01/12/03

Bultei.
Colpito da un proiettile di rimbalzo, è grave
Sparano al cinghiale: giovane ferito alla testa
www.unionesarda.it/unione/2003/NZ0112/CRSO/SAS01/A01.html
Quando il cinghiale è sbucato dalla macchia, Giovanni Battista Manca ha
sparato. Un istante dopo, ha sentito un lampo di calore sulla tempia
sinistra e ha gridato: una scheggia di proiettile gli ha sfondato l’osso
temporale e gli è rimasta conficcata nel cranio. Da ieri pomeriggio l’uomo,
un allevatore di 31 anni di Bultei, è ricoverato in prognosi riservata nel
reparto di Neurochirurgia dell’ospedale civile di Sassari: dopo essere
rimasto a lungo cosciente, in serata ha perso conoscenza.
L’incidente si è verificato intorno a mezzogiorno e mezzo nelle campagne di
Su Pirastru, una zona impervia fra i comuni di Bultei e Pattada molto
frequentata dai cacciatori di cinghiali. Sarà necessario un approfondito
sopralluogo per stabilire chi abbia esploso il proiettile che, dopo essere
rimbalzato con ogni probabilità contro uno spuntone di granito, ha ferito
Giovanni Battista Manca: i carabinieri non escludono che sia partito proprio
dal suo fucile. Il giovane faceva parte di una compagnia numerosa, composta
soprattutto da gente di Bultei, ma anche da ospiti provenienti da varie zone
dell’Isola. La battuta era cominciata all’alba con la tracciatura: i
cacciatori più esperti, insieme ai cani, avevano passato al setaccio il
bosco per leggere le tracce delle prede e individuarne le zone di transito.
A quel punto avevano stabilito le poste, cioè i luoghi in cui si dovevano
appostare i gruppi di fuoco. In quello di Giovanni Battista Manca c’erano
anche suo padre e un medico campidanese, primo a prestare soccorsi e a
rendersi conto della gravità della ferita. Si sono sistemati sul ciglio di
una stradina di penetrazione agraria: dall’altro lato, braccati dai cani e
messi in fuga dalle urla dei battitori, sarebbero dovuti sbucare i
cinghiali. Per ore l’allevatore e i compagni sono rimasti in attesa sotto la
pioggia, gli occhi fissi sui cespugli. Intorno a mezzogiorno e mezzo,
finalmente, si sono visti venire incontro il primo cinghiale: partita la
scarica di fucilate, Giovanni Battista Manca ha gridato e si è accasciato.
Il medico che si trovava con lui ha subito chiamato il 118 e organizzato il
trasporto del giovane fino alla strada asfaltata. L’ambulanza ha
accompagnato il ferito all’ospedale Segni di Ozieri: qui, ancora lucido, è
stato sottoposto a una Tac che ha confermato la presenza del corpo estraneo
nella zona temporale. I medici hanno disposto il trasferimento a Sassari,
dove il giovane è arrivato in stato di semi incoscienza. Nel frattempo i
carabinieri della stazione di Bultei, agli ordini del maresciallo Giuseppe
De Negri, hanno effettuato i primi rilievi sul luogo dell’incidente e
raccolto le versioni dei testimoni.
 
Tertenia
Ferito durante una battuta da una fucilata
http://www.unionesarda.it/unione/2003/NZ0112/CRNP/NUO01/A05.html
Un ex agente penitenziario di Tertenia, Mario Leoni di 44 anni, è stato
ferito ad una coscia da una rosa di pallini nella mattinata di ieri, durante
una battuta di caccia nella Marina di Sarrala. La fucilata sarebbe partita
accidentalmente dall’arma del compagno di battuta di Leoni, Alessio Crobeddu
di 30 anni. Mario Leoni è stato accompagnato dallo stesso Crobeddu all’
ospedale di Lanusei dove gli sono stati estratti i pallini. Le sue
condizioni di salute non destano preoccupazioni ed è stato dimesso dopo le
cure. L’episodio è stato denunciato dai due ai carabinieri di Lanusei. (ni.
me.)

 

02/12/03

TODI
Cacciatore ferito ad una gamba durante una battuta al cinghiale
di LUIGI FOGLIETTI
http://ilmessaggero.caltanet.it/view.php?data=20031202&ediz=06_UMBRIA&npag=3
5&file=J.xml&type=STANDARD
TODI - Ancora un grave incidente di caccia. Ancora un uomo ha rischiato la
vita per dar sfogo alla sua passione venatoria. Ancora si è sfiorata la
tragedia durante una battuta di caccia al cinghiale, uno sport che si
pratica usando armi letali caricate a palla e molto pericoloso.
Solita storia. Venti amici, la classica squadra, immersi nel verde delle
campagne di Collazzone. Solito dispiegamento a semicerchio con fucili
puntati e pronti a sparare per abbattere il grosso animale.
Concitazione quando i battitori avvertono dell'arrivo rumoroso della preda.
Spari incrociati. E anche questa volta colpito, invece del cinghiale, un
giovanissimo cacciatore, S.B., 24 anni di Deruta.
Sembra sia stato raggiunto da un colpo di rimbalzo che lo ha ferito alla
coscia sinistra. Ma si può considerare fortunato. Subito soccorso dai
compagni di battuta e trasferito all'ospedale di Marsciano, dove gli hanno
estratto il proiettile: avrà bisogno di 20 giorni per guarire. I Carabinieri
di Collazzone e Marsciano sono intervenuti per ricostruire le modalità
dell'incidente: hanno identificato l'autore dell'involontario gesto e gli
hanno posto sotto sequestro l'arma.

