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Cacciatore ucciso da un colpo alla
testa
Un colpo
vagante e finisce in tragedia la battuta al cinghiale vicino a Corbara
di GIULIO
LADI
ORVIETO - Doveva essere una domenica passata
a soddisfare la passione della caccia, si è trasformata in una tragedia. Che
ha toccato Romano Grilli, 75 anni, residente a Tivoli. L'uomo è rimasto
ucciso da un colpo vagante, esploso da una carabina per la caccia al
cinghiale, che lo ha colpito alla testa. L'incidente è accaduto nei boschi di
Corbara, vicino Orvieto, sul lago omonimo, ieri mattina alle 11 e 30. Ieri
sera, i carabinieri di Orvieto stavano ancora interrogando tutti i compagni
di caccia di Grilli per capire da quale fucile fosse partito il colpo. E
sembra che più che un sospetto si sia appuntato su uno dei cacciatori, dopo
il certosino lavoro di interrogatori e l'esame dei fucili sequestrati.
La squadra della quale faceva parte Grilli - in tutto
venti cacciatori - era stata invitata dalla squadra cinghialari di Corbara a
passare una domenica di caccia tra i boschi intorno al lago. Le norme sulla
caccia consentono anche a cacciatori fuori provincia e fuori regione di
cacciare se invitati, soltanto per una volta. E non c'è nemmeno da descrivere
la gioia con la quale la squadra di Tivoli ha accettato l'invito dei colleghi
di passione di Corbara.
L'incidente, alle 11 e 30, quando, forse, la battuta di
caccia stava volgendo al termine. Dal sottobosco è uscito fuori un cinghiale
e la santa barbara dei fucili ha subito esploso i suoi colpi. Romano Grilli è
caduto in terra, colpito alla testa, in una pozza di sangue. Dalla
ricostruzione sembra sia stata una palla che ha rimbalzato sulla corteccia di
un grosso albero andando dritta alla testa della sfortunato cacciatore.
I compagni si sono subito accorti della gravità della
situazione e hanno cercato di portare i primi soccorsi, rendendosi conto che
non c'era più nulla da fare. Sono stati avvertiti i carabinieri e l'ambulanza
del 118, la quale, però, ha portato direttamente il corpo di Grilli all'obitorio
dell'ospedale di Orvieto dove, questa mattina, verrà effettuata l'autopsia
per stabilire l'esatta dinamica della morte del cacciatore.
Le indagini dei carabinieri sono partite subito, ieri
pomeriggio, con l'interrogatorio dei cacciatori che erano nello stesso luogo
dell'incidente. Mettendo insieme anche l'esame dei fucili che sono stati
sequestrati, sembra si sia arrivati a capire da quale arma, imbracciata da
quale cacciatore, è partito il colpo accidentalmente mortale.
Per ora non ci sono indagati, né tanto meno
provvedimenti del magistrato. Da come è emersa la dinamica dell'accaduto,
potrebbe essere soltanto un tragica fatalità la principale responsabile della
morte di Grilli.
(Il Messaggero)
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ORVIETO
Caccia al
cinghiale: muore un pensionato
n pensionato romano di 77 anni è rimasto
ucciso durante una battuta di caccia al cinghiale, ieri, sulle colline a
ridosso del lago di Corbara, vicino Orvieto. L'incidente è avvenuto intorno
alle 11.30, dopo che i cacciatori, una quarantina in tutto, si erano divisi
in squadre. Il pensionato sarebbe stato raggiunto in fronte da un pallettone.
In serata erano ancora in corso le indagini dei carabinieri per stabilire chi
avesse sparato.
(Corriere della Sera)
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Incidente di caccia ieri mattina a
Spettine
Centra il
cinghiale e ferisce l'amico
Bettola - Cacciatore spara ad un cinghiale,
lo centra in pieno ma, con lo stesso proiettile, ferisce anche un compagno di
battuta. E' accaduto ieri mattina a Spettine nel comune di Bettola in
Valnure. La dinamica dell'incidente è davvero insolita: un cacciatore dopo
aver preso la mira, ha sparato ad un ungulato a sei metri di distanza con una
carabina Browing. L'animale è stato centrato in pieno ed è morto ma il
proiettile che lo aveva trapassato ha rimbalzato su un sasso ed ha colpito
alla coscia destra Giuliano Dodici, 40 anni, di Piacenza che è stato
ricoverato all'ospedale cittadino in condizioni non gravi. Sul posto per i
rilievi di legge relativi all'incidente sono intervenuti i carabinieri di
Bettola. Da quanto si è appreso il fatto è avvenuto intorno alle 10 del
mattino. Dodici era impegnato in una battuta di caccia con alcuni amici e
altri appassionati.
Mariani nella sezione Piacenza e Provincia
(Liberta Quotidiano di Piacenza)
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I due episodi a San Gottardo e
Camisano
Incidenti
di caccia Appassionati feriti
Due incidenti di caccia che potevano avere
conseguenze ben più gravi. Sono accaduti nei giorni scorsi nel Vicentino e
testimoniano la pericolosità delle armi che, anche se maneggiate da esperti,
sono potenzialmente fonte di rischio.
Antonio Marchesini, 51 anni, residente a Zovencedo in
via Villa Porto, qualche giorno fa stava passeggiando lungo un sentiero fra
Monte Cucco e S. Gottardo, nel territorio comunale di Zovencedo.
All'improvviso, mentre camminava, è stato centrato al collo e al torace da
una sventagliata di pallini sparati da un cacciatore. Spaventato, Marchesini
è stato accompagnato in ospedale dove è stato medicato e ricoverato in
chirurgia. Sono stati avvisati i carabinieri della compagnia di Vicenza che
stanno compiendo degli accertamenti sull'episodio. Dai primi riscontri
medici, guarirà in una quindicina di giorni.
Silvio Monico, 51 anni, che vive a Camisano in via Capilone
Vecchia, l'altra mattina verso le 7.30 era in casa con il fucile da caccia in
mano. Per cause da comprendere, all'improvviso è partito un colpo che lo ha
centrato alla mano sinistra provocandogli ferite piuttosto serie. Non è
chiaro se Monico lo stesse maneggiando per pulirlo o se lo avesse appoggiato
da qualche parte. Ha chiesto subito aiuto ed è stato trasportato d'urgenza
all'ospedale S. Bortolo. È stato medicato al pronto soccorso. La prima
prognosi è di un mese.
(Il Giornale di Vicenza)
4 ottobre
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4 ottobre - Sassari
Pensionata ferita da pallini esplosi da
fucile da caccia.
Una pensionata di Usini di 72 anni ieri
pomeriggio e' stata colpita di striscio da tre pallini esplosi da un fucile
da caccia nelle campagne del paese. Alla donna, che e' stata ferita ad un
orecchio, le sono stati prescritti alcuni giorni di cure. I Carabinieri
intervenuti pochi minuti dopo hanno controllato la zona alla ricerca del
cacciatore di cui, pero', si sono perse le tracce. (ANSA)
(AnsaWeb)
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salemi
Cacciatore marsalese spara e si ferisce al
volto
Salemi. Battuta di caccia sfortunata quella
di domenica scorsa per un marsalese, V. S., di 57 anni, che nel tentativo di
catturare un volatile ha colpito un sasso facendo rimbalzare i pallini del
fucile che imbracciava e che lo hanno colpito alle braccia, all'addome e al
volto. Fortunatamente la prognosi per lui è di 20 giorni.
Secondo una prima ricostruzione dell'episodio effettuata
dai carabinieri anche attraverso il racconto di alcuni testimoni, erano le 17
circa quando si è verificato l'incidente. V. S. si trovava in un appezzamento
di terreno di sua proprietà, in contrada Gaggia, a Gibellina, insieme con
altri tre cacciatori. Durante la battuta di caccia il 57enne ha avvistato un
volatile, quindi ha puntato il fucile che portava in spalla e ha fatto fuoco.
La rosa dei pallini, però, invece di centrare l'animale ha colpito un sasso
che era nelle vicinanze e da lì è rimbalzata investendolo in pieno.
Scioccante la scena che si sono ritrovati dinanzi gli uomini che erano con
lui. V. S. era tutto insanguinato e non si riusciva a capire la gravità delle
ferite.
Caricatolo in auto gli altri cacciatori hanno provveduto
ad accompagnarlo al Pronto soccorso dell'ospedale "Vittorio Emanuele
III" dove è giunto intorno alle 18,30. Lì i sanitari di turno gli hanno
prestato le cure del caso e dopo avergli estratto i pallini dal corpo lo
hanno sottoposto a una serie di accertamenti per verificare che non fossero
stati colpiti organi vitali. Le ferite erano superficiali e il paziente è
stato giudicato guaribile in una ventina di giorni.
