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Lucca, 1-2-3 settembre 2006 | ||
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Il vivaio Gli Aromi di Ragusa
Lo sguardo è attratto innanzi tutto dalle anfore: sono tunisine, modellate in maniera artigianale e utilizzate dall'azienda Gli Aromi di Cava D'Aliga, in provincia di Ragusa, per coltivarvi le piante aromatiche in cui essa è specializzata. L'azienda, nata circa 10 anni fa, ha il suo fiore all'occhiello nel cappero ibleo (var. inermis) che viene riprodotto direttamente dal seme, cosa questa - garantisco per averci vanamente provato - non delle più banali.
Il cappero è una di quelle piante che unisce il valore alimentare, per il bocciolo fiorale, a quello ornamentale, soprattutto per il fiore la cui forma e il colore ricordano l'orchidea. C'è chi lo chiama per tale motivo l'orchidea del mediterraneo. E' dal volerne accentuare appunto il valore ornamentale che nasce l'idea di proporre la pianta all'interno di anfore e giare di terracotta o anche incastonata all'interno di pietre naturali. Oltre alle piante più comuni e tipiche del clima mediterraneo, quali la maggiorana, il finocchietto selvatico e la nepetella sono coltivate piante meno usuali, e alcune di esse in effetti di non generale reperibilità: l'aneto, il cerfoglio, la stevia, l'issopo, la santoreggia selvatica per un totale di 133 aromi diversi, sia per usi culinari che per estrazione di olii essenziali che per scopi ornamentali. Un'altra proposta interessante è l'origano selvatico dei monti iblei, una varietà endemica che può essere utilizzata anche fresca oltre che essiccata. Inusuale e di notevole interesse è anche la Luffa, una spugna vegetale ricavata da una varietà (non commestibile) di zucca, i cui usi vanno dalla detersione del corpo alla coibentazione degli ambienti all'imballaggio. Ovviamente è un prodotto totalmente biodegradabile.
Tra le ulteriori interessanti proposte citiamo infine il Giardino da mangiare, ovvero l'allestimento di uno spazio verde con piante aromatiche, un luogo cioè al tempo stesso da utilizzare, ammirare e... odorare in cui l'utile e l'estetico si fondono. Un discorso che ci interessa in modo speciale, anche perché caso vuole che a un "giardino da mangiare", nella parte opposta dell'Italia, stiamo lavorando anche noi. In conclusione riproduciamo, da un depliant distribuito dall'azienda a Murabilia, alcune note sulla, non facile, coltivazione del cappero.
Filippo Schillaci
18 maggio 2007 Informazioni tratte dal materiale informativo distribuito presso lo stand dell'azienda. |