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Il deserto al di là della siepe
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Il laboratorio

 

Follonica: risposta di Susanna Poli...

Caro Gondrano...

Decisamente in questo periodo Gondrano non è all'altezza del suo compito. E' vero che siamo in una fase di ripensamento della struttura e dei fini del sito, e dunque in una fase di stasi ma ciò non giustifica che l'autrice di un testo i cui contenuti hanno ricevuto sulle nostre pagine delle critiche e che ci scrive per rispondere a esse veda pubblicata la sua mail con due mesi di ritardo e che chi ha formulato quelle critiche sia allo stesso tempo privata così a lungo dell'opportunità di confrontarsi con tale risposta e replicare a essa.
Non posso che scusarmi con entrambe le interlocutrici per la distrazione (tutta mia) che ha portato a questo disguido, cui spero con la pubblicazione di questa pagina, di aver rimediato per quanto possibile.

F. S.


Martedì, 31 Luglio 2007

Per caso ho letto sul vostro sito che una certa signora Valentina mi attacca personalmente e, in particolare, il mio lavoro che ho sempre svolto con serietà e dedizione. Per il momento mi sono dedicata ad altro ma dal 1 gennaio 2006 al 30 novembre dello stesso anno ho scritto sul Corriere di Maremma oltre 270 articoli senza che nessuno mai si permettesse di giudicare o criticare quello che ho scritto, peraltro, senza mai portare sulla carta le mie opinioni od esperienze personali.
Gli articoli in questioni li ricordo bene. In particolare quello in merito alla questione dei piccioni. Nè io, nè i miei intervistati abbiamo avuto l'intenzione di dir male di alcuna specie animale. Anzi. Il problema dei piccioni era solo stato sollevato in relazione alla probabile diffusione di malattie trasmettibili agli umani. Eh sì, cara Valentina. Perché capita anche questo, se Lei non lo sa,ed in particolare se certi fenomeni non sono tenuti sotto controllo. Ma vogliamo parlare anche dei molti cani che scorrazzano per la nostra bella città liberi e senza museruola? I cani, ovviamente, non hanno colpa. Alle volte però, LEi Valentina, grande conoscitrice del genere animale, saprà che l'istinto è più forte della razionalità. Con certi tipi di cani, poi, basta niente per suscitare la voglia di mordere. E i morsi, una volta dati, non si tolgono, specie a qualche bambino innocente.
Io, personalmente, amo ascoltare l'opinione di tutti. Ma trovo tremendamente scorretto fare nomi e cognomi di persone in relazione a qualcosa, parlarne male e non dar diritto di replica.
Confido nella Vostra buona fede e spero che la prossima volta starete più attenti,

cordialmente

Un caro saluto

dott.ssa Susanna Poli


 

...e a Susanna Poli

Martedì, 25 Settembre 2007

Gentile Signora,

mi spiace di rispondere in ritardo alla sua mail inviata sul sito di Gondrano e non avendo un suo recapito le scrivo qui con la speranza che possa leggere la mia controrisposta.

Forse sarò eccessivamente prolissa ma vorrei ribattere sulle sue considerazioni una sola volta poiché per ragioni di tempo e di importanza non vorrei alimentare ancora delle sterili polemiche. Sappiamo già che probabilmente alla fine dei fatti ognuna delle due rimarrà ancorata alle sue convinzioni. Lei si è innervosita perché abbiamo criticato ciò che ha scritto e le ha dato fastidio che qualcuno si sia permesso di farlo per la prima volta. Vede, nessuno ha inteso criticare le sue qualità di giornalista o di persona ma soltanto il contenuto dei suoi articoli. Questo non mi sembra un reato dal momento in cui la libertà di opinione e di espressione è costituzionalmente garantita, diritto che anche lei è libera di esercitare.

Ma veniamo al dunque. Le voglio citare testualmente alcune frasi tratte dal suo articolo sul Corriere della Maremma del 20/10/2006 dal titolo alquanto catastrofico: "Troppi cani pericolosi in giro. Sporcizia e aggressioni. Baragatti preoccupato per anziani e bambini". Veniamo subito al pezzo forte, oggetto di discussione: "non tutte le persone hanno familiarità con questo tipo di animali. Alcuni addirittura anziani e bambini possono provare una paura vera e propria di subire un’aggressione. E c’è molto di più. I marciapiedi della città sono continuamente bersagliati dalle deiezioni di molti cani e molti gatti". Ora mi dica lei se questo pezzo è assolutamente imparziale oppure se sono state espresse considerazioni personali. Per me è lampante che ci sono. E mi dica perché è stato intervistato soltanto il consigliere Baragatti e un cittadino terrorizzato senza che nessuno si sia preso la briga di chiedere come la pensa chi possiede un cane.

