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Il deserto al di là della siepe
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Il laboratorio

 

La deplorevole condizione dei cani a Follonica

Caro Gondrano...

Lunedì, 2 Ottobre 2006

Caro Filippo,
sono Valentina da Follonica. Qualche anno fa hai potuto constatare di persone come tante persone del luogo sono abituate a tenere i loro cani. Al termine della tua visita scrivesti due articoli su Promiseland nei quali parlavi di "bidonville" dei cinghialai. Ebbene, da quel giorno nulla e cambiato... se non in peggio!!! E paradossalmente per chi tiene al suo fedele compagno e al suo benessere!!! Di recente infatti il sindaco ha emanato un'ordinanza, la n° 95/2006 nella quale si vieta la circolazione di cani senza guinzaglio in tutto il territorio comunale. Il Regolamento sulla tutela degli animali del 2002 prevede all'art.25 che debbano essere istituite aree verdi dove i cani possano correre e giocare liberamente ma ad oggi sono inesistenti nonostante siano trascorsi 4 anni. La perla finale è data da una delibera del 2005 che vieta la circolazione dei cani in tutto l'arenile della spiaggia del comune anche se muniti di guinzaglio e museruola. Nonostante questo i vigili in borghese stanno attuando dei raid punitivi in maniera capillare sul territorio per sanzionare chi ha l'unica colpa di tenere il cane slegato.
Di conseguenza, il padrone di un cane che vuole far fare del moto al suo cane e farlo giocare coi suoi simili sarà costretto a recarsi al di fuori del territorio comunale, pena multe salatissime. La ragione di tale ordinanza? Reprimere chi abbandona al suolo le deiezioni canine come se mantenere il cane al guinzaglio fosse la soluzione per problema. Si trascura però che le pinete sono invase da escrementi umani corredati da carta igienica, bottiglie di vetro rotte, vestiti in disuso, alimenti in decomposizione contenuti in sacchetti di plastica o gettati a terra, carte, cartoni, bottiglie di plastica, carogne di topi, gazze e piccioni in decomposizione. Forse la cacca di un cane fà più scalpore di tutto questo? Chi spiegherà ai numerosi cani che circolano liberamente nell'area ex -Ilva che da oggi in poi tutto questo sarà loro impedito per esigenze di decoro, igiene e di incolumità pubblica (ci tengo a precisare che nel Comune di Follonica che si sappia è stato registrato un solo caso di aggressione di un cane ad un bambino accaduta pochi mesi fa. Si trattava per altro di un cane che era stato salvato dall'attuale proprietario da persone che in precedenza lo tenevano in condizioni deplorevoli e lo picchiavano spesso, ma tutto questo naturalmente viene taciuto)? Come si sentiranno quei cani innocui e mansueti abituati da sempre a girare in compagnia del loro padrone senza guinzaglio? E' lecito punire una persona che ha l'unica colpa di amare troppo il suo cane per privarlo in tutto delle sue necessità etologiche e lasciare impunito chi, al contrario lo reclude in un minuscolo recinto non a norma di legge dandogli acqua putrida da bere e avanzi di cibo da mangiare??Visti i bei progressi compiuti dal Comune di Follonica in materia di tutela degli animali invito chi come te ama gli animali ed ha a cuore il loro benessere a scegliere un'altra località di vacanza semmai aveste deciso di optare per Follonica come luogo di sosta col vostro amico a quattro zampe. Ti sarei immensamente grata se tu potessi fare in modo che la notizia abbia risalto, tutti meritano di sapere.
Grazie

Valentina


Caro Gondrano...

