Home page


Il giardino che produce
Home (Page)
Indice degli articoli
Indice delle zone
Il laboratorio

 

Premio Artusi 2006

Martedì, 23 Maggio 2006

Gentile Gondrano, Mi chiamo Sergio Pasini, vorrei segnalarle una notizia ed un evento ad essa collegato che trovo coerente con molti dei contenuti a cui fa riferimento il suo sito: ad una donna senegalese, Julitte Diagne Ciss, animatrice di organizzazioni popolari rurali africane, segretario generale di A.S.D.I (Association Sénégalaise pour le Développement Intégré) e custode delle tradizioni alimentari e della biodiversità della regione della Casamance, (Senegal Meridionale) è stato attribuito il Italia uno dei più prestigiosi riconoscimenti nazionali, medaglia d'argento della Presidenza della Repubblica Italiana, dopo Yunus, Vandana Shiva, Milud, Petrella, Eduardo Galeano, etc, è stato conferito il PREMIO ARTUSI 2006 (vedi: Scheda Julitte Diagne Ciss). Questo riconoscimento viene assegnato "ad un personaggio internazionale che a qualsiasi titolo si sia distinto per l'originale contributo dato alla riflessione sui rapporti fra l'uomo ed il cibo".
In controtendenza a quanto assistiamo nel nostro paese, quest'anno il premio viene assegnato a un personaggio che, oltre ad avere una militanza politica e di animazione sociale oramai da oltre quaranta anni, incarna tre caratteristiche peculiari: l'essere DONNA, AFRICANA e CONTADINA.

La consegna del premio avverrà il 18 Giugno 2006 a Forlimpopoli, paese natale del grande gastronomo romagnolo, all'interno delle celebrazioni artusiane.

Durante la cerimonia verrà proiettato, il documentario del regista romano Emilio Navarino L'essenza della Casamance (2004) (vedi: http://www.festivalcinemaafricano.org/index.php?pag=vis_film&id_film=284 e http://www.panafricana.it/cms/rubrique.php3?id_rubrique=51) e sarà allestita una mostra fotografica sulla regione lagunare della Casamance e sulle attività dell'A.S.D.I. di Oussouye ( http://digilander.libero.it/paolocoluccia/casamance.doc), la ONG di cui la signora Diagne Ciss è animatrice.

Le invio in allegato il comunicato stampa su A.S.D.I., sulla mostra di Forlimpopoli e una scheda su Julitte Diagne Cisse.

A vostra disposizione se vi servissero ulteriori informazioni,

Sergio Pasini


A.S.D.I. (Association Sénégalaise pour le Développement Intégré) è una O.N.G. senegalese che ha sede ed opera nell'estremo sud del Paese, nella regione della Bassa Casamance. A.S.D.I., è stata fondata nel 1988 da Juliette Diagne e Pascal Manga per rispondere ad uno stato di forte difficoltà della popolazione. Un deficit provocato dalla siccità, dall'isolamento e dalla guerriglia indipendentista che ha segnato gli ultimi 25 anni di questo territorio.
A.S.D.I. opera in diversi settori: microcredito per incentivare la piccola imprenditorialità femminile, lotta alla salinizzazione dei terreni, orticoltura per differenziare e migliorare l'alimentazione delle famiglie.
A.S.D.I. rivolge una particolare attenzione agli equilibri ambientali, sociali ed economici nel territorio, ricercando continuamente la legittimità della propria azione con il coinvolgimento diretto della base della popolazione.


Omaggio a Nazaire Diatta
"La Morte non ha ombra". Proverbi Diola della Casamance.
La regione del Senegal dove vive e opera il Premio Artusi 2006 Julitte Diagne.
Tratto da: Nazaire Diatta "Proverbes Diola de Casamance", Paris 1998, Ed. Karthala, ACCT.
"Il rendere altro è inevitabile e, per Ciascuno, l'Altro è il "cuore di tenebra". Ma nel contemplare l'Altro, è necessario essere modesti e ammettere uno svantaggio relativo, dal momento che la collocazione periferica del contemplatore preclude una comprensione compiuta. Questa oscurità costituisce le Tenebre. Tuttavia, queste tenebre non sono nient'altro che un simulacro, una visione attraverso i nostri occhiali scuri.
In realtà, c'è sempre abbondanza di luce nel "cuore di tenebra". Olu Oguibe
Immagini: Emilio Navarino, sergio pasini e Alina Renditiso. Consulenza espositiva: Morena Pedrini.
Selezione testi e traduzione: sergio pasini.