Quando si parla di sporcizia la colpa viene subito addossata ai cani. Nessuno nota che la pineta di Senzuno è una cloaca a cielo aperto costellata da escrementi umani con tanto di carta igienica ovunque e dove i rifiuti vengono gettati al suolo nonostante ci siano i cestini. Nessuno si accorge che il parco dell’Ilva viene altrettanto usato come latrina e come discarica di mattoni e rottami. Nessuno si accorge che in via Golino soggiornano spesso tre roulotte di elemosinanti che scaricano la fossa biologica nell’erba, che gettano i rifiuti per la strada, che campeggiano facendo grigliate tra gli arbusti e usando un furgoncino abbandonato come latrina (e che tra l’altro, cosa per me disgustosa, vendono cuccioli ancora da svezzare a 50 euro cadauno, spesso affetti da malattie che in pochi giorni li conducono alla morte). Ma questo è soltanto un piccolo spaccato di inciviltà nella nostra cittadina. Le chiedo quindi, signora Poli, il decadimento e la sporcizia sono totalmente da imputare ai cani, ai poveri ed incolpevoli gatti (che le ripeto fanno SEMPRE i bisognini dove li possono sotterrare e quindi non sui marciapiedi perché così li ha creati madre natura) oppure ci sono più che altro incivili a due zampe anziché a quattro?? Sicuramente tra noi ci sarà anche qualche maleducato ma le assicuro che sono tanti i proprietari di cani muniti di sacchetti che si comportano in modo corretto. Ora mi dica lei, come si dovrebbe sentire un proprietario che è solito portare il suo cane a passeggio, quando legge il suo articolo? Viviamo in una società dove la divulgazione delle notizie esercita un’influenza notevole sull’opinione pubblica, e certamente riportare notizie "eccessivamente gonfiate" ha spesso risvolti negativi, in questo caso verso chi ha come unica colpa quella di possedere un cane. Si signora Poli, perché se lei non lo sa, chi porta a spasso il suo cane è spesso sottoposto ad attacchi e vessazioni. Provi a chiedere a chi possiede un cane. Le racconterà che non è affatto facile e che alle volte quella che dovrebbe essere una semplice passeggiata col cane diventa un tafferuglio per motivi futili o inesistenti. C’è chi offende e chi attacca, specie gente di una certa età, anche soltanto perché ritiene che i cani siano animali inutili e che i loro padroni rappresentino "la rovina della società" anche se il cane non ha disturbato né arrecato danno alcuno. Viviamo in una città dove è più facile prendere una multa per un cane libero a pochi metri di distanza dal padrone, che per un cane relegato a catena corta sul terrazzo tutto il giorno o in un box lurido e fangoso con il cibo gettato per terra e un fusto di gasolio vuoto rovesciato a terra alla stregua di una cuccia e questo è un grosso paradosso. Una città dal paesaggio stupendo, vicina al mare e vicina a stupendi parchi di macchia mediterranea ma con tante persone che non sanno nemmeno che cosa sia la civiltà e il rispetto per il prossimo, specie per gli animali.

