Home page


Il deserto al di là della siepe
Home (Page)
Indice degli articoli
Indice delle zone
Il laboratorio

 

La Provincia di Roma autorizza l'addestramento cani nelle proprie aree protette.

Caro Gondrano...

Domenica scorsa, 12/03/2006 la Provincia di Roma, nello specifico il Dirigente del Servizio "Ambiente", ha autorizzato una "prova cinofila" all'interno della Riserva Naturale di Gattaceca e del Barco, zona per altro protetta dalla stessa Provincia. Questa autorizzazione è stata rilasciata in quanto "le attività SPORTIVE sono compatibili e non in contrasto con la corretta gestione della Riserva Naturale"!!!!!!

Allora visto che anche la caccia viene considerata, non so a che titolo, un'attività sportiva allora anche la caccia si può praticare nelle aree protette?

Stiamo quindi assistendo al preludio della legalizzazione della caccia nei parchi????

Di fatto è stato autorizzato un vero e proprio addestramento cani in periodo non consentito e in area protetta, dalla stessa Provincia che dovrebbe tutelare quest'area e che sarebbe tenuta a sanzionare (altro che autorizzare!!!) tale attività con più di un milione delle vecchie lire!

Il Dirigente crede di passarla liscia chiedendo, nell'autorizzazione rilasciata al Pointer Club d'Italia, di rispettare delle prescrizioni assurde, del tipo di non arrecare alcun danno alla flora ed alla fauna! Eh, già, perché i cani da caccia in addestramento alla caccia volano, non toccano le piante e soprattutto non vanno a romperele cosidette agli animali che cercano e puntano, giusto?
Poi i cacciatori non dovevano disturbare eventuali fruitori della Riserva, che infatti erano tutti felicissimi di farsi travolgere dai cani da caccia impazziti e di farsi schizzare di fango mentre passeggiavano o si riposavano in santa pace... E di gente ce ne era tantissima, così come, purtroppo, i cacciatori, felicissimi e tronfi di poter addestrare i loro cani in santissima pace dentro un parco con tanto di autorizzazione alla mano!!!
Gli organizzatori avevano poi il dovere di segnalare l'area della mainifestazione; segnalazione che, manco a dirlo, non è stata assolutamente fatta. Così che a chiunque entrava nel bosco gli prendeva un colpo credendo che fosse in atto una battuta di caccia a marzo dentro il parco!!!

Il Dirigente se ne lava completamente le mani e, come se non avesse firmato lui l'autorizzazione, nella stessa prescrive che "tutte le attività della manifestazione vengano effettuate senza alcuna responsabilità da parte dell'Amministrazione Provinciale"!!!!

Non ho parole, se non quelle per incitarvi tutti a spargere la voce dell'accaduto e di protestare affinché non accada più, mai più. Il Dirigente deve capire che ha preso una cantonata che non dovrà mai più ripetersi!!!

anophelea@libero.it

13 marzo 2006


Provincia di Roma
Dip. V, "Risorse agricole, ambientali e protezione civile"
Servizio 1 "Ambiente"

Oggetto: Chiarimenti sull'evento del 12 marzo nella R.N. di Macchia di Gattaceca e del Barco.

In relazione alla Vs. nota si fa presente che questo Servizio ha da tempo avviato una serie di attività di ricerca mirate alla conoscenza ed al monitoraggio della flora e della fauna presenti sia nelle aree protette di propria competenza che nell'intero territorio provinciale. Tali attività, oltre che prettamente conoscitive, presentano soprattutto una ricaduta in termini gestionali e di conservazione. Tra queste ultime ne figurano alcune ad ampio spettro (Reti ecologiche, Atlanti della biodiversità) ed altre mirate più approfonditamente ad aspetti specifici, avvalendosi sia di personale interno specializzato (biologi e naturalisti) che di ricercatori afferenti ad Università ("La Sapienza", Roma III, Tor Vergata...) ed Enti di Ricerca (CNR, ISS...).
Per quel che riguarda le analisi a livello di specie, il nostro Servizio sta portando avanti ricerche mirate che prevedono metodologie adeguate al comportamento ed alla ecologia di queste specie. Nel caso di specie di interesse conservazionistico, come ad esempio la beccaccia (Scolopax rusticola), si è voluto rispondere positivamente alla richiesta di poter condurre una ricerca in una delle nostre aree protette.
Tale specie, infatti, è presente in modo localizzato nel nostro territorio durante il periodo invernale e di passo e pertanto, a partire dal 2003, è stata avviata una collaborazione con l'Università degli Studi di Genova (Prof. Silvio Spanò) che, sulla base di un rigido, specifico protocollo, ed avvalendosi di personale locale adeguatamente formato, ha consentito di condurre tali studi.
Il monitoraggio è stato di sicura utilità in quanto ha permesso di quantificare l'abbondanza e la densità della specie nella Riserva naturale della Macchia di Gattaceca e Macchia del Barco e nei territori contermini, ed individuare le minacce o disturbi più rilevanti per questa specie, elementi che potranno consentire all'Ente gestore di ricorrere ad opportune misure gestionali e di conservazione. Tali disturbi comprendono i cani vaganti e il pascolo abusivo (prevalentemente ovini) che saranno oggetto di future azioni di controllo mirato. L'evento verificatosi in data 12 marzo, è da inserirsi nell'ambito generale delle attività sopradescritte, per quantificare nel modo più approfondito e con diverse metodologie lo status della specie nella nostra area protetta, al fine, ripetiamo, di valutare eventuali strategie di conservazione specie-specifiche. Proprio per questo motivo durante la giornata era presente personale tecnico per poter stimare e annotare il numero di individui di beccaccia.
Oltre tutto, vale la pena di ricordare che, detta attività, svolta una tantum, provoca solo un disturbo minimale, quindi ben sopportabile dalla fauna, come confermato da studi del settore. E' stata, anzi, riconosciuta una indicatività di massima, del numero di beccacce trovate durante tali prove.
I risultati del monitoraggio, sotto forma di relazione tecnica e cartografica, relativi agli anni 2003, 2004, 2005 sono disponibili presso questo Servizio, responsabile della gestione dell'area protetta Riserva naturale "Macchia di Gattaceca e del Barco (L.R. 29/1997). La documentazione inerente i dati quali-quantitativi di stima della popolazione di beccaccia, in forma cartacea, relativi alla ricerca in corso sono disponibili su richiesta scritta che può essere inoltrata a: c.angeletti@provincia.roma.it (Servizio 1° Dip. V Ambiente, Provincia di Roma).

Ci dispiace quindi che qualcuno, non essendo al corrente di quanto sin qui esposto, abbia potuto equivocare sui nostri metodi di gestione che, vogliamo ribadirlo ancora una volta, sono volti alla tutela e alla conservazione dell'area protetta anche e soprattutto attraverso lo studio approfondito delle sue peculiarità.
Tuttavia siamo grati a tutti coloro che, seppure in qualche caso con una certa irruenza, hanno mostrato sensibilità e attenzione nei confronti della Riserva Naturale e ci hanno dato la possibilità di fornire chiarimenti in merito.
Si resta a disposizione per qualsiasi Vs. ulteriore richiesta di chiarimenti e anche per forme costruttive di collaborazione.

Il Dirigente del Servizio
Dr. Carlo Angeletti

21 marzo 2006