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Siamo stati a Murabilia

La locandina di Murabilia 2003

Dal 5 al 7 settembre si è svolta, come si suol dire "nella suggestiva cornice" (ma questa volta suggestiva lo era davvero) delle mura di Lucca, l'edizione 2003 di Murabilia - mura in fiore -, l'annuale manifestazione "dedicata al giardinaggio amatoriale, organizzata dall’Opera delle Mura – Orto Botanico di Lucca e dal Comune di Lucca in collaborazione con l’A.Di.P.A. (Associazione per la Diffusione di Piante per Amatori)", così si legge sul sito web della manifestazione.

Noi c'eravamo. Diciamo subito che ci siamo andati un po' per curiosare, da visitatori qualsiasi, non sapevamo bene cosa vi avremmo trovato e non c'era alcuna preventiva intenzione di realizzare nulla di simile a un reportage.

Intanto è da segnalare che Murabilia va ben al di là di quanto dichiarato, va ben al di là del semplice "giardinaggio" comprendendo un vasto panorama che include oltre, ovviamente, a una nutrita presenza di piante ornamentali, una altrettanto nutrita attenzione alle piante "utili" (ma esiste pianta che non lo sia?), dalle ortive alle arboree alle aromatiche e officinali.

Cominciamo dalla presenza dell'ADIPA, che è stata l'anima della manifestazione, e il cui stand è il primo in cui il visitatore si imbatte: una associazione che abbiamo appena cominciato a conoscere, ma che si presenta come solida e ben organizzata. A differenza della consorella, e non meno attiva, Civiltà Contadina, non si occupa specificamente di piante alimentari a rischio di estinzione ma il suo catalogo comprende una non trascurabile quantità anche di queste ultime.

A pochi metri dallo stand dell'ADIPA ci si imbatte in quello del Corpo Forestale, nel quale è riservata una specifica attenzione al problema, sempre gravissimo, degli incendi boschivi. Da esso abbiamo preso Il Tracciodromo pubblicato il mese scorso su Gondrano. I due plastici presenti nello stand rappresentano efficacemente gli effetti devastanti a medio e lungo termine di un incendio su un pendio montuoso.

Poi ci si addentra in un vero e proprio labirinto di stand, in gran parte vivaistici, nei quali praticamente ogni genere di pianta è rappresentata. Dalle grasse ornamentali e medicinali (fra queste ultime immancabile l'aloe), alle aromatiche, fino alle ortive e alle fruttifere.

La parte ornamentale della mostra è stata ricchissima e molto differenziata: piante da fiore abbastanza comuni accanto a specie rare, rose moderne e da collezione, piante rampicanti ( gelsomini, clematidi, passiflore, ipomeae), oltre ad una sezione di acquatiche e succulente...una fantasmagoria di colori, insomma, ma anche di odori, a partire da quello del pelagornio a foglia profumata che ci ha fatto compagnia durante la passeggiata lungo le mura.

Fra tutti gli espositori, hanno incontrato il nostro interesse due viviaisti, Iride e Casa Rocca, specializzati nella produzione degli amatissimi iris ed hemerocallis.. Il loro catalogo presenta una selezione di barbati alti, da bordura e nani che per forma e colori niente hanno da invidiare agli splendidi iris di Provenza. Una scoperta davvero interessante!

E passiamo alle piante da orto e da frutto: nelle immagini seguenti una pirotecnica, multicolore collezione di zucche (sorelle minori della campionessa della mostra: una zucca rossa da 80 Kg che ci pentiamo di non aver fotografato) e un tavolo specificamente dedicato a una succulenta rassegna di pomacee.

   

Poco rappresentati gli antichi mestieri (due soli stand) ma ciò che è mancato in quantità è abbondato in qualità. Intanto un cestaio, immancabilmente anziano (c'è davvero da temere per la scomparsa di quest'arte), che intrecciava canestri secondo una tecnica del tutto diversa da quella da noi appresa in Sicilia. Diversa come diverso era il materiale di partenza: sottili strisce di legno di castagno anziché polloni e canne. Una tecnica più semplice ma non meno efficace.

Anche il secondo stand era dedicato all'intreccio, ma secondo una tecnica ancora diversa, che ha come materiale di partenza il giunco palustre. I risultati li possiamo vedere nella fotografia qui sotto a destra: sporte, ceste, cappelli, corde. A sinistra invece la pianta che fornisce la materia prima.

   

Tornando ai vivaisti, l'incontro più interessante è stato certamente quello con Alessandra Orsi che insieme al marito gestisce un vivaio biologico nell'alto Lazio e che ha in catalogo fra l'altro una vasta serie di varietà ortive antiche o rare. Da lei abbiamo acquistato dei pomodorini gialli di due diverse varietà: tondi e "a lampadina" che ci sono stati presentati come fra i più vicini al pomodoro originario, quello da cui poi sono derivate tutte le cultivar successive. Ci è stato detto anche che queste varietà sono resistenti alle crittogame al punto da non aver bisogno di trattamenti rameici. Affermazione entusiasmante, che sottoporremo a severissima verifica la prossima estate. Intanto i semi sono gelosamente conservati.

Ma murabilia non è soltanto sopra le mura bensì anche sotto. Una sezione dedicata in particolare al museo del castagno e alla frutta antica è ospitata nei sotterranei del baluardo San Regolo. Qui ci siamo soffermati soprattutto sui tavoli dell'istituto tecnico agrario Bocchialini di Parma, di cui vogliamo segnalare la pubblicazione di Enzo Melegari, Come realizzare il frutteto familiare con varietà rustiche.

E poi c'è stata la visita guidata all'orto botanico. Perché fra i tesori che il centro storico di Lucca racchiude c'è anche un suggestivo e ben curato arboreto, e la zona delle mura in cui si svolta Murabilia è stata proprio quella a esso adiacente. Non cominciamo neanche a descrivervelo. Vi diciamo solo che la visita, dallo stagno, alla collina artificiale, alla serra delle piante grasse, alla zone delle aiuole delle piante officinali è durata quasi due ore, e sarebbe potuta tranquillamente durare il doppio. Un orto botanico del resto, è un museo vivente: non lo si può descrivere, lo si deve visitare e basta.

Ancora una noticina finale: da Murabilia siamo venuti via portandoci dietro una vera e propria biblioteca: dal trattato del CNR IATA di Firenze sul castagno a quelli dell'ARSIA sui germoplasmi, al già citato testo sul frutteto familiare, ... e poi i cataloghi, ovviamente quello dell'ADIPA, oltre ai numerosi altri dei principali vivaisti presenti, fino ai semplici depliant. Crediamo di poter dire che raramente da una mostra siamo usciti così "carichi" (in senso sia entusiasticamente metaforico che faticosamente letterale) di informazioni.

Sul sito web di Murabilia si legge oggi: Arrivederci al 2004. Sicuramente arrivederci. Noi ci saremo.

Maria Grazia Ferrario

Filippo Schillaci

11 novembre 2003


Per approfondimenti:

Il sito ufficiale di Murabilia, dal quale sono tratte le immagini di apertura e di chiusura di questa pagina.

Il sito dell'ADIPA