Tutti coloro che hanno parlato di aggressioni e di puro istinto hanno puntato l’indice in segno di condanna senza però indagare a fondo su come si sono svolte le vicende. Quando lei parla di un bambino innocente che ne ha fatto le spese probabilmente allude all’episodio accaduto nel giugno 2006. Lo sa che quando quel cane ha attaccato era legato al guinzaglio benché sprovvisto di museruola? E allora come la mettiamo? Il guinzaglio non è servito ad evitare la tragedia. Chieda pure alle persone che vivono lì nei paraggi e che hanno assistito alla scena, tanti si sono schierati dalla parte del proprietario del cane per condannare le ingiustizie che ha dovuto subire. Già perché il cane era un pitbull, aveva morso un bambino, il proprietario ha avuto precedenti penali. Un connubio perfetto per gridare al lupo e per bollare d’infamia a vita una persona e il suo povero cane, anche solo e soprattutto per sentito dire. Chi se ne importa se quel cane era reduce da un passato di sevizie e di maltrattamenti dal quale il proprietario l’aveva riscattata da appena venti giorni! Tolto questo episodio mi dica lei dove sono tutti questi cani pericolosi che attaccano l’uomo. Nell’Ilva ce ne sono diversi che da una vita sono abituati a girare liberi senza disturbare nessuno, perché da un giorno all’altro sono diventati cattivi? Dopo il fatto del giugno 2006 si è scatenata un’autentica psicosi, una vera caccia al mostro dove tutti i cani sono diventati un potenziale pericolo. Non pretendo affatto di essere, come lei sarcasticamente mi definisce "una grande conoscitrice del genere animale" (altro giudizio personale sparato senza poter sapere se lo fossi o meno), ma le posso dire che ho avuto la fortuna di crescere vicino agli animali, per questo ho imparato ad amarli e rispettarli. Sicuramente non avrò le competenze di un etologo o di un veterinario comportamentalista ma ritengo in tutta sicurezza di aver imparato qualcosa, nel mio piccolo ovviamente. Perché per CONOSCERE gli animali, al di là dei luoghi comuni e delle frasi fatte, occorre starci a contatto ed imparare a capirli. I cani ad esempio, hanno delle esigenze psicofisiche che un guinzaglio imposto perennemente durante tutta la passeggiata non può soddisfare. Ci sono luoghi dove esso è innegabilmente necessario e altri, come l’Ilva o nelle pinete, che ben si prestano ad una bella corsa in mezzo all’erba. A mio avviso ritengo che in questo caso si debba adoperare del buon senso. E io non ne trovo nessuno nel multare una persona che tiene il cane libero se questo non da fastidio e non importuna nessuno, perché ad essere colpiti da questa ondata di zoofobia sono stati i cani più mansueti e i padroni più attenti, coloro che da sempre hanno conciliato il rispetto per il proprio animale con il rispetto per il prossimo.

Vorrei parlare infine dei piccioni, animali che da sempre hanno popolato il parco dell’Ilva e il centro. Spesso li guardo mentre si tuffano nel fiume Petraia, un turbinio di suoni e di piume di diversi colori, e penso che quel posto sarebbe meno bello se non ci fossero loro. Li considero una parte di natura che è sempre presente e che riesce a sopravvivere nonostante la crescente urbanizzazione. Qualcuno si è lamentato, addirittura è stata fatta una petizione di cento firme per multare chi gli dà del cibo, perché sporcano le strade del centro e i monumenti. Il Comune ha già adottato provvedimenti per contenere la loro popolazione e per fortuna non ha adottato metodi cruenti . Non si registrano né si sono registrati fenomeni di malattie trasmesse ai cittadini, e comunque sia non siamo a Venezia, dove la popolazione di piccioni è sicuramente maggiore.

Tuttavia, leggendo i giornali, tra i quali anche il suo articolo, sembra che Follonica sia diventata lo scenario di un film alla Hitchcock come scrive Filippo, del quale condivido in pieno le parole. Tra l’altro l’Enpa, nel Tirreno del 14 /11/2006, ha definito ingiustificata questa preoccupazione verso questi innocui volatili.

Nella nostra Follonica questi poveri animali sono stati spesso impallinati in pieno centro e avvelenati in massa (vedi ad esempio Tirreno del 24/10/2006), un atto che tanti hanno condannato, perché tanti riescono ad accettare la loro presenza e ne riconoscono la bellezza.

Concludo dicendole che non saprei immaginare Follonica senza i suoi piccioni sui tetti e i suoi cani liberi nel verde perché così l’ho vista da quando sono nata, mancherebbe qualcosa di essenziale, esseri viventi che non danno fastidio e che non chiedono altro se non di essere lasciati in pace. In questo senso basta guardarsi intorno, ci sono tante città e luoghi a noi vicini che sono molto più avanzati ideologicamente, come il Parco della Val di Cornia, le sue meravigliose spiagge e le sue pinete nelle quali è consentito l’accesso dei cani, Piombino dove il sindaco ha messo a disposizione la stupenda spiaggia nel golfo di Baratti per i padroni con i cani al seguito incurante delle proteste di chi proprio non ce li voleva, oppure Grosseto dove ci sono aree per cani di sufficiente grandezza e dove non è succede tutto questo polverone malgrado ci siano numerosi cani che girano liberi anche nel centro.

Se queste mie parole saranno riuscite a farle capire il mio punto di vista e a far cambiare un po’ il suo, ne sarò ben lieta. I cani a spasso liberi per Follonica rappresentano un problema e un pericolo immaginario, ma ce ne sono tanti reali che dovrebbero essere affrontati con le dovute misure anziché preoccuparsi di cose così futili e banali.

Saluti

Valentina Cantini


Vedi anche: La deplorevole condizione dei cani a Follonica e Ancora Follonica