Domeinca, 8 Ottobre 2006

Volevo anche dirti che stiamo organizzando, fortunatamente con successo, una raccolta di firme contro questa ordinanza. Martedì tra l'altro è uscita la mia lettera di protesta sul giornale "Il Tirreno". (...) Anche il Gruppo Bairo ha partecipato alla protesta, ma ovviamente il Sindaco fino ad ora non ha risposto!
Ho chiesto spiegazioni circa il nesso guinzaglio-deiezioni e alla fine ho scoperto che la ragione del guinzaglio è di prevenire episodi spiacevoli come quello occorso pochi mesi fa al bambino che fu morso dal pittbull. Ciò proprio grazie alle svariate interviste rilasciate dalla madre del ragazzino stesso, la quale, giova ricordare, colse l'occasione per disfarsi dei suoi 3 bassotti e del suo boxer adducendo come scusa che suo figlio da quella volta aveva paura dei cani e spedendo le povere bestiole al canile di Grosseto. A Follonica questo è l'unico caso che sia apparso sui giornali, facendo apparire Nikita (questo è il nome della pittbull) come un mostro sanguinario e tralasciando la sua storia vera.
Si trascura cioè che:
1) la canina è stata salvata dall'attuale proprietario in quanto i precedenti la picchiavano e non la facevano MAI uscire di casa,
2) è vero che al momento dell'aggressione era senza museruola ma il bambino nel giocare incautamente ha alzato le mani e forse lei ha interpretato questo gesto come intenzione di percuotere ed ha reagito. Quante aggressioni si potrebbero evitare se le mamme stessero più attente ai loro figli e insegnassero loro a non dare fastidio ai cani o a non avvicinarsi troppo ad un cane che non si conosce?
3) allo stato attuale la cagnina compie progressi, è molto più tranquilla e viene di volta in volta rieducata dall'attuale proprietario che adotta tutti i mezzi per evitare che si ripeta un caso analogo, mettendole sempre la museruola quando ci sono altre persone.
Con l'ordinanza 95/2006 in sostanza ci si vuole attaccare ad un UNICO caso che è successo a causa di una serie di spiacevoli fattori concomitanti, mandando vigili in borghese a fare intimidazioni e multe redatte semplicemente annotando nome e cognome e indirizzo su carta bianca (la multa vera e propria arriverà a casa tramite raccomandata) anzichè a mezzo verbale, privando l'interessato del sacrosanto diritto di contestare sul posto.
Questa è Follonica, questi sono la maggior parte dei Follonichesi che hanno richiesto a gran voce quest'ordinanza. Se interessa ti invierò anche gli articoli di giornale che parlano di questa ordinanza, i vari messaggi sui forum rilasciati da simpatici follonichesi che sembrano notare soltanto le deieizioni canine e tralasciare tutto il resto, e quant'altro. E' ora che la gente sappia, basta trincerarsi nel silenzio. Basta far apparire Follonica come una ridente cittadina tranquilla e pulita quando invece il marcio è sino alle fondamenta e la sporcizia lasciata dall'uomo ovunque. E' ora che soprattutto chi viene da fuori sappia, perchè chi vive qui ed è proprietario di un cane sa bene quanto si deve lottare spingendosi quasi fino alle mani per farsi rispettare, essendo spesso insultati soltanto perchè possessori di un cane, soprattutto se, come la sottoscritta, si possiede un cane di grossa taglia. Di questo passo finiranno per fare un'ordinanza dove ci priveranno del diritto di uscire coi nostri cani!
Al contempo invece, chi considera il suo cane come un peluche o peggio ancora un oggetto da usare e gettare quando non serve più, viene premiato, coperto da una coltre di menefreghismo. E intanto numerosi cani a catena corta, rinchiusi nei terrazzi o nei minuscoli recinti fangosi consumano la loro misera vita senza nessuno che faccia giustizia per loro. Ma lì, per il follonichese medio, è meglio guardare altrove. Occhio non vede, cuore non duole. E poi chi se ne frega, è soltanto un cane....questo chi ama gli animali, si sente spesso dire.
Saluti

Valentina Cantini


Follonica la ricordo bene. Quando si parla di cani a Follonica, per tacere del limitrofo comune gemello di Scarlino, la prima cosa da fare è riguardare queste sordide, miserabili immagini che dovrebbero costituire motivo di vergogna per tutti gli abitanti di quelle cittadine, sindaco in testa. Invito il lettore a guardarle con attenzione e a leggere i testi che le accompagnano prima di proseguire:

