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Murabilia 2005
Lucca, 2-3-4 settembre 2005

Gli argomenti di quest'anno:

Il sito ufficiale di Murabilia




 

L'orto botanico forestale dell'Abetone

La copertina del libro realizzato a cura della Provincia di Pistoia.

Fra gli argomenti cui era dedicato lo stand della Provincia di Pistoia abbiamo scelto l'Orto Botanico Forestale dell'Abetone. Nato da un'idea di Federico Strada, appassionato cultore di flora d'altura, esso è stato inaugurato nel 1987 in località Acqua Bona nell'Alta Valle del Sestaione a 1300 metri di quota ed è oggi parte dell'Ecomuseo della Montagna Pistoiese. La fisionomia di orto botanico forestale è stata ispirata dalla presenza della vicina Riserva Naturale Orientata di Campolino, sorta a tutela di un sito ove vegetano rari esemplari di abete rosso appenninico.
Oggi esso copre un'area di forma più o meno "a mandorla" di 1,4 ettari, estesa da NE a SO, in cui sono riprodotti gli ambienti floristici più tipici dell'Appennino settentrionale. Circa 300 sono le specie vegetali presenti, fra cui oltre un centinaio sono quelle officinali. Tutte sono segnalate mediante cartelli esplicativi con informazioni che si estendono anche alle caratteristiche alimentari, medicinali e di tossicità.
Una foresteria, una saletta conferenze, una collezione etnografica di vecchi attrezzi forestali, un laboratorio e un erbario completano la struttura. All'Orto dell'Abetone è infine connesso il polo didattico di Fontana Vaccaia, nato come una struttura museale di tipo tradizionale e divenuto col tempo struttura multifunzionale che ha consentito lo svolgersi di iniziative congressuali e varie attività di ricerca e didattica.
La superficie dell'orto botanico è per 2/3 boschiva, il che lo inserisce perfettamente nel paesaggio appenninico e gli dona, insieme alla nutrita presenza di acque, una particolare suggestione. Le specie arboree che vi dominano sono il faggio e l'abete bianco, insieme ad abete rosso, acwero di monte, maggiociondolo e, nelle zone umide, l'ontano bianco e il frassino maggiore.
Una volta entrati si hanno due alternative: seguire il sentiero principale oppure deviare verso il sentiero dei funghi, nel fitto del bosco. I due sentieri si ricongiungono in corrispondenza di un quadrivio ove si hanno due alternative. Andando a destra, si giunge al confine sud dell'orto botanico, delimitato dal vispo corso del torrente Sestaione, in prossimità del quale, ancora in zona boschiva, è stato allestito un ombroso punto di sosta panormaico. Girando invece a sinistra, verso nord, si giunge a un grande affioramento di roccia arenaria colonizzato da popolazioni naturali di muschi e licheni per consentire l'osservazione dei quali è stato realizzato un percorso sopraelevato.
Il sottobosco della faggeta è molto spoglio a causa della scarsa luce ma si ricopre in autunno di un coloratissimo strato di foglie. Ricca è la presenza di funghi, cui è dedicato, come già detto, uno specifico sentiero.
Se infine dal quadrivio si decide di continuare lungo il sentiero principale si giunge al piccolo edificio in legno del rifugio delle guide e da qui si scende al vaccinieto, alle roccaglie e alle zone umide.
Il "vaccinieto", ovvero l'ambiente delle brughiere di mirtillo nero, è la prima cosa che si incontra sul limitare nord della faggeta, dove l'una sfuma nell'altro senza una precisa soluzione di continuità. Il vaccinieto ospita, oltre alle tre specie di mirtillo (nero, rosso e falso mirtillo), varie altre specie della brughiera quali la moretta comune e il ginepro nano.
Il mirtillo nero, che nell'Appennino Settentrionale è particolarmente pregiato, è una pianta attorno a cui si sono sviluppate economie locali legate alla raccolta del frutto.
Sul lato opposto del sentiero che costeggia il vaccinieto, dove l'ambiente boschivo si dirada ancora di più, è presente la roccaglia silicea e al di là quella calcarea.
Sono disposte lungo un pendio che occupa il settore settentrionale e riproducono gli ambienti tipici delle piante che popolano le pareti rocciose, le cenge, i detriti di falda e le praterie d'altitudine. Qui sono presenti piante che hanno elaborato vari adattamenti per sopravvivere in ambienti aridi e freddi, quali ridotta superficie fogliare, succulenza, tomentosità che crea attorno alla pagina della foglia un microambiente umido, apparato vegetativo ridotto e fioriture precoci e quasi sempre molto vivaci. Presenti in questo settore anche alcuni endemismi, ovvero piante esclusive del luogo.
Questa parte dell'orto botanico è attraversata da alcuni ruscelletti che hanno consentito la realizzazione della zona umida comprendente un piccolo habitat di torbiera a sfagni e un laghetto, che costituisce anche l'estremità settentrionale del giardino e il termine della visita, e sulle cui sponde è possibile osservare varie specie di igrofile.

Filippo Schillaci

27 luglio 2006


Bibliografia:
AA VV, L'orto botanico forestale dell'Abetone, Provincia di Pistoia, 2002

Siti web:
www.horti.unimore.it
www.comune.abetone.pt.it