Dell'accaduto, poi, visto che si era in presenza di un
ferito con arma da fuoco, i sanitari hanno avvertito i carabinieri.
M. L.
(La Sicilia)
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Il cacciatore morto a Corbara: denunciato il
compagno di battuta
di GIULIO LADI
ORVIETO - Denunciato per omicidio colposo.
Con questa accusa, formulata dal magistrato, se ne è tornato a Roma dove
abita, A.R.,42 anni, di origini pugliesi, il cacciatore dal cui fucile è
partito il colpo che ha ucciso Romano Grilli, suo compagno di caccia,
domenica, tra i boschi intorno al lago di Corbara.
C'era amicizia tra i due cacciatori, nonostante la
differenza d'età (Grilli aveva 77 anni), in quanto abitanti nella stessa
strada romana, in via Teja Casimiro 29. l?altra mattina i due cacciatori,
insieme ad alcuni amici, tutti della stessa squadra di cinghialari, erano
partiti alla volta di Corbara arrivando, però, in ritardo rispetto all'inizio
della battuta di caccia iniziata all'alba. Il capocaccia, visti arrivare
altri partecipanti alla battuta, tramite il walkie - talkie, avvertiva gli
altri cacciatori che altri colleghi erano arrivati e partecipavano alla
caccia. Un avvertimento doveroso, proprio per evitare incidenti, possibili in
un tipo di caccia di per se rischioso. Di lì a poco, erano le 11 e 30, dal
folto della foresta usciva un cinghiale e era l'uomo poi accusato delle morte
di Grilli a sparare per primo. Un colpo andato a vuoto, poi il secondo che
andava a colpire un ramo spaccandolo in due pezzi. L'urto con il ramo deviava
la pallottola che andava a colpire alla testa Grilli. Il proiettile colpiva
alla tempia il cacciatore e usciva dalla nuca. La morte, immediata, senza
scampo e senza che i soccorsi dei compagni di caccia, chiamati da un ragazzo
che si era accorto del corpo di Grilli, riverso in terra, potessero servire a
qualcosa. Erano, poi, gli stesso cacciatori a chiamare i carabinieri.
(Il Messaggero)
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Al lavoro i nuclei della Forestale, la
Beccalossi chiede più coordinamento sui controlli
Bracconaggio, ecco il Noa
Ventiquattro uomini divisi in tre turni
battono le valli
Anche quest'anno è arrivato il Noa della
Guardia Forestale che ha il compito di battere le valli bresciane, per
contrastare un fenomeno che nei mesi autunnali in molte zone della provincia
diventa una piaga: il bracconaggio, soprattutto con l'utilizzo di ret,
archetti e sep (una sorta di microtagliole utilizzate per catturare uccelli
protetti).
Quest'anno gli uomini del Noa (Nucleo Operativo
Antibracconaggio), suddivisi in 3 turni di 24 persone, con a capo un
responsabile, sono presenti sul territorio bresciano della Valle Camonica,
della Valle Sabbia, della Valle Trompia e delle valli di Sondrio e Bergamo.
Una presenza che in passato ha suscitato anche tensioni e dissapori tra le
forze dell'ordine e gli abitanti delle Valli.
Proprio con l'arrivo dei nuclei specializzati della
Forestale Viviana Beccalossi, vicepresidente e assessore regionale
all'agricoltura, con delega alla caccia, ha incontrato ieri nella sede della
Regione di Brescia, i vertici della forestale. All'incontro erano presenti
anche l'assessore alla caccia della Provincia di Brescia, Alessandro Sala, il
comandante regionale del Corpo Forestale della Lombardia, Paolo Tomassetti e
gli altri rappresentanti istituzionali interessati alla materia.
«Nel rispetto delle responsabilità di competenza - ha
sottolineato Viviana Beccalossi - ho chiesto ai vertici del Corpo Forestale
di rendere ancor più sinergica l'azione tra le guardie venatorie provinciali
e i rappresentanti della Forestale stessa. Ciò, anche quest'anno, può e deve
avvenire attraverso una concreta valorizzazione delle risorse umane già
presenti e attive nella provincia di Brescia e più in generale sul territorio
lombardo».
«Al tavolo - conclude Viviana Beccalossi - si è discusso
delle modalità utili e necessarie per aggiornare e rendere più efficaci i
servizi di vigilanza a tutela della fauna selvatica soprattutto per quanto
attiene il fenomeno del bracconaggio: abbiamo concordato che il
coinvolgimento attivo delle Amministrazioni Provinciali, delegate dalla
Regione Lombardia, in materia venatoria, è sempre più un elemento di crescita
per migliorare l'azione di controllo».
(BresciaOggi)
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Spari nel parco e cartelli rubati
Scatta la denuncia contro ignoti
RICCIONE - Nella battaglia per il rispetto
delle aree dove la caccia non è consentita, è' scattata la prima denuncia nei
confronti di ignoti.E' questo il provvedimento che l'Ufficio ambiente ha
deciso di prendere contro quelle persone che si sono divertite a far
scomparire i cartelli con scritto divieto di caccia, che delimitavano i
confini del parco degli Agolanti. In fondo si tratta di semplici cartelli,
verrebbe da dire, sistemati in una zona dove ben poche persone si spingono
fino alle zone del parco più lontane dal castello.Così non è per l'assessore
all'Ambiente Mario Galasso che, così ha voluto il caso, abita in collina
vicino al parco degli Agolanti. Domenica mattina l'assessore si è svegliato
sotto il fuoco delle doppiette e, infilati i pantaloni, si è fatto un giro al
parco degli Agolanti per tentare di scoprire chi teneva in mano i fucili. Un
comportamento degno di una guardia ecologica che però non ha dato i risultati
sperati.Tutto ciò che rimane dopo il furto dei cartelli è una denuncia verso
ignoti, mentre i divieti verranno risistemati quanto prima. Intanto non si
ferma la battaglia di Antonio Cianciosi dei Verdi che dopo avere sollevato il
caso del furto dei cartelli, è intenzionato a portare la faccenda in consiglio
comunale per avere giustizia. Era stato Cianciosi in persona che dopo tante
pressioni, era riuscito anni fa ad ottenere che le doppiette rimanessero
fuori dal parco del castello.
(Corriere Romagna)
5 ottobre
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Cacciatore ferito
Un cacciatore, A. M. (34 anni, di
Soleminis), è stato ferito gravemente al collo e ad un occhio da un
compagno di battuta, A. G. (29 anni, di Soleminis), nelle campagne di Genna
Muscai, in Comune di Badali (NU). Trasportato d'urgenza all'Ospedale
"Brotzu" di Cagliari, è stato sottoposto ad un delicato
intervento chirurgico (da L'Unione Sarda, 3 ottobre 2005).
(L'Unione Sarda)
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Domenica, nelle campagne di Usini
Anziana colpita da tre pallini
USINI. Centrata da tre pallini sparati da
un cacciatore. Una donna di 72 anni di Usini è stata ferita domenica,
intorno alle 13, mentre si trovava davanti alla propria abitazione, nelle
campagne di Usini. Per fortuna la fucilata è stata esplosa da lontano e,
quindi, i pallini sono arrivati a segno con una potenza fortemente ridotta,
altrimenti l'incidente di caccia poteva trasformarsi in tragedia. L'anziana
donna è stata accompagnata al pronto soccorso dell'ospedale civile dove è
stata medicata dai sanitari che le hanno assegnato tre giorni di cure per
ferite al collo e al lobo dell'orecchio.
L'episodio è stato segnalato ai carabinieri che hanno
eseguito un primo sopralluogo nel tentativo di rintracciare il cacciatore
che, però, deve essersi allontanato rapidamente dalla zona dopo avere preso
atto dell'incidente causato con quella fucilata.
I militari del paese e della compagnia di Sassari,
guidati dal maggiore Nicola Losacco, hanno raccolto anche alcune
testimonianze di persone che si trovavano nelle campagne al momento dello
sparo per cercare di avere elementi utili che consentano di identificare il
cacciatore.
Preoccupazione è stata espressa dalle persone che
risiedono in quella zona perchè troppo spesso vengono notati cacciatori che
sparano senza rentener conto che la zona è abitata.
(La Nuova Sardegna)
6 ottobre
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Cacciatore colpito da fucilata
Incidente a Olivola durante una battuta
al cinghiale
AULLA. Sparano al cinghiale e anche lo
colpiscono, ma uno spezzone dei pallettoni viene deviato e finisce la sua
corsa nel fianco del compagno di battuta, ferendolo gravemente.