La bidonville dei cinghialai maremmani (prima parte)
La bidonville dei cinghialai maremmani (seconda parte)

Fatto? E ora passiamo alla successiva lettera di Valentina, cui sono allegati vari articoli di cronaca e pseudocronaca che ho voluto riprodurre integralmente e che ho montato in maniera volutamente "tendenziosa". I due a firma di Susanna Poli mi sono stati inviati su iniziativa di Valentina, gli altri li ho sollecitati io per abbozzare un quadro di quale sia la situazione reale in cui è immerso cotanto zelo degli amministratori e dei giornalisti locali. Intercalati in corsivo i miei commenti a questo non molto edificante florilegio.

Ma intanto, già che ci siamo, aggiungiamo a tutto ciò la lettera giuntaci quasi simultaneamente da Torvaianica che anch'essa ci dice molto sulla reale fonte dei pericoli per i cittadini, a due o quattro zampe che siano.

Pluto, vittima della caccia, chiede giustizia

Filippo Schillaci.


Caro Gondrano...

Domenica, 19 Novembre 2006

Caro Filippo, ti allego alcuni articoli di giornale che fanno molto riflettere, due dei quali relativi a fatti accaduti a Follonica nello stesso giorno e un'altro che riporto qui sotto e che ho letto proprio ora sul notiziario. (...)
Infine allego due articoli nei quali è lampante la zoofobia e il travisamento di fatti operato da giornalisti follonichesi.
NB: merita di essere letta l'intervista al Consigliere Baragatti sull'articolo della giornalista che si firma S.P. (Susanna Poli), la quale narra di escrementi di cani e di gatti che invadono i marciapiedi. Passi qualche escremento canino, ma i gatti non sotterrano sempre e comunque le loro deiezioni? O i gatti follonichesi sono una specie a sè stante che preferisce farla sui marciapiedi? Non contenta tale giornalista se la prende poi coi piccioni narrando di un'invasione che nella realtà appare inesistente. Ciao,

Valentina


Corriere di Maremma
20/10/2006

Sporcizia e rischio aggressioni, Baragatti (Ds) preoccupato per anziani e bambini
Troppi cani pericolosi in giro, arriva un regolamento

S. P.

Follonica - "Occorre un maggiore controllo specie da parte delle forze dell'ordine per i cani tenuti in libertà dai loro padroni negli spazi pubblici". A lanciare l'allarme, il consigliere dei Ds Nevio Baragatti e anche alcuni cittadini intimoriti ed esasperati dalla sempre più crescente presenza nella città di animali a quattro zampe, talvolta anche piuttosto pericolosi, senza guinzaglio e museruola. "Non è ammissibile - spiega un cittadino - che non si possa transitare liberamente in alcuni spazi pubblici, come ad esempio, l'ex Ilva o via Chirici, divenuti da tempo luogo di incontro di cani di grossa taglia, lasciati incustoditi dai rispettivi accompagnatori". Non tutte le persone hanno familiarità con questo tipo di animali. Alcune, addirittura, anziani e bambini, possono provare una paura vera e propria paura di subire un'aggressione. E c'è di più. Molti marciapiedi della città sono continuamente bersagliati dalle deiezioni di molti cani e gatti. La situazione esistente pare essere poco chiara dal punto di vista dell'interpretazione delle regole. D'ora in avanti, però, non ci saranno più scuse e alcun dubbio in materia di animali domestici perché, a breve, il consiglio comunale voterà un vero e proprio regolamento di igiene urbana, sanità pubblica e per la tutela del territorio. Per adesso tale vademecum è stato portato all'attenzione di due commissioni consiliari. "Sui cani - commenta il consigliere di Forza Italia Aldo Valenza - possono essere fatti tutti i regolamenti che si vuole, ma se dopo non ci sono i vigili urbani ad applicarli servono a poco. E' ovvio che la Polizia municipale, per motivi di lavoro, abbia delle difficoltà a seguire tali situazioni ma la realtà in essere è questa". Il regolamento, a breve in vigore, contiene tutte le norme che disciplinano la detenzione dei cani, come deve avvenire la raccolta delle deiezioni solide da parte degli accompagnatori, quando utilizzare museruole e guinzagli e come saranno le aree che l'Amministrazione sta individuando per lo sgambamento degli stessi animali. Tale documento contiene anche due articoli dedicati ai gatti e alle gattaie, coloro che, in altre parole, portano da mangiare ai felini randagi. Queste persone devono assolutamente lasciare pulite le aree dove i gatti sono alimentati, altrimenti potranno scattare delle sanzioni da parte del personale addetto al controllo. D'ora in avanti, dunque, nessuna scusa per chi non seguirà le regole. I cani, la legge lo ordina da tempo, devono essere tenuti al guinzaglio e soprattutto devono avere "idonea" museruola, anche se di piccola taglia. La legge parla chiaro. Adesso sarà compito della Municipale far rispettare tali norme.