 

04/12/03

Serravalle, malore durante una battuta
Cacciatore muore
www.corriereadriaticonline.it/articolo.aspx?varget=9E3A0327B31BF536F77FDFC88
BB3B2C7
SERRAVALLE DI CHIENTI - Una battuta di caccia tra i monti Sibillini, una
passione coltivata da tempo che ieri si è trasformata in tragedia per un
anziano cacciatore, Pierino Massaccesi, 77 anni originario di Potenza Picena
e residente in via Valle dell'Asola. Doveva essere una giornata di svago per
l'uomo, ma nelle prime ore del pomeriggio, mentre era nelle campagne di
Fonte delle Mattinate, all'improvviso ha accusato un malore e si è
accasciato al suolo. I compagni hanno dato immediatamente l'allarme al
servizio di emergenza sanitaria che ha allertato l'ambulanza di Colfiorito:
l'uomo è stato raccolto e immediatamente trasportato all'ospedale di
Camerino per cercare di strapparlo alla morte. Una pattuglia della polizia
stradale di Camerino che si trovava in servizio nella zona, ha scortato
l'automezzo per consentire di arrivare in tempo al pronto soccorso.
Purtroppo, però, ogni sforzo è stato vano: l'uomo ha perduto la vita poco
dopo. La salma è stata posta a disposizione dell'autorità giudiziaria, che
probabilmente entro oggi stabilirà se effettuare l'autopsia o se sarà
sufficiente l'ispezione cadaverica per chiarire le cause della morte.

 

 

07/12/03

Chi ha sparato è poi fuggito. Indagini della polizia per risalire all´autore
Cacciatore impallinato
Il giovane è stato colpito al lago di S. Colomba
Il cacciatore è stato ferito al volto
www.ladige.it/articoloHtml.asp?IDNotizia=337982
Un cacciatore si è presentato ieri mattina al pronto soccorso dell´ospedale
S. Chiara con una ferita al volto. Un pallino l´ha colpito mentre si trovava
nella zona del lago di S. Colomba. Fortunatamente la lesione non si è
rivelata grave ed è bastata una medicazione. «Non si vede niente, solo un
buchetto» - assicura lui. Quanto all´autore per il momento è rimasto
sconosciuto. Il cacciatore, infatti, non ha visto la persona che gli ha
sparato. Ha solo sentito il dolore al volto e quando si è portato la mano
vicino alla bocca si è reso conto che sanguinava.
Il fatto è accaduto in mattinata. Vittima Roberto Tononi di Civezzano. Il
giovane era salito nei boschi in cerca di qualche preda. Poco dopo avrebbe
dovuto andare a tagliare legna nel bosco vicino. In realtà quel lavoro non
l´ha mai iniziato. Quando è stato colpito era solo ed è probabile che i
cacciatori che l´hanno ferito fossero distanti. Lui infatti non è riuscito a
vedere nessuno. Ha anche urlato, chiesto aiuto. Ma niente. Dal bosco non è
arrivata nessuna voce. Quindi il giovane cacciatore è tornato a casa, si è
cambiato e poi ha raggiunto con i suoi mezzi l´ospedale.
Del fatto è stato subito informato sia il posto di polizia che gli agenti
della squadra mobile. Loro hanno raccolto il racconto del giovane che appare
credibile. La ferita è stata infatti solamente superficiale. Il pallino ha
sì colpito il volto del cacciatore ma non si è conficcato nella pelle. E´
schizzato via procurando un´abrasione. Per questo è probabile che l´altro
cacciatore che ha sparato fosse distante. Probabile che abbia sentito dei
rumori, qualcosa muoversi, e che abbia scambiato l´uomo per un animale.
Dubbio invece il fatto che poi non abbia sentito le urla del ferito.
«Purtroppo - spiega la vittima - chi ha sparato non poteva sapere se ero
ferito gravemente oppure solo in maniera leggera. Eppure nessuno si è fatto
avanti. Fortunatamente tutto è andato bene. Mi hanno fatto anche una
radiografia perché avevo paura che il pallino fosse rimasto all´interno del
labbro. Invece mi hanno assicurato che è solo una ferita superficiale».
...
INCIDENTE NEL BOSCO
Cacciatore ferito dal pallino «vagante»
Roberto Tononi, di Civezzano, è stato colpito di striscio al labbro
www.trentinocorrierealpi.quotidianiespresso.it/trentinocorrierealpi/arch_07/
trento/trento/an703.htm
CIVEZZANO. Ha sentito un colpo in lontananza. Questioni di poche frazioni di
secondo e un pallino ha colpito sul labbro superiore Roberto Tononi, un
giovane di Civezzano. Tononi (erano circa le 8 di ieri) si trovava nei
boschi di Santa Colomba. Anche lui si era concesso una mattinata con la
doppietta: certo non si aspettava di diventare involontaria preda.
Il pallino lo ha preso solo di striscio, nulla di grave. Il cacciatore
comunque è rientrato a casa sua e ha deciso più tardi di andare a farsi
visitare al pronto soccorso dell'ospedale Santa Chiara, temendo che il
pallino gli si fosse conficcato nel labbro. Gli accertamenti lo hanno
escluso e così il giovane di Civezzano se l'è cavata con una semplice
medicazione e l'immediata dimissione con una prognosi di guarigione di pochi
giorni.
Impossibile stabilire da dove fosse partito lo sparo e soprattutto chi
imbracciasse il fucile che ha fatto fuoco. Lo stesso cacciatore si è reso
conto che il colpo era partito da una certa distanza: si è guardato attorno,
cercando il «collega», ma non ha visto nessuno. A confermare questa lettura
della vicenda è il fatto che Tononi sia stato colpito da un solo pallino.
Fosse stato molto più vicino al punto da dove è partito lo sparo con ogni
probabilità l'esito dell'incidente sarebbe stato più grave. Non ci
dovrebbero comunque essere dubbi sull'accidentalità dell'episodio: si
trattava di un pallino «vagante».
Sul fatto, comunque, sono ora in corso accertamenti da parte della polizia,
informata dell'accaduto.
E' di poche settimane fa un incidente di caccia che è costato la vita ad un
uomo di 42 anni di Pomarolo, Mauro Pedrotti. Pedrotti (era il 17 novembre
scorso) si trovava in compagnia di tre amici quando dal fucile di uno di
loro è inavvertitamente partito uno sparo. Il colpo ha centrato in pieno
addome il quarantaduenne. L'uomo era stato soccorso con l'elicottero.
Nonostante il rapido intervento Mauro Pedrotti era deceduto poche ore dopo
il ricovero nell'ospedale Santa Chiara di Trento a causa della gravità delle
ferite.