È accaduto ieri nella piana di Olivola
quando tre cacciatori stavano appostati per sparare al cinghiale.
Un'attesa che durava da un po', con i
compagni di battuta pronti a fare fuoco al passaggio del possente
animale.
Quando la bestia si è presentata di
fronte alle canne dei loro fucili, ecco l'incidente, puramente casuale
secondo la ricostruzione effettuata dai carabinieri coordinati dal
tenente Antonio Ciervo, comandante la compagnia di Pontremoli.
B.B. 42enne di Fivizzano e residente
nella frazione di Magliano ha avuto la sfortuna di trovarsi nel punto
sbagliato quando i colleghi hanno sparato al cinghiale.
Infatti è rimasto colpito nella parte
bassa del torace, all'altezza dell'anca sinistra.
Una ferita a prima vista piuttosto grave
che ha impressionato non poco gli stessi colleghi di B.B. i quali hanno
comunque dato subito l'allarme, richiedendo l'intervento del 118.
Quando i primi soccorritori sono giunti
sul luogo dell'incidente, subito hanno compreso la gravità della ferita e
quindi, dopo aver prestato le prime cure a B.B. è stato chiesto l'invio
di un elicottero per trasportare il fivizzanese all'ospedale di Massa,
dove è poi stato ricoverato.
Comunque il cacciatore non corre rischi
di vita, anche se i tempi di guarigione saranno piuttosto lunghi.
Sul posto dell'inciudente di caccia sono
intervenuti i carabinieri per effettuare i rilievi di legge. Dovrà essere
stabilito chi ha effettivamente sparato il colpo che ha centrato B.B. e
le posizioni effettive dei tre cacciatori al momento dell'incidente.
Comunque non dovrebbero esserci problemi
a definire il tutto come "normale" incidente di caccia.
F.P.
(Il Tirreno)
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Cacciatore ferito da scheggia
AULLA Fivizzanese vittima di un grave
infortunio ieri alla Quercia
Il proiettile sparato da un amico è
stato deviato da una roccia
Tragedia sfiorata ieri pomeriggio nella
campagna di Quercia.Un cacciatore di 42 anni - B. B. abitante a Maiano di
Fivizzano - è rimasto ferito ieri pomeriggio in località Olivola di Aulla
durante una battuta di caccia al cinghiale. Per un puro caso un
proiettile sparato da un suo compagno di caccia - che intendeva colpire
un ungulato spuntato all'improvviso dalla boscaglia - ha urtato ed è
stato deviato da una roccia.
Una scheggia ha raggiunto B. B. all'anca
e lo ha ferito non gravemente. Per i tre amici che erano a caccia sono
stati attimi di paura. E' scattato subito l'allarme e sul posto è
arrivato il 118 con un elicottero che ha provveduto a trasportare il
cacciatore in ospedale.
I carabinieri della stazione di aulla,
al comando del marescallo Reitano, hanno eseguito subito i rilievi e si
sono convinti della completa accidentalità del fatto che comunque avrebbe
potuto avere conseguenze ben più gravi.
(Il Secolo XIX)
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BORGOSATOLLO. La disgrazia
martedì mattina
Muore in Romania stroncato da un infarto
Bruno Maestri era partito per una
battuta di caccia con amici
Gli amici cacciatori l'hanno visto
accasciarsi a terra mentre stava camminando insieme a loro. E' morto così
martedì mattina il 67 enne Bruno Maestri di Borgosatollo, stroncato da un
infarto. Si trovava in Romania insieme ad altri amici di Brescia per una
battuta di caccia. La sua passione.
Bruno aveva qualche problema cardiaco,
ma era costantemente sotto controllo. Pare che i familiari gli avessero
sconsigliato di fare quel viaggio in Romania, anche se si trattava di una
vacanza di svago, non certo di lavoro. Bruno, da sempre appassionato
cacciatore, per la prima volta aveva deciso di accetare l'invito degli
amici per una partita di caccia all'estero in Romania, meta di molti
cacciatori bresciani per la sua natura incontaminata che offre una
quantità di selvaggina inimmaginabile in Italia. Il gruppetto era partito
da Brescia con un aereo privato lunedì. Martedì mattina la prima battuta di
caccia e il malore che ha stroncato sul colpo l'imprenditore di
Borgosatollo.
Bruno era molto conosciuto e stimato in
paese. Insieme al fratello Giancarlo gestiva la rinomata falegnameria a
Castendolo, la «Falegnameria Maestri». Mobili e arredi di qualità, curati
nei minimi particolari, da artigiani di una volta. Ieri la moglie
Angiolina e due dei tre figli (Roberto, Piero ed Eugenio) sono partiti
per la Romania, per espletare le pratiche di rientro della salma. Il
fratello Giancarlo confida nel rientro in Italia per oggi e quindi la
possibilità di tenere sabato i funerali. Le autorità della Romania hanno
espletato a tempo di record le procedure, ad iniziare dall'autopsia per
accertare le cause della morte, dovuta appunto ad un infarto.
(BresciaOggi)
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Sfiorati dai pallini dei
cacciatori
Paura nella campagna cremonese, per un
episodio avvenuto ieri in tarda mattinata lungo il tratto di strada che
da Scandolara Ripa Oglio conduce sulla Provinciale per Ostiano.
Protagonisti involontari due uomini di Grontardo che, cogliendo
l'occasione della mattinata senza pioggia, sono usciti di casa: inforcata
la bici l'uno ed indossate tuta e scarpe l'altro, hanno iniziato a
percorrere quel tratto di strada. Tutto nella norma finché il primo
inizia a sentire degli spari ed immediatamente capisce che sono un po'
troppo vicini a lui; qualche colpo di pedale ancora e proprio lungo il
ciglio della strada, dietro alla siepe che la separa dai campi, spunta un
primo cacciatore col fucile sottobraccio mentre un secondo rimane poco
indietro con i tre cani. «Ho cercato di fargli notare la mia presenza
pronunciando qualche parola ad alta voce mentre iniziavo a pedalare più
in fretta per allontanarmi da lì», ha raccontato. Poco più avanti ecco
che si presenta anche il secondo uomo: i due si incrociano ed il primo lo
avvisa di fare attenzione perché dalle parti del cimitero ci sono questi
cacciatori prossimi alla strada. Uno scambio di battute veloce ed i due
si salutano proseguendo ciascuno per la propria strada, ma sulla sua
l'uomo a piedi incontra da molto vicino i pallini di una cartuccia
sparata da distanza ravvicinata. Dopo un primo momento di comprensibile
sbigottimento, lo spavento diventa indignazione ed il podista prosegue la
corsa alla ricerca di un telefono da cui far scattare la chiamata al 112
affinché qualcuno intervenga per evitare che alla prossima passeggiata
qualche ignaro passante non rischi di restare impallinato al posto di una
lepre o di un fagiano. (m.g.)
(La Provincia, Quotidiano di Cremona e
Crema)
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10 ottobre
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Cacciatore stroncato da un malore
Ferrara - Si è accasciato al suolo
improvvisamente, mentre si stava preparando ad una giornata di caccia con
l'amico di tante escursioni. Il malore, all'alba di ieri, è stato letale per
il 63enne Franco Zaccheroni, residente a Forlì in via Mazza, impegnato
nell'area del Delta del Po in una giornata di caccia al capanno insieme a
M.B., 56 anni, anche lui forlivese. I soccorsi non hanno potuto fare nulla
per aiutare l'uomo, il cui corpo è stato portato nella camera mortuaria del
cimitero di Massa Fiscaglia.
(Corriere Romagna)
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Cacciatore muore per malore durante battuta
al cinghiale
Corpo dell'uomo recuperato in dirupo a
Cappelletta Sant'Anna
(ANSAweb) GENOVA, 9 OTT - Un cacciatore
piemontese, Mario Aluffo, di 59 anni, di Masio (Alessandria), e' morto,
probabilmente per un malore, mentre partecipava ad una battuta al cinghiale
sui monti di Isola del Cantone (Genova). Il cadavere e' stato recuperato dei
vigili del fuoco. Sono stati gli altri cacciatori a trovare il corpo del loro
amico dopo che il cacciatore era sparito e non rispondeva piu' ai loro
richiami. L'uomo era sul fondo di una scarpata, in localita' Cappelletta di
Sant'Anna. L'esame necroscopico dovra' stabilire se sia stato effettivamente
un malore a provocarne la morte o la caduta nel dirupo.
