesse della comunità ma in quello dipochi, dei cacciatori».Un´ultima domanda signor Merz. In Comitato c´era anche il presidente dellaProvincia Lorenzo Dellai. «Ha dato parere favorevole perché dal punto divista puramente numerico la cosa ci stava. Ma l´aumento della popolazione dicoturnici e pernici bianche è piccolo ed è ridicolo aprire la caccia,seppure per numeri così bassi».R. M. G.