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16 domande alla ONLUS Animalisti italiani

Caro Gondrano...


Il dovere della trasparenza
Come si suol dire, "riceviamo e volentieri pubblichiamo". Il che è abitualmente una frase fatta, non però in questo caso. Volentieri ospito su Gondrano queste domande rivolte a una ONLUS animalista leggendole e interpretandole per ciò che esse materialmente sono: delle domande. E come tali lecite e, per quanto ho modo di vedere, pertinenti.
"Domandare è lecito, rispondere è cortesia", dice un'altra frase fatta. Se si può essere d'accordo con la sua prima metà non sempre lo si può con la seconda. Perché in certi casi rispondere è doveroso. Moralmente doveroso. Sono i casi di quanti agiscono, professionalmente o per opera di volontariato, per il bene collettivo (comunque esteso sia il senso che si vuol dare a questa parola). Sono i casi dunque dei funzionari pubblici e di coloro appunto che si riuniscono a formare delle ONLUS (Organizzazioni Non Lucrative di Utilità Sociale). Per essi la trasparenza assoluta deve essere non un obbligo ma una esigenza sentita, di più: (esagero) un istinto innato.
Credo a questo proposito non sia esagerazione, eccesso di rigore, fiscalismo vessatorio ipotizzare per tali categorie una legislazione che preveda una figura oggi inesistente: l'addetto alla trasparenza. Un tale cioé il cui compito sia esclusivamente quello di rispondere alle domande che chiunque voglia porre sulla Organizzazione o Pubblica Amministrazione da cui egli dipende. Chissà perché nessuno finora l'ha mai proposto.
Ben vengano dunque queste domande rivolte a una delle Associazioni Animaliste italiane, ben venga questo sollecito alla trasparenza. L'auspicio è che Gondrano possa ospitarne molte di domande cosí. Insieme, s'intende, a sollecite, chiare, esaurienti risposte.
Non è solo l'animalismo ad aver bisogno di tutto ciò.

Filippo Schillaci

Nota a margine: i lettori dalla vista acuta avranno notato che la Zona di appartenenza di questa pagina è, alla data della sua messa in rete (28 gennaio 2003), indeterminata. Non lo è a caso. Perché non le domande (in quanto tali puramente interlocutorie) ma le risposte che esse riceveranno daranno alla pagina un senso affermativo e dunque decideranno della sua localizzazione.


Da: Coord. Mucca 103
Lunedí 27 gennaio 2003

"Con la nuova legge - conclude [Walter Caporale] - l'Italia si adegua finalmente, agli altri Paesi europei: gli animali vengono tutelati in quanto esseri viventi dotati di sensibilità psico-fisica..."
[Messaggero Veneto, 16 gennaio 2003]
Roma, 16 gennaio 2003

A: Sede di Bologna - animalisti@libero.it
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CC: Ufficio Stampa: ufficiostampa@animalisti.it
Segreteria: info@animalisti.it
Gestione Soci: soci@animalisti.it
Walter Caporale peta@mclink.it

Circa un mese fa, abbiamo inviato a tutti voi ed al Presidente della vostra Onlus una email con il resoconto (pubblicato qui: http://www.animalisti.biz/oasi_animalisti.htm) di quanto comunicatoci da Angela Certo, durante una visita del luogo che la vostra Associazione definisce, da anni, come propria 'Oasi'.

Nessuno di voi ha replicato alcunché. Vi scriviamo nuovamente, auspicando un chiarimento su almeno alcuni tra i punti seguenti.

Riguardo la vostra `Oasi´:

1. Si tratta di una `Oasi´ della vostra Associazione o dell´abitazione privata della signora Certo?
2. Nel caso si tratti di una vostra `Oasi´, questa e´ aperta o chiusa? Se e' chiusa: da quando?
3. Se, come dichiarato da Angela Certo, questa 'Oasi' e' chiusa, ne conoscete il motivo? Se si, ritenete che questo motivo sia valido?
4. Se questa 'Oasi' e' chiusa, quale utilizzo ritenete vada fatto oggi dei soldi che diverse persone (appresa questa possibilita' dalla lettura della vostra rivista e dei vostri mailing) hanno donato alla vostra Onlus per 'adottare a distanza' gli animali in essa ospitati?
5. Angela Certo definisce in questo modo la vostra `Oasi´: ''E' casa mia: dove io tengo tutti gli animali che voglio, COME voglio''. La vostra Associazione verifichera´ le condizioni in cui questa persona sta mantenendo gli animali che le ha affidato? Quando? In quale modo? A che titolo? Con quali veterinari?
6. Se questa 'Oasi' e' chiusa, coloro che hanno `adottato a distanza´ gli animali che ospita, sono stati informati della sua chiusura? Sono stati informati di come e´ stato impiegato il denaro che hanno donato alla vostra Associazione? E´ vero che - come dichiarato da Angela Certo - non e´ stato destinato al mantenimento ed alla cura degli animali che le sono stati affidati dagli Animalisti Italiani?
7. Quanti soldi ha raccolto, la vostra Associazione, per il mantenimento e la cura di questi animali? Per cosa li ha usati?

