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Il parco del Burcina
Il suo stand era il più povero, il più spoglio di tutta Murabilia, e proprio per questo ha attirato la mia attenzione. Pochi depliant sparsi su un tavolo per il resto vuoto, un ragazzo dietro al tavolo che dava informazioni ai pochi che ne chiedevano e un poster appeso dietro di lui. Tutto qui. Il comune di Biella e la regione Piemonte non hanno investito molto nel portare il Burcina a Murabilia.
Ecco dunque qualche notizia tratta dal depliant e dalla pubblicazione Grandi giardini italiani (edizione 2004 poiché quella del 2006 appare decisamente in tono minore).
Si tratta di un giardino storico a ridosso delle prealpi biellesi realizzato a partire dalla metà dell'800 dall'industriale laniero Giovanni Piacenza che iniziò a piantarvi essenze esotiche come sequoie, cedri dell'atlante e pini strobus. Suo continuatore fu poi per ben mezzo secolo il figlio Felice che lo ampliò, vi tracciò strade e sentieri e realizzò la splendida valle dei rododendri, un laghetto, radure erbose avvolte da zone boschive, l'area mediterranea, tutto su ideazione propria, aggiungendo con ciò il valore paesaggistico a quello botanico. Dopo Felice vennero il figlio Enzo, che fece realizzare un nuovo ingresso all'architetto paesaggista Pietro Portinai e poi il figlio di Enzo, Guido, che oggi presiede l'ente parco.
Dal 1934 proprietario del parco è il comune di Biella che lo ha ampliato fino agli attuali 57 ettari. Dal 1980 il parco è riserva naturale.
Da alcuni anni è in atto una collaborazione con l'università di Torino per lo studio e la valorizzazione dei rododendri. E' inoltre stato realizzato un meleto che raccoglie varietà antiche locali.
Queste le notizie che si ricavano dalle pubblicazioni. Abbastanza, crediamo, per consigliare una visita.
Filippo Schillaci
15 ottobre 2006
Il sito web del parco
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