La prima cosa che c'è da dire su un tale articolo è che si tratta di un esempio di pessimo giornalismo. Mi hanno insegnato che un buon giornalista deve sempre riportare le opinioni dell'una e dell'altra parte, ma qui vedo solo le opinioni di Baragatti e di "un cittadino". Mi pare che manchi qualcuno, ad esempio gli accompagnatori dei cani, i quali forse avrebbero da dire la loro, nonché il diritto di dirla. Niente paura, rimediamo subito. Poichè capita che anch'io sia un "accompagnatore di cani", benchè nel territorio di altri comuni, mi permetterò di parlare in loro vece.

«Allontani quel cane!» urlò il proprietario di un negozietto di Monteporzio Catone quando la mia volpina rallentò l'andatura passando davanti alla sua bottega. Motivo? Se ha rallentato è ovvio che lo ha fatto perché vuole urinare, proprio lì, davanti alla sua porta. Ovvio, no?
«Aaarghh!!! E' pericoloso!! E' pericoloso!!!», urlò al passaggio della volpina una donna anziana seduta su una panchina nella zona archeologica del Tuscolo, e giù calci (per fortuna andati quasi a vuoto). Motivo? Perché la volpina aveva in bocca un po' di cibo e, come tutti sanno, quando un cane ha in bocca del cibo è pericoloso, pericolosissimo. Ci sono cani che hanno compiuto veri e propri genocidi quando avevano in bocca del cibo. I volpini soprattutto.
«No! Via! Via!! Qui non ce lo voglio!!! Via o chiamo mio marito!», urlò un'altra donna anziana a Colonna quando la volpina, di passaggio, alzò lo sguardo (solo lo sguardo) verso un vecchio asciugamano che lei aveva steso ad asciugare sull'originale supporto costituito dallo specchietto retrovisore di un'utilitaria. E si precipitò verso il sacro panno per salvarlo dalla contaminazione.
Sottolineo che questi episodi, e molti altri analoghi, si sono verificati in luoghi pubblici e che in tutti e tre i casi la volpina era al guinzaglio. Non sottolineo invece, perché farei offesa all'intelligenza del lettore, l'insulsaggine delle motivazioni e la natura esagerata e molesta della reazione.