(ANSAweb)
(AnsaWeb)
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L'incidente a Faverzano di Offlaga. Licenze
e permessi sono in regola
Cade nel capanno di caccia un colpo ferisce
il fratello
58enne di Villa Carcina raggiunto al
polpaccio. Guarirà in una trentina di giorni
Un 58enne in ospedale, il fratello di 54
anni a casa a ringraziare il cielo. Sono i protagonisti dell'incidente di
caccia che si è verificato ieri mattina in un capanno dietro al cimitero di
Faverzano di Offlaga.
I due fratelli erano a caccia nella Bassa. Nel capanno
era tutto in regola, così come le licenze per il porto dei fucili, la licenza
di caccia. In regola anche l'appostamento e la giornata scelta per cacciare.
I due fratelli, il 58enne vive a Villa Carcina, mentre
l'altro a Concesio, stavano sistemando alcune cose all'interno del capanno,
quando si è sfiorata la tragedia. Il fratello più giovane, mentre sistemava,
ha perso l'equilibrio ed è inciampato.
Dal fucile è partito un colpo che ha colpito il fratello
al polpaccio della gamba destra. Nel capanno sono stati attimi di estrema
concitazione. Il fratello che aveva fatto partire il colpo non riusciva a
capacitarsi di quanto stava succedendo, mentre il 58enne si lamentava per il
dolore e cercava di fermare il sangue che scorreva dalle ferite.
Benchè agitato il fratello più giovane ha chiesto aiuto
al 118. Dalla centrale operativa di Brescia è stata subito inviata
un'ambulanza nella zona di Faverzano.
I volontari del soccorso hanno prestato le prime cure
all'uomo ferito e hanno agito tempestivamente. L'uomo è stato caricato in
ambulanza che in codice rosso ha raggiunto l'ospedale di Manerbio. In pronto
soccorso i medici hanno verificato che l'uomo non era in pericolo di vita, ma
il colpo aveva comunque causato danni.
Il 58enne è stato ricoverato nel reparto di Ortopedia
dell'ospedale di Manerbio. I medici l'hanno giudicato guaribile in una
trentina di giorni. Del ferimento sono stati, ovviamente, avvertiti i
carabinieri della compagnia di Verolanuova, comandati dal tenente Paolo
Floris. Gli uomini dell'arma hanno appurato che i due fratelli stavano cacciando
regolarmente, rispettando e normativa e che si è trattato di un semplice
incidente che poteva anche avere conseguenze ben più gravi. Se il colpo fosse
partito a una differente altezza, le ferite avrebbero potuto essere molto
preoccupanti.
Quello di ieri è il primo incidente di una certa entità
che si è verificato nel Bresciano dal 18 settembre, dal giorno in cui si è
aperta la stagione venatoria.
Nove giorni fa, il primo pomeriggio di ottobre, un
cacciatore di Rovato era rimasto ferito mentre cacciava nelle campagne
dell'Ovest. Il cacciatore di Rovato si era presentato da solo al pronto
soccorso dell'ospedale Mellino Mellini di Chiari. Aveva solo ferite
superficiali: era stato colpito da alcuni pallini vaganti.
Non aveva nemmeno avuto bisogno di essere ricoverato, ma
era stata sufficiente una medicazione dei medici del pronto soccorso. Non era
stato possibile nemmeno stabilire la direzione da cui erano provenuti i
pallini.
L'incidente di ieri mattina è, dunque, il primo di una
certa rilevanza che ha coinvolto una delle 29.000 doppiette che dalla metà di
settembre affollano campagne e zone di caccia.
Wilma Petenzi
(BresciaOggi)
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Cacciatore ferito da un cinghiale
VALPOLCEVERA L'incidente nei boschi di
Gaiazza. La vittima è il gestore di una trattoria di Bolzaneto: guarirà in un
mese
La bestia, prima di essere abbattuta, l'ha
caricato e azzannato a una gamba
Alla fine è stato abbattuto. Ma ha venduto
cara la pelle quel cinghiale da 130 chili, con le zanne lunghe oltre dieci
centimentri, infuriato dopo essere stato braccato per oltre due ore dalla
muta di cani e dalla squadra di cinghialisti.La sua ultima carica è stata
contro il cacciatore che voleva sparargli il colpo di grazia. Gli si è
gettato addosso e lo ha ferito: prima lo ha azzannato passandogli il gambale
dello stivale da parte a parte, poi con le zanne ha cercato di lacerare il
muscolo. È accaduto ieri pomeriggio, in un roveto intorno a Gaiazza, in
Valpolcevera. Il cinghiale è morto, ucciso dal cacciatore; il cinghialista,
invece, è ricoverato al San Martino. Damiano Fazzari, 45 anni, residente a
Murta e titolare della trattoria I Monelli di Bolzaneto guarirà in una
trentina di giorni: i denti dell'animale hanno lasciato segni profondi e le
zanne un taglio di dodici centimetri. Per riacquistare la piena mobilità
della gamba è stato operato dai chirurghi del San Martino.
Le due del pomeriggio, nei boschi intorno a Gaiazza. È
da oltre cinque ore che i venticinque cinghialisti della squadra Genova 91
battono le colline della Valpolcevera. Alle sette del mattino stavano già
perlustrando la zona alla ricerca delle tracce degli ungulati. Alle nove la
battuta ha avuto inizio, i cani sono stati sguinzagliati dietro ai cinghiali.
Qualche ora dopo la Genova 91 aveva già abbattuto due animali. «I cani però
continuavano a puntare, c'era ancora un cinghiale. Ad un certo punto sono
entrato in una zona piena di spine e di rovi ed ho visto quel bestione: ho
sparato due volte e forse l'ho anche colpito. Lui è fuggito, i cani gli sono
andati dietro. Ho visto che un compagno di caccia ha sparato ancora da una
postazione fissa. Sentivo i cani che erano intorno al cinghiale e allora sono
sceso nella macchia per dargli il colpo di grazia. Ho sparato un colpo a
terra, per far allontanare i segugi. Ho fatto qualche passo, poi è stato un
attimo». Il racconto di Damiano Fazzari si fa concitato: è la sua avventura,
l'epopea che riempirà di chiacchiere le serate nella sua trattoria. «Il
cinghiale era ferito, è scappato per cinque o sei metri e poi si è fermato.
All'improvviso si è voltato ed ha caricato». Fazzari ha perso l'equilibrio ed
è caduto di schiena. Il grosso cinghiale lo ha azzannato al polpaccio sinisto,
poi lo ha infilzato con la zanna. «Loro fanno così, quando attaccano - spiega
il ferito - Per fortuna avevo ancora il fucile in mano ed ho sparato due
volte. L'ho visto crollare pochi metri dopo».
Fazzari è stato soccorso dai compagni, medicato dal medico
dell'automedica del 118 e traportato al San Martino. «Lo abbiamo portato
sulla strada, poi sono arrivati i soccorsi. Questa volta Damiano, che è un
cacciatore esperto, se l'è vista davvero brutta - dice Arnaldo Ferrero, 65
anni, carrozziere con la passione della caccia - I cinghiali sono pericolosi
quando caricano, infilzano e strappano. Lo fanno soprattutto coi cani, c'è
stato un anno che abbiamo speso 6 mila euro dai veterinari per far curare i
nostri segugi feriti».
Damiano Fazzari resta ricoverato al San Martino. Nella
tarda serata di ieri, i chirurghi lo hanno operato alla gamba sinistra.
Alessandra Costante
(Il Secolo XIX)
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Parte un colpo di doppietta: cacciatore
ferito dall'amico
La battuta di caccia organizzata da due
amici di vecchia data stava per trasformarsi in tragedia. Come tutte le
domeniche, anche ieri mattina i due, doppietta in spalla, si sono avventurati
nei boschi della Valchiusella, nel Canavese, alla ricerca di selvaggina. Ma,
complice il terreno reso scivoloso dalle pioggie abbondanti cadute nei giorni
scorsi, uno dei due cacciatori ha perso l'equilibrio ed e' caduto, lasciando
partire accidentalmente un colpo. La rosa di pallini si e' andata a
conficcare proprio nella schiena dell'amico, Diego R., di 38 anni.