 

08/12/03

FIRENZE
Cacciatore ucciso per errore
www.gazzettino.it/VisualizzaArticolo.php3?Codice=1652834&Luogo=Main&Data=200
3-12-08&Pagina=6
Un cacciatore di 51 anni è morto ieri alle 11 in un incidente di caccia
avvenuto nelle campagne di Pontassieve (Firenze). L'uomo, A. G., residente a
Tavarnelle Val di Pesa, era impegnato in una battuta di caccia al fagiano
quando è stato fulminato per sbaglio dal campagno.-----

 

09/12/03

DAL GAZZETTINO DI OGGI 9 DICEMBRE 2003 FIRENZE

Uccisi per sbaglio due cacciatori

http://www.gazzettino.it/VisualizzaArticolo.php3?

Un cacciatore di 56 anni, Leni Calvelli, di Greve in Chianti, è morto per

un colpo di fucile da caccia che lo ha colpito al collo. È accaduto ieri

nei boschi dove era impegnato con alcuni amici in una battuta al cinghiale

verso le 13,30. Domenica un altro cacciatore era stato ucciso in provincia

di Firenze durante una battuta di caccia: Andrea Guarducci, 51 anni, era

stato colpito alla testa nelle campagne intorno a Pontassieve da un colpo

di fucile sparato da un amico.

 

11/12/03

11 Dec 2003 10:20:05 +0100 (CET)

FIRENZE

Cacciatore ucciso per errore

http://www.gazzettino.it/VisualizzaArticolo.php3

Codice=1652834&Luogo=Main&Data=2003-12-08&Pagina=6&Hilights=cacciatore

Un cacciatore di 51 anni è morto ieri alle 11 in un incidente di caccia

avvenuto nelle campagne di Pontassieve (Firenze). L'uomo, A. G., residente

a Tavarnelle Val di Pesa, era impegnato in una battuta di caccia al fagiano

quando è stato fulminato per sbaglio dal compagno.

 

 

15/12/03

Cacciatore ferito da una fucilata esplosa dal nipote che sparava alla volpe
www.unionesarda.it/unione/2003/NZ1512/CRNP/NUO01/A03.html
Sparava alla volpe, ha colpito suo zio: è accaduto ieri mattina poco prima
delle otto nella campagne di Lorio, in agro di Magomadas, zona abitualmente
battuta per la caccia al cinghiale. Paolo Unali, trent’anni, ha visto la
volpe ed ha esploso un colpo dal suo fucile in direzione dell’animale. Ma la
rosa, allargandosi, ha colpito Giovanni Secchi, 53 anni, che proprio in quel
momento usciva da un folto macchione. L’uomo si è accasciato al suolo ferito
ad una mano ed al volto. Deve la vita solo al fatto che l’arma che ha
sparato era caricato a pallini e non a pallettoni. Concitati i momenti
successivi: fra i lamenti del ferito ed il comprensibile stato emotivo dell’
involontario feritore, Nanni Secchi è stato soccorso mentre perdeva
copiosamente sangue. L’uomo è stato caricato in auto e trasportato all’
ospedale di Bosa dove i medici gli hanno praticato le cure del caso e deciso
il ricovero in via precauzionale, nel reparto di chirurgia. L’incidente si è
verificato in un giorno di caccia grossa, con decine di appassionati attivi
in tutta la Planargia. Paolo Unali, cacciatore esperto, è residente a
Tresnuraghes mentre suo zio Nanni Secchi abita a Flussio. Per loro, un
giorno di caccia atteso tutta la settimana ha rischiato di finire in
tragedia quando il tiro del fucile del primo ha ferito il secondo. Caccia
grossa, battute al cinghiale, adrenalina e mille: ma tiro aperto anche alle
volpi, specie cacciabile in questa stagione in quanto ritenuta pericolosa
per gli agnelli. Paolo Unali ne ha visto una che tentava di scappare
sottraendosi alle doppiette dei cacciatori e ha sparato con una cartuccia
caricata a pallini. Nanni Secchi si è trovato sulla traiettoria ed ha
ricevuto la scarica. I carabinieri della stazione di Bosa comandati dal
maresciallo Rosario Lorefice hanno compiuto i rilievi. Per l’involontario
feritore le eventuali conseguenze penali passano in questo momento in
secondo piano: l’importante è che l’incidente non sia sfociato in tragedia.
Antonio Naitana
 
Morso dal cinghiale mentre è a caccia
www.leggonline.it/articolo.php?ediz=20031215&citta=FIRENZE&arg=CRONACA&artic
le=19I.inc
Un cacciatore di 55 anni di Greve è rimasto ferito ieri pomeriggio dopo
essere stato attaccato da un cinghiale che lo ha morso a una gamba. L’
episodio è accaduto durante una battuta di caccia in un bosco fra San Polo e
Strada in Chianti. L’uomo è recuperato dagli uomini dell’elisoccorso del 118
e del soccorso alpino e speleologico della Toscana. Sempre in elicottero il
cacciatore è stato trasportato all’ospedale di Careggi.

