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Caravino, il paese senza fucili La maggioranza compatta sulla decisione del sindaco Caravino. Caravino dice no alla caccia. Il sindaco Clara Pasquale ha firmato ieri un'ordinanza - la numero 27 - che vieta la caccia nel territorio comunale. Motivo? "Tutela della pubblica sicurezza e del rispetto della legge e dell'ordine pubblico", si legge. Le stradine che si snodano tra i boschi e che salgono fino al castello di Masino sono percorsi ambiti per splendide e tranquille passeggiate.
E, per l'amministrazione comunale di Caravino, devono essere
assolutamente sicure. Cosi', alla vigilia dell'apertura della stagione
venatoria - la caccia comincera' domenica 18 settembre - il sindaco
Clara Pasquale chiude la porta in faccia ai cacciatori. Questo, aggiunto al fatto che i boschi della zona di Caravino, la domenica si popolano di persone che vanno a passeggio e che la presenza dei cacciatori mal si concilia anche con la voglia di riqualificare aree e invitare i turisti, ha portato alla decisione forte del sindaco. "Non possiamo invitare le persone a una passeggiata alternativa per arrivare fino al castello s epoi non le tuteliamo", aggiunge. Clara Pasquale ci tiene a sottolineare che la maggioranza e' stata compatta nel sostenere questa ordinanza che, come gia' e' accaduto in alcuni comuni italiani che hanno adottato un provvedimento analogo, fara' discutere. Addirittura, potrebbe anche essere impugnata davanti al TAR o al presidente della Repubblica dalle associazioni dei cacciatori come, del resto, gia' accaduto in vari luoghi d'Italia. E se la decisione di Clara Pasquale certamente piacera' agli ambientalisti e all'Associazione familiari e vittime della caccia che, a livello nazionale, da un paio d'anni ha lanciato una campagna di sensibilizzazione tra i cittadini proprio per invitare i sindaci a firmare ordinanze di divieto, i cacciatori sono critici. Nell'ordinanza, pero', il sindaco ha le idee chiare. Cita le "reiterate segnalazioni" di cittadini hce denunciano come durante la stagione venatoria non vengano rispettate da parte dei cacciatori le distanze minime di sicurezza dagli edifici e dalle strade provocando "seri pericoli per la pubblica incolumita'" e sottolinea sia l'indubbia vocazione turistica del comune di Caravino per via della presenza del catsello di Masino che porta al piccolo borgo trentamila visitatori l'anno che l'ancora presente agricoltura. "Ci sono strade e sentieri che attraversano le campagne, con numerose abitazioni e colture pregiate, per cui il passaggio dei cacciatori puo' creare situazioni di pericolo per l'incolumita' degli abitanti oltre che danneggiare le coltivazioni esistenti", si legge. L'amministrazione, del resto, ha anche avanzato istanza alla Provincia di torino perche' il territorio comunale sia inserito nelle zone protette: cosi' saranno favorite azioni di ripopolamento della fauna selvatica. Per tutto questo, da domenica a Caravino non si sparera' piu'. (ri.co.) La Sentinella del Canavese, 15 settembre 2005
Territorio sicuro
Quella 'prima cittadina' coraggiosa La Sentinella del Canavese 15 settembre 2005 Su Gondrano dal 22 settembre 2005 |