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E' possibile un'agricoltura senza sostanze di origine animale? Il 27 novembre scorso, dopo una mia conferenza a Monza su quello che negli ultimi tre anni è divenuto il mio "solito" argomento, mi sono state poste due domande di tutt'altro genere: è possibile un'agricoltura che non faccia uso di sostanze di origine animale? Ed esistono aziende che la praticano su scala commerciale? Il motivo di esse ovvio: le sostanze di origine animale, anche quando si riducono al semplice letame utilizzato per la concimazione, provengono quasi sempre da allevamenti, intensivi o meno che siano, finalizzati alla macellazione, o comunque allo sfruttamento economico di esseri senzienti ridotti a cose.
Alla prima domanda si può rispondere affermativamente: le sostanze di origine animale servono essenzialmente ad apportare al terreno azoto, mentre tutte le altre (fosforo, potassio, carbonio ecc.) possono venire da sostanze vegetali di ogni genere. Anche l'azoto però può venire dalle piante: è sufficiente adottare delle rotazioni che prevedano l'inserimento nel ciclo di una o più specie di leguminose, le quali ospitano nel loro apparato radicale dei batteri che fissano appunto l'azoto atmosferico. Alla seconda domanda non so rispondere con certezza, ma temo che la risposta sia negativa perché di fatto non esiste una richiesta da parte dei consumatori. L'esperienza insegna però che ovunque esista una richiesta, e dunque un potenziale mercato, lì si crea immediatamente un'offerta anche se, probabilmente, c'è da aspettarsi prezzi più alti del normale. Dunque la prima cosa da fare è creare la richiesta, organizzare un gruppo d'acquisto e poi contattare i produttori biologici della propria zona. Qualcosa accadrà. Filippo Schillaci 11 dicembre 2004 |