 

16/12/03

Incidente di caccia a Rettorgole
Sbaglia la mira e spara all’amico Guarirà in 15 giorni
www.ilgiornaledivicenza.it/ultima/oggi/cronaca/Eaa.htm
Vede l’uccello alzarsi in volo, e lo mira con il fucile. Alcuni pallini,
però, colpiscono l’amico che era uscito con lui a cacciare. L’incidente, che
poteva avere conseguenze molto più serie, è avvenuto domenica mattina a
Rettorgole di Caldogno. La vittima è il pensionato Antonio Basso, 67 anni,
che vive in città in via S. Antonino. Era andato a sparare, un hobby che
coltiva da tempo, oltre che con il fratello Bruno, anche con l’amico Luca
Basso - si conoscono perché le loro proprietà confinano -. Durante un
appostamento, in attesa del passaggio degli uccelli, i due fratelli si sono
posti da una parte; l’amico di fronte a loro. Quest’ultimo ha avvistato dei
volatili e ha sparato, senza pensare che quel colpo poteva avere altro
destinatario. Oppure un movimento brusco ha fatto sì che sbagliasse
completamente mira. Resta di fatto che alcuni pallini hanno colpito in pieno
volto Antonio, che si è accasciato a terra con il volto sporco di sangue.
Il pensionato è stato trasportato immediatamente al pronto soccorso dell’
ospedale di Vicenza, dove è stato medicato e gli sono state estratte le
schegge che si erano conficcate sotto la pelle del viso, senza entrare
troppo in profondità. I medici lo hanno giudicato guaribile in due
settimane.
«Sono cose che accadono andando a cacciare - commenta il fratello Bruno -,
per fortuna non è successo niente di grave. Certo che, quando l’ho sentito
urlare, ho preso un bello spavento».
 
Cuglieri
Ferito dal cinghiale
www.unionesarda.it/unione/2003/OR1612/PROR/ORI03/A23.html
Lui, il cacciatore, aveva il fucile ed era accompagnato dai suoi fidi cani
da caccia. Il cinghiale non era altrettanto attrezzato, ma evidentemente non
intendeva arrendersi facilmente e così una volta che si è visto marcato da
vicino, ha deciso di passare al contrattacco. Morale, cinghiale batte
cacciatore per parecchi punti a zero: quelli che i medici hanno dovuto
applicare a P. I. di Cuglieri al pronto soccorso del San Martino. Poteva
andare peggio per lo sfortunato cacciatore che oltre ai punti si è preso
anche qualche giorno di degenza nel reparto chirurgia dell’ospedale civile,
necessari per poter seguire la chiusura dei buchi lasciati dai denti del
cinghiale. Il fatto, un po’ particolare per il suo epilogo, si è registrato
domenica mattina alla periferia di Cuglieri, in una località dove gli
appassionati di questo tipo di caccia sono soliti recarsi per intrappolare
qualche buona preda. P. I., o meglio i suoi cani, erano riusciti a
intercettare un bell’esemplare di cinghiale. In quell’istante lo spirito di
sopravvivenza ha avuto il sopravvento, tanto che l’animale è partito prima
alla carica dei cani, che spaventati sono fuggiti, e poi ha dedicato le sue
attenzioni al cacciatore. Colto di sorpresa l’uomo non ha avuto la prontezza
di riflessi di sparare, magari solo per spaventare l’animale, che gli si è
avventato tra le gambe, roteando le sue zanne e dando di morsi. In qualche
modo pago, il cinghiale ha poi abbandonato la preda e se ne è tornato di
gran carriera al riparo della folta vegetazione. Per il malcapitato
cacciatore una grande paura e soprattutto le cure dei sanitari. (n. d. c.)
 

 

18/12/03

«Fucilate vicino a casa, ora basta»
I residenti di via De Gasperi denunciano i cacciatori: «È la terza domenica
che succede»
www.gazzettino.it/VisualizzaArticolo.php3?Codice=1664728&Luogo=Pordenone&Pag
ina=SAN%20VITO%20AL%20TAGLIAMENTO
San Vito al Tagliamento
A caccia di fagiani sotto le case. Si sono rivolti alla Polizia Municipale,
alcuni residenti di via De Gasperi, dopo che per diverse domeniche si sono
svegliati di soprassalto a causa dei colpi di fucile di alcuni cacciatori
che si erano avvicinati troppo alle abitazioni.
L'area in questione si trova nella zona di San Vito Nord, dietro la caserma
dei Vigili del Fuoco, tra l'ultimo tratto di via De Gasperi e via Cipressi,
la strada che porta al cimitero di Madonna di Rosa. «In questa zona spiegano
alcuni residenti ci sono sempre stati alcuni cacciatori che venivano a
sparare. Da un pò di settimane, però, si sono avvicinati sempre di più alle
case, tanto che le ultime tre domeniche, nelle prime ore del mattino, tra le
sette e le otto, ci siamo svegliati di colpo per il rumore dello sparo».
Un paio di cacciatori, infatti, si trovavano a pochi metri dalle abitazioni,
villette a schiera che si affacciano su un terreno agricolo oggi non
coltivato e dove dovrebbero essere costruite i nuovi alloggi progettato
dall'Ater e dall'azienda pubblica Edilizia Futura & Territorio.
Vista l'ora in cui si sono verificati i fatti (tra le sette e le otto del
mattino), la preoccupazione maggiore, secondo gli abitanti, è per la
sicurezza delle case e dei molti animali domestici, cani e gatti, che vivono
in questa zona. «Non vogliamo certo accusare tutti i cacciatori, continuano
in particolare verso i molti che rispettano le regole imposte e sono attenti
a non recare pericolo a terzi praticando la caccia. Ma verso coloro che non
tengono in considerazione le distanze di sicurezza, istituite appositamente
per evitare che si determinino situazioni di rischio». Secondo la
legislazione nazionale in materia, infatti, i cacciatori possono sparare due
giorni alla settimana, mercoledì e domenica, e sono tenuti ad attenersi a
distanze stabilite: 100 metri dalle case e 50 da strade e linee ferroviarie.
Ovviamente, c'è il divieto di puntare il fucile verso le abitazioni o le
infrastrutture viarie.
«Queste sono regole statali spiega Renato Monestier, direttore della riserva
di caccia di San Vito al Tagliamento che valgono per tutti. Ciò non toglie,
però, che ognuno di noi è responsabile delle azioni che compie e come tale
deve essere trattato. Come associazione sanvitese dei cacciatori,
promuoviamo il rispetto della legge con tutti i nostri iscritti. Se non
siamo noi i primi rispettare, non possiamo pretendere di essere rispettati».
Francesca Benvenuto