Ora, avendo ben chiaro in mente il significato della parola zoofobia usata da Valentina (paura patologica e immotivata di alcune specie animali), facciamo qualche considerazione di natura sia etica che sociale.
Innanzi tutto, i diversi vanno rispettati, soprattutto se la loro diversità è frutto di una condizione patologica o pseudo tale. Ma rispettarli non significa soggiacere a ogni manifestazione della loro sintomatologia, e soprattutto non alle più invasive e, a volte, violente.
L'omosessuale (non entro qui nel merito della natura patologica o meno di questa diversità poiché non è di questo che stiamo discutendo), l'omosessuale, dicevo, chiede semplicemente di essere rispettato come tale ma non ha la pretesa che anch'io lo sia. Lo zoofobo no, lo zoofobo pretende che l'intero universo si conformi alla sua percezione del mondo. Ebbene, questo non possiamo concederglielo.
Ora, sarà bene che si cominci una buona volta a dirlo: le zoofobie, anche quando non hanno carattere propriamente patologico, sono un problema sociale che sarà bene non sottovalutare, sia per il comportamento molesto di coloro che ne sono affetti, sia perché tali atteggiamenti riescono con crescente frequenza a farsi strada negli atti deliberativi delle istituzioni fino a creare in esse gravi storpiature che assoggettano le legittime esigenze di una maggioranza all'arbitrio di una minoranza non delle più sane e civili e creando con ciò un vero e proprio regime di apartheid.
Credo infine che non sia esagerato valutare che le ASL si facciano promotrici di indagini epidemiologiche su questo argomento, prima che il pullulare di tali situazioni sfoci in vere e proprie tensioni sociali. Ce ne sono già abbastanza.

Ma, si dirà, e i pericoli? L'aggressività? Ne abbiamo già parlato ai tempi dell'ordinanza Sirchia e non mi ripeterò. Noto invece, tornando all'articolo di S. P., che ella parla di persone che non «hanno familiarità con questo tipo di animali» e che possono (sottinteso: in conseguenza di ciò) addirittura «provare una paura vera e propria paura di subire un'aggressione». E qui si lascia sfuggire la verità: il movente non è un oggettivo pericolo ma la supposta paura di alcuni, non importa se motivata o no, di fronte a un altrettanto supposto pericolo. Appunto, l'ossequio alla zoofobia elevato a norma di legge.

Un'ultima cosa da commentare è uno strano vocabolo che appare a un certo punto: sgambamento. Tanto strano che inizialmente avevo pensato di essere di fronte a uno di quegli orridi neologismi che così spesso i giornalisti si inventano nel tentativo di essere originali. Il dizionario mi ha subito smentito: la parola esiste e indica l'atto del camminare in fretta. Ma rimane il dubbio sulla scelta del vocabolo, certamente non fra i più usuali. Perché non usare i più comuni passeggiata, camminata, uscita? Io non scriverei mai una frase come: «oggi la famiglia Poli è uscita di buon'ora per l'abituale sgambamento domenicale». Mai, a meno che... a meno che non volessi dare di essa un'immagine goffa, sgraziata, insomma sgradevole. Mi permetto di ipotizzare che sia questa la giusta chiave di lettura. Da parte mia, mai fatto nulla del genere ovviamente, non sono questi i miei metodi. Io preferisco i solidi argomenti, quelli di cui non ho visto traccia in questo articolo.


IL MATTINO (SALERNO)
19/11/2006

Uccide il cane che mangia i polli, denunciato

Luigi Falcone

provincia di Salerno - Uccide a fucilate il cane che ha mangiato due polli che cresceva con tutte le cure. É stato denunciato un operaio di cinquanta anni, V.P. di Nocera Inferiore, che ieri mattina si sarebbe reso autore dell'uccisione di un meticcio per futili motivi. Il tutto è accaduto in via Buscetto, nella zona periferica della città. L'uomo avrebbe scoperto che il cane che si trattiene nel piazzale dell'Autotrasporti Spinelli, avrebbe divorato due suoi polli. Di fronte a tale fatto, l'operaio cinquantenne ha deciso di imbracciare il fucile, regolarmente detenuto ad uso caccia, e ha sparato al cane, uccidendolo. Sul posto sono arrivati i carabinieri della compagnia di Nocera Inferiore dell'aliquota radiomobile, agli ordini del maresciallo Casentino. L'operaio è stato denunciato a piede libero, deferito alla procura della Repubblica di Nocera Inferiore per l'uccisione dell'animale, il porto del fucile e lo sparo in luogo pubblico. I carabinieri continueranno le loro indagini per un episodio che ha dell'incredibile. Nell~RAgro nocerino di episodi di maltrattamento su animali, fortunatamente, non se ne registrano che in casi sporadici e questo dell'uccisione del cane a fucilate fa venire alla mente tempi andati, quando un'economia contadina ed arretrata imperava nell'Agro nocerino. Evidentemente, V.P. ha agito in stato di ira e chissà se sapeva che in casi come quelli del cane che entra in una proprietà privata e mangia o uccide altri animali, si può essere risarciti dal proprietario dell'animale che ha compie la razzia. Nei prossimi giorni, il pm Sabrina Serrelli della procura della Repubblica potrà adottare i provvedimenti giudiziari conseguenti