Riguardo gli animali che ospita:

1. Se la vostra Associazione ha provveduto alla vaccinazione delle pecore ospitate in questa sua `Oasi´, e´ possibile vederne i certificati? Quale veterinario le ha vaccinate e quando?
2. Questi animali sono registrati presso l´ASL competente?
3. Per quale motivo l´agnello Spartaco, dopo la morte, non e´ stato sottoposto ad autopsia? Quale veterinario lo ha seguito?
4. Ignorare le cause della sua morte non ha suscitato ne´ al veterinario, ne´ a voi alcuna preoccupazione, ad esempio riguardo al rischio di contagio per gli altri animali con i quali viveva all´interno della vostra `Oasi´?
5. Nella vostra `Oasi´ e´ morto anche il cane Pepe. Qual´e´ stata la causa del suo decesso? Quale veterinario lo ha curato?
6. Sono morti altri animali, in questa `Oasi´?
7. La signora Certo mantiene ed ha mantenuto in passato un registro per tenere traccia degli animali portati nell'Oasi, delle eventuali cure veterinarie prestate loro, dei decessi e delle adozioni?

Riguardo voi:

1. Ritenete opportuno prendere una posizione chiara in merito a quanto e´ avvenuto e sta avvenendo in questa vostra `Oasi´?
2. La vostra Associazione intende ed e' in grado di garantire il benessere degli animali che vi sono attualmente ospitati?

Tanti auguri, buona riflessione e a presto

Coord. Mucca103


Dalla mailing list animalista di Peacelink,
Venerdì, 17 gennaio 2003

Sono fortemente turbato da questo messaggio.

Mi assalgono pensieri assai sgradevoli. Sembrerebbe che l'associazione degli Animalisti Italiani usi la motivazione animalista come paravento per pratiche assai grette. Per quanto io sia notoriamente critico verso l'associazionismo animalista, non posso assolutamente immaginare la plausibilità di simili conclusioni.

Però il mutismo non aiuta a dissipare i dubbi. Penso proprio che sia necessaria una risposta. Scelgano dove e come darla, ma la diano al piu' presto, altrimenti, gli Animalisti Italiani ben capiranno, il silenzio rischia di alimentare dubbi e malevolenze. Se poi i dubbi si diffondessero fuori dei nostri ambienti, il rischio sarebbe ancora piu' grande: il discredito di tutto il movimento. Gli AI non si possono assumere questa responsabilità. Quindi facciano chiarezza, per favore.

Saluti animalisti

Aldo Sottofattori


Considerazioni su una risposta che non c'è stata.
Il 28 gennaio Gondrano ha pubblicato la precedente lettera aperta all’Associazione Animalisti Italiani in cui veniva posta a essa una serie di domande circa lo stato di una cosiddetta "Oasi". Domande che ho ritenuto lecite e dalle quali ho preso spunto per un discorso sulla trasparenza che considero elemento essenziale di credibilità per chiunque e dovere morale imperativo per alcune categorie di persone, fra cui quelle componenti le ONLUS. Chi ha visto allora questa pagina ricorderà che il riquadro contenente la testata della Zona di appartenenza conteneva un punto interrogativo. Perché come ho già scritto nel mio commento preliminare non le domande bensì le risposte avrebbero determinato la Zona. Oggi, 2 aprile 2003, la Zona è determinata, e lo è in base a quanto successivamente avvenuto.

Pochi giorni dopo la pubblicazione della lettera aperta infatti lo stesso Coordinamento Mucca 103 ha dato notizia di una querela sporta dall’Associazione Animalisti Italiani contro alcuni suoi attivisti. Presumo da parte mia che tale querela non sia direttamente connessa alle 16 domande di cui sopra ma a vicende precedenti.

La contrapposizione frontale fra Mucca 103 e Animalisti Italiani non è il centro dei miei interessi relativi ai rapporti fra la specie umana e tutto il resto della biosfera, non ne conosco i termini esatti e non sono specificamente interessato ad approfondirli. Tuttavia mi sento di esprimere il mio dissenso dall’iniziativa legale degli Animalisti Italiani, ribadendo che ben altra è la via che colui che si ritiene ingiustamente accusato debba seguire per zittire il calunniatore, ovvero quella di ridicolizzarlo smantellando punto per punto quel castello di carte che una calunnia inevitabilmente è. Non è querelando i loro avversari che gli Animalisti Italiani tuteleranno la loro credibilità ma annientando di fronte all’opinione pubblica le loro accuse con solidi argomenti.

E’ vero che Walter Caporale, presidente degli Animalisti Italiani ha dichiarato tempo fa di non voler dedicare il suo tempo a simili cose e di preferire dedicarlo alla tutela degli animali. Tuttavia c’è un’altra vicenda, successiva a quella delle 16 domande, che impone una riflessione.

Il coordinamento Mucca 103 ha diffuso giorni fa un comunicato in cui la PeTA americana negava che gli Animalisti Italiani rappresentassero ufficialmente la PeTA stessa in Italia. Pochi giorni dopo gli Animalisti Italiani hanno diffuso a loro volta un comunicato in cui la PeTA chiarisce e corregge in loro favore la precedente affermazione.

Ora, partendo dal postulato che una stessa persona agisce in analoghe circostanze in maniera analoga e constatato che gli Animalisti Italiani, nel momento in cui hanno ritenuto di essere in possesso di un argomento in loro favore, non hanno esitato a diffonderlo, dobbiamo congetturare, a lume di buon senso, che la mancata risposta alle 16 domande derivi dal fatto che tali risposte non sarebbero state a essi favorevoli.

Con ciò l’Associazione Animalisti Italiani (non io) ha deciso la zona di appartenenza di questa pagina. Il che, per quanto mi riguarda, chiude la vicenda.

Filippo Schillaci.