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A dire il vero non c'entra con Murabilia. Ci siamo imbattuti in essa mentre stavamo attraversando l'orto botanico per visitare la mostra sull'illustrazione botanica. Occupava una delle aiuolette quadrate della zona delle piante officinali e poiché l'abbiamo entrambi, spontanea, sui terreni intorno alle nostre case, ci ha incuriosito e ci ha fatto venir voglia di saperne di più, su di lei e sulle sue "colleghe".
Il nome scientifico completo è Phytolacca decandra o anche Phytolacca americana L. con riferimento alla sua origine nord americana. Il nome comune è uva turca o cremesina. Appartiene alla famiglia delle Phytolaccaceae. E' una pianta erbacea perenne alta sino a 3 metri, con radice verticale ingrossata e dal caratteristico fusto eretto, glabro, rossastro. Le foglie sono alterne con lamina lanceolata e possono giungere fino a 40 cm di lunghezza.
I fiori, piccoli e biancastri, sono raggruppati in racemi di 10-15 cm, con rachide anch'essa arrossata e appaiono da luglio a ottobre.
I frutti sono bacche arrotondate, lucide, di un colore fra il nero e il violaceo, del diametro di 5-8 mm, riuniti in grappoli persistenti a lungo sui rami.
Il nome deriva dal greco phyton=pianta e dal latino lacca, colore, a causa delle proprietà coloranti del frutto maturo che, se spremuto, secerne un succo viola intenso.
Anticamente le bacche venivano usate per colorare vino, bibite, dolciumi ecc.
Utile o no? Secondo alcune fonti è tossica ma la maggior parte di esse sottolineano le sue proprietà medicinali. In particolare la radice ha proprietà purgative (drastiche) ed ematiche.
Pare anche che i getti del nuovo anno siano commestibili e che si possano utilizzare come gli asparagi.
Ma c'è anche chi esprime perplessità per la sua diffusione in Italia, domandandosi "quali potrebbero essere le conseguenze del proliferare di tutte queste erbe e piante esotiche"?
Una pianta un po' ambigua insomma, con la quale abbiamo deciso di mantenere i rapporti avuti fin qui: una neutrale e pacifica convivenza.
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