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Al Consiglio dei Ministri il ddl sulla caccia 'spara-tutto'

E' all'esame preliminare del Consiglio dei Ministri un disegno di legge (ministeri Agricoltura e Ambiente) per la modifica della legge 157 del 1992 sulla tutela della fauna e la disciplina della caccia.

Pare vi siano contrasti anche tra i ministeri interessati riguardo ai contenuti della bozza governativa, in quanto il clima pre-elettorale europeo ha indotto i consiglieri del Ministro delle Politiche Agricole Alemanno a calcare la mano. Un parere negativo è stato inoltrato anche dai vertici del Corpo Forestale dello Stato.

Più che una vera esigenza di riforma delle norme di tutela della fauna, il disegno di legge, di cui sono già circolate tra le associazioni venatorie varie versioni (di alcune settimane fa la retromarcia di Alemanno su una prima ipotesi di consentire il porto di fucile ad uso caccia per i sedicenni), sembra finalizzato a garantire la rielezione dell'eurodeputato, nonché cacciatore, il vicentino Sergio Berlato di AN, un tempo appartenente al movimento politico di estremismo venatorio Caccia Pesca Ambiente, capofila dell'azione di lobbying "calibro 12" nei confronti di Alemanno.

Tra i punti più vergognosi ed antieuropei del disegno di legge, pare figurino:

1) la depenalizzazione di molti reati di bracconaggio, che verrebbero trasformati in semplici sanzioni amministrative, come l'odiosa uccellagione con le reti, l'uso di fucili a bordo di autoveicoli e barche, l'abbattimento di specie protette; e ciò in assoluta controtendenza rispetto ad una recente Decisione Quadro del Consiglio Europeo (la n.2003/80/GAI del 27/1/2003 sulla protezione dell'ambiente attraverso il diritto penale) che raccomanda di istituire nei Paesi membri sanzioni penali per la caccia di frodo alle specie protette;

2) l'aumento delle specie cacciabili, tra cui varie specie acquatiche minacciate di estinzione;

3) l'allungamento del periodo di caccia a febbraio, minacciando la consistenza delle popolazioni dei riproduttori che in primavera si accingono a nidificare dopo la dura selezione naturale invernale;

4) l'aumento della mobilità sul territorio nazionale, con l'esenzione dall'iscrizione ai vari ambiti territoriali di caccia locali, per i più scatenati sparatori di selvaggina migratoria, ovvero l'introduzione dell'odioso nomadismo venatorio.

Ha dichiarato Andrea Zanoni, Presidente della LAC del Veneto: 'Il disegno di legge del Ministero dell'Agricoltura è un affronto sia alla maggioranza degli italiani che detestano la caccia, sia a chi accetta la caccia regolamentata e non basata sul principio di sparare a tutto, dovunque e in tutte le stagioni. La fauna selvatica oggi ha urgente bisogno di una legge più restrittiva perché è già gravemente minacciata dalla distruzione del territorio, dagli sconvolgimenti climatici, dall'inquinamento in generale.

Questa legge invece si tradurrà un autentico colpo di grazia a solo vantaggio dell'esigua minoranza dei cacciatori oggi pari allo 0,8% della popolazione italiana".

LAC Lega Abolizione Caccia

Da: www.vigilanzambientale.it

24 febbraio 2004