Premio Artusi 2006 - Julitte Diagne Cisse
Nella figura di Julitte Diagne Cisse, sono sintetizzati i caratteri di un continente, l'Africa, la cui immagine troppe volte è deformata da rappresentazioni etnocentriche o paternalistiche, nascondendone complessità ed ambivalenze. Attraverso il vissuto di Julitte Diagne si può rileggere la storia di questo continente ed in particolare, quella degli ultimi 50 anni della regione lagunare senegalese della Casamance: l'oppressione coloniale, il sogno delle indipendenze, le forme di neocolonialismo, le migrazioni dalle campagne, la recente urbanizzazione selvaggia, la speranza dell'autonomia, la tragica realtà della guerriglia indipendentista che, dai primi anni '80, grava su questa regione. Alle vicende politiche si affiancano gli eventi climatici: le carestie dovute alle siccità degli anni Settanta e Ottanta e la conseguente salinizzazione dei terreni.
Questo è il contesto in cui la Storia di Juliette Diagne si dipana e si intreccia tra il suo ruolo di madre di famiglia e la rete delle relazioni vernacolari. Julitte nasce a Mlompl, un villaggio nel cuore dei Paesi Diola, nel dipartimento di Oussouye, alla fine degli anni '30. Nei primi anni '60 ricopre il ruolo di responsabile, prima regionale poi nazionale, della Gioventù Cattolica Rurale Senegalese. Fino ad arrivare ad essere un componente dell'Ufficio Mondiale del Movimento. Verso la fine degli anni '60, di ritorno dopo l'esperienza internazionale, diventa Responsabile dello Sviluppo Rurale presso il Ministero dell'Agricoltura e, in un secondo mandato, al Ministero della Donna e dell'Infanzia senegalese a Dakar.
Contemporaneamente, sotto la spinta della popolazione, continua la sua militanza politica come deputato del Partito Socialista Senegalese. Alla fine degli anni ottanta Julitte Diagne, assieme a Pascal Manga, fonda l'O.N.G. A.S.D.I. (Association Sénégalaise pour le Développement Intégré) per rispondere, dopo i primi, devastanti, anni di guerra civile, all'aggravarsi delle condizioni di vita delle popolazioni rurali.
La sintesi del lavoro di animazione sociale e di emancipazione delle contadine e dei contadini nel dipartimento di Oussouye e degli immigrati interni a Dakar, sta nella quotidianità della relazione diretta con le persone. Questa sintesi si ritrova nella "normalità", nella condivisione degli spazi, dei problemi familiari (che spesso diventano saghe claniche che coinvolgono reti di persone), nella convivialità del riso e del vino di palma, nell'essere presente, nel mettersi in discussione, nel parlare la stessa lingua e nel sottostare, come tutti, ai "limites" della Tradizione. Ma l'aspetto straordinario del lavoro di Julitte e di A.S.DI. sta nella "modernità" dei suoi contenuti come la capacità di recepire contributi provenienti da settori diversi e la rivalorizzazione della Tradizione in termini di innovazione.
L'altro punto focale del lavoro di Julitte Diagne è il cibo. E cibo per un diola significa riso, (e vino di palma). Migliorare le condizioni di vita, significa migliorare l'alimentazione. Da qui la lotta contro la salinizzazione delle risaie coltivabili, con il sistema delle dighe antisale; la rete degli orti di villaggio autogestiti dai Groupements femminili, per arricchire ed integrare la dieta della famiglia con frutta ed ortaggi freschi, senza alcun trattamento chimico e la creazione di una struttura, la Mutuelle di credito e risparmio, che permetta alle contadine di accedere a piccoli prestiti a condizioni eque, per sostenere la microimprenditorialità femminile. Per questo suo impegno Julitte Diagne, alla fine degli anni novanta, è stata insignita con la più alta onorificenza senegalese: la "Médaille de Lion".
"Il valore è il denaro, il cibo e la sussistenza. Ma il valore sono anche i valori relazionali e la riconoscenza.. i contadini stessi possono essere dei trasmettitori di conoscenza ai professori universitari.". Questa è una citazione di un passo di Julitte Diagne tratto da una riunione di A.S.D.I., su una delle progettualità ora in cantiere, che riguarda la rivalorizzazione in ambito aromaterapico delle piante aromatiche della Farmacopea Tradizionale Senegalese della Casamance. In queste parole c'è la filosofia e l'essenza del suo lavoro.