 

21/12/03

Uccide la moglie con una fucilata
TRAGEDIA Terribile escursione di caccia per una coppia di Ventimiglia. La
donna centrata alla nuca: inutili i soccorsi
«Il cane mi è saltato addosso per giocare ed è partito un colpo»
http://www.ilsecoloxix.it/Secolo_notizia01OK.asp?IDNotizia=145686&IDCategori
a=594
Ventimiglia Cade malamente a terra, probabilmente a causa di un balzo
improvviso del suo cane boxer. E con un colpo del fucile a pompa che teneva
in mano colpisce la moglie alla nuca e la uccide.
Questa la drammatica e terribile ricostruzione dei fatti fornita ieri
pomeriggio da amici e parenti di Claudio Ballestra, 47 anni, residente a
Torri. Che durante quella che doveva essere una tranquilla passeggiata nei
boschi alle spalle della frazione, sul lato destra del fiume Bevera, appena
superato un caratteristico ponte in legno, poco dopo le 15 e 30 di ieri, ha
freddato la moglie Anna Bellaria, 46 anni, originaria di Tunisi, sua
compagna da parecchi anni e madre dei suoi due figli.
Subito dopo i fatti, l'uomo, fratello del vicesindaco di Ventimiglia,
Giovanni, operaio specializzato, ha avuto la forza di chiedere i soccorsi,
chiamando alcuni colleghi della protezione civile di Torri, della quale era
uno dei volontari. Poi è crollato. I soccorritori, arrivati sul posto, hanno
immediatamente constatato che per la giovane donna, colpita a distanza
ravvicinata, dall'alto verso il basso in quanto precedeva il marito su un
viottolo scosceso, non vi era più nulla da fare. E si sono presi cura di
Claudio Ballestra, che durante il tragitto verso l'ambulanza è ripetutamente
svenuto. Dopo le prime cure del medico del 118 è stato accompagnato nella
caserma dei carabinieri di Ventimiglia alta, per la ricostruzione dei fatti.
«Una disgrazia - ha detto in lacrime il vicesindaco Giovanni Ballestra, tra
i primi ad accorrere sul posto - una terribile disgrazia. Tutta colpa di
quel cane...». Sul luogo della tragedia arriva anche Adriano Fornasier,
cugino del cacciatore. Poi un altro fratello di Claudio, Daniele: «Vado a
vedere come sta. Perché qui, conoscendolo, di persone ne sono morte due». E
alcuni compagni di tante battute di caccia: «Ero seduto al tavolo a giocare
a carte - racconta uno di loro. Intorno alle 4 è arrivato di corsa un nostro
amico, Benito Lo Bue. Mi ha guardato. Si è messo le mani nei capelli. E'
successa una disgrazia, continuava a ripetere. Claudio era uscito di casa
per fare una passeggiata con la moglie. Lo faceva spesso. Aveva portato il
fucile ed il cane. Ma non un cane da caccia. Un boxer, un cucciolone che
gioca sempre. All'improvviso pare che abbia visto un uccello, ha caricato il
fucile. Ma il suo cane gli è saltato addosso facendogli perdere
l'equilibrio. E' scivolato. Dal fucile è partito un colpo e ha preso in
pieno la moglie...».
In piazza a poche ore dell'incidente si è radunato tutto il paese. Sul posto
è accorso anche il presidente della Croce Verde Luciano Cosco. I
carabinieri, che ora coordinano le indagini ed il commissario di polizia
Salvatore Rossi.
-----
Incidente di caccia che non ha coinvolto un comune mortale.
http://www.lanuovasardegna.it/
Il presidente provinciale dell'I.N.P.S. di Sassari, Antonello Angius,
fratello del ben più noto Gavino - presidente dei senatori dei D. S. - è
stato gravemente ferito il 19 dicembre 2003 ad una mano da una rosa di
pallettoni partita dal proprio fucile nelle campagne di Bitti (NU).   E'
stato portato prima all'Ospedale civile di Ozieri, da dove, constatata la
gravità della ferita (rischia di perdere la funzionalità della mano), è
stato trasferito, grazie alla provvidenziale disponibilità di un'aereo della
Presidenza del Consiglio dei Ministri, ad una struttura ospedaliera
specializzata di Roma, dove infine è stato sottoposto ad un delicato
intervento di microchirurgia.

 

22/12/03

Monserrato
Cacciatore ferito alla schiena durante una battuta al cinghiale
www.unionesarda.it/unione/2003/NZ2212/CRCM/CAG01/A06.html
Sfiorato il dramma, in una battuta di caccia al cinghiale nelle campagne fra
Foresta Burgos e le sorgenti di Santa Lucia, fra Bono e Bonorva: Antonello
Pibiri, 38 anni, di Monserrato, è rimasto ferito al dorso da una pallottola
di fucile ed è ricoverato all’ospedale Santissima Annunziata di Sassari.
Il cacciatore era appostato insieme ai compagni quando, intorno alle 16,15,
è stato colpito alla schiena da una fucilata: il proiettile si è conficcato
poco sotto la scapola. I medici del 118 hanno raggiunto il luogo dell’
incidente e trasportato il ferito al pronto soccorso di Sassari a bordo di
un’ambulanza, hanno individuato il foro d’entrata ma non quello d’uscita:
Antonello Pibiri dovrà dunque essere sottoposto a un intervento chirurgico
per l’estrazione del proiettile. Il ferito, fanno sapere dalla centrale
operativa del 118, è sempre rimasto cosciente e non sono state notate
difficoltà respiratorie. La prognosi è riservata. Per il momento sarebbero
escluse lesioni ai polmoni, ma si teme per possibili danni alle vertebre.
La dinamica deve essere ancora chiarita. Sull’episodio sono in corso
accertamenti da parte dei carabinieri della compagnia di Bonorva,
intervenuti sul luogo dell’incidente dopo la segnalazione del 118.
Quello in cui è rimasto coinvolto Antonello Pibiri è il secondo grave
incidente di caccia avvenuto in questo mese nelle campagne della provincia
di Sassari: tre settimane fa, fra Bultei e Pattada, un allevatore
trentunenne di Bultei era rimasto ferito alla tempia da un colpo di
rimbalzo.
 
