La Casa di Gondrano
Home (Page)
Chi è Gondrano?
Chi siamo noi?
Cosa è e cosa sarà la casa di Gondrano?

Il deserto al di là della siepe
Indice degli articoli
Indice delle zone
Il laboratorio

 

Ritiro DDL Alemanno: vittoria, ma di chi?

Dunque il famigerato disegno di legge Alemanno-Berlato, anzi Berlato-Alemanno è stato respinto dal Governo. E ovviamente associazioni animaliste e opposizioni parlano di vittoria. Se qualcuno ha perso (per ora) qualcun altro ha vinto (per ora), questo è certo. Ma chi?

Non è mancata la solita associazione che ha trionfalmente attribuito la "vittoria" alle "centinaia di mail di protesta" il cui invio l'associazione stessa aveva sollecitato, come se qualche centinaio di mail potesse impensierire chi è abituato a misurare in milioni di telespettatori la propria audience.

Ma ora, messe da parte le farneticazioni autoincensatorie, vediamo di capire, per quanto sia possibile, cosa c’è davvero dietro quel che è accaduto. Da un comunicato non ufficiale sembra che Berlusconi abbia motivato in un primo tempo la sua decisione esibendo i risultati dei recenti sondaggi da cui risulta ancora una volta che la maggioranza degli italiani sarebbe contro la caccia. La prima cosa che ci si domanda è per quale motivo gli analoghi sondaggi fatti nel 2002 in occasione della cosiddetta legge sulle deroghe non lo abbiano indotto ad alcuna perplessità.

Berlusconi avrebbe poi affermato che "la questione verteva sulla opportunità politica di procedere o meno in Consiglio de Ministri" e che se "Alleanza Nazionale avesse ripresentato il disegno di legge in Parlamento, Forza Italia non si sarebbe opposta alla sua approvazione", affermazione che non si capisce come possa conciliarsi con la precedente: se il volere degli italiani è la vera motivazione ciò deve valere tanto in Consiglio dei Ministri quanto in Parlamento.

Infine Berlusconi avrebbe detto che "avrebbe visto con piacere lo spostamento dei voti dei cacciatori da Forza Italia ad Alleanza Nazionale" e questa è l'affermazione più incredibile: sarebbe la prima volta che un leader politico vede favorevolmente una fuga di voti dal suo partito.

Fermiamoci un attimo però perché questo punto merita una piccola digressione: "i voti dei cacciatori". Già, perché esistono in Italia alcune centinaia di migliaia di individui (armati) che votano non in quanto comuni cittadini, bensì in quanto cacciatori, individui che, secondo quanto avrebbe affermato Alemanno nel corso della stessa riunione (e qui ci credo) "dell'attività venatoria fanno una delle principali ragioni di vita". Ripeto: dell'attività (a mano armata) venatoria fanno una delle principali ragioni di vita. Affermazione molto, molto preoccupante. E pazzesca. Perché preoccupante è ovvio, data la natura di questa "attività". Perché pazzesca... bene, immaginate che essa sia fatta a proposito dei collezionisti di francobolli o dei giocatori di golf: sarebbe impensabile. Di più: ridicola. Ma fatta a proposito dei cacciatori non è né impensabile né ridicola; è tenebrosamente esatta. Ed è proprio la sua esattezza a renderla pazzesca. Perché è semplicemente folle che una simile "attività" possa venir percepita in maniera così assurdamente amplificata da essere "una ragione di vita". Fine della digressione.

Torniamo alla vicenda governativa. Sembra in ultimo che come ciliegina sulla torta sia giunto in forma ufficiale il parere contrario all’approvazione del disegno di legge da parte del Governo, di Vascon, responsabile caccia della Lega Nord, uno dei massimi esponenti dell'integralismo filovenatorio in Italia, non secondo in ciò né ad Alemanno né a Berlato. E questa è probabilmente la chiave di lettura dell'intera vicenda.

Perché, come scriveva nei giorni scorsi la LAC (senza però probabilmente rendersi conto del reale spessore delle proprie parole), la realtà è che, "è in corso una gara al ribasso fra chi si dimostra più efficiente nel picconare l'attuale legge sulla caccia". Picconarla nel senso di renderla peggiore di quel che essa già è, s'intende. Ed è probabile che in questa gara oggi il duo Berlato-Alemanno appartenga alla fazione perdente. E' probabile che sul Governo abbiano avuto la meglio spinte di fazioni rivali dalle quali non escluderei quelle interne al loro stesso partito.

Sto ovviamente solo ipotizzando. Quanto è veramente accaduto, quali siano le vere ragioni della sconfitta di Berlato e Alemanno, probabilmente non lo sapremo mai. Certamente non i sondaggi, meno che mai la manciata di mail di protesta. Sappiamo chi ha perso ma non sappiamo, non ancora, chi ha vinto. Una cosa però è certa: non le ragioni dell’ambiente, della civiltà, dei diritti degli animali e dei cittadini.

Filippo Schillaci

12 marzo 2004


I precedenti: