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Lucca, 1-2-3 settembre 2006 | ||
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Il compostaggio
Emana cattivo odore, è brutto, antigienico, richiede molto lavoro: sono in tanti a crederlo, soprattutto coloro che non hanno mai provato a farlo. Tutto vero? Sarebbe strano se lo fosse visto che il composto null'altro fa che riprodurre un processo naturale, quello della decomposizione della sostanza organica non più vitale (foglie secche, rami, spoglie di animali, ecc.) ad opera di organismi e microrganismi presenti nel terreno; fra essi, i più noti sono i lombrichi. L'humus, di cui tutti abbiamo almeno una volta sentito parlare ed anche visto sotto forma di un soffice tappeto che ricopre il suolo dei boschi, non è altro che il residuo non ancora degradato di questo processo e costituisce un nutrimento prezioso per la crescita dei vegetali data la sua caratteristica di liberare gradualmente gli elementi nutritivi (azoto, fosforo, potassio e altri ancora), garantendo con continuità la fertilità del suolo. Cumulo e buca. Le tecniche più antiche di compostaggio, usate dai contadini, sono il cumulo e la buca. Il cumulo richiede spazi relativamente ampi, in quanto deve essere grande (1,50 di base, 1.50 d'altezza); la parte superiore può essere piatta in estate, visto che piove generalmente poco; in inverno, è opportuno invece che sia inclinata per far scorrere meglio l'acqua piovana. Il cumulo infatti deve essere costantemente umido ma non inzuppato. La base deve essere a diretto contatto col suolo in modo da consentire la migrazione degli organismi terricoli. Per quanto riguarda il secondo metodo, occorre scavare una buca, mettere frasche alla base, fare fori di drenaggio, mettere quindi i residui organici, che vanno mescolati ogni tanto. Si può coprire con un telo. Il composter. E' un contenitore aereato, studiato per fare il compostaggio in piccoli giardini senza attirare animali indesiderati e che può essere sistemato senza problemi vicino alle abitazioni. Si posiziona a diretto contatto col terreno. La base è traforata per consentire anche in questo caso la trasmigrazione di microrganismi. Qualunque sia la tecnica adottata è meglio se il composto è realizzato sotto un albero a foglie caduche, che lo ombreggi in estate ma consenta il passaggio della luce in inverno. Cosa compostare Rifiuti UMIDI alimenti avariatiavanzi di cucinacarta non trattatafondi di caffè e filtri da thesalvietteScarti di orto e giardinoscarti di verdura e fruttasfalci verdi Rifiuti SECCHI cartonefoglie secchepagliaramaglietruciolo Come compostare Si comincia mettendo uno strato base di legnettini che serve da sostegno e che permette il passaggio dei microrganismi. Si buttano poi gli scarti in maniera omogenea, alternando strati con caratteristiche diverse (materiale umido con materiale secco, materiale minuto con materiale grossolano), ed evitando di inserire materiali troppo solidi o grossi. Ogni tanto è opportuno rimescolare. Se la decomposizione procede bene, non si sente nessun cattivo odore. Occorre che il materiale non sia né troppo secco né troppo umido. Se il compost è troppo secco, si spruzza su di esso un po' di acqua; viceversa, si aggiunge qualcosa di secco, come fazzolettini da cucina, foglie o altro. Cosa si ottiene. Il prodotto che si ottiene è un terriccio di colore scuro, che si può setacciare per togliere eventuali elementi rimasti un po' troppo grossi (es. noccioli), Il compost serve a migliorare la struttura del terreno sul quale si sparge e fornisce al terreno elementi nutritivi come azoto, carbonio,ecc). Per avere compost maturo occorrono 7-8 mesi; dopo 5 mesi è comunque utilizzabile per l'orto. Vantaggi del compostaggio. La cosa più importante è che il compost si può produrre in casa; inoltre i vantaggi sono di carattere ambientale, civile, in quanto si diminuiscono i costi generali per lo smaltimento dei rifiuti. Inoltre in alcuni comuni particolarmente "illuminati" la pratica del compostaggio domestico permette di ottenere uno sconto sulle tariffe della tassa per i rifiuti. Maria Grazia Ferrario
20 ottobre 2006
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