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Unificare le organizzazioni che si battono per difendere i diritti degli animali In altro modo il crollo... come sta accadendo per la Babele di Fedi Religiose
Giovedì, 20 Ottobre 2005 Il proliferare di organizzazioni che dovrebbero in realtà difendere i nostri amici animali deboli e indifesi (selvatici compresi) non permette di raggiungere questi obiettivi. Sappiamo che i numeri alti purtroppo per Noi e per le altre specie (che si sanno regolare naturalmente) non fanno qualità di vita per nessuno. Bisognerebbe cercare di accorpare la babele di Organizzazioni Animaliste in un'unica Organizzazione a beneficio di tutti. In altro modo succederà come per le Religioni... troppe e dense di interessi umani e temporali... che in passato e nella Storia hanno fatto milioni di vittime innocenti e allora ignoranti in nome di un unico Dio. Perché tutti questi Animalisti sotto troppe bandiere? Cui prodest? Non certo ai poveri Animali come lo siamo in fondo Noi... È vero nell'evidenza dei fatti o no? A voi la risposta e la unificazione di tutte queste Organizzazioni che divise fanno solo i loro personali interessi e poi stancano la Gente che dovrebbe sovvenzionarle... Domenico de Giacomi Venerdì, 21 Ottobre 2005 La grande frammentazione esistente all'interno dell'associazionismo cosiddetto "animalista" è la prima cosa di cui ci si accorge quando si entra a contatto con esso. Poi si passa a percepire la sua pochezza di idee, il prevalere da una parte di interessi divergenti da quelli dichiarati, dall'altra di un atteggiamento improntato quasi esclusivamente all'emotività. Risultato: improvvisazione, pressappochismo e appunto frammentazione. Quando non, addirittura, corruzione e malafede. A suo tempo ho trattato l'argomento nell'articolo Le gerarchie animaliste e il movimento animalista individuando, o credendo di individuare, l'origine del male nella natura stessa delle strutture organizzate gerarchicamente, quali le associazioni prima o poi finiscono per essere, e nella facilità con cui esse degenerano in strutture di potere. Salvavo in quella analisi il cosiddetto "movimento" animalista, ovvero l'attivismo extra associazioni. Oggi però ho motivo di ridimensionare anche quest'ultimo, affetto anch'esso dagli stessi mali delle strutture organizzate, prima fra tutte la gazzarra per il "potere", inteso qui come soddisfacimento del proprio narcisismo. Motivo di tutto ciò? In fondo è facile arrivarci: quando qualcosa non funziona (perché dall'interno non viene fatto funzionare), quando un progetto crolla (perché dall'interno viene fatto crollare) non sono mai i responsabili del danno a pagare in prima persona, sono altri: altri che non potranno mai chiedere conto delle azioni che di quel danno sono la causa: a pagare sono sempre coloro che chiamiamo "gli animali". Rimedio? Non ne vedo nell'ambito della situazione attuale. L'unica via è riuscire a rendere percepibili a livello sociale le sinergie esistenti fra gli interessi e i diritti del mondo vivente umano e non umano e muovere in tal senso le forze sociali progressiste. Non nel nome di un diritto "altrui" (motivazione come purtroppo vediamo debolissima) bensì nel nome di un interesse comune e dunque anche proprio. Filippo Schillaci Domenica, 23 Ottobre 2005
Caro Schillaci, condivido in pieno quanto rispondi alla mia
riflessione e soprattutto scrivi in questo sensibile sito. Uso la
parola sensibile perché putroppo attorno a Noi di sensibilità Umana
verso i Nostri simili, animali e non, ce n'è poca e sempre meno ve ne sarà. Purtroppo credo poco alla Politica come alle Organizzazioni Religiose. Hanno massacrato in nome di ideali , principi , etica , doveri Sociali etc etc milioni di esseri innocenti perché in fondo la massa è e
sarà sempre carne da macello (come i polli ) come sono gli animali .
Basta che stia buona e non dia fastidio e consumando possa un domani
essere strumentalizzata facilmente al bisogno. Ci sarebbe un modo per
ottenere qualche risultato in difesa almeno di quegli esseri viventi
che in Italia ancora vivono liberi in mezzo alla poca natura rimasta .
Bisognerebbe convincere la Gente, i bambini, ogni essere Umano a
offrire un'Euro per accumulare il denaro necessario (è l'unico
interesse che fa muovere i politici e non solo loro...) da dare a
ogni Sindaco di Paese (nelle Città non vi è più natura) dal Nord al
Sud dove si pratica per esempio ( e non è poco ) la barbarie (oggi)
venatoria perché blocchino per qualche anno l'uccisione inutile
degli animali rimasti. Più o meno la somma raccolta dai 30 -40 milioni
di Italiani equivale al guadagno che lo Stato incassa per le
licenze degli 800 mila cacciatori + l'incasso per la vendita di armi
da caccia . In altro modo nessun aiuto almeno per questi animali da
nessuna Organizzazione ma solo contrasti , baruffe , odio , denunce a
basso livello che non portano a risultati concreti se non allo
scannarsi tra deboli e impotenti e all'ingolfarsi ulteriore dei
Tribunali. Pensare di far riaprire un altro Referendum per
l'abolizione della caccia è inutile. Oggi la Gente non è andata a votare
neppure per il referendum recente che abbracciava in fondo la loro
pelle (scelte .. consapevoli ... ! ) . Il non esserci andata dimostra
ancora ignoranza , paura , condizionamenti Religiosi e non e tanto
d'altro ... quindi. Domenico de Giacomi Mercoledì, 26 Ottobre 2005
La tua idea contro la caccia è valida a patto che le si applichi una rettifica: la moneta cui sono sensibili i politici in quanto tali non è l'euro bensì il voto; la somma da controbilanciare non è dunque quella delle tasse pagate dai cacciatori bensì quella dei loro voti. E infatti è su questa constatazione che è sono basati i Comitati "Caccia il Cacciatore", di cui sono stato non a caso l'iniziatore: una forza elettorale che sostenga quei politici che si faranno promotori di iniziative anticaccia. Filippo Schillaci
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