Uccisa per tragica fatalità
L'INCIDENTE Interrogato nella notte il marito che ha sparato alla moglie:
giudici convinti
Ora l'autopsia dovrà chiarire gli ultimi dubbi
www.ilsecoloxix.it/Secolo_notizia01OK.asp?IDNotizia=145950&IDCategoria=594
Ventimiglia. Verrà effettuata stamane, da un esperto dell'Istituto di
Medicina Legale di Genova, l'autopsia sulla salma di Anna Bellaria, 46 anni,
cognata del vice sindaco di Ventimiglia, Giovanni Ballestra, e uccisa dal
marito sabato pomeriggio mentre si trovava in località "Boschetti" di Torri.
Tutto dice che si è trattato di una disgrazia, di una tragica fatalità. I
risultati dell'autopsia saranno in questo senso fondamentali.
Al momento la pista seguita dagli inquirenti (e sostenuta dalla difesa) è
quella del tragico incidente. Claudio Ballestra, 47 anni, manovale, dal cui
fucile è esploso il colpo mortale diretto alla parte anteriore sinistra
della testa della moglie, è stato interrogato sabato sera, alla presenza del
suo legale, l'avvocato Giorgio Valfré, per oltre mezz'ora dal sostituto
procuratore della Repubblica di Sanremo Pescetto. Ballestra per ora è
indagato di omicidio colposo. L'uomo nell'interrogatorio tenutosi nella
caserma dei carabinieri ha confermato la dinamica dei fatti: e cioé che
sabato pomeriggio, com'era solito fare da quando si è aperta la stagione
venatoria, in compagnia della moglie Anna e dei suoi due cani, di cui uno da
caccia, ha deciso di andare in località "Boschetti" di Torri, zona rinomata
per trovare cinghiali.
Ballestra ha raccontato agli inquirenti che ad un certo punto il cane da
caccia ha avvistato qualcosa: lui allora ha imbracciato il fucile ed ha
puntato verso la possibile preda. Ma proprio nello stesso istante l'altro
cane, un cucciolo di boxer, lo ha spinto. Ed il movimento ha fatto sì che
dal fucile automatico partisse un colpo che ha raggiunto in pieno la testa
della moglie Anna che si trovava a solo un metro e mezzo di distanza. La
donna si è accasciata al suolo in una pozza di sangue: in mano, ancora un
sacchetto di cellophane che conteneva alcune erbe aromatiche appena raccolte
nel bosco come ogni sabato. Claudio Ballestra si è inginocchiato sulla
moglie, ha tentato di rianimarla, ha telefonato al fratello, alla polizia,
ai carabinieri. Ma a nulla è valso il tempestivo intervento dei soccorsi:
Anna Bellaria è morta subito dopo essere stata colpita.
La coppia, stando alle testimonianze raccolte dai carabinieri, era molto
legata e spesso condivideva hobby e passioni. Insieme, da anni, andavano a
caccia: lui per trovare cinghiali o volatili, lei per raccogliere le erbe da
cucina. Ed insieme si erano iscritti volontari nella squadra di protezione
civile del Comune. Una famiglia serena, come tante, due figli, uno di 29
anni e l'altro di 26, spezzata, come sembra, per una tragica fatalità.

 

 

Orvieto
Allerona, cacciatore ferito per sbaglio da un compagno

(Il Messaggero, 22 dicembre 2003)

ORVIETO - Nel pomeriggio di ieri un cinquantenne cacciatore di Allerona è rimasto ferito alla gamba sinistra dopo essere stato raggiunto da un colpo partito dal fucile di un compagno di battuta.

L' uomo è stato immediatamente soccorso dagli altri cacciatori che erano con lui e successivamente trasportato all' ospedale Santa Maria della Stella di Orvieto, dove è stato ricoverato con una prognosi di 30 giorni.

Secondo i primi accertamenti dei carabinieri, il cacciatore ferito si sarebbe imprudentemente spostato dal posto assegnatogli dal caposquadra finendo dunque nella traiettoria di tiro del compagno di battuta.

Sono in corso ulteriori indagini per ricostruire l'esatta dinamica dell'incidente. Sulla dinamica dell’incidente sono stati ascoltati i compagni del cacciatore ferito le cui versioni non presentano, almeno per ora, alcuna contraddizione. Spetterà poi al magistrato che detiene le redini delle indagini tirare le conclusioni.