Sotto shock, il compagno di caccia, che ha 50 anni, e'
riuscito a chiamare subito il 118: Diego e' stato trasportato d'urgenza al
Pronto Soccorso dell'ospedale Molinette, dove i medici l'hanno sottoposto a
un intervento chirurgico: ora e' fuori pericolo di vita. (M.M./ass)
(Leggo Online)
13 ott
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Muore nel capanno da caccia
ISEO - È morto in un capanno di caccia,
forse senza neppure avvedersene, nella serena tranquillità dei boschi, mentre
si dilettava con la sua passione preferita. Se n'è andato così, in
solitudine, Giuseppe Foresti, settantanovenne iseano (era nato nel 1925),
pensionato da tempo, ma ancora in buone condizioni di salute e soprattutto
particolarmente attivo in un periodo come quello della caccia, atteso, da chi
come lui aveva nell'anima questa passione, praticamente per tutto l'anno. Giuseppe
anche ieri mattina si è svegliato presto, prima del sorgere del sole, come
sempre nelle giornate in cui raggiungeva il capanno. Dopo aver caricato sulla
macchina le gabbie con i «richiami» ha raggiunto la località Navezze (poco
dopo Bosine), sopra Iseo, dove da moltissimi anni aveva il suo capanno. Aveva
da poco parcheggiato l'auto, aveva scaricato le prime gabbie e le ha portate
con sé nel casottino d'appostamento. E probabilmente proprio in quel momento,
prima di riuscire a finire l'operazione di scarico degli uccelli, è stato
colto dal malore che gli ha tolto la vita. Allarmata dal mancato rientro del
marito per il momento del pranzo, un ritardo davvero insolito, poco dopo
mezzogiorno la moglie Paola ha avvisato il figlio Paolo, che immediatamente è
partito verso la montagna. Ed è stato proprio lui ha trovare suo padre
riverso sul pavimento, ormai privo di vita. Giuseppe Foresti («Beppe», per
tutti, a Iseo) era molto conosciuto nel paese sebino. La notizia della sua
morte ed i particolari della tragica vicenda si sono ben presto diffusi tra
la gente, di bocca in bocca. L'uomo aveva già accusato, anni fa, problemi
cardiaci, ma sembrava essersi ripreso bene e, pressoché quotidianamente,
saliva fino al bosco per sistemare e curare al meglio la «posta», per
cacciare, o per coltivare il suo orto durante l'estate. La salma di Beppe
Foresti è stata ricomposta all'obitorio dell'ospedale di Iseo, i funerali
sono previsti per domani.
(Giornale di Brescia)
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Un vicentino ne avrà per almeno trenta
giorni. Ma chi ha sparato?
Colpito a un occhio da una fucilata
Ricoverato dopo l'incidente di caccia
(d. n.) Gilberto Crestanello non sa chi
ringraziare. Da qualche giorno è ricoverato nel reparto di oculistica del S.
Bortolo e la prima prognosi è di un mese. Un pallino di cartuccia sparata da
un cacciatore lo ha colpito molto vicino ad un occhio provocandogli una seria
e profonda ferita. I medici sono fiduciosi, ma lui è giustamente infuriato.
L'incidente di caccia, non certo il primo in questo
avvio di stagione venatoria, è accaduto l'altra mattina. Crestanello, 58
anni, che abita con la famiglia a Creazzo in via Carpaneda, è a sua volta un
cacciatore ed era partito di buon mattino per una battuta.
Mentre gironzolava alla ricerca di qualche preda, ha
sentito partire un colpo da non molto lontano e subito un forte bruciore ad
un occhio. Quando si è accorto che la mano appoggiata in viso per proteggersi
era piena di sangue ha capito di essere stato colpito ed ha dato l'allarme.
Crestanello è stato accompagnato con urgenza in ospedale
a Vicenza, visitato al pronto soccorso e immediatamente ricoverato in
oculistica. Fortunatamente il pallino non lo ha centrato dritto nella
pupilla, è stata una questione di millimetri. I medici lo hanno operato per
togliergli il piombino e gli hanno diagnosticato una lesione profonda. Ma
avrebbe potuto andargli molto peggio; dovrà restare qualche altro giorno in
ospedale, poi a riposo per almeno un mese.
Crestanello non ha idea di chi lo abbia colpito. La
dinamica è tutta da chiarire e non è da escludersi la possibilità, secondo i
famigliari, che il responsabile non se ne sia neanche accorto. Il ferito sta
valutando l'ipotesi di presentare una denuncia.
(Il Giornale di Vicenza)
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Cacciatore muore d'infarto durante battuta
al cinghiale
L'uomo lavorava come bidello nella scuola
media di Alassio
Albenga Tragica battuta di caccia ieri
mattina nella zona di Vellego, frazione di Casanova Lerrone. Rocco Buccina,
56 anni, è stato trovato privo di vita nei pressi di una radura dove era
appostato in attesa del possibile passaggio di un cinghiale. L'uomo,
forse,appena imbracciato il fucile, è stato colpito da infarto e si è
accasciato al suolo. Non vedendolo apparire sulla radura, nonostante le
diverse chiamate effettuate via radio dai compagni di caccia, l'uomo veniva
trovato e soccorso, ma senza risultato. Scattato l'allarme sul posto giungeva
una squadra del Soccorso Alpino di Savona che provvedeva al trasferimento del
cadavere alla camera mortuaria dell'ospedale di Albenga. Stando ai primi
accertamenti medico legali il cacciatore sarebbe stato stroncato da infarto
fulminante.
Rocco Buccina, vedovo da alcuni anni, viveva con i due
figli, un maschio e una femmina, a Ceriale, ma lavorava da tempo come bidello
presso la scuola Media "Ollandini" di Alassio. Appassionato di
caccia al cinghiale, faceva parte della squadra di Vellego, non perdeva
battuta e dall'apertura dell'attività venatoria, nonostante da un po' di
tempo accusasse forti dolori a un braccio, non si era mai perso d'animo. «Non
ho parole. E' una grave perdita anche per la scuola dove si prestava per
qualsiasi intervento soprattutto per la custodia e la perfetta manutenzione
della palestra». Così Loredana Nattero, preside della Media di Alassio, ieri
sera, dopo aver appreso la terribile notizia, ha ricordato il suo
collaboratore.
Rocco Buccina è stato rinvenuto cadavere in
località"Pozzi". Accanto a lui il fucile e la radio
ricetrasmittente accesa.
(Il Secolo XIX)
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Doppio intervento dell'eliambulanza al
Blumone e Passabocche
Cacciatore cade in montagna È in gravi
condizioni al Civile
È ricoverato in Seconda Rianimazione al
Civile di Brescia, in gravi condizioni, un cacciatore di Breno caduto ieri
pomeriggio in montagna, nella zona del monte Blumone, tra la Valcamonica e la
Valsabbia. La prognosi del ferito è riservata. Il cacciatore, che si trovava
in compagnia del figlio e di alcuni amici nei pressi del Passo del Termine, a
2300 metri di altitudine, sarebbe scivolato, finendo su una cresta che si è
sfaldata. Il cacciatore è caduto, insieme al terriccio, per molti metri a
valle, andando a finire su un masso in mezzo a un torrente. Sono stati il
figlio ed i compagni di caccia a chiedere l'intervento del 118 e del Soccorso
alpino della Quinta delegazione della Valcamonica.
Il recupero non è stato semplice. Gli uomini del 118
hanno dovuto faticare per individuare il ferito e anche per imbragarlo e
caricarlo sull'eliambulanza. Valerio Zani, coordinatore del Soccorso alpino
camuno, riferisce che il cacciatore ferito è scivolato da una zona innevata.
L'elicottero ha dovuto prima imbragarlo e trasferirlo con il verricello in
una zona meno impervia. Qui il medico della squadra di pronto soccorso
dell'eliambulanza (composta da cinque uomini) ha potuto prestargli le cure e
sistemarlo sulla barella, che è stata poi issata sull'elicottero. Poco dopo
le ore 16 l'elicottero del 118 è atterrato nella piazzola del Civile.
Subito dopo il pilota dell'eliambulanza è dovuto
decollare ancora per raggiungere il lago d'Iseo: da Passabocche, sopra
Pisogne, era richiesto un intervento per portare soccorso a una donna
cardiopatica che stava male. La donna che presenziava a una commemorazione -
si stava scoprendo una targa in memoria di una persona scomparsa - non poteva
essere raggiunta da un'ambulanza. Era troppo distante da una strada
percorribile da un tradizionale mezzo di soccorso. La signora non era in
pericolo di vita, ma aveva bisogno di essere soccorsa e controllata da un
medico al più presto, per evitare che le sue condizioni peggiorassero. Anche
in questo caso il soccorso non è stato dei più semplici, perchè
l'eliambulanza non è potuta atterrare: il pilota l'ha tenuta ferma mentre un
sanitario si è calato con il verricello. Poi la donna è stata imbragata e
caricata sull'elicottero. Il cavo è stato nuovamente calato e anche il
sanitario, sceso a terra per soccorrere la signora, è risalito in elicottero.
Quando tutti erano a bordo, il pilota ha potuto muovere l'eliambulanza e
volare velocemente in direzione di Brescia. La signora è stata portata in
ospedale dove è stata affidata ai medici del Pronto soccorso. Le sue
condizioni pare che non destino preoccupazioni.
