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Il deserto al di là della siepe
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Il laboratorio

 

Umane gogie

Caro Gondrano - Le lettere dei lettori

Sabato, 12 agosto 2006

Caro Gondrano ti scrivo perchè si sta avvicinando la fine dell'estate e tra poco la Gente che ha trascorso le vacanze nei pochi posti in cui ancora... vive quel po' di natura incontaminata e vera verrà sostituita da "persone" che con fuoristrada, walkie talkie satellitari, binocoli a infrarossi e armi di estrema precisione (cecchini) forti di una Legge di mercato (e di Stato) barbara e oramai obsoleta, andranno a uccidere "per sport (destrezza?) e non per fame gli animali rimasti della foresta. Ogni anno la carneficina che non sempre può ragionevolmente essere definita giusta e inevitabile "selezione" si ripete. Animali braccati, stanati talvolta feriti con le interiora a cielo aperto o amputati di un'arto, spinti da un versante all'altro di una valle o di una montagna con l'aiuto di cani e di tanti fuoristrada che portano oggi con estrema facilità questi sportivi super accessoriati (non i veri cacciatori di una volta che si alzavano alle quattro di mattina) in ogni luogo oramai non più definibile impervio, lasciando alla sensibilità di queste persone il loro inevitabile destino. Oggi se incontro nelle mie sempre piu' rare passeggiate qualche animale della foresta non riesco più a guardarlo con serenità, curiosità, gioia perchè so che quello spettacolo che seppur oggi raramente mi può ancora offrire Madre Natura , è quello di un futuro e certo cadavere ambulante che non vivrà un'altro anno ! Questa sensazione epidermicamente spiacevole, mi porta inevitabilmente a pensare al destino di noi uomini accomunato a quello dei nostri sotto molti aspetti "simili" facendomi ricordare la talvolta inutile sofferenza umana che i "predatori sani" sanno infliggere per abitudine ancestrale, gogie , deontologie, false etiche e morali e certezze sociali poi modificabili nel senno del poi, ai loro stessi simili quando deboli, indifesi e facilmente predabili. Se da una parte è fonte di amarezza e impotenza per una realtà che in questa Società come in passato dovremo e potremo tutti dover vivere sulla nostra pelle, dall'altra mi ricorda che ogni predatore e selettivamente quelli di specie "umana" con il fucile in mano (protesi peniena?) che per sensibilità dovrebbero - oggi - (non ieri) poterlo essere in maniera meno crudele e orribile visto che non necessaria per la loro sopravvivenza... finiranno inevitabilmente prede della cattiveria dei loro simili, che non hanno saputo civilizzare e sensibilizzare con il loro stesso esempio!
In fondo (e ne ho avuto professionalmente inumerevoli esempi che per carità "Cristiana" non citerò) è un modo di spararsi sui propi piedi grazie a una Legge di Stato! E c'è gente che per sport inconsapevolmente a mio avviso, continua a farlo anche nei boschi !

Domenico de Giacomi