 

 

27/12/03

Colpito da una fucilata a caccia
CALICE Drammatico incidente ma senza gravi conseguenze nell'ultimo giorno di
battuta al cinghiale
Lo salva il portamonete all'altezza dell'arteria femorale
http://www.ilsecoloxix.it/Secolo_notizia01OK.asp?IDNotizia=146957&IDCategori
a=593
Ha rischiato di essere ucciso da un compagno di caccia a poche ore dalla
chiusura della stagione venatoria. Antonio M., un cacciatore di 56 anni,
residente a Villagrossa nel comune di Calice del Cornoviglio, è stato
infatti raggiunto a una gamba, appena sopra il ginocchio, da un pallettone
per cinghiale. Pochi centimetri più su, all'altezza dell'arteria femorale, e
lo sparo poteva essergli fatale. Il colpo è partito accidentalmente dal
fucile di un componente della sua stessa squadra, impegnata nell'ultima
battuta al cinghiale dell'anno: la stagione si è chiusa proprio mercoledì,
giorno dell'incidente, avvenuto alle 14,30 nei boschi del Calicese.
Il caposquadra ha subito allertato il 118. Nel giro di pochi minuti sul
posto sono arrivate l'auto medica che presta servizio a Brugnato, e
un'ambulanza dei Volontari del soccorso brugnatesi. Dopo le prime cure
d'urgenza, l'uomo è stato caricato sull'ambulanza che lo ha trasportato sino
al campo sportivo di Calice al Cornoviglio. Qui ad attenderlo c'era
l'elicottero del'elisoccorso che dopo pochi minuti è atterrato all'aeroporto
del Cinquale di Massa, sede del servizio di elisoccorso.
Al Cinquale il cacciatore è stato trasferito su un'ambulanza all'ospedale di
Carrara.
Nonostante l'emorragia di sangue, le condizioni dell'uomo, titolare di
un'impresa edile, non erano gravi. La fucilata per fortuna non ha provocato
lesioni profonde e, soprattutto, ha mancato l'arteria femorale. In caso
contrario sarebbe stata una tragedia. Forse neppure il velocissimo
trasferimento in elicottero verso l'ospedale di Carrara, sarebbe riuscito a
salvare la vita del cacciatore.
La presenza del portamonete all'interno di una tasca sui pantaloni, proprio
sopra il ginocchio, forse, è stata provvidenziale ed ha, anche se di poco,
deviato o comunque rallentato la corsa del potente proiettile. Il ferito è
già stato dimesso dal nosocomio di Carrara.
Ricostruire l'esatta dinamica dei fatti spetta adesso ai carabinieri della
stazione di Calice al Cornoviglio e alla magistratura. Di certo non c'è
stata la volontà di colpire, ma bisognerà verificare se il fatto è dipeso o
meno da negligenza.
Di certo l'inicidente è apparso a tutti come un'amara beffa del destino: si
è verificato proprio negli ultimi minuti di questa stagione di caccia al
cinghiale.
E proprio alcuni giorni fa l'assessore provinciale alla caccia e pesca, Milo
Campagni aveva sottolineato che quest'anno, per la prima volta, non c'era
stato neppure un piccolo incidente di caccia. La sorte, purtroppo, ha voluto
sfatare le sue parole.

 

28/12/03

Va a caccia e si ferisce con il fucile non denunciato
http://ilmattino.caltanet.it/hermes/20031228/SALERNO/SALERNO/FAFE.htm
Parte un colpo dal suo fucile mentre è a caccia ma giunto in ospedale ai
sanitari che hanno dovuto medicarlo ha riferito di essersi ferito pestando
un petardo che poi è esploso. Una bugia raccontata il giorno di Natale da
Vincenzo L., 43 anni di Montecorvino Rovella, per non incappare in guai
giudiziari. Appena i sanitari del pronto soccorso dell'ospedale Santa Maria
della Speranza di Battipaglia, hanno iniziato ad asportare parte dell'alluce
del malcapitato cacciatore sono spuntati i pallini del colpo che lo avevano
colpito al piede. L'uomo non ha potuto più negare l'evidenza e si è scoperto
che non aveva pestato alcun petardo che era esploso e, quindi, si era ferito
così come aveva sostenuto appena giunto in ospedale. Il cacciatore la
mattina di Natale di buon ora con la sua auto aveva raggiunto le colline tra
Montecorvinio Rovella e Giffoni Valle Piana per una battuta di caccia ma
dopo i primi colpi sparati mentre stava controllando la sua arma da fuoco,
all'improvviso, è partito il colpo che lo ha colpito al piede. Il
malcapitato non ha perso tempo e si è fatto accompagnare da alcuni amici
all'ospedale di Battipaglia per farsi medicare la ferita ma quando ha dovuto
rispondere alle domenade dei sanitari che dovevano compilare il referto si è
inventato che si era ferito a causa di un petardo trovato per strada.
Vincenzo L. pochi giorni prima di Natale aveva consegnato il suo fucile da
caccia al padre e gli aveva chiesto di custodirlo senza però comunicare il
trasferimento dell'arma alla forze dell'ordine così come prevede la
normativa sul possesso delle armi da fuoco. Poi, dopo essersi ferito
Vincenzo L. ha pensato bene di non raccontare la verità e di farsi
ugualmente medicare senza tener conto dei pallini che evidentemente avevano
raggiunto il piede. Il cacciatore non è riuscito a farla franca e i
carabinieri dopo aver appurato cosa realmente era accaduto lo hanno
denunciato a piede libero insieme a suo padre C.L., 65 anni di Montecorvino
Rovella, ed hanno sequestrato l'arma da fuoco. Fortunatamente il malcapitato
cacciatore se la caverà con pochi giorni di prognosi.
 
VERBANIA
Ammazza il figlio con una fucilata dopo una lite
http://www.gazzettino.it/VisualizzaArticolo.php3?Codice=1673399&Luogo=Main&P
agina=ATTUALITÀ
Ha ucciso il figlio con una fucilata dopo l'ennesima lite. È accaduto la
scorsa notte in un'abitazione di Druogno, un paesino della Val Vigezzo, in
provincia di Verbania. La vittima è Giuseppe Cheula, 39 anni, muratore.
L'omicidio è stato commesso dal padre, Graziano, 75 anni, anch'egli
muratore, ma ormai in pensione. Secondo quanto hanno raccontato i vicini di
casa, fra i due, entrambi lavoratori pendolari nella vicina Svizzera,
esistevano da tempo dissapori per motivi familiari. La sera il tragico
epilogo. Poco dopo le 20,30 è scoppiata una accesa discussione. Ad un tratto
l'uomo ha afferrato il suo fucile da caccia ed ha esploso un colpo contro il
figlio che è stato centrato in pieno ed è morto sul colpo.
 