(BresciaOggi)
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Incidente
È finita male la battuta di caccia per Ivo
Caola, albergatore di Campiglio. L'uomo ieri aveva programmato un'uscita
verso la val Nambrone in compagnia di alcuni amici di Campiglio. Una banale
scivolata gli ha provocato un forte dolore ad una gamba, tanto da rendere
impossibile proseguire la gita o anche tornare a valle. È stato lo stesso
Caola a chiedere aiuto al soccorso alpino di Campiglio. Il responsabile della
stazione, Adriano Alimonta, ha individuato con precisione il luogo dove si
trovava l'infortunato. Il gruppo era nei pressi di malga Valchestria, sopra
Sant'Antonio di Mavignola intorno a quota 1800 metri. Un recupero a piedi
avrebbe richiesto troppo tempo e così si è deciso di far intervenire sul
posto l'elicottero del 118. Il mezzo, dopo essere decollato da Trento, in
breve ha raggiunto il Brenta. Caola è stato caricato a bordo e trasferito in
ospedale per gli accertamenti del caso.
(L'Adige)
18 ott
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Scivola e resta dieci ore in un canale:
muore cacciatore
Nel Pavese, la vittima è un settantenne di
SeriateForse è scivolato per un malore, un infarto o un aneurisma durante una
battuta di caccia, ed è rimasto 10 ore in un fossato nella campagna pavese di
Corteolona. Vincenzo Vendola, pensionato settantenne di Seriate, è morto
sabato intorno a mezzanotte al policlinico San Matteo di Pavia, un paio d'ore
dopo essere stato ritrovato in gravissime condizioni.
Il pensionato era partito al mattino per una battuta di
caccia con un compagno, poi in tarda mattinata i due si erano separati, con
l'accordo di ritrovarsi a mezzogiorno. Non vedendolo, il compagno ha avvisato
i carabinieri. Per tutto il pomeriggio le ricerche non hanno dato frutto,
solo verso le 22 i volontari a cavallo della protezione civile sono riusciti
a trovarlo.
Il pensionato era supino in un fossato, poche decine di
metri dal luogo in cui avrebbe dovuto incontrare il collega. «Non aveva
ematomi o ferite - racconta l'amico -, si muoveva, mi ha stretto una mano
anche se non era cosciente. I medici hanno tentato di rianimarlo con un
massaggio cardiaco, poi è stato trasportato all'ospedale». Vendola, che era
nato a Bergamo ma da 40 anni viveva a Seriate, lascia la moglie e due figli.
E un altro cacciatore di 55 anni rischia di perdere un
occhio dopo essere stato colpito al volto da pallini di rimbalzo quasi
sicuramente contenuti nella cartuccia sparata da un compagno durante una
battuta a Bottanuco.
(L'Eco di Bergamo)
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Fuoristrada nel canale, muore cacciatore
Tragico incidente sull'Appennino forlivese,
la vittima un'80enne toscano
FORLI', (17 ott. 2005) - Un cacciatore
toscano, Bruno Bartolozzi, di 80 anni e' morto questa mattina sull'Appennino
forlivese annegando nel fuoristrada su cui viaggiava. L'auto è caduta nel
fiume Rabbi, in localita' San Zeno, nei pressi del comune di Premilcuore.
La vittima, residente a Pelago in provincia di Firenze,
era in una comitiva di cinque cacciatori tutti a bordo di un Toyota
fuoristrada. Il mezzo, nel tentativo di raggiungere un guado naturale, ha
imboccato una strada sterrata che costeggia il corso d'acqua che per le piene
dei giorni scorsi aveva eroso oltre un metro di terreno sotto alla sede
stradale.
Quando la ruota anteriore del mezzo ha raggiunto il
tratto piu' compromesso, la strada ha ceduto improvvisamente e il fuoristrada
e' caduto in acqua da un'altezza di circa due metri ribaltandosi. L'abitacolo
del mezzo si e' riempito d'acqua: quattro sono riusciti ad uscire, ma
Bartolozzi, che sedeva accanto al guidatore, non ce l'ha fatta.
(EmiliaNet)
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Cacciatore ferito da un compagno rosa di
pallini in faccia, occhio a rischio
Incidente di caccia nelle campagne di
Bottanuco, dove un cacciatore è stato colpito per errore da un compagno di
battuta e si trova ora ricoverato ai Riuniti di Bergamo. Rischia di perdere
un occhio. Il ferito è un 55enne di Bottanuco ed è stato colpito da una rosa
di pallini in faccia. Per soccorrerlo è intervenuto anche l'eleicottero e in
un primo tempo è stato trasportato al policlinico di Ponte San Pietro. Poi è
stato trasferito a Bergamo.
L'uomo era impegnato questa mattina con altri cacciatori
in una battuta alla lepre, nelle campagne intorno a Bottanuco.
Improvvisamente, però, è rimasto colpito da un colpo esploso da un compagno.
La dinamica dei fatti è ancora da accertare con precisione.
(L'Eco di Bergamo)
19 ott
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Rischia l'occhio per una fucilata
CESENATICO - Un incidente di caccia ha
contrassegnato e movimentato la mattinata di Sala, ai confini con il
territorio di S. Angelo di Gatteo.Un uomo è finito davanti ai carabinieri
della compagnia di Cesenatico per giustificare, mortificatissimo e sotto
shock, l'accaduto. Una ragazza di 31 anni è passata da "un giro per i
campi a caccia di rucola ed altre erbe" ad un letto dell'ospedale
Maurizio Bufalini di Cesena, dove è ricoverata nel reparto di Chirurgia
Maxillo Facciale con un pallino da caccia conficcato in un bulbo oculare.Il
tutto è accaduto attorno alle 10.30 quando stava per terminare la una
mattinata di caccia un uomo di 66 anni, residente a Sant'Angelo di Gatteo. Si
trovava, con alcuni uccelli da richiamo, all'interno di un capanno (nella
foto Zanotti) posto nelle campagne di via Staggi. Non è chiaro se dalla
distanza di una cinquantina di metri abbia confuso la trentenne per
selvaggina. Oppure (e questa pare essere la versione più accreditata) se
abbia effettivamente provato a sparare ad una lepre che correva per i campi
finendo per colpire (di striscio) al volto la donna. Fatto sta che gli
effetti del colpo di doppietta sono stati devastanti.Khaddous Ammouri, la
ferita, residente anch'essa a S. Angelo, bracciante agricola, è stata
centrata da almeno un pallino da caccia molto vicino ad un occhio.Il
cacciatore, appena ha capito cos'era successo, si è attivato per chiamare i
soccorsi e far intervenire in via Staggi una ambulanza di Cesena Soccorso. Di
lì a poco sul posto sono stati convocati anche i carabinieri di Cesenatico
che procedono per le indagini di rito.L'uomo, mortificato e in stato di shock
per lo spavento, ha deposto ai militari, raccontando in caserma la versione
dell'accaduto. Starà ora all'Arma di Cesenatico decidere quali imputazioni
muovere eventualmente a suo carico.La 31enne, arrivata in ambulanza al Pronto
Soccorso del Bufalini, dopo gli esami di rito è finita nel reparto di
Chirurgia Maxillo Faccciale dove i medici tenteranno di salvarle l'occhio
lesionato. La donna, malgrado non sia stata sciolta la prognosi, non è il
stretto pericolo di vita.
(Corriere Romagna)
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TROPPI CACCIATORI, GITA SCOLASTICA RINVIATA
Escursione scolastica sul Montello rinviata
per... caccia , con grande disappunto dei bambini della prima B della media
di Biadene di Montebelluna. La gita, programmata in un primo tempo per la
settimana scorsa sulle prese 18 e 20 del Montello, era stata rinviata a data
da destinarsi a causa delle piogge che violentemente si erano abbattute nella
zona e che avevano costretto i responsabili della scuola a posticipare anche
il test d'ingresso di educazione fisica in programma in quello stesso
periodo.
Viste le giornate di sole dell'ultima settimana, e
verificato che anche in questi giorni le previsioni meteo davano al bello, la
tanto sospirata escursione sul Montello dei bambini, muniti di scarponi,
zainetti e felpe, era stata stabilita questa volta per ieri, mercoledì 19. Ma
i genitori sono stati avvertiti con una nota fatta scrivere sui libretti
delle comunicazioni che tutto era nuovamente rinviato. Il motivo: il
mercoledì è un giorno aperto alla caccia e sul Montello i cacciatori sono
numerosissimi.