E già che abbiamo parlato di aggressività, e ne abbiamo appena letto un esempio, ribadiamo qui le domande fatte a suo tempo al ministro Sirchia: quanti uomini durante l'ultimo anno sono stati uccisi dai cani? Quanti da altri uomini? E quanti cani infine dagli uomini? I numeri forse non li conosciamo tutti, ma li immaginiamo. E sono i numeri a dirci chi si deve guardare, e da chi.
Andiamo avanti, e passiamo dai cani ai volatili.


Corriere di Maremma
9/11/2006

I cittadini vogliono che il comune intervenga per liberare strade e giardini dagli escrementi
Invasione di piccioni, è allarme
Il centro è sommerso dai volatili. E la gente protesta
Via Roma è tra le zone più popolate dagli "odiati" uccelli.

Follonica - In giro per la città ci sono troppi piccioni che sporcano. Il monito è stato lanciato da un gruppo di cittadini che gradirebbe, da chi di dovere, un controllo più attento di questa specie di volatili. Chiunque si sia trovato negli ultimi tempi a passeggiare per le vie della città del Golfo, avrà sicuramente notato che in molte delle vie principali, si muovono liberamente raggruppamenti di piccioni che non sono per nulla spaventati dalla presenza delle persone. "Arrivano in picchiata - racconta un cittadino - e talvolta sono gli individui che devono schivarli per evitare di essere colpiti". Le zone centrali più frequentate dai volatili in questione sono via Roma, il giardino di fronte al palazzo comunale e quellod avanti all'ex cinema "Tirreno". "I piccioni - spiega una signora - sono portatori di malattie come la tubercolosi e quindi possono diventare anche pericolosi per le persone, soprattutto per i bambini che frequentano il parco giochi della città". Gli unici a non lamentarsi di questa convivenza sembrano essere proprio i piccioni che scorrazzano tranquillamente per la strada e si lasciano anche fotografare senza problemi. Il regolamento di igiene urbana, sanità pubblica e veterinaria e per la tutela del territorio, recentemente approvato dal consiglio comunale, riserva all'argomento piccioni, l'intero articolo 12. Questo significa che anche l'amministrazione comunale sembra avere a cuore la questione sottolineata da alcuni cittadini già in passato. Prima di tutto, nel regolamento che entrerà in vigore il prossimo gennaio, si legge a chiare lettere che "è vietato somministrare nonchè disperdere o abbandonare nelle strade, piazze o altri luoghi pubblici del centro abitato, cibo ed alimenti". Di seguito, al fine di salvaguardare le strutture architettoniche della città dal guano dei piccioni e di altri volatili, il regolamento, specifica che "i proprietari di fabbricati devono provvedere alla chiusura delle aperture che possono rappresentare un habitat ideale per la nidificazione dei volatili, nonché alla tempestiva pulizia del materiale fecale e piume". L'ente locale, dal canto suo, avrà il compito "di controllare i siti di nidificazione dei piccioni, adottando sistemi di dissuasori chimici o meccanici reperibili sul mercato, nonchè attivarsi tempestivamente per la pulizia di tutte quelle aree pubbliche, dove si registra la forte presenza di materiali fecali, terreno di coltura di microrganismi patogeni". Insomma, d'ora in avanti, pare proprio che i piccioni, ospiti della città, avranno una vita più difficile. Rimane solo da aspettare di vedere la reazione di questi animali di frotne a tutti i tentativi dell'uomo di mandarli via. Forse, si adatteranno anche alla nuova situazione e troveranno il modo di continuare a frequentare le vie della città noncuranti di chi, invece, li vuole allontanare.