 

30/12/03

È alla rianimazione del Civico di Palermo
In fin di vita il diciottenne precipitato in un crepaccio
www.lasicilia.it/giornale/3012/trapani/tp02/a03.htm
I medici non nascondono la loro forte preoccupazione per le condizioni di
Andrea Barbera il giovane di 18 anni, di Paceco, caduto in un precipizio a
Montagna Grande nella giornata di domenica e che adesso si trova ricoverato
in coma al reparto di Rianimazione del Civico di Palermo. Il bollettino
medico di ieri ha sancito che il giovane è in fin di vita, ed i sanitari
stanno tentando il tutto per tutto per strapparlo alla morte. La caduta gli
ha provocato una frattura alla base cranica e una serie di disfunzioni
cardiache, per problemi insorti ad un'aorta.
Domenica Andrea Barbera con l'Elisoccorso è stato trasferito al Civico di
Palermo dopo che una squadra dei Vigili del Fuoco l'aveva recuperato nel
burrone dove era caduto. Secondo la ricostruzione, fatta grazie alla
testimonianza di un amico, Giovanni Pennello, che lo accompagnava e che è
riuscito subito a dare l'allarme per quanto successo, il giovane è caduto
per diversi metri nei pressi dell'ex cava Daidone. Con il suo amico stava
addestrando alcuni cani da caccia e forse inseguendo uno degli animali ha
messo un piede in fallo precipitando nel vuoto. Per recuperarlo sono
intervenuti i vigili del fuoco e gli specialisti della sezione speleologica
e fluviale. Una volta imbracato e recuperato il giovane, che era incosciente
e perdeva molto sangue, è stato portato a bordo dell'elisoccorso che era
stato fatto atterrare in una zona vicina. Operazione resa difficile dal
carattere impervio del terreno e dal forte vento.
A Palermo il ragazzo è giunto in condizioni disperate. Subito ha avuto
bisogno di una trasfusione e gli sono stati applicati alcuni punti di
sutura. Secondo i medici, le prossime ore saranno decisive per l'evolversi
del coma.
R. T.

 

02/01/04

venerdì 2 gennaio 2004

CORRIERE DELLA SERA

Tragedia vicino a Rieti: Paolo Lattanzi, 29 anni, faceva l’autista al Cotral. Si sarebbe dovuto sposare quest’anno

Spara contro il cinghiale, ma uccide l’amico

Il cacciatore si era nascosto dietro un cespuglio, è stato scambiato per la preda. La morte in ospedale

RIETI - Chiusura d’anno tragica per una squadra di cacciatori che aveva deciso di aspettare la notte di San Silvestro nei boschi del Cicolano, tra gli abitati di Grotti e Petrella Salto, a pochi chilometri da Rieti. Una normale ed autorizzata battuta al cinghiale, come tante in questo periodo. Ma intorno alle 11 quella che doveva essere una mattinata di divertimento si è trasformata in tragedia: Paolo Lattanzi, 29 anni, residente a Borgo San Pietro, è stato colpito all'addome da un colpo sparato da un suo compagno di avventura. Il cacciatore si era allontanato dal gruppo e aveva deciso di nascondersi dietro ad un cespuglio in attesa del passaggio della preda.

Nel prendere posizione ha mosso la vegetazione al punto da trarre in inganno l'amico (P.C., 33 anni), che ha esploso il colpo convinto di sparare a un cinghiale. Immediatamente ci si è accorti dell'errore fatale, il ferito è stato soccorso dalla squadra di cacciatori al completo, portato fuori dai boschi e trasportato dallo stesso compagno che lo aveva colpito al pronto soccorso del "De Lellis" di Rieti, dove la situazione è apparsa subito gravissima.

Il proiettile aveva colpito Paolo Lattanzi all'altezza di un rene, provocando danni irreparabili alla milza ed agli organi interni. I medici hanno tentato l’impossibile, ma dopo un'ora, durante l'intervento chirurgico d'urgenza, il ragazzo è morto per le conseguenze di una vasta emorragia interna.

Le indagini condotte dalla Squadra mobile di Rieti e dalla polizia scientifica sembra siano indirizzate verso la tesi della casualità: sono stati ascoltati tutti i testimoni presenti sul luogo ed il cacciatore che ha colpito e subito soccorso l'amico, ha raccontato i particolari, ammettendo l'errore personale. Sarà molto probabilmente accusato di omicidio colposo.

Paolo Lattanzi era molto conosciuto in zona. Autista del Cotral, quest'anno avrebbe dovuto sposarsi. Il fratello, Filippo, è assessore del comune di Petrella Salto, lo stesso nel cui territorio è avvenuta la disgrazia.

L'incidente ha fatto tornare d'attualità la polemica sulla regolamentazione della caccia al cinghiale adottata dalla Provincia di Rieti.

Il 27 settembre 2000 fu ucciso, con le medesime modalità nei boschi della Sabina, il guardiacaccia Simone Pitaffi, mentre solo due settimane più tardi fu Fabio Tagliaferri, muratore di Forano, a finire in ospedale per essere stato colpito ad una spalla dopo essere stato scambiato per un cinghiale.

Sulla questione è intervenuto Giancarlo Cammerini, del gruppo dei Verdi di Rieti: "La caccia al cinghiale è diventata un vero e proprio business, quindi più capi ci sono e più si guadagna. Bisogna limitare il potere di questa lobby e regolamentare un'attività che non può essere esercitata senza criterio, anche a scapito di vite umane".

Valerio Vecchiarelli