Pare che a dare l'informazione agli insegnanti sia stata
la mamma di un alunno che abita sul Montello e che conosce alla perfezione le
abitudini dei cacciatori. Repentino dunque il dietro front deciso dalla
scuola per non esporre i bambini a inutili rischi e magari a spettacoli di
prede abbattute, e ulteriore rinvio dell'escursione sul Montello che ormai le
"matricole" della prima B vedono come un miraggio. Il tempo però di
conoscere alle perfezione i giorni d'uscita dei cacciatori e dei loro cani e
questa tanto attesa gita, più volte rinviata, verrà sicuramente fatta. E'
quanto si augurano alunni e insegnanti.
Luciano Beltramini
(Il Gazzettino)
21 ott
NIMIS L'incidente l'altro ieri a Cergneu durante una
battuta di caccia al cinghiale. L'uomo è in ospedale
Cacciatore scivola e si spara al piede
Nimis
Un cacciatore di Nimis si è sparato accidentalmente
a un piede durante una battuta di caccia al cinghiale ed è finito
all'ospedale. È successo l'altro ieri pomeriggio nella zona di Cergneu.
L'uomo era in compagnia di un amico. Assieme stavano risalendo un pendio,
quando ha perso l'equilibro. Stava cadendo e il fucile gli è scivolato dalla
spalla. Per afferrarlo al volo, il cacciatore ha premuto involontariamente il
grilletto ed è partito un colpo che lo ha raggiunto al piede.
G.F., sessantunenne di Nimis, è stato portato in
ospedale a Udine, dove è stato accolto nel reparto di Ortopedia e sottoposto
a un intervento chirurgico. Il proiettile (la caccia al cinghiale viene fatta
con munizioni a palla) fortunatamente non gli ha provocato gravi lesioni. La
prognosi di guarigione è di una ventina di giorni salvo complicazioni.
Sull'infortunio sono in corso accertamenti da parte
degli agenti del posto fisso di polizia, i quali dovranno ricostruire la
dinamica dell'incidente per escludere eventuali responsabilità da parte di
altre persone. Il ferito, ad ogni modo, era a caccia regolarmente e ha già
chiarito di essersi sparato da solo accidentalmente.
(Il Gazzettino)
23 ott
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FARRA Incidente a Malga
Mezzomiglio, ferito il presidente della Riserva, dipendente di Veneto
Agricoltura
Cacciatore impallinato rischia la vista
Il colpo partito dalla doppietta di uno
dei due amici durante una battuta alla beccaccia
Farra d'Alpago
Poteva scapparci il morto, invece è finita con
un'impallinata in faccia, al petto e al braccio. E' successo ieri mattina
verso le nove durante una battuta di caccia nella riserva di Farra
d'Alpago. Vittima dell'incidente di caccia è Fabio Sperti, 41 anni,
presidente della Riserva di caccia e dipendente di Veneto Agricoltura, su
di un costone tra la Val Faldina e la Malga Mezzomiglio. L'uomo era con due
amici, Franco Ciprian e Gianluigi Bino, che fa il poliziotto.Il terzetto di
Spert, spesso insieme per coltivare questa passione, aveva iniziato una
battuta alla beccaccia verso le 7.30. Un'ora e mezza dopo è successo il
grave incidente, in località Prese. Come si fa in questo genere di caccia,
il cane da ferma stana l'uccello che sta molto in basso e le doppiette, di
solito in cerchio intorno all'area, sono pronte a sparare rapidamente. Non
è facile, tant'è che nel carnire c'era un solo esemplare. In questo caso la
dinamica è ancora al vaglio dei carabinieri della stazione di Puos
d'Alpago, intervenuti sul posto. Pare di capire che uno dei tre, Franco
Ciprian, di 62 anni, abbia sparato un colpo col suo fucile calibro 12
all'indirizzo della beccaccia mentre si trovava dietro Fabio Sperti senza
poterlo vedere a causa della vegetazione. «Non ho visto direttamente,
perché mi trovavo spostato - racconta Bino - ma il colpo sparato da Ciprian
è andato in direzione della beccaccia e probabilmente alcuni pallini, di
rimbalzo contro i rami degli alberi, hanno colpito Sperti che si trovava
forse a una ventina di metri più avanti».
Uno lo ha raggiunto nella parte alta del petto, vicino
al collo, un paio si sono conficcati nella mano destra, un altro paio sulla
guancia e uno nella regione dell'occhio. Il poveretto, sanguinante, è stato
subito soccorso dagli altri due, che hanno dato l'allarme. Sul piazzale
della Malga, non lontano dal luogo dell'incidente, dove Sperti è riuscito
ad arrivare non avendo perso conoscenza, è atterrato pochi minuti dopo un
elicottero del Suem che in quel momento si trovava a Belluno per
un'esercitazione di protezione civile. Era pronta a intervenire anche la
squadra dell'Alpago del Soccorso alpino. Il personale medico, al quale ha
raccontato di essersi ferito accidentalmente, gli ha riscontrato le ferite
e un pallino che sembrava essere entrato nella sclera dell'occhio. Il
paziente vedeva ombre. Gli sono stati somministrati farmaci di sostegno e
antidolorifici e subito è stato avvolto in una coperta termica, perché
aveva freddo, il suo corpo perdeva calore.
Al pronto soccorso dell'ospedale di Belluno i medici
gli hanno presto le prime cure prima di trasferirlo nell'unità operativa di
oculistica, dove più tardi è stato sottoposto a un intervento chirurgico
che è riuscito. Bisognerà vedere nei prossimi giorni se la vista tornerà
normale. Per ora la prognosi è di 30 giorni.
Flavio Olivo
(Il Gazzettino)
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Cacciatore colto da malore Soccorso
dei Vigili del fuoco
SASSOFELTRIO - La nebbia e le condizioni
impervie del terreno avevano reso difficile a tal punto il soccorso del
118, tanto da richiedere l'intervento dei Vigili del fuoco di Novafeltria
per soccorrere un cacciatore colto da malore.L'uomo, originario di Gradara,
si era recato a caccia insieme ad altri amici nella località di Fratte, nel
Comune di Sassofeltrio. Erano più o meno le 8.40 di ieri mattina quando
l'uomo si è accasciato a terra, colpito da un attacco cardiaco.Le persone
che insieme a lui si trovavano sul posto hanno subito chiamato i soccorsi
ma i medici del 118, non riuscendo ad attraversare il fosso al di là del
quale si trovava l'uomo, hanno chiesto l'aiuto dei pompieri arrivati sul
posto con un mezzo speciale, un Defender.Attraversato il fosso con una
barella hanno trasportato il cacciatore colto da malore sul loro mezzo e da
qui in ambulanza dove ha ricevuto i primi soccorsi.
(Corriere Romagna)
24 ott
GORIZIA
Incidente di caccia, si spara per errore ad un piede
Un cacciatore di Monfalcone (Gorizia), M.T., di 77
anni, è rimasto ferito ieri dopo essersi sparato accidentalmente ad un
piede mentre era impegnato in una battuta di caccia nella campagna di
Staranzano. Secondo quanto ricostruito dalla Polizia del Commissariato di
Monfacone, l'anziano, che si trovava in compagnia di altri due cacciatori,
è inciampato mentre stava camminando sul terreno accidentato di un campo di
granoturco
(Il Gazzettino)
25 ott
TRAGEDIA SFIORATA
Parte un colpo all'amico, rischia la vista
Incidente di caccia in Croazia tra corinaldesi.
Fernando Mazzatinti operato a Zagabria
di MATTEO BETTINI
CORINALDO - Rischia di perdere la vista a un occhio
per un incidente di caccia avvenuto domenica in Croazia. Fernando
Mazzatinti, 37 anni, è stato colpito da una parte della rosa di pallini
sparati dal fucile dell'amico che stava cacciando con lui, Gianfranco
Pascucci, anch'egli corinaldese. Ieri è stato operato all'ospedale di
Zagabria e la prognosi, al momento, resta riservata anche se l'uomo non
corre pericolo di vita.
I due erano partiti lo scorso fine settimana,
insieme ad altri appassionati della doppietta, dal porto di Ancona. Una
volta giunti a Zara si sono spostati una quarantina di chilometri all'interno,
in un'area boschiva molto ricca di selvaggina e abitualmente frequentata
dai cacciatori italiani. I due erano impegnati in una battuta quando dal
fucile di Pascucci, che con ogni probabilità è inciampato, è partito
accidentalmente un colpo da distanza abbastanza ravvicinata.
La rosa di pallini avrebbe potuto anche risultare
letale. Fortunatamente non è andata così, anche se una parte dei piccoli
proiettili ha colpito di striscio a un occhio Mazzatinti. Una volta
chiamati i soccorsi, caricata la vittima dell'incidente sull'ambulanza
giunta da Zara, dopo un rapido consulto medico è stato deciso di trasferire
il cacciatore corinaldese a Zagabria, a circa 250 chilometri dal luogo
dell'incidente, in un ospedale attrezzato per questo tipo di ferite.