Susanna Poli


Riecco dunque la nostra giornalista, questa volta alle prese con i piccioni. Ma chi sarà mai a dire la verità? Lei, che descrive una situazione tipo Gli Uccelli di Hitchcock, o Valentina che dà l'invasione per inesistente? Io, non abitando a Follonica, posso decidere solo "su base indiziaria" (si dice così, mi pare). Soffermiamoci sul racconto del solito "cittadino" (lo stesso dell'articolo precedente?) che ha per protagonisti piccioni kamikaze che "arrivano in picchiata e talvolta sono gli individui che devono schivarli per evitare di essere colpiti", immagine che sembra proprio tratta dal film di Hitchcock e che pertanto non brilla per verosimiglianza, ed ecco trovato un indizio utile. Da parte mia, ho vissuto molti anni in un'altra città toscana dove i piccioni abbondano: Pisa, ma non mi sono mai trovato a subire simili assalti. Ricordo anzi che lì si era creato perfino una sorta di tacito accordo fra i piccioni e i baristi: i primi entravano liberamente e passeggiando... pardon, sgambando fra le zampe... pardon, gambe dei clienti becchettavano le briciole che essi lasciavano cadere risparmiando così ai baristi la fatica di spazzare. Simbiosi si chiama.
Nessun pericolo dunque? Nemmeno per idea: "I piccioni - spiega una signora (laureata in medicina? - N. d. R.) - sono portatori di malattie come la tubercolosi e quindi possono diventare anche pericolosi per le persone, soprattutto per i bambini che frequentano il parco giochi della città". L'ho domandato mille volte e lo domando ancora: quanti morti quest'anno per tubercolosi e malattie affini diffuse dai piccioni? Perché nessuno mi risponde? Eppure se il pericolo è così grave non dovrebbe essere una domanda difficile. Non si vuol diffondere il panico con cifre da peste manzoniana? Ecco, non può essere che così: non si vuol diffondere il panico.


Sindaco di Sassetta (LI) muore durante una battuta di caccia
Sabato, 09 dicembre 2006

Il sindaco di Sassetta Fausto Lorenzelli, e' scomparso oggi all’età di 53 anni poco prima delle 14 dopo essere stato raggiunto alla testa da un colpo di fucile durante una battuta di caccia al cinghiale.

Il primo cittadino del piccolo centro collinare della Val di Cornia, stava partecipando a una battuta di caccia insieme a degli amici. Sull' episodio stanno indagando i carabinieri. Da quanto si e' appreso, Lorenzelli si trovava insieme ad altre persone a Pian delle Vigne, una zona boschiva del comune di Sassetta, quando e' stato raggiunto da un colpo di fucile alla testa sparato da uno dei partecipanti alla battuta di caccia. Lorenzelli e' morto sul colpo.

Fausto Lorenzelli oltre al ruolo di Sindaco che ricopriva dal 14 giugno del 2004, aveva la delega per la programmazione ed il bilancio nella giunta del Circondario, del quale seguiva da vicino la programmazione delle varie attività e gli aspetti finanziari. Lascia la moglie e due figlie alle quali vanno le più sentite condoglianze del Bazar Etrusco.

www.bazaretrusco.it


Consentitemi una piccola digressione, per notere che nella stessa pagina web è presente la seguente pubblicità, evidentemente ritenuta "attinente" (cinismo della serie «gli affari sono affari» o clamorosa gaffe da gestione automatica dei siti web?):


caccia al germano reale
azienda ATV a Guasticce (LI) 2 laghi per la caccia al germano

Abbigliamento caccia
Qui All'Asta A Partire da 1 E. Registrazione Obbligatoria e Gratis

Caccia in Kirghizistan
Safari di alta montagna


Chi mi conosce sa che dei mille contesti che sarebbe possibile usare come elemento di paragone (devianza giovanile, microcriminalità eccetera), il mio preferito è l'impatto sociale della caccia. Non perché io sia fissato, ma perché esso è il meno frequentato e allo stesso tempo uno dei più gravi per la quantità di popolazione coinvolta. Quello dunque di cui c'è maggior bisogno di parlare. Ecco a voi dunque giusto un paio di casi che possano darvi una vaga idea di cosa accade intorno alla giornalista del Corriere di Maremma e ai consiglieri comunali di Follonica mentre loro si occupano di cani e piccioni. Un po' di senso della realtà forse da parte loro non guasterebbe.


La Nazione
Venerdì 17 novembre 2006.

Diverbio violento con pistola e fucili: la parola passa al giudice
Cacciatori invadenti entrano in un fondo privato. Il proprietario li allontana "a mano armata".

Follonica - Cacciatori "invadenti" minacciati con la pistola in pugno dal proprietario del terreno per invitarli ad andarsene. E' accaduto a due follonichesi, padre e figlio, che avevano deciso di andare a caccia nel verde della Marsiliana, alle porte di Massa Marittima. In auto, hanno imboccato una strada secondaria e parcheggiato in un'area privata, incuranti del divieto d'accesso: appena scesi dalla macchina, però, è arrivato il proprietario del terreno che li ha bruscamente invitati a scegliersi un altro posto. Di fronte al fermo rifiuto dei due follonichesi, e anche a qualche parola di troppo, l'uomo si è allontanato per poi tornare subito dopo, armato di una pistola: e stavolta di fronte all'arma (non si sa se carica o meno), padre e figlio sono stati costretti a un precipitoso dietrofront. Ma non è finita lì. Il poco edificante episodio avrà "strascichi" giudiziari: sia i due follonichesi che il proprietario del terreno, infatti, hanno presentato denuncia alle forze dell'ordine asserendo di essere stati minacciati, gli uni con la pistola e l'altro a parole.


Il Tirreno
Venerdì 17 novembre 2006.

Parte un colpo, uomo ferito mentre puliva il fucile

Follonica - Stava pulendo il suo fucile da caccia quando è partito un colpo. Accidentale. Che lo ha ferito in modo serio alla mano sinistra. E' successo mercoledì sera, intorno alle 17,30. Un cacciatore follonichese, S. T. di 44 anni, impiegato come operatore veterinario stava pulendo il suo fucile per rimetterlo a posto dopo la cacciata pomeridiana. Si trovava nella sua abitazione e con lui c'erano alcuni familiari. Ad un tratto, per cause ancora da chiarire, dalla canna del fucile è partito un colpo improvviso che lo ha ferito alla mano, la sinistra, con cui impugnava la "bocca" della canna. probabilmente il cacciatore non si è accorto che non tutte le cartucce erano state rimosse. Una disattenzione che gli è stata fatale. L'uomo è stato immediatamente soccorso dal 118 e a bordo di una ambulanza è stato trasferito all'ospedale Misericordia di Grosseto dove si trova tuttora ricoverato con una prognosi di 30 giorni. Sul posto, per tutti i rilievi, sono intervenuti anche i carabinieri della tenenza di Follonica.


E siamo appena al 17 novembre. Ma dopo? Dopo siamo andati avanti così ancora per due mesi e mezzo, a Follonica e in ogni altra parte d'Italia, come ogni anno e come ho già scritto e riscritto fino alla noia (mia oltre che vostra, giuro). E questo, come dicevo e come qui ripeto, è solo qualche sparuto e lacunoso esempio di cosa ancora una volta accade nell'Italia reale mentre pubblici amministratori e giornalisti si occupano di cani e piccioni.
Con ciò possiamo concludere.

Filippo Schillaci