Mazzatinti è stato subito operato all'occhio ed è
tuttora ricoverato nel nosocomio della capitale croata, mentre il suo amico
veniva sentito dalla polizia locale, che lo ha poi invitato a non lasciare
la zona pur non muovendogli al momento alcun addebito di carattere penale.
Si tratta di un incidente ma in casi come questi le forze dell'ordine
devono ricostruire l'accaduto nei minimi dettagli.
Mazzatinti lavora in un vivaio di piante in zona
Nevola. Pascucci, anch'egli di Corinaldo, è di professione muratore.
(Il Messaggero)
26 ott
L'INCIDENTE HA COINVOLTO DUE CORINALDESI
Operato all'occhio il cacciatore colpito in Croazia
Il racconto: «Stava usando la videocamera ed era
nascosto dai rovi quando l'amico ha sparato»
E' uscito dalla terapia intensiva dell'ospedale di
Zagabria dopo un delicatissimo intervento, Fernando Mazzatinti, il 37enne
corinaldese ferito accidentalmente venerdì scorso a un occhio da un colpo
di doppietta sparato da un suo amico, Gianfranco Pascucci. I due, infatti,
con altri conoscenti, si trovavano in Croazia già da alcuni giorni, avendo
scelto l'entroterra di Zara per una battuta di caccia. Ma nessuno si
sarebbe mai aspettato quanto poi accaduto.
«Fernando - racconta Emanuela Mencaroni, la
sorella della fidanzata di Mazzatinti - stava riprendendo lo scenario con
una videocamera, con sé non aveva nemmeno il fucile. Forse si era
allontanato dal gruppo o era semi-nascosto dalla fitta vegetazione, non so,
fatto sta che Gianfranco, avendo sentito il verso particolare di un
uccello, ha fatto fuoco colpendo al volto, seppur di striscio, il suo
amico. Il quale, per pura sfortuna, si trovava involontariamente sulla
traiettoria: una tragica casualità».
Che però rischia seriamente di far perdere l'uso
di un occhio a Mazzatinti. Per conoscere comunque le effettive conseguenze
di quanto accadutogli, sarà necessario attendere ancora l'esplicito
responso dei medici del nosocomio di Zagabria. «Sta reagendo bene -
continua Emanuela - Lo staff dell'ospedale sta provando a fargli muovere
qualche passo, chiaramente senza forzare troppo, perché è molto provato,
anche se ha espresso il desiderio di poter tornare quanto prima a
Corinaldo». Ora ci sono il fratello Claudio e la fidanzata Marinella con
lui, a tentare di infondergli coraggio e forza. Non la mamma Leondina né il
papà Giuseppe, medico in pensione, però, che ne stanno aspettando con
trepidazione il rientro a casa, pur rimanendo costantemente in contatto con
la Croazia. Intanto Gianfranco Pascucci si trova sempre a disposizione
delle autorità locali poiché, come avviene in questi casi, occorre
procedere con il massimo scrupolo per ricostruire la dinamica della
vicenda. Non gli è stato mosso però alcun addebito di carattere penale.
Fernando Mazzatinti lavora al vivaio Ortofiorito di Corinaldo, in zona Nevola,
una scelta, anche questa, dettata dalla sua passione per la natura.
Gianfranco Pascucci invece, anche lui di Corinaldo, è un muratore.
M.Bet.
(Il Messaggero)
28 ott
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ALFIANELLO
Cerca funghi e viene colpito da una
fucilata
Ha rischiato di morire mentre cercava
funghi colpito da una fucilata esplosa da un cacciatore che non si era
accorto della sua presenza.
Ferruccio Vecchi, 75enne residente ad
Alfianello in via Libertà è stato raggiunto da circa duecento pallini al
volto e alla spalla. Trasportato all'ospedale di Manerbio è stato
sottoposto a un delicato intervento chirurgico all'occhio. Il pensionato
non sarebbe comunque in pericolo di vita. L'episodio è avvenuto alle 15
nelle campagne di Alfianello. Ferruccio Vecchi stava perlustrando le
sponde di un fosso alla ricerca di chiodini. A circa venti metri di
distanza un 56enne del paese era impegnato in un battuta di caccia in
compagnia del nipotino. Dalla macchia di arbusti che circonda il corso
d'acqua è spuntato un piccolo volatile. Il cacciatore ha sparato senza
neppure imbracciare il fucile verso la preda che si trovava proprio sulla
traiettoria del cercatore di funghi seminascosto dalla sponda del
fossato. La rosa di pallino lo ha raggiunto in pieno alla spalla e al
volto.
L'anziano è stato immediatamente
soccorso dal cacciatore che lo ha accompagnato in automobile fino al
Pronto soccorso di Manerbio. n.s.
(BresciaOggi)
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Esplode il fucile, cacciatore
ferito
Un 49enne ufficiale della polizia
provinciale di Varese, appassionato di caccia, è rimasto ferito in modo
serio ad una mano dopo che ieri mattina, durante una battuta nei boschi
di Rodero, il fucile è esploso all'improvviso, forse a causa di un
proiettile difettoso. Il cacciatore ha avvertito con il cellulare i
colleghi della polizia provinciale di Como, esperti della zona.
All'arrivo dei soccorsi, sul posto sono giunti anche i mezzi del 118,
l'uomo era cosciente, ma sono apparse subito molto gravi le condizioni
della sua mano sinistra. L'uomo è stato trasportato all'ospedale
Sant'Anna dove è stato sottoposto ad un delicato intervento chirurgico
(Corriere di Como)
30 ott
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Fucilata accidentale:
cacciatore di Vestone ferito dall'amico
A PERTICA BASSA
PERTICA BASSA - Un incidente di
caccia, un colpo partito accidentalmente dal fucile ha raggiunto ad una
gamba il compagno di battuta che camminava al fianco. È accaduto nel
pomeriggio di ieri ad Avenone, frazione di Pertica Bassa. Secondo le
prime informazioni fornite dai carabinieri, un ventisettenne cacciatore
del luogo sarebbe inciampato mentre camminava a fianco di un
ventinovenne di Vestone. Nella caduta non sarebbe riuscito ad evitare
che un movimento scomposto facesse inavvertitamente partire un colpo
dal suo fucile. La rosa di pallini ha raggiunto l'amico all'altezza di
una gamba procurando una ferita piuttosto seria. In una situazione di
emergenza, è stato chiesto al 118 l'intervento dell'eliambulanza del
Civile di Brescia. Il cacciatore di Vestone è stato ricoverato
all'ospedale cittadino. Anche se grave, non sarebbe in pericolo di
vita.
(Giornale di Brescia)
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Cacciatore impallinato da un
collega
Borso del Grappa
Parte accidentalmente un colpo di
doppietta e viene ferito dai pallini. Il fatto è accaduto ieri
pomeriggio a Borso del Grappa durante una battuta di caccia fra amici.
All'ospedale di Castelfranco è finito E.D.Z., 50 anni, vicentino di San
Nazario, investito al volto e all'addome da una rosa di pallettoni. Le
sue condizioni, non gravi, sono stazionarie. E gli amici si chiedono
come sia potuto succedere questo incidente all'apparenza stupido ma che
poteva finire in tragedia.
L'uomo, insieme ad altri amici tutti
grandi appassionati dell'attività venatoria, avevano deciso di
effettuare una battuta di caccia nella zona di Borso. Dopo qualche ora
di caccia è successo l'incidente. Gli amici stavano camminando con i
fucili in mano in attesa di avvistare qualche volatile e i cani erano
poco più avanti quando da un fucile è partito un colpo in maniera
accidentale. La rosa dei pallini ha colpito anche E.D.Z. che era
proprio nella traiettoria. Immediatamente è stato soccorso dagli amici
che sono andati vicino a una casa nella zona di via Molini. Qui il
ferito è stato adagiato ed è stato dato l'allarme al Suem di Crespano
del Grappa. I medici in pochi minuti sono arrivati e hanno effettuato i
primi interventi. L'uomo infatti aveva sangue un po' dappertutto. I
pallini, quasi certamente più di una decina, l'hanno colpito al volto,
al collo ed al torace superiore. È stato trasportato all'ospedale di
Castelfranco. Ora è sta stabilire se qualche pallino ha colpito anche
la zona carotidea e la zona centrale del collo. Comunque le condizioni
dell'uomo sono parse discrete e se tutto andrà bene se la caverà con
qualche giorno di riposo. Sul fatto stanno indagando i carabinieri di
Crespano del Grappa.
(